Emissione della fattura da parte del professionista

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La guida ai termini di emissione della fattura per le operazioni attive. Termine di emissione della fattura del professionista. Il professionista è tenuto ad emettere la fattura al momento di effettuazione dell’operazione, che avviene nel momento in cui il cliente effettua il pagamento del corrispettivo. La fattura deve essere registrata nella contabilità del professionista nel termine di 15 giorni dalla sua emissione.

I soggetti che svolgono professionalmente un’attività di lavoro autonomo, con partita Iva, c.d. “professionisti” sono tenuti all’emissione della fattura (tranne per alcune prestazioni escluse), nei confronti del soggetto che ha commissionato la prestazione.

Il momento di emissione della fattura è un momento molto importante. La disciplina Iva del DPR n. 633/72 prevede particolari regole per determinare il termine massimo entro il quale il professionista è tenuto a rilasciare fattura al cliente. Il momento di emissione, quindi, è il momento in cui la prestazione professionale si considera effettuata, e la relativa Iva diventa esigibile da parte dell’Amministrazione finanziaria.

L’emissione della fattura da parte del professionista può comportare alcune perplessità in merito alla determinazione del corretto momento di emissione della stessa da parte del professionista, con il relativo meccanismo della ritenuta di acconto.

Vediamo adesso di chiarire i principali punti critici, attraverso la risposta ad alcune domande che ci vengono poste di frequente sul termine di emissione della fattura da parte del professionista. L’obiettivo è quello di fornirvi una breve ed utile guida che possa aiutarvi ad emettere fattura al momento giusto.

Momento di emissione della fattura

L’emissione della fattura è regolata dalle norme vigenti in materia di Iva (articolo 21 del DPR n. 633/72). Tali norme prevedono che la fattura debba essere emessa entro e non oltre il giorno di effettuazione dell’operazione cui si riferisce. In pratica, il termine ultimo per emettere la fattura è il momento in cui la prestazione professionale è considerata terminata.

Da questo momento in poi, l’Iva presente in fattura diventa esigibile da parte del professionista.

Quando si considera terminata una prestazione professionale?

Per comprendere quando va emessa la fattura occorre, quindi, precisare qual è il momento in cui l’operazione si considera effettuata. Nel nostro caso, trattandosi di una prestazione di prestazione di servizi professionali l’operazione si considera effettuata, al più tardi, nel momento del pagamento del corrispettivo.

Quindi la fattura avente per oggetto la prestazione di un servizio va emessa al momento del suo pagamento, od anche in un momento precedente. In questo caso la prestazione professionale si considera conclusa limitatamente all’importo professionale fatturato.

Esempio di termine di emissione della fattura

Ipotizziamo un professionista che ha effettuato una prestazione professionale del valore di €. 1.000 e che ha ricevuto il compenso in acconto di €. 300. Al momento del incasso dell’acconto il professionista è tenuto ad emettere la fattura di acconto. La fattura per il saldo, invece, potrà essere emessa fino al termine ultimo dato da pagamento.



Registrazione della fattura

La fattura, una volta emessa deve essere registrata nel registri Ivaentro 15 giorni dalla sua emissione.

Non tutti i professionisti, però sono tenuti alla registrazione della fattura, infatti a titolo di esempio, tale previsione non è applicabile ai contribuenti minimi, e ai soggetti che adottano il regime forfettario, in quanto sono esonerati dalla tenuta dei registri Iva.

Per loro sarà sufficiente numerare e conservare tutte le fatture emesse.

Spese vive sostenute dal professionista

Non concorrono a formare la base imponibile le somme che non costituiscono corrispettivo, cioè quelle che non hanno la natura di controprestazione in denaro (pagamento) della prestazione resa.

L’articolo 15 del DPR n. 633/72 afferma quali sono i casi di esclusione dalla base imponibile: fra essi, di diretta, immediata e molto frequente applicazione per il professionista è quello delle somme avute a rimborso per anticipazioni fatte in nome e per conto del committente: classico esempio è quello di contributi unificati, marche da bollo e notifiche, bollettini di c/c postale per versamenti vari, tributi catastali etc.

La norma richiede due distinte condizioni:

  • Le spese devono essere sostenute in nome e per conto del cliente;
  • Le anticipazioni devono essere documentate in modo corretto.

Ritenuta d’acconto: cos’è e come funziona?

Il professionista che ha svolto una prestazione professionale, al momento del pagamento e della conseguente emissione della fattura, si vede detratta una parte della sua prestazione, pari appunto alla ritenuta d’acconto. Il soggetto che ha pagato copre il ruolo del “sostituto d’imposta” ed effettua il versamento all’erario per conto del professionista che ha subito la ritenuta, essendogli stata detratta una parte del suo compenso.

La ritenuta d’acconto si determina applicando una percentuale (per i residenti in Italia l’aliquota è del 20%) sull’imponibile dal quale devono essere escluse:

  • L’Imposta sul valore aggiunto;
  • Spese anticipate;
  • La rivalsa del 4% sui contributi versati alla cassa di previdenza (quando i contributi vengono versati all’INPS la ritenuta si calcola anche sul 4%).



Compensi da assoggettare alla ritenuta

L’articolo 25 del DPR n. 600/73, stabilisce che devono essere assoggettati a ritenuta alla fonte a titolo di acconto:

i compensi, comunque denominati, anche sotto forma di partecipazione agli utili, per prestazioni di lavoro autonomo, ancorché non esercitate abitualmente

I compensi che costituiscono componenti positivi del reddito professionale, sono sempre soggetti a ritenuta alla fonte nella misura del 20% del loro ammontare. Si tratta, in particolare, delle seguenti tipologie di compensi:

  • Compensi in denaro o in natura per onorari o indennità;
  • Proventi conseguiti in sostituzione di redditi ed indennità conseguite a titolo di risarcimento del danno derivante dalla perdita di redditi professionali; tali somme costituiscono redditi della stessa categoria di quelli sostituiti o perduti e sono, pertanto, da assoggettare a ritenuta alla fonte al pari dei redditi professionali;
  • Interessi moratori e per dilazione di pagamento, riscossi a fronte del ritardato pagamento dei compensi professionali. Tali somme costituiscono redditi della stessa categoria di quelli da cui derivano i crediti su cui gli interessi sono maturati e quindi sono soggetti a ritenuta alla fonte;
  • Acconti ricevuti a titolo di anticipazione di onorari, di indennità e di altri componenti positivi del reddito professionale soggetti a ritenuta;
  • Rimborsi delle spese sostenute in nome del professionista, ma per conto del cliente (quali, ad esempio, spese di vitto e alloggio documentate, spese di trasferta fuori dal territorio comunale, indennità chilometriche e diarie, biglietti di viaggio, ecc). Tali somme, siano esse incluse negli onorari o indicate separatamente, costituiscono componenti positivi del reddito professionale e, come tali, sono da assoggettare a ritenuta alla fonte.

Compensi esclusi da ritenuta di acconto

Non concorrono, invece, alla determinazione del reddito professionale, e sono pertanto esclusi dall’applicazione della ritenuta alla fonte i compensi di seguito indicati:

  • Rimborsi delle spese sostenute a titolo di anticipazioni effettuate dal professionista in nome e per conto del cliente (quali, ad esempio, acquisto di marche da bollo, pagamento di diritti di cancelleria, pagamento di tasse, ecc.). Il relativo documento di spesa dovrà essere intestato al cliente;
  • Contributi obbligatori versati alle Casse di Previdenza professionali, posti dalla legge a carico del cliente (si tratta, nel caso di specie, del contributo fissato nella misura del 4% degli onorari dalla Cassa Previdenza Avvocati, Architetti, Geometri, Ingegneri, Commercialisti).

Di norma la ritenuta si applica su compensi addebitati da lavoratori autonomi (avvocati, geometri, commercialisti, architetti, geometri, notai, ecc) nei confronti di committenti titolari di una partita Iva.

La ratio della norma consiste nella maggiore affidabilità per lo stato, che il versamento delle imposte venga effettuato, se questo è affidato ad un soggetto terzi rispetto a quello su cui grava l’onere tributario.

Fattura emessa in ritardo

Come abbiamo visto l’articolo 21 del DPR n. 633/72 definisce quale sia il momento massimo entro il quale il professionista è tenuto ad emettere e consegnare al cliente la fattura. Se il professionista omette l’emissione della fattura è prevista una sanzione amministrativa, accompagnata da una pena accessoria.

Si applica una sanzione accessoria nei confronti dei professionisti, iscritti in albi o a ordini professionali, che violano l’obbligo di emissione del documento che certifica i corrispettivi (articolo 2 del D.L. n. 138/2011).

