Neo Domiciliati in Italia: regime fiscale e vantaggi

Condivisioni

L’articolo 24-bis del DPR n. 917/86 disciplina un regime opzionale di vantaggio per i soggetti cd. neo domiciliati in Italia. Il regime riguarda le persone fisiche è contente una tassazione forfettaria dei redditi percepiti all’estero, a patto di rispettare alcuni requisiti. Vediamo insieme quali soggetti possono aderire al regime e a quali condizioni nella nostra guida.

L’articolo 1, commi da 152 a 159 della Legge n. 232/2016 ha introdotto nel nostro ordinamento l’articolo 24-bis del DPR n. 917/86, che disciplina un regime opzionale di imposizione sostitutiva dell’Irpef (e delle addizionali locali), cui possono accedere le persone fisiche. Si tratta del regime dei soggetti c.d. “neo domiciliati” in Italia.

Si tratta di un regime fiscale opzione, istituito al fine di attrarre investimenti esteri in Italia. Con questo particolare regime si vuole incentivare il trasferimento in Italia dei c.d. “high net worth individuals“, che consente di optare per l’applicazione di una imposta sostitutiva forfetaria sui redditi prodotti all’estero.

Vediamo, quindi, in cosa consiste il regime fiscale dei neo domiciliati in Italia, chi può applicarlo e quali vantaggi comporta in termini di risparmio di imposta.

Regime dei neo domiciliati in Italia

L’articolo 24-bis del DPR n. 917/86, ha introdotto un regime opzionale di vantaggio per le persone fisiche cd. “neo domiciliate” che rispecchia quanto previsto da regimi esteri, come ad esempio quello di resident non domiciled vigente in UK, Malta e Portogallo (tali regimi assoggettano a tassazione solo il reddito di fonte interna mentre quello di fonte estera nella misura in cui esso viene trasferito nello Stato, cd. remittance).

Il regime fiscale dei neo domiciliati è un regime opzione che deroga alla regola generale di tassazione su base mondiale (cd. world wide taxation), prevista dall’articolo 2 del DPR n. 917/86. Tale regime, per poter essere applicato, richiede come principio cardine il rispetto dei requisiti di residenza e domicilio in Italia, da parte del soggetto proveniente da un Paese estero.

Finalità della norma

Lo scopo di questo regime fiscale dedicato ai soggetti esteri che vogliono trasferire in Italia il proprio domicilio e la propria residenza anagrafica è quello di:

favorire l’ingresso di significativi investimenti in Italia, anche preordinati ad accrescere i livelli occupazionali

stabilendo che  con decreto del Ministro degli affari esteri e della cooperazione internazionale, di concerto con il Ministro dell’interno, saranno

individuate forme di agevolazione nella trattazione delle domande di visto di ingresso e di permesso di soggiorno applicabili a chi trasferisce la propria residenza fiscale in Italia ai sensi dell’articolo 24-bis”

L’obiettivo apertamente dichiarato, quindi, è quello di attrarre in Italia persone fisiche ricche, cd. “high net worth individuals” in grado di portare in Italia investimenti e posti di lavoro.

Per questo motivo saranno individuate forme di agevolazione nella trattazione delle domande di visto di ingresso e di permesso di soggiorno connesse con start-up innovative, con iniziative d’investimento, di formazione avanzata, di ricerca o di mecenatismo, da realizzare anche in partenariato con imprese, università, enti di ricerca e altri soggetti pubblici o privati italiani.

Agevolazione per i neo domiciliati

L’articolo 24-bis del DPR n. 917/86 prevede una tassazione agevolata opzionale per i soggetti esteri immigrati in Italia che rispettano i seguenti requisiti:

  • Trasferiscono la loro residenza fiscale ai sensi dell’articolo 2, comma 2, del DPR n. 917/86 e che
  • Non siano stati mai residenti in Italia ai sensi del citato articolo 2, comma 2, per un periodo almeno pari a nove periodi d’imposta nel corso dei dieci precedenti l’inizio del periodo di validità dell’opzione.

Per i soggetti che soddisfano questi due requisiti e quindi considerati “neo domiciliati” in Italia, l’agevolazione consiste nella possibilità, dietro l’esercizio di specifica opzione, di tassare in modo forfettario in Italia i loro redditi percepiti all’estero (fuori dall’Italia), in costanza di opzione.

La tassazione dei redditi esteri dei “neo domiciliati” in Italia è effettuata mediante il pagamento di una imposta sostitutiva dell’Irpef calcolata forfetariamente nella misura di €. 100.000 per ciascun periodo d’imposta in cui è valido il regime. Tale importo potrà essere ridotto a €. 25.000 per ciascun periodo d’imposta per ciascuno dei familiari di cui all’articolo 433 del codice civile (comma 2 dell’articolo 24-bis del DPR n. 917/86).

