Dichiarazione dei redditi: sanzioni per omessa presentazione

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La dichiarazione dei redditi presentata entro 90 giorni dalla scadenza non è considerata omessa, è può essere sanata con la sanzione di €. 25,00, mentre in caso di dichiarazione integrativa oltre alla sanzione fissa deve essere applicata una sanzione percentuale sulle imposte non versate. Tutte le informazioni per sanare la vostra posizione con sanzioni ridotte nella nostra guida.

Sono sempre più frequenti i casi in cui il contribuente (sia esso persona fisica o impresa) deve intervenire per correggere o integrare la propria dichiarazione dei redditi. Anche perché sbagliare, in campo fiscale, è la cosa più facile che possa capitare.

Se anche tu ti hai commesso degli errori nella dichiarazione dei redditi che hai presentato. Oppure se hai omesso di prestare la tua dichiarazione, in questo articolo potrai capire quali sono le sanzioni e come potrai agire per rimediare.

Per fortuna, è possibile rimediare ad alcune sviste o dimenticanze, (ad esempio un acconto pagato e non inserito in dichiarazione), commesse nella dichiarazione annuale dei redditi, Irap o dell’Iva, che possono essere oggetto di correzioni, integrazioni o ravvedimenti.

A seconda che l’errore venga sanato prima o dopo la scadenza per la presentazione della dichiarazione dei redditi fa si che si parli di dichiarazione correttiva o integrativa.

Di seguito la guida per affrontare preparati queste evenienze, seguendo le indicazioni fornite dalla Circolare n. 42/E/2016 dell’Agenzia delle Entrate.

Dichiarazione dei redditi

Dichiarazione correttiva nei termini

La dichiarazione dei redditi correttiva nei termini si distingue da quella integrativa, per la ragione che, questa dichiarazione deve essere presentata entro i termini ordinari di scadenza, mentre la dichiarazione integrativa si presenta successivamente.

Considerato la scadenza per la presentazione del modello “Redditi è il 30 settembre (30 ottobre, con riferimento ai redditi 2016) di ogni anno (con riferimento ai redditi percepiti nell’anno precedente), siamo di fronte ad una dichiarazione correttiva nei termini, quando il contribuente invia per la seconda volta una stessa dichiarazione entro il termine di scadenza.

Può essere il caso, ad esempio di un contribuente che ha inviato la propria dichiarazione dei redditi e che poi si accorge di aver effettuato errori o dimenticanze (classico caso è quello di aver omesso un reddito dal locazione). In questo caso se non è ancora passato il termine del 30 settembre, può sanare la situazione presentando una nuova dichiarazione.

In questi casi, è necessario barrare la casella dichiarazione correttiva nel frontespizio del modello “Redditi” (persone fisiche, società di persone, società di capitali) che si vuole modificare senza la necessità di pagamento di alcuna sanzione.

Attenzione, la presentazione di una dichiarazione correttiva presentata oltre i termini ordinari di scadenza non può essere considerata valida.



Dichiarazione dei redditi tardiva

La dichiarazione dei redditi tardiva è la dichiarazione che viene presentata dal contribuente oltre i termini ordinari di presentazione (30 settembre di ogni anno, con riferimento ai redditi dell’anno precedente), ma entro 90 giorni dalla scadenza (per i soggetti solari entro il 29 dicembre).

Tale dichiarazione dei redditi, ai fini fiscali è considerata correttamente presentata, anche se in ritardo. La dichiarazione tardiva è soggetta all’applicazione della sanzione amministrativa in misura fissa di €. 250, di cui all’articolo 1, comma 1, del D.Lgs. n. 471/97, prevista per l’omissione della dichiarazione senza debito di imposta.

Tutto questo fermo restando l’applicazione della sanzione per omesso versamento (30%) laddove dalla tardività della dichiarazione si accompagni anche un carente o tardivo versamento del tributo emergente dalla dichiarazione stessa.

La sanzione fissa di €. 250 può essere ridotta, in sede di ravvedimento operoso, a 1/10, ai sensi della lettera c) dell’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97.

Per il pagamento con modello F24 può essere utilizzato il codice tributo 8911“, indicando nel modello F24 l’anno nel quale è stata commessa la violazione.

Dichiarazione dei redditi integrativa

Scaduti i termini per la presentazione della dichiarazione dei redditi (30 di settembre per il modello Unico), il contribuente può rettificare o integrare la stessa presentando, secondo le stesse modalità previste per la dichiarazione ordinaria, una nuova dichiarazione completa in tutte le sue parti, su modello conforme a quello approvato per il periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.

