Maggiori controlli del tribunale sul concordato in bianco

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Il “Decreto del Fare” (D.L. 69/2013) ha rafforzato il controllo del tribunale sulle domande di “concordato in bianco” per tutelare meglio i diritti dei creditori.

Il “Decreto del Fare” (D.L. 69/2013) varato dal Governo Letta, ha introdotto alcune modifiche alla procedura per la richiesta del concordato preventivo. Per garantire una maggiora tutela dei creditori, ed evitare che il debitore possa avvalersi indiscriminatamente della protezione da azioni esecutive individuali, come previsto per i soggetti che presentano la domanda di “concordato in bianco“, verrà chiesto ai debitori di indicare, fin dalla presentazione della domanda, la lista dei creditori e degli importi dovuti. Il tribunale provvederà poi  a nominare un commissario giudiziale che avrà il compito di smascherare le possibili frodi del debitore. Infine saranno rese obbligatorie le informazioni sulla situazione finanziaria dell’impresa e sui passi fatti per mettere a punto la proposta e il piano durante tutta la fase preparatoria.

L’obiettivo perseguito con queste modifiche, fortemente volute dagli addetti ai lavori, è quello di cercare di prevenire alcune frodi messe in atto dai debitori, che con attraverso il “cappello protettivo” che la domanda di concordato garantisce – ovvero la sospensione dalle azioni esecutive individuali dei creditori nel periodo concesso per la redazione del piano – vanno a pregiudicare i diritti vantati dai creditori.

Per queste ragioni il Tribunale, attraverso l’opera del commissario giudiziale, può controllare più efficacemente che l’impresa in crisi si stia attivando per formulare concretamente una proposta di pagamento ai creditori, pena l’emissione di un decreto che dichiari improcedibile la domanda di concordato dell’imprenditore, aprendo inevitabilmente le porte al suo fallimento.

Le modifiche introdotte all’articolo 161 della legge fallimentare conferiscono al commissario giudiziale un ruolo centrale nella procedura, infatti, il debitore potrà compiere atti urgenti di straordinaria amministrazione, non soltanto previa autorizzazione del Tributale, ma anche attraverso il parere (non vincolante) del commissario giudiziale.

La disciplina del concordato preventivo, così novellata, va sicuramente nella direzione di garantire un miglior soddisfacimento del ceto creditorio, attraverso una maggiore tutela dei loro diritti di credito, e contemporaneamente la presenza del commissario giudiziale fin dal momento dell’accettazione della domanda, garantisce che i debitori, non veramente intenzionati alla presentazione del piano, non tentino questa strada soltanto per guadagnare tempo nei confronti delle azioni esecutive dei creditori. Sicuramente delle novità ne beneficeranno i tribunali di tutta italia, che in questi primi 9 mesi di applicazione della normativa del “concordato in bianco” hanno visto aumentare vertiginosamente il numero di istanze presentate, ma non tutte purtroppo sono riuscite ad concretizzarsi veramente in un piano di concordato preventivo veramente fattibile e concreto.

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