Lavoro autonomo occasionale: la guida

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Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale possono diventare un’opportunità per i soggetti che si trovano ad effettuare un’attività di lavoro autonomo, del tutto saltuaria, non abituale o periodica. Il lavoratore è tenuto solo a rilasciare una ricevuta al momento dell’incasso del compenso. Attenzione però a rispettare tutti i requisiti di questo regime. La nostra guida, i consigli utili e il forum con le risposte a tutti i vostri quesiti.

Le attività di lavoro autonomo eseguite in maniera del tutto sporadica ed occasionale rappresentano uno degli aspetti fiscali di maggiore interesse tra i contribuenti, in quanto permettono di effettuare accanto alla propria attività lavorativa abituale (lavoro dipendente o autonomo), un’attività professionale saltuaria, senza particolari obblighi fiscali, naturalmente rispettando i requisiti richiesti dalla normativa.

Pensiamo al caso di un lavoratore dipendente che per pura passione si trova a riparare un Pc del vicino di casa. In questo caso, l’attività del tutto occasionale consente che il lavoratore non debba aprire una posizione Iva, ma possa rilasciare una semplice ricevuta.

Se anche voi siete interessati a questo tipo di opportunità, ecco di seguito i requisiti legati al lavoro autonomo occasionale.

Lavoro autonomo occasionale: normativa

Si può definire lavoro autonomo occasionale qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione.

Il lavoro autonomo occasionale non prevede obbligatoriamente un contratto scritto, ma si ritiene comunque consigliabile sottoscriverne uno che contenga tutte le caratteristiche della prestazione ed il compenso spettante.

La disciplina del lavoro autonomo occasionale trova la propria regolamentazione generale nell’articolo 2222 del codice civile (riguardante il contratto d’opera).

Alla luce delle disposizioni contenute in tale articolo si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale.

Caratteristiche del lavoro autonomo occasionale

Naturalmente, l’attività di lavoro autonomo affinché possa rientrare tra quelle di tipo occasionale è necessario che rispetti alcuni limiti qualitativi legati alla prestazione svolta, che di seguito riepiloghiamo:

  • Mancanza di continuità e abitualità della prestazione di lavoro autonomo – La definizione di abitualità, non essendo stata chiaramente definita dal Ministero, può essere identificata come un’attività duratura nel tempo, che possa fare presumere non ad una attività sporadica, ma prolungata nel tempo. In ogni caso, occorre fare una valutazione ad hoc caso per caso;
  • Mancanza di coordinamento della prestazione – Affinché vi sia coordinamento occorre che l’attività sia svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito del ciclo produttivo del committente.

Nell’ipotesi in cui la prestazione occasionale perda i suoi requisiti, troveranno applicazione le discipline riguardanti o il lavoro dipendente, se c’è l’elemento della coordinazione, oppure il lavoro autonomo (con partita Iva), per più prestazioni autonome abituali.

Nel caso del lavoro autonomo ti consigliamo di verificare e valutare se possiedi i requisiti per beneficiare dei vantaggi offerti dal c.d. “regime forfettario“, che consente una semplificazione degli adempimenti e una riduzione delle imposte dovute, ma soltanto rispettando i requisiti di accesso e di permanenza.

Per maggiori informazioni su questo regime puoi leggere “Regime forfettario per i contribuenti minori: le novità 2016“.

Le collaborazioni occasionali

La disciplina del lavoro autonomo occasionale, di cui alla Legge n. 30/2003 (legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro) sfociata in quella che  poi in è stata denominata “Legge Biagi” ossia il D.Lgs. n. 276/2003 (così come modificato dall’articolo 24 del D.L. n. 201/2011 c.d. “Legge Fornero“), aveva introdotto le collaborazioni occasionali, che si caratterizzavano essenzialmente per: durata non superiore a 30 giorni con lo stesso committente in un anno; compenso non superiore a €. 5.000 da ogni committente.

Tale normativa è stata abrogata a partire dal 25 giugno 2015, giorno di entrata in vigore del D.Lgs. 81/2015, ovvero il quarto dei decreti applicativi che fanno parte del cosiddetto “Jobs Act“, la legge delega per la riforma del lavoro. Tra le molte novità di questa riforma si segnale l’abrogazione delle collaborazioni occasionali, con le caratteristiche di durata e prestazione sopra indicati.

Sulla base di questa novità legislativa, quello che possiamo affermare con certezza è che l’unica disciplina che da un punto di vista civilistico disciplina le attività svolte in maniera occasionale è quella di cui all’articolo 2222 del codice civile riguardante le attività di lavoro autonomo occasionale, che abbiano analizzato in precedenza, e caratterizzate dalla mancanza di continuità e abitualità e coordinamento della prestazione di lavoro autonomo svolta.

La ricevuta e la ritenuta d’acconto

Il contribuente che effettua la prestazione di lavoro autonomo occasionale è tenuto a rilasciare al soggetto committente della prestazione, una ricevuta “non fiscale”, nella quale è tenuto ad indicare i seguenti elementi obbligatori:

  • I propri dati personali;
  • Le generalità del committente;
  • La data e il numero progressivo d’ordine della ricevuta;
  • Il corrispettivo lordo concordato;
  • La ritenuta d’acconto (pari al 20% dei compenso lordo);
  • L’importo netto che verrà corrisposto dal committente.

La ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata a riduzione del compenso lordo dovuto per la prestazione. In pratica, si tratta di un acconto sulle imposte che il committente è tenuto a trattenere e versare all’Amministrazione finanziaria per conto del soggetto che presta la propria attività professionale.

Attenzione però, la ritenuta d’acconto deve essere applicata soltanto nel caso in cui la prestazione di lavoro autonomo occasionale è svolta nei confronti di imprese individuali, società ed enti di ogni tipo, professionisti o amministratori di condominio (ovvero se il committente è un sostituto d’imposta, ai sensi del DPR n. 600/73), i relativi compensi sono soggetti all’applicazione della ritenuta d’acconto.

Data e marca da bollo sulla ricevuta

Per compilazione della ricevuta per prestazione di lavoro autonomo occasionale bisogna fare attenzione alla data da attribuire alla ricevuta, che deve essere obbligatoriamente quella in cui il prestatore ha ricevuto il compenso da parte del committente.

La ricevuta, infatti, ha la funzione di certificare al committente l’avvenuto pagamento della prestazione richiesta, e allo stesso tempo rappresenta strumento utile al contribuente per rendicontare i propri compensi percepiti, per la predisposizione della propria dichiarazione dei redditi.

Altro elemento indispensabile per la corretta compilazione della ricevuta è l’apposizione della marca da bollo. Trattandosi di una ricevutanon fiscale“, il legislatore ha previsto l’apposizione sulla ricevuta di una marca da bollo da €. 2,00, nel caso in cui l’importo della prestazione superi la soglia di €. 77,47.

La marca da bollo deve riportare una data anteriore rispetto a quella di emissione della ricevuta, altrimenti si incorrerà in sanzione. Ricordiamo che l’importo della marca da bollo può essere chiesto a rimborso al committente della prestazione.

Disciplina fiscale del lavoro autonomo occasionale

Ai fini fiscali, il reddito di lavoro autonomo occasionale rientra fra i cosiddetti “redditi diversi” di cui all’articolo 67, comma 1, lettera l), del DPR n. 917/86. I redditi da lavoro autonomo (anche quelli derivanti da attività occasionale), si determinano, secondo quanto disciplinato dall’articolo 71, comma 2, del DPR n. 917/86, dalla differenza tra l’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione.

Da un punto di vista dichiarativo, i redditi di lavoro autonomo occasionale devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi, nel quadro D del modello 730 o nel quadro RL del modello Unico P.F.. Sia che si presenti il 730 piuttosto che il modello Unico si dovrà indicare nell’apposito quadro l’importo del reddito lordo percepito e dell’eventuale ritenuta d’acconto subita.

Aspetto importante riguarda la possibilità di essere esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi per i soggetti che hanno percepito soltanto redditi di lavoro autonomo occasionale sotto i €. 4.800 lordi. In questo caso, il reddito può non essere indicato in dichiarazione, fino al raggiungimento di questa soglia, vi è una specifica detrazione che abbatte totalmente l’imposta dovuta.

Se vi trovate in questa fattispecie, il nostro consiglio è quello di presentare comunque la dichiarazione dei redditi, in quanto se il committente (o i committenti)  ha operato delle trattenute sul compenso il lavoratore, egli può recuperare le somme trattenute soltanto attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi. In tal caso, infatti, le ritenute in eccesso effettuate si trasformano in crediti d’imposta che potranno essere sfruttati in compensazione dal lavoratore.

Disciplina previdenziale del lavoro autonomo occasionale

Ai fini previdenziali, in base all’articolo 44 del D.L. n. 269/2003, convertito dalla Legge n. 326/2003, a decorrere dal 1 gennaio 2004, i soggetti esercenti attività di lavoro autonomo occasionale, se il reddito annuo derivante da detta attività è superiore a €. 5.000 (intesi come compenso lordo considerando la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali), sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS e al versamento di contributi previdenziali dovuti.

I contributi devono essere versati solamente sulla quota di reddito eccedente la soglia dei €. 5.000. L’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata è a carico del datore di lavoro e nasce nell’anno in cui il lavoratore supera il predetto limite di compensi, pertanto, i lavoratori autonomi occasionali con compensi fino a €. 5.000 nell’anno solare non sono obbligati né all’iscrizione alla Gestione Separata né al versamento di contributi previdenziali.

Per i soggetti che superano la soglia di esenzione, l’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, che supera la soglia annua di €. 5.000, dedotte eventuali spese poste a carico del committente e risultanti dalla fattura. I lavoratori interessati devono comunicare tempestivamente ai propri committenti il superamento della soglia di esenzione e, solo per la prima volta, iscriversi alla Gestione, a meno che non si tratti di collaboratori o soggetti assimilati già iscritti.

Nella ricevuta il lavoratore si vedrà applicare la ritenuta previdenziale pari ad 1/3 del contributo dovuto, in quanto i restanti 2/3 di contributo sono direttamente a carico del datore di lavoro.

Ricevuta per prestazione occasionale e contratto 

Scarica gratuitamente il un modello base di ricevuta per prestazione occasionale al link seguente:

Modello ricevuta prestazione occasionale

Contratto di prestazione di lavoro autonomo e dichiarazione dei compensi percepiti nell’anno

Ulteriori approfondimenti sull’argomento

Per quanto riguarda la disciplina dei rimborsi spese del lavoratore autonomo occasionale vi rimando a questo articolo:

I rimborsi spese nelle prestazioni di lavoro autonomo occasionale

Per avere maggiori informazioni:

Domande e risposte sul lavoro autonomo occasionale

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352 comments

  1. Buongiorno Federico, sono Valerio magari si ricorda di me… 🙂

    NON ho più partita iva da Gennaio 2013,
    avevo una ditta come elettricista, l’ho chiusa a causa di studi di settore “sballati”

    ..ogni tanto pratico prestazioni occasionali ripettando i termini e le cifre di legge.

    Volevo chiedere se posso fare prestazioni occasionali anche per una ONLUS?

    Sarebbero RIPARAZIONI E MANUTENZIONI ELETTRICHE,

    tale ONLUS ha solo, e credo sia corretto, il codice fiscale, quindi il 20% di ritenuta va applicato ugualmente o no?

    …di solito quando faccio prestazione per ditte faccio così;

    esempio;
    tot. prestazione €100 – 20% ritenuta d’acconto = € 80 per me (poi la ditta versa con F24 €20 allo stato)

    per ONLUS € 100 e basta? ..la ricevuta cartacea gliela devo fare ugualmente?

    Come sempre GRAZIE Federico!

    • Salve Valerio,
      anche la ONLUS è un sostituto d’imposta quando eroga compensi che concorrono alla formazione del suo reddito imponibile. Questo significa che la ONLUS effettuerà la ritenuta del 20% del suo compenso lordo. Quindi, lei dovrà emettere la consueta ricevuta con evidenziato l’importo lordo, la ritenuta subita e l’importo netto.

      • Buonasera,
        sono in possesso di partita iva per attività commerciale e verso regolarmente per questa i contributi INPS.
        Mi è stato proposto un contratto di prestazione d’opera occasionale della durata di 11 mesi per un’attività di gestione della comunicazione presso una pubblica amministrazione.
        Dovrei versare contributi all’Inpgi gestione separata, dove ho già una posizione aperta essendo iscritta all’ordine dei giornalisti?
        Devo aprire una nuova attività professionale specifica sotto la stessa partita Iva aperta per l’attività commerciale?
        Grazie mille per l’aiuto!
        L.

        • Fiscomania

          Se ha già partita Iva dovrà fatturare la prestazione relativa al contratto offerto, aprendo un secondo codice attività. In questo caso dovrà versare i contributi all’Inpgi gestione separata. Ha già un commercialista che la segue?

          • Grazie mille per la puntuale risposta.
            La cosa assurda è che negli anni mi ritrovo con contributi versati a INPS, INPS gestione separata, INPGI, INPGI gestione separata.
            (Sì, ho già un commercialista)

      • Per delle prestazioni occasionali di docenza e di Tutoraggio raggiungeró con molta probabilità 4200 euro nell arco dell’anno. Ora sei io percepiró altri soldi da lavoro dipendente per un lavoro stagionale, devo aprire partita iva? Anche se sn redditi provenienti di natura diversa? Sicuramente sono stata poco chiara na non riesco a spiegare meglio.

        • Fiscomania

          Se ha un reddito da lavoro dipendente e attività occasionali di lavoro autonomo, dovrà presentare obbligatoriamente la dichiarazione dei redditi. Per l’apertura della partita Iva dipende dall’abitualità della prestazione di lavoro autonomo, a prescindere dal volume dei compensi.

  2. …anche se NON ha partita iva? (ha solo codice fiscale) Grazie.

  3. Ciao Federico, Ti disturbo ulteriormente,

    la ONLUS del mio caso NON percepisce nessun reddito imponibile, pertanto, devono fare ugualmente la trattenuta del 20% ? Grazie ciao.

  4. Ok! Grazie!Buon weekend! );

  5. Ciao Federico,
    dovrei fare una ricevuta di € 350 di prestazione occasionale ad un PRIVATO, quindi SENZA partita iva.

    Come la devo impostare? ..posso utilizzare lo stesso modulo che uso per DITTE ma NON inserire la ritenuta del 20% in quanto mio cliente è privato cittadino?

    Inoltre, tale ricevuta, NON avendo appunto creato una ritenuta, la devo inserire nel modello unico che farò nel 2015 per quest’anno? o è indifferente…?

    Grazie Federico, buona serata.

    Valerio

  6. L’articolo è molto chiaro ed esauriente ma potrebbe chiarirmi un dubbio:

    Perchè alcuni siti riportano 5.000 € netti mentre qui si afferma che sono lordi? La norma non è chiara oppure qualcuno sbaglia ad interpretare?

  7. buongiorno,
    avrei bisogno di alcuni chiarimenti in merito alla gestione separata.
    sono stato ovunque e nessuno mi riesce a dare una risposta esauriente.
    quest’anno ho raggiunto i 5.000 euro lordi da più datori di lavori a cui ho fatto notule in ritenuta d’acconto al 20%.

    mi chiedo quindi:
    – come procedere avendo superato 5.000 euro lordi? Mi iscrivo alla gestione separata e in caso dovessi avere una nuova collaborazione con un nuovo cliente emetto una ritenuta d’acconto con aliquota di 28,72%.(esiste un facsimile di questo tipo di ritenuta? è 20% + 8,72 o 20 di ritenuta + 28%, non capisco)
    – fino a che misura posso continuare a fare ritenute, ovviamente sapendo che è una fase di passaggio e sapendo che appena superato l’esame aprirò alla partita IVA.
    grazie mille
    mario

  8. L’articolo recita:

    «…partendo dalla legge n. 20/2003 (legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro)…»

    Non è la legge n. 20 ma la n. 30.
    http://www.camera.it/parlam/leggi/03030l.htm

  9. non so se è il post idoneo, mi sembra di si…sul web non è possibile trovare un forum che risponda a questa domanda spero di essere più fortunato qui…espongo il caso: devo lavorare come serach engine evaluator da casa in Italia online per una ditta cinese. Il contratto dice che la mia posizione è inquadrata come lavoratore autonomo e devo provvedere io a regolare la mia posizione contributiva. Il lavoro sarà di tipo saltuario e il pagamento avviene sul conto paypal o bonifico bancario (come preferisco). Ma come faccio a regolarizzare la mia posizione contributiva? immagino che nell’arco dell’anno tali compensi non supereranno i 5000 euro netti ma i giorni è possibile che siano superiori a 30 (con lavoro di 2-3 ore al giorno)…cosa mi conviene fare? non riesco a trovare nessuna risposta…so che molti fanno questi lavori senza dichiarare nulla, ma io voglio essere in regola con il fisco si tratti pure di pagare pochi euro di tasse…

    • Salve,
      valuti bene se nel suo caso è possibile utilizzare le prestazioni occasionali, lei firma un unico contratto, o per ogni prestazione firma contratti diversi? Faccia attenzione perchè se l’attività è abituale è necessaria l’apertura della partita IVA.

      • no, purtoppo non è possibile utilizzare le prestazioni occasionali…il contratto dice che il rapporto si configura come lavoro autonomo senza ritenuta d’acconto da parte del soggetto estero che commissiona il lavoro…non ho ancora iniziato il lavoro proprio perchè non so come comportarmi…le poche info che circolano in rete mi fanno capire che fino a 5000 euro non è necessario aprire la P.IVA e basta dichiararli nel modello F24 sotto la voce altri redditi…io non ci capisco molto, anche perchè le voci sono discordanti. Il problema in questo caso è che non c’è ritenuta di acconto…
        riporto inoltre dal sito della Agenzia entrate “Possono presentare il modello 730, anche in assenza di un sostituto d’imposta tenuto a effettuare il conguaglio, i contribuenti che nel 2013 hanno percepito redditi di lavoro dipendente, redditi di pensione e/o alcuni redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente, e nel 2014 non hanno un sostituto d’imposta che possa effettuare il conguaglio. In questo caso, il modello 730 va presentato a un Caf-dipendenti o a un professionista abilitato e nel riquadro “Dati del sostituto d’imposta che effettuerà il conguaglio” va barrata la casella “Mod. 730 dipendenti senza sostituto”. non so se questa cosa abbia a che fare oppure no…la situazione credo sia abbastanza complessa sebbene lavori di questo tipo si stiano moltiplicando…grazie comunque mille per la pronta risposta

        • Mi dispiace ma non sono d’accordo con la sua interpretazione. A mio avviso è necessaria l’apertura della partita IVA, a confermarlo è il contratto che andrà a firmare. Le consiglio di non improvvisare, in caso di errore rischia sanzioni.

  10. Salve.
    L’articolo è molto esauriente, ma continuo ad avere molte lacune, anche perché in questi casi, ossia nei casi in cui un soggetto voglia lavorare senza partita iva, nessun commercialista è disposto a farsi interpellare, e l’unica fonte di informazione è la rete (con tutte le leggi infinite, lunghissime, mezze tagliate, piene di riferimenti incrociati che contiene).
    Nel mio caso, vorrei mettere in piedi una piccolissima (-issima, visto che non supererà i 5000 euro l’anno di “fatturato”) attività produttiva, e non so se le norme citate possono riferirsi anche a questa.
    Si fa quasi sempre riferimento al lavoro autonomo inteso come prestazione di servizi, ma se io produco in autonomia (ed entro termini di legge, che nel mio caso sono specifici e rigorosi) un bene, lo posso vendere a privato consegnandogli una ricevuta semplice e tenendo per me una copia da consegnare al CAAF a fine anno? Oppure le norme si applicano soltanto in caso di prestazione di servizi?
    Inoltre, nella fattura e nelle documentazioni che dovrò obbligatoriamente consegnare a determinati enti preposti al raccoglimento di parte del mio materiale prodotto potrò scrivere, nel campo destinato all’intestazione, il mio nome, cognome, indirizzo e una qualche formula che specifichi che sto facendo tutto entro termini di legge?

    Grazie mille
    Mirko

    • Salve mirko,
      Quella che lei vuole intraprendere é un attività commerciale e per poterla esercitare deve necessariamente aprire partita iva. Non ci sono altre possibilità ammesse dalla legge. Il lavoro autonomo occasionale si riferisce ad attività di lavoro autonomo non professionale (esempio colf, servizi di pulizia e giardinaggio ecc) svolti saltuariamente. Faccia molta attenzione per evitare di non essere in regola e si faccia affiancare dal suo commercialista per tutte le pratiche del caso.

      • Salve. Sono di nuovo Mirko
        I miei dubbi sono stati risolti, tuttavia, uscendo un poco dal seminato, mi piacerebbe chiederle quale può essere, a suo parere, la forma adatta ad un’attività produttiva (che presuppone un tipo di vendita on-line o con altre forme, esclusa l’apertura di un vero negozio) che in sostanza non arriverà a fatturare cifre enormi (dubito che vedrò i famosi 5000 euro l’anno). Mi spiego: io posso anche aprire partiva iva, posso anche regolarizzarmi, perché sotto questo punto di vista non ho nulla da perdere, ma ho paura che a fine anno mi venga da pagare più di quanto ho realmente incassato. Inoltre sarà a tutti gli effetti un’attività secondaria al lavoro che già ho. Diciamo pure una grande passione (la proverbiale “grande passione che, ma sì, diventa un mestiere”). Chiedo a lei perché associazioni di categoria, commercialisti ed enti non mi hanno mai risposto in maniera esaustiva, ed alcuni non hanno mai risposto. Con le sue poche righe ho invece capito dove stavo sbagliando e verso che direzione devo andare.