Il comma 6 dell’articolo 24-bis del DPR n. 917/86 prevede che il soggetto che esercita l’opzione indica la giurisdizione o le giurisdizioni in cui i familiari a cui si estende il regime avevano l’ultima residenza prima dell’esercizio di validità dell’opzione.

L’estensione dell’opzione può essere revocata in relazione a uno o più familiari di cui al periodo precedente. La revoca dall’opzione o la decadenza dal regime del soggetto che esercita l’opzione si estendono anche ai familiari. La decadenza dal regime di uno o più dei familiari per omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva loro riferita non comporta decadenza dal regime per le persone fisiche di cui al comma 1.

Escluse le plusvalenze da cessione

L’imposta sostitutiva non si rende applicabile alle plusvalenze da cessione di partecipazioni qualificate (articolo 67, comma 1, lettera c) del DPR n. 917/86) realizzate nei primi cinque periodi d’imposta di validità dell’opzione, che rimangono soggette al regime ordinario di imposizione (49,72% del reddito ad aliquote progressive, ai sensi dell’articolo 68, comma 3, del DPR n. 917/86).

Opzione per la tassazione forfettaria

L’opzione per la tassazione forfetaria potrà essere esercitata dal contribuente dopo aver ottenuto risposta favorevole a specifica istanza di interpello presentata all’Agenzia delle entrate, ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera b), della Legge n. 212/2000, entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia ed è efficace a decorrere da tale periodo d’imposta.

Nell’opzione dovrà essere indicata la/le giurisdizione/i di ultima provenienza con indicazione degli Stati esteri i cui redditi saranno soggetti a tale imposta sostitutiva. L’Agenzia delle Entrate trasmetterà poi tali informazioni, attraverso gli idonei strumenti di cooperazione amministrativa, alle autorità fiscali di tali Paesi.

Gli altri redditi

I redditi prodotti in Stati esteri che non saranno oggetto dell’opzione continueranno a subire la ordinaria tassazione italiana con relativo scomputo del credito per imposte pagate all’estero previsto dall’articolo 165 del DPR n. 917/86.

Potrebbe, infatti, essere opportuno escludere (facendo del cherry picking) qualche giurisdizione non collaborativa con l’Italia al fine di evitare il mancato ottenimento di una risposta positiva all’istanza di interpello.

I redditi esteri si considerano tali secondo i criteri di reciprocità sulla base della nota lettura a specchio prevista dall’articolo 165, comma 2, del DPR n. 917/86.

Opzione e versamento dell’imposta

L’opzione per la tassazione forfettaria dei “neo residenti” è revocabile e comunque cessa di produrre effetti decorsi 15 anni dal primo periodo d’imposta di validità dell’opzione. L’imposta sostitutiva deve essere versata in un’unica soluzione entro l’ordinaria scadenza del saldo Irpef (30 giugno di ogni anno con riferimento al periodo di imposta precedente).

L’opzione per la tassazione forfettaria del reddito estero:

  • Può essere revocata su base volontaria;
  • Viene meno nei casi di carente od omesso versamento;
  • Cessa di produrre effetti decorsi 15 anni dal primo periodo d’imposta di validità dell’opzione.

Altri vantaggi

I soggetti che optano per la tassazione forfettaria del reddito (e il loro familiari) possono beneficiare di ulteriori vantaggi, quali:

  • Non sono tenuti agli obblighi di monitoraggio fiscale di cui all’articolo 4 del D.L. n. 167/1990 (quadro RW) per le attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero;
  • Non pagano le imposte patrimoniali IVIE e IVAFE sulle attività estere.

Cumulabilità con altri incentivi

La tassazione forfettaria dei redditi esteri dei soggetti “neo residenti” non potrà essere cumulato con quello di cui all’articolo 44 del D.L. n. 78/2010, in tema di incentivi per il rientro in Italia di ricercatori residenti all’estero e con quello di cui all’articolo 16 del D.Lgs. n. 147/2015, in tema di regime speciale per lavoratori rimpatriati.

Articolo 24-bis del DPR n. 917/86

Di seguito riportiamo, per completezza, l’articolo 24-bis del DPR n. 917/86.

Art. 24-bis. Opzione per l’imposta sostitutiva sui redditi prodotti all’estero realizzati da persone fisiche che trasferiscono la propria residenza fiscale in Italia.

