Tassazione in Italia dei redditi di soggetti non residenti

Condivisioni

Le modalità di tassazione in Italia dei soggetti non residenti. La tassazione del reddito e gli oneri deducibili e detraibili che possono essere usufruiti dalle persone fisiche non residenti. La tassazione in Italia delle società e degli enti non residenti. La stabile organizzazione in Italia di enti non residenti.

I soggetti non residenti che percepiscono redditi nel nostro Paese scontano una particolare modalità di tassazione in Italia. L’articolo 2 del DPR n. 917/86 chiarisce quali sono i requisiti che devono essere rispettati congiuntamente per essere considerati fiscalmente residenti in Italia. La distinzione tra soggetti fiscalmente residenti e non è fondamentale, in quanto, i soggetti non residenti sono tenuti a dichiarare in Italia soltanto i redditi ivi prodotti.

Di seguito andremo ad analizzare le modalità di tassazione in Italia delle persone fisiche non residenti, e le deduzioni e detrazioni fiscali spettanti. Vedremo poi le modalità di tassazione in Italia delle società e degli enti fiscalmente non residenti.

Persone fisiche non residenti: tassazione in Italia

Nei confronti delle persone fisiche non residenti l’imposta si applica sul reddito complessivo e sui redditi tassati separatamente, con le regole previste per i soggetti residenti, salvo che per alcune limitazioni riguardanti gli oneri deducibili e detraibili (articolo 24 del DPR n. 917/86). Tali limitazioni non operano qualora la residenza fiscale sia stabilita in uno Stato membro dell’Unione Europea (UE) o in uno Stato aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo (SEE) e il contribuente risulti:

  • Aver prodotto almeno il 75% del proprio reddito complessivo in Italia;
  • Non aver beneficiato di analoghe agevolazioni nello Stato di residenza (non residenti Schumacker).

Quindi, la tassazione in Italia dei soggetti non residenti prevede che, quando la persona fisica non residente ha contratto all’estero meno del 25% del proprio reddito e non ha beneficiato di analoghe agevolazioni (oneri deducibili e detribili) in altro Stato, ha diritto ad ottenere le stesse agevolazioni fiscali spettanti per i soggetti fiscalmente residenti in Italia.

Oneri deducibili

Dal reddito complessivo conseguito dal soggetto persona fisica, non residente, sono ammessi in deduzione i seguenti oneri:

  • canoni, livelli, censi ed altri oneri gravanti sui redditi degli immobili, compresi i contributi ai consorzi obbligatori per legge o in dipendenza di provvedimenti della pubblica amministrazione, esclusi i contributi agricoli unificati;
  • contributi, le donazioni e le oblazioni erogati ad organizzazioni non governative (ONG) nella misura massima del 2% del reddito complessivo dichiarato;
  • Le indennità per la perdita dell’avviamento corrisposte al conduttore, in base a disposizioni di legge, in caso di cessazione della locazione di immobili urbani utilizzati ad uso non abitativo;
  • Le erogazioni liberali in denaro a favore dell’Istituto centrale per il sostentamento del clero della Chiesa cattolica italiana, fino all’importo massimo di €. 1.032,91;
  • Le erogazioni liberali in denaro ad altre istituzioni religiose, fino all’importo massimo di €. 1.032,91 per ciascuna di esse;
  • Le somme restituite al soggetto erogatore, se hanno concorso a formare il reddito in anni precedenti;
  • Le somme erroneamente tassate che non avrebbero dovuto concorrere a formare i redditi di lavoro dipendente e assimilato;
  • Il 50% delle imposte arretrate sul reddito dovute per gli anni anteriori al 1974, con esclusione dell’imposta complementare, e iscritte nei ruoli la cui riscossione ha avuto inizio nell’anno di competenza della dichiarazione dei redditi.

