Tari: guida e codici tributo

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Quali soggetti devono pagare la Tari, la tassa sui rifiuti? Come si effettua il calcolo? Quali sono le scadenze annuali? Quali i codici tributo? In questa breve guida daremo risposta alle vostre domande.

La Tari è la tassa sui rifiuti, entrata in vigore con la Legge n. 147/2013, ed è di competenza del Comunale. Ogni anno milioni di contribuenti sono chiamati al pagamento di questa tassa. In questo contributo andremo a fare un breve riepilogo di tutti gli elementi indispensabili da conoscere per farsi trovare pronti al pagamento e scoprire se si fosse, eventualmente, esonerati dal pagamento della tassa.

Tari: chi deve pagarla?

La Tari è una tassa Comunale che riguarda lo smaltimento dei rifiuti solidi urbani. Come ogni tassa è necessaria per compensare il costo sostenuto da ogni Comune per il servizio di raccolta e di smaltimento dei rifiuti urbani. La particolarità di questa tassa sta nel fatto che è sempre dovuta, indipendentemente dalla categoria di immobile detenuto dal contribuente.

La tassa comunale sui rifiuti è dovuta da chiunque possiede o detiene locali o aree scoperte operative a qualsiasi uso adibiti, suscettibili di produrre rifiuti urbani o assimilati, esistenti nel territorio del Comune. Il contribuente ha l’obbligo di denunciare l’inizio, la variazione o la cessazione di utilizzo, conduzione o detenzione, di locali o aree scoperte operative entro il 30 giugno dell’anno successivo dal verificarsi dell’evento.  

Il soggetto passivo della Tari è, quindi, il possesso o la detenzione di un immobile ubicato nel territorio nazionale. In caso di locazione dell’immobile il soggetto passivo della Tari è l’inquilino, soggetto detentore dell’immobile. In caso di “locazione turistica“, di durata inferiore a 30 giorni, o nel caso di “case vacanza“, il soggetto tenuto al pagamento della tassa è sempre il proprietario. Infine, in caso di immobili detenuti in multiproprietà, ogni proprietario è tenuto a versare la tassa in base alla propria quota di possesso.

Tari: esenzioni o riduzioni

Elemento caratterizzante di tutte le tasse comunali, e quindi anche della Tari, è che è difficile stabilire delle regole che valgono su tutto il territorio nazionale. Questo perché ogni Comune, ogni anno, approva e pubblica uno specifico regolamento della tassa, ove vengono indicate tutte le possibili riduzioni o esenzioni dal pagamento.

Il presupposto generale per ottenere l’esenzione dalla Tari è la non utilizzabilità dell’immobile. Si tratta di specifici casi in cui l’immobile ottiene dal catasto la non abitabilità: per fare alcuni esempi, si tratta di immobili privi di copertura oppure privi di allacci alle utenze domestiche. Per ottenere l’esenzione dal pagamento è necessario che le condizioni siano oggettive e non soggette a valutazione.

Per quanto riguarda le riduzioni dal pagamento della tassa, possiamo dire che i casi possono genericamente essere questi:

  • Incentivi per invogliare le famiglie ad adottare la raccolta differenziata;
  • Possibili interruzioni del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti da parte del Comune;
  • Trasferimento della residenza all’estero per un periodo non inferiore a 6 mesi nel corso dell’anno.

In ogni caso, si tratta di indicazioni generiche, vi consigliamo di verificare se il regolamento approvato dal vostro Comune ha deciso ulteriori cause di esenzione o di riduzione dal pagamento della Tassa.

Tari: il calcolo della tassa

Il calcolo della Tari è sicuramente la questione che più interessa tutti i contribuenti. Il punto di partenza per il calcolo è la considerazione che la tassa è direttamente proporzionale alla superficie calpestabile dell’immobile. Tale superficie è individuabile facendo un’apposita visura al catasto dei fabbricati. Su tutti gli immobili a destinazione abitativa l’Agenzia delle Entrate ha inserito in visura l’indicazione della superficie catastale utile ai fini Tari.

Ogni proprietario ha, quindi, a disposizione nella visura la superficie utile ai fini del calcolo del tributo. Naturalmente la stessa informazione è a disposizione anche dei Comuni, che provvedono ad effettuare il calcolo della tassa per i contribuenti.

Anche se non è stato ancora previsto un criterio di misurazione dei rifiuti effettivamente prodotti, di norma versano di più i contribuenti che vivono in case di dimensioni maggiori e il cui nucleo familiare è più numeroso. I comuni devono, inoltre, seguire la regola europea seconda la quale la tassa deve coprire integralmente i costi del servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.

