Concordato fallimentare: la procedura

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Il concordato fallimentare è una delle cause di chiusura della procedura di fallimento. Con questa procedura concorsuale il fallito cerca una accordo con i creditori per l’estinzione dei loro debiti mediante un pagamento parziale.

Il concordato fallimentare è una delle cause di cessazione del fallimento: si tratta di uno strumento diretto a realizzare, nel rispetto del principio della par conditio creditorum, il soddisfacimento di tutti i creditori mediante l’omologazione giudiziale di un accordo raggiunto tra il fallito e i creditori mediante il pagamento (parziale) dei loro crediti. Per questo motivo il concordato fallimentare rientra tra le procedure concorsuali.

Di seguito la procedura da seguire per avviare un concordato fallimentare, per chiudere la procedura di fallimento.

Domanda di concordato fallimentare

La procedura di concordato fallimentare inizia attraverso la presentazione della domanda. Ai sensi di quanto disposto dall’articolo 124 del R.D. n. 267/42, la proposta di concordato fallimentare può essere presentata, da uno o più creditori o da un terzo assuntore, oppure anche direttamente dal fallito. La domanda presentata da uno o più creditori o da un terzo assuntore, può essere consegnata anche prima del decreto che rende esecutivo lo stato passivo, purché sia stata tenuta la contabilità da parte del fallito e i risultati consentano al curatore di predisporre un elenco dei creditori da  sottoporre all’approvazione del giudice delegato. Se la proposta è formulata da un terzo assuntore le attività fallimentari verranno a lui cedute, assumendosi in proprio il rischio di liquidazione.

La domanda presentata dal fallito, può essere consegnata soltanto dopo un anno dalla dichiarazione di fallimento ed entro 2 anni dal decreto di esecutività dello stato passivo.

Esame della domanda

La proposta di concordato fallimentare deve essere presentata al giudice delegato, sottoscritta dal ricorrente o da  un suo rappresentante.

La proposta può prevedere:

  • La suddivisione dei creditori in classi: secondo posizione giuridica e interessi economici omogenei;
  • Trattamenti differenziati tra creditori appartenenti a classi diverse: purché sia rispettato il principio secondo il quale non è possibile alterare l’ordine delle cause legittime di prelazione;
  • La ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei creditori attraverso qualsiasi forma: anche mediante cessione di beni, accollo o altre operazioni straordinarie.

Il giudice delegato, sentito il parere del curatore con specifico riferimento ai presumibili risultati della liquidazione e delle garanzie offerte nella proposta stessa, e del comitato dei creditori, ordina che la proposta venga comunicata ai creditori attraverso l’indirizzo PEC, nella quale deve essere indicato un termine, non superiore a 30 giorni e non inferiore a 20, entro il quale gli stessi possono fare pervenire le loro dichiarazioni di dissenso, presso la cancelleria del tribunale.

Aspetto importante da tenere in considerazione è che i creditori che non fanno pervenire la loro comunicazione, in merito alla proposta di concordato fallimentare, si considerano consenzienti.

Approvazione della proposta dai creditori

La proposta di concordato fallimentare è approvata quanto ottiene il voto favorevole della maggioranza dei crediti ammessi al voto. Se il concordato prevede la suddivisione dei creditori in classi, è necessario ottenere voto favorevole da parte della maggioranza delle classi.

Inoltre, i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca dei quali la proposta prevede l’integrale pagamento, non hanno diritto di voto se non rinunciano al diritto di prelazione.

Il giudizio di omologazione

Decorso il termine per le votazioni il curatore presenta al giudice delegato una relazione sul loro esito e, se i creditori hanno approvato la proposta, il giudice dispone che sia data immediata comunicazione al proponente affinché questi ne chieda l’omologazione del concordato fallimentare. Il giudice con decreto fissa un termine tra 15 e 30 giorni nei quali è possibile proporre eventuali opposizioni.

Effetti ed esecuzione del concordato

Dal momento in cui scadono i termini per opporsi la proposta di concordato acquista piena efficacia, producendo 2 effetti fondamentali:

  1. Vincola il fallito o l’assuntore all’adempimento degli obblighi assunti;
  2. Rende obbligatorio il concordato a tutti i creditori anteriori all’apertura del fallimento, compresi anche quelli che non abbiano presentato domanda di ammissione al passivo.

Con l’omologazione del concordato non decadono gli organi della procedura fallimentare, ma restano in funzione per sorvegliare l’adempimento del concordato stesso, secondo quanto stabilito nel decreto di omologazione.

Risoluzione e annullamento del concordato

Il concordato può essere risolto o annullato, con conseguente riapertura della procedura fallimentare, al verificarsi di determinate fattispecie di seguito indicate:

  • E’ risolto, se le garanzie promesse non vengono costituite  o se gli obblighi assunti non adempiuti. La domanda di risoluzione può essere proposta con ricorso da ognuno dei creditori;
  • E’ annullato, se si scopre che è stato dolosamente esagerato il passivo, o sottratta o dissimulato una parte rilevante di attivo. L’annullamento è proponibile entro 6 mesi dalla scoperta del dolo.



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