Detrazioni d’imposta per oneri

La tassazione in Italia delle persone fisiche non residenti prevede che dall’imposta lorda del soggetto possano essere scomputate le detrazioni previste per i redditi di lavoro dipendente e assimilato (di cui all’articolo 13 del DPR n. 917/86) nonché, nella misura del 19% ovvero nei limiti massimi sotto riportati, quelle relative ai seguenti oneri:

  • Interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione, pagati a soggetti residenti in Italia o in Stati UE o a stabili organizzazioni di soggetti non residenti relativi a:
    • Prestiti o mutui agrari;
    • Mutui garantiti da ipoteca su immobili, se l’immobile è adibito ad abitazione principale entro un anno dall’acquisto e l’acquisto è avvenuto nell’anno precedente o successivo alla data di stipulazione del mutuo, nella misura massima di €. 4.000;
  • Pese sostenute dai soggetti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro delle cose vincolate nella misura effettivamente rimasta a carico;
  • Erogazioni liberali in denaro e valore dei beni ceduti gratuitamente in base ad apposita convenzione, a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori di iniziative culturali, di fondazioni e associazioni riconosciute senza scopo di lucro per le seguenti attività:
    • Studio, ricerca o documentazione di rilevante valore culturale e artistico per l’acquisto, manutenzione, protezione o restauro di beni vincolati;
    • Organizzazione e realizzazione di attività culturali, effettuate in base ad apposita convenzione, per l’acquisto, manutenzione, protezione o restauro di beni vincolati;
    • Organizzazione di mostre ed esposizioni (in Italia e all’estero) di rilevante interesse scientifico-culturale relative ai beni sopra richiamati;
    • Organizzazione di ogni altra manifestazione di rilevante interesse scientifico-culturale anche ai fini didattico-promozionali, ivi compresi studi, ricerche, documentazione e catalogazione, e pubblicazioni relative ai beni culturali;
  • Erogazioni liberali in denaro a favore di enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni riconosciute senza scopo di lucro operanti nel settore dello spettacolo nella misura massima del 2% del reddito complessivo dichiarato;
  • Spese relative ad interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica degli edifici (50%-65%).

Detrazioni per carichi di famiglia

La fruizione delle detrazioni per carichi di famiglia è consentita esclusivamente qualora risulti possibile documentare:
  • Che i familiari, ai quali tali detrazioni si riferiscono, non posseggano redditi complessivamente superiori, al lordo degli oneri deducibili, al previsto limite di €. 2.840,51 euro, compresi i redditi prodotti fuori dal territorio dello Stato italiano;
  • Che il contribuente non goda, nello Stato estero di residenza, di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi familiari.

La documentazione utile alla dimostrazione dei requisiti richiesti risulta diversificata in base allo Stato di residenza del lavoratore, se:

  • Appartenente all’Unione europea: Austria, Belgio, Bulgaria, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Irlanda, Lettonia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Olanda, Polonia, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Slovacchia, Slovenia, Spagna, Svezia e Ungheria;
  • Aderente all’Accordo sullo Spazio Economico Europeo purché risulti possibile lo scambio di informazioni, attualmente quindi per i soli stati della Norvegia e dell’Islanda;
  • Non compreso nei precedenti elenchi.

Documenti da produrre per i soggetti residenti in un Paese aderente SEE

Ai fini del riconoscimento delle detrazioni per familiari a carico, i soggetti non residenti sono tenuti a rilasciare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà con la quale attestare:

  • Il grado di parentela del familiare per il quale intendono fruire della detrazione, con indicazione del mese in cui le condizioni richieste si sono verificate o sono cessate;
  • Il reddito complessivo del familiare che, al lordo degli oneri deducibili e comprensivo dei redditi prodotti anche fuori dal territorio dello Stato di residenza, riferito all’intero periodo d’imposta, non deve risultare superiore a €. 2.840,51;
  • Di non godere nel Paese di residenza, ovvero in nessun altro Paese diverso da questo, di alcun beneficio fiscale connesso ai carichi di famiglia.

Documenti da produrre per soggetti residenti in altri Paesi esteri

Per i soggetti residenti in Stati non UE (e non aderenti al SEE, come sopra indicati), è prevista una disciplina più complessa in relazione alla documentazione utile ai fini del riconoscimento delle detrazioni per familiari a carico, per la tassazione in Italia. Viene infatti stabilito che la documentazione necessaria è costituita da:
  • Documentazione originale prodotta dall’autorità consolare del Paese d’origine, con traduzione in lingua italiana e asseverazione da parte del Prefetto competente per territorio;
  • Documentazione con apposizione dell’apostille, per i soggetti che provengono dai Paesi che hanno sottoscritto la convenzione in materia di Legge sulla protezione dei minori (Convenzione dell’Aja del 5.10.61);
  • Documentazione validamente formata dal Paese d’origine, ai sensi della normativa ivi vigente, tradotta in italiano e asseverata come conforme all’originale dal Consolato italiano del Paese d’origine.

