Affitto turistico non imprenditoriale a Torino

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Sono tanti i dubbi per chi si appresti per la prima volta ad avviare un’attività di affitto turistico non imprenditoriale di un immobile: È obbligatorio il versamento di una tassa di soggiorno? Entro quanto tempo bisogna comunicare i dati degli ospiti agli Organi di Pubblica Sicurezza? Questa procedura riguarda solo i cittadini extra-comunitari? Occorre sospendere il ricevimento ospiti per un certo numero di giorni all’anno? I contratti vanno registrati all’Agenzia delle Entrate?

Come già specificato nell’articolo dedicato all’attività di locazione turistica di tipo non imprenditoriale, non esiste una normativa nazionale che regola l’affitto turistico, in quanto la normativa è demandata per lo più a Leggi Regionali,  e ad una moltitudine di regolamenti e licenze che possono variare addirittura da Comune a Comune, e sulle quali è doveroso informarsi per non incorrere in sanzioni.

Oggi parliamo nello specifico di come avviare un’attività di alloggio turistico non imprenditoriale nel Comune di Torino, sollevando ogni aspirante locatore turistico che viva all’ombra della Mole dal cercare informazioni sul territorio.

Sul sito della Regione Piemonte sono ampiamente indagate le caratteristiche che ogni alloggio deve possedere e gli obblighi ai quali ogni locatore deve adempiere in caso si appresti ad avviare un’attività extra-alberghiera (come ad esempio una casa vacanze, un bed and breakfast, un affittacamere ecc), ma non vi è alcuna indicazione per chi voglia effettuare un affitto a scopo turistico.

Questo perché la normativa non è ancora stata adattata all’ambito regionale, lasciando di fatto a una normativa nazionale ancora vaga il compito di regolamentare questo genere di attività (Legge n°431 del 9 dicembre 1998 recante “Disciplina delle locazioni e del rilascio degli immobili adibiti ad uso abitativo” che rimanda, per quanto concerne gli aspetti formali e contrattuali, all’articolo 1571 e seguenti del codice civile).

L’affitto turistico di un alloggio non rientra infatti fra le attività ricettive e, pertanto, non è soggetto ad alcuna comunicazione/SCIA allo Sportello Unico delle Attività Produttive del Comune, né esiste, per quanto riguarda espressamente Torino,un registro apposito per chi svolga questo genere di attività.

Affitto turistico: Registrazione degli ospiti e comunicazione di pubblica sicurezza

Per quanto riguarda la comunicazione di pubblica sicurezza, nella maggior parte dello Stivale occorre comunicare i dati degli ospiti provenienti da Paesi Extra-Ue entro 48 ore dalla consegna dell’immobile, ma, per quanto riguarda Torino, le generalità degli alloggiati devono essere comunicate telematicamente entro 24 ore dal loro arrivo e l’obbligo si estende anche ai cittadini comunitari.

Per ottemperare a questo obbligo bisogna scrivere al seguente indirizzo mail: anticrimine.quest.to@pecps.poliziadistato.it o telefonare al 011/5588215 (dal lunedì al venerdì dalle 08:30 alle 18:30 – escluso sabato e festivi), rilasciare la propria mail per ricevere un modulo di richiesta per le credenziali di  accesso telematico al portale di registrazione, quindi compilare il suddetto modulo e prendere appuntamento in Questura (Questura di Torino, Divisione Polizia Anticrimine Servizio Alloggiati Web, Corso Vinzaglio n° 10) consegnando inoltre copia della visura catastale dell’immobile, i propri documenti di identità e il codice fiscale (non solo del proprietario, ma anche di chi eventualmente gestisca l’alloggio in affitto turistico).