        Grazie

        • Salve Mirko,
          l’unica strada per esercitare un’attività di vendita on-line è l’apertura della partita IVA. L’inconveniente legato all’apertura della partita IVA deriva non tanto dagli oneri fiscali, in quanto con il regime agevolativo per le nuove attività l’aliquota è del solo 5%. Tuttavia, per quanti come lei sono costretti ad iscriversi all’INPS i costi previdenziali sono consistenti e scoraggiano quanti vogliano aprire partita IVA con guadagni, almeno all’inizio assai modesti. Non è raro, infatti, vedere soggetti che pagano più contributi rispetto a quanto hanno incassato nell’anno dalla loro attività. L’unica strada da seguire è questa, bisogna solo sperare la passione diventi in fretta un mestiere per riuscire a superare i costi da sostenere.
          Per rispondere alla sua seconda domanda il discorso è un po’ lungo diciamo soltanto che per molti commercialisti seguire una piccola partita IVA è poco remunerativo e quindi si perdono poco in spiegazioni su questi argomenti.

  11. Buongiorno,
    Ho letto l’articolo completamente ed è molto più informativo di ciò che si può trovare attualmente in rete.
    Tuttavia non sono chiari i paletti che fanno scattare la “presenza”, quando invece per essere conforme è necessaria l'”assenza”, di questi requisiti, cito testualmente: “dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione”.

    Può fare un esempio di presenza di questi requisiti? Ad esempio se applico un volantino stampato su un palo della luce con scritto che svolgo lavori occasionali di assistenza informatica supero uno di questi limiti oppure no? Altro esempio: apro un sito web per annunciare appunto che effettuo saltuariamente attività di assistenza informatica (senza ovviamente includere prezzi), subentra il limite di coordinazione e professionalità?

    Grazie mille in anticipo
    Cordiali Saluti
    Eros Bruno.

    • Salve Bruno,
      per attività di lavoro autonomo occasionale si intende quell’attività prima dei requisiti che lei ha elencato, abitualità, professionalità, continuità e coordinazione.

      Nella ratio del legislatore le prestazioni di lavoro autonomo occasionale sono volte a regolamentare quelle attività di tipo saltuario che un soggetto non si aspettava preventivamente di poter svolgere (es: il vicino di casa non riesce a falciare il prato, io che ho il giardino mi offro di farlo al posto suo). Quando, invece, ci troviamo di fronte ad attività che un soggetto svolge, o intende svolgere, in maniera professionale, in quanto ha determinate qualifiche per poterle fare, come nel suo caso per l’assistenza informatica, e cerca di farsi pubblicità per promuovere la sua attività, che magari ancora non va molto bene, in quanto ha pochi clienti, anche tali da soddisfare i requisiti del lavoro occasionale (massimo 5.000 € annui e massimo 30 giorni lavorativi con lo stesso committente), ecco che tale attività non può essere fatta rientrare nel lavoro occasionale, ma è necessaria l’apertura della partita IVA, regolamentandola con l’entrata nel nuovo regime dei minimi.

      Il legislatore ha legato il concetto di abitualità non tanto alla frequenza dell’attività, ma tanto alla prevedibilità della stessa, ed in pratica alla sua organizzazione. Se io, come lei propone faccio volantinaggio o apro un sito per promuovere le mie mansioni, ecco che per il legislatore e per il fisco io sono un soggetto professionale che cerca di promuovere la sua attività, ed ecco che qui scatta l’obbligo della partita IVA.

      Spero di aver chiarito meglio i concetti che lei mi accennava. In ogni caso, se fosse interessato ad approfondire il regime dei “nuovi contribuenti minimi”, che è un regime fiscale molto vantaggioso (si paga solo il 5% di imposta sostitutiva dell’IRPEF) le lascio il link ad un articolo che ne approfondisce i vantaggi “https://www.fiscomania.com/2014/08/12/il-regime-di-vantaggio-per-limprenditoria-giovanile-e-i-lavoratori-in-mobilita/”.
      In ogni caso per qualsiasi approfondimento può contattarmi attraverso la pagina “Assistenza on-line” del sito.
      Saluti

      • Salve,
        la devo ringraziare per le preziosissime informazioni che mi ha dato, guarderò sicuramente il link per informarmi di più sull’argomento.

        Grazie
        Cordiali Saluti
        Eros Bruno.

  12. Buongiorno,
    Sono un lavoratore dipendente con contratto a tempo indeterminato con l’hobby della fotografia.
    Da quando mia moglie ha perso il lavoro, per fronteggiare a tutte le spese di casa, ho deciso di far diventare questa mia passione una fonte di guadagno.
    Mi capita un 2-3 volte al mese di lavorare come fotografo per battesimi, matrimoni ed eventi del genere…sempre per soggetti privati.
    Dato che il numero dei servizi sta crescendo vorrei regolarizzare la mia posizione per lavorare più tranquillo.
    Per questo vi chiedo se le mie prestazioni rientrano in quelle previste dalla prestazione occasionale. Lavoro una sola giornata per lo stesso committente.
    Ho letto inoltre che le ricevute che emetto le devo presentare in 730, a tal proposito vorrei sapere in che modo vanno ad influire sul mio reddito da lavoratore dipendente.
    Vengono sommati e quindi tassati anche se non supero i 5000 euro nell’anno solare?
    Un’ultimi quesito, per l’emissione delle ricevute basta l’intestazione con il codice fiscale, quindi senza l’apertura della partita iva?

    Ringrazio anticipatamente per il tempo dedicatomi.

    Giancarlo

    • Salve,
      il lavoro autonomo occasionale è caratterizzato dal rispetto di alcuni requisiti, stabiliti in termine negativo, ovvero la non abitualità, professionalità e coordinamento dell’attività svolta. Ove anche solo uno di questi requisiti venga meno l’attività viene considerata come impresa o di lavoro autonomo, e quindi soggetta obbligatoriamente all’apertura della partita IVA. Nel suo caso l’attività di fotografo rientra sicuramente tra le attività di tipo professionale. Per questo motivo l’utilizzo del lavoro occasionale non è indicato. Nel suo caso è necessaria l’apertura di una partita IVA. Potrebbe per questo approfittare del regime dei minimi, ovvero un regime fiscale pensato per i contribuenti che aprono la partita IVA per la prima volta. Aderire al regime dei minimi porta con se diversi vantaggi, come una tassazione del 5% sulla differenza tra i ricavi e i costi della sua attività di fotografo, l’inapplicabilità di IVA, IRAP e studi di settore. Se vuole avere maggiori informazioni sule regime le lascio il link a questo articolo: https://www.fiscomania.com/2014/08/12/il-regime-di-vantaggio-per-limprenditoria-giovanile-e-i-lavoratori-in-mobilita/
      Per maggiori informazioni mi contatti pure in privato.
      Saluti

  13. Buongiorno, ho cercato questa pagina perché informandomi sull’argomento qui trattato attraverso amici ma anche professionisti vedo che la confusione regna sovrana! Sono un operaio che al momento si trova a dover fare i conti con l’attuale crisi e l’azienda dove lavoro mi ha messo sotto contratto di solidarietà, e lavorando non più di due o tre giorni a settimana mi trovo in difficoltà, ora considerando che sono un discreto fotografo mi sto offrendo per piccoli servizi come cerimonie ecc, nel mio caso per poter svolgere quanto sopra mi è fatto obbligo avere una partita IVA mia o di qualche parente oppure basta la semplice ricevuta descritta nei paragrafi sopra? Grazie

    • Salve,
      il lavoro autonomo occasionale è caratterizzato dal rispetto di alcuni requisiti, stabiliti in termine negativo, ovvero la non abitualità, professionalità e coordinamento dell’attività svolta. Ove anche solo uno di questi requisiti venga meno l’attività viene considerata come impresa o di lavoro autonomo, e quindi soggetta obbligatoriamente all’apertura della partita IVA. Nel suo caso l’attività di fotografo rientra sicuramente tra le attività di tipo professionale, pensi soltanto alla concorrenza che potrebbe fare lei emettendo solo una ricevuta, rispetto ad un fotografo che ha partita IVA. Per questo motivo l’utilizzo del lavoro occasionale non è indicato (potrebbe essere sanzionato in caso di controlli). Nel suo caso è necessaria l’apertura di una partita IVA. Potrebbe per questo approfittare del regime dei minimi, ovvero un regime fiscale pensato per i contribuenti che aprono la partita IVA per la prima volta. Aderire al regime dei minimi porta con se diversi vantaggi, come una tassazione del 5% sulla differenza tra i ricavi e i costi della sua attività di fotografo, l’inapplicabilità di IVA, IRAP e studi di settore. Se vuole avere maggiori informazioni sule regime le lascio il link a questo articolo: https://www.fiscomania.com/2014/08/12/il-regime-di-vantaggio-per-limprenditoria-giovanile-e-i-lavoratori-in-mobilita/
      Per maggiori informazioni mi contatti pure in privato.
      Saluti

  14. Buonasera Federico,
    la contatto nuovamente, questa volta per un altro quesito ma sempre legato alla residenza estera ma questa volta riguarda un lavoro occasionale che mi hanno proposto. Risiedo in Argentina dal 2014 e sono iscritta all’AIRE. ho una casa di proprietà che è in affitto, quindi come lei mi ha già risposto tempo fa, dovrò presentare la dichiarazione redditi.
    Come dicevo prima, ho la possibilità di svolgere un lavoro per un SRL italiana, di archiviazione dati e documenti. Rientrerei nei limiti posti dalla legge che ho letto nel articolo trovato sul suo blog riguardante il lavoro autonomo occasionale (non supero €5000 all’anno e non e per più di 30 giorni).
    La mia domanda è la seguente: essendo residente all’estero posso emettere per questo lavoro una ricevuta per prestazione occasionale con la conseguente ritenuta d’acconto a questa azienda italiana?
    inoltre chiedo: devo anche dichiarare questa ricevuta ovviamente nella dichiarazione redditi del prossimo anno?

    grazie per il tempo che possa dedicarmi e complimenti per il suo blog che seguo sempre.
    cordiali saluti,
    Viviana

  15. Buona sera. Vorrei chiedere cortesemente una precisazione: il limite x applicazione Inps e’ pari a 5000 euro netti o lordi? Grazie

  16. Buonasera Federico,

    Sono molto contenta di aver trovato questo sito. La mia ultima speranza per capire…

    Cerco di essere breve:

    1. Il superamento della soglia 5000 euro (netti) si riferisce all’importo fatturato o PAGATO al lavoratore occasionale?

    2. Io le notule le faccio di solito bimestrali perchè a volte gli importi sono veramente minimi. Ora che ho superato la soglia ma non arrivo neanche a 6500, mi è stato consigliato di non aprire ancora la partita IVA. In effetti mi rimarranno proprio dei spiccioli. Almeno fino a gennaio, non vorrei fare questo passo. DOMANDA: Inviando le notule a gennaio o fine dicembre è leggittimo o dipende da come uno interpreta la legge? Questo lo chiedo perchè la legge parla di COMPENSI non di quando il servizio è stato effettuato.

    3. In merito alla gestione separata, non avrei problemi pagarla, se è un dovere. Però vorrei prima capire se con il sistema dell’invio ritardato delle notule, potrò continuare la mia attività che sinceramente più di 6500 euro annui netti non ci arrivo almeno per l’anno prossimo.

    Rimango in attesa di un tuo riscontro sperando di finalmente capire….

    Grazie mille!!!

    Maggie

    • Salve Maggie,
      la ringrazio molto. Cercherò di risponderle punto per punto.
      1) il valore dei 5.000 € netti si riferisce a quanto effettivamente incassato dal lavoratore occasionale, quindi al netto della ritenuta d’acconto.
      2) le ricevute devono essere emesse nel momento in cui il compenso viene incassato, non devono essere emesse ne precendentemente ne successivamente a quel momento. Infatti, la ricevuta serve a certificare l’avvenuto incasso del compenso. Quindi lei o decide di farsi pagare a gennaio, e allora emette la ricevuta con la data di incasso, oppure emette la ricevuta nel momento in cui il cliente la paga.
      3) La gestione separata è un dovere al superamento del limite dei 5.000 €. Quindi, o lei giostra i pagamenti, rimandandoli all’anno successivo, per non superare la soglia, oppure una volta superata è tenuta all’iscrizione alla gestione separata.

      In ogni caso il consiglio è quello di aprire partita IVA al superamento di questa soglia, in quanto si evitano possibili contestazioni da parte del Fisco, e comunque, in generale, le prestazioni di lavoro autonomo occasionale dovrebbero essere utilizzare solo per attività sporadiche, non per attività abituali (emettere ricevuta bimestralmente, mi fa pensare ad un’attività abituale), che richiedono necessariamente l’apertura di una partita IVA, a prescindere dagli importi percepiti, che possono anche essere esigui.

      Spero di aver chiarito i suoi dubbi,
      Saluti

      • Ti ringrazio tantissimo!

        Il tuo feedback è utilissimo ai fini di decidere per la partita IVA. Vedo come si conclude questo l’anno però.

        Spero che non sia un problema chiedere altre 3 cose legate alla tua risposta altrimenti continuo ad essere persa.

        – Se è sicuro che si tratti di 5000euro netti (poichè su sito INPS sembrerebbe che parlano di lordo, cmq non è chiaro)
        – Se il compenso 5000euro lordo o netto deve risultare da ricevute da me emesse ai committenti oppure va bene la certificazione annuale che i committenti inviano da dove risultano i dettagli della prestazione. Vorrei precisare che fin’ora non mi è stato chiesto di fornire ricevuta per pagamento ma solo invio della notula (Ritenuta d’acconto).
        – Se il pagamento della notula (R.A.) avviene 2-3 mesi dopo la sua emmisione (cosa che capita quasi sempre), l’INPS e lo stato cosa guardano come “30 giorni con lo stesso committente” + “5000 euro soglia”? Guardano i lavori effettuati nell’arco dell’anno o l’effettivo compenso?

        Non so se mi spiego bene. Spero di si.

        Grazie INFINITE.

        M

        • Salve,

          – l’errore è stato mio, i 5.000 € sono da considerarsi come valore lordo e NON netto.
          – Il limite dovrà risultare sia dalle sue ricevute, sia dal totale delle certificazioni che riceverà. Superati i 5.000 € spetterà a lei avvertire i committenti per adempiere agli adempimenti INPS. Non so cosa intenda per “notula”?!
          – il pagamento della ricevuta non può avvenire successivamente alla sua emissione ma deve essere contestuale. Nella ricevuta devono essere indicati i giorni di lavoro per i quali si riceve il compenso. Questo è l’elemento importante che controllerà il fisco.

  17. Buonasera,
    da circa un mese ho iniziato a creare gioielli. Ora vorrei venderli a una negoziante sottoscrivendo un contratto di conto vendita. Da quanto ho capito, essendo un hobbista, non sono tenuta ad aprire la partita iva poichè svolgo la mia “attività” saltuariamente e non credo proprio che supererò i 5.000 € in un anno!

    Di seguito i miei dubbi :
    – quali sono gli obblighi fiscali per me e il negoziante?
    – Oltre a sottoscrivere il contratto di conto vendita, devo rilasciarle al negoziante una ricevuta con il mio nome, cognome e cf per ogni gioiello venduto e sul totale dei gioielli venduti ?
    – la ritenuta d’acconto dovrà essere emessa dal negoziante ?
    – sono obbligata a dichiarare i miei guadagni?

    Grazie mille in anticipo

    Patrizia

    • Salve Patrizia,
      stipulare un contratto di conto vendita presuppone che l’attività esercitata non sia occasionale, ma abituale, con tanto di partita IVA. Il contratto di conto vendita per lei è come avere in vetrina i suoi prodotti, quindi una sorta di pubblicità, che presuppone l’esistenza di una partita IVA. Se la sua attività è occasionale come dice, la cosa migliore è che il negozio compri direttamente i suoi manufatti. Lei rilascerà una ricevuta per prestazione occasionale. In negoziante le tratterrà e verserà la ritenuta d’acconto per suo conto. Per capire se deve dichiarare questi compensi bisogna sapere quali sono i suoi redditi percepiti nell’anno. Per maggiori approfondimenti mi contatti pure dalla home page.

      • Prima di tutto, grazie mille per la celerità.
        Purtroppo sono disoccupata da parecchi mesi. Precedentemente ho svolto un lavoro ( contratto cocopro) di 4 mesi tra novembre 2013 e febbraio 2014 per una retribuzione totale di 2000 €, quindi vendendo dei piccoli bijou non credo proprio di superare i 5000 € all’anno. Sarebbe un miracolo …

        Per quanto riguarda la ricevuta per prestazione occasionale, posso utilizzare tranquillamente il modello che c’è qui nel sito ?
        Ho dei dubbi sulla compilazione : se vendo 10 collane a 10 euro l’una, devo fare una ricevuta unica o una per ogni collana? Inoltre temo di fare dei pasticci nella compilazione delle voci corrispettivo lordo, tot. imponibile, ritenuta d’acconto ecc.
        Se non chiedo troppo, potresti farmi un esempio o una simulazione?

        Ancora grazie per la disponibilità

        Patrizia

        • Salve Patrizia,
          per quanto riguarda la presentazione della dichiarazione dei redditi io consiglio sempre, nei casi come i suoi, di presentare la dichiarazione dei redditi, in quanto visto che il committente le tratterrà delle ritenute d’acconto, la dichiarazione dei redditi è l’unico strumento che le consente di recuperare quegli importi sotto forma di credito d’imposta. Per il modello di ricevuta da utilizzare può essere anche quello che ho messo a disposizione, oppure su internet ne trova quanti ne vuole. Cosa importante è che la ricevuta deve seguire il pagamento, quindi emetterà tante ricevute quanti sono i pagamenti che riceverà dal committente. Proviamo un semplice esempio: lei vende 10 collane ad un negoziante, a 10 € a collana, per complessivi 100€. Lei il giorno del pagamento emetterà una ricevuta per 100 € di compenso lordo, 20 € di ritenuta (20% del compenso lordo) e 80€ compenso netto, che le verrà pagato. Il negoziante, entro il 16 del mese successivo al suo pagamento verserà al Fisco, per suo conto, la ritenuta d’acconto, che rappresenta un anticipo delle sue tasse. Ora, ove lei presentando la dichiarazione non avesse importi a debito, recupererà la ritenuta sotto forma di credito d’imposta. Spero di aver risolto i suoi dubbi, saluti.

  18. Sei stato cristallino.
    Grazie ancora per il prezioso aiuto, buona giornata

    Patrizia

  19. Buongiorno,

    Grazie mille per le informazioni riportate nell’articolo. Dopo tanta ricerca credo di aver capito come fare riguardo alla mia situazione ma le chiederei di darmi gentilmente conferma.
    Da poco ho lasciato il lavoro dipendente per lavorare autonomamente. Si tratta di erogazioni di servizi linguistici (traduzioni, consulenze linguistiche e affiancamento di aziende in contatto con l’estero). Più avanti intendo aprire una partita IVA o addirittura una società ma intanto volo basso.
    Per le prestazioni che farò nei prossimi mesi, e che non supereranno i 5000 euro vorrei lavorare con Codice Fiscale e posso farlo anche senza aver sottoscritto un accordo di collaborazione occasionale, giusto? Io faccio p.e. la traduzione, la invio e emetto una fattura con i dati miei e dell’azienda –>
    – essendo le aziende all’estero (Spagna, Germania) e non essendo quindi sostituti d’imposta devo riportare il costo del servizio in Lordo, sul quale andrò poi io a pagare delle tasse l’anno prossimo, giusto? a quanto posso calcolare queste tasse una volta fatta la dichiarazione?
    – Se invece l’azienda fosse italiana, emetto fattura -20% di ritenuta che dovrà però versare l’azienda italiana, giusto?
    – essendo fissato il tetto di 5000 euro annui e max 30 giorni di prestazione per l’anno solare, soprattutto per i lavori che farò adesso a Dicembre mi conviene farlo col codice fiscale, perché poi da Gennaio scatta l’anno successivo, giusto? Quindi volendo potrei anche guadagnare fino a 5000 euro a Dicembre e poi a Gennaio, Febbraio e Marzo altri 5000 sparsi, corretto?

    Grazie mille e mi scusi la concentrazione di informazioni richieste.
    Buona giornata!
    CoGa

    • Salve,
      partiamo dal presupposto che la prestazione occasionale si fa senza partita IVA, e per la stessa si deve rilasciare una ricevuta e non una fattura (che presuppone l’esistenza di una partita IVA).
      – Le tasse si pagano sulla base dell’IRPEF, che è un imposta progressiva per scaglioni, per calcolare quante saranno le sue tasse si basi indicativamente su quelli;
      – Se l’azienda è italiana in ricevuta indicherà il 20% di ritenuta d’acconto le l’azienda dovrà versare per suo conto;
      – I 5.000 riguardano il compenso lordo annuo percepito, ogni anno il conto parte da zero.

      In ogni caso tenga presente che l’attività che intende svolgere è di tipo professionale, il che richiede l’apertura della partita IVA. Ok iniziare con le prestazioni occasionali ma dal nuovo anno le conviene regolarizzare la sua posizione, per non avere sorprese in caso di controlli.

    • @ Corina

      Federico ha ragione. Credo sia meglio aprire la partita IVA e addirittura di farlo prima di gennaio (tramite un buon commercialista) per poter rientrare nel regime dei minimi con il 5% di tasse anzichè il 15% (che probabilmente verrà applicato da gennaio). Ho avuto una simile esperienza alla tua ed ecco il perchè te lo consiglio. 🙂 Il problema per chi appartiene nella cosiddetta “gestione separata” (traduttori compresi) è un’aliquota altissima per i contributi INPS ed è questo che blocca tutti noi dal prendere la decisione di avere la partita IVA e fare il nostro lavoro in modo professionale e corretto. Buona fortuna e buon lavoro!