Per presentare una dichiarazione integrativa sono previste 3 caselle: la prima riguarda la “dichiarazione integrativa a favore“, la seconda riguarda “la dichiarazione integrativa” (a sfavore del contribuente) e la terza serve solo per modificare l’originaria richiesta di rimborso per scegliere la compensazione (entro 120 giorni).

E’ necessario prestare attenzione al al fatto che il presupposto per poter presentare la dichiarazione integrativa è che sia stata validamente presentata la dichiarazione originaria.

Per quanto riguarda le dichiarazioni integrative possiamo avere due diverse fattispecie: la dichiarazione integrativa a favore (quando la rettifica porta un minor debito o un maggior credito), o una dichiarazione integrativa a sfavore (quando la rettifica porta un maggior debito o un minor credito).

Dichiarazione integrativa a favore

Il contribuente che segnala nel frontespizio di presentare una “dichiarazione integrativa a favore“, barrando la relativa casella, specifica che sta presentando una dichiarazione a favore dopo la scadenza del termine. La dichiarazione a favore può riguardare errori od omissioni contenuti nel modello “Redditi“.

Ad esempio, un contribuente che si è dimenticato di inserire oneri sostenuti per l’anno “n” nel modello Redditi “n+1” non sarà soggetto a sanzioni in quanto presenterà una dichiarazione “bonaria“: il contribuente andrà, infatti, a correggere una dichiarazione nella quale ha versato imposte in maniera superiore rispetto a quanto avrebbe dovuto.

La correzione di una dichiarazione dei redditi in proprio favore si esegue presentando il modello “Redditientro il termine di decadenza dell’azione di accertamento (D.L. n. 193/2016).

Dal periodo di imposta 2016 ricordiamo che il termine di accertamento si prescrive trascorso il quinto anno successivo rispetto a quello di presentazione della dichiarazione (così ad esempio la dichiarazione per l’anno di imposta 2016, presentata nel 2017 si andrà a prescrivere al termine dell’anno 2022).

Per approfondire: Termini di accertamento per imposte sui redditi e Iva

Dichiarazione integrativa a sfavore

Il contribuente si può ravvedere anche per integrare a favore del fisco una dichiarazione dei redditi già presentata. Questo per evitare l’arrivo di comunicazioni di irregolarità con sanzioni assai più elevate rispetto a quella della correzione spontanea. A tal proposito, alla voce dichiarazione integrativa, all’interno del modello “Redditi” sono previste due caselle, che corrispondono alle seguenti fattispecie:

  • Nelle ipotesi di ravvedimento previsto dall’articolo 13 del D.Lgs. n. 472/97, entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo, sempre che non siano iniziati accessi, ispezioni o verifiche. In questo caso sono dovuti maggiori tributi, sanzioni in misura ridotta e gli interessi.
  • Nell’ipotesi prevista dall’articolo 2, comma 8 del DPR n. 332/98 entro il 31 dicembre del quarto anno successivo a quello in cui è stata presentata la dichiarazione, per correggere errori e od omissioni che abbiano determinato l’indicazione di un minore reddito o un minor debito d’imposta o un maggiore credito. In questo caso, scaduti i termini per fruire della riduzione delle sanzioni in caso di ravvedimento, le maggiori somme dovute saranno chieste dall’Agenzia delle Entrate.

Le sanzioni applicabili

Gli errori e le omissioni nelle dichiarazioni dei redditi, che incidono sulla determinazione e sul pagamento delle imposte, sono sanabili con il ravvedimento operoso.

Le irregolarità sanabili, con un’unica dichiarazione integrativa ed eseguendo il pagamento spontaneo delle somme dovute, sono di due tipi, a seconda che la presentazione della dichiarazione integrativa avvenga entro od oltre i 90 giorni dalla scadenza.

Presentazione della dichiarazione integrativa entro i 90 giorni

Errori non rilevabili da controlli automatizzati Errori rilevabili da controlli automatizzati
€. 250 (art. 8, c. 1, D.Lgs. 471/97), ridotta ad 1/9 ai sensi della lettera a)-bis art. 13 D.Lgs. n. 472/97 Sanzione per omesso versamento, se dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 D.Lgs. n. 472/97 a seconda del tempo.
Sanzione per omesso versamento, se dovuto, rodotta secondo le misure dell’articolo 13 D.Lgs. n. 472/97 a seconda del tempo.