Modalità di computo della superficie

Per le unità immobiliari a destinazione ordinaria (A, B, C) la superficie assoggettabile al tributo è calcolata al netto dei muri, di tutti i vani che compongono l’immobile, comprese le rampe di scale a uso esclusivo e gli eventuali accessori come cantine, garage, soffitte, ripostigli e i balconi e terrazze scoperte e simili chiusi su tre lati.  Non rientrano nel calcolo le parti comuni, le superfici coperte di altezza inferiore a cm 150 (soffitte, sottoscala etc.) e i vani tecnici (centrali termiche, centrali elettriche, celle frigorifere, etc.).

Per le unità immobiliari a destinazione speciale, la superficie  assoggettabile al  tributo, è pari a quella calpestabile, con esclusione di quella parte di essa ove si formano di regola rifiuti speciali non assimilati, a condizione che il produttore ne dimostri l’avvenuto trattamento in conformità alla normativa vigente.

Vi consiglio di effettuare almeno una volta all’anno la verifica della vostra visura catastale. In questo modo potrete verificare se vi sono incoerenze o errori rispetto alla planimetria conservata agli atti del catasto, e la superficie calcolata e inserita in visura. In questi casi è opportuno il consulto di un esperto, ma sarà possibile presentare le proprie osservazioni in catasto.

Parte e parte variabile

Partendo dalla superficie catastale, la Tari si ottiene con un calcolo che prevede l’applicazione di una tariffa fissa, e di una tariffa variabile, come di seguito indicato:

  • Tariffa fissa – si determina moltiplicando la superficie calpestabile dell’immobile per il coefficiente stabilito ogni anno dal Comune;
  • Tariffa variabile – si determina in relazione al numero dei soggetti occupanti l’immobile ad uso abitativo.

Questo metodo di calcolo è valido sia per gli immobili ad uso abitativo che per gli immobili commerciali. Ogni Comune stabilisce annualmente diversi coefficienti di calcolo per ogni categoria di immobili, relativi ad utenze domestiche e non domestiche. Vi consigliamo di verificare annualmente sul sito del vostro Comune, la delibera di approvazione di queste aliquote.

Modalità di pagamento

Per quanto riguarda le modalità di pagamento della Tari, ogni singolo Comune è chiamato ogni anno ad inviare direttamente a casa dei contribuenti i modelli di pagamento della tassa già precompilati con gli importi dovuti con le scadenze di pagamento previste dal Comune (ogni Comune decide autonomamente le proprie). Possono esserci due tre o quattro rate annuali, ferma restando la possibilità per il contribuente di pagare l’intero importo dovuto in un unica soluzione.

Le modalità di pagamento della Tari possono essere:

  •  Il bollettino postale;
  •  Il modello F24.

L’Agenzia delle Entrate con le Risoluzioni n. 45/E, 46/E e 47/E del 24 aprile 2014 ha individuato gli specifici codici tributo da utilizzare i versamenti tramite modello F24 per la Tari. I codici tributo da utilizzare per il versamento della Tari sono i seguenti:

  • Codice tributo 3944 – Tari: tassa sui rifiuti – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013;
  • Codice tributo 3945  – Tari: Interessi – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013;
  • Codice tributo 3946 – Tari: Sanzioni – art. 1, c. 639, L. n. 147/2013;

I suddetti codici tributo devono essere esposti nella “Sezione Imu e altri tributi locali” facendo attenzione a riportare le seguenti indicazioni di compilazione:

  • Nello spazio “codice ente/codice comune“, indicare il codice catastale del Comune nel cui territorio sono situati gli immobili, reperibile nella tabella pubblicata sul sito internet www.agenziaentrate.gov.it;
  • Nello spazio “Ravv.“, barrare se il pagamento si riferisce al ravvedimento;
  • Nello spazio “numero immobili“, indicare il numero degli immobili (massimo 3 cifre);
  • Nello spazio “rateazione/mese rif.”, indicare il numero della rata nel formato “NNRR” dove “NN” rappresenta il numero della rata in pagamento e “RR” indica il numero complessivo delle rate. Si precisa che, in caso di pagamento in un’unica soluzione, il campo è valorizzato con “0101”;
  • Nello spazio “anno di riferimento“, indicare l’anno d’imposta cui si riferisce il pagamento. Nel caso in cui sia barrato lo spazio “Ravv.” indicare l’anno in cui l’imposta avrebbe dovuto essere versata.



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Federico, 31 anni, mi occupo di consulenza verso imprese e professionisti e della loro pianificazione fiscale. Dal 2013 gestisco Fiscomania.com. Se volete approfondire la vostra situazione personale da un punto di vista fiscale oppure se avete un quesito personale contattatemi direttamente. Grazie

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