      • Grazie maggie per il tuo intervento che condivido in pieno. Per quanto riguarda il regime dei minimi é in corso una modifica nella legge di stabilità e per il momento non sappiamo ancora bene come cambierà. Le aliquote dei contributi inps putroppo sono alte e scoraggiano molti..ma putroppo non vi sono alternative.

  20. Salve,
    mi complimento per l’articolo, tra i più precisi che si possano trovare in rete.

    Volevo porre dei quesiti per quanto riguarda la vendita online di prodotti digitali (foto, elaborazioni grafiche quali icone template per blog, ecc).
    Ero interessato a questa soluzione per guadagnare un extra. Mi pare di capire però che se apro un sito per la vendita di tali proditti (che se ho capito bene vanno inquadrati come “fornitura di servizi per via elettronica) mi tocca aprire la partita iva. E’ giusto?

    E se invece mi affidassi a portali che vendono per conto mio queste risorse? cambierebbe qualcosa?

    Grazie 🙂

    • Salve,
      la vendita di prodotti online attraverso un proprio sito, ovvero l’attività di e-commerce, ha delle regole precise, che in ogni caso prevedono l’apertura di una partita Iva.
      Se invece si avvale di un sito esterno (classico caso di e-bay) per vendere occasionalmente un bene, allora non è necessaria la partita Iva. Nel caso in cui, anche in questo caso la vendita di oggetti diventi abituale, è necessario aprire partita Iva. Spero di aver chiarito i suoi dubbi. Per maggiori dettagli mi contatti pure privatamente.

      • Ecco, avevo capito bene allora, grazie!
        L’unica cosa è che i prodotti fisici sono soggetti a stock. Quindi una persona che di continuo rimette quei prodotti online fa diventare la vendita abituale. Mentre i prodotti digitali vengono messi una volta online e sono sempre lì disponibili, e tanto possono essere compratiscaricati, tanto no.

        Il discorso di abitualità diventa complicato secondo me perché non ci sarebbe un’attività regolare e ripetitiva da parte mia che, nel frattempo, continuerei a fare un altro lavoro… però potrebbe esserci una regolarità di vendita.

        Che stress questa Italia… non si capisce niente.

  21. Buongiorno Federico

    Fra poco comincio a vendere on line miei prodotti digitali,al prezzo di 1,20 euro l’uno
    Devo emettere ogni volta la ricevuta fiscale,oppure c’è qualche altro modo?
    Io sono già in possesso di partita iva,ma di un attività completamente diversa da questa

    Ringraziandoti per il servizio che offri,ti mando un caro saluto

    Marco

    • fiscoman

      Salve Marco,
      la vendita di prodotti on-line costituisce attività di e-commerce e come tale deve sottostare a delle regole precise. Non è assolutamente possibile svolgerla sotto la forma del lavoro autonomo occasionale. Se tu hai già partita Iva, allora dovrai prima di tutto effettuare una comunicazione per attivare un nuovo codice attività per la vendita in e-commerce e poi ci sono altri adempimenti fiscali e previdenziali da attuare, tutto dipende dal tipo di attività svolta (vendita di beni o servizi).
      Ti consiglio di rivolgerti al tuo Commercialista di fiducia, per effettuare tutti gli adempimenti del caso.

      • Ciao FISCOMAN

        Sì,mi sono già informato(attraverso internet e dal commercialista)e mi hanno detto:
        -nel caso che la mia attività è occasionale(cioè non raggiunge i 5000 euro netti annui e la prestazione presso uno stesso cliente non supera i 30 giorni)non c’è bisogno di aprire un altra partita IVA,basta la ricevuta fiscale(prima di aprire un eventuale altra partita IVA,voglio prima vedere se questa attività da frutti o no)

        Quello che mi interessava sapere è se al cliente,che ha fatto l’acquisto del prodotto digitale di 1,20 euro,devo spedirgli una ricevuta fiscale(che forse è un po un casino per soli 1,20 euro ogni volta),oppure basta che esso riceva nella sua email il resoconto dell’ordine con nome del prodotto,prezzo,e data di vendita(che gli arriva automaticamente con il processo di acquisto).

        O anche se ci sono altri modi senza emettere ogni volta la ricevuta fiscale

        Mi scuso ancora per il disturbo,e ringrazio a te e a tutti per la gentile disponibilità

        un caro saluto

        Marco

        • Fiscomania

          Salve Marco,
          a mio avviso le informazioni che le hanno dato sono un po’ semplicistiche e approssimative. Esercitare un’attività economica abituale con le ricevute per prestazione occasionale da un punto di vista fiscale non è corretto, a prescindere dagli importi percepiti. Capisco che per importi poco elevati possa sembrarle poco conveniente aprire una partita Iva, ma le assicuro che i costi saranno di molto maggiori nel caso in cui un giorno sarà sottoposto ad un controllo fiscale. Consideri, almeno tra un po’ di tempo di regolarizzare in modo appropriato l’attività.

          Comunque, in ogni caso, per rispondere alla sua domanda è necessario rilasciare la ricevuta per prestazione occasionale ogni volta che si riceve un pagamento dal cliente. Dovrà farsi rilasciare i dati anagrafici del cliente, e dovrà verificare se sono o meno soggetti titolari di partita Iva perché in tal caso dovranno effettuare la ritenuta d’acconto.

          • Scusa ancora

            vorrei farti un altra domanda

            Se vendo attraverso un negozio on line come AMAZON o EBAY (o altri negozi) devo emettere la ricevuta fiscale?

            Ti ringrazio e scusami ancora per il disturbo

            Marco

  22. manca il modello di prestazione occasionale link porta a pagina errata

  23. Scusa ancora

    vorrei farti un altra domanda

    Se vendo attraverso un negozio on line come AMAZON o EBAY (o altri negozi) devo emettere la ricevuta fiscale?

    Ti ringrazio e scusami ancora per il disturbo

    Marco

  24. SALVE,

    volevo sapere, da parte dell’azienda la somma corrisposta al lavoratore occasionale è scaricabile? Mi spiego meglio, l’azienda per la quale lavoro prenderà una hostess per un evento. La hostess in oggetto non ha partita iva, nè lavora con agenzia quindi c’è necessità di una ricevuta per prestazione occasionale. Quello che noi andremo a pagare ( ritenuta d’acconto e il compenso(350€)) risulterà per noi solo un costo o possiamo scaricare qualcosa?

    Grazie mille per la risposta.

    • Fiscomania

      Salve,
      per un azienda la somma corrisposta per lavoro autonomo occasionale costituisce un costo dell’attività e come tale deducibile dal reddito imponibile per le imposte sui redditi. Per l’azienda il corrispettivo è un costo “deducibile”.

  25. Salve, ho letto l’articolo e vorrei dei chiarimenti.
    Ho un contratto a tempo determinato semestrale con un’azienda e l’hobby per il videoMaker.
    Non sono un professionista perchè nella vita faccio altro, ma mi è capitato di affiancare un fotografo professionista in qualche cerimonia girando il video. Per evitare sanzioni nei suoi confronti Può retribuirmi con i vaucher facendola rientrare come prestazione di lavoro occasionale o corro il rischio di non rispettare i requisiti ( vedendolo come lavoro professionale anche se i clienti non sono miei) sopra citati ed essere sanzionati?
    Grazie in anticipo

  26. Salve,
    complimenti per la pagina. Avrei una domanda, forse sciocca, sulla definizione di “anno solare”. Si intende con anno solare il periodo 1 gennaio – 31 dicembre di un qualsiasi anno, oppure un periodo della durata di 365 giorni a decorrere da una data arbitraria? Tutto lascerebbe intendere che sia la prima opzione (1/1 – 31/12), ma poi ci si imbatte in circolari come la numero 32/2012 del Ministero del Lavoro, in cui viene fatta una distinzione tra anno solare e anno civile. Tale circolare scaricabile da questo link: (https://www.cliclavoro.gov.it/Normative/Circolare_MLPS_27_dicembre_2012_n.32.pdf) non parla direttamente di prestazioni occasionali, per cui ho qualche dubbio se sia applicabile. Ad ogni modo, leggendo pagina 3 si trova: <>. La definizione di anno civile viene invece fornita prima, a pagina 2: <>. In caso dunque sia applicabile anche al discorso “prrestazioni occasionali”, come va intesa la normativa? La ringrazio anticipatamente per la risposta.
    Cordiali saluti.
    Paride

    • Fiscomania

      Salve Paride,
      non credo possano esserci dubbi nel considerare l’anno solare come quello che va dal primo gennaio al 31 dicembre. Questo è quanto vale ai fini fiscali. Non è detto che possano esserci in giro altre definizioni valide per altre normative o per specifici argomenti.

      • Anno solare è sempre da una data qualsiasi fino ai 12 mesi successivi. Anno civile e anno fiscale sono sempre 01/01 – 31/12. Questa è la lingua italiana. Ciò non toglie che chi scrive leggi, decreti, circolari, ecc. sia profondamente ignorante e generi confusione in chi deve applicare la norma.
        Esempio lampante è stato il riferimento all’anno solare per i compensi di lavoro occasionale accessorio, laddove nel giro di un paio d’anni il legislatore è riuscito a rimuovere il riferimento all’anno solare e a dare avvallo a quanto già INPS faceva nei propri contatori di monitoraggio indicando l’anno civile/fiscale.
        La cosa che spaventa è che abbiamo i legislatori che ci meritiamo… meditate gente.

  27. Salve,
    volevo farle una domanda, mi hanno proposto una presazione occasionale per una ditta spagnola io risiedo in italia. mi chiedevo se indico nella ricevuta es 1000 euro lorde cioe’ 800 nette ma gli sagnoli la ritenuta d’accont a chi la versano? va bene per l’estero questa modalita’ di pagamento?
    grazie
    Enza

  28. salve vorrei fare una domanda per quanto riguarda le prestazioni da lavoratore autonomo occasionale posso farmi della pubblicità come volantini e biglietti da visita e quant’altro e magari aprire anche un sito internet come tuttofare o servae una partita iva?

    • Fiscomania

      Salve,
      un soggetto che intende promuovere un’attività economica, non può certo dirsi un lavoratore occasionale. Il lavoro di tipo occasionale è quello non svolto abitualmente, dove per abituale vengono intese anche tutte quelle attività volte alla ricerca di clienti o alla promozione dell’attività. In tutti questi casi è obbligatoria l’apertura della partita Iva. Faccia attenzione perché in caso di controlli le sanzioni potrebbero rivelarsi molto elevate.

  29. Buongiorno, vorrei chiederle un chiarimento: il limite dei 5000 euro lordi annuali è da intendersi come somme di tutte le prestazioni occasionali con i diversi committenti o PER committente?

    Ho consultato un commercialista che mi ha detto PER committente, cioè a patto di lavorare meno di 30 giorni per ciascuno, potrei guadagnare in ritenuta fino a 5000 per ognuno… però non mi suona corretto, dato che in ritenuta bisogna indicare “inoltre dichiaro di non aver superato, per prestazioni della medesima natura, nel corso dell’anno l’importo di euro 5.000,00.” quindi sarei portato a credere al limite dei 5000 come somma.

    Altra questione: sempre tenendo presente il fattore di non lavorare per più di 30 giorni per lo stesso committente, supponendo di avere svariati committenti, qual è il tetto massimo di guadagno senza cui c’è obbligo di aprire partita iva? Lo stesso commercialista mi ha sconsigliato di aprirla se non prevedo almeno un reddito lordo annuale di 20000 euro, per dire… quindi, iscrivendosi alla gestione separata inps sopra i 5000, è consentito avere anche ad esempio un reddito di 1500 euro annuali da prestazioni occasionali, se ricorre la condizione dei 30 giorni max per committente? Facendo poi ovviamente la dichiarazione dei redditi.

    Ultima questione: che modello di ricevuta bisogna utilizzare superati i 5000 euro annuali? Dato che ovviamente non è più possibile indicare la nota “inoltre dichiaro di non aver superato, per prestazioni di medesima natura, nel corso dell’anno l’importo di 5000 ecc…”

    Grazie mille se vorrà rispondermi e complimenti per il sito e le informazioni molto utili riportate.

    • Fiscomania

      Salve,
      le rispondo schematicamente:

      1) il limite di 5.000 € è da considerare come somma di tutte le prestazioni occasionali effettuate nell’anno, a prescindere dal numero di committenti;
      2) non vi è alcun limite minimo al superamento del quale vi è obbligo di aprire partita Iva. Per il Fisco la partita Iva deve essere aperta quando si svolge un’attività commerciale o di svolgimento di arti o professioni in maniera abituale. L’abitualità è data sia dalla continuità dell’attività, sia dalla professionalità, che dall’esercizio di attività continuative che promuovano l’attività (es. farsi pubblicità). Quindi, un soggetto anche se percepisce meno di 5.000 € l’anno ma svolge un’attività in maniera abituale è tenuto ad aprire partita Iva. Solo se l’attività è episodica (la svolgo solo un giorno all’anno) allora la partita Iva non è necessaria. Faccia molta attenzione a questo aspetto, perché si rischia molto facilmente di cadere in errore.
      3) la ricevuta da utilizzare è sempre la stessa. Al superamento dei 5.000 € dovrà indicare anche la quota di contributo Inps a suo carico. Può trovare un modello di ricevuta anche sul sito, a questo indirizzo https://www.fiscomania.com/2013/09/le-prestazioni-di-lavoro-autonomo-occasionale/

  30. Salve,

    ho la possibilità di svolgere saltuariamente piccole commissioni per un committente che opera con partita iva.
    Queste commissioni che andrei a svolgere presuppongono ad esempio il fare la spesa al supermercato per poi effettuarne la consegna ad un cliente del committente. L’importo della spesa dovrei anticiparlo io per poi ottenerne il rimborso da parte del committente (non del suo cliente) più un compenso per il servizio di consegna.
    Chiaramente non si tratta di un’attività professionale e non arriverò mai a superare i 30gg previsti nell’arco di un anno solare. Ritengo di poter rientrare nei limiti previsti per la prestazione occasionale.
    Ho letto che le spese sostenute per la prestazione occasionale sono deducibili dal reddito e mi chiedo come devo comportarmi nel compilare la ricevuta. Devo inserire anche le spese sostenute per l’acquisto della merce che consegno o solo il mio compenso? Devo dire che nell’eventualità che debba essere applicata la ritenuta del 20% sull’intero importo spese+compenso il lavoro nell’immediato diventerebbe per me controproducente. Tenendo conto che le spese effettuate sono relative all’acquisto di merce tassata già all’origine (ad esempio l’iva applicata dal supermercato) e acquistata mediante sempice scontrino fiscale, potrei immaginare che queste non debbano essere tassate nuovamente. Nel caso in cui io debba inserire nella mia ricevuta solo il compenso che mi spetta per la consegna, da un punto di vista fiscale, con quali modalità potrebbe avvenire il rimborso delle spese da parte del committente dal momento che per motivi anche logistici non potrà essere effettuato in contanti?
    Grazie, Mario

    • Fiscomania

      Salve,
      nella ricevuta dovrà riportare sia il suo compenso, sia le spese sostenute che riaddebita al committente. Naturalmente tali spese devono essere documentate e i documenti giustificativi devono essere conservati assieme alla ricevuta, in caso di controlli fiscali. La ritenuta del 20% deve essere applicata solo se il committente è un sostituto d’imposta (soggetto con partita Iva, società o associazione). Deve essere assoggettato a ritenuta solo il compenso e non anche il rimborso. Se ha bisogno di maggiori informazioni mi contatti pure attraverso l’apposita pagina.

  31. Salve,
    ho letto con attenzione questo articolo e i commenti e li trovo davvero utili in un labirinto di opinioni e consigli poco professionali anche quando provengono dai patronati a cui mi sono rivolto.
    Da quanto letto anche qui, pur rimanendo entro i 30 giorni all’anno per ogni committente ed entro i 5000 euro annuali complessivi, non sono (solo) questi i requisiti che indicano se una prestazione è saltuaria o abituale.
    Io sono iscritto a un sito dove trovare persone che offrono (in cambio di cifre minime) la loro casa e la loro presenza per servizi di dog sitting e pensione e dove anche io offro la mia casa per ospitare i cani degli altri quando vanno in vacanza. Va bene nel mio caso la prestazione occasionale?

    Nelle condizioni del sito c’è scritto che è responsabilità mia il rispetto dei propri obblighi fiscali sulle somme riscosse in relazione ai servizi prestati Quindi immagino di dover rilasciare una ricevuta al proprietario del cane senza ritenuta d’acconto.

    MA

    il sito trattiene il pagamento del proprietario al momento della prenotazione e lo eroga a me (togliendo la sua provvigione) 24/48 DOPO la fine del soggiorno. Quindi la dovrei fare il giorno che ricevo il compenso, intestata al proprietario del cane che però è già andato via con il suo cane il giorno prima?

    Ovviamente sono ampiamente nei 5000 euro annui e fino a ora si è trattato di soggiorni di pochi giorni, ma mi chiedo se uno mi chiede di tenere il suo cane per tutto il mese di agosto (31 giorni) non posso accettare. GIusto?

    In più se aprissi la partita iva non potrei fare pensione per cani, ma solo dog sitter perché la pensione per cani è disciplinata da specifiche leggi (tipo bisogna avere dei box dove far stare i cani, deve essere lontana dai centri abitati ecc.) e se la facessi a casa mia i vari condomini che vogliono venirmi contro potrebbero anche denunciarmi per variazione di destinazione d’uso di una civile abitazione!

    Grazie a chiunque mi dia una mano! Anche solo del sostegno psicologico!!!

    • Fiscomania

      Salve,
      come ha detto anche lei le prestazioni di lavoro occasionale hanno alcuni requisiti dettati dalla legge, la soglia di €. 5000 annui, e i 30 giorni massimi all’anno verso uno stesso committente. Inoltre, vi è anche un aspetto legato esclusivamente all’abitualità della prestazione, che rende, al di la degli importi, necessaria l’apertura della partita Iva. Per essere occasionale una prestazione deve essere effettuata del tutto sporadicamente. Nel suo caso lei potrebbe emettere ricevute per prestazione occasionale, anche nel caso in cui dovesse tenere un cane anche per 30 giorni, in quanto questo limite è riferito a ciascun committente all’interno dell’arco di un anno solare.

  32. Salve, vorrei chiedere se l’attività di home restaurant, svolta un giorno a settimana, può essere considerata come prestazione occasionale. In tal caso rientra nei redditi diversi come differenza tra ricavi e costi sostenuti? Grazie.

    • Fiscomania

      Salve,
      se l’attività è svolta un giorno a settimana, non direi che si tratta di attività occasionale, ma abituale, quindi a mio avviso applicare la prestazione di lavoro autonomo occasionale non è corretto. E’ necessario aprire partita Iva.

  33. Una ditta immobiliare mi ha chiesto di fare una traduzione e di fare la fattura. L’importo sarebbe circa Euro 200.
    Solo per capire:
    – devo applicare il bollo alla fattura?
    – la fattura di prestazione occasionale deve essere con la ritenuta di acconto del 20%?
    – chi paga questi 20%?
    – lo devo mettere nelle dichiarazioni dei redditi o modello unico del 2016, vero?
    Grazie mille!

    • Fiscomania

      Salve,
      effettuando lei una prestazione di lavoro autonomo occasionale deve in ogni caso apporre la marca da bollo sulla ricevuta (non fattura, le fatture le emette solo chi ha partita Iva). La ricevuta che emette dovrà riportare l’importo lordo, la ritenuta del 20% e l’importo netto che le verrà erogato. La ritenuta la tratterrà la società committente e la verserà al Fisco entro il giorno 16 del mese successivo a quello nel quale le pagherà la sua prestazione. In pratica la ritenuta d’acconto è una sorta di anticipo sulle tasse che dovrà pagare. Dovrà conservare la ricevuta per la sua dichiarazione dei redditi, in questo caso si parla di Unico 2016 per i redditi 2015.

  34. Salve

    e grazie innanzitutto per il suo tempo e cortesia.

    Ho l’hobby della grafica e un amico, ricercatore in una università estera, mi ha chiesto di preparargli dei volontini per una manifestazione che si svolgerà presso la loro università (estera, appunto).
    Sicuramente il compenso sarà sotto i 5000 euro e quindi credo possa rientrare nel lavoro occasionale.
    Il mio dubbio è la ritenuta d’acconto….essendo ente estero, la devono pagare? in caso, non posso piuttosto versarla io in qualche modo?

    • Fiscomania

      Salve,
      quando la prestazione occasionale è effettuata nei confronti di un soggetto passivo residente all’estero (come nel suo caso), questi non è tenuto a versare alcuna ritenuta allo Stato italiano. Questo significa che lei dovrà ricevere il compenso al lordo della ritenuta, e dovrà inserire il compenso percepito nella sua dichiarazione dei redditi. Tale compenso confluirà nel reddito imponibile Irpef.

  35. Buongiorno.
    In questo sito ho trovato le risposte che sinora nessuno è stato in grado di darmi.
    Tuttavia qualche dubbio mi rimane ed inoltre la mia situazione è alquanto particolare.
    Mia moglie thailandese, non ancora cittadina italiana ma in possesso di carta di soggiorno, e totalmente a mio carico, è intenzionata ad intraprendere l’attività del massaggio tradizionale e olistico thailandese.
    Da quanto leggo sopra, la linea che separa il lavoro occasionale e il lavoro autonomo è piuttosto sottile, è spero, col vostro aiuto, di poterla finalmente capire.
    Ho dedotto che, sebbene mia moglie lavorerà saltuariamente e non credo possa guadagnare più di 5000 euro lordi all’anno, non sia da annoverare tra i lavoratori occasionali, ma tra quelli autonomi e pertanto si dovrà munire di partita iva.
    Come dovrei muovermi per regolarizzare il tutto ed informare dell’inizio dell’attività?
    Come vanno dichiarati i redditi? Nel mio modello unico o 730 o esiste qualche altra soluzione?
    Ringrazio anticipatamente e cordialmente saluto.