Soggetti non residenti “Schumacker”

Il D.M. 21.09.15 dà attuazione all’articolo 24, comma 3-bis del DPR n. 917/86, in base al quale, se la persona non residenti ritrae in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente prodotto e non gode nello Stato di residenza di agevolazioni fiscali analoghe, la base imponibile Irpef è determinata “sulla base delle disposizioni contenute negli articoli da 1 a 23” del DPR n. 917/86 (ovvero, sempre limitatamente ai redditi che si considerano prodotti in Italia ai sensi dell’articolo 23, ma beneficiando degli stessi oneri deducibili e detraibili e delle stesse esclusioni previsti per i soggetti residenti).

A decorrere dal 2014 tali soggetti (definiti non residenti “Schumacker“) rimangono non residenti ai fini fiscali (il fatto di avere prodotto in Italia almeno il 75% del reddito non fa, infatti, acquisire agli stessi la qualifica di residenti). I benefici fiscali per la tassazione in Italia sono, al contrario, rappresentati dalla possibilità di fruire di riduzioni e agevolazioni altrimenti non spettanti ai non residenti.

Il caso tipico è quello dei soggetti che, lavorando in Italia ma abitando e mantenendo la propria famiglia all’estero, rimangono non residenti in base alle Convenzioni contro le doppie imposizioni (avendo all’estero un’abitazione permanente e/o il centro degli interessi vitali), pur ritraendo la maggior parte dei propri proventi dall’attività svolta in Italia. Per espressa disposizione di legge, le disposizioni dell’articolo 24, comma 3-bis del DPR n. 917/86 si applicano retroattivamente dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014.

Il regime interessa anche, se non soprattutto, i titolari di redditi di lavoro dipendente e/o assimilati, i quali trovano, nell’articolo 2 del Decreto, le istruzioni per farsi riconoscere dal sostituto d’imposta italiano gli oneri deducibili e le detrazioni d’imposta, comprese quelle per carichi di famiglia, così come stabilito per i contribuenti residenti. L’interessato, per usufruire dei benefici, deve presentare al proprio datore di lavoro una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, con cui attesta:

  • Lo Stato di residenza fiscale;
  • Di aver prodotto in Italia almeno il 75% del reddito complessivamente conseguito nel periodo d’imposta (considerando anche i proventi guadagnati fuori dal Paese di residenza), al lordo degli oneri deducibili;
  • Di non beneficiare in altro Stato degli stessi benefici fiscali richiesti in Italia;
  • I dati anagrafici e il grado di parentela dei familiari per i quali si chiede di fruire della detrazione prevista dall’articolo 12 del DPR n. 917/86;
  • Che il familiare per il quale si chiede l’attribuzione della detrazione non sia titolare di un reddito complessivo superiore a €. 2.840,51, al lordo degli oneri deducibili e comprensivo anche dei redditi prodotti fuori dello Stato di residenza.

Società ed enti non residenti: tassazione in Italia

Il reddito complessivo delle società e degli enti non residenti di ogni tipo, con o senza personalità giuridica, è formato soltanto dai redditi prodotti nel territorio dello Stato (articoli 151 e 153 del DPR n. 917/86), con esclusione dei redditi:

  • Esenti dall’imposta;
  • Soggetti a ritenuta alla fonte a titolo d’imposta o ad imposta sostitutiva.

Costituiscono invece materia imponibile i redditi conseguiti in regime di impresa relativi a:

  • Plusvalenze e minusvalenze dei beni destinati o comunque relativi alle attività commerciali esercitate nel territorio dello Stato, anche se non conseguite attraverso stabili organizzazioni;
  • Utili distribuiti da società di capitali ed enti commerciali pubblici e privati residenti nel territorio dello Stato;
  • Plusvalenze derivanti dalla cessione a titolo oneroso di partecipazioni in società residenti (di cui all’articolo 23, comma 1, lettera f) del DPR n. 917/86).

In mancanza di stabile organizzazione nel territorio dello Stato, il reddito complessivo è determinato sommando le diverse tipologie di reddito conseguito secondo le regole proprie delle categorie nelle quali rientrano (redditi fondiari, di capitale o diversi).

