Compensazione orizzontale del credito IVA

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La compensazione orizzontale del credito Iva deve sottostare a determinate condizioni, legate a determinate soglie di utilizzo, al superare delle quali è necessario prestare garanzie maggiori.

La compensazione orizzontale dei crediti Iva, mediante utilizzo in F24, deve sottostare a determinate condizioni nel caso di superamento di ben definite soglie di importo utilizzato; di fatto, mentre non vengono posti limiti alla compensazione verticale Iva da Iva direttamente nelle liquidazioni periodiche o in F24, si determinano, invece, tre fasce annuali di potenziale compensazione orizzontale (esterna) dei crediti Iva con utilizzo del modello F24.

Compensazione orizzontale del credito Iva

Il credito Iva derivante dalla dichiarazione annuale può essere utilizzato dal contribuente in compensazione, con modalità differenti a seconda della quantità di credito utilizzabile. In particolare possiamo avere le seguenti tre fattispecie:

  1. Per poter compensare fino a €. 5.000 annui di importi derivanti dal credito Iva annuale (codice tributo 6099), non vi sono nuove condizioni o limiti e, pertanto, è possibile compensare sin dal 02 gennaio il credito dell’Iva annuale e dal primo giorno del mese successivo ai primi tre trimestri solari il credito Iva per periodi inferiori all’anno;
  2. Per poter compensare oltre i €. 5.000 e fino a €. 15.000 annui di importi derivanti dal credito Iva annuale (codice tributo 6099), sarà necessario avere preventivamente presentato la dichiarazione annuale Iva da cui il credito emerge o l’istanza modello Iva TR infrannuale a cui è abbinato il codice tributo con il quale (da solo o sommato a quello dei trimestri precedenti) viene superato il limite. In questi casi il credito in compensazione si potrà utilizzare solo a partire dal giorno 16 del mese successivo alla presentazione della dichiarazione o dell’istanza, mentre la delega potrà essere inviata, unicamente tramite Entratel (in proprio o tramite intermediario) oppure tramite Fisconline;
  3. Per compensare oltre i €. 15.000 annui di importi derivanti dal credito Iva esposto nella dichiarazione annuale, alle condizioni già viste al precedente punto, si aggiunge l’ulteriore condizione che alla dichiarazione da cui emerge il credito Iva sia apposto il visto di conformità.

Il visto di conformità

Con l’apposizione del visto di conformità viene attestata l’esecuzione dei controlli indicati dall’articolo 2 del D.M. 31 maggio 1999, n. 164.  Il visto di conformità, che può essere apposto sulle dichiarazioni annuali, si rilascia mediante l’indicazione del codice fiscale e l’apposizione della firma del professionista (dottore commercialista, etc) nell’apposito spazio dei modelli di dichiarazione.

In linea generale, il visto di conformità è rilasciato se le dichiarazioni e le scritture contabili sono state predisposte e tenute dallo stesso CAF o dal professionista che rilascia il visto (ovvero da una società di servizi sotto il loro diretto controllo e responsabilità).

Tenuto conto dell’obbligatorietà del visto di conformità ai fini della fruizione dell’istituto della compensazione, nelle ipotesi in cui le scritture contabili siano tenute da un soggetto che non può apporre il visto di conformità, il contribuente potrà comunque rivolgersi al CAF-imprese o a un professionista abilitato all’apposizione del visto. Tali soggetti sono comunque tenuti a svolgere i controlli previsti dal D.M. 31 maggio 1999, n. 164 e a predisporre la dichiarazione.

Pertanto, il contribuente che intende ottenere il rilascio del visto di conformità deve comunque esibire al CAF o al professionista abilitato la documentazione necessaria per consentire la verifica della conformità dei dati esposti o da esporre nella dichiarazione.

Ad oggi l’apposizione del visto di conformità per l’utilizzazione del credito Iva da utilizzare in compensazione orizzontale per importi superiori a €. 15.000 non è stato uno strumento molto utilizzato dai contribuenti, ma in questo periodo di crisi economica, per molte imprese poter usufruire di maggior credito spendibile potrebbe essere una buona boccata d’ossigeno in attesa di tempi migliori.

2 comments

  1. Vorrei un chiarimento in merito al punto 1 dell’articolo. Esempio: siamo al 16 maggio dell’anno X, la liquidazione del trimestre Gen-Feb-Mar si chiude a credito, non c’è credito iva relativo all’anno X-1. Posso utilizzare il suddetto credito per compensare (in tutto o in parte) il contributo fisso Inps, in scadenza sempre al 16 Maggio?

    • Fiscomania

      Salve,
      è possibile compensare orizzontalmente il credito Iva che deriva dalla dichiarazione Iva annuale dell’anno precedente. Per poter compensare l’Iva del primo trimestre che finisce a credito è necessario aver presentato il modello Iva TR, per la richiesta di rimborso o di compensazione del credito Iva trimestrale.

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