    • Fiscomania

      Salve,
      sicuramente per sua moglie è necessaria l’apertura della partita Iva, attraverso l’apertura di un apposito modulo da prestare direttamente (o tramite un Commercialista) presso l’Agenzia delle Entrate. Dovrà scegliere il regime fiscale da adottare, e poi dovrà presentare ogni anno la dichiarazione dei redditi, in forma autonoma attraverso il modello Unico. Se volesse maggiori informazioni in merito mi contatti pure in forma privata.

      • Grazie infinite.
        Le domande che avrei da fare sono varie e non saprei da dove iniziare. Innanzi tutto ho una certa paura a mettermi nelle mani del fisco, ed incorrere in sanzioni per via degli innumerevoli cavilli che ci sono.
        Vorrei sapere dove reperire il modulo da presentare all’Agenzia delle Entrate?
        Quanto costa l’apertura di una partita Iva e che vincoli ci sono se decidessi di cancellarmi?
        Cosa significa “scegliere il regime fiscale da adottare?
        Che documentazione deve avere per esercitare? Registri? Ricevute? Sono cose che mi daranno quando aprirò la partita iva o le devo acquistare e dove?
        In attesa di essere regolarizzata, può esercitare ugualmente? Ho letto da qualche parte che ha un mese di tempo per mettersi in regola.
        Scusi l’ignoranza ma per me è una materia completamente nuova. Cordiali saluti

  36. Le chiedo un parere. Un personal shopper, ossia un consulente una tantum a privati per l’acquisto di beni, con i limiti indicati, è un lavoratore autonomo occasionale? in tal caso basta la ricevuta, senza ritenuta? Se il reddito è sotto i 5000 annui non è tassato o va dichiarato?
    grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      il personal shopper intesa come attività che viene svolta in maniera abituale è soggetta all’apertura della partita Iva. Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale possono essere utilizzate solo se questa attività viene svolta in maniera episodica, del tutto occasionale. Questo a prescindere dai ricavi percepiti. In caso di controlli potrebbero contestarle l’omessa fatturazione e l’eventuale versamento dell’Iva.
      Per rispondere alla sua domanda se la prestazione occasionale è svolta nei confronti di privati allora è sufficiente una ricevuta, senza ritenuta d’acconto. Se nell’anno si sono percepiti solo compensi da prestazione occasionale sotto i €. 4.800 allora non vi è obbligo di inserirli in dichiarazione. Se, invece, ha percepito altri redditi è obbligatorio inserire questi compensi in dichiarazione.

  37. Nicolina Marino

    Posso fare un contratto di tipo occasionale ad un dipendente pubblico (autorizzato dall’ente dda cui dipende) per 15.000,00 euro? Tenga conto che 8000mila sono a rendicontazione su fondi strutturali. Se possibile una risposta veloce. Grazie e buona giornata

    • Fiscomania

      Salve,
      certamente è possibile. Naturalmente il soggetto prestatore dovrà tenere presente l’apertura della gestione separata Inps e l’assoggettamento a contributi per i 2/3 che sono a carico vostro (del soggetto committente).

  38. Buongiorno , io devo noleggiare un gonfiabile per un giorno. Devo aprire la partita IVA? O emettere solo la ricevuta fiscale da lavoro occasionale?

    • Fiscomania

      Salve,
      se non intende continuare a dare in affitto il gonfiabile ma si tratta soltanto di un’occasione sporadica, allora basterà che rilasci una ricevuta per prestazione occasionale.

  39. Salve,
    mi è stato chiesto di realizzare delle brochure, dovendo provvedere oltre che alla progettazione grafica anche alla stampa, volevo sapere se posso “venderle” con prestazione d’opera occasionale

    • Fiscomania

      Salve,
      non ci sono preclusioni se la prestazione che deve eseguire è unica è irripetibile nel corso dell’anno, altrimenti si configura un attività abituale che richiede partita Iva. Tenga presente i limiti delle prestazioni occasionali max 30gg annui verso uno stesso committente e max €. 5.000 di compensi.

  40. salve, vorrei che mi chiariste un dubbio. mio marito, dipendente CNR, ha eseguito una consulenza nel 2014 e non avendo più la partita IVA ha presentato il mese scorso una nota per prestazione d’opera occasionale, poiché l’importo era di 7000 euro, ha applicato su 2000 euro l’aliquota inps del 22% (2/3 a carico committente). La ditta ha pagato, ma oggi ci dice che l’aliquota è cambiata. Dalle vostre risposte mi sembra di capire che ora l’aliquota è del 27,72%: è corretto? e c’è sempre la suddivisione 2/3 – 1/3? Quindi ora si deve rifare la nota? ma il GROSSO dubbio è un altro: un conoscente commercialista ci ha detto che dal 2015 non esiste più la prestazione occasionale, che è stata sostituita dal REGIME FORFETARIO, quindi bisognerebbe riaprire la partita iva… Io ho letto la circolare, ma è complicata , e secondo me non ci sono neanche i requisiti… HELP!! Vi ringrazio fin d’ora per un vostro chiarimento e vi saluto cordialmente

    • Fiscomania

      Salve,
      l’aliquota Inps relativa alla gestione separata da applicare ai compensi per prestazione occasionale superiori a €. 5.000 per i soggetti già iscritti ad altra forma previdenziale obbligatoria è del 23,50% (il 27,72% è per i soggetti non iscritti a forme di previdenza. Confermo la suddivisione 2/3 a carico del committente 1/3 a carico del prestatore. L’informazione ricevuta sul fatto che le prestazioni di lavoro occasionale non esistano più, non è corretta. Il regime forfettario è un nuovo regime fiscale per i soggetti che aprono partita Iva per la prima volta, niente a che vedere con le prestazioni occasionali, che riguardano i soggetti che non superano i limiti per aprire una partita Iva.

      • Vi ringrazio moltissimo per la pronta risposta, che fra l’altro ci toglie un bel peso…
        Grazie ancora, buona domenica 🙂

  41. in merito al mio post di prima, dimenticavo di precisare che mio marito è già iscritto alla GESTIONE SEPARATA INPS, pe contratti co.co.co col politecnico di Milano

  42. Buongiorno,

    sono dipendente con contratto commercio, mi è stato chiesto di fare una consulenza per un’azienda estera (inglese per la precisione) una specie di analisi di fattibilità per vedere se a questa azienda conviene o meno aprire sede in Italia. Questo progetto non è in concorrenza con il mio lavoro e verrebbe portato avanti nei weekend quindi dal punto di vista giuridico non dovrei avere problemi. Il problema riguarda come fatturare tale prestazione: l’azienda è estera e quindi il caf mi dice che non si può fare fattura per prestazione occasionale in quanto il committente non essendo italiano non avrebbe modo di regolare la parte contributiva, anche se appunto la prestazione sarebbe sotto i 5000 euro. Ci sono altre forme o dovrei necessariamente aprire la partita IVA (che ovviamente non aprirei per un lavoretto extra una tantum)?
    Grazie
    Mario

    • Fiscomania

      Salve,
      le prestazioni di lavoro autonomo occasionale possono essere effettuate anche nel caso in cui vi sia un soggetto committente estero. In questo caso, il committente non sarà tenuto ad applicare la ritenuta d’acconto, ma le corrisponderà direttamente l’importo lordo pattuito per la prestazione.

  43. Buongiorno, volevo chiedere cortesemente un parere.
    Da giugno 2014 fino al 12 gennaio 2015 ho lavorato con contratto a progetto per una società di risarcimento danni. Sempre con la stessa società ho stipulato un contratto da procacciatore d’affari a giugno 2014 ancora in essere che prevedeva una provvigione alla buona riuscita di un affare. Dalla mia attività svolta nel 2014 sono maturate delle provvigioni superiori a 5000 euro che adesso dovrei incassare. Ad oggi io non lavoro, volevo chiedere se posso considerare tale rapporto una prestazione occasionale oppure debba aprire una partita iva. Inoltre la stessa società mi ha proposto di iniziare un contratto di lavoro come dipendente sempre con la mansione che svolgevo in precedenza. Non si potrebbero caricare le provvigioni sulla busta paga che andrei a ricevere ogni mese dato che si tratta dello stesso committente?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività che lei a svolto doveva essere effettuata con partita Iva, in quanto ci sono delle regole fiscali e previdenziali che regolano l’attività di procacciatore d’affari. Se adesso l’attività si è conclusa, il pagamento con prestazione occasionale non ritengo sia la cosa migliore, in quanto dovrebbe versare anche i contributi Inps e iscriversi alla gestione separata. La soluzione migliore sarebbe trovare un accordo con la società che la assume per inserire questi compensi nella busta paga. Si può fare, ma per questo deve trovare un accordo con loro.

  44. Salve,
    sono un ingegnere (iscritto all’albo dell’ordine junior, triennali) con p.Iva in regime dei minimi (che uso per qualche consulenza). Vorrei poter effettuare all’occorrenza delle consegne di birra da un distributore in provincia a dei locali in città, quando il distributore (ditta srl) è impossibilitato.

    Cosa devo fare per essere in regola durante il trasporto?
    Posso una piccola quantità di prodotto in casa e farmi inviare il DDT dal distributore, cosi da non fare tutto il tragitto ogni volta?

    Grazie mille, cordiali saluti

    Simone

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività che lei vuole esercitare è un’attività di commerciale che richiede l’apertura di partita Iva (o nel suo caso l’aggiunta di un nuovo codice attività, visto che ha già una partita Iva aperta). Essendo lei un ingegnere le consiglio di verificare se il suo ordine le consente l’esercizio di attività commerciali (di solito non è permesso). Oltre alla partita Iva dovrà iscriversi all’Inps. A questo punto dovrà iscriversi in CCIAA e all’albo artigiani. Solo da quel momento potrà iniziare la sua attività di trasportatore. Tenga presente in ogni caso che la merce che trasporta deve essere sempre accompagnata dal documento di trasporto.

      • Grazie per la pronta e cortese risposta.
        In realtà sarebbe una prestazione che svolgerei occasionalmente, 5-10 gg massimo in un mese, e solo per l’estate.
        Non esiste una forma di lavoro occasionale giornaliero con cui essere in regola? Oppure, avevo letto circa dei voucher inps per lavori occasionali, potrebbero andar bene?
        Se il soggetto non fosse ingegnere (penso a mio fratello, ragazzo di 25 anni al momento inoccupato) cambierebbe qualcosa?

        Circa le piccole quantità di prodotto da detenere in casa con il consenso del distributore, è cosa possibile?

        Grazie di nuovo, sinceri saluti

        S.

  45. Buongiorno, desideravo un’informazione..
    Sto svolgendo una professione occasionale gia dal 2014 sono un promoter organizzatore di eventi commerciali, l’anno scorso non ho raggiunto il limite netto dei 5000 di importo complessivo quindi venivo retribuito con ritenuta d’acconto al 23 calcolata sul 78% dell’imponibile..
    In questo corrente anno, nel mese di marzo ho aperto la mia posizione iva con il codice attività 46.19.02 generico consigliato per svariate tipologie di prestazioni occasionali..
    Sono stato troppo veloce e ottimista, purtroppo i miei compensi oggi non raggiungono nemmeno la metà del limite per l’assogettamento ad iva.. Mi ritrovo con P.iva e ben al di sotto del limite..
    Nel frattempo ho cambiato azienda e quest’ultima qualche giorno fa mi chiede di emettergli fattura per la provvigione a me destinata del mese di maggio..
    Cosa devo fare:
    1 emettere fattura e al superamento dei 5000 netti aprire anche la posizione inps..?
    2 spiegare del non superamento e continuare a farmi retribuire con ritenuta d’acconto..?

    Grazie mille in anticipo..
    Cordiali Saluti
    Tommaso

    • Fiscomania

      Salve,
      prima di tutto chiariamo che non esiste un limite minimo di fatturato per aprire partita Iva. Un soggetto è tenuto ad aprire partita Iva quando l’attività professionale o imprenditoriale che svolge è di tipo abituale, a prescindere dal suo fatturato. Secondo aspetto: la ritenuta del 23% calcolata sul 78% dell’imponibile non riguarda le prestazioni occasionali, ma è la ritenuta applicata ai rapporti di agenzia (procacciatore d’affari). Avendo lei aperto partita Iva, avrebbe dovuto contestualmente aprire una posizione all’Enasarco (ente previdenziale degli agenti o rappresentanti, se ne ha i requisiti), oppure alla Gestione separata Inps e versare i relativi contributi. Adesso che ha un nuovo committente deve emettere fattura. Immagino sia nel regime dei minimi quindi non avrà ritenute d’acconto, ma dovrà comunque inserire la rivalsa Inps (o il contributo Enasarco) in fattura. Le prestazioni occasionali con ritenuta non possono più essere utilizzate. Se ha bisogno di ulteriori dettagli sulla posizione previdenziale o sulla corretta emissione della fattura mi contatti pure in privato.

  46. Salve,
    sono un programmatore ma attualmente sono disoccupato e non ho P.Iva. Ho acquistato su una piattaforma online straniera (canadese credo) di auto-pubblicazione “leanpub”, un libro tecnico in inglese e l’ho tradotto a scopo didattico. Una volta terminato ho contattato l’autore che si è mostrato interessato alla traduzione e mi ha proposto di pubblicarla sulla stessa piattaforma dividendo i compensi come co-autori. Da quello che ho capito il sito tratterrà a se il 10% e ci pagherà direttamente sui rispettivi conti paypal in base alla nostra percentuale sul totale del 90%. Mi chiedevo se questa attività possa essere svolta come prestazione occasionale fino alla soglia dei 5000 lordi. In caso sia possibile cosa devo fare per rimanere nella legalità? Il compenso che riceverò va a costituire un reddito ma vanno escluse le commissioni di paypal? Se dovessi superare la soglia quali sono le alternative? Eventualmente i libri pubblicati fossero più di uno? Se fossi io a scriverne uno in prima persona?

    Vi ringrazio in anticipo. Ottimo servizio.

    • Fiscomania

      Salve,
      per poter effettuare questo tipo di attività che potremmo definire di traduzione e pubblicazione, a mio avviso è necessario aprire partita Iva (contestualmente anche l’iscrizione alla gestione separata dell’Inps). Se l’unica attività che lei intende svolgere è quella relativa a questo libro già tradotto allora è possibile utilizzare la prestazione occasionale, ma nel caso in cui l’attività si protragga è opportuno aprire partita Iva. Qualora fosse lei, invece, a scrivere un libro, si tratterebbe di attività di cessione diritto d’autore, qualora decida di pubblicare la sua opera. La partita Iva e la cessione di diritto d’autore hanno regole diverse da rispettare, ma sono compatibili. Qualora fosse interessato a ricevere maggiori informazioni mi contatti pure in privato.

  47. Salve,
    posso utilizzare la consulenza occasionale per fare consulenza amministrativa ad una ditta in difficolta’ a livello contabile/amministrativo avendo dipendenti in maternità e sostituti non adeguatamente preparati? Essendo disoccupato, dovrei recarmi a fare una sorta di revisione a giorni alterni (1 ora ogni due giorni al massimo) per un arco di qualche settimana presso la summenzionata ditta.
    Se va bene, quale causale dovrei correttamente inserire nella ricevuta per spiegare quello che faccio e non ingenerare dubbi in caso di controlli presso l’azienda stessa?
    Grazie per l’accuratezza del sito.

    • Fiscomania

      Salve,
      non sono dell’opinione che la soluzione del lavoro autonomo occasionale sia la migliore. In caso di controlli lei non avrebbe titolo per stare in azienda, e potrebbero ipotizzare che dietro vi sia un lavoratore dipendente in nero. A mio avviso sarebbero preferibili altre forme come il lavoro accessorio, quello dei Voucher Inps ad esempio.

  48. Salve,

    Dovrei fare un lavoro di gestione account per un azienda. Il contratto recita:

    “L’attività descritta nel presente documento è prevista a partire dalla data di affidamento del presente incarico fino al 31/07/2016”

    Il pagamento è di una tantum a 60gg dopo la firma del contratto.

    Infine il contratto recita:

    II presente incarico non sarà assoggettato ad I.V.A., trattandosi di prestazione occasionale ai sensi delliArt. 81 lett. L del TUIR 917/16 ai sensi dell’.5 DPR 26/10/1972 n. 633 e successive modifiche ed integrazioni

    Ma si tratta davvero di una prestazione occasionale? o potrebbero succedere casini a livello fiscale?

    • Fiscomania

      Salve,
      quella che le hanno proposto non è una prestazione di lavoro autonomo occasionale. Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale possono essere effettuate per massimo 30 gg annui verso uno stesso committente. In questo caso la prestazione supera di molto i 30 giorni. Non sarebbe più un’attività occasionale ma continuativa. Se la prestazione di lavoro che deve svolgere ha carattere di lavoro autonomo, quindi la svolge in luoghi diversi dall’azienda committente senza vincoli particolari, in caso di controlli l’Agenzia delle Entrate, contesterà a lei la mancata apertura della partita Iva e le richiederà il versamento dell’Iva, sulla sua prestazione. Se, invece, la prestazione ha le caratteristiche del lavoro dipendente, i guai saranno per la società committente, in quanto le ha fatto un contratto che non ha requisiti per il lavoro dipendente. Presti particolare attenzione.

  49. Firmino Spalletta

    Buon giorno,
    sono un pensionato INPS di vecchiaia di 65 anni.
    Ho un figlio ingegnere iscritto all’albo e titolare di partita IVA. Fino ad ora, quando ha avuto bisogno,l’ho aiutato e abbiamo regolarizzato la posizione con un incarico di collaborazione occasionale,senza vincolo di subordinazione. A fine attività, di non oltre 30 giorni e compenso non superiore a 5000 euro,mi ha rilasciato una ricevuta del compenso trattenendo il 20 % quale ritenuta d’acconto, senza versamento contributi INPS,INAIL.
    Con il dlgs 81 del 15 giugno 2015, di attuazione del jobs act è ancora possibile tale forma di collaborazione?
    In alternativa potrei usare la collaborazione famigliare gratuita di cui all’art 21 del D.L.260 del 2003 prevista per artigiani, commercianti e agricoltori, senza versamento di contributi INPS-INAIL , o devo ricorrere a regolarizzare la posizione mediante i voucher come prevede il suddetto decreto 81 ?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      il jobs act non ha affatto cancellato le prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Questo tipo di prestazioni sono ancora regolate dalle disposizioni di cui art. 2222 del c.c. e dall’articolo 67, comma 1, lettera h del Tuir, che disciplina le attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente e dall’Inps, il quale prevede l’obbligo di contribuzione alla gestione separata qualora si superino i €. 5.000 lordi annui.
      Il jobs act ha riscritto altre forme e tipologie di lavoro dipendente, ma non le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, che appunto, riguardano il lavoro autonomo, e non il lavoro di tipo dipendente.

      • Firmino Spalletta

        La ringrazio per la risposta tempestiva e chiara.
        E se invece volessi ricorrere ad una collaborazione famigliare di tipo gratuito,
        senza versamento di contributi,come previsto per artigiani, commercianti e agricoltori?
        E’ possibile ciò anche per i liberi professionisti?
        Grazie

      • Salve, avevo già posto il quesito ma temo che sia andato perduto.
        A me risulta che le collaborazioni occasionali con limite di 30gg. siano state abolite con il jobs act, mentre restano le prestazioni di lavoro autonomo occasionale che sono un’altra cosa rispetto alle prime e sono disciplinate dal codice civile.

  50. Buongiorno,
    Ho fatto dei render per una azienda in Inghilterra per una cifra sotto 1000 probabilmente la prima e l’ultima volta.
    Loro vogliono una ricevuta e vorrei sapere se dovrei pagare le tasse per questo lavoro occasionale? In caso la risposta è si, quanto? mi hanno detto da 3-5% , è vero? Grazie mille

    • Fiscomania

      Salve,
      lei rilascerà alla società inglese una ricevuta per lavoro autonomo occasionale. Sulla ricevuta indicherà il compenso lordo che le verrà corrisposto e se l’azienda non ha alcun rappresentante fiscale in Italia, non le verrà applicata nessuna ritenuta d’acconto, ma percepirà l’intero compenso lordo. Tale compenso dovrà essere inserito nella sua dichiarazione dei redditi e confluirà a formare il suo reddito imponibile ai fini Irpef, per essere soggetto a tassazione secondo i vari scaglioni di reddito.

  51. Ciao, complimenti per questo sito.
    Sono un lavoratore dipendenente con contratto a tempo indeterminato. Un amico mi ha chiesto una mano nella sua azienda per un’attività di un paio di giornate (che vorrei fare di sabato). L’attività sarà retribuita come lavoro occasionale (e certamente non supereremo i 5000 euro). Per stabilire una tariffa congrua vorrei capire i contributi che dovrei versare una volta inserito questo reddito nella dichiarazione dei redditi (altri redditi). Mi pare di capire che il compenso andrà nell’imponibile Irpef ma non è soggetto a trattenute Inps. E’ corretto?
    Grazie per l’aiuto
    Ottavio

    • Fiscomania

      Salve,
      il compenso relativo alla prestazione di lavoro autonomo occasionale deve essere inserito nella categoria degli “altri redditi”, all’interno della base imponibile Irpef. Per capire quale sarà la tassazione effettiva del compenso è necessario capire quale è l’aliquota che corrisponde al suo reddito imponibile Irpef. Per quanto riguarda l’Inps fino a € 5.000 di compensi annui non è necessario versare alcun contributo.

  52. Salve e complimenti per la Sua competenza. Mi resta però n dubbio: un’azienda di distribuzione gas che stipula con chi fa letture dei contatori dei contratti per circa 20 giorni ed un compenso di molto inferiore ai 5000 euro, fa bene a qualificarli come contratti di lavoro autonomo occasionali ed a non assoggettarli ad esempio all’obbligo di contribuzione INAIL? Non rientrerebbero forse meglio nella tipologia dei mini co.co.co? Posso chiederle cosa ne pensa?
    La ringrazio anticipatamente per la cortese attenzione che vorrà riservarmi

    • Fiscomania

      In questo caso l’azienda abusa delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale al solo fine di avere dei rapporti di lavoro più vantaggiosi per lei e poco vantaggiosi per i lavoratori. In questo modo non si versano contributi Inail e Inps mascherando dei contratti che sarebbero di lavoro dipendente, anche se a tempo determinato. Questo tipo di accordi non andrebbero firmati, anche se mi rendo conto che al giorno d’oggi rifiutare un offerta di lavoro sia difficile.

  53. Buongiorno,

    Esiste una norma/giurisprudenza che mi diano alcune indicazioni relative alla circoscrizione dell’occasionalità?
    Sarebbe a dire: dal punto di vista fiscale, quando un lavoro è occasionale e quando abituale? Esistono precedenti?

    • Fiscomania

      Salve,
      non esiste giurisprudenza specifica su questo argomento. L’occasionalità deriva da due concetti analizzati in negativo: il fatto che non vi sia una attività svolta professionale e il fatto che la stessa non sia abituale. Queste due caratteristiche, viste in positivo sono quelle che disciplinano il lavoro autonomo, ai sensi dell’articolo 53 del Tuir. Un lavoro occasionale quindi, è svolto sporadicamente, e senza continuazione nel tempo. L’occasionalità è un aspetto molto delicato, in quanto molto spesso l’Agenzia delle Entrate contesta l’esercizio occasionale, perché protrattosi nel tempo. Ad esempio è occasionale la partecipazione come “maschera” ad una serata in Teatro. Ma se la stessa attività di “maschera” si estende per varie serate l’anno, l’attività non è più occasionale, ma abituale, e quindi da svolgere con partita Iva. Per evitare contestazioni è bene consultare sempre un dottore Commercialista, per valutare insieme i requisiti di occasionalità o abitualità di un’attività che si intende svolgere.

      • La ringrazio moltissimo.
        Ultima domanda: questo discorso esiste ancora se il prestatore, anche dopo l’intervento del Jobs act, prende meno di 5 mila Euro all’anno?

        Grazie mille

        • Fiscomania

          Capisco che esita confusione sull’argomento, ma il Jobs Act non ha modificato il lavoro occasionale. Questo tipo di prestazioni sono ancora regolate dalle disposizioni di cui art. 2222 del c.c. e dall’articolo 67, comma 1, lettera h del Tuir, che disciplina le attività di lavoro autonomo non esercitate abitualmente e dall’Inps, il quale prevede l’obbligo di contribuzione alla gestione separata qualora si superino i €. 5.000 lordi annui.
          Il jobs act ha riscritto altre forme e tipologie di lavoro dipendente, ma non le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, che appunto, riguardano il lavoro autonomo, e non il lavoro di tipo dipendente.

  54. Buongiorno,
    dovendo rientrare di un’importante somma di denaro per le spese condominiali e, non avendo alcuna possibilità economica, mi sono offerto di effettuare le pulizie del complesso.
    In questo modo non percepisco una retribuzione ma ho stabilito una somma di rientro mensile.
    Avendo un reddito annuo di 8000€ potrei stipulare un contratto di collaborazione occasionale per permettere al condominio di giustificare la spesa sostenuta per le pulizie?

    Distinti saluti

    • Fiscomania

      Salve,
      le prestazioni di lavoro autonomo occasionale devono rispettare alcuni requisiti, come il compenso massimo di €. 5.000 annui e la prestazione deve essere effettuata per massimo 30 giorni l’anno per uno stesso committente. Se l’attività di pulizia che intende effettuare rispetta questi requisiti può emettere ricevute per prestazioni di lavoro occasionale.

      • Grazie per la risposta.
        Mi è stata sollevata una problematica da un condomine, come mi dovrei comportare in caso di infortunio per evitare problematiche al condominio?

        Distinti saluti

  55. Buongiorno Federico, avrei bisogno di chiedere se l’attività di Fonico (service audio) che di per se stessa non esiste come vera e propria professione (almeno per l’Associazione Artigiani) è da considerarsi come attività “professionale” oppure se rientra fra le prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

    Grazie e cordiali saluti

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività di fonico, dubito possa essere esercitata occasionalmente. Per questo motivo qualora volesse iniziare questa attività dovrà aprire partita Iva, ed iscriversi alla gestione separata Inps.

      • La svolgo occasionalmente più per passione che altro (4/5 volte l’anno) ma visto che dovrei farlo anche in luoghi pubblici vorrei essere in regola.

        Grazie

        • Fiscomania

          L’unico modo per evitare possibili contestazioni è aprire partita Iva, per svolgere l’attività professionalmente, come le avevo accennato.

  56. Buongiorno, vorrei svolgere la mia professione di programmatore usufruendo delle prestazioni occasionali, ad esempio realizzazione di un sito web. Siccome vi è tutto questo caos tra voucher ed altro, volevo chiederle, è ancora possibileutilizzare la prestazione occasionale con ritenuta d’acconto? O come posso fare?

    Preciso che ho un contratto a tempo indeterminato.
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      può utilizzare il voucher per il lavoro accessorio o la ricevuta per prestazione occasionale. Non vi sono preclusioni. Presti, tuttavia, attenzione al fatto che l’attività resti occasionale, e che non si protragga nel tempo. Altrimenti vi è l’obbligo di aprire partita Iva, a prescindere dal volume di fatturato che si riesce ad ottenere.

      • Sapevo che dal 25/06/2015 non fosse più possibile effettuare prestazioni occasionali utilizzando la consueta ricevuta.

        Grazie per il suo tempismo e cortesia.

        • Fiscomania

          Credo si riferisca all’introduzione del c.d. “jobs act”, che ha modificato la disciplina del lavoro temporaneo, ma esclusivamente quello assimilato al lavoro dipendente, e non le prestazioni di lavoro autonomo occasionale che continuano ad essere disciplinate dal codice civile, dall’Inps, e dal Testo unico delle imposte sui redditi. E’ un errore che fanno in molti.

  57. Buongiorno, avrei un quesito:

    ho un amico che è perito industriale ed è socio di una società SNC.
    Potrebbe utilizzare la prestazione occasionale per prestazioni rilasciate alla società di cui è socio?
    Se redige una pratica in cui serve timbro e firma all’interno di un lavoro affidato alla società
    da un committente esterno e se i compensi non superano i 5000€ può utilizzare la formula
    della prestazione occasionale?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      un perito industriale non può esercitare tramite prestazioni occasionali, ma esclusivamente con partita Iva. La risposta alla sua prima domanda è negativa. Lui aprirà partita Iva ed emetterà fattura alla Snc per la sua prestazione professionale. La seconda domanda rispecchia la risposta già data per la prima, serve la partita Iva.

      • Grazie mille, è una conferma a quello a cui già stavo pensando guardando tutti i post precedenti, ma chiedere è lecito e Lei mi ha gentilmente risposto.
        Barbara

  58. Salve,
    Ho un dubbio riguardo al nucleo famigliare, ad esempio a gennaio dovrei fare una prestazione ocassionale di 5 giorni totali per la quale guadagnerò circa 500€, il mio dubbio è: Questi 500€ vanno a sommarsi al reddito di mio marito? (chi è un dipendente in ditta) e
    2.Questi avrebbero delle repercusioni sugli assegni famigliari e le detrazioni sui famigliari a carico io (coniuge) e quelle dei figli?

    Grazie mille!

    • Fiscomania

      Salve,
      il reddito percepito come prestazione occasionale deve essere da lei dichiarato se supera i €. 4.800 annui, se non percepisce altri redditi. Altrimenti deve essere sempre dichiarato. Se la prestazione occasionale è stata il suo unico reddito annuo, lei continuerà ad essere fiscalmente a carico di suo marito, e non dovrà dichiarare il reddito della prestazione occasionale (sotto il minimo dei €. 4.800). In questo caso non ci sono ripercussioni sugli assegni familiari. Le cose cambiano se gli importi da lei percepiti dovessero essere più alti, ovvero sopra le €. 2.840,52.

  59. Buongiorno, ho un hobby da cui vorrei ricavare qualcosina, l’animazione nelle feste per bambini. Ho a disposizione dei mie figli dei gonfiabili che mi ha regalato un’amica. Vorrei usarli per animare delle feste di compleanno, facendo anche animazione (baby dance, trucco dei bimbi) a domicilio oppure in sale che le mamme prenderanno in affitto. Chiaramente mi capitera’ di rado (credo non piu’ di 10/15 in un anno) e per non piu’ di 80/100 per volta. Dovrei stare quindi nei limiti che lei indica (30 giorni e 5000 euro), volevo sapere se secondo lei potrebbe essere prestazione occasionale. Mi hanno detto pero’ che se dovessi affittare in qualche occasione la macchinetta per fare lo zucchero filato sarei soggetta alla legge per la manipolazione degli alimenti, le risulta? e sarebbe compatibile con la prestazione occasionale? se si’, dovrei fare alle mamme una ricevuta e versare poi la ritenuta del 20%? preciso che non ho altri redditi e sono a carico di mio marito .
    Grazie mille, Marianna.

    • Fiscomania

      Salve,
      la risposta è affermativa, può utilizzare le prestazioni di lavoro autonomo occasionale per l’attività di animazione di feste per bambini. Dovrà rilasciare ricevuta al momento del pagamento del compenso da parte dei genitori (ricevuta senza ritenuta d’acconto, i genitori sono soggetti privati). Se lei affitta macchine per la distribuzione di alimenti sicuramente sarebbe soggetta alle norme che ne regolano l’utilizzo e quindi al possesso dei certificati per l’HACCP. In questo caso, tuttavia, l’affitto di attrezzature potrebbe configurare la sua attività come commerciale, e quindi da effettuare con partita Iva. Le consiglio comunque di tenere presente la possibilità di stipulare qualche forma di assicurazione nel caso in cui qualcuno dei bambini dovesse farsi male durante la sua attività.

  60. Salve, volevo un’informazione, l’ultima ricevuta l’ho fatta il 20/09/15.
    Non sapevo fosse entrata in vigore questa legge, devo fare qualcosa per quella ricevuta ?

    • Fiscomania

      Non ho capito a quale legge faccia ricevimento, comunque, nessuna legge ha vietato le prestazioni di lavoro autonomo occasionale che sono tutt’ora applicabili.

  61. Buongiorno, nel 2014 ho avuto un contratto di collaborazione occasione per un totale di euro 5000 lordi. Il compenso mi è stato corrisposto a marzo 2015. Nel 2015 ho di nuovo prestato lavoro occasionale per lo stesso soggetto e quindi entro fine anno potrei ricevere il compenso. Questo potrebbe provocarmi problemi visto che ho già ricevuto 5000 euro anche se sono relativi a un lavoro svolto nel 2014?Grazie.

    • Fiscomania

      Salve,
      se lei percepisce il compenso entro la fine dell’anno andrà a superare il limite dei €. 5.000 previsto per le prestazioni occasionali. Questo significa che deve comunicare al committente il superamento della soglia per far si che applichi sulla cifra pattuita il contributo previdenziale del 27,72%, che per 1/3 è a suo carico e che le sarà trattenuto dal compenso, e che poi dovrà versare all’Inps. Se non effettua questa comunicazione e non vengono trattenuti i contributi previdenziali gli stessi potrebbero essere richiesti dall’Inps totalmente a lei. Può ovviare a questa situazione facendosi bonificare l’importo nel 2016.

      • Ottimo articolo, peccato non averlo scoperto prima!
        Ho un dubbio: quest’anno 2015 ho percepito reddito da
        – 1 contratto co.co.pro.
        – 3 prestazioni di lavoro autonomo occasionale senza partita iva, per le quali ho rilasciato ricevuta

        Il dubbio è: il compeso del co.co.pro. concorre alla soglia dei 5000 euro della prestazione occasionale?
        Oppure il limite dei 5000 euro si calcola esclusivamente sulle notule delle prestazioni occasionali?

        Grazie in anticipo per l’attenzione!

        • Fiscomania

          Il compenso da contratto co.co.pro. non concorre alla soglia dei €. 5.000 annui. Tale limite riguarda soltanto le prestazioni di lavoro autonomo occasionale per ogni anno solare. Si ricordi che per il 2015 è tenuta alla presentazione della dichiarazione dei redditi.

          • Ringrazio per la pronta risposta, sì dichiarazione nel 2016 per redditi percepiti nel 2015. Grazie ancora, Maria

  62. Buon giorno, un dipendente pubblico, può fare una prestazione occasionale se lavora occasionalmente a casa propria?
    oppure se lavora occasionalmente per una onlus?

    grazie infinite. P.Angelo

  63. Rieccomi qua con una domandona:
    – ho un incarico autorizzato dalla mia PA che va da novembre a febbraio per l’esecuzione di un lavoro
    – l’incarico è inquadrato come prestazione occasionale e l’importo e’ al di sotto dei 5.000 euro.
    – stipulero’ un contratto ex art. 2222 CC che regola la prestazione tra committente e prestatore.
    – nel contratto e’ previsto un pagamento parziale della prestazione ed il saldo al termine del lavoro svolto
    DOMANDA
    – appare giustificabile emettere DUE ricevute per prestazione occasionale per la medesima prestazione… appunto… occasionale? Esiste la definizione di ricevuta in acconto e ricevuta a saldo per la prestazione “occasionale”??
    Mi piace dormir tranquillo, per cui potrei regolare il tutto al termine del lavoro pero’… con i tempi che corrono…
    grazie come sempre per la professionalita’ ed il tempo che concedete ai nostri problemi grandi e piccoli…

    • Fiscomania

      Salve,
      le ricevute per prestazione di lavoro autonomo occasionale devono essere emesse al momento dell’incasso del compenso. Se il compenso è riscosso in acconto e saldo, dovranno essere rilasciate due ricevute riportanti le date di pagamento. Basterà indicare che la prima ricevuta è relativa ai giorni di lavoro effettuati fino a quel momento, mentre la seconda ricevuta riguarderà i giorni lavorativi non pagati nell’acconto. Grazie a lei per essere passato dal sito e a presto.

  64. Buonasera, per quanto riguarda i voucher percepiti da un’associazione onlus con codice fiscale numerico e con dei dipendenti a contratto di lavoro determinato, e gestore di una casa famiglia convenzionionata conciliazione comune vale il limite di 2020 netti per committente? Spero possa togliermi ogni dubbio, ho chiesto all’INPS che mi ha risposto che il tetto massimo vale anche per loro ma il loro commercialista continua a dire il contrario….

    • Fiscomania

      Salve,
      per i voucher Inps, il limite dei €. 2020 riguarda il committente imprenditore commerciale. La Onlus in quanto tale non esercita attività imprenditoriale, ma bisogna vedere se ha partita Iva per l’esercizio di attività commerciale in forma accessoria. In questo secondo caso, a mio avviso, vale il limite in quanto vi è esercizio di attività commerciale.

  65. Salve,
    mi complimento per la completezza degli articoli e delle risposte di questo sito, che leggo per la prima volta, ma già da diverse ore.
    Ho trovato un quesito simile al mio in data 16 gennaio 2015 ma la risposta non fuga ogni mio dubbio.
    Sono un lavoratore dipendente ma coltivo altri interessi come fotografia, modellazione 3D, grafica, ecc.
    Questi prodotti risultano vendibili su siti, generalmente statunitensi, che di fatto sono dei re-seller.
    I miei dubbi sono numerosi: io mando loro una fotografia o un video e cedo i diritti di uso commerciale di quel prodotto ma non vengo pagato per questa cessione, bensì in percentuale sulle vendite.
    È il sito stesso a decidere il prezzo di vendita e metterlo in vetrina e i files sono riproducibili. Praticamente si vende la licenza di utilizzo.
    Quindi potrei caricare 50 video che risultino invenduti o magari una sola foto che viene rivenduta 100 volte a 10 dollari.
    I proventi vengono poi suddivisi in tassazione USA, percentuale del sito e mio compenso.
    Ora i guadagni di questa attività, sempre tenendo conto che sono lavoratore dipendente in altro settore, come andrebbero dichiarati? e come evitare la doppia tassazione USA – ITA?
    Sono considerate opere d’ingegno fotografie, grafiche e template digitali?
    Grazie della disponibilità e buon lavoro.

    • Fiscomania

      Salve,
      essendo lei residente fiscalmente in Italia è tenuto a dichiarare tutti i suoi redditi, ovunque essi siano prodotti, al Fisco italiano, (art. 3 DPR 917/86). Quindi, anche i redditi che le derivano da questa attività vanno dichiarati in Italia insieme ai suoi altri redditi, contribuendo a formare la sua base imponibile Irpef. Questo significa che lei è tenuto ogni anno a presentare la dichiarazione dei redditi. Per evitare la doppia tassazione di questi redditi, potrà usufruire di un credito d’imposta, legato alle imposte pagate all’estero. Naturalmente per poter usufruire di questo credito dovrà dimostrare che le imposte pagate in USA sono a titolo definitivo. Per fare questo ha bisogno o di una certificazione rilasciata dal Fisco USA nella quale le certificano le imposte pagate ogni anno, oppure, ricevere dal soggetto che le trattiene queste somme, una certificazione di quanto trattenuto. Questo è l’unico modo per evitare la doppia imposizione su questo reddito. Tenga presente, che quello che lei sta facendo non sono prestazioni occasionali. Lei sta cedendo a terzi il diritto di utilizzazione di opere dell’ingegno, quindi è come se stesse cedendo a terzi lo sfruttamento commerciale delle sue opere.

  66. Grazie infinite.
    Nelle FAQ del sito viene riportato che, per i non residenti USA, è preferibile compilare un modello W8 specificando il proprio Numero di Identificazione Fiscale Estero, detto TIN, per un’agevolazione tributaria con quei paesi che hanno convenzioni fiscali con gli Stati Uniti.
    Per quel che mi riguarda è terra inesplorata, perciò non resta che sperimentare ed eventualmente chiedere consulenza fiscale. Anche perché non so ancora quale documentazione venga fornita successivamente alla vendita. Sto facendo una valutazione preventiva su quanto sia opportuno intraprendere questo tipo di attività.
    Nell’ultima parte della Sua risposta accenna al fatto che non si tratti di prestazioni occasionali (effettivamente la mia domanda non è pertinente all’articolo).
    Questo che cosa comporta? Esiste un tetto massimo entro il quale far rientrare questa attività? Occorre avere una partita IVA?
    Nel mio caso sarebbe preferibile far rientrare tutto nella dichiarazione 730. Secondo Lei è possibile?
    Per quanto riguarda la cessione dello sfruttamento commerciale delle opere è un aspetto già tenuto in conto. Si tratta, dopotutto, di piccole produzioni legate più all’aspetto funzionale che artistico dell’opera.
    Anche le grafiche che vedo nel Vostro sito provengono, con tutta probabilità, da uno store online simile a quello cui faccio riferimento.
    Ancora grazie per la pazienza e professionalità dimostrata.
    Per completezza (sto assimilando informazioni rapidamente) le trattenute sui ricavi da royalties per la vendita di immagini e video, sul mercato americano, variano rispettivamente dallo 0% all’8% in conformità alle trattative internazionali (per persone fisiche residenti al di fuori degli USA) previa compilazione di modulo W8-BEN inserendo come codice identificativo internazionale “Foreign TIN” il proprio codice fiscale.
    Se non si compila il modulo la tassazione non riceve abbattimento e rimane al 30% circa.
    Ora non mi resta che occuparmi della fiscalità italiana. È possibile integrare questa attività nel 730 oppure occorre partita IVA?
    Si tratta di un commercio ormai tanto diffuso da sorprendermi che tutti si adeguino all’apertura di P.I. anche perché, molto frequentemente, le rendite sono molto inferiori alle aspettative.
    Forse questo Vostro articolo https://www.fiscomania.com/2015/06/redditi-da-diritto-di-autore-disciplina-fiscale/ si avvicina a quello che mi occorre?

    • Fiscomania

      Come le dicevo l’attività che lei sta svolgendo tratta lo sfruttamento di diritti d’autore, e come tale deve essere trattata fiscalmente. Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale niente hanno a che vedere con la sua attività. Nell’articolo che lei ha individuato abbiamo trattato la materia ed è seguendo quelle istruzioni che lei deve operare. Naturalmente ha bisogno di una consulenza fiscale che la possa aiutare sia a capire come deve essere trattata la fiscalità estera sui suoi compensi e come trattare fiscalmente i suoi compensi in Italia. E’ giusto informarsi, ma fare da soli molto spesso può portare a conseguenze spiacevoli nel caso in cui Fisco voglia accertare la sua attività. Il consiglio che posso darle è quello di avvalersi della consulenza di un professionista di sua fiducia, anche per capire se i volumi di fatturato che prevede di percepire le consentiranno di avviare questo tipo di attività.

  67. Salve,

    innanzitutto complimenti per il sito e per il servizio che offrite. Sono un ingegnere iscritto da poco all’albo e non ancora titolare di partita I.V.A. che per vari motivi non vorrei aprire in tempi brevi. Mi è capitata l’occasione di stipulare una convenzione con un Comune, e a questo proposito vorrei chiedervi: è possibile stipulare tale convenzione sottoforma di prestazione occasionale visto che sarà richiesta la mia consulenza per 2 o 3 volte e per un importo inferiore ai mille euro? p.s senza aprire partita iva
    Grazie per la vostra disponibilità

    • Fiscomania

      Salve,
      la ringrazio per i complimenti. Essendo lei un professionista iscritto ad un albo professionale può esercitare in forma autonoma esclusivamente con partita Iva. Le prestazioni occasionali riguardano soltanto prestazioni di lavoro autonomo non professionale di durata sporadica ed episodica, per attività non soggette ad iscrizione ad albi professionali. Ogni iscritto ad Albo professionale deve dotarsi di partita Iva se vuole lavorare in modo autonomo. Questo significa che prima di stipulare la convenzione dovrà aprire partita Iva. Per questo motivo valuti la possibilità di aderire al regime forfettario. Se è interessato alla nostra consulenza potremmo predisporre un piccolo business plan per valutare l’andamento dei suoi primi anni di attività.

