Casi di esonero da RW per attività finanziarie estere

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L’obbligo di compilazione del quadro RW non sussiste qualora il contribuente dia mandato all’intermediario finanziario estero, presso il quale è detenuto il conto, di bonificare gli interessi maturati su un conto italiano. 

Uno degli adempimenti più odiati dai contribuenti è sicuramente il monitoraggio delle attività detenute all’estero. Ogni soggetto residente fiscalmente in Italia, è tenuto,  ad effettuare il monitoraggio delle proprie attività patrimoniali e finanziarie detenute in Paesi esteri.

Vi sono alcuni casi, tuttavia, al verificarsi dei quali il legislatore esonera il contribuente dal monitoraggio, in quanto, il soggetto detentore dell’investimento decide di fare intervenire un intermediario finanziario residente per l’accredito dei proventi derivanti dagli investimenti finanziari esteri.

Monitoraggio e quadro RW

Il monitoraggio di queste attività avviene attraverso la compilazione del modello Unico. Più in dettaglio attraverso la compilazione del quadro RW. Attraverso questo quadro il contribuente è tenuto ad indicare le attività patrimoniali e finanziarie che detiene all’estero, se ne ricorrono i requisiti, ed è tenuto al versamento delle relative imposte patrimoniali: Ivie ed Ivafe.

Per approfondire: Il quadro R-W del modello Unico

Esonero da RW attività finanziarie

In attesa che il nostro legislatore proceda alla tanto auspicata riforma della disciplina sul monitoraggio fiscale, può essere opportuno ampliare l’argomento riepilogando i casi di esonero dalla compilazione del quadro del modello Unico (quadro RW) che appunto monitora le attività estere dei soggetti passivi.

Ai sensi dell’articolo 4, comma 4, del D.L. n. 167/90 gli obblighi di monitoraggio fiscale non sussistono per le attività estere di natura finanziaria affidate in gestione o in amministrazione ad intermediari residenti (comprese le società fiduciarie), per i contratti conclusi con il loro intervento, nonché i depositi e i conti correnti, a condizione che i redditi derivanti da tale attività siano riscossi attraverso gli intermediari stessi.

Intermediari finanziari residenti

Stante quanto sopra esposto, l’esonero dagli obblighi di monitoraggio fiscale deriva dall’incarico di riscossione dei proventi, derivanti dal conto corrente estero, conferito dal contribuente all’intermediario residente, e non dipende dall’attività di sostituto d’imposta di quest’ultimo.

Il contribuente, quindi, con una semplice lettera di incarico all’intermediario finanziario estero può essere esonerato dal monitoraggio delle proprie attività estere. Nella lettera di incarico dovrà essere specificato che i proventi derivanti dalle attività finanziarie estere dovranno essere incassati per il tramite di un intermediario finanziario residente.

I conti correnti esteri

Sicuramente, il caso più frequente di attività finanziaria detenuta all’estero è il conto corrente. In questo caso, l’obbligo di compilazione del quadro RW non sussiste qualora il contribuente dia mandato alla banca estera presso la quale è detenuto il conto di bonificare gli interessi maturati sul conto estero (entro il mese della maturazione) su un conto corrente italiano intestato al medesimo contribuente, dando specificazione della causale, dell’ammontare lordo e dell’eventuale ritenuta applicata all’estero.

Ivafe per conti correnti esteri

E’ necessario comunque ricordare, al fine di evitare spiacevoli errori, che l’esonero citato non è valido per l’applicazione dell’Ivafe (imposta sulle attività finanziarie estere).  Si ricorda che l’Ivafe dovuta in maniera fissa, pari a €. 34,20, per tutti i conti correnti esteri a prescindere dal Paese ove sia situato il conto.

L’imposta non è dovuta se il valore medio di giacenza annuo risultante dagli estratti conto sia non superiore a €. 5.000, ma il quadro RW, nella sezione relativa all’Ivafe deve essere comunque compilato. A tale fine è necessario tenere conto di tutti i conti correnti e i libretti detenuti all’estero.

Conti correnti esteri cointestati

Altra questione spinosa riguardante i conti correnti esteri riguarda i conti correnti cointestati. Infatti, in questi casi, ove ricorrano i presupposti per il monitoraggio, e per l’applicazione dell’Ivafe la modalità di compilazione dei due quadri all’interno del modello Unico divergono.

Per il quadro RW, deve essere indicato il valore complessivo del conto corrente, e non la quota del singolo coniuge, in quanto entrambi hanno la piena disponibilità dell’intero conto corrente.

Nel quadro RM, nella sezione relativa all’Ivafe deve, invece essere indicata la quota del conto corrente riferita a ciascun coniuge, riportando nella prima colonna l’intero ammontare del conto e nella seconda colonna la percentuale di pertinenza del coniuge.

2 comments

  1. Buonasera, ho dei dubbi sulle tempistiche dei pagamenti dell’IVAFE. Io sono di nuovo residente fiscale in Italia dal gennaio 2016 e durante il 2016 avevo (e ho ancora in Spagna) un conto corrente presso ING e sempre presso la stessa banca il tipico conto arancio che non è altro che una specie di libretto visto che non sono ammesse alcune operazioni tipiche dei conto correnti. Il primo come media non ha mai superato i 5000 euro, il secondo aveva una media di 20000.
    Ora le mie domande sono le seguenti:
    1) quando dovevo pagare la prima IVAFE? Già durante il 2016, o durante il 2017, anno in cui compilo il quadro RW dell’UNICO 2017?
    2) Essendo una cifra inferiore ai 257 euro, posso pagarlo in un’unica soluzione entro fine novembre?
    3)Bastano 34,20 euro per il conto che supera i 5000 euro, o li devo pagare per entrambi?

    Grazie in anticipo, saluti, Patrizia.

    • Fiscomania

      Salve Patrizia, dovrà pagare l’Ivafe adesso con le scadenze relative ai pagamenti della dichiarazione dei redditi. Per maggiori info c’è il nostro servizio di consulenza fiscale online.

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