Frena la morsa di Equitalia: stop ai pignoramenti sulla prima casa

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Equitalia non potrà effettuare pignoramenti di immobili se questi risultano essere abitazione principale del debitore. Per quanto riguarda i rateizzi: prima di decadere dal beneficio del piano di dilazione le rate scadute e non pagate salgono da 2 a 5.

Tra le mosse che il governo sta sperimentando per rilanciare l’economia e abbattere la burocrazia vi è anche il riordino dei poteri di Equitalia, ovvero l’ente statale, i cui soci sono l’Agenzia delle Entrate e l’INPS, che si occupa delle riscossioni dei tributi accertati ma non versati nei termini dai contribuenti. Le novità riguarderanno sia le persone fisiche che le imprese.

Stop ai pignoramenti sulla prima casa – Con il “Decreto del fare“, Legge n. 98/2013, dunque, il Governo vuole rivedere i poteri di Equitalia soprattutto per quanto riguarda le espropriazioni di beni di imprese e prime casa. Per queste ultime, infatti, Equitalia potrà mantenere le garanzie e la prelazione nell’incasso del credito vantato, ma non potrà più procedere all’espropriazione dell’immobile se questo risulta essere il solo bene del debitore ed è la sua abitazione principale. Le uniche eccezioni riguarderanno ville, castelli e case signorili, ovvero le unità abitative rientranti nelle categoria catastali  A1 (abitazioni di tipo signorile ), A8 (ville) e A9 (castelli e palazzi di eminenti pregi artistici o storici).  Inoltre, per tutti gli altri immobili il recupero coattivo potrà essere messo in atto da Equitalia solo se il debito supera i €. 50.000.

Più tempo per decadere dalle dilazioni di pagamento – Altra importante novità riguarda i contribuenti che stanno rateizzando una cartella esattoriale e si trovano in situazione di difficoltà: prima di decadere dal piano di dilazione concesso da Equitalia le rate consecutive non pagate salgono dalle 2 attuali fino alle 5, anche non consecutive, all’interno dello stesso piano di rateazione. Con questa novità i contribuenti potranno dormire sonni più tranquilli, avendo a disposizione un numero maggiore di rate da poter non pagare alla scadenza senza vedersi decadere il piano di rateizzo, scongiurando il rischio di provvedimenti di pignoramento.

Pignoramenti alle imprese con limite massimo e tempi ridotti – Guardando al versante delle imprese i pignoramenti si limiteranno a un massimo del quinto del debito scaduto. I lavoratori autonomi e le imprese potranno stare più tranquilli sapendo che tutti i loro beni strumentali che utilizzano per svolgere la propria attività saranno pignorabili solo per 1/5 del loro valore, quando il presumibile valore di realizzo degli altri beni individuati per il pignoramento non bastasse a soddisfare il credito erariale.  Inoltre, vengono allungati i termini ordinari di efficacia del pignoramento; l’imprenditore sarà nominato custode dei beni pignorati e la data per il primo incanto dovrà essere fissata soltanto dopo 300 giorni dal pignoramento. Il termine massimo di tempo usufruibile per realizzare la vendita all’incanto sarà di 360 giorni, dopodiché il pignoramento perderà efficacia.

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