  68. Salve,
    ho letto un po’ le domande e vorrei un parere.
    Sono un privato, da due mesi mi sono licenziata causa pessime condizioni lavorative e vorrei iniziare a lavorare per conto mio.
    Ho seguito dei corsi di make up e di alcuni trattamenti di bellezza, che eseguo 3-4 volte la settimana a privati (si parla di un appuntamento un giorno si e uno no, n on di più).
    I costi sono bassi,per cui starò sicuramente sotto i 5000 euro annui (anche perché non voglio farlo per sempre).
    Al momento sto emettendo ricevute generiche sotto i 70,00€, da privato a privato.
    Se dovessi decidere di fare il 730 (perché sotto i 5000 € posso non farlo,giusto?), posso scaricare gli scontrini e le fatture dei prodotti che compro per truccare?
    Inoltre,ho capito bene o non devo pagarci sopra nessuna tassa?
    Quest’ultima è la cosa che mi spaventa di più, arrivo a 300,00€ al mese se va bene,se devo pagare,che so,il 20% sono rovinata.
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      quello che lei sta facendo sono delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale nei confronti di privati. Il Fisco prevede che si possa utilizzare questo tipo di disciplina per attività per le quali non è richiesta alcuna specifica qualifica professionale svolte a carattere episodico, e non continuativo. Considerato che sarà un’attività solo temporanea da questo punto di vista non dovrebbero esserci problemi. Considerato il fatto che lei si è licenziata, non potrà presentare il modello 730, ma il modello Unico. Se nello stesso anno ha percepito sia redditi da lavoro dipendente che prestazioni occasionali, allora è obbligata a presentare la dichiarazione dei redditi, e pagherà l’IRPEF sulla somma tra il reddito da lavoro dipendente e le prestazioni occasionali. Mentre,se nell’anno ha percepito solo prestazioni occasionali allora si deve guardare la soglia di €. 4.800. Sotto questa soglia non è tenuta a presentare il modello Unico, e non avrà imposte da pagare. Tenga presente che questo vale solo nel caso in cui nell’anno non abbia percepito altri redditi, e qualora possieda solo l’abitazione principale. Insomma, per capire quanto pagherà è necessario sapere le fonti dei suoi redditi per ciascun anno. Per quanto riguarda la possibilità di portarsi in deduzione i costi è possibile, ma a patto che la spesa sia documentata da ricevuta fiscale, e che possa dimostrare che quella spesa direttamente attribuibile all’attività (tutti i documenti dovranno essere conservati per eventuali controlli).

      • Grazie mille per la risposta.
        Io ho concluso il rapporto lavorativo a ottobre e ho fatto uno di questi lavoretti da gennaio, per cui è in due anni differenti.
        Sto, però, percependo il tfr, quello è da considerarsi reddito?
        Non ho alcuna proprietà intestata,solo la macchina.
        Grazie ancora,con queste vostre delucidazioni andrò poi a un caf

        • Fiscomania

          Il TFR non costituisce reddito imponibile Irpef, viene tassato separatamente, riceverà una comunicazione delle Entrate con gli importi da pagare, tra qualche mese. Se ha bisogno di aiuto per la dichiarazione dei redditi siamo a disposizione.

  69. Salve, grazie per l’articolo molto interessante, sono a chiederle un chiarimento, sono una biologa non iscritta all’albo e sono appena stata licenziata da un contratto a tempo indeterminato full time attivo dal 2008, farò richiesta per la disoccupazione, mi è stata proposta una consulenza come biologa (sicurezza alimentare) in un’azienda per la formazione del personale interno alle procedure di sicurezza alimentare, la proposta è economicamente inferiore ai 5000 euro e come tempo inferiore ai 30 giorni annui. Posso Avvalermi della prestazione occasionale e soprattutto questo va ad influire sulla disoccupazione?

    • Fiscomania

      Salve,
      la prestazione di lavoro autonomo occasionale non influisce sulla disoccupazione se l’importo resta inferiore ai €. 4.800 annui lordi. Il problema, tuttavia, sta nel fatto che lei dovrebbe eseguire una prestazione legata all’appartenenza ad un albo professionale, quindi dovrebbe iscriversi all’albo. Questo, però le comporterebbe il dover aprire obbligatoriamente partita Iva, in quanto i soggetti iscritti in albi devono effettuare le loro prestazioni professionali esclusivamente tramite partita Iva. Se il Fisco dovesse controllare nei prossimi anni la sua dichiarazione dei redditi potrebbe contestarle questa irregolarità.

      • Grazie per il chiarimento, riguardo all’albo, fino ad oggi nella ditta dove ero dipendente non ho mai avuto l’esigenza di iscrivermi, le consulenze vertono sul’addestramento del personale per ottenere certificazioni di qualità (le iso per intenderci) e non è richiesta una iscrizione e non serve una firma di un biologo, in questo campo serve l’esperienza nel campo specifico. Le risulta diversamente?

        • Fiscomania

          Lavorando come dipendente non vi era obbligo di iscrizione all’albo. Tuttavia se l’attività per la quale intende svolgere lavoro autonomo occasionale non richiede necessariamente competenze richieste ad un soggetto iscritto all’albo, può effettuare il lavoro, restando sotto la soglia dei €. 4.800 annue per non perdere la disoccupazione.

  70. Salve, approfitto della vostra gentilezza e competenza per chiedervi un consiglio. Dipingo per hobby e saltuariamente vendo qualche quadro. Recentemente ho partecipato ad una mostra collettiva e la galleria che ha organizzato l’evento ha venduto un mio quadro. Il quadro, nel contratto sottoscritto con la galleria, era stato valutato una certa cifra con possibilità dell’organizzazione dell’evento di applicare una percentuale di sconto massimo fino ad arrivare ad una quotazione minima di 1520 euro nette.

    Mi lasciano perplessa due cose: per giustificare la vendita scontata con il massimo dello sconto mi è stata presentata una normale ricevuta buffetti con scritto “vendita opera XXX olio su tela 60x80cm), senza alcun dato del committente e con numerazione scritta a mano. E’ regolare?

    Inoltre mi si chiede una ricevuta fiscale, che comunque avrei già preparato inserendo importo lordo comprensivo di ritenuta fiscale del 20% e bollo da 2 euro, con la particolarità che la ricevuta mi viene chiesta prima del pagamento effettivo che a detta loro farebbero successivamente con bonifico bancario. Ho provato consegnare un preavviso di notula ma insistono col volere la ricevuta prima del pagamento. E’ prassi comune o si rischia di rimanere truffati?

    • Fiscomania

      Salve,
      mi sembra di aver capito che lei debba rilasciare una ricevuta alla galleria che ha venduto il suo quadro ad una mostra. Non sono a conoscenza della forma giuridica di questa “galleria d’arte”, ma credo proprio che una semplice ricevuta, peraltro nemmeno totalmente compilata, non sia sufficiente a dimostrare la loro vendita. Solitamente dovrebbero emettere fattura, ed è quella che chiederei, o almeno chiederei spiegazioni del motivo per cui non la hanno emessa. Non vorrei che questo fosse solo un pezzo di carta fatto vedere a lei ma che invece la vendita abbia avuto altri importi. Una volta chiarito questo aspetto lei deve rilasciare una ricevuta. La ricevuta ha funzione di quietanza di pagamento, ovvero è il documento che consente al debitore di avere certezza del suo pagamento. Rilasciare la ricevuta prima del pagamento, è sempre un rischio. Tuttavia si può sempre dimostrare che il pagamento non è mai avvenuto, ma bisognerebbe iniziare a modificare questa prassi consolidata che vuole che le ricevute si inviino al committente prima del pagamento.

  71. Buongiorno, volevo esporle il mio caso.
    Sto distribuendo volantini nei pressi delle fermate metro. Secondo la sua esperienza tale attività può essere contemplata tra le prestazioni occasionali considerando che la prestazione si svolgerà saltuariamente e comunque entro i 30 giorni lavorativi per committente?
    Sulla base di un accordo con il committente supererò senz’altro i famosi 5000 euro che non ho ancora capito se sono al lordo della ritenuta di acconto o se invece sono 5000 + 20%, tutti gli eventuali adempimenti successivi al superamento di tale soglia (iscrizione alla gestione separata, versamento di 1/3 dei contributi previdenziali) sono di competenza del committente o del sottoscritto?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività che svolge può certamente rientrare tra le attività di lavoro autonomo occasionale, quindi senza partita Iva se non si superano i €. 5.000 lordi annui, e max 30 giorni lavorativi per committente. Se lei supra una o entrambe queste soglie è tenuto fiscalmente ad aprire partiva Iva, in quanto deve assoggettare ad Iva le proprie prestazioni. L’apertura della partita Iva, non è una opzione ma un obbligo. Se non lo fa rischia che le venga contestata l’omessa fatturazione di operazioni rilevanti ai fini Iva. Oltre all’apertura della partita Iva è tenuto ad iscriversi alla gestione separata dell’Inps, e a versare i relativi contributi, che verserà con F24 alle scadenze dei versamenti per le imposte sui redditi.
      La disciplina previdenziale a cui lei faceva riferimento riguarda soggetti che effettuano un unica prestazione lavorativa, ad esempio 20 giorni lavorativi in un anno, e percepiscono importi superiori a €. 5.000. In questo caso è consentito non aprire partita Iva, in quanto non vi è attività continuativa, ma versare soltanto i contributi Inps.

      • Ringrazio anticipatamente per la celerissima risposta e approfitto della sua disponibilità per chiederle:
        se mi trovassi nell’ipotesi indicata nell’ultimo capoverso della sua risposta in qualità di lavoratore autonomo occasionale (ossia meno di 30 gg. con lo stesso committente e importo superiore ai 5000 euro) l’iscrizione alla gestione separata devo farla io o la fa per me il committente? Il mio terzo di contributi in eccesso ai 5000 euro con quali modalità va versato?
        Facendo una panoramica sui vari siti in materia fiscale si parla di 6600 euro lordi che corrisponderebbero ai 5000 netti, è corretta questa ultima cifra?

        • Fiscomania

          In quel caso a lei spetta l’iscrizione alla gestione separata e la comunicazione al committente della sua iscrizione, e l’applicazione della ritenuta previdenziale di 1/3 del contributo dovuto. Faccia attenzione però, se lei lavora per meno di 30 giorni l’anno per ciascun committente, ma percepisce più di €. 5.000 è tenuto ad aprire partita Iva, in quanto basata anche il superamento di un limite per avere la presunzione di attività abituale.
          I €. 5.000 sono da considerarsi lordi e non netti.

  72. Buonasera, le mie domande sono le seguenti:
    – Per “collaborazione non superiore alla durata di 30 giorni lavorativi”, vengono intesi completi di 8 ore o anche meno? o sono considerati nella somma totalitaria delle ore impiegate? (mi spiego, se io lavorassi 2.50h al giorno, se lo facessi per dieci giorni, conto in base ai giorni effettivi o in base all’accumulo di ore?)
    – Nella soglia dei 5000 euro da non superare devono essere inclusi anche redditi ESTERNI alle prestazioni occasionali? (come, ad esempio, quote in minima percentuale in società dove non sono operante, percependone tuttavia utili?)

    grazie mille per l’aiuto, ottimo portale!

    • Fiscomania

      Salve,
      si tiene conto dei giorni lavorativi, a prescindere dalle ore al giorno per le quali effettivamente si lavora. Nella soglia dei €. 5.000 si tiene conto soltanto dei redditi provenienti dall’attività svolta occasionalmente.

  73. Buongiorno,
    avrei due domande, questa volta su partita iva:
    – Lavorando con partita iva, ma non in maniera continuativa ( due mesi sì, quattro no / tre mesi sì, due no) come ci si comporta con l’inps? Si paga solo durante il periodo che si lavora, interrompendo il pagamento quando non si lavora, o si paga indistintamente come spesa costante nei 12 mesi?
    – la recezione dell’ 1% dell’utile di un’azienda nella quale non si è operanti, influisce all’aumento del reddito nel momento in cui si viene a fare la partita iva? ( per intenderci, a 25 anni, rientrando nel regime dei minimi, potrei comunque ottenere l’agevolazione del 5%?)

    Grazie, ottimo portale

    • Fiscomania

      Grazie a lei per essere tornata a trovarci. Chi lavora con partita Iva, come professionista (il regime è diverso se si svolge un’attività commerciale), si pagano i contributi Inps alla Gestione separata esclusivamente sui redditi incassati nell’anno, a prescindere da quanti mesi abbiamo lavorato. Il principio è che si pagano i contributi su quello che si incassa. Per quanto riguarda il regime forfettario (il regime dei minimi non può più essere applicato dal 2016), il possesso di partecipazione in società di persone o in Srl in trasparenza fiscale preclude l’accesso al regime, lasciando come unico regime fiscale possibile quello della contabilità semplificata. Se ha bisogno di maggiori informazioni, mi faccia sapere, la ricontatterò in privato per un’analisi più approfondita della sua situazione, o per chiarire meglio gli adempimenti per l’apertura della partita Iva.

  74. Buongiorno, vi scrivo perché dovrei fare una prestazione di lavoro occasionale in qualità di fotografo.
    Il compenso sarebbe di 400 euro, ma non ho capito quanto sarebbe la ritenuta d’acconto e se devo inserire anche questa nella ricevuta da dare al cliente, che in questo caso non è un privato, ma un’azienda.
    Alla fine, chi la deve pagare?
    Cambia qualcosa se è una ditta?
    Per cortesia, avete da linkarmi anche un modello da utilizzare per questo tipo lavoro?

    Grazie dell’attenzione e delle ottime spiegazioni

    • Fiscomania

      Salve,
      la ritenuta la deve applicare sulla ricevuta se il committente è un sostituto di imposta, come nel suo caso un’azienda. La ritenuta è calcolata sul 20% del compenso lordo concordato. Se il compenso lordo è di €. 100 lei ne riceverà soltanto €. 80. Gli altri €. 20 che corrispondono alla ritenuta saranno trattenuti dall’azienda e versati all’Erario per suo conto, come acconto delle imposte, che eventualmente dovrà versare. Nell’articolo può trovare il link ad un modello di ricevuta che può utilizzare, compilando solo i campi che le interessano.

      • Salve, seguo lo sviluppo della discussione e mi sorge una domanda: se il committente non è sostituto d’imposta, il lavoratore cosa deve scrivere nella ricevuta e come deve versare la ritenuta d’acconto?

        grazie e buona serrata a tutti!

        • Fiscomania

          Salve,
          se il committente la prestazione è un soggetto privato (non sostituto di imposta), il prestatore non deve applicare alcuna ritenuta di acconto nella ricevuta. Indicherà soltanto il compenso lordo della prestazione e il netto a pagare, che saranno di importo identico.

          • Salve,

            e nel caso il committente sia in regime forfetario e non applica la ritenuta cosa dovrei inserire nella dichiarazione dei redditi come compenso non soggetto a ritenuta d’acconto?

            Grazie
            Antonio

          • Fiscomania

            Nel caso di lavoro autonomo occasionale svolto nei confronti di committente in regime forfettario, in dichiarazione dei redditi dovrà riportare il compenso percepito, lasciando vuota la casella riguardante le ritenute di acconto.

  75. Buonasera,
    avrei alcuni dubbi da chiarire e sono sicuro che voi possiate aiutarmi 🙂
    Sono un architetto iscritto all’Ordine professionale e nel contempo sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato, presso una cooperativa sociale onlus, in cui svolgo una mansione di natura diversa. Non sono possessore di Partita Iva.
    La domanda è la seguente:
    -posso svolgere prestazioni di carattere occasionale, come architetto, sia nei confronti di soggetti privati che verso altri professionisti possessori di partita iva, o sono costretto ad aprirne una anche io?
    in attesa di un vostro riscontro, vi ringrazio e saluto cordialmente.
    Alessandro

    • Fiscomania

      Salve,
      i soggetti iscritti ad Albi od ordini professionali per esercitare l’attività per la quale sono iscritti all’Ordine, nel suo caso quella di architetto, in forma autonoma devono obbligatoriamente aprire partiva Iva. Non possono farlo tramite prestazioni occasionali. Questo, in quanto, l’attività è sicuramente di tipo professionale e le attività professionali non rientrano nel campo di applicazione delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Se ha bisogno di maggiori informazioni sull’apertura della partita Iva, ci faccia sapere, la ricontatteremo in privato.

  76. buona sera , io sono un’infermiera iscritta al collegio professionale ipavsi , attualmente sto lavorando presso una struttura con contratto full time (38 ore settimanali). il miei quesiti sono:
    – posso lavorare presso un privato o altro con un contratto a prestazione occasionale senza aprire la partita iva?
    – esiste un monte ore di lavoro non superabile ?
    – in caso contrario, esiste un’altra tipologia di contratto che mi permetta di farlo?

    ringrazio in anticipo.
    cordiali saluti

    • Fiscomania

      Salve,
      gli infermieri che voglio esercitare l’attività in forma autonoma devono farlo utilizzando partita Iva. Non vi sono altre modalità di esercizio per questa professione, svolta in maniera autonoma.

  77. Buonasera,

    Avrei bisogno cortesemente di un’informazione. Vivo attualmente in Regno Unito, sebbene la mia residenza sia in Italia. Ho appena effettuato una prestazione di lavoro occasionale per un sito internet che ha sede nei Paesi Bassi (si è trattato di una serie di traduzione, compenso 220 euro).
    Si tratterebbe dunque di una prestazione occasionale per un soggetto che non è sostituto di imposta.
    Il sito in questione mi ha chiesto di inviare la fattura (pensando avessi una partita Iva) per effettuare il pagamento.
    Come dovrei comportarmi? Come funziona in questi casi?
    Grazie mille dell’attenzione e dell’aiuto,

    N. C.

    • Fiscomania

      Salve,
      di solito questi siti si aspettano soggetti dotati di partita Iva e molto probabilmente non accetteranno una ricevuta per prestazione occasionale, in quanto, probabilmente per loro non è un documento che consente loro la deducibilità fiscale del costo del suo compenso. Provi comunque ad inviare la ricevuta, sperando che possa comunque andare bene. In caso di esito negativo, non le resta che aprire partita Iva.

      • La ringrazio molto della risposta. Esiste un modello di ricevuto che posso utilizzare in questo caso? E se ricevessi il pagamento, cosa dovrei fare per regolarizzarlo. Immagino di dover pagare comunque il 20% di tasse.
        Grazie ancora.

        • Fiscomania

          Nell’articolo trova un modello di ricevuta per prestazione occasionale da compilare. Se dovesse ricevere il pagamento dovrà inserirlo in dichiarazione dei redditi. Sarà assoggettato ad Irpef.

  78. Buongiorno, sono italiano ma risiedo all’estero (Canarie, Spagna). Ogni tanto con la mia società spagnola ritorno in Italia per dei lavori che ancora mi vengono richiesti. Per questi interventi sono “obbligato” a portare con me un mio dipendente spagnolo….vorrei però poter far lavorare un mio amico italiano, che risiede in Italia, che non ha p.iva o altro….come mi devo comportare?? Trattasi di lavori piccoli di 2/3 giorni e quindi non sarebbe conveniente assumerlo con contratto spagnolo, seppure a tempo determinato, che sarebbe concesso, ma che è molto sfavorevole; spesso non ci sono e/o sarebbero neanche i margini per poterlo attivare..

    • Fiscomania

      Salve,
      se questo soggetto deve lavorare come lavoratore dipendente non ci sono alternative all’assunzione, anche se capisco che sia sconveniente. Può valutare la possibilità del lavoro a chiamata. In alternativa può utilizzare i voucher per il lavoro occasionale di tipo accessorio: a questo link trova tutte le informazioni.

      • Grazie per la risposta……non conosco bene questi voucher (in Spagna non esistono) se non per sentito dire…quindi possono essere acquisitati e utilizzati anche da una società spagnola?….ovviamente che deve fare un lavoro in Italia intendo..??

        • Fiscomania

          Certamente, possono essere utilizzati anche da aziende straniere per lavoratori italiani. Si informi presso l’Inps.

  79. Mi sembra di aver capito abbastanza bene l’articolo, ma mi resta un dubbio, provo ad esporvelo. Sono un dipendente di un’azienda privata. Se dovessi svolgere qualche lavoro “occasionale” nel corso dell’anno (1 o 2, sotto i 5000 lordi) nello stesso ambito del mio lavoro dipendente (previo avviso al mio datore), posso utilizzare il regime del “lavoratore autonomo occasionale”?? Il dubbio è legato alla parola “professionale”, nel senso che non farei un’attività diversa da ciò che svolgo tutti i giorni. Che ne pensate?

    • Fiscomania

      Salve,
      prima di tutto bisogna vedere se l’attività è davvero di lavoro autonomo, oppure è un attività alle dipendenze e sotto la direzione di terzi (a quel punto sarebbe un lavoro dipendente mascherato). La parola professionale riguarda il fatto che attività professionali per le quali è istituito un albo professionale, non possono prevedere lo svolgimento dell’attività con prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

  80. Salve,
    sto lavorando per un’azienda prestazione occasionale, attualmente sono sotto ai 5000 euro ma ho appreso solo oggi della soglia massima dei 30 giorni e purtroppo ho già sforato di 2 giorni di lavoro effettivi da inizio anno. Considerando che l’ultima fattura devo ancora emetterla, posso fare figurare gli ultimi giorni come contratto a progetto? E cosa mi può comportare lo sforamento se emettessi la fattura come prestazione occasionale?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      la soglia dei 30 giorni annui è stata abolita dal jobs Act nel 2015, tuttavia, se l’attività è continuativa nel tempo, resta sempre obbligatoria l’apertura della partita Iva.