L’imposta di soggiorno a Torino

Per quanto riguarda l’imposta di soggiorno, al momento la normativa della Regione Piemonte non prevede che gli appartamenti affittati occasionalmente e per brevi periodi (meno di 30 giorni, tramite affitto turistico) siano da considerarsi strutture ricettive per le quali è necessaria l’apertura della partita Iva e la presentazione agli uffici comunali della SCIA (Comunicazione Certificata di Inizio Attività) per l’avvio della gestione, pertanto non è previsto che incassino l’Imposta di Soggiorno per conto del Comune. In questo caso, fino a quanto non uscirà il disegno di legge relativo a questo argomento, non si deve quindi richiedere il pagamento dell’Imposta di Soggiorno agli ospiti né dichiarare e di conseguenza riversarla così come sono tenute a fare le attività di tipo imprenditoriale.

Per approfondire: Imposta di soggiorno: la guida

Limitazioni al ricevimento degli ospiti

Per l’affitto turistico nel Comune di Torino, non sono previsti periodi di sospensione obbligatoria per l’attività di locazione turistica non imprenditoriale di un immobile. Quindi, eventuali periodi di chiusura dell’attività sono esclusivamente quelli decisi dal proprietario dell’immobile.

In breve: gli obblighi per l’affitto turistico a Torino

Riepiloghiamo adesso brevemente gli obblighi normativi legati all’esercizio di attività di affitto turistico non imprenditoriale a Torino:

  • La necessità di far firmare agli ospiti un contratto a tutela del locatore, di cui trovate una bozza in questo contributo. Tale contratto non deve essere registrato presso l’Agenzia delle Entrate qualora il periodo di affitto per ciascun conduttore sia inferiore a 30 giorni;
  • L’obbligo di rilasciare una ricevuta (con apposta marca da bollo da €. 2,00 qualora il canone di locazione superi le €. 77,47);
  • La tracciabilità degli importi superiori a €. 1.000 (vietato il pagamento in contanti) possibilmente rilasciando sempre ricevuta all’ospite;
  • Il divieto al locatore di provvedere ai servizi di pulizia quotidiana, rinnovo biancheria da bagno/da letto e servizio di colazione/somministrazione pasti, che restano appannaggio delle attività alberghiere ed extra-alberghiere (il conduttore deve essere necessariamente informato a riguardo);
  • La registrazione degli ospiti e la comunicazione di pubblica sicurezza come da paragrafo soprastante;
  • Per la parte fiscale, rimandiamo ancora una volta all’articolo dedicato alla locazione turistica.

Perché alcune disposizioni sono diverse da Regione a Regione?

Lo Stato, con il Codice del Turismo (D.Lgs. n. 79/2011), aveva cercato di intervenire in qualche modo per regolamentare la materia e aveva introdotto tra le tipologie extralberghiere “le unità ammobiliate ad uso turistico“, ma la sentenza della Corte Costituzionale 2 aprile 2012, n. 80 ha cassato la maggior parte degli articoli definendoli anticostituzionali in quanto lo stesso Stato non può dettare norme di dettaglio e deve agire nel rispetto del potere residuale delle Regioni che autonomamente possono decidere quali tipologie ricomprendere nella normativa di settore.

In sintesi, una parte delle regole riguardanti le locazioni è rimasta immutata dal 1998 e cioè dal varo della riforma delle locazioni abitative, che aveva in sostanza liberato le locazioni turistiche da ogni vincolo, non solo di durata, ma anche di canone, rimettendone la disciplina al codice civile.

Alcune Regioni, più la Provincia autonoma di Trento, hanno varato norme di regolamentazione riguardanti il comparto extralberghiero ivi inclusi gli alloggi, come è del resto loro prerogativa sancita dal titolo V della Costituzione. Meno scontato è il fatto che dieci tra esse abbiano incluso tra le locazioni extra alberghiere anche quelle sottoscritte da privati cittadini, sconfinando dal campo del diritto amministrativo a quello del diritto civile ponendo precisi limiti alla possibilità di locare liberamente.

Cosa intende fare la Regione Piemonte?

Per quanto sopra premesso, si evince che la materia non rientra nella sfera esclusiva della competenza residuale regionale. Da qui consegue la libera espressione di affitto da parte dei privati a beneficio ed uso delle norme che disciplinano le locazioni di cui alla legge nazionale succitata.

