Guida fiscale per Hobbisti: vendere prodotti homemade

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Hobbisti: se vendo le mie creazioni come devo regolarmi da un punto di vista fiscale? Quali sono gli adempimenti per partecipare ad un mercatino per vendere le mie creazioni? Queste sono alcune delle principali domande che ci rivolgono gli hobbisti che voglio vendere i prodotti che hanno realizzato. Di seguito la guida per vendere i propri oggetti home made.

Questo contributo è dedicato a fare chiarezza in merito alla disciplina fiscale che gli hobbisti devono rispettare per la vendita dei propri realizzati homemade. Le moltissime domande che ci pervengono su questo argomento mostrano come l’attività di vendita di oggetti realizzati da hobbisti generi molta confusione, sia perché la normativa da rispettare è molto variegata (oltre alla normativa nazionale vi sono poi i vari regolamenti regionali), sia perché su internet ci sono molte fonti di informazione, ma non tutte aggiornate o corrette.

Cerchiamo, quindi di fornire una breve e semplice guida agli adempimenti civilistici fiscali ed amministrativi, utile a tutti gli hobbisti che vogliono provare a vendere i propri prodotti, senza avere problemi con l’Amministrazione finanziaria.

Chi è l’hobbista?

Prima di entrare nel vivo della disciplina è opportuno andare a chiarire chi sono i soggetti che possono essere considerati hobbisti, e come si differenziano dai venditori professionisti? In Italia non esiste una disciplina nazionale che regolamenti l’hobbistica, infatti l’articolo 28 del D.Lgs. 114/98 rimanda alle varie disposizioni regionali che a loro volta definiscono gli hobbisti come operatori non professionali che vendono, propongono, espongono, o barattano, in modo sporadico ed occasionale, prodotti di modico valore, per lo più opere della propria creatività o del proprio ingegno. In pratica, gli elementi che caratterizzano un hobbista, sono i seguenti:

  • Vendita, baratto o scambio di prodotti di modico valore, cioè prodotti che non possono in ogni caso avere un valore superiore a €. 250 (il limite in alcune regioni scende fino a €. 100);
  • Svolge l’attività in modo occasionale, cioè in modo del tutto saltuario (max. 30 giorni l’anno), in modo non professionale, senza vincolo di subordinazione e senza vincolo di mezzi (ad esempio, rispetto il limite se decido di partecipare a uno/due mercatini l’anno, ma non se pratico tutti i mercatini della regione, ogni settimana);
  • I ricavi derivanti dall’attività, che devono essere certificati dal rilascio di una ricevuta non fiscale, non possono superare la soglia dei €. 5.000 annui.

Se vi rispecchiate in questi requisiti allora rientrate nella categoria degli hobbisti, ovvero dei soggetti che vendono prodotti realizzati in home made, in maniera non professionale e potete trovare di seguito la guida per vendere in tranquillità i vostri prodotti.

Venditori professionisti

In caso contrario, se non rientrate in questi requisiti, voi siete dei veri e propri venditori professionisti, ovvero soggetti che pur realizzando i propri prodotti in maniera autonoma e artigianale, effettuano un’attività di vendita continuativa ed organizzata a prescindere dalla natura dei beni commercializzati.

Se la vostra attività di vendita è continuativa (ad esempio vendete in e-commerce), se vendete in maniera professionale con un marchio, oppure con un’organizzazione di mezzi (avete un locale, usate pubblicità, cartellonistica, ecc), oppure avete superato la soglia dei €. 5.000 annui, allora siete dei commercianti, e come tali siete soggetti all’obbligo di apertura della partita Iva, all’iscrizione alla Camera di Commercio (sezione commercianti o artigiani), alla presentazione della Segnalazione certificata di inizio attività (SCIA) al vostro Comune, e alla tenuta delle scritture contabili (quest’ultimo obbligo peraltro ha un contenuto differente a seconda del regime fiscale al quale si è assoggettati).

Naturalmente in questo caso è indispensabile la consulenza di un Dottore commercialista, che si occupi di affiancarvi sia per gli adempimenti fiscali (dichiarazione dei redditi e tenuta della contabilità), sia per i vari adempimenti amministrativi. Per chi volesse maggiori informazioni ci contatti pure nei commenti.

Hobbisti e ricevuta non fiscale

Come abbiamo appena visto l’hobbista è un venditore occasionale, che per diletto decide di vendere un prodotto che ha realizzato, effettuando un’attività del tutto artigianale (non in serie), e con compensi limitati nel corso dell’anno. Per questi soggetti, quindi, la normativa fiscale è piuttosto semplice. Basterà rispettare poche semplici regole per essere in regola con l’Amministrazione finanziaria. La prima regola riguarda l’emissione della ricevuta non fiscale. La ricevuta non fiscale è la ricevuta che viene emessa da parte dei privati (non titolari di partita Iva), quando effettuano la cessione di un bene.

La ricevuta deve essere emessa al momento di incasso del corrispettivo di vendita, e sulla stessa deve essere sempre apposta una marca da bollo da €. 2,00, quando l’importo della vendita supera le €. 77,47. La marca da bollo è a carico del cedente, ma può essere addebitata all’acquirente. Per maggiori informazioni sulla compilazione della ricevuta non fiscale e per scaricare una bozza di ricevuta, vi riamando a questo articolo: “Ricevuta: istruzioni per l’uso“.

La seconda regola riguarda la conservazione delle ricevute emesse. Le ricevute, oltre che per attestare l’avvenuta transazione di denaro, rappresentano un documento che vi sarà utile per capire se dovete predisporre la dichiarazione dei redditi. In questa sede non è possibile trattare tutti i casi, ma vi basti sapere che se non avete altri redditi nell’anno, se avete effettuato cessioni sino €. 4.800, siete esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. In caso contrario (se ad esempio siete anche lavoratori dipendenti) dovrete indicare, nel quadro dei redditi diversi, di cui all’articolo 67, comma 1, lettera i) del DPR n. 917/86, (quadro D del modello 730 o quadro RL del modello Unico), i compensi percepiti dalle vendite di oggetti home made.

La vendita nei mercatini

Solitamente gli hobbisti che desiderano vendere i propri prodotti, partecipano a mercatini occasionali organizzati da varie associazioni presenti nei vari comuni, oppure dal comune stesso. In questo caso è necessario essere in possesso di tutta la documentazione necessaria per la “vendita temporanea“, da esibire in caso di possibili controlli da parte delle forze dell’ordine:

  • Dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà che il venditore deve presentare presso il Comune dove si svolge, in cui si dichiara di esercitare l’attività di esposizione e vendita di proprie opere d’arte, nonché quelle dell’ingegno a carattere creativo senza necessità di autorizzazione amministrativa (articolo 4, comma 2, lettera h), D.Lgs. n. 114/98). Non vi è un modello standard, ma potete trovare il modello di vostro interesse presso la pro loco competente per il proprio Comune, oppure presso le varie associazioni che si occupano di promuovere i vari mercatini locali;
  • Tesserino degli hobbisti. Varie normative regionali o comunali prevedono il rilascio di un tesserino degli hobbisti obbligatorio per esporre le proprie creazioni nei mercatini (il tesserino ha un costo variabile);
  • Eventuale altra documentazione aggiuntiva richiesta dai singoli Comuni, come ad esempio, il pagamento della tassa legata all’occupazione di suolo pubblico.

Normative territoriali

Come vi sarete accorti è impossibile riassumere tuta la normativa regionale o comunale in dettaglio, in quanto ognuna ha regole proprie. Per questo motivo è sempre opportuno informarsi presso il Comune ove si svolge la manifestazione, oppure presso l’ente che organizza il mercatino. Ricordo agli hobbisti che è possibile partecipare anche a più mercatini durante l’anno, a condizione che non si superino i 30 giorni l’anno in cui si effettua la vendita.

In alternativa alla vendita nei mercatini è possibile utilizzare la formula dei temporary shop, ovvero negozi temporanei, che restano aperti per meno di 30 giorni all’anno, per i quali gli adempimenti amministrativi e fiscali sono molto ridotti. Per maggiori informazioni su questo tipo di attività vi rimando a questo contributo: “Temporary store: guida all’apertura e adempimenti“.

La vendita su internet

Accanto alla tradizionale vendita dei prodotti nei mercatini, molti hobbisti preferiscono provare a vendere sfruttando internet. Ebbene, in questo caso le cose si complicano, ed è necessario prestare molta attenzione. In linea generale, ad un hobbista non è consentito avere un proprio sito internet dove si espongono i propri prodotti se sugli stessi vi sono applicati prezzi di vendita, senza la preventiva apertura di una partita Iva. Attenzione, questo non vuol dire che un hobbista non possa avere un proprio sito vetrina dove espone le proprie creazioni, ma soltanto che se sul sito non possono essere esposti prezzi di vendita, se non si è preventivamente aperto partita Iva.

Infatti, il primo aspetto da chiarire è che per l’Amministrazione finanziaria il soggetto che apre un proprio sito internet per la pubblicizzazione o la vendita di prodotti, e considerato a tutti gli effetti un commerciante, e come tale deve sottostare a tutti gli obblighi fiscali, contabili e amministrativi visti sopra, per i soggetti che devono aprire partita Iva. Chi fosse interessato ad avere maggiori informazioni su questa disciplina, può trovare aiuto da questo contributo: “Aprire partita Iva per la vendita di beni in e-commerce“.

I marketpalce

Per tutti gli altri hobbisti, che invece, non ritengono opportuno, o non sono interessati, alla vendita professionale, è possibile ovviare a tutti questi adempimenti, facendovi ospitare da altri siti web, come vetrina per i vostri oggetti. Infatti, l’hobbista che desidera vendere le proprie creazioni online senza possedere partita Iva, può avvalersi di uno dei tantissimi marketplace, dove esporre i propri prodotti. Vi possono essere marketplace dedicati esclusivamente ad uno specifico settore merceologico, come misshobby.com, etsy.com, e molti altri, oppure marketplace generalisti, destinati ad ospitare vari prodotti e servizi, come e-bay.it, subito.it, ecc.

Tuttavia anche in questo caso è necessario prestare la dovuta attenzione, in quanto anche in questo caso la vendita deve essere occasionale, come visto per i mercatini reali (non virtuali). Se l’attività di vendita online è organizzata, abituale (si lasciano prodotti in vetrina sul sito per settimane), e si superano le soglie di vendita di €. 5.000 all’anno, allora anche in questo caso è necessaria l’apertura di una partita Iva.

Il contratto di conto vendita

Il contratto estimatorio o di conto vendita è disciplinato dagli articoli 1556 e seguenti del codice civile, secondo il quali:

con il contratto estimatorio una parte (denominata tradens) consegna una o più cose mobili all’altra (denominata accipiens) e questa si obbliga a pagare il prezzo, salvo che restituisca le cose nel termine stabilito“.

In pratica, con questo tipo di contratto, un soggetto cedente consegna una fornitura di beni, ad un altro soggetto cessionario, il quale contrarrà l’obbligo di pagarne il prezzo d’acquisto soltanto nell’ipotesi in cui, entro un dato periodo di tempo, riesca ad effettuare la vendita della merce affidata. Il contratto estimatorio può essere utilizzato anche dagli hobbisti, che possono sfruttarlo per trovare potenziali negozianti che possano mettere in vetrina i loro prodotti. Per maggiori informazioni sul contratto di conto vendita potete consultare questo articolo: “Contratto estimatorio: disciplina civilistica e fiscale“.

In conclusione, possiamo dire che per effettuare la vendita di prodotti realizzati home made, è necessario prestare molta attenzione alla normativa civilistica e fiscale in vigore. Per questo motivo, quanti di voi avessero ancora qualche dubbio in merito, possono contattarci tramite i commenti, oppure tramite l’apposito servizio di assistenza online.