      • Grazie per la veloce risposta, tuttavia mi resta il dubbio in quanto, da quello che ho capito, nella legge non è specificato cosa si intende con “attività continuativa nel tempo” e quindi la norma è soggetta ad interpretazione. I 32 giorni che ho fatto fin’ora li ho fatti nel giro di di 2 mesi, possono essere già considerati attività continuativa? Se si come mi devo comportare? Devo aprire partita IVA? E allo stato attuale, una settimana in più potrebbe fare la differenza?
        Grazie mille

        • Fiscomania

          La norma è interpretativa, dipende da situazione a situazione, dalla singola attività svolta dalla frequenza della stessa dalla durata, ecc. Si, i 32 giorni possono essere considerati attività continuativa se lei proseguirà ulteriormente questa attività. Se ”attività che svolge terminerà tra poco e non la farà più durante l’anno non si preoccupi, altrimenti le contestazioni sono possibili. Se l’Agenzia non fa controlli, e non chiederà documentazione sulla sua dichiarazione dei redditi, ove dichiarerà questi compensi non succederà niente, altrimenti potrebbero contestarle l’aver svolto un’attività abituale senza partita Iva.

  81. Salve, l’articolo è fatto benissimo però mi lascia alcuni dubbi.
    Da come ho capito la prestazione occasionale funziona solo se si ha a che fare con enti pubblici o imprese, giusto?
    Faccio l’esempio del mio caso, di quello che vorrei fare ma che non ho mai fatto per dubbi fiscali:
    Sono disoccupato, o meglio inoccupato (ho 25 anni e ho appena finito i miei corsi di studio). Ogni tanto vorrei poter fare piccoli lavori di giardinaggio come potatura di piante da frutto e sfalcio del prato, cosa che a livello annuale non potrà superare i 4000€ annui, in quanto fatto solo per hobby e ai così detti “vicini”/paesani, e anche perché in questo ambito dalle mie parti non c’è tale lavoro che permetta la possibilità di creare una ditta (con relativa partita IVA).
    In questo caso le mie prestazioni andrebbero verso il privato che vuole pormi di fare quel servizio.
    Questo vale come “prestazione occasionale”? E inoltre, visto che potrei essere pagato solo da un privato, per pagare la ritenuta d’acconto come devo fare?
    Altra domanda, e mi scuso se le rubo troppo tempo, esiste un’altra possibilità, oltre alla partita IVA, per cominciare a fare un lavoro (attività) per il quale si è studiato ma non si ha clientela/nome/possibilità monetarie etc. e per il quale bisogna farsi conoscere e vedere se quel lavoro in quella determinata zona funziona? (l’attività in questione è di consulenza come Grafologo e quindi libero professionista).
    Grazie mille per la disponibilità… purtroppo come tutti i giovani che hanno finito gli studi mi trovo immerso in un mondo, quello del lavoro, in cui non capisco come iniziare per fare quello che ho studiato.

    • Fiscomania

      Salve,
      quello che lei vuole fare sono piccole attività, svolte saltuariamente, con committenti diversi. Si tratta proprio di prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Le basterà lasciare al committente privato una ricevuta per prestazione occasionale. Non dovrà applicare alcuna ritenuta se il committente è privato. Per la seconda domanda, se concorda le rispondo in privato.

      • Grazie mille per la risposta tempestiva e per aver illuminato l’ombra dei miei dubbi 🙂 quindi basterà fare una ricevuta non fiscale di quelle normali, giusto?
        Per l’altra risposta, ok, va benissimo. Mi dica pure come devo fare.

        • Fiscomania

          Giusto. L’ho già contattata io in privato.

          • Ok, ho provveduto a risponderle alla mail. Grazie di nuovo per la disponibilità.
            Comunque, per la questione di prestazione occasionale del mio caso, alla fine dell’anno solare, anche se non ci sarà ritenuta d’acconto, bisognerà comunque dichiarare sul 730 la percezione di quel corrispettivo?

          • Fiscomania

            Certamente, dovrà dichiarare la somma nel quadro dei redditi diversi del 730.

  82. salve, tra pochi mesi finirò gli studi come makeup artist e tra qualche mese avrò qualche trucco sposa quindi da quanto ho letto posso fare una ricevuta per prestazioni occasionali privato , se supero i 77€ devo mettere una marca da bollo di 2€ …dove posso trovo le ricevute per prestazioni occasionali? la ricevuta la posso spedire via posta? graziee

    • Fiscomania

      Salve, nell’articolo trova il link per scaricare un modello di ricevuta da compilare. Quanto afferma è corretto sulla compilazione. La ricevuta deve essere rilasciata al momento del pagamento del compenso.

      • GRAZIE MILLE PER LA RISPOSTA.
        LE FACCIO UNA SECONDA DOMANDA..
        IO NEL 730 DEVO SCARICARLE RICEVUTE ?
        IO ORA SONO IN MOBILITà MI CREA QUALCHE PROBLEMA?
        GRAZIE
        SALUTI

  83. Buona sera,
    le rivolgo una domanda piuttosto dettagliata: è possibile nella mia situazione effettuare prestazioni occasionali?
    attualmente sono a casa, l’anno scorso avevo la partita iva con il regime dei minimi, poi chiusa.
    sono iscritta ad un albo professionale ma ho chiuso anche la gestione della cassa professionale in concomitanza della chiusura della partita iva
    leggo nei vari siti che uno con la mia iscrizione prestazioni occasionali non ne potrebbe fare proprio per essere in possesso dell’iscrizione all’albo. ma per ciò che andrei a svolgere il fatto di possedere l’iscrizione all’albo è “un di più”, potrebbe essere visto come “soggetto più qualificato” per svolgere tale mansione.
    si tratterebbe di prestare opera presso uno studio professionale giusto fino all’estate e neanche tutti i giorni.
    avevo pensato anche ai voucher, rispettando la soglia dei 2.000€ però.
    secondo Lei cos’è più fattibile? potrei utilizzare il concetto della prestazione occasionale con limite dei 5.000€ o è meglio i voucher? preciso che non ho intenzione di aprire la partita iva per questi pochi mesi.
    grazie.

    • Fiscomania

      Salve, a mio avviso l’unico modo è quello di farsi assumere con una qualche forma di contratto di lavoro dipendente. Contratto a tempo determinato per questi pochi mesi. Altrimenti l’alternativa è la partita Iva. I voucher hanno una soglia troppo bassa, mentre le prestazioni di lavoro autonomo occasionale non sarebbero applicabili, sia perché la prestazione è continuativa e sia perché comunque l’attività è attinente a quella per la quale è iscritta all’albo, anche se come dice l’iscrizione “è un di più” per la sua mansione. Purtroppo non vedo molte alternative applicabili a queste, se non riaprire partita Iva.

  84. Salve, ho un dubbio che spero mi potrete risolvere, e vi ringrazio. Sono un infermiere, non ho aperto P.iva. Nel caso in cui un privato cittadino mi chiedesse una prestazione, ad esempio l’esecuzione di un elettrocardiogramma, ed il materiale per tale prestazione me lo mettesse a disposizione a titolo gratuito una pubblica assistenza, come si configurerebbe questo rapporto? il committente rimarrebbe il privato cittadino o la pubblica amministrazione? Sarei tenuto a versare la ritenuta d’acconto? Grazie un saluto.

    • Fiscomania

      Salve, se vuole esercitare l’attività in forma autonoma deve necessariamente farlo attraverso l’apertura della partita Iva. Potrà confermarglielo anche il suo ordine professionale di appartenenza. Non ci sono altre modalità.

  85. Salve,

    per un contratto di prestazione occasionale firmato nel 2015, il cui compenso è stato ricevuto nel 2016 come devo regolarmi? La dichiarazione (che mi pare di capire, servirebbe anche per ricevere il rimborso dell’anticipo irpef) in che anno va fatta?

    • Fiscomania

      Salve, se il compenso è stato pagato nel 2016 la dichiarazione dei redditi dovrà presentarla nel 2017, con riferimento all’anno 2016.

      • Gentilissimo, la ringrazio per la disponibilità.

        • Fiscomania

          Grazie. torni a trovarci.

          • Salve,
            oggi mi sono recato al CAF per avere informazioni circa il rimborso della ritenuta di acconto irpef; questi non solo hanno detto di non saperne nulla (ma forse ho spiegato io male la cosa) ma hanno aggiunto che dovrei dichiarare questo reddito nel 2016 in quanto il contratto è stato chiuso nel 2015 e non ha alcuna importanza quando sia stato liquidato.
            Comincio ad essere un po’ confuso.

          • Fiscomania

            Salve, forse il Caf non è il posto più giusto dove trovare risposta corretta a queste informazioni. La risposta che le hanno dato non è corretta!!! Per i redditi imponibili Irpef, come i redditi diversi (articolo 67 del Tuir), relativi alla sua prestazione occasionale il momento in cui deve essere dichiarato il reddito è il momento in cui lo si percepisce, secondo il principio di “cassa”, e non il principio di “competenza” che riguarda soltanto redditi di impresa e redditi fondiari. Bisogna fare attenzione e affidarsi a professionisti competenti, al Caf ci sono persone preparate per compilare una dichiarazione dei redditi, ma che non sono Commercialisti, non hanno esperienza in campo fiscale e quindi non sono preparati a consulenza di questo tipo.

          • Grazie per la disponibilità.

  86. Salve,
    è possibile il pagamenti di lavoro AUTONOMO tramite voucher?

  87. Buonasera,
    vorrei chiedere un consiglio. Una mia amica vuole esercitare l’attività di dogsitter ma non ha mai specificato se voglia esercitarla in modo continuativo o occasionale.
    Quali sono le alternative?
    Io ne ho individuate tre: voucher, apertura p.i. oppure lavoro autonomo occasionale. Su quest’ultima opzione però riservo dei dubbi. Premettendo che, in questo caso, l’attività sarebbe esercitata in maniera saltuaria, potrebbe emettere ricevuta con ritenuta al 20% anche se non possiede partita iva? Ed inoltre, potrebbe emettere ricevuta anche verso privati (senza ritenuta d’acconto)?

    Ringrazio anticipatamente per la disponibilità

    • Fiscomania

      Salve, l’attività di dog sitter è un’attività che è considerata di tipo commerciale. Questo significa che non è possibile emettere ricevute per lavoro autonomo occasionale, in quanto trattasi di attività commerciale. Chi esercita attività commerciali è tenuto ad operare aprendo partita Iva, iscrivendosi in Camera di commercio e versando i contributi alla gestione commercianti dell’Inps. Bisogna prestare attenzione ad eventuali autorizzazioni sanitarie a all’assicurazione. La soluzione dei voucher non è fattibile, in quanto comunque i committenti sarebbero privati, che non hanno interesse ad acquistare voucher. Se ha bisogno ulteriori approfondimenti mi faccia sapere, la ricontatteremo in privato.

      • Dunque, la possibilità rimane l’apertura di p.i. anche in caso di svolgimento occasionale.
        Vi ringrazio!

        • Fiscomania

          Si, è la soluzione migliore. Consideri l’opportunità di aprire partita Iva con regime forfettario. Ci sono pochissimi costi di gestione, la tassazione è minima.

  88. Buongiorno. Sono cittadina italiana residente in francia da qualche anno. In questo momento mi trovo in italia, e una mia amica mi ha chiesto di aiutarla per qualche giorno come hostess in un evento. Posso essere pagata tramite voucher anche se sono aire? Grazie.

  89. Buongiorno devo ristrutturare casa mia ovviamente facendo tutto in regola, architetto ingegnere permessi al comune. Volevo approfittare di un amico che attualmente non ha lavoro, trattandosi di lavori edili potrei far lavorare con prestazioni occasionali questa persona o rientrerebbe in quelle mansioni ritenute professionali? (muratore). Grazie Fabio

  90. Salve,
    innanzitutto complimenti per l’articolo ben fatto!
    Ho anche io una perplessità:
    possiedo una coppia di rapaci notturni che a sorpresa hanno nidificato. Ora, non potendo detenere i nascituri per questioni logistiche, pensavo di venderli.
    Se dovessi procedere in tal senso, leggendo l’articolo mi è sembrato di capire che il guadagno derivante dalla vendita non possa rientrare nell’ambito di lavoro autonomo occasionale, soprattutto se dovesse capitare ancora in futuro la deposizione delle uova (pur non essendo cosa scontata, come avviene per le galline, un eventuale funzionario potrebbe dirmi che gli animali si riproducono ogni anno, e quindi c’è periodicità nell’evento).
    Devo quindi aprire una partita iva per poter vendere i nuoi nati e se sì, quale regime fiscale pensa sia più appropriato al mio caso, che non saprei proprio come inquadrare (allevatore? Anche se non detengo i rapaci a scopo riproduttivo?)
    Spero di essere stata chiara…
    Grazie mille per l’aiuto e buona serata!

    • Fiscomania

      Salve e grazie, può rilasciare una ricevuta se la vendita avviene tra privati, ma trattandosi comunque di attività continuativa, è opportuna l’apertura della partita Iva e l’esercizio professionale di attività di allevatore. In questo modo la vendita avviene tramite rilascio di fattura.

  91. Buongiorno,

    io sono lavoratore dipendente a tempo indeterminato e quest’anno ho fatto 4 traduzioni per un compenso netto di 4335 euro (lordi 5100) che dichiaro nel 730 come Redditi da attività occasionale. Avendo superato di 100 euro il lordo mi è venuto il dubbio che la soglia dei 5000 euro si riferisca alla cifra netta o lorda. Nel caso si riferisca alla cifra lorda, in che cosa incorro? Ci sono ripercussioni fiscali?

    Grazie

    • Fiscomania

      Salve, la cifra dei €.5.000 lordi, riguarda esclusivamente gli obblighi previdenziali di iscrizione alla Gestione Separata dell’Inps. Per la dichiarazione dei redditi deve inserire i compensi percepiti per le traduzioni nel quadro relativo ai redditi diversi.

  92. Buon giorno, vi spiego la mia situazione.
    Ho realizzato un sito web per una società che vende olio, con un compenso inferiore ai 5000€, quest’attività rientra nelle prestazioni occiasionali di lavoratore autonomo? Preciso che nono uno studente inoccupato senza partita iva, e il sito web è stato realizzato saltuariamente e ho lavorato da casa. Posso quindi emettere la ricevuta a questa società applicando ovviamente la rit. d’acconta sul lordo?

    • Fiscomania

      Salve, se non prevede di effettuare questo tipo di attività anche in futuro, allora la prestazione è effettivamente occasionale e può regolarla tramite il rilascio di una ricevuta dove applicherà la ritenuta di acconto. Altrimenti se questa attività di realizzazione di siti web prevede possa essere da lei effettuata anche in futuro, dovrà aprire partita Iva, iscriversi in Camera di Commercio e alla gestione commercianti dell’Inps. Se ha bisogno di maggiori informazioni mi contatti in privato.

  93. Salve,
    mi capita di curare l’inserimento di una contabilità senza nessuna subordinazione, lasciando a me la decisione delle tempistiche e delle modalità di svolgimento dell’incarico. Prima, quando capitava, emettevo una ricevuta occasionale con ritenuta d’acconto. Ora, con il Jobs Act, è sempre possibile agire in questo modo?

    • Fiscomania

      Salve, il jobs act ha modificato la disciplina delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale, ma non le ha eliminate. Le prestazioni occasionali posso essere effettuate ancora con il rilascio della ricevuta e con l’applicazione ove necessario della ritenuta di acconto. Naturalmente a patto che l’attività non sia a carattere continuativo, ma episodico ed occasionale.

  94. Salve. Sono un artista/performer e, assieme alla mia compagnia (sprovvista di partita iva), sto ricevendo buone offerte da privati e da aziende da aziende. Premetto che sono quasi del tutto estraneo al mondo del fisco, il che fa si che capisca poco le informazioni che trovo su internet.
    Per cui volevo chiedere il vostro aiuto e cosiglio su come ”offrirmi” al cliente: chiedendo un contratto per una prestazione occasionale o facendo una fattura?
    Grazie mille per l’aiuto.
    Mattia

    • Fiscomania

      Salve, lei esercitando attività in modo abituale deve operare come professionista e quindi chiedere fattura al cliente.

  95. Salve,
    vorrei sapere se una prestazione occasionale al di sotto dei 5 mila euro lordi annui andrebbe a modificare la mia posizione INPS, specie dal punto di vista pensionistico, tenendo conto che da due anni (e per i prossimi due), sto versando i contributi volontari per arrivare alla pensione. Non vorrei ci fossero delle conseguenze sulla pensione che un domani mi spetta. Grazie infinite. Mario

    • Fiscomania

      Salve, no non ci saranno conseguenze da un punto di vista pensionistico se effettua prestazioni di lavoro autonomo occasionale.

  96. Salve,
    nel corso della prima metà del 2015 ho percepito indennità di disoccupazione Mini ASPI per un totale complessivo di poco meno di 5000 euro (ho richiesto all’INPS l’esatta quantificazione, attendo il cartaceo, ma a livello orientativo la somma è quella). In dicembre 2015 ho effettuato prestazioni lavorative autonome occasionali per un totale lordo complessivo di € 4.472,50 (netto percepito 3.578,00 e ritenute versate dal sostituto d’imposta per 894,50).
    Ora sono formalmente disoccupato, non ho quindi titolo per presentare il 730, tutt’al più il modello Unico, la domanda è: sono tenuto alla presentazione della dichiarazione dei redditi non avendo superato i 4800€ lordi di prestazioni lavorative occasionali? E nel caso sarei tassato in quale misura? Avendo il sostituto d’imposta versato il 20% dei miei compensi a titolo di ritenuta d’acconto?
    Grazie.

    • Fiscomania

      Salve, lei avendo percepito sia redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente che prestazioni occasionali è obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi (modello Unico). La tassazione sarà effettuata sulla somma dei compensi percepiti come disoccupazione e quelli con prestazione occasionale. Sull’imposta complessivamente dovuta saranno scomputate le ritenute di acconto effettuate dai committenti delle prestazioni e le eventuali ritenute operate dall’Inps.

      • Grazie per la risposta, gentilissimo: come temevo sia un commercialista che un CAF mi hanno dato informazioni non veritiere. Entrambi sostenevano che quanto percepito a titolo di prestazione lavorativa occasionale non sarebbe stato oggetto di cumulo con il trattamento di disoccupazione e che quindi non avrei dovuto pagare alcunchè, essendo la mini ASPI versata al netto e il resto delle prestazioni, parimenti al netto percepite, “coperte” dal sostituto d’imposta con il versamento della ritenuta d’acconto.
        Hanno sbagliato clamorosamente e Fiscomania lo conferma.
        Scirvo questa risposta, oltre che per ringraziare, anche quale monito a tutti quelli che si trovano o si troveranno nelle condizioni di cercare una consulenza: AFFIDATEVI A CHI DIMOSTRA REALE COMPETENZA E, NELL’ANNO DI GRAZIA 2016, DATE LA CONSIDERAZIONE CHE MERITA A CONSULENZE ONLINE COME QUELLE CHE POTRETE TROVARE IN QUESTO SITO. Io ero nelle condizioni di scegliere se emettere ricevuta personalmente o meno: mi hanno CONSIGLIATO di emetterla perchè l’anno successivo avrei “recuperato” pure le ritenute versate… Peccato che lo scaglione IRPEF sia al 23% e le ritenute coprano appena il 20%, come minimo questo scherzetto mi costerà la differenza del 3%! GRAZIE CAF, GRAZIE COMMERCIALISTA INCOMPETENTE CHE FA SOLO BUSTE PAGA E BILANCI SOCIETARI, GRAZIE INCOMPETENZA, MI STA BENE.

        • Fiscomania

          La ringrazio, ora non è detto che ci siano imposte da versare, tutto dipende dalle ritenute che ha subito. Quello che le hanno detto, ovvero il recupero della ritenuta d’acconto su prestazioni occasionali è coretto se il soggetto nell’anno non ha percepito altri redditi. Qualora, invece, si percepiscano ulteriori redditi rispetto alle prestazioni occasionali le stesse fanno cumulo ai fini Irpef e quindi presumibilmente ci saranno imposte da versare.

  97. Buongiorno,
    per una seconda attività lavorativa occasionale (rieducazione motoria, massaggi ecc), che svolgerei con ritenuta d’acconto, vorrei chiedere alcune delucidazioni:
    1-è possibile stampare dei semplici bigliettini da visita e metterli in alcuni locali? (utilizzando per tale attività, la ritenuta d’acconto)?
    2- è per forza obbligatorio, su tali bigliettini, scrivere il proprio codice fiscale? (o si può scrivere anche solo sulla ricevuta che poi si rilascerebbe al cliente?
    3-si rischia qualche sanzione amministrativa e/o legale?

    Rimango in attesa di una risposta

    • Fiscomania

      Salve, come detto se un soggetto decide di pubblicizzare la sua attività, in qualsiasi modo, pubblicità online, presenza su portali, biglietti da visita, il Fisco presuppone che la sua attività sia svolta con abitualità e pertanto vuole l’esercizio con partita Iva. La prestazione occasionale va bene se effettua una seduta di massaggi all’anno, altrimenti serve la partita Iva, non vi sono alternative.

      • Grazie per la risposta, però chiedo, a proposito dell’occasionalità dell’eventuale lavoro…trattandosi d sedute di massaggio, al cliente magari ne basterebbe 4 o 5 per risolvere il problema e quindi l’attività lavorativa finirebbe appunto con poche sedute…per cui questo potrebbe risultare per l’appunto un lavoro non continuo e occasionale?