In particolare, è prevista la sospensione dell’iscrizione all’albo o all’ordine, per un periodo da tre giorni a un mese, quando sono state contestate, nel corso di cinque anni, quattro distinte violazioni dell’obbligo di emettere il documento certificativo dei corrispettivi compiute in giorni diversi. In caso di recidiva, la sospensione è disposta per un periodo da quindici giorni a sei mesi.

Le sanzioni amministrative in caso di omessa fatturazione da parte del professionista sono le seguenti:

  • Omessa fatturazione e registrazione operazioni imponibili – sanzione amministrativa dal 100% al 200% dell’imposta relativa al corrispettivo non fatturato o all’imponibile non registrato (con un minimo di €. 516);
  • Omessa fatturazione e registrazione operazioni non imponibili o esenti – sanzione amministrativa dal 5% al 10% del corrispettivo non fatturato o non registrato (con un minimo di €. 516).

Servizio di consulenza

Se vuoi ricevere una consulenza sulla corretta compilazione della fattura del professionista, contattaci pure, attraverso il nostro servizio di consulenza fiscale online.

Riceverai sicuramente l’assistenza di un professionista preparato.

34 comments

  1. Buongiorno
    sono uno chef e F&B manager e vorrei fare il consulente ristorativo, cosa devo fare?
    devo aprire una partita iva come contribuente minimo oppure altro?
    grazie

  2. Fiscomania

    Deve operare come professionista, operando con partita Iva. Se vuole la contatto in privato, per analizzare la sua situazione personale e scegliere il miglior regime fiscale per la sua situazione personale.

  3. Buongiorno.
    L’avvocato ha terminato la sua prestazione 3 anni e mezzo fa e non ha mai emesso parcella e nessuna altra forma di richiesta. Inoltre non ha concordato alcun preventivo.
    Ora, dopo così tanto tempo, chiama per avere dei soldi.
    Che tempi aveva per emettere parcella o fattura?

  4. Fiscomania

    La prestazione del professionista termina, al massimo, al momento del pagamento, quindi nel momento in cui emette fattura. Se la prestazione del professionista è stata effettuata e lui può dimostrarlo dopo la messa in mora chiederà un decreto ingiuntivo per avere il suo compenso.

  5. Grazie. Non è stato concordato un preventivo e dopo l’ultima prestazione (negativa) non si è fatto più vivo.
    Come devo comportarmi a così larga distanza?

  6. Fiscomania

    Lui ha diritto al compenso se può dimostrare di aver svolto la sua attività concordata con voi. Mi rivolgerei ad un legale.

  7. Se non erro, il professionista ha un tempo massimo di 3 anni per pretendere/richiedere il pagamento della prestazione

  8. Fiscomania

    Per le parcelle dei professionisti, l’articolo 2956 del Codice Civile prevede in 3 anni la prescrizione presuntiva del diritto alla riscossione. In linea generale, questo termine decorre dalla prestazione. E’ sufficiente anche solo una lettera del professionista in cui si chiede la riscossione del credito per evitare al prescrizione. Bisogna fare attenzione!

  9. Salve,
    l’anno scorso ho percepito un compenso in acconto durante i lavori e non ho emesso fattura.
    Adesso i lavori sono chiusi e vorrei chiedere il saldo ed emettere una fattura totale.
    Come posso fare? Ci sono delle sanzioni?

  10. Fiscomania

    Non vedo problematiche nella situazione che mi descrive.

  11. Buonasera,
    Alcune domande: se si conclude un lavoro al 15 novembre, e si emette fattura lo stesso giorno (categoria libero professionista ingegnere), ma il pagamento lo si riceve il 15 dicembre, può andar bene?
    Ed inoltre, se si conclude il lavoro, ma non avendo la certezza del pagamento si attende l’emissione della fattura, emettendo nel frattempo una notula professionale, può andar bene?
    Grazie

  12. Fiscomania

    La fattura si emette al momento del pagamento, altrimenti deve essere emesso un progetto di notula.

  13. Grazie per la risposta. Come sa però molte aziende necessitano di fattura che provvedono a pagare a 30 giorni dffm o 60 giorni dffm. In questo caso come si potrebbe procedere?
    Grazie

  14. Fiscomania

    Come le ho già detto, emettendo un progetto di notula.

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