About Fiscomania

Fiscomania
Federico, 31 anni, mi occupo di consulenza verso imprese e professionisti e della loro pianificazione fiscale. Dal 2013 gestisco Fiscomania.com. Se volete approfondire la vostra situazione personale da un punto di vista fiscale oppure se avete un quesito personale contattatemi direttamente. Grazie

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150 comments

  1. marco di milano

    trovo niente male come guida,
    ma ci tenevo pure a dire che seguo degli amici che partecipano attivamente ai mercatini di hobbysti – fiere della creativita’- mercatini pulci e di tutte quelle attivita’ che non rientrano nella fatti specie riguardanti il commercio parliamo di decine di mercatini ((liguria- piemonte – lombardia))
    dove e’ necessario avere necessariamente la licenza commerciale e la partita iva.
    nessuno dico nessuno ho mai visto rilasciare la ricevuta non fiscale, anche con la finanza e l’annonaria in giro quello che conta effettivamente e’ essere in possesso dell’atto di notorieta’ ed eventualmente del tesserino degli hobbysti sopratutto se non si vendono cose realizzate da se vedi opere del proprio ingegno e del proprio intelletto in particolare quando si fa’ a capo di una organizzazione o una associazione dove si paga la quota di partecipazione legata all’evento e quindi regolamentata dalle norme vigenti.
    da quello che si evince anche parlando con tutti i venditori interpellati e’ sufficiente portare l’atto di notorieta ed eventualmente il tesserino, parliamo di gente non i miei amici che partecipano a questi mercatini da anni.
    magari il discorso della ricevuta ricade per tutti quelli che fanno vendite al di fuori di questi contesti pagando al comune solo lo spazio pubblico.
    penso che nessuno che fa i mercatini si arrichisca, anzi e’ piu’ le volte che non si guadagna nulla e si faccia fatica a recuperare le spese relative alla quota di partecipazione, e da quello che so gli enti preposti ai controlli sanno benissimo che e’ cosi.
    mi piacerebbe avere conferma da altri di quello che vi ho scritto.
    saluti marco di milano

    • Fiscomania

      Salve,
      in merito al suo commento volevo soltanto precisare che i soggetti che operano nei mercatini ed hanno partita Iva, sono comunque tenuti a rilasciare ricevuta, ma questa volta si parla di ricevuta fiscale, oppure su richiesta del cliente devono emettere fattura.

      • sul fatto dei commercianti che operano nei mercatini e’ assodato che devono essere in possesso di partita iva e rilasciare la ricevuta fiscale, io mi riferivo esclusivamente agli hobbysti e creativi .
        rispondetemi in base a quella richiesta.
        grazie infinite
        marco

        • Fiscomania

          Gli hobbisti che operano nei mercatini devono rilasciare ricevuta non fiscale, quando effettuano la cessione di un bene da loro prodotto. Che poi effettivamente non sia così, non lo metto in dubbio, ma questo è quando prescrive la normativa.

  2. Se un Hobbista non deve esporre i prezzi, come fa a vendere su ebay o su siti di annunci , dove si deve esporre il prezzo?

    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      un hobbista non può esporre i prezzi nel caso in cui li esponga su un proprio sito web. Se mettesse i prezzi effettuerebbe un’attività commerciale di e-commerce che richiede obbligatoriamente: partita Iva, iscrizione alla Camera di Commercio, iscrizione all’Inps, ecc. L’hobbista può vendere su piattaforme come e-bay ma esclusivamente in maniera saltuaria, altrimenti anche in questo caso (se ad esempio vi sono vari oggetti in vetrina che vi permangono per molto tempo), si presume che lo stesso eserciti attività commerciale, con le conseguenze di cui sopra.

      • Fiscomania, un chiarimento. Tu scrivi:Se l’attività di vendita online è organizzata, abituale (si lasciano prodotti in vetrina sul sito per settimane), e si superano le soglie di vendita di €. 5.000 all’anno, allora anche in questo caso è necessaria l’apertura di una partita Iva.
        Mia domanda: Debbono sussistere entrambe le situazioni oppure anche solo una cioè: puó essere continuativa e non raggiungere € 5.000 per non aprire la partita iva? E se non raggiunge € 5.000 posso non dichiararli?
        Grazie

        • Fiscomania

          Salve,
          la normativa fiscale prevede che l’apertura della partita Iva è obbligatoria in caso di attività esercitata abitualmente, a prescindere dall’importo dei compensi percepiti. La soglia dei €. 5.000 è indicativa del fatto che l’attività non è più occasionale, ma diventa abituale. Quindi, la risposta alla sua domanda è che si deve aprire partita Iva anche se non si raggiungono i €. 5.000 ma l’attività che svolgiamo è abituale. I compensi percepiti devono essere sempre dichiarati nel quadro dei “redditi diversi” della dichiarazione dei redditi.
          Nel caso in cui volesse approfondire il discorso sull’apertura della partita Iva può leggere il nostro contributo sul regime forfettario, che offre molti vantaggi per chi intende aprire partita Iva.

  3. Buonasera a tutti. premetto la mia posizione fiscale al fine di dare un quadro completo della situazione. Sono dipendente a tempo indeterminato, ho pi come regime minimi per attivitá di design diverse. Mi diletto anche nella realizzazione di prodotti home Made per il periodo natalizio (palline decorative, babbi natale ecc). Sto valutando, avendo un negozio di una conoscente sfitto, la possibilitá di poter utilizzare il locale per la vendita di alcune mie creazioni sotto il periodo di natale. Vorrei poter tenere aperto solamente 4 giornate (sabati). Il mio commercialista ravvede in questa attivitá un attivitá commerciale in tutti i sensi, con l’obbligo dei relativi adempimenti (scia, iscrizione in cciaa ecc). Perché invece non posso rientrare nel caso degli hobbisti? È infatti una prestazione puramente occasionale che andrei a dichiarare tra i redditi diversi del mio unico. Aspetto una risposta, grazie!

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività di vendita di beni è considerata attività commerciale da esercitare con partita Iva, iscrizione in CCIAA, Scia da presentare in Comune, e iscrizione alla gestione commercianti Inps. Gli hobbisti hanno facoltà di effettuare la cessione di beni da loro prodotti, senza tutti questi adempimenti proprio perché essi operano senza abitualità, e sotto determinati limiti reddituali, e per questo possono vendere soltanto emettendo una ricevuta. Se lei decide di aprire un negozio, anche solo per pochi giorno, per vendere i suoi oggetti, deve sottostare a tutte le regole: prima di tutto l’apertura di un negozio, fa presumere un’attività abituale e quindi necessita di partita Iva e iscrizione in CCIAA (e iscrizione alla gestione commercianti Inps), e poi per poter tenere aperto deve comunicare al Comune l’attività che vuole fare tramite la presentazione di una SCIA. Questi adempimenti sono obbligatori, aprire e gestire un negozio è a tutti gli effetti un’attività commerciale per il Fisco, non può mai essere considerata un’attività da hobbista. L’hobbista è solo colui che crea per hobby, appunto, alcuni oggetti, e che saltuariamente ha occasione di vendere, ma mai in un negozio proprio, in quanto diventerebbe automaticamente un commerciante. Quello che lei vuole fare è un temporary shop, ovvero negozi che aprono solo in determinate occasioni. Tenga presente che ci sono queste particolari regole da seguire, e che sia fiscalmente che amministrativamente (mi riferisco alla SCIA), ci sono sanzioni elevate, per chi non rispetta le regole.

      • Tutto chiarissimo. Siccome voglio fare tutto alla luce del sole, nel caso invece di temporary shop, mi risulta che se l’attività è inferiore ai 30 gg si può solo fare la comunicazione SCIA al comune senza adempimenti in CCIAA. Sbaglio? E poi alla chiusura si deve fare un’ulteriore comunicazione.
        Nel caso invece fosso obbligatorio fare iscrizione in CCIAA e all’INPS Commercianti, poi alla chiusura del temporary shop (che comunque sarà inferiore ai 30 gg) cosa dovrei fare? E a livello di costi e imposte fisse (minimali INPS ecc.), sapete darmi qualche indicazione?
        Ancora grazie

        • Fiscomania

          Per aprire un termporary shop, è necessario essere in possesso di tutte le autorizzazioni/adempimenti necessari per aprire un negozio vero e proprio, a meno che non lo si voglia tenere aperto per meno di 30 giorni all’anno. Nel caso si tratta di partita Iva, comunicazione in CCIAA, iscrizione INPS gestione commercianti e SCIA al Comune. Tutte autorizzazioni da presentare prima dell’apertura e poi successivamente dopo alla chiusura del negozio. A livello di costi, ci sono tutti quelli legati alla gestione del negozio. I costi principali sono legati all’affitto dell’area, alle attrezzature, all’esposizione, e alla gestione fiscale/amministrativa degli adempimenti da porre in essere, come descritti.

  4. Salve,vi scrivo perché sto pensando di vendere alcuni prodotti da me realizzati.avevo pensato di aprire una pagina, dedicata, su un social network su cui caricare le varie immagini dei prodotti. La pagina avrebbe un puro scopo illustrativo in quanto la vendita sarebbe poi effettuata di persona. A quanto ho capito,quindi,per essere considerata solo hobbista, non devo indicare i prezzi dei prodotti sulla pagina,devo emettere la ricevuta non fiscale al momento della vendita e non devo superare i 5.000 euro annui. Non mi è chiara la parte dei 30 gg all’anno perché non avendo intenzione,al momento, di partecipare a mercatini,come mi posso regolare? E per quanto riguarda le materie prime, occorre tenere traccia dell’acquisto?Grazie in anticipo

    • Fiscomania

      Salve,
      i limiti quantitativi e dei giorni servono per avere un parametro per separare l’attività occasionale dalla vera e propria attività commerciale o artigianale di vendita che devono essere regolate con l’apertura della partita Iva. Se lei intende aprire una pagina web all’interno di un social network come vetrina per gli oggetti che realizza può farlo liberamente a patto di non esporre i prezzi, altrimenti l’attività diventerebbe automaticamente commerciale. In questo caso il limite dei 30 giorni non la riguarda in quanto non espone prezzi, e quindi la sua è solo una vetrina di prodotti, e non un vero sito di e-commerce. Per le materie prime teoricamente lei potrebbe portarle in deduzione del reddito, ma operando come privato diventa difficile stabilire quanta materia prima ha utilizzato per la vendita dei prodotti venduti durante l’anno. Insomma, per dedursi il costo dovrebbe essere in grado di documentare e provare, in caso di controlli, che quell’effettiva materia prima a concorso a formare quel prodotto (cosa che nella maggior parte dei casi è assai difficile da dimostrare).

  5. Buongiorno, realizzo x hobby bigiotteria fatta a mano e vorrei proporre il conto vendita ad alcuni negozi. Da quanto scritto sopra deduco che posso farlo senza partita iva a patto che non vengano esposti i prezzi e che non superi il famoso limite dei 5000€, perché a questo punto sarebbe una semplice vetrina corretto?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      per realizzare un contratto di conto vendita, per lei non è obbligatoria la partita Iva, a patto che la sua attività non sia di tipo abituale, questo a prescindere dalla soglia dei €. 5.000. Per farle capire: se lei ogni mese realizza oggetti e stipula contratti di conto vendita, l’attività che lei realizza non può essere considerata come occasionale, e quindi regolata attraverso il rilascio di una sua ricevuta, ma per il Fisco è un’attività abituale che richiede la partita Iva.
      Il discorso di non esporre i prezzi, riguarda chi ha un proprio sito internet o una pagina facebook, dove espone foto dei propri oggetti. In questo caso, queste pagine devono essere solo delle vetrine e non devono esporre i prezzi di vendita, altrimenti si passa da vetrina a vero e proprio sito di e-commerce, che richiede l’esercizio professionale con partita Iva.
      Il consiglio che posso darle è di iniziare l’attività con ricevute per prestazione occasionale e poi valutare il da farsi quando i contratti di conto vendita aumenteranno. Se vuole potrà confrontarsi con noi, per valutare il momento opportuno di apertura della partita Iva.

  6. Buonasera, sono casalinga e dipingo quadri per passione. Vorrei provare a venderli in internet su etsy o ebay o altro. Non voglio aprire una partita iva visto che non so nemmeno se ne venderò uno! Con il fisco come funziona?
    Grazie mille!

    • Fiscomania

      Salve,
      la sua domanda è molto generica, se legge l’articolo sovrastante, potrà farsi un idea della normativa. Nel suo caso, se si tratta di mettere su un portale soltanto uno o due dipinti, allora nel momento in cui riuscirà a venderne uno emetterà una semplice ricevuta. Se, invece, si tratta di mettere sui portali molti oggetti, lei avvierebbe un’attività commerciale e dovrebbe aprire partita Iva. Se vuole dopo la vendita dei suoi primi quadri, possiamo risentirci per analizzare più in dettaglio la convenienza, nel suo caso, all’apertura della partita Iva.

      • Grazie per la risposta.la mia e le altre risposte sono state esaustive per capire ciò che mi è permesso e cosa no senza partita iva. Chiedo scusa se non sono riuscita a scrivere prima queste due righe . Naturalmente farò del mio meglio per dimostrarvi il mio ringraziamento!

  7. Gentile Fiscomania, ottima guida ben spiegata per la vendita degli hobbisti, solo una cosa non ho capito, la vendita sui siti “marketplace” , lei dice che se l’hobbista lascia le sue creazioni per settimane nelle vetrine virtuali diventa “commerciante” a tutti gli effetti , ma se questi siti chiedono soldi per contratti annuali allora sono in cattiva fede? se non posso esporre per tutto l’anno che pago c’è qualcosa che non quadra, o no??
    guardando in alcuni di questi siti leggo che questi articoli di hobbisti sono esposti in questi negozi virtuali da 2-3 anni, violano la legge allora??
    la ringrazio in anticipo per la sua risposta e la saluto cordialmente

    marwy

    • Fiscomania

      Salve marwy,
      la normativa fiscale italiana prevede che chiunque effettui in maniera non occasionale, e quindi abituale, la vendita di oggetti, sia per definizione un commerciante, e quindi debba rispettare tutte le normative civilistiche e fiscali che riguardano questa attività commerciale, prima tra tutte l’apertura della partita Iva. Il concetto di hobbista, ovvero colui che produce per hobby, appunto, un bene e per diletto (piuttosto che per guadagno), effettua la vendita di questo oggetto, viene lasciato libero di rilasciare una semplice ricevuta al momento dell’incasso del corrispettivo. L’hobbista, tuttavia, quando espone (con i prezzi) su vari siti o social network le proprie creazioni, è assimilato ad un commerciante che ha il proprio sito internet e che vende la propria merce. Per questo motivo, l’hobbista, se intende rimanere tale può esporre i propri prodotti, ma non può indicare il prezzo di vendita. La disciplina dell’e-commerce è molto chiara in questo. Per rispondere alla sua domanda, mi rendo conto che molti siti internet, permettano ai potenziali hobbisti di lasciare i propri prodotti esposti per molto tempo. L’obbiettivo del sito internet è quello di essere un “marketplace”, ovvero una vetrina per potenziali “commercianti”, non per i vari hobbisti. Mi rendo conto che per l’hobbista sfruttare questi siti sia importante, ma non devono dimenticare che qualora oltre alla creazione vogliano affiancare la vendita, non sono più hobbisti, ma veri e propri artigiani o commercianti, e come tali devono identificarsi nei confronti del Fisco. Non bisogna fare confusione tra hobbista, ovvero colui che produce qualcosa per hobby in maniera episodica e colui che produce per vendere. L’hobbista che lascia esposti i suoi prodotti con il prezzo di vendita viola la normativa fiscale, se lo fa in maniera costante nel tempo, non c’è dubbio. La responsabilità però non è tento del sito che lo ospita, quanto sua, che non si è adeguato alla normativa fiscale. Spesso la mancata conoscenza della normativa o il mancato consulto di esperti fanno commettere errori che possono avere conseguenze. Spesso l’apertura della partita Iva, con un regime fiscale agevolato, può essere meno onerosa di quanto si possa pensare. Tutto sta a cercare il giusto consulente a cui affidarsi. Spero di aver chiarito i suoi dubbi.

  8. Grazie ancora per i suoi chiarimenti, per terminare il discorso, allora se si tengono gli articoli esposti su un marketplace per meno dei “fatidici” 30 giorni va bene si è in regola anche senza partita Iva, mentre sul proprio profilo fb li si possono tenere sempre a patto che non ci siano i prezzi, esatto?? 30 giorni all’anno naturalmente.
    un saluto

    • Fiscomania

      E’ possibile tenere articoli esposti in un marketplace anche senza partita Iva in quanto io potrei voler vendere un vecchio oggetto e non per questo dovrei essere considerato un commerciante. Ma se l’attività di vendita è abituale divento commerciante e necessito di partita Iva. Sul proprio profilo fb, invece, se espongo i prezzi degli oggetti esposti, faccio diventare la possibile “vetrina” di fb, come un vero e proprio negozio di e-commerce, e quindi, devo avere anche in questo caso la partita Iva. Grazie a lei, spero che tornerà presto a visitare il nostro sito.

  9. Buongiorno, e grazie per questo articolo chiaro ma soprattutto aggiornato. Vorrei riprendere il commento fatto poco sopra da Simona, riguardante il contovendita presso i negozi. Mi sembra di capire dalla risposta che il consiglio è quello di iniziare con l’emissione di ricevute per prestazione occasionale, ma vedendo alcuni fac-simile in internet, si parla di ritenuta d’acconto.
    Trovo delle frasi tipo: ”
    La ditta XYZ effettuerà la ritenuta di acconto del 20 % sul corrispettivo erogato, da versare entro il ….. del mese successivo al pagamento.” e anche “Ricevero’, a vendita avvenuta, la somma di € _________________quale saldo, al netto della ritenuta di acconto del 20%. Tale corrispettivo è relativo a cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui all’art. 67 del DPR 917/86.”
    Vorrei capire se questa ritenuta deve essere considerata o no. Grazie.

    • Fiscomania

      Salve,
      effettuare contratti di conto vendita con vari soggetti e per peridi di tempo continuativi, presuppone che vi sia un’attività abituale da svolgere con partita Iva. Per ovviare a questo tipo di problematica (l’apertura di una partita Iva, con i costi con essa conseguenti), è possibile iniziare a vendere qualche oggetto con semplici ricevute per vendite occasionali. In questo modo può verificare qual’è la mole degli oggetti venduti e successivamente iniziare i contratti di conto vendita quando avrà aperto partita Iva. Quella che lei mi ha riportato non è una vera ricevuta, piuttosto una via di mezzo tra una ricevuta e un contratto di conto vendita. Nella ricevuta deve essere riportato che il soggetto A vende al soggetto B il bene indicato per il prezzo di euro xxxx. Il venditore emette una ricevuta dove inserisce i propri dati e quelli dell’acquirente, la data, il prezzo di vendita e la descrizione del prodotto ed applica una marca da bollo da €. 2,00. E’ importante inserisce una dicitura che identifichi in maniera univoca la cessione del bene: “corrispettivo relativo a cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui all’articolo 67 del DPR 917/86“. L’acquirente qualora sia un soggetto dotato di partita Iva è tenuto ad applicare la ritenuta d’acconto del 20% (articolo 25, primo comma, DPR n. 600/73). La cessione del bene avviene al momento del pagamento e del rilascio della ricevuta. Se il pagamento avviene quando il soggetto B (acquirente) effettua la cessione del bene a terzi, siamo di fronte ad un contratto di conto vendita. Spero di aver chiarito il suo dubbio.

      • Grazie per la risposta. Mi sembra quindi di aver capito che l’unico modo per lasciare dei miei oggetti in un negozio sia venderglieli emettendo una ricevuta nel momento in cui glieli lascio. E’ corretto?

        • Fiscomania

          Mi sembra la soluzione migliore. Il conto vendita, viene spesso promosso perché è vantaggioso per il “negoziante”, che così può mettere prodotti in vetrina senza pagarli, senza preoccuparsi del fatto che l’hobbista di turno potrebbe non essere in regola se effettua continuativamente contratti di conto vendita. Questo come regola generale, poi ogni situazione deve essere analizzata nel dettaglio per dare una risposta certa.

  10. gentile fiscomania, la disturbo ancora per un altro quesito riguardo
    al tesserino per hobbista, come detto lo rilascia il proprio comune
    di appartenenza, ma poi vale in tutti i comuni dove si svolgono
    i mercatini? e valgono anche in comuni fuori regione???
    che poi è la cosa che mi interessa di più .

    la ringrazio in anticipo per la risposta.

    • Fiscomania

      Salve,
      la normativa, riguardante il rilascio del tesserino per hobbisti, è quella della sua regione di appartenenza, che evidentemente ha previsto l’istituzione del Tesserino. Lo stesso è rilasciato dal suo Comune di residenza ed è valido in tutto il territorio Regionale. Ogni regione, infatti, ha la sua specifica normativa e le sue regole per il rilascio dei tesserini.

      • grazie per la sua velocità nel rispondere , dalla sua risposta allora deduco che
        se voglio andare a fare un mercatino in umbria per esempio, devo fare un secondo tesserino nel comune umbro dove si svolge il mercatino?………
        se è così allora il limite di mercatini all’anno va a farsi benedire, perchè
        ipoteticamente uno ne può fare 10 (se il limite annuale è tale) per ogni regione……..è così??

        saluti

        • Fiscomania

          Salve,
          non si perda d’animo. Io proverei a chiamare il Comune umbro dove si svolgerà il mercatino e chiederei se con il suo tesserino di altra regione può partecipare al loro mercatino come hobbista. Non sono a conoscenza di questo limite di 10 mercatini per regione, può darmi qualche riferimento in più per capire meglio.

  11. gentile fiscomania giusta osservazione chiamare il comune umbro per informarmi se si può partecipare con il tesserino del comune laziale, lo farò, ho letto sul web che ogni regione mette un limite annuale di partecipazione ai mercatini a proprio piacimento, chi ha fissato a 6 mercatini e via via al massimo qualche regione ne permette 12…………ed anche questa disparità nel porre limiti mi fa pensare che ogni tesserino vale nella
    regione dove è emesso…………mi informerò.

    grazie per la risposta

  12. buonasera Fiscomania, complimenti per la guida, desideravo porvi un quesito: sono un operatore creativo dell’ingegno (produco oggetti di cuoio di poco valore, braccialetti..) e durante un’esposizione in un centro commerciale ho subito una multa di euro 1000 dalla Guardia di finanza per “L’omessa installazione degli apparecchi per l’emissione dello scontrino fiscale previsti dall’articolo 1 della legge 26 gennaio 1983, n. 18”.
    ho fatto presente di non essere soggetto ad obblighi fiscali in quanto il mio volume d’affari è inferiore a 5000 euro ed occasionale la mia attività, ma nulla.
    Mi consegnate di impugnare la multa? Vi ringrazio in anticipo per la risposta che sarebbe di massima importanza per capire come muovermi. IO ritengo che la multa sia infondata

    • Fiscomania

      Salve,
      essere un creativo, produrre i progetti è un conto, ma provare a venderli direttamente in un centro commerciale è un altro. L’immagino che l’esposizione a cui ha fatto parte sia stata di un gruppo di hobbisti come lei, e che quindi la multa avrebbe dovuto essere fatta a tutti quanti. L’errore che ha commesso è quello di non aver rilasciato ricevuta, che nel suo caso sarebbe “non fiscale”. La Guardia di Finanzia non vedendole rilasciare alcun documento ha pensato che lei stesse agendo “in nero”, e quindi ha posto la multa. Per farsi annullare la multa lei dovrebbe documentare di aver partecipato ad una esposizione di hobbisti, dovrebbe dimostrare il motivo per il quale non ha esibito la dichiarazione sostitutiva di atto notorio, che avrebbe dovuto presentare al Comune per dimostrare che la sua vendita è occasionale, e poi anche fornire prova che la sua attività sia del tutto sporadica ed occasionale, non comportando alcun obbligo da un punto di vista fiscale. Insomma, al momento del controllo lei non era in possesso di alcun documento che dimostrasse la sua reale attività come hobbista, quindi la GDF l’ha multata. Per dimostrare il contrario dovrebbe avere valide giustificazioni, da portare in giudizio.

  13. Gentile Fiscomania, avrei un dubbio riguardo alla vendita di oggetti online tramite marketplace.
    Sono una creativa e realizzo in maniera occasionale accessori moda hand-made, ho da poco ideato una piccola collezione che vorrei destinare alla vendita online e dedicare un sito web dove esporre gli oggetti. Ora mi sorge un dubbio: l’inserimento di un link dal sito ad una piattaforma e-commerce come Etsy potrebbe trasformare il sito web da semplice vetrina a negozio? I prezzi sarebbero comunque esposti anche se in maniera indiretta, è esplicito il riferimento ad uno shop, dunque mi chiedevo se a questo punto sarebbe necessaria partita Iva.
    Grazie mille

    • Fiscomania

      Salve,
      quello che afferma è corretto. I siti vetrina sono quei siti gestiti esclusivamente per l’esposizione prodotti, senza alcun riferimento (diretto o indiretto) al prezzo. Quando, invece, nel sito si inseriscono i prezzi di vendita (e-commerce indiretto gestito dal proprietario), oppure si rimanda ad altre piattaforme che gestiscono la vendita, stiamo a tutti gli effetti esercitando un’attività commerciale, e come tale deve sottostare alla normativa fiscale prevista per questa attività. E’ necessario aprire partita Iva e gestire l’attività fatturando le prestazioni di vendita. Può valutare l’opportunità di aderire al regime forfettario, che permette notevoli vantaggi e riduzione di molti adempimenti annuali. Se interessata ad avere maggiori informazioni, e a valutare più concretamente l’opportunità di aprire partita Iva ci faccia sapere, la ricontatteremo in privato, con ulteriori informazioni.

  14. Salve. Sono un hobbysta in procinto di partire per la spagna, e sto cercando informazioni sulle regolamentazioni locali per la vendita in strada. Purtroppo ci sono vari punti che non riesco a chiarire. Potreste aiutarmi, anche solo indicandomi dove reperire documentazioni? Grazie mille

  15. Vedo che molti sono hobbisti o creativi, non leggo però, organizzatori di questi eventi. bene io sono il presidente di una associazione AP.S. che vuole organizzare una mostra di tre giorni dedicata ad hobbisti e creativi. Avendo un locale privato dove posso invitarli, mi necessita sapere se devo controllare se hanno la tessera di hobbista e la dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà, se possiedono la partita IVA ed infine a chi devo informare per poter effettuare tale evento? per gli hobbisti e creativi posso farmi rilasciare una autodichiarazione nella quale non sono responsabile di di dichiarazione mendace?

    • Fiscomania

      Salve,
      trattandosi di mercatino per hobbisti realizzato in area privata, non occorre alcuna particolare autorizzazione. L’aspetto principale da verificare con attenzione è che i soggetti che vi partecipano siano veramente hobbisti e non operatori professionali. Per farlo può richiedere di mostrare la tessera di hobbista e la certificazione di atto notorio che hanno rilasciato in Comune. In pratica dovrà verificare che a nessun nominativo corrisponda una partita Iva per l’esercizio di un’attività economica. Certamente, può farsi rilasciare una dichiarazione nella quale il partecipante si assume tutte le responsabilità in caso di dichiarazioni mendaci.

  16. Salve.
    sono un commerciante (bigiotteria e chincaglieria) con regolare licenza. Oltre ad effettuare rivendita di oggetti, ne produco anche artigianalmente (sempre di bigiotteria).
    Ho problemi a partecipare ai mercatini di hobbysti essendo commerciante ovviamente, ma mi chiedevo se posso rientrare anche come hobbista qualora in tali mercatini vendessi solo oggetti prodotti da me atrigianalmente.

    • Fiscomania

      Salve,
      per diventare hobbisti e partecipare a mercatini è necessario, tra le altre cose, rilasciare al Comune un’autocertificazione dove si dichiara di esercitare come hobbista, non possedendo una partita Iva legata al commercio. Ora, anche nel caso in cui lei effettivamente produca oggetti diversi, e li venda, la sua attività non può che essere quella commerciale, quindi li dovrà vendere con questa modalità. Esercitare come hobbista rappresenterebbe un modo per evitare la tassazione, se non fiscale, sicuramente quella contributiva. Per questo motivo l’Agenzia delle Entrate le contesterebbe il comportamento, e la mancata fatturazione di quelle vendite.

      • Grazie mille per la risposta, vorrei chiedervi un’altra cosa.
        Tempo fa mi è stato detto che ad un commerciante o un artigiano, anche qualora chiudesse la propria attività, non è mai più consentito iscriversi come hobbista.
        Mi sembra una gran bufala, però vorrei sentire il vostro parere.
        Se chiudo la mia attività, posso fare mercatini da hobbista vero?
        Grazie ancora

        • Fiscomania

          Se chiude la sua partita Iva e cessa l’attività da commerciante lei diventa un privato e come tale può rientrare nella normativa per gli hobbisti. Naturalmente a patto che lei sia effettivamente un hobbista, e che non mascheri un’attività commerciale di vendita sotto forma di hobbista. Mi spiego meglio: se lei chiude partita Iva, ma vende lo stesso oggetti nei mercatini in maniera continuativa, sta esercitando un’attività commerciale, sotto forma privata, quindi è passibile di sanzione. L’Agenzia potrebbe riaprirle d’ufficio la partita Iva e metterle a reddito i compensi percepiti da queste vendite. Bisogna fare molta attenzione in questi casi. Se chiudere partita Iva e operare come hobbista è un modo per evitare tassazione e contributi, allora è sconsigliabile, in caso di controlli si rischiano sanzioni e il pagamento integrale di tasse e contributi.

  17. Artista scoraggiata

    Gentili esperti, provo a sottoporvi il mio caso abbastanza complicato. Ho partita Iva in regime dei minimi come libera professione (Psicologa) che esercito da un anno ma avendo comunque un passato di illustratrice e la formazione artistica dell’Accademia, vorrei mantenere la mia attività creativa (materiali e spese espositive) con la vendita sporadica (purtroppo) delle mie opere. In passato ho avuto negozio ebay ed etsy, in perdita totale. Ora sto riattivando il negozio etsy, con l’idea di indirizzare al sito eventuali interessati soprattutto quando partecipò ad esposizioni dal vivo, con associazioni a cui però non posso essere presente per concludere le ipotetiche vendite… Pensavo di lasciare i quadri esposti, accompagnati da biglietti che rimandano alle piattaforme di vendita. Premetto che in questo modo realisticamente non mi aspetto neanche di recuperare le spese di partecipazione, che tra l’altro non posso neanche detrarre a meno che non aggiunga l’attività di artista come secondaria a quella di Psicologa… Ho comunque una gestione separata INPS già aperta, in questo momento ravvivata da una borsa di ricerca… Che devo fare? Ho già da anni il foglietto timbrato dal mio comune per la vendita di opere dell’ingegno, il problema è che la vendita è un evento raro… Ci mancano solo le multe e le marche da bollo! Aspetto lumi….

    • Fiscomania

      Salve,
      partiamo da un presupposto: l’hobbista è colui che effettua un’attività di produzione di oggetti utilizzando il proprio intelletto e la propria creatività. Si differenzia dall’artista proprio perché il suo obiettivo è la creazione per puro hobby, appunto, e non con l’obiettivo di vendere l’opera, che invece, contraddistingue l’attività dell’artista vero e proprio. L’attività artistica è un’attività professionale, questo a prescindere dal volume di ricavi conseguito dalla vendita delle proprie opere, e come tale deve essere esercitata con partita Iva, a maggior ragione se sta avviando una forma di vendita su una piattaforma virtuale. Su questo aspetto non possono esserci diversità di interpretazioni: la partita Iva è obbligatoria. A parte questo aspetto, la partita Iva le permetterebbe di potersi dedurre tutti i costi relativi: da quelli legati alla produzione dell’opera fino alle spese di partecipazione ad eventi, tutti oneri che le abbatteranno il reddito nel momento in cui effettuerà una vendita. Non vedo controindicazioni nel mantenere due distinti codici attività nella sua partita Iva, anzi in questo momento vi è la possibilità di dedurre maggiori costi. Anche da un punto di vista previdenziale, alla gestione separata, verserà soltanto quando avrà effettuato delle vendite.

      • Artista scoraggiata

        Grazie, quindi aprire con un secondo codice di attività sembra la cosa più conveniente, soprattutto in caso di basse vendite…benissimo! (non tenga conto del secondo messaggio che avevo riscritto pensando non fosse arrivato il primo) siete disponibili anche privatamente? come posso contattarvi? grazie

        • Fiscomania

          Può contattarci compilando il form presente sulla barra destra dell’articolo. In questo caso la ricontatterò direttamente via email.

  18. Artista scoraggiata

    Salve, molto interessante.
    In passato ho avuto PI come artista, facendo l’illustratrice e avendo una completa formazione in quel campo. Dopo circa 24 anni ho riaperto come Psicologa a regime dei minimi, ma mi tengo l’arte come ricerca personale. Preferisco non farmi rappresentare da gallerie, dati gli alti costi e la non disponibilità delle stesse a condividere i rischi. Quindi ogni tanto partecipo ad estemporanee o ad esposizioni come parte di associazioni di artisti, in passato mi sono anche fatta fare il permesso per la vendita di opere dell’ingegno….vendita però che è rarissima!!! Ora in previsione di un’esposizione alla quale non potrò essere presente di persona, vorrei riattivare il mio negozio Etsy o Ebay, per rimandare a questi eventuali visitatori interessati. Ma lo posso fare? e se abbinassi l’attività di artista come secondaria, utilizzando la PI? ho già una posizione INPS a gestione separata, questo potrebbe rendere tutto legale e mi permetterebbe di scaricare le spese, ma se non vendo nulla che succede? e se per puro caso vendessi? grazie, è raro trovare qualcuno esperto della normativa in questo settore, molto utile alle persone che come me vorrebbero fare le cose alla luce del sole senza avere costi insostenibili!

    • Fiscomania

      Si, se abbinasse un secondo codice attività per l’attività artistica potrebbe gestire la vendita sul portale, e avrebbe la possibilità di scarica i costi, oltre che agire come professionista, quindi in regola con la normativa. Se poi effettuasse una vendita il compenso confluirà insieme a quello della seconda attività (al netto dei costi deducibili), a determinare il reddito imponibile su cui applicare l’imposta sostitutiva dei contribuenti minimi. In pratica dovrà tenere due contabilità distinte, una per l’attività di psicologo e l’altra per l’attività artistica, in quanto su ogni reddito imponibile dovrà versare i relativi contributi, alla cassa psicologi e all’Inps. Per le imposte dirette, entrambi i redditi, come detto, sconteranno l’imposta sostitutiva. Se ha bisogno di maggiori informazioni, mi faccia sapere, la ricontatterò via email. Grazi e a lei per essere passata dal sito, spero tornerà a trovarci.

  19. Buongiorno, chiedo la Vs competenza perchè vorrei vendere come hobbista nei mercatini, dei prodotti alimentari (biscotti fatti in casa e torte piuttosto che qualche marmellata), a quali regole devo sottopormi essendo prodotti alimentari…è fattibile la vendita se confeziono i prodotti dentro a sacchetti trasparenti di cellophane oppure in vasi ermetici trasparenti ? Grazie, spero mi possiate aiutare

    • Fiscomania

      Salve,
      il consiglio che posso darle è che se veramente vuole produrre e vendere prodotti alimentari, dovrebbe farlo in maniera professionale (partita Iva e iscrizione in Camera di Commercio, nella sezione artigiani). Dico questo in quanto, la normativa disciplina questa attività soltanto in maniera professionale. Il Regolamento CE 852/2004 consente la vendita di prodotti realizzati in casa, a privati o esercizi commerciali a patto che il prodotto sia confezionato ed etichettato. Tuttavia, tale attività, anche se non professionale dovrebbe essere comunque approvata dal suo Comune, attraverso al presentazione di una SCIA per attività non commerciale. Ad oggi risulta la maggior parte dei Comuni non consentano questo tipo di attività, in quanto non rispetterebbe le varie normative igienico sanitarie, che invece sono tenuti a rispettare i soggetti che operano professionalmente. Per questo motivo operare nei mercatini in questo modo la mette fuori legge, e l’unica strada praticabile attualmente è quella di operare professionalmente.

  20. buongiorno il giorno 1 maggio avrò possibilità di esporre le mie creazioni adesive e t-shirt ad un evento in luogo privato ma aperto al pubblico. siccome vorrei nel caso anche vendere qualcosina , volevo capire come posso farlo senza avere una partita iva e senza prendere multe o sanzioni in caso di controlli. si tratta di vendere oggetti di massimo euro 10 di valore. non voglio spendere cifre per permessi e aperture posizioni iva. premesso che non si tratta di una fiera hobbistica, ma di un raduno di auto sportive. e che non ci sarà un vero e proprio mercatino, se non quei 2/3 stand del settore.

    • Fiscomania

      Salve, le consiglio di chiedere informazioni al proprio Comune per capire se le servono autocertificazioni per ottenere il tesserino di hobbista e poter esporre nei mercatini. Con quello sarà libero di vendere le sue creazioni, e non rischiare sanzioni in caso di controlli. Quando effettua una vendita rilasci una ricevuta al cliente. Naturalmente qualora l’attività diventasse continuativa la situazione cambia.

  21. Salve, io vorrei cominciare “L’attività” di hobbista….volevo capire ma se io nella creazione di un prodotto utilizzo computer, stampanti o presse (per esempio per fare magliette o quadretti di vario tipo con disegni o frasi personalizzate ovviamente non in serie), possono essere ritenuti tali prodotti idonei alla vendita in un mercatino per hobbisti?? perchè leggevo che i prodotti devono essere fatti a mano….poi altra domanda…l’hobbista non può svolgere tale attività per più di 30 giorni all’anno….ma come lo si deve dimostrare tale dato?? in caso di controlli se un hobbista avesse svolto tale attività per più tempo come lo verrebbero a scoprire?? E soprattutto a quali sanzioni andrebbe incontro, anche nel caso il guadagno sia inferiore o uguale ai famosi 5000 euro??

    • Fiscomania

      Salve, non bisogna confondere l’attività degli hobbisti, con chi invece vuole avviare un’attività economica. L’hobbista è colui che crea oggetti con le proprie mani (piccoli manufatti), e li espone in appositi mercatini, ove è possibile arrivare a vendere i prodotti. Naturalmente l’hobbista non deve effettuare questa attività di esposizione e vendita in modo continuativo, altrimenti si effettua un’attività commerciale. La verifica viene fatta da ispettori Comunali solitamente. Per il fisco conta l’abitualità, e non la soglia dei compensi, per determinare l’obbligo di aprire partita Iva.
      I soggetti che come lei vogliono creare oggetti, con mezzi meccanici devono creare un’impresa per poter vendere i loro prodotti.

  22. Buonasera,
    vorrei sottoporvi il mio problema:
    da qualche anno realizzo gioielli in metallo (ottone) e pietre non preziose e vorrei venderle online. Non riesco a capire se l’aprire una partita iva e relative autorizzazioni sia direttamente connessa all’obbligo di avere un laboratorio / sede anch’esso provviso di eventuali autorizzazioni. Ovvero: se io nel mio garage realizzo i miei gioielli e decido di aprire una p. iva, ricevo automaticamente controlli inerenti al locale di lavorazione?
    Inoltre ho già avuto una partita iva, chiusa il settembre scorso, per la mia attività principale (geometra) e vorrei sapere se questo è in contrasto con la possibilità di avvalersi del regime forfetario.
    Grazie mille per la vostra disponibilità!

    • Ultimo dubbio: voi consigliate di mettere in vetrina le proprie creazioni sui marketplace come per esempio Etsy rispettando tutte le regole degli hobbysti, ma non mi è chiaro come si possa farlo nel momento in cui se io metto i miei prodotti su etsy sono praticamente costretta ad inserire un prezzo.
      Grazie!

      • Fiscomania

        Per quanto riguarda i marketplace, l’hobbista come qualsiasi altro cittadino privato ha facolta di utilizzare questi portali per vendere un bene, ma deve essere chiaramente un’attività occasionale e non ripetitiva. Metto in vendita un oggetto una volta, ma non posso mettere in vendita tutti gli oggetti che produco manualmente, altrimenti si configura un’attività commerciale non correttamente dichiarata. Se io espongo i prezzi sul mio sito internet dove espongo i miei prodotti sicuramente esercito un attività commerciale abituale, per quello devo operare con partita Iva. Sui marketplace, come qualsiasi soggetto privato posso provare a vendere un oggetto, ma se l’attività di vendita è continuativa o di fari oggetti diversi, allora anche in questo caso si configura un’attività commerciale, da esercitare con partita Iva. Spero di aver chiarito il suo dubbio.

    • Fiscomania

      Salve, partiamo dal presupposto che l’hobbista non è colui che produce per vendere, ma è il soggetto che produce oggetti per suo diletto e che saltuariamente, può trovarsi anche di fronte ad una vendita. Il soggetto che produce oggetti e li rivende a terzi è l’artigiano. Questa premessa è fondamentale per capire come è regolata la disciplina degli hobbisti. Naturalmente se lei produce gioielli in ottone e vuole venderli deve inquadrarsi fiscalmente come un artigiano, il che vuol dire partita Iva, gestione previdenziale Inps, e autorizzazioni per il laboratorio. Altrimenti le cose che produce potrebbe venderle solo occasionalmente, il che vuol dire senza pubblicizzarsi in qualsiasi forma. Se lei ha chiuso da poco la partita Iva e adesso la riapre per l’Agenzia delle Entrate è come se la partita Iva non fosse mai stata chiusa e quindi ripartirebbe dal regime fiscale che aveva in precedenza.

  23. Buongiorno
    le chiedo delucidazioni su questo argomento: realizzo bomboniere per amici e parenti, acquistando i confetti in negozio e creando la confezione. Faccio mercatini per hobbisti (con regolare tesserino) con soprattutto bigiotteria e vorrei iniziare a portare anche alcuni esempi di bomboniere che poi realizzerei solo su ordinazione. Lo posso fare? Come mi devo comportare per la questione delle normative igienico-sanitarie?
    Grazie mille

    • Fiscomania

      Salve, questa attività proprio peechè ha anche a che fare con normative igienico-sanitarie, non può svolgerla come hobbista, ma deve avviare un’attività commerciale. Nel momento in cui lei accetta un ordinazione non è più un hobbista ma un artigiano che produce e vende, quindi deve sottostare alla normativa fiscale per gli artigiani. Solo in questo modo potrebbe essere in regola con tutte le normative.

  24. Salve, sono arrivata al suo sito grazie al post scritto su Briciole e Puntini e vorrei porle alcune domande per chiarire alcuni miei dubbi.
    Premessa: sono disoccupata e non trovo lavoro da anni, visto che so usare l’uncinetto vorrei provare a vendere le borse che realizzo.
    La mia idea è quella di aprire uno shop online sulla piattaforma Etsy, dove ogni articolo rimane “in vetrina” per 3 mesi.
    Le domande a questo punto sono molteplici:
    1- Se ogni tanto mettessi in pausa lo shop su Etsy, ed esempio ogni 2 settimane, verrebbe considerata comunque come attività commerciale continuativa? (quando il negozio viene messo in pausa tutti gli articoli non sono più visibili e non è possibile ricevere ordini)

    2- Quando può costare, indicativamente, la partiva IVA annuale di un artigiano?

    3- Se aprissi partiva IVA, visto che probabilmente venderò pochissimo almeno nei primi tempi, è strettamente necessario rivolgersi ad un commercialista o posso gestire le cose da sola? Ho fatto alcune ricerche online al riguardo e ho letto che per un artigiano si può arrivare a migliaia e migliaia di euro annui per il commercialista e io non potrei assolutamente permettermelo.

    Vorrei aprire partiva IVA, ma non vorrei fare il passo più lungo della gamba.

    • Fiscomania

      Salve e benvenuta su Fiscomania.com, capisco benissimo le sue perplessità e le dico subito che sono le stesse che ogni soggetto che vuole avviare una propria attività si pone. In questo è fondamentale la consulenza di un Commercialista, proprio per evitare che possa fare il passo più lungo della gamba, sia riguardo all’apertura della partita Iva, sia riguardo alla sua gestione annua, per quanto riguarda tutti gli adempimenti fiscali annui.
      Mi sembra di capire che la sua attività al momento non sia ancora partita, il consiglio che posso darle è quello di provare ad aprire la sua pagina di Etsy magari con qualche sua creazione che crede possa avere maggiore successo, magari per i primi tre mesi e vedere un attimo come va. Per le vendite che riscontrerà potrà utilizzare un modello di ricevuta per vendita occasionale. In questo modo potrà verificare se e come potrà essere l’attività di vendita vera e propria, da gestire con partita Iva. Nel momento in cui l’attività di vendita inizia ad essere continuativa, è necessario aprire partita Iva, e in questo le consiglio, se non lo ha già fatto di verificare se ha i requisiti per adottare il regime forfettario (qui il link al nostro articolo). Si tratta di un regime fiscale molto vantaggioso, e con pochissimi adempimenti fiscali, quindi anche il costo del Commercialista è minimo. Il fatto che più ostacola i piccoli commercianti come lei è però la gestione previdenziale, che ordinariamente prevede il versamento di circa €. 3.600 annue di contributi fissi (a prescindere dal fatturato). Con il regime forfettario è tuttavia possibile ridurre tali contributi del 35%. Una bella agevolazione. Se vuole avere maggiori informazioni la ricontattiamo via email.

      • La ringrazio molto per la risposta.
        Credo seguirò il suo consiglio di aprire una pagina su Etsy per qualche mese e vedere come va.
        Avrei un’altra domanda: ho un blog (su piattaforma Blogger) dove parlo di vari argomenti ma soprattutto delle mie creazioni. Se aprissi una pagina nel mio blog, chiamata ad esempio “le mie creazioni in vendita” con le foto delle mie creazioni senza alcun prezzo, e in fondo alla pagina scrivessi “per informazioni, acquisti o commissioni scrivetemi a [lamiaemail]” sarai in regola come hobbista?

        • Fiscomania

          Sul blog non dovrebbe esserci alcun riferimento alla vendita degli oggetti, quindi toglierei esplicitamente la parola acquisto, lasciando un più generico scrivetemi se siete interessati. Per quanto riguarda la vendita sulla piattaforma mi auguro che possa ottenere il successo che merita. Se avesse bisogno di stimare meglio il volume di vendita che le consente di sostenere i costi di una partita Iva, mi faccia sapere.

  25. Salve , sono un ceramista a tempo perso,quindi non professionista , sono senza p.iva e vorrei
    partecipare ai mercatini per hobbysti e creativi del proprio ingegno, ma vorrei farlo senza rischiare
    multe o problemi fiscali , sto girando tutti i siti per le normative del caso e devo dire che c’è una
    confusione incredibile, la prima domanda che le vorrei fare, ma l’hobbista e il creativo o handmade
    o artigiano per diletto, non sono due cose diverse??
    ho trovato commercialisti che dicono che l’hobbista è quello che vende le cose usate e spesso
    dicono che deve dichiarare l’elenco delle merci esposte e anche la provenienza, e possedere
    il tesserino rilasciato dal comune, tesserino che è escluso per chi espone e vende opere del proprio
    ingegno o l’handmade come detto sopra.
    per la documentazione da esibire per l’opi c’è l’autocertificazione che non è da consegnare al comune
    ma solo da esibire alle autorità in caso di controllo, l’autocertificazione è nata proprio per sburocratizzare
    le pratiche e in ultimo i suoi colleghi escludono l’obbligo della ricevuta ne tantomeno l’apposizione della
    marca da 2 euro se non per importi superiori a 77, qualcosa euro , anche perchè mi sembrerebbe
    inverosimile che uno venda una cosetta da 3-4 euro e debba metterci una marca da due euro.
    in giro ci sono tanti moduli per l’autocertificazione,in uno di questi ho trovato questi articoli di legge
    lei che ne pensa???