Corre l’obbligo precisare, tuttavia, che la Regione Piemonte, nell’ottica di una generale revisione rendendo, di fatto e di diritto, inapplicabile, per le fattispecie esaminate, l’ordinamento giuridico regionale in materia turistico-ricettiva normativa del comparto turistico-ricettivo extralberghiero, sta predisponendo un disegno di legge che mira ad armonizzare il contesto legislativo esistente razionalizzando norme e istituti che nel corso del tempo hanno subito modifiche in relazione ai vari aspetti tecnico-funzionali ed amministrativi.

L’intento è quello di riqualificare e valorizzare le strutture ricettive extralberghiere cogliendo le attese di un mercato turistico nazionale e internazionale in continua evoluzione. Alcune disposizioni normative concernenti tipologie residenziali e turistico- ricettive dell’attuale ordinamento legislativo extralberghiero, considerata la sovrapponibilità delle proprie caratteristiche, necessitano infatti di una omogeneizzazione ed unificazione per renderle più agevolmente gestibili secondo procedimenti unici e semplificati.

Così, tra le altre disposizioni previste, anche le unità abitative ad uso turistico potrebbero cogliere in futuro una più omogenea caratterizzazione, anche sotto il profilo della denominazione, e potranno essere gestite in forme diverse (imprenditoriale, non imprenditoriale nonché direttamente dai titolari medesimi o da soggetti intermediari che operano nel settore del turismo) a seconda della specifica fattispecie cui essa afferisce.

In particolare si andrà inoltre a chiarire che i privati che attualmente affittano un’unità abitativa avvalendosi della Legge n. 431/98, ma che offrono impropriamente alcuni servizi aggiuntivi tipici delle aziende alberghiere e di alcune tipologie extralberghiere, dovranno sottostare alla normativa che regolamenterà il comparto extralberghiero e rientrare pertanto in una specifica tipologia ricettiva.

Viceversa, i privati che affittano un’unità abitativa, sempre avvalendosi della legge statale di cui sopra, senza l’offerta di servizi aggiuntivi potranno continuare ad esercitare liberamente e a pubblicizzarsi tramite i canali attualmente accessibili tipo le varie community market placet presenti su internet o privatamente in ogni forma possibile senza ovviamente utilizzare denominazioni che richiamino in qualche modo le tipologie ricettive ufficialmente riconosciute.

Anche per questi ultimi, la Regione Piemonte dal canto suo, offrirà loro la possibilità di godere eventualmente di alcuni vantaggi in termini di visibilità e di promozione dell’esercizio ed è presa in esame la possibilità di richiedere in cambio una collaborazione per quanto riguarda la comunicazione delle presenze presso queste “strutture” in modo da recuperare i dati statistici ai fini ISTAT come avviene per le strutture ricettive canoniche in quanto va tenuta in ogni caso in considerazione la finalità di queste locazioni che rimane per l’appunto turistica.

Ti è piaciuto questo articolo? Anche tu stai facendo locazioni turistiche ma vivi in una città diversa da Torino, e vuoi avere le stesse informazioni che riguardano la tua città? Contattaci e condividi con noi le informazioni in tuo possesso. Ci impegneremo a raccogliere le informazioni dei vari lettori, e poi pubblicheremo un articolo dedicato alle vostre città, per effettuare l’affitto turistico non imprenditoriale rispettando tutte le normative vigenti.

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Fiscomania
Federico, 31 anni, mi occupo di consulenza verso imprese e professionisti e della loro pianificazione fiscale. Dal 2013 gestisco Fiscomania.com. Se volete approfondire la vostra situazione personale da un punto di vista fiscale oppure se avete un quesito personale contattatemi direttamente. Grazie

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2 comments

  1. Buonasera,
    affitto una camera all’interno di casa di mia madre a Torino. In sostanza l’unica cosa che devo fare è comunicare i dati degli ospiti alla questura e basta? E mattere i ricavi in Dichiarazione dei Redditi..
    I soggiorni sono sempre di non più di 4 o 5 giorni e metto a disposizione una camera ed un bagno…
    Mi sembra di capire che non sia necessario fare una S.C.I.A. o cose simili…
    Grazie in anticipo.

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