Oneri detraibili

Le società e gli enti commerciali non residenti possono detrarre dall’imposta lorda, fino a concorrenza del suo ammontare, un importo pari al 19% degli oneri relativi a:
  • Interessi passivi, oneri accessori e quote di rivalutazione dipendenti da clausole di indicizzazione, pagati a soggetti residenti in Italia o in Stati UE o a stabili organizzazioni di soggetti non residenti relativi a prestiti o mutui agrari;
  • Spese sostenute dai soggetti obbligati alla manutenzione, protezione o restauro delle cose vincolate nella misura effettivamente rimasta a carico;
  • Erogazioni liberali in denaro e valore dei beni ceduti gratuitamente in base ad apposita convenzione, a favore dello Stato, delle regioni, degli enti locali territoriali, di enti o istituzioni pubbliche, di comitati organizzatori di iniziative culturali, di fondazioni e associazioni riconosciute senza scopo di lucro per le seguenti attività:
    • Studio, ricerca o documentazione di rilevante valore culturale e artistico per l’acquisto, manutenzione, protezione o restauro di beni vincolati;
    • Organizzazione e realizzazione di attività culturali, effettuate in base ad apposita convenzione, per l’acquisto, manutenzione, protezione o restauro di beni vincolati;
    • Organizzazione di mostre ed esposizioni (in Italia e all’estero) di rilevante interesse scientifico-culturale relative ai beni sopra richiamati;
    • Organizzazione di ogni altra manifestazione di rilevante interesse scientifico-culturale anche ai fini didattico-promozionali, ivi compresi studi, ricerche, documentazione e catalogazione, e pubblicazioni relative ai beni culturali;
  • Erogazioni liberali in denaro a favore di enti o istituzioni pubbliche, fondazioni e associazioni riconosciute senza scopo di lucro operanti nel settore dello spettacolo nella misura massima del 2% del reddito complessivo dichiarato;
  • Contributi associativi versati dai soci alle società di mutuo soccorso che operano in determinati settori, nella misura massima di €. 1.291,14;
  • Erogazioni liberali in denaro a favore delle associazioni di promozione sociale, nella misura massima di €. 2.065,83.
In caso di rimborso degli oneri per i quali si è fruito della detrazione, l’imposta dovuta per il periodo nel quale la società o l’ente ha conseguito il rimborso è aumentata di un importo pari al 19% dell’onere rimborsato.

Società non residenti con stabile organizzazione in Italia

Ai fini della tassazione in Italia, il reddito complessivo della stabile organizzazione è determinato in base alle disposizioni Ires proprie delle società commerciali residenti, sulla base di apposito Conto economico relativo alla gestione della stabile organizzazione stessa e alle altre attività produttive di redditi imponibili in Italia (articolo 152, comma 1, del DPR n. 917/86). L’articolo 152, come modificato dal D.Lgs. n. 147/15, prevede che, per le società e gli enti commerciali non residenti, con stabile organizzazione nel territorio dello Stato, il reddito della stabile organizzazione è determinato:

  • In base agli utili e alle perdite effettivamente riferibili a questa;
  • Secondo le disposizioni previste per le società e gli enti commerciali residenti;
  • Sulla base di un apposito rendiconto economico e patrimoniale, da redigersi nel rispetto dei principi contabili previsti per i soggetti residenti con le medesime caratteristiche.

Società non residenti senza stabile organizzazione in Italia

Le società e gli enti commerciali non residenti, senza stabile organizzazione nel territorio dello Stato, possono dedurre dal reddito complessivo gli oneri relativi a:
  • Canoni, livelli, censi ed altri oneri gravanti sui redditi degli immobili, compresi i contributi ai consorzi obbligatori per legge o in dipendenza di provvedimenti della pubblica amministrazione, esclusi i contributi agricoli unificati;
  • Contributi, donazioni e oblazioni erogati ad organizzazioni non governative (ONG) nella misura massima del 2% del reddito complessivo dichiarato;

In caso di rimborso degli oneri dedotti, le somme corrispondenti concorrono a formare il reddito complessivo del periodo d’imposta nel quale l’ente ha conseguito il rimborso.

About Fiscomania

Fiscomania
Federico, 31 anni, mi occupo di consulenza verso imprese e professionisti e della loro pianificazione fiscale. Dal 2013 gestisco Fiscomania.com. Se volete approfondire la vostra situazione personale da un punto di vista fiscale oppure se avete un quesito personale contattatemi direttamente. Grazie

Check Also

Soggetti non residenti: i redditi prodotti in Italia

Le modalità di tassazione dei redditi prodotti in Italia da parte di soggetti non residenti …

Società offshore: guida al funzionamento

Cos’è una società offshore? In quali settori opera? Qual’è il meccanismo che regola il trasferimento …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *