Oneri pluriennali: guida alla deducibilità Ires

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Gli oneri pluriennali sono spese la cui utilità non è limitata all’esercizio in cui sono sostenuti, ma riguarda una pluralità di esercizi successivi.

Al momento della determinazione della dichiarazione dei redditi delle società è necessario tenere conto della deducibilità o meno dei costi sostenuti inerenti all’attività aziendale. Tra i costi da tenere in considerazione vi sono anche gli oneri pluriennali: ovvero quelle spese la cui utilità non è limitata all’esercizio in cui sono state sostituite, ma interessa anche esercizi successivi.

Gli oneri pluriennali

A differenza dei beni materiali o immateriali esse non si riferiscono ad alcun bene o diritto che abbia un proprio valore di mercato, quindi, la rappresentazione in bilancio degli oneri pluriennali è quella di costi che si riferiscono economicamente a più esercizi.

Per le imprese di nuova costituzione, la deduzione degli oneri pluriennali, ivi compresi i costi d’impianto, è ammessa a partire dall’esercizio in cui sono conseguiti i primi ricavi, ovvero i primi corrispettivi delle cessioni di beni e delle prestazioni di servizi alla cui produzione o scambio è diretta l’attività dell’impresa.

Costi di ricerca e sviluppo

Sono oneri pluriennali che l’impresa sostiene perché siano condotti studi e ricerche finalizzati ad apportare migliorie ai prodotti, ai processi produttivi o all’organizzazione aziendale. In particolare i costi per studi e ricerche aventi natura pluriennale possono essere così distinti:

  • Costi per ricerca applicata: finalizzata ad uno stesso prodotto o processo produttivo. Vale a dire l’insieme di studi, esperimenti, indagini e ricerche direttamente funzionali alla possibilità di realizzare uno specifico progetto;
  • Costi per lo sviluppo: sostenuti prima dell’inizio della produzione commerciale o l’utilizzazione e finalizzati all’applicazione dei risultati della ricerca o di altre conoscenze possedute o acquisite in un progetto o programma per la produzione di materiali, strumenti o servizi nuovi.

Deducibilità fiscale

L’azienda può dedurre questi oneri pluriennali interamente nell’esercizio in cui sono stati sostenuti oppure in quote costanti nell’esercizio stesso e nei successivi ma non oltre il quarto. In questo caso, sarà necessario tenere presente la fiscalità anticipata che si viene a creare posticipando la deducibilità dei costi.  La decisione presa nel primo esercizio è vincolante anche per i successivi. Ciò che rileva è l’importo imputato a Conto Economico.

Costi di pubblicità e propaganda

Sono oneri pluriennali che l’imprenditore sostiene al fine di portare a conoscenza della generalità dei consumatori l’offerta del prodotto, nel tentativo di stimolare la formazione o l’intensificazione della domanda sul mercato.

Tali spese, in genere non gratuite, sono conseguenti alla stipula di un contratto sinallagmatico tra due parti, col quale una di esse si obbliga a pubblicizzare e propagandare il prodotto, marchio o comunque l’attività produttiva dall’altra, che a sua volta, si impegna ad una prestazione di denaro o in natura quale corrispettivo della prestazione ricevuta. Inoltre, per il soggetto erogante si considerano comunque spese di pubblicità, i corrispettivi in denaro o in natura di importo annuo non superiore a €. 200.000 in favore di società e associazioni sportive dilettantistiche.

La presunzione opera rispettando due requisiti:

  • i corrispettivi devono essere destinati alla promozione dell’immagine dei prodotti del soggetto erogante;
  • a fronte dell’erogazione, deve essere riscontrata una specifica attività del beneficiario.

Deducibilità

Le spese di pubblicità oneri pluriennali interamente deducibili e la società ha facoltà di scegliere tra:

  • la deduzione totale nell’esercizio di sostenimento del costo;
  • la ripartizione in 5 esercizi, in quote costanti (20% della spese per ogni esercizio considerato). In questo caso, sarà necessario tenere presente la fiscalità anticipata che si viene a creare posticipando la deducibilità dei costi.

Rileva la scelta effettuata in bilancio, in osservanza del principio di derivazione del reddito imponibile dal risultato di bilancio.

Spese di rappresentanza

Sono oneri pluriennali diretti a promuovere e consolidare gli affari dell’impresa, mediante l’offerta ad alcune persone, direttamente o indirettamente collegate all’impresa, di un’immagine positiva e prestigiosa dell’impresa e della sua attività in termini di organizzazione e di efficienza.

La caratteristica principale che le distingue dalle spese di pubblicità, è la gratuità, ovvero la mancanza di un corrispettivo o di uno specifico obbligo di dare o di fare a carico dei destinatari.

Sono considerate spese di rappresentanza dotate del requisito dell’inerenza, le spese effettivamente sostenute per erogazioni a titolo gratuito di beni o servizi, effettuate con finalità promozionali o di pubbliche relazioni.

Condizione essenziale per la deducibilità della spesa è l’idoneità a generare, anche potenzialmente, benefici economici per l’impresa ovvero la coerenza con pratiche commerciali del settore in cui l’impresa si trova ad operare e competere. Rientrano in questa definizione le seguenti spese:

  • Spese per viaggi turistici: in occasione dei quali siano svolte significative attività promozionali dei beni o dei servizi la cui produzione o il cui scambio costituisce oggetto dell’attività caratteristica dell’impresa;
  • Spese per feste, ricevimenti e altri eventi di intrattenimento: organizzati in occasione di ricorrenze aziendali o festività nazionali, mostre fiere ed eventi simili in cui sono esposti beni e servizi prodotti dall’impresa.

Deducibilità

Le spese di rappresentanza sono oneri pluriennali deducibili nel periodo d’imposta di sostenimento, entro un limite determinato in misura variabile in relazione ai ricavi della gestione caratteristica risultanti dalla dichiarazione dei redditi relativa allo stesso periodo d’imposta (in pratica solo ricavi imputabili alla voce A1 e A5 del Conto Economico).

L’eventuale eccedenza è indeducibile e non può essere recuperata negli anni successivi. Va comunque evidenziato che le spese per prestazioni alberghiere e di ristorazione sono comunque deducibili al 75%. Pertanto le spese di vitto e alloggio qualificabili come spese di rappresentanza vanno prima ridotte al 75% e poi l’importo risultante va sommato all’importo delle altre spese di rappresentanza.

L’ammontare così ottenuto è deducibile entro i seguenti limiti:

Ricavi della gestione caratteristica

Limite deducibile (%)

Limite di spesa deducibile (plafond)

Fino a 10 milioni

1,3

€. 130.000

Parte eccedente 10 milioni fino a 50 milioni

0,5

€. 130.000 + €. 200.000

Parte eccedente 50 milioni

0,1

€. 330.000 + (0,1% dell’eccedenza)

Spese di vitto e alloggio

Le spese di vitto e alloggio sono considerate spese di rappresentanza, e pertanto sono deducibili senza limiti, in quanto ritenute spese commerciali completamente inerenti, a condizione che sia tenuta un’apposita documentazione. In caso contrario, tali spese dovrebbero essere deducibili nei limiti indicati sopra.

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