    “Consapevole che le dichiarazioni mendaci, la falsità negli atti e l’uso di atti falsi sono puniti ai sensi
    del Codice penale e delle leggi speciali in materia, dichiara: di esporre e vendere oggetti di propria
    creazione, intesi come opere dell’ingegno creativo, senza necessità di autorizzazione amministrativa ai sensi
    dell’art. 4 comma II lettera H del D.L. 31-03-1998 nr. 114 e ai sensi dell’art. 1 comma II del decreto
    ministeriale 21-12-1992 per le categorie non soggette all’obbligo di documentazione disposto dall’art. 12
    comma I legge 30- 12-1991 nr. 413 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale del 22-12-1992 nr. 300 riguardante
    l’esonero dall’obbligo di rilascio di ricevuta fiscale.”

    dopo aver acquisito tante informazioni e fattomi un’idea ,leggendo tutte le sue risposte sono ripiombato
    nell’incertezza totale, la prego mi chiarisca il tutto.

    la ringrazio in anticipo e la saluto

    gennaro

    • Fiscomania

      Salve, mi sembrava di aver già chiarito gli aspetti legati alla ricevuta, ma forse è necessario ribadire ancora questo aspetto. La dichiarazione che ha trovato è una sorta di autocertificazione che lei è un hobbista, ovvero un soggetto che non esercita attività commerciale o artigianale, ma che espone oggetti realizzati con il proprio ingegno creativo. Gli hobbisti, come qualsiasi soggetto privato non hanno obbligo di rilasciare la ricevuta fiscale quando riescono a vendere un oggetto, ma tuttavia, a mio personale parere, il rilascio della ricevuta è opportuno per due motivi: si fa capire chiaramente che l’attività è occasionale, e se ne rilascia un documento (la ricevuta), che lo attesta, e secondo per poter avere traccia di tutti i compensi percepiti dalla vendita, che dovranno essere tassati. Rilasciare la ricevuta non è obbligatorio, ma a mio avviso è opportuno.

  26. Salve..in primis complimenti per il sito, i consigli e le informazioni che pubblicate.
    Vorrei richiedervi alcune delucidazioni riguardo alla categoria Hobbista. Mi pare di aver capito che si appartiene alla categoria solo con la produzione di oggetti artistici o bigiotteria, mentre per oggetti di altra natura no??!!!
    Ovvero, prodotti che includono componenti di vario genere, acquistati separatamente e assemblati nel proprio artigianato, non possono essere venduti dal hobbista????
    Ho realizzato una specie di mini torcia, con led e batteria acquistati a parte, mentre tutto il resto è da me costruito.. posso venderle come hobbista ?? in caso contrario come dovrei comportarmi?
    Tale prodotto o anche quelli di artigianato artistico necessitano di marcatura CE o altre prescrizioni segnalate sulla confezione o fogiletto illustrativo??
    Attendo vostre notizie e porgo cordiali saluti.

    • Fiscomania

      Salve e grazie, l’hobbista è colui che produce qualcosa prevalentemente utilizzando il proprio ingegno. Anche nel suo caso può vendere questo oggetto come hobbista. Se il suo obiettivo è quello di vendere l’oggetto al pubblico in maniera continuativa, quello che deve fare e operare come artigiano, e avere tutte le necessarie autorizzazioni e certificazioni. Per il momento fino a quando l’attività di vendita sarà sporadica, può farlo tranquillamente come hobbista.

  27. Salve, vivo in un paese in provincia di Brescia. Realizzo degli oggetti che vorrei vendere e, non potendo aprire la partita iva, vorrei venderli in mercatini per hobbisti. Ho così chiesto info riguardanti il tesserino dell’hobbista al mio comune ma la risposta che ho ricevuto è che “al momento non è previsto, in regione Lombardia, il rilascio del tesserino (come avviene per esempio in Emilia Romagna) per l’esercizio dell’attività di Hobbista e l’attività di vendita è riservata ai commercianti. Gli Hobbisti dal punto di vista giuridico/commerciale, ad oggi, non esistono nell’ordinamento. L’hobbista ha un Hobby, un passatempo. Alcune regioni come detto, visto la vastità del fenomeno, si stanno muovendo. La regione Lombardia ha allo studio una legge, non ancora promulgata per disciplinare la materia”.
    C’è una soluzione?
    Grazie
    Distinti saluti

    • Fiscomania

      Salve, non esiste una disciplina nazionale per quanto riguarda gli hobbisti, in quanto sono le Regioni, di concerto con i Comuni che decidono di regolamentare specificatamente la materia, come hanno fatto alcune regioni che hanno previsto l’apposito tesserino. La soluzione è quella di affidarsi alle varie associazioni di hobbisti e seguire assieme a loro l’evolversi della situazione.

  28. Salve una domanda da cui non riesco a capire , se invece di produrre qualcosa da me compro in quantita moderata un prodotto e lo rivendo occasionalmente non superando i 5000 euro l anno avrei bisogno di aprire una partita iva o no ? grazie

    • Fiscomania

      Salve, se lei acquista e rivende prodotti, anche occasionalmente, è configurabile come commerciante, e come tutti i commercianti deve aprire partita Iva, obbligatoriamente, oltre all’iscrizione in Camera di Commercio e al versamento dei contributi Inps. Questo è quanto prevede la normativa fiscale.

  29. Salve, a breve parteciperò al mio primo mercatino per hobbysti tramite la proloco. Mi hanno detto che non è necessario il tesserino e che non dovrò rilasciare obbligatoriamente la ricevuta non fiscale. Ma quello che proprio non sanno dirmi è se POSSO esporre accanto alle mie creazioni il prezzo di vendita. Aiutatemi Voi per favore, non vorrei incorrere in sanzioni. Grazie

    • Fiscomania

      Salve, se inserisce i prezzi di vendita si presuppone che lei sia un commerciante, e non un hobbista. Il prezzo di vendita non può essere indicato, a meno che lei non voglia avviare un’attività artigianale.

  30. Salve,
    vorrei un informazione, sono un hobbista e vorrei vendere una mia creazione nel regno unito ad una portale che successivamente rivenderà la mia creazione, come devo comportarmi?vorrei sapere se innanzitutto posso e se si, come posso farmi pagare e quale è la mia posizione nei confronti del fisco.
    grazie.

    • Fiscomania

      Salve, se questa è una attività solo episodica che non si ripeterà in futuro le baserà rilasciare una ricevuta per il compenso che riceve. Poi inserirà il compenso percepito in dichiarazione dei redditi.

    • Salve
      la ringrazio molto per la rapidità della risposta, cortesemente le chiedo ma se io se volessi continuare a vendere saltuariamente nel regno unito, come dovrei comportarmi, cosa cambierebbe?e con quale sistema posso farmi pagare?
      grazie

      • Fiscomania

        Se l’attività continua dovrà aprire partita Iva e fatturare la prestazione. Se rispetta i requisiti potrebbe aderire al regime agevolato per chi apre partita Iva (“regime forfettario”). Per il pagamento può scegliere quello che vuole, ma sono opportuni mezzi tracciabili come bonifico o Paypal. Se ha bisogno di una consulenza più approfondita la contatto in privato.

  31. Buonasera, forse ad un quesito simile al mio è già stata data una risposta, ma provo gentilmente a proporlo.
    Possiedo come molte persone l’hobby di dipingere, e non nascondo che mi piacerebbe vendere online anche qualche mio lavoro. Ovviamente non possiedo partita iva, ne ho in prospettiva di aprirla, dato che le mie velleità artistiche e commerciali sono limitate. Mi chiedevo però, visto che ho scoperto molti siti online, spesso stranieri, specializzati in promozione e vendita di opere pittoriche, o comunque attinenti all’arte visiva, se nel caso mi iscrivessi e oltre a tenere un profilo, lasciassi necessariamente proporre al sito, come avviene di prassi, alcuni miei lavori con indicato il prezzo, se in quel caso rientrassi automaticamente nella categoria dei venditori, continuativi anche se per delega. Associata a questa domanda però sorge in me un altra questione, e cioè se invece che online, esponessi in una galleria, una volta sola all’anno, per un periodo poniamo di 15 giorni circa, e dovessi anche vendere qualcosa, pur rimanendo sotto la soglia dei 5000 euro annui, rientrerei in quale categoria? In attesa di una vostra gentile risposta, vi porgo i miei cordiali saluti.

    • Fiscomania

      Salve, come già accennato in precedenza se si espongono le proprie creazioni in un portale Web per periodi continuativi, si presuppone che si stia svolgendo un’attività di tipo artigianale o commerciale, da esercitare con partita Iva. Attività di esposizione su portali Web prolungata comporta la presunzione di una attività che non può essere definita come occasionale. Di tutt’altro avviso può essere l’esposizione per qualche giorno all’anno in una mostra, in questo caso potrebbe essere considerata un’attività occasionale, che potrebbe essere gestita con una ricevuta qualora vi fosse una vendita. Naturalmente questo vale se l’esposizione è di qualche giorno all’anno, se invece si partecipa a varie esposizioni all’anno in diverse mostre, allora anche in questo caso siamo di fronte ad una attività abituale.

      • Grazie davvero per il chiarimento, quello però che ancora non ho chiaro è questo : se dovessi aprire un mio sito, e mettessi ovviamente esposte a titolo esemplificativo, alcune mie opere senza nessun indicazione di prezzo, potrebbe il numero delle opere esposte rappresentare di per se un criterio per farmi rientrare nella categoria dei lavori continuativi? Insomma vi è il buon senso nel porre il numero delle immagini esposte, per non apparire un potenziale sito di rimando ad un attività continuativa? E l’altra cosa decisiva che non sono riuscita a capire dalle risposte che avete dato ad altri utenti è quella riguardante i tempi dell’esposizione online nel proprio sito di una medesima opera. In buona sostanza se il sito non espone prezzi, ma solo un eventuale contatto mail, la permanenza prolungata, per tempi indefiniti di una, tutte, o più opere nelle pagine del sito, farebbe scattare la valutazione che interviene nel caso dei siti di e commerce o insomma nei portali, generici o specialisti che siano? e vi è da fare differenza tra proprio sito e sito ospitante sempre non finalizzato alla vendita?) Ancora grazie per la cortese disponibilità.

        • Fiscomania

          Salve, se lei apre un suo sito ove non ci sono indicazioni legate alla vendita delle sue opere non si tratta di sito commerciale, ma semplicemente di una vetrina. Naturalmente non dovrà essere fatto cenno al fatto che le opere sono in vendita non dovrà essere esposto un prezzo di vendita o l’esplicita indicazione di contatto per avere informazioni sulla vendita. Insomma, deve trattarsi di una semplice esposizione. In questo modo non ci saranno possibilità che vi sia un’attività commerciale dietro al sito. Il numero delle opere esposte non può da solo essere preso a riferimento per una attività commerciale del sito. I siti di e-commerce sono regolati da una apposita disciplina, partecipare a questi siti espone il soggetto all’esercizio automatico di attività commerciale. Pubblicare un proprio sito senza alcun rimando ad attività commerciale è lecito, e si possono lasciare pubblicate le foto senza limiti di tempo. A patto di non dare riferimenti commerciali.

  32. Buongiorno,
    Ho letto tute le vostre spiegazioni ma una cosa non mi è chiarissima. Mi piacerebbe vendere dei miei quadri su etsy e ho letto nel sito che per vendere devo aprire con loro un negozio e che i miei quadri resterebbero esposti per massimo quattro mesi o fino a vendita. Non ho mai venduto e quindi sarebbe un esperimento, motivo per cui non voglio aprire una partita iva non sapendo se può funzionare. Ammettendo che io non venda più di 5 000 euro l’anno, posso farlo senza partita iva o devo aprirla?

    • Fiscomania

      Salve, non si deve guardare tanto alla soglia di ricavi percepita ma all’abitualità della prestazione. Lasciare un quadro esposto per molti mesi su un portale dedicato alle vendite induce che la sua attività sia abituale e quindi da esercitare con partita Iva. Naturalmente può iniziare con questo “esperimento”, per i 4 mesi, e se dovesse vendere il quadro può rilasciare all’acquirente una semplice ricevuta. Tuttavia, se dovesse proseguire nel tempo, è opportuno pensare seriamente ad aprire partita Iva. Se ha bisogno di maggiori informazioni, anche solo farsi un’idea dei costi di una partita Iva, mi faccia sapere.

      • Grazie mille per la sua risposta. Era proprio ciò che volevo sapere, cioè se per cominciare con pochi pezzi e per poco tempo potevo fare senza partita iva. Nel caso poi la cosa funzioni e da esperimento passi a mettere altri quadri in vendita per altro tempo penserò di fare diversamente. In tal caso le chiederò i costi. Solo una precisazione, le ricevute che dovrei rilasciare sono quei blocchetti da compilare a mano che si vedono adoperare nei mercati?

  33. Buongiorno, nel mese di maggio, avendo perso il lavoro, ho iniziato a partecipare ad alcuni mercatini come hobbista nei paesi limitrofi al mio, esponendo piccole creazioni in fimo (orecchini, anelli, portachiavi, cindoli ecc.). Ora vado a raccogliere fragole e spesso mi vengono regalate quelle piccole, ho iniziato a fare la marmellata di fragole e, visto che a chi l’ho regalata è piaciuta tantissimo, pensavo di provare a venderla. Quando espongo le mie creazioni in fimo posso anche vendere le mie marmellate oppure ho bisogno di permessi particolari? I miei mercatini sono molto saltuari da inizio maggio ad oggi ne ho fatti 4. In attesa di una sua gradita risposta porgo distinti saluti

    • Fiscomania

      Salve, non le consiglio la vendita di prodotti alimentari come hobbista. La vendita di alimenti in ambito artigianale e commerciale ha delle precise regole da rispettare. Molti Comuni chiedono il rispetto di alcuni requisiti per la vendita, come la partecipazioni a corsi di Haccp, o altro. Le consiglio, per sicurezza di contattare il Suap del suo Comune. Per quanto riguarda le altre vendite può continuare ad emettere ricevuta.

      • Ok grazie! Vorrà dire che la marmellata che farò la terrò per la mia famiglia e magari la userò per fare piccoli pensierini di Natale a parenti e amici.

  34. Buongiorno, ho un locale a Milano catastato a10 ma acquistato come privato in cui svolgo la mia attività professionale. Per Natale vorrei organizzare all’interno del locale un mercatino per:
    – hobbisti che rilasceranno le loro ricevute e prenderanno i soldi dagli oggetti venduti
    – un banco di lavori fatti a mano sempre da hobbisti i cui ricavati andranno in beneficienza a una onlus

    io non riceverò soldi ma metto a disposizione lo spazio come privato.
    Burocraticamente come devo muovermi?

    • Fiscomania

      Da un punto di vista amministrativo se l’immobile è privato non deve chiedere nessuna autorizzazione, tranne eventuali regolamenti condominiali. Per quanto riguarda la vendita chiederei al Suap del suo Comune, perché quell’immobile da loro non è individuato tra quelli che fanno attività di vendita al minuto.

  35. Salve,
    avrei una domanda da fare riguardo a questo argomento.
    Ho un negozio in cui vendo oggetti di vari artigiani locali, a breve aprirò uno shop online e vorrei far firmare una dichiarazione da parte dei suddetti artigiani in cui danno il consenso alla vendere online – non so se c’è una legge vigente in questi casi!-, in modo da essere coperta in caso di ripensamenti ecc..
    Grazie mille,
    Guia

  36. Buonasera, avrei una domanda banale sui marketplace : la ricevuta non fiscale va fatta? O vale semplicemente come ricevuta la documentazione di avvenuta vendita online? Io vorrei vendere dei prodotti digitali (immagini stampabili), quindi non esiste spedizione “fisica” di oggetti a cui allegare eventuale ricevuta non fiscale. Grazie, cordiali saluti.

    • Fiscomania

      Salve, non è obbligatorio il rilascio della ricevuta in questo caso. Tuttavia, emettere comunque la ricevuta aiuta a rendicontare la situazione delle vendite avvenute nell’anno, ai fini della compilazione della dichiarazione dei redditi.

  37. Buonasera, avrei una domanda sui marketplace. Sono un creativo SENZA PARTITA IVA e vorrei vendere qualcosa su Etsy e simili. E’ sufficiente/obbligatorio allegare la ricevuta non fiscale alle spedizioni? inoltre, è possibile vendere ovunque, vorrei potere vendere negli USA, o ci sono limitazioni? e nel caso sia possibile, quali documenti di viaggio o doganali sono necessari?

    • Fiscomania

      Salve, la ricevuta si allega solo se l’acquirente la richiede. Vendere all’estero, non è tipico di un hobbista, ma di un commerciante. Nel caso aprire partita Iva diventa indispensabile. Una volta aperta partita Iva dovrà essere compilato il DDT, da allegare alle merci che andrà a spedire.

  38. Salve, ho un e-commerce in cui metto in vendita alcuni prodotti (non tutti) realizzati da artigiani senza partita iva, tramite vendita occasionale. Loro mi cedono alcune loro creazioni in conto vendita, concordando un prezzo ed io li metto sul mio sito. Sul mio e-commerce ho anche prodotti realizzati da artigiani e commercianti regolarmente inquadrati a livello fiscale. In caso di controlli io, essendo titolare del sito web regolarmente iscritto alla camera di commercio, rischio qualcosa per la vendita di quei prodotti realizzati da chi non ha partita iva?

    • Fiscomania

      Salve, per i prodotti realizzati da hobbisti e messi in vendita sul suo sito lei è in regola se ha un contratto di conto vendita firmato, oppure se li ha acquistati direttamente deve farsi rilasciare una ricevuta per l’acquisto.

  39. salve,
    un sito web vetrina senza prezzi implica una vera occasionalità nella vendita, qualora non ci siano prezzi né venga menzionata la vendita, rispetto ad una vetrina su un marketplace dove effettivamente si vende continuamente? lo chiedo perché io creo oggetti ma non ho mai venduto nulla, nel caso dovessi vendere dubito fortemente di raggiungere un giro di affari tale da giustificare una partita iva, anzi, fallirei prima di incominciare
    per dire un sito dove dico sono pinco pallino e ho la passione per creare questo tipo di oggetto, con foto, descrizioni ecc, sono libero di farlo in un’ottica di sito personale e stop? se qualcuno è interessato mi contatta privatamente e a quel punto è realmente una transazione occasionale tra privati, mi conferma?
    grazie

    • Fiscomania

      Confermo quando dice, ma tenga presente che non c’è un limite minimo di reddito per aprire una partita Iva, il solo esporre prezzi di vendita in un sito o la sola predisposizione del soggetto alla vendita sono considerate attività che richiedono partita Iva, a prescindere dal volume dei compensi annui raggiunti.

      • la ringrazio per la risposta
        mi pareva di aver letto che una partita iva che non fattura viene chiusa d’ufficio o considerata perfino falsa perchè viene dato per scontato che non sia possibile non avere introiti e si viene considerati evasori, è vera questa cosa?
        lei consiglia di aprire subito la partita iva o di aspettare di avere un bacino di clienti effettivamente interessati e un minimo giro di affari?
        grazie

        • Fiscomania

          Se deve aprire partita Iva adesso per fatturare una prestazione all’anno, direi di no. Ma nel momento in cui vede che si tra creando qualche vendita, direi di si. Se la partita Iva è inattiva per qualche anno conviene chiudere, ma non ci sono problemi, o costi particolari da sostenere.

  40. Salve
    posso essere considerata operatrice dell’ingegno se assemblo varie parti di prodotti acquistati separatamente? In particolare costruisco profumatori per la casa con saponette profumate (che acquisto da un’azienda artigianale) e piccoli oggetti in legno, stoffa, metallo talvolta fatti direttamente da me, talvolta acquistati, e altri elementi decorativi vari (nastri, fiocchi, perle ecc). Io penso di sì perchè anche chi vende maglioni fatti a mano, compra il filo di lana. Vorrei avere però una sua conferma.
    Inoltre, io so fare il sapone “in casa”, ma in base alle informazioni da me raccolte, non posso venderlo ai mercatini perchè è necessario avere un laboratorio specifico che rispetti le norme di legge previste per la produzione dei cosmetici.
    Queste informazioni corrispondono al vero?
    La ringrazio

    • Fiscomania

      Questa è un’attività artigianale, allo stesso modo di chi fa maglioni di lana. Sono tutte attività artiginali, che fino a quando sono fatte in modo non abituale e senza vendita a terzi sono attività tipiche degli hobbisti. Quando invece l’hobbista vende abitualmente a terzi diventa a tutti gli effetti un artigiano, con tutti gli adempimenti del caso da effettuare.
      Per quanto riguarda i saponi e tutti gli elaborati che richiedono preparazioni specifiche è necessario rispettare la normativa in materia. Stessa cosa, per chi vuole vendere prodotti alimentari.

      • La ringrazio per la sollecitudine con la quale ha risposto.
        Io svolgo questa attività in modo del tutto saltuario ma non ho ben chiaro cosa significa “senza vendita a terzi”, visto che appunto vendo le mie produzioni nei mercatini.
        Può chiarirmi?

        • Fiscomania

          Un hobbista può certamente vendere nei mercatini, ma quando l’attività diventa abitudinaria e continuativa, a quel punto l’hobbista diventa artigiano. Questo significa che l’attività di mera creazione di oggetti, ed eventualmente di vendita, si trasforma in attività volta esclusivamente alla vendita, quindi sa esercitare con partita Iva.

  41. Buongiorno
    sono un’operatrice dell’ingegno e durante un mercatino in una cittadina non ho rilasciato una ricevuta (non fiscale) per una banale dimenticanza. In quel momento era presente la finanza che mi ha fatto un verbale per mancato rilascio di scontrino fiscale. A nulla è valso mostrare l’autocertificazione degli operatori dell’ingegno che porto sempre con me, hanno anche sostenuto che questa non mi esonerava dall’avere la partita iva!. Comunque, come di prassi, il verbale verrà esaminato dall’agenzia delle entrate che entro tre mesi deciderà se dovrò pagare la sanzione o no.
    Ho fatto mettere a verbale le mie dichiarazioni, ma nel caso mi venga contestata mi può dare consigli su un eventuale ricorso (visto che pare non ci sia un obbligo stretto di rilasciare la ricevuta) e a quanto eventualmente ammonta la sanzione?
    Grazie

    • Fiscomania

      La sanzione a cui va incontro è quella del 100% dell’imposta evasa (Iva), con un minimo di €. 500. Non so dirle se l’Agenzia le erogherà la sanzione ma bisogna prestare attenzione e rilasciare sempre la ricevuta quando si vende, anche come hobbisti.

  42. Buongiorno, provo ad esporre la mia situazione.
    Sono hobbista dedicandomi a produrre saltuariamente e a vendere (ancora più saltuariamente!) oggetti in ceramica completamente realizzati da me. Mi capita ora di avere possibilità di fare una breve esposizione (7gg) in un negozio di parrucchiera, che in occasione del proprio compleanno voleva organizzare una mostra dei miei oggetti. Ora qui nasce il problema perché il comune di competenza ha detto che questa cosa NON si può fare se non in presenza di partita Iva per poi redigere una SCIA. La mia è, ripeto, attività sporadica e sicuramente non professionale, ma ovviamente la titolare dell’attività si è “spaventata” delle incombenze, pur avendo già fatto cose del genere, perché nessuno le aveva detto che non era possibile farlo.
    A me sembra una cosa veramente assurda che non si possa assolutamente fare una cosa del genere, che darebbe lustro all’attività e una piccola vetrina al sottoscritto, ma se devo creare problemi non se ne farà nulla. Cosa mi potete dire a riguardo?
    Grazie anticipatamente.

    • Fiscomania

      Che purtroppo gli hobbisti possono esporre in mercatini regolamentati ed autorizzati, altrimenti effettuano, come in questo caso un’attività commerciale. E’ il comune che in questi casi effettua i controlli, quindi se il Comune volesse, in ogni caso potrebbe farle delle sanzioni.

      • Ma se io lasciassi il materiale in conto vendita al negozio? Mi pare di aver letto qui sul sito, che gli hobbisti possono farlo, salvo poi rilasciare eventuale ricevuta alla fine del periodo se sono stati venduti oggetti, altrimenti ci sarò la restituzione. Mi pare che così potrebbe essere regolare, o no?

        • Fiscomania

          Da un punto di vista civilistico si, ma se il Comune prevede che gli hobbisti debbano comunque presentare una Scia, c’è poco da fare. Può essere una soluzione, ma non le garantisco che in questo caso possa funzionare.

  43. Buongiorno,
    innanzitutto Vi ringrazio per le informazioni che fornite, veramente utilissime. Vi pongo anch’io 2 quesiti:
    1) Se in un anno io emettessi solo una manciata di ricevute non fiscali (faccio solo 2 mercatini), e l’anno successivo non le inserissi nella dichiarazione dei redditi (che io compilo essendo lavoratore dipendente), a cosa potrei andare incontro? Che tipo di controlli incrociati potrebbero fare gli organi di controllo?
    2) Per quanto riguarda l’atto di notorietà, basta la mia firma e basta? Ho letto in giro che, per poter essere valido, dovrebbe essere vidimato/protocollato dal comune. In caso affermativo, dovrei farlo vidimare al mio comune di residenza o, di volta in volta, dovrei portarlo al comune in cui si effettua il mercatino?
    Grazie e buona giornata,
    Elisa

    • Fiscomania

      1) Non ci sono controlli incrociati se le ricevute non sono fatte a privati. Quello a cui potrebbe andare incontro è un accertamento e l’applicazione di sanzioni dal 100% al 200% dell’imposta dovuta e non versata su quelle ricevute.
      2) Ogni Comune prevede regole proprie, quindi se fa mercatini in vari Comuni deve avere un atto di notorietà valido per ognuno di quei Comuni. L’atto dovrebbe essere vistato dal Comune.

  44. Buongiorno,
    Ho letto con attenzione il post e i diversi commenti, tutti molto utili ma mi sorge un dubbio.
    Stasera per la prima volta lascerò le mie creazioni in conto vendita in un temporary shop. Ho preparato il contratto usando un fac simile trovato su internet. Chiedo come dovranno comportarsi queste persone quando “venderanno” i miei articoli: dovranno emettere una ricevuta non fiscale? Se si posso preparare io stessa delle.ricevute cartacee su carta semplice (anche se mi sorge il problema di mantenere una copia per me) o devo comprare un blocchetto (se esiste). Inoltre, io ormai creo da diversi anni e vendo qualcosina anche se sporadicamente. Ho da poco aperto uno shop su Etsy che se ho capito bene é il caso che io chiuda fino a quando non sarò in regola con la normativa.a questo punto, poiché vorrei far crescere la mia attività le chiedo qual é il regime fiscale più conveniente per pagare meno tasse e pochi contributi che solitamente sono fissi anche in caso di zero vendite (giusto?) La ringrazio in anticipo

  45. Buona sera.

    La “dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà” ( simile a questa http://www.comune.mottavisconti.mi.it/download/documenti/autocert_hobbisti.pdf) che gli operatori dell’ingegno e gli hobbisti si portano con sè in caso di controlli da parte della Finanza, deve essere necessariamente timbrata dal comune di residenza?

    Ho vari amici che hanno una dichiarazione timbrata e con addirittura marca da bollo da 16 euro, però il mio comune si rifiuta di apporre il timbro sulla mia…

    Se tale timbro fosse obbligatorio, che riferimenti legislativi devo citare al funzionario del Comune per esigere tale timbro?

    Grazie mille.

    mass

    • Fiscomania

      Non ci sono normative cogenti in ambito nazionale, ogni Comune fa e disfa tutto come vuole. In regola si, l’autocertificazione deve essere vistata dal Comune, ma se il suo Comune non lo prevede, evidentemente ha stabilito regole diverse. Si faccia indicare da loro, in base a quale norma è previsto questo.

  46. salve nel tempo libero realizzo quadri a mosaico. Vorrei venderne qualcuno (anche per rifarmi delle spese) rimanendo nell’ambito delle vendite occasionali. Ho letto con molta attenzione questo interessante forum e tuttavia mi sono rimasti dei dubbi. Se per ipotesi provo a vendere ogni anno 1-2 quadri su subito o su altre piattaforme simili senza mettere il prezzo e lasciandoli esposti che ne so per max 1-2 mesi magari un paio di volte all’anno posso rientrare nell’ambito delle vendite occasionali oppure potrei essere individuato come un venditore abituale?..o si possono esporre per max 30 giorni all’anno richiamando la normativa biagi sulle prestazioni occasionali?…e in caso di vendita online sarebbe necessaria anche l’autocertificazione (quella da fare per vendere nei mercatini reali)?….se non ho capito male posso tranquillamente esporre i miei lavori sulla mia pagina facebook purché non faccia alcun riferimento alla vendita e senza ovviamente metterci dei prezzi

    • Fiscomania

      La cosa migliore per restare senza problemi come hobbista è esporre su fb senza mettere i prezzi. In tutti gli altri modi, se l’attività dura nel tempo (i 30gg non esistono più), rischia di vedersi contestare il mancato esercizio abituale dell’attività.

  47. marcello firrisi

    Buongiorno fiscomania,
    sono un hobbysta, realizzo bigiotteria fatta a mano. Vorrei iniziare a vendere online come venditore occasionale le mie creazioni appoggiandomi nei vari siti dedicati all’artigianato. Fino ad oggi ho realizzato gioielli con materiali di riciclo e metalli poveri. Mi piacerebbe utilizzare anche argento per le mie creazioni. Posso farlo sempre come hobbysta?
    Grazie,
    Marcello

    • Fiscomania

      Salve Marcello, se vuole vendere sui vari siti in modo continuativo non può farlo come hobbista, ma come artigiano, quindi con partita Iva. Per utilizzare metalli preziosi, come l’argento è necessario rispettare una normativa particolare, quindi è necessario essere dotati di partita Iva per poterlo fare.

    • marcello firrisi

      Grazie mille, mi siete stati di grande aiuto.

  48. Gentili redattori di Fiscomania,
    Vorrei porvi un mio dubbio. Sono il proprietario di un bar e pago normalmente ogni anno l’affitto del suo pubblico per il mantenimento permanente di una piazza di tavoli.

    Per dare vita ad un clima più festoso ed anche per attirare un pò di gente, mi piacerebbe ospitare in questo spazio, anche in modo gratuito, delle bancarelle con prodotti di hobbysti. Ovviamente non chiederei soldi nè percentuale alle varie bancarelle. E’ una cosa che posso fare? Ci sono obblighi particolari?

  49. buonasera, ho una partita iva in regime dei minimi, come educatrice cinofila.
    Ho trovato un sito estero dal quale acquisto materiale per fare i guinzagli ed ho iniziato a farli per i miei cani.
    vorrei sapere se posso aprire una pagina facebook per reclamizzarli senza indicare i prezzi e mettermi a venderli su ebay, senza rientrare nel commercio.
    grazie

    • Fiscomania

      Esporre prezzi su pagine fb o aprire una pagina di ebay equivale ad effettuare un’attività commerciale. Se sulla pagina fb non espone prezzi di vendita può esporre gli oggetti, non ci sono dubbi. Se dovesse iniziare ad avere vendite le cose cambiano, sarà necessario regolarizzare l’attività commerciale.

  50. Buongiorno. Ho un profilo sul marketplace tictail. Ho effettuato 2 vendite e ora ho il dubbio…..come faccio a fare ricevuta non fiscale alla cliente? Devo fare la dichiarazione dei redditi per queste 2 vendite? Per essere hobbista devo chiudere la pagina e aprirla solo sporadicamente? (30 giorni l’anno?)
    Aspetto risposta. Grazie di cuore

    • Fiscomania

      Deve compilare una ricevuta con i suoi dati, quelli del cliente e la descrizione del bene venduto. Gli importi percepiti dovranno essere indicati in dichiarazione dei redditi. Per restare hobbista non deve vendere con continuità ed abitualità nel corso dell’anno. Ove questo avvenga deve aprire partita Iva.

  51. Salve, nel momento in cui vendo un oggetto su ebay devo emettere una ricevuta? per quanto riguarda le inserzioni che pubblico su ebay, è più problematico pubblicare la stessa inserzione per molto tempo o pubblicarne tante o è irrilevante?
    Grazie

    • Fiscomania

      Si deve sempre emettere una ricevuta. Quello che conta per la non imprenditorialità è che lei non effettui continuamente inserzioni, o che non pubblichi la stessa per svariato tempo. Insomma, la vendita deve essere sporadica per restare hobbista, altrimenti diventa un commerciante.

  52. Tony
    Buona sera, complimenti per il vostro lavoro.
    Sono anche io un hobbysta e produco piccoli oggeti in carta riciclata. Sono in possesso di Atto Sostitutivo di Notorietà rilasciato dal comune con marca da 16.00 €. Espongo in un bar e mi capita molto raramente di vendere qualche oggetto di poco valore Max 20/25 € (generalmente solo a pochi euro), rilascio ricevuta non fiscale e posso arrivare ad una somma di Max 100.00 € ogni anno (sono due anni che espongo). il mio problema è questo: espongo tutto il periodo dell’anno senza interruzione (in pratica gli oggetti sono più di arredo che altro, quando ne vendo uno ne riproduco un altro) e comunque non espongo prezzi. Posso essere multato per questo? Altra domanda: in questo bar saltuariamente faccio corsi per insegnare questa tecnica (nel 2016 ho fatto un solo corso a 2 persone con un compenso di 60.00 € con ricevuta non fiscale). Posso tenere questi corsi o no? Ringrazio infinitamente

    • Fiscomania

      A mio avviso non rischia multa, ma per maggiore sicurezza può stipulare un contratto di conto vendita con il bar. Per quanto riguarda i corsi, fino a quando resta un’attività occasionale, può continuare ad operare in questo modo.

      • Buon pomeriggio, la ringrazio immensamente per la risposta e per la celerità cosa che ho molto apprezzato. Chiedo un ulteriore chiarimento: vorrei sapere se basta una scrittura privata con il responsabile del bar oppure devo fare qualcosa di ufficiale? Se si presso chi devo rivolgermi?
        La saluto e la ringrazio.
        Tony

  53. Salve a tutti. Trovo molto interessante questo sito e veramente preparate sull’argomento diverse persone che vi partecipano. Vorrei porvi una domanda. Girando nei vari mercatini dell’antiquariato e degli hobbisti nella regione toscana ho notato che ci sono anche venditori di caldarroste e anche piccoli banchetti con macchine per popcorn zucchero filato e crepes. Per golosità mi fermo spesso presso di questi e noto che nelle realtà all’interno di questi mercatini non mi fanno mai scontrino e non hanno nè cassa ,nè libretto ricevute … vorrei sapere se, anche chi produce prodotti alimentari “semplici” direttamente nel mercatino come popcorn zucchero filato,crepes,waffle ecc… rientra nella categoria degli hobbisti e arte del proprio ingegno . Grazie

    • Fiscomania

      Chi fa questo tipo di attività, ovvero la vendita di alimentari, in modo ambulante non è un hobbista, ma un vero e proprio commerciante. Quindi deve necessariamente operare come tale. La vendita di alimenti deve rispettare norme precise, per questo è regolamentata e non può essere svolta in modo non professionale.

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