        • Fiscomania

          Attività occasionale significa che lei la svolge una due volte l’anno e non di più..se lei fa 4/5 sedute a cliente si tratta di attività abituale. Pensi che il solo farsi pubblicità la espone verso un’attività abituale. Le regole sono queste, altrimenti finirebbe per fare concorrenza sleale verso i soggetti suoi colleghi che fanno il suo stesso lavoro, ma rispettando le regole.

          • Assolutamente, non è intenzione fare qualcosa di “sleale”, in quanto mai pensato di fare. Grazie ancora per le informazioni

  98. Buongiorno e i miei più sinceri complimenti per il sito.
    vorrei se possibile esporre il mio quesito, sono agente di commercio monomandatario presso una società di multiutility, è ormai da tempo che vorrei prendere una figura che mi supporti nella vendita dei prodotti e adesso che l’idea si sta concretizzando sto sentendo varie opinioni a seguito delle modifiche del famoso “jobs act” a riguardo della prestazione occasionale senza partita iva e vorrei se possibile dei chiarimenti.

    è ancora possibile incaricare una risorsa alla vendita occasionale per un compenso massimo annuo di 500€?

    ricordo che anni fa quando ho iniziato, prima di aprire la p.iva ho utilizzato questa “finestra” per provare il lavoro/settore oltre alle varie valutazioni, mi dicono però che dopo la riforma non è più possibile.

    ringrazio anticipatamente per la risposta.
    cordiali saluti

    Marco

    • Fiscomania

      Salve e grazie per i complimenti, il jobs act ha rivisto completamente la figura delle prestazioni occasionali, che tuttavia restano ancora in vigore. Quello che conta per la prestazione occasionale è che la stessa non sia duratura nel tempo, ma limitata nel tempo e con compenso ridotto. Altrimenti si configura un’attività abituale, da esercitarsi obbligatoriamente con partita Iva. Nel suo caso non sarebbe applicabile la prestazione occasionale in quanto l’attività sarebbe continuativa e duratura nel tempo. Se vuole avere un collaboratore la strada migliore è quello di fargli aprire partita Iva, magari usufruendo del “regime forfettario”, in questo caso non vi sarebbero vincoli. Se invece, il compenso che prenderebbe il collaboratore sarebbe molto basso, è consigliabile il voucher Inps, legato al lavoro accessorio.

  99. Salve,

    premetto che mi riesce molto difficile comprendere tutto il necessario da farsi per una prestazione occasionale. In ogni caso vengo ai miei quesiti. Mi è stato dato da parte di un soggetto con partita Iva un incarico di traduzione che figura come prestazione occasionale (il compenso è meno di 1000 euro), io personalmente non ho la Partita Iva e sono disoccupato. La ricevuta è stata emessa direttamente dal committente. Prima domanda: può emetterla la ricevuta con ritenuta d’acconto direttamente il committente?
    Inoltre nella ricevuta mi si dice di compilarla con i miei dati (residenza, codice fiscale, nome e cognome, numero progressivo della fattura e data di emissione della fattura) e non vengono riportati però i dati del committente….Seconda domanda: non devono necessariamente figurare anche i dati del committente nella fattura e anche i giorni (da…a…) del mio lavoro?

    La ringrazio anticipatamente.

    • Fiscomania

      Salve, premesso che la ricevuta dovrebbe emetterla lei e non il committente, è corretta in ogni caso l’applicazione della ritenuta d’acconto. I dati del committente sono obbligatori, devono essere inseriti, ed anche i giorni del suo lavoro. Deve emettere lei la giusta ricevuta e consegnarla al committente.

  100. Ho effettuato una collaborazione con l’università e mi mandano una parcella da compilare. Nel contratto avevano precisato un lordo di 1,650,00.
    Nella parcella mi hanno trattenuto dal lordo l’Irap riducendo il lordo a 1521,00. Avevo letto che i compensi di lavoro autonomo occasionale non sono assoggettati all’Irap (ex art 3 del D.Lgs 15 dicembre 1997 n446).
    Posso avere il suo parere?
    Grazie

    • Fiscomania

      E’ molto strano che le trattengano l’Irap, visto che prima di tutto non è dovuta, e poi nel caso il versamento sarebbe a carico suo e non loro.

      • Loro motivano questa detrazione con l’IRAP, nel contratto questa detrazione non era specificata, ho facoltà di chiederne la correzione? Grazie

        • Fiscomania

          Chieda i riferimenti normativi di questa trattenuta, perché non ha ragione di essere applicata.

          • La giustificano dicendo che:
            l’importo messo a bando (1650€) è al lordo degli oneri del beneficiario e del committente, quindi da quell’importo vanno decurtati i suoi oneri (ritenute, ecc) e i nostri (irap, nel caso di contratti di prestazione occasionale). Come da art. 4 del bando, quindi va decurtata dai 1650€ messi a bando. Gli oneri del committente, in questo caso, sono rappresentati dall’IRAP.

  101. Buongiorno;
    ho svolto un lavoro per una azienda portoghese e l’importo di questa collaborazione supera i 5000 euro di compenso. Mi è chiaro che essendo l’azienda estera non può agire da sostituo di imposta e quindi non devono applicare la ritenuta d’accondo, non mi è invece molto chiaro come funzionerebbe per i contributi previdenziali visto che l’azienda è straniera. Dovrei versare io l’intero importo? Aggiungo che essendo un Dottorando sono già iscritto alla gestione separata dell’INPS.
    Grazie per l’aiuto.

    • Fiscomania

      Salve, in questo i contributi sono totalmente a suo carico, non potendo l’azienda trattenerli e versarli all’Inps, come avviene per i rapporti di collaborazione in ambito nazionale.

  102. Buongiorno sono un avvocato rumena da poco in italia e in attesa di una residenza .Un mese fa’ ho svolto per una agenzia immobiliare diverse mediazioni e devo stipulare una fattura occasionale dell’importo di € 5000 ma dal titolare mi e stato detto che non mi puo’ pagare perche’ non ho la residenza in Italia .
    Cosa devo fare devo aspettare che mi viene data la residenza ?O ce un alternativa per il pagamento.
    Ringrazio anticipatamente.

    • Fiscomania

      Salve, se lei è un avvocato non può fare prestazioni occasionali. E’ obbligato ad aprire partita Iva ed emettere fattura. Non ci sono alternative.

  103. salve, sono a chiedere ancora aiuto. Ammetto la mia ignoranza. come si può verificare se il datore di lavoro ha fatto iscrizione alla gestiione separata inps a nome del collaboratore “occasionale”?
    Dovrebbe averlo fatto iscrizione nel mese di maggio 2016, quando si è superata la soglia dei 5.000 euro annui. Nella ricevute (riemesse ora in quanto errate perché riportavano % in vigore dal 2015) vedo solo conteggio che fa la ditta anche per la parte a carico del lavoratore e non mi hanno dato nessun documento in merito. né dell’iscrizione né dei versamenti . grazie mille

    • Fiscomania

      Per verificare l’iscrizione può farlo dal “cassetto previdenziale dell’Inps”. Dovrà chiedere la password di accesso e poi potrà verificare la sua posizione. L’azienda non è tenuta a darle conto dei versamenti effettuati.

      • Buongiorno, sto svolgendo attività presso una ditta che da un anno mi fa lavorare in modo continuativo come impiegata. Ad aprile ho superato i 5.000 euro e quindi mi fanno le ricevute a mio nome con, oltre la ritenuta d’acconto, anche della gestione separata inps (anche se non vedo i contributi versati nella mia posizione).
        Per chiedere informazioni su cosa deve fare la ditta per i versamenti inps che dice di pagare cumulativi in unica soluzione ho chiamato la cisl. Con sorpresami hanno detto che non sono assolutamente in regola in quanto è vietato per un lavoratore avere contratto occasionale e oltre tutto superare i 5.000 euro e che sono io fiscalmente responsabile e soggetta a multa quando farò 730. e che devo aprire partita iva obbligatoriamente.
        Anche da mail precedenti avevo inteso che in caso di controlli l’unico responsabile sarebbe stata la ditta per cui lavoro mi può chiarire meglio?
        Non vorrei incorrere in sanzioni a mio carico. Grazie

        • Fiscomania

          Il responsabile è la ditta, quando si configura un’attività di lavoro dipendente mascherata da delle prestazioni occasionali. E’ invece lei responsabile se dietro alle prestazioni occasionali si cela una mancata apertura della partita Iva come professionista. Il fatto è che il confine è molto labile, ed è molto più probabile che arrivi una contestazione a lei piuttosto che all’azienda. Dalla dichiarazione potrebbero farle un accertamento e nel caso sarebbe lei a dover dimostrare il motivo per cui non ha aperto partita Iva. Il mio consiglio è quello di aprire partita Iva e fatturare come professionista, per evitare ogni possibile contestazione.

          • Grazie della velocissima risposta. Mi può dare consigli su cosa dovrei fare per aprire partita iva? Non so che costi ci sono e se mi conviene. Ora al netto di ritenuta d’acconto e gestione inps percepisco in media 1.300 euro netti.

          • Fiscomania

            La contatto in privato in modo da poterle dare maggiori informazioni.

  104. Buongiorno,
    volevo un chiarimento sui limiti del lavoro autonomo occasionale.
    Se decidessi di impartire ripetizioni di chimica in modo costante, ma con pochi studenti. Ad esempio se ne vessi uno al giorno, ma tutti i giorni dell’anno o in alcuni periodi 2/3 studenti a settimana, ma tutte le settimane.
    Posso far risultare la mia attività come occasionale oppure sono obbligato ad aprire partita Iva, nonostante i guadagni da me percepiti fossero inferiori a 5000€ anno?

    • Fiscomania

      Occasionale significa episodica e non ripetitiva, se ospita anche un solo studente per tutti i giorni dell’anno l’attività è sicuramente abituale, quindi non può rientrare nella disciplina del lavoro occasionale. Dovrebbe aprire sicuramente partita Iva. Ci sono da considerare le agevolazioni per chi apre partita Iva per la prima volta. Se vuole la contatto in privato per maggiori informazioni.

      • E se avessi un carico inferiore, ovvero all’incirca uno studente ogni due settimane (o un paio al mese, ma tutti i mesi), però sempre durante tutto l’anno, rimane l’obbligo di apertura della partita Iva?

        • Fiscomania

          Certamente l’attività è comunque svolta in modo ripetitivo nell’anno, quindi l’attività non può essere considerata occasionale. E’ occasionale se lei ha uno studente a giugno e uno a dicembre, ad esempio.

          • La ringrazio davvero molto.

            Quindi articoli come questo
            youmath.it/tutto-sulla-scuola/508-ripetizioni-pagare-le-tasse

            affermano cose non vere?

            So che tantissimi ragazzi hanno iniziato ad impartire ripetizioni in modo costante rilasciando ricevuta non fiscale o addirittura nessun ricevuta, proprio dopo aver letto questo articolo, sentendosi in regola.
            Sotto consiglio di alcuni di loro stavo per iniziare pure io

          • Fiscomania

            In questo articolo che citi c’è un grave errore. Si afferma che la prestazione di insegnamento per materie scolastiche impartito da insegnanti a titolo personale è esente iva ex articolo 10, e questo è corretto. Quello che viene omesso, ma che è fondamentale e che quando la prestazione di insegnamento è abituale e continuativa è obbligatorio aprire partita Iva. Al posto della fattura è emettere ricevuta, come affermano giustamente, ma tale attività se abituale non può essere esercitata senza l’apertura di una partita Iva. Purtroppo in rete è pieno di articoli che non sono totalmente corretti, magari perché scritti da persone che non sono esperti della materia.
            Noi ci siamo occupati di questo argomento in questo contributo: https://www.fiscomania.com/2016/07/lezioni-private-regola/

  105. Buongiorno, avrei un quesito da sottoporle cortesemente. Devo prestare un’attività occasionale del valore di 1000 euro ad una società polacca. Non ho la partita IVA e non posso emettere la fattura. In Polonia la fattura è obbligatoria per corrispondere il pagamento di qualsiasi prestazione. Come posso fare?

  106. Buon giorno, un dipendente , lavoratore a tempo pieno, dovrà emettere ricevuta fiscale per prestazione occasionale di circa 10000 €. Mi chiedo se essendo già dipendente e versando gia contributi INPS ( come dipendente ) possa avere una sorta di riduzione/esenzione oppure debba iscriversi alla gestione separata superati i 5000 € e quindi versare sull’importo eccedente i 5000 €.
    Grazie

  107. Domanda: vendita OCCASIONALE da parte di pensionato di un opera scultorea da lui fatta, a SOCIETA’ per Euro 7.000.

    E’ vendita commerciale occasionale (“corrispettivo relativo alla cessione di beni compiuta quale attività commerciale occasionale di cui all’art. 67 lett. i) del D.P.R. n. 917/1986”)?
    Se superiore a Euro 5.000,00 (occasionale, unica nell’anno) ci possono essere problemi?

    Grazie mille. Saluti.

    • Fiscomania

      Per capire se la vendita è occasionale bisogna capire quante vendite di questo tipo ha fatto questa persona, perché se ci sono nell’anno altre vendite di questo tipo, non si può parlare di vendita occasionale. Nel caso in cui sia la prima e unica vendita nell’anno allora, può starci.

  108. Buongiorno e complimenti per l’articolo, veramente ben scritto.
    Sono un avvocato iscritto all’albo con partita Iva e regime dei minimi. Occasionalmente scrivo libri e articoli per case editrici e riviste specializzate in materie giuridiche e impartisco lezioni per esami universitari o redazione di tesi universitarie. Posso far rientrare queste attività nell’ambito della mia professione di avvocato fatturandole come attività di consulenza? o devo tenerle separate rilasciando distinta ricevuta non fiscale per prestazione occasionale?

    • Fiscomania

      Grazie davvero per i complimenti. Un soggetto dotato di partita Iva, come lei che è un professionista, quando si trova ad effettuare prestazioni che vanno fuori dalla propria attività principale deve necessariamente fatturarle. Ora, bisogna vedere di che tipo di attività si tratta: in questo caso l’attività di scrittura di libri e la concessione a terzi di sfruttamento economico, riguarda la disciplina del diritto di autore (a questo link il nostro approfondimento), per le quali si deve emettere apposita ricevuta (seguendo le regole indicate dalla normativa), mentre le attività di consulenza devono comunque essere fatturate. In ogni caso è bene sempre confrontarsi con un Commercialista, per evitare di commettere errori. Nel caso siamo a disposizione.

  109. Salve, mia madre è una pensionata ex-inpdap, ha bisogno di fare una collaborazione occasionale di 1800€ lordi, quindi rimarrebbe tranquillamente al di sotto dei 5000€ e non si dovrebbe ripetere altre volte, mi sembra perciò che i requisiti ci siano tutti.
    Volevo però chiedere cosa succede a livello di dichiarazione dei redditi. Questi 1800€ lordi si vanno a sommare al reddito di mia madre e quindi c’è il rischio che possa aumentare la sua aliquota?
    vi ringrazio anticipatamente.

    • Fiscomania

      La risposta è affermativa, il reddito da prestazione occasionale va a sommarsi al reddito di sua madre, quindi è possibile che vi possa essere il superamento di aliquota.

  110. Buonasera, complimenti a Voi per l’estrema competenza sulla materia. Dopo anni di ricerca credo di essere arrivato nel punto giusto. Vi propongo il mio dilemma:
    Sono un impiegato tecnico di una ASL con contratto a tempo indeterminato full time con la passione della fotografia.
    Nel 2010 ho richiesto il passaggio al part time al 50% e ho comunicato di voler intraprendere l’attività professionale con apertura di partita iva. Così, dopo 6 anni di professionismo a fine anno ho deciso di chiudere l’attività.
    Dal 20.12.2016 chiuderò partita, e successivamente dal 1/1/2017 tornerò a tempo pieno.
    Ora la mia domanda:
    Tornando a tempo pieno, e tenendo conto che ho esperienza professionale alle spalle, posso occasionalmente affiancare un fotografo professionista in qualche cerimonia girando video o fotografie ? Ovviamente richiedendo autorizzazione alla mia azienda ?
    ci tengo a precisare che non è mia intenzione di “lavorare continuativamente” ma solo ed esclusivamente quando capiteranno occasioni per “dare una mano”.
    Per il fatto di aver svolto la attività precedentemente in modo professionale, ho qualche limitazione della libertà ? In caso in cui potessi svolgere questa prestazione occasionalmente, potrei essere retribuito con i vaucher inps anche se sono un dipendente ASL?
    Grazie

    • Fiscomania

      Grazie davvero per i complimenti. Il fatto di essere stato professionista in passato non preclude niente. La cosa importante è ottenere l’autorizzazione da parte da parte dell’azienda. Non è proibito fare prestazioni occasionali, anche pagate con voucher Inps, ma è necessario che l’attività sia e resti occasionale.

  111. Buonasera,

    innanzitutto grazie per questo articolo.

    Volevo fare una domanda in merito alla comulabilitá di diverse tipologie di contratto:
    -sono attualmente assunta a partita iva reg. dei minimi in un´Associazione di Volontariato;
    -Nei prossimi giorni firmeró un contratto a tempo indeterminato in una cooperativa sociale per circa 20 ore settimanali dove svolgeró il lavoro di educatrice;
    -un´altra cooperativa mi ha chiesto di svolgere una prestazione occasionale a ritenuta d´acconto sempre come educatrice per i prossimi mesi (non superó sicuramente la soglia dei 5.000)

    Posso combinare queste tre tipologie di collaborazione per i mesi a venire? (Indeterminato+partita iva regime dei minimi+ritenuta d´acconto)

    Sperando di essermi spiegata in maniera sufficientemente chiara, rimangao in attesa di vostra gent.ma risposta!

    Grazie mille

    • Fiscomania

      Essere lavoratore dipendente e avere partita Iva è possibile, ma avendo partita Iva non può fare prestazioni occasionali, dovrà fatturare la prestazione obbligatoriamente. Se un soggetto ha partita Iva la normativa Iva impone di fatturare anche una prestazione diversa da quella oggetto dell’attività principale. Dovrà dire alla cooperativa che avendo partita Iva le rilascerà fattura. Ha qualcuno che la segue fiscalmente per la sua attività con partita Iva?

      • grazie per la risposta veloce. Si ho un commercialista ma da lui mi é stato detto che posso comunque svolgere questa prestazione occasionale nonostante io abbia partita iva in un´altra cooperativa.
        ho scritto anche su questa pagina per avere un´ulteriore conferma e questa risposta mi confonde particolarmente: potrebbe se possibile indicarmi la normativa di riferimento dove posso trovare informazioni in merito? Grazie!
        (preciso che non sono iscritta a nessun albo professionale)

        • Fiscomania

          Le prestazioni occasionali possono essere rilasciate anche da un soggetto che ha aperto partita Iva, ma soltanto per attività totalmente estranee rispetto a quelle che riguardano la partita Iva. Se il suo consulente le ha risposto in maniera affermativa evidentemente ritiene che le due attività siano estranee l’una con l’altra e che non avrebbe senso fare rientrare tutto nella partita Iva.

          • Grazie davvero di nuovo, in ogni caso vedró di confrontarmi meglio con tutti i vari soggetti coinvolti, commercialista compreso.
            Ancora complimento per il sito e buona serata!

          • Fiscomania

            Continui a seguirci e in bocca al lupo per la sua attività!

  112. Salve,

    Volevo proporvi delle perplessità riguardo ad un sito (Superscommesse.it) per la vendita di pronostici sportivi. Praticamente, se non ho letto male questa pagina del sito (www.superscommesse.it), la vendita di pronostici viene considerata come una vendita occasionale (quindi verrà detratto all’importo lordo un 20%). Adesso vi pongo i miei quesiti:
    – essendo una vendita di pronostici a più persone e avendo metodi di vendita per una settimana, un mese, due mesi e sei mesi, non deve considerarsi una vendita abituale e non una semplice vendita occasionale? (quindi si deve procedere con tutti gli obblighi fiscali di un vero e proprio venditore online per esempio con la dichiarazione dei guadagni allo Stato);
    – non si ha bisogno di partita iva, cosa che non viene menzionata nel sito.
    Quindi non si incorre in problemi gravi di evasione fiscale se si segue ciò che loro spiegano?

    Grazie mille

    • Fiscomania

      Quando si effettua un’attività economica in modo abituale e continuativo è sempre necessaria la partita Iva. Quello che trova scritto sono informazioni parziali fornite per invogliare le persone ad avviare l’attività dicono loro, in modo occasionale. Quando si inizia un’attività è bene sempre consultarsi con un Commercialista. Se non ne ha uno di fiducia, può contare su di noi.

  113. Marta Cappellato

    Buongiorno, mi chiamo Marta e sono una Invalida Civile con assegno di pensione invalidi civili mensile dall’importo di circa € 280.. E sono a carico di mio Marito che in più percepisce un assegno familiare per familiari Invalidi di circa € 200 per “Persona con handicap con connotazione di gravità (art. 3 comma 3, Legge 104/1992)” il quale verrà percepito fino a Giugno del 2018.
    La mia domanda è, lavorando come Lavoratrice Autonoma Occasionale, quali sono i miei Obblighi Fiscali e come inciderebbe sugli importi Pensionistici da me percepiti e da quelli percepiti da mio Marito in Busta Paga come Assegno Familiare Disabile a carico di cui sopra?
    E in che modo posso stabilire il Tetto massimo Lordo e Netto di guadagno annuo, senza dover incorrere al rischio di perdere i benefici Pensionistici per Invalidi Civili e per quelli a carico fiscale per mio Marito?

    Da premettere che lavoro da casa come Telemarketing per una ditta di Verona di vendita prodotti per la Pulizia..

    