1. Le persone fisiche che trasferiscono la propria residenza in Italia ai sensi dell’articolo 2, comma 2, possono optare per l’assoggettamento all’imposta sostitutiva, di cui al comma 2 del presente articolo, dei redditi prodotti all’estero individuati secondo i criteri di cui all’articolo 165, comma 2, a condizione che non siano state fiscalmente residenti in Italia, ai sensi dell’articolo 2, comma 2, per un tempo almeno pari a nove periodi d’imposta nel corso dei dieci precedenti l’inizio del periodo di validità dell’opzione. L’imposta sostitutiva non si applica ai redditi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera c), realizzati nei primi cinque periodi d’imposta di validità dell’opzione, che rimangono soggetti al regime ordinario di imposizione di cui all’articolo 68, comma 3.

2. Per effetto dell’esercizio dell’opzione di cui al comma 1, relativamente ai redditi prodotti all’estero di cui al comma 1 è dovuta un’imposta sostitutiva dell’imposta sui redditi delle persone fisiche calcolata in via forfetaria, a prescindere dall’importo dei redditi percepiti, nella misura di euro 100.000 per ciascun periodo d’imposta in cui è valida la predetta opzione. Tale importo è ridotto a euro 25.000 per ciascun periodo d’imposta per ciascuno dei familiari di cui al comma 6. L’imposta è versata in un’unica soluzione entro la data prevista per il versamento del saldo delle imposte sui redditi. Per l’accertamento, la riscossione, il contenzioso e le sanzioni si applicano, in quanto compatibili, le disposizioni previste per l’imposta sul reddito delle persone fisiche. L’imposta non è deducibile da nessun’altra imposta o contributo.

3. L’opzione di cui al comma 1 deve essere esercitata dopo aver ottenuto risposta favorevole a specifica istanza di interpello presentata all’Agenzia delle entrate, ai sensi dell’articolo 11, comma 1, lettera b), della legge 27 luglio 2000, n. 212, entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta in cui viene trasferita la residenza in Italia ai sensi del comma 1 del presente articolo ed è efficace a decorrere da tale periodo d’imposta. Le persone fisiche di cui al comma 1 indicano nell’opzione la giurisdizione o le giurisdizioni in cui hanno avuto l’ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione. L’Agenzia delle entrate trasmette tali informazioni, attraverso gli idonei strumenti di cooperazione amministrativa, alle autorità fiscali delle giurisdizioni indicate come luogo di ultima residenza fiscale prima dell’esercizio di validità dell’opzione.

4. L’opzione di cui al comma 1 è revocabile e comunque cessa di produrre effetti decorsi quindici anni dal primo periodo d’imposta di validità dell’opzione. Gli effetti dell’opzione cessano in ogni caso in ipotesi di omesso o parziale versamento, in tutto o in parte, dell’imposta sostitutiva di cui al comma 2 nella misura e nei termini previsti dalle vigenti disposizioni di legge. Sono fatti salvi gli effetti prodotti nei periodi d’imposta precedenti. La revoca o la decadenza dal regime precludono l’esercizio di una nuova opzione.

5. Le persone fisiche di cui al comma 1, per sé o per uno o più dei familiari di cui al comma 6, possono manifestare la facoltà di non avvalersi dell’applicazione dell’imposta sostitutiva con riferimento ai redditi prodotti in uno o più Stati o territori esteri, dandone specifica indicazione in sede di esercizio dell’opzione ovvero con successiva modifica della stessa. Soltanto in tal caso, per i redditi prodotti nei suddetti Stati o territori esteri si applica il regime ordinario e compete il credito d’imposta per i redditi prodotti all’estero. Ai fini dell’individuazione dello Stato o territorio estero in cui sono prodotti i redditi si applicano i medesimi criteri di cui all’articolo 23.

6. Su richiesta del soggetto che esercita l’opzione di cui al comma 1, l’opzione ivi prevista può essere estesa nel corso di tutto il periodo dell’opzione a uno o più dei familiari di cui all’articolo 433 del codice civile, purché soddisfino le condizioni di cui al comma 1. In tal caso, il soggetto che esercita l’opzione indica la giurisdizione o le giurisdizioni in cui i familiari a cui si estende il regime avevano l’ultima residenza prima dell’esercizio di validità dell’opzione. L’estensione dell’opzione può essere revocata in relazione a uno o più familiari di cui al periodo precedente. La revoca dall’opzione o la decadenza dal regime del soggetto che esercita l’opzione si estendono anche ai familiari. La decadenza dal regime di uno o più dei familiari per omesso o parziale versamento dell’imposta sostitutiva loro riferita non comporta decadenza dal regime per le persone fisiche di cui al comma 1.

Check Also

White List: i Paesi con adeguato scambio di informazioni

Lista dei Paesi inclusi nella White List che consentono un adeguato scambio di informazioni con …

Trasferirsi in Austria: istruzioni fiscali per l’uso

In questa guida ti spiego perché può essere conveniente trasferirsi in Austria se sei un …

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni