AIRE Anagrafe residenti all’estero: guida all’iscrizione

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Iscrizione all’AIRE: la guida per effettuare correttamente l’iscrizione e i nostri consigli per chi intende trasferire la propria residenza all’estero.

Il trasferimento della propria residenza all’estero, per motivi di lavoro o di svago, è un’aspetto delicato che deve affrontato con la dovuta attenzione per evitare di commettere errori che potrebbero indurre l’Amministrazione finanziaria a pensare che stiamo eludendo il sistema fiscale del nostro Paese.

Abbiamo già affrontato il tema del trasferimento della residenza all’estero in questo contributo: “Trasferimento della residenza all’estero: la guida“. Adesso, invece, proveremo ad esservi di aiuto fornendovi tutte le informazioni necessarie per effettuare correttamente l’iscrizione all’AIRE, ovvero l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero: l’archivio che contiene i dati relativi ai cittadini italiani che, per vari motivi, si trovano a risiedere fuori dal territorio italiano. Ecco la nostra guida.

AIRE: la normativa

La sigla AIRE è l’abbreviazione per indicare l’Anagrafe degli Italiani Residenti all’Estero: rappresenta un archivio contenente i dati dei cittadini italiani che per qualsiasi motivo hanno deciso di trasferire all’estero la propria residenza, in quanto soggiornano extraconfine per un periodo di tempo superiore all’anno.

L’AIRE è stata istituita nel 1990, con l’emanazione della Legge n. 470/88 (“Anagrafe e censimento degli italiani all’estero“) e del DPR n. 323/89, che regolamenta la materia degli italiani all’estero.

Il meccanismo di funzionamento

La tenuta dell’Anagrafe dei cittadini italiani residenti all’estero è di competenza dei vari comuni italiani. Ogni Comune, infatti, ha il proprio registro, che contribuisce a formare il registro nazionale, chiamato comunemente AIRE, che non è altro che la sommatoria di tutti i registri comunali, ed è istituito presso il Dipartimento degli Affari Interni e Territoriali del Ministero dell’Interno.

Iscriversi all’Aire

Quindi, spetta ai singoli comuni inviare periodicamente i dati delle proprie anagrafi al registro AIRE del Ministero dell’Interno. Per iscriversi all’AIRE vi sono due modalità:

  • Iscrizione diretta  – il cittadino che intende lasciare l’Italia per oltre un anno, chiede al proprio Comune di residenza la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e l’iscrizione all’AIRE;
  • Iscrizione d’ufficio – l’iscrizione d’ufficio viene effettuata direttamente dagli ispettori comunali, su segnalazione dei Consolati italiani all’estero, per verificare l’effettivo trasferimento all’estero del soggetto italiano che ha chiesto l’iscrizione all’AIRE.

Un’aspetto importante che vogliamo chiarire è quello dell’obbligatorietà dell’iscrizione all’AIRE, per tutte le categorie di soggetti che possiedono i requisiti sopra citati. I soggetti che non decidono di iscriversi spontaneamente all’AIRE, pur essendo in possesso dei requisiti, possono essere iscritti di ufficio nel caso in cui gli accertatori comunali, o l’Agenzia delle Entrate si rendano conto del fatto che sussistono le condizioni idonee all’iscrizione.

Esempio

Classico caso è quello della famiglia che si trasferisce all’estero per seguire il componente della famiglia che ha trovato lavoro oltre confine. In questi casi tende ad iscriversi all’AIRE soltanto il componente della famiglia che ha il contratto di lavoro, mentre gli altri pur vivendo stabilmente all’estero non lo fanno, ma ne sarebbero obbligatoriamente tenuti.

Soggetti tenuti all’iscrizione

Sono tenuti all’iscrizione all’AIRE le seguenti categorie di soggetti:

  • Cittadini italiani che intendono trasferire la loro residenza dall’Italia ad un Paese estero per un periodo superiore a 12 mesi;
  • Cittadini italiani nati e residenti all’estero, il cui atto di nascita è stato trascritto in Italia e la cui cittadinanza italiana sia stata accertata dal competente ufficio consolare di residenza;
  • Persone residenti all’estero, che acquisiscono la cittadinanza italiana.

Soggetti esonerati dall’AIRE

Sono esentati dall’iscrizione all’AIRE le seguenti categorie di soggetti:

  • Cittadini italiani che si recano all’estero per periodi inferiori a 12 mesi (per lavoro, per studio o per svago);
  • Lavoratori stagionali all’estero;
  • Dipendenti statali di ruolo in servizio all’estero;
  • Militari in servizio presso uffici esteri o strutture della Nato.