Presentazione della dichiarazione integrativa oltre i 90 giorni

Errori non rilevabili da controlli automatizzati Errori rilevabili da controlli automatizzati
Violazione di infedele dichiarazione

Sanzione pari al 90% (articolo 1, comma2, D.Lgs. n. 471/97) della maggiore imposta dovuta o della differenza del credito utilizzato, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 D.Lgs. n. 472/97 a seconda del tempo.

Sanzione per omesso versamento (30%), se dovuto, ridotta secondo le misure dell’articolo 13 D.Lgs. n. 472/97 a seconda del tempo.

La sanzione di €. 250 non trova applicazione.

Se non sono dovute imposte o non ricorre la infedeltà della dichiarazione ma irregolarità della stessa, applicazione della sanzione prevista dall’articolo 8 del D.Lgs. n. 471/97 ridotta secondo le misure dell’articolo 13 D.Lgs. n. 472/97 a seconda del tempo.

Il ravvedimento operoso

In linea generale, per errori ed omissioni non rilevabili in sede di liquidazione o di controllo formale delle imposte dovute a norma degli articoli 36-bis e ter del DPR n. 600/73, come ad esempio l’omessa o errata determinazione dei redditi, esposizione di indebite detrazioni d’imposta ovvero indebite deduzioni dall’imponibile.

Se il ravvedimento si esegue entro 90 giorni dal termine per la presentazione della dichiarazione, la sanzione fissa di €. 250,00 e quella del 30% delle maggiori imposte dovute o del minor credito usato, sono ridotte rispettivamente a €. 27,77 e al 3,75% a condizione che venga presentata la dichiarazione integrativa e venga eseguito il pagamento delle sanzioni ridotte, delle imposte dovute e degli interessi.

Altrimenti la sanzione del 100% (D.Lgs. n. 471/97) della maggiore imposta dovuta sarà ridotta di 1/8 se il versamento avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione dei redditi relativa all’anno successivo, mentre ad 1/7 se il ravvedimento avviene entro due anni.

Errori in sede di controllo formale

Mentre, per errori rilevabili in sede di liquidazione o controllo formale delle imposte dovute a norma degli articoli 36-bis e 36-ter del DPR n. 600/73, come errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili e delle imposte, indicazione in misura superiore a quella spettante di detrazioni d’imposta, di oneri deducibili o detraibili, di ritenute d’acconto e di crediti d’impunicoosta, la sanzione del 30% della maggiore imposta dovuta o del minor credito usato si riduce al 15%, con ravvedimento riducibile ad 1/8, a condizione che, entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno successivo venga presentata la dichiarazione integrativa e venga eseguito il pagamento della sanzione ridotta, delle imposte dovute e degli interessi legali all’1%;



Omessa presentazione della dichiarazione dei redditi

E, dunque, il termine dei 90 giorni oltre il quale scatta, senza alcun rimedio, la violazione amministrativa di omessa presentazione della dichiarazione dei redditi.

Inoltre, la fattispecie di omessa presentazione della dichiarazione si realizza, oltre che nell’ipotesi di mancata presentazione, anche nelle ipotesi in cui la presentazione della dichiarazione è espressamente considerata omessa o nulla, e precisamente:

  1. Dichiarazioni dei redditi presentate con ritardo superiore a 90 giorni – In tal caso la dichiarazione è considerata omessa, ma costituisce titolo per la riscossione dell’imposta in base agli imponibili in essa indicati;
  2. Dichiarazione dei redditi redatta su stampati non conformi ai modelli ministeriali – In tal caso la dichiarazione è nulla e non costituisce titolo per la riscossione delle imposte relative agli imponibili in essa indicati;
  3. Dichiarazione dei redditi non sottoscritta – In tal caso la dichiarazione è nulla e non costituisce titolo per la riscossione delle imposte relative agli imponibili in essa indicati. La nullità può essere sanata se il soggetto tenuto a sottoscrivere la dichiarazione vi provvede entro 30 giorni dal ricevimento dell’invito da parte dell’ufficio territorialmente competente.

Sanzioni per omessa presentazione

Nei casi di omessa presentazione della dichiarazione il D.Lgs. n. 471/97 prevede l’applicazione di una sanzione amministrativa dal 120% al 240% dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di €. 250,00.

Se non sono dovute imposte è prevista, invece, una sanzione da €. 250,00 a €. 1.000,00, aumentabile fino al doppio nei confronti dei soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili.

Se la dichiarazione omessa è presentata dal contribuente entro il termine di presentazione della dichiarazione relativa al periodo d’imposta successivo e, comunque, prima dell’inizio di qualunque attività amministrativa di accertamento di cui abbia avuto formale conoscenza, si applica la sanzione amministrativa dal 60% al 120% dell’ammontare delle imposte dovute, con un minimo di €. 200.

Se non sono dovute imposte, si applica la sanzione da €. 150 a €. 500.

Mancata presentazione e pagamento di imposte

In questa ipotesi, l’Amministrazione finanziaria ha chiarito che si applica la sanzione fissa prevista dal D.lgs. n. 471/97 di €. 250,00.

E’ infatti ovvio che la misura proporzionale prevista dalla norma ha un senso solo nell’ipotesi che, in caso di accertamento, emergano maggiori imposte rispetto a quelle corrisposte dal contribuente.

Servizio di consulenza

Se desideri ricevere una consulenza legata alla presentazione della dichiarazione dei redditi contattaci attraverso l’apposito servizio di consulenza fiscale online.

Potrai contare sull’assistenza di un professionista preparato, in grado di soddisfare ogni tua esigenza.


350 comments

  1. Deve rivolgersi ad un professionista. Non trova questi elementi da nessuna parte. La sanzione doveva essere pagata contestualmente alla presentazione della dichiarazione.

  2. Grazie, domani chiamero’ l’assistenza dell’agenzia delle entrate e spero ci spiegheranno come fare…

  3. Salve . La mia mamma 6 anni fa a lavoranto come badante per 3 anni. Lei aveva la sua bustapaga e la signora li pagava i contributi ( almeno così diceva lei, c’e un modo da verificare?). Invece la mia mamma non sapeva che doveva pagarsi anche lei le sue tasse, non sapeva che un contratto di badante non è uguale come altri. Non ha fatto il 730. Come deve comportarsi? Ho letto che se supera 90 giorni e una sanzione di 250€, per i tutti 3 anni o anuale? Per la pensione non si mettono in calcolo se risultano contributi non pagati? Come dobbiamo fare? Grazie

  4. Per risponderle bisogna analizzare la situazione di sua madre, e vedere se era obbligata a presentare la dichiarazione. A quel punto si potrà capire come intervenire.

  5. Salve, nel 2016 ho lavorato per 4 mesi e ho percepito 3 mesi di Naspi, ma nel 2017 non ho presentato la dichiarazione dei redditi, in quanto non raggiungevo il reddito minimo per l’obbligo. Pochi giorni fa mi sono recato in un caf per presentare la dichiarazione relativa al 2017 e mi hanno detto che avendo percepito Naspi ero obbligato anche a presentare quella relativa al 2016 l’anno scorso. E’ un caso di omessa dichiarazione? Quali sanzioni rischio dato che la presenterò con un anno di ritardo? Grazie.

  6. Prima bisogna verificare se davvero c’era l’obbligo di presentazione, ovvero se c’è imposta a debito. Una volta calcolata l’imposta ci saranno le eventuali sanzioni, dal 120% al 240% dell’imposta dovuta e non versata.

  7. Salve. Come bisogna procedere per presentare una dichiarazione omessa oltre il termine di 90 giorni ma entro i termini previsti per la dichiarazione relativa all’anno successivo? Nel mio caso la dichiarazione prevede anche il pagamento di imposte. Oltre a regolarizzare i versamenti dovuti applicando sanzioni ed interessi è possibile, contestualmente alla presentazione della dichiarazione, procedere autonomamente al versamento della sanzione per omessa presentazione della dichiarazione o è necessario attendere l’irrogazione della sanzione da parte dell’Agenzia delle Entrate?

  8. Anche se presenta la dichiarazione dopo i 90 giorni, la dichiarazione è comunque omessa. Può versare le sanzioni anche in modo autonomo, ma non potrà utilizzare il ravvedimento operoso.

  9. BUONGIORNO,
    QUALI SONO LE SANZIONI PER PRESENTAZIONE DICHIARAZIONE DEI REDDITI NON OBBLIGATORIA OLTRE 90 GIORNI MA ENTRO L’ANNO DALLA QUALE EMERGE UN RIMBORSO?
    gRAZIE!

  10. Dalla domanda non si riesce bene a capire la situazione. Se vuole mi contatti in privato.

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