Leasing senza obbligo di durata minima per la deducibilità

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Deducibilità dei contratti di leasing senza vincolo minimo di durata. È l’effetto dell’articolo 4-bis del Dl 16/2012, convertito dalla Legge n. 44/2012. Tutte le informazioni utili.

La disciplina fiscale relativa ai contratti di leasing, con particolare riferimento alle disposizioni in materia di deducibilità dei canoni, è stata, negli ultimi anni, interessata da rilevanti modifiche normative, l’ultima delle quali contenuta in un emendamento al decreto legge contenente misure di semplificazione fiscale. In particolare, in sede di conversione del D.L. n. 16/2012, convertito dalla Legge n. 44/2012 il legislatore ha previsto la perdita della durata minima dei contratti di leasing, facendo restare invariato il periodo di deduzione dei canoni.

Per i contratti di leasing, stipulati a partire dal 29/04/2012 la durata del contratto non è più, quindi, un obbligo di natura contrattuale da rispettare pena l’indeducibilità dei canoni in capo all’utilizzatore, ma rappresenterà esclusivamente l’arco temporale minimo entro il quale sarà possibile dedurre i canoni di leasing. Vediamo adesso di capire meglio in che modo è stata novellata la disciplina partendo dalle disposizioni previgenti.

La normativa previgente

La deducibilità ai fini Ires dei canoni di leasing era ammessa a condizione che la durata del contratto di leasing stipulato con la società concedente fosse non inferiore ai 2/3 del periodo di ammortamento fiscale del bene. Di conseguenza, la stipula di un contratto di leasing avente durata inferiore rispetto a quella minima ai fini fiscali comportava l’indeducibilità assoluta dei canoni (ai fini Ires) in capo al soggetto locatario.

La disciplina novellata del D.L. n. 16/2012

Il D.L. n. 16/2012, pur imponendo la deducibilità dei canoni di leasing in un periodo invariato rispetto al passato, porta con se la novità di rendere, la deduzionetotalmente indipendente dalla durata del contratto e dalle imputazioni dei canoni stessi a conto economico. La logica conseguenza è la totale eliminazione della condizione della durata minima contrattuale. Pertanto, potranno verificarsi due diverse situazioni:

  1. contratto di leasing con durata pari o superiore a quella minima fiscale: la deduzione dei canoni seguirà la durata contrattuale (le imputazioni a conto economico saranno deducibili integralmente, tranne i beni a deducibilità parziale);
  2. contratto di leasing con durata inferiore al minimo fiscale: le quote dei canoni eccedenti la durata minima contrattuale saranno riprese a tassazione durante la vita contrattuale, per essere poi dedotte in via extracontabile solo al termine del contratto, nei limiti dell’importo massimo deducibile annualmente.

Periodo minimo di deduzione per i canoni  di leasing

Sulla base di quanto appena detto diventa importante conoscere il periodo minimo di deduzione dei beni oggetto del contratto di leasing:

  • beni mobili: non inferiore a 2/3 del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente ordinario, stabilito con decreto in relazione all’attività esercitata dall’impresa utilizzatrice;
  • mezzi di trasporto parzialmente deducibili: periodo almeno pari al periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente ordinario (48 mesi);
  • beni immobiliperiodo minimo non inferiore ai 2/3 del periodo di ammortamento corrispondente al coefficiente ordinario, stabilito con decreto; per i beni immobili il periodo minimo deve essere, non inferiore a 11 anni ovvero pari almeno a 18 anni.

L’obiettivo del legislatore novellando la disciplina è quello di consentire la stipula di contratti anche per durate inferiori a quelle minime fiscali senza che ciò limiti per l’utilizzatore la deducibilità dei canoni, che resta fissata dalla legge. Il minor termine contrattuale consente alle società di leasing di ridurre la rischiosità dell’affidamento e di allineare la scadenza dei contratti a quella della raccolta, ma anche di usufruire dell’ ammortamento fiscale dei beni basato sul piano finanziario del contratto.

 Mentre, per gli utilizzatori, la deduzione dei canoni continua ad operare nel minimo temporale già previsto. Ciò significa che, se il contratto ha una durata superiore a tale soglia, la deduzione seguirà il contratto, mentre se la durata è inferiore al minimo, occorrerà effettuare una variazione in aumento in Unico, andando a recuperare a tassazione le quote dei canoni eccedenti, rispetto alla durata minima, deducendole poi in via extracontabile a contratto terminato.

 La disciplina Irap rimane invariata

La nuova disciplina non ha rilevanza ai fini dell’Irap. Infatti, per le società di capitali, la determinazione della base imponibile Irap continua a seguire le risultanze contabili: l’intero importo del canone imputato al conto economico secondo la durata del leasing risulterà deducibile dal tributo regionale senza necessità di variazioni.

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