Come iscriversi all’AIRE

L’iscrizione all’AIRE può essere effettuata con due diverse modalità: prima di recarsi all’estero, oppure una volta arrivati nel Paese ove si vuole stabilire la nuova residenza. In ogni caso bisogna ricordarsi che la Legge stabilisce che ogni soggetto che si trasferisce all’estero deve notificare il proprio trasferimento entro 90 giorni dalla data dell’espatrio. Vediamo adesso, più in dettaglio, le modalità valide per comunicare il proprio trasferimento all’estero.

Iscrizione dall’Italia prima di recarsi all’estero

L’iscrizione si effettua nell’ultimo comune ove è stabilità la residenza italiana del soggetto. Occorre recarsi negli uffici comunali preposti dichiarando la propria volontà di recarsi all’estero per un periodo superiore ai 12 mesi. L’ufficio annoterà i dati del soggetto sia nel registro delle cancellazioni anagrafiche, sia in quello dell’AIRE.

L’iscrizione effettiva all’AIRE avverrà soltanto nel momento in cui il Comune italiano riceverà dall’ufficio consolare del Paese estero di destinazione il documento che attesti l’avvenuta iscrizione in loco. Solo da questo momento il soggetto risulterà essere iscritto all’AIRE.

Iscrizione all’AIRE dall’estero

L’iscrizione si effettua recandosi all’ufficio consolare competente e compilando l’apposito modulo di iscrizione, con il proprio documento di identità. Ogni consolato richiede particolari documenti da allegare all’istanza, come ad esempio una dichiarazione del datore di lavoro estero, o altre garanzie che diano prova dell’effettiva residenza all’estero, per periodi superiori a 12 mesi.

E’ possibile informarsi preventivamente utilizzando i siti internet delle varie ambasciate e consolati italiani all’estero. Dopo la compilazione del modulo, il consolato italiano lo invierà nell’ultimo comune italiano di residenza del soggetto, che effettuerà la cancellazione dall’anagrafe della popolazione residente e la contestuale iscrizione all’AIRE.

Cancellazione dall’AIRE

La cancellazione dall’AIRE può essere effettuata soltanto al verificarsi di una specifica esimente, riscontrabile tra le seguenti:

  • Rimpatrio dall’estero con conseguente iscrizione all’Anagrafe della Popolazione Residente (APR);
  • Morte del soggetto;
  • Irreperibilità presunta;
  • Perdita della cittadinanza.

Quanto il trasferimento all’estero viene meno e si decide di rientrare stabilmente a vivere in Italia è necessario effettuare la cancellazione dall’AIRE e riportare la propria residenza nel Comune italiano nel quale si intende stabilire la propria dimora abituale. Prima di lasciare il Paese estero in cui si è vissuto bisogna informare il Consolato e richiedere la cancellazione dalla loro anagrafe consolare.

Certificato di rimpatrio

Vi verrà consegnato un certificato di rimpatrio, utile anche per l’esenzione fiscale dei beni personali che porterete con voi in Italia. Una volta in Italia è necessario recarsi al Comune competente e comunicare il proprio domicilio. Spetterà agli uffici comunali inviare un Ufficiale d’Anagrafe a verificare l’effettiva vostra residenza all’interno del Comune. In caso di rientro in Italia soltanto temporaneo potete mantenere la vostra residenza nel Paese estero (potete farlo fino a un massimo di sei mesi), oppure vi iscrivete temporaneamente all’Anagrafe della Popolazione Residente in Italia e aspettate a comunicare il futuro espatrio nel momento in cui questo effettivamente avviene.

Benefici dell’iscrizione all’AIRE

L’iscrizione all’AIRE comporta alcuni benefici, solitamente riservati ai soggetti residenti in Italia, che possono essere espletati direttamente dal Consolato italiano all’estero, come ad esempio il rilascio di certificati anagrafici, rinnovo passaporto, rinnovo patente di guida per chi risiede in paesi extraeuropei, fornitura certificato di residenza, ecc.

Inoltre, i soggetti iscritti all’AIRE possono beneficiare del diritto di voto per corrispondenza, tramite il Consolato competente, che vi invierà al domicilio estero le schede elettorali. In caso di mancata iscrizione all’AIRE tutti questi servizi non possono essere espletati dal Consolato italiano all’estero, e quindi si dovrà tornare in Italia per effettuare queste pratiche.

AIRE e assistenza sanitaria

L’iscrizione all’AIRE comporta la perdita del diritto all’assistenza sanitaria di base in Italia. Questo aspetto è di fondamentale importanza: gli iscritti all’AIRE perdono il diritto ad avere il medico di base, l’assistenza sanitaria ospedaliera e l’acquisto di medicinali dietro il pagamento del solo ticket. E’ possibile beneficiare soltanto dell’assistenza sanitaria urgente, ovvero quella garantita dal pronto soccorso, per un periodo di 90 giorni, anche non consecutivi. Per ottenere le prestazioni ospedaliere urgenti è necessario presentare un attestato rilasciato dal Consolato competente che attesta lo stato di emigrato.

Copertura sanitaria di base

In mancanza dell’attestato del consolato, può essere sottoscritta una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà in cui si dichiara, oltre al proprio stato di emigrato, che non si è in possesso di una copertura assicurativa pubblica o privata contro le malattie. Questo tipo di problematica può sorgere nel momento in cui si decide di tornare temporaneamente in Italia. In questo periodo, infatti, il soggetto non è coperto da alcuna copertura sanitaria di base. Il consiglio che possiamo darvi quindi, se risiedete all’estero, è di munirvi di un documento che attesti il più possibile la vostra situazione (sia questo la tessera sanitaria, per i residenti in Europa, che un certificato rilasciato dal consolato ed eventualmente il passaporto se attesta la data d’entrata in Italia), al momento del vostro ritorno temporaneo in Italia.

Tessera Europea Assicurazione Malattia

Ricordate comunque che, se trasferite la residenza all’interno di uno dei Paesi della Comunità Europea, potrete beneficiare del diritto alla TEAM: la Tessera Europea di Assicurazione Malattia, ovvero il sistema di assistenza sanitaria in vigore nell’Unione Europea dal 2006 secondo il quale chiunque si trovi in un Paese europeo diverso dal proprio, per motivi di lavoro, studio o vacanza, può ricevere cure sanitarie adeguate in assenza delle quali sarebbe necessario interrompere il proprio soggiorno.

La TEAM è in vigore negli Stati UE: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Grecia, Irlanda, Italia, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Regno Unito, Repubblica ceca, Repubblica slovacca, Romania, Slovenia, Spagna, Svezia, Ungheria e in Islanda, Liechtenstein, Norvegia e Svizzera.

AIRE e Tassazione dei redditi

L’aspetto principale da tenere in considerazione quanto si è tenuti all’iscrizione all’AIRE è quello fiscale. La nostra normativa fiscale, in particolare l’articolo 2 del DPR n. 917/86, prevede che i cittadini residenti fiscalmente in Italia siano tassati per tutti i loro redditi, ovunque essi siano percepiti (in Italia e/o all’estero), mentre per i cittadini residenti all’estero (come i soggetti iscritti all’AIRE), la tassazione italiana è applicabile soltanto per i redditi ivi prodotti.

Dichiarazione dei redditi

Questo significa che un soggetto iscritto all’AIRE sarà chiamato a pagare le tasse sui redditi prodotti in Italia: classico caso è quello delle tasse sulla casa di proprietà in Italia. Questo significa che sarà obbligatorio presentare la dichiarazione dei redditi in Italia per tutti quei soggetti che, seppur iscritti all’AIRE che percepiscono redditi dall’Italia.

Oltre alle imposte sui redditi, per quanto riguarda la casa in Italia, è da tenere in considerazione anche l’obbligo del pagamento di Imu e Tari (la tassa sui rifiuti), a meno che il Comune in questione non dichiari espressamente che i soggetti iscritti all’AIRE ne sono esentati.

Allo stesso modo devono essere trattati i redditi derivanti da attività di lavoro dipendente o autonomo esercitato in Italia: dovrete comunque fare la dichiarazione dei redditi sia in Italia che anche nello stato di residenza, dichiarando le tasse pagate in Italia e pagando soltanto l’eventuale differenza (grazie al meccanismo del credito d’imposta).

Oneri deducibili e detraibili

Infine, è opportuno ricordare che se si ha la propria residenza all’estero vi sono comunque una serie di oneri che non si possono dedurre o detrarre nella dichiarazione dei redditi italiana: non si ha diritto alla deduzione per le spese mediche, le spese per l’istruzione superiore o universitaria, ma soltanto per le spese erogate per attività culturali ed artistiche. Non si possono dedurre i contributi previdenziali ed assistenziali o le somme versate alle forme pensionistiche complementari o individuali, ma si possono dedurre le somme date agli istituti religiosi. Nella dichiarazione non sono minimamente compresi i familiari a carico per cui non si ha diritto ad alcuna deduzione o detrazione d’imposta.

Il consiglio che possiamo darvi è quello di affidarvi ad un dottore Commercialista per la corretta gestione degli adempimenti fiscali nel caso di un vostro trasferimento all’estero. Non sono rari i casi di soggetti trasferiti all’estero che si sono visti notificare avvisi di accertamento volti a riportare in Italia la residenza fiscale, in quanto il Fisco ha notato elementi che potevano indurre a pensare che la residenza estera fosse soltanto fittizia e voluta esclusivamente per eludere la tassazione fiscale italiana.

Servizio di Consulenza

Se state per trasferirvi all’estero, oppure vi siete trasferiti e volete sapere se dovete pagare delle imposte in Italia, il nostro servizio di consulenza è a vostra disposizione per offrirvi l’aiuto necessario a risolvere la vostra situazione. Potete contattarci tramite il servizio di assistenza online oppure lasciando un commento all’articolo. Vi ricontatteremo nel più breve tempo.

About Fiscomania

Fiscomania
Federico, 31 anni, mi occupo di consulenza verso imprese e professionisti e della loro pianificazione fiscale. Dal 2013 gestisco Fiscomania.com. Se volete approfondire la vostra situazione personale da un punto di vista fiscale oppure se avete un quesito personale contattatemi direttamente. Grazie

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23 comments

  1. Da un accertamento redditometrico attualmente in corso dell’agenzia delle entrate sul 2011 anno in cui ero iscritto all AIRE (Nigeria per lavoro in società nigeriana con regolare contratto) già dal 2010, mi viene contestato l’aver sottratto ad imposizione fiscale i redditi ivi prodotti in quanto il possedere in Italia proprietà immobiliari tutte acquistate in anni precedenti da attività lavorative dipendenti in Italia, di cui una come abitazione principale usata per il soggiorno quando rientravo ciclicamente in rispetto al turn over contrattuale,regolarmente dichiarate e pagate tutte le tasse, e l aver comprato auto senza usufruire alcun beneficio e quindi pagando IVA, secondo l’art.2 tus/tuir vanno invece tassate perché il possedere appunto le case o l’aver acquistato beni significherebbe considerare centro d’interesse l’Italia. Inoltre io ero single e l’unica motivazione che m spingeva a rientrare in Italia era la presenza di mia madre ultraotantenne morta tre anni fa. Insomma io credo di non dovere essere sanzionato è trattato come un evasore o peggio elusore.
    Per caso avrei dovuto uccidere mia madre o vendere quanto possedevo e non investire in Italia i soldi prodotti e guadagnati all’estero???!!ma io rientro nel capestro chiamato “centro d’interesse” solo perché rientravo da mia madre, spendevo in Italia pur pagando tutte le tasse?

    Potete darmi lumi, davvero non c’è proprio ne etica ne religione e soprattutto l’Agenzia delle Entrate è diventata una organizzazione vessatoria da equiparare alla storica inquisizione.
    Non solo l’Italia ti obbliga ad emigrare per l’assenza di lavoro pure dobbiamo fare parte di un unico fascio d’erba senza essere considerati uguali ai pesci grossi elusori veramente del fisco sono amareggiato e vessato da questo fisco che per fare cassa ad oltranza sta veramente distruggendo l economia di un paese già alla deriva. Lascerò l Italia ma venderò tutto e soprattutto porterò le mie ricchezze in un paese civile, non mi stupisce la fuga oramai completata dei grandi nomi che hanno fatto pil e che ora lo faranno altrove
    Grazie per avermi letto spero ricevere un vostro commento.

    • Fiscomania

      Salve, da quanto afferma se lei trascorreva oltre 183 giorni l’anno in Italia, e in Italia possedeva i suoi legami familiari (sua madre), ed anche i suoi interessi economici (aver investito dall’italia i redditi percepiti all’estero), ecco che l’Agenzia non ha fatto altro che applicare la normativa. Sicuramente lei non doveva lasciare sua madre, ma fare attenzione a non passare in Italia oltre 183 giorni l’anno. Inoltre, avrebbe dovuto evitare di fare tornare in Italia soldi derivanti da redditi esteri, avrebbe dovuto investire dall’estero. Tutto questo ha fatto capire all’Agenzia che i suoi interessi sono in Italia e non all’estero. Insomma, quando ci si trasferisce all’estero bisogna prestare molta attenzione a quello che facciamo quando torniamo in Italia e a dove e come investiamo i soldi guadagnati. Per capire meglio bisognerebbe avere in mano tutta la documentazione e gli eventuali elementi che può portare a suo vantaggio. Poi valutare un possibile ricorso.

  2. Salve e buona sera, mi rivolgo a voi per una piccola consulenza, sperando che mi possiate aiutare. Vivo da più di un anno in Colombia dove risiedo e dichiaro. Per questioni varie non ho ancora avuto il tempo per iscrivermi all’AIRE. Ora però nel 2016 ho spostato dal conto corrente italiano a quello colombianodei risparmi superiori ai 15 mila euro. Li tengo parcheggiati qui per i migliori tassi di interesse. Devo quindi compilare il quadro unico RW per isoldi spostati quest’anno? sarebbe nel 2017? E visto che prima della fine dell’anno sarò iscritto all’ AIRE presso un consolato italiano qui. volevo chiedere se continuerei in ogni caso ad avere l’obbligo di dichiarare anche in Italia per il fatto che il cambio di residenza sia stato effettuato dopo il trasferimento dei soldi, ma comunque nel 2016? Grazie per l’attenzione

    • Fiscomania

      Si, è tenuto a compilare il quadro RW per i conti correnti detenuti all’estero. Dovrà farlo nel prossimo modello Unico. Se lei si iscrive all’AIRE sarà esentato dal quadro RW soltanto quando, ai sensi dell’articolo 2 del DPR n. 917/86, avrà perso i requisiti per essere considerato fiscalmente residente in Italia.

  3. Salve!
    Mio figlio che ha 18 anni si è trasferito a Londra in cerca di lavoro nel mese di Ottobre. Ha ricevuto un’offerta ed ha intenzione di rimanere per più di un anno, consigliate subito l’iscrizione all’AIRE? Io come mi devo comportare con la detrazione fiscale per figlio a carico dal mio stipendio? Grazie!

    • Fiscomania

      Salve, se l’intenzione è quella di restare più di un anno all’estero, sicuramente è consigliabile l’iscrizione all’AIRE. Questo perché nel 2017, se suo figlio avrà ottenuto l’iscrizione all’AIRE per almeno 183 giorni sarà considerato fiscalmente residente all’estero, quindi, non dovrà dichiarare questi redditi in Italia. Per quanto riguarda la sua dichiarazione dei redditi, se suo figlio nel 2016 percepirà più di €. 2.840,52 lei perderà la detrazione fiscale. Se è un lavoratore dipendente può già chiedere al datore di lavoro di non applicare più questa detrazione.

  4. Salve,
    lavoro e vivo in Germania da piu di quattro anni ma non mi sono mai iscritta all Aire perche pensavo non fosse obbligatorio.
    Adesso si pone il problema della dichiarazione dei redditi. Premesso che in Italia non percepisco denaro, ne possiedo immobili, mi chiedo:
    – devo comunque dichiarare i redditi prodotti all estero degli anni precedenti anche in Italia (e´possibile farlo a posteriori)?
    – non avendolo fatto in passato, sono soggetta a sanzioni?
    – posso iscrivermi all AIRE con data retroattiva?
    – nella dichiarazione dei redditi tedesca, devo indicare che ho la residenza in Italia? che vantaggi/svantaggi fiscali comporta?

    Grazie mille

    • Fiscomania

      Nel suo caso lei avrebbe sempre dovuto presentare la dichiarazione dei redditi in Italia per i redditi percepiti all’estero. Ovviamente ci sono sanzioni dal 120% al 240% dell’imposta dovuta e non versata. Può iscriversi all’AIRE ma solo dalla data di presentazione dell’istanza (non retroattiva). Nella dichiarazione tedesca adesso deve indicare che ha residenza in Italia.

  5. Buongiorno,
    Sto valutando di trasferirmi in Australia x lavoro con visto temporaneo di 2 anni presso una ditta australiana.
    In Italia ho una casa di proprietà e un conto corrente con diversi prodotti che danno dividendi e interessi.
    Se mi iscrivo all Aire devo dichiarare in Australia i redditti da dividendi e la casa?

    Avete informazioni sulla totalizzazione degli anni pensionistici tra Italia e Australia?

    Grazie

    • Fiscomania

      Il discorso legato ad un trasferimento all’estero è abbastanza complesso e non può essere affrontato compiutamente in una risposta di questo tipo. Quello che posso dirle è che bisogna prestare attenzione a ciò che si “lascia” in Italia. In ogni caso non è possibile cumulare gli anni pensionistici realizzati in diversi stati.

  6. Cara redazione,

    io vivo all estero sono regolarmente iscritto all AIRE e trascorro piu di 300 giorni all estero. Tuttavia periodicamente trasferisco parte dei miei soldi percepiti all estero in Italia e li investo in vari prodotti (azioni, fondi e conti deposito). In caso di eventuale controllo sono in regola?
    O i soldi investiti in Italia rendono la mia posizione critica?
    In tal caso cosa dovrei fare?
    Disinvestire i soldi? Chiudere il conto deposito?

    P.S. Io in Italia pago le tasse relativo alle quote di una societa’ familiare.

    • Fiscomania

      Se i soldi che investe derivano da redditi regolarmente dichiarati non ha niente da temere. Quello a cui deve stare attento è il rispetto della normativa riguardante gli investimenti finanziari esteri, e l’eventuale compilazione del quadro RW di Unico e il versamento dell’Ivafe. Se ha bisogno di maggiori informazioni mi contatti in privato.

  7. Articolo molto interessante; ma se una persona ad esempio vive sull’isola di Jersey ( Jersey Channel Island ) come funziona la tassazione? I questa situazione un individuo dovrebbe dichiarare in Italia lo stipendio percepito all’estero? Come funziona la cosa? Grazie per la gentil risposta.

  8. Salve, spero Voi possiate aiutarmi. Mio figlio lavora in Germania ormai da 7 mesi e poiché intende fermarsi ha deciso di fare l iscrizione ALIRE per i motivi giustamente indicati dai Voi sul sito.
    Ha un regolare contratto stipulato on un azienda italiana, ma ciò che mi lascia molto perplessa è che lui ha un contratto Svizzero ed è stato mandato a lavorare in Germania.
    Come bisognerà comportarsi nel momento in cui ci saranno le tasse da pagare?
    Mi spiego meglio:
    Contratto svizzero fatto da un azienda italiana
    però lavora in Germania pur ripeto avendo un contratto svizzero.
    Che pasticcio io sono abbastanza preoccupata.
    Potete aiutarmi, possibilmente il più in fretta possibile, visto che tra qualche giorno rientra per una settimana in Italia e se dovesse avere la necessità di recarsi in qualche ufficio lo può fare.
    Grazie infinite.
    Cordiali saluti

    • Fiscomania

      Fino a quando avrà residenza fiscale in Italia dovrà presentare la dichiarazione dei redditi in Italia. Se vuole maggiori info mi contatti in privato.

  9. Salve

    Premetto che non ho introiti o beni intestati a mio nome in Italia.

    Mi sono trasferito in Polonia a metà 2015 per lavorare come impiegato in un azienda. Solo ora mi sono deciso ad iscrivermi all’AIRE in quanto ho deciso di rimanere qua per lungo termine.

    Nel 2016 dopo essermi confrontato con un commercialista ho scoperto di non aver guadagnato a sufficienza qua in Polonia nel 2015 per dover fare la dichiarazione dei redditi in Italia e in precedenza ero sotto carico di mia mamma.

    Ho fatto la dichiarazione dei redditi solo In Polonia.

    A breve mi dovrebbe arrivare la lettera dell’AIRE dell’avvenuta iscrizione.

    Devo dichiarare gli introiti in Polonia del 2016 compilando il quadro UNICO o sono esente perchè iscritto ad AIRE? Potrebbe in oltre gentilmente spiegarmi se L’AIRE o l’ambasciata aiuta i lavoratori all’estero a fare la dichiarazione dei redditi?

    Grazie mille
    A presto.

    • Fiscomania

      Lei deve prestare in Italia la dichiarazione dei redditi, fino a quando è considerato soggetto fiscalmente residente. L’ambasciata non è competente in materia fiscale, dovrà rivolgersi ad un Commercialista italiano per la presentazione.

  10. Buonasera , volevo qualche informazione in piu per quanto riguarda i redditi da lavoratore autonomo in italia . Ho 26 anni e da un anno e un mese vivo a tenerife , sto muovendo i primi passi per iscrivermi all ‘aire. Aspetto una sua risposta cordiali saluti Luca

    • Fiscomania

      In questo momento dovrà dichiarare i suoi redditi da lavoro autonomo in Italia. Le cose cambieranno quando avrà preso residenza fiscale all’estero. Se ha bisogno di maggiori info mi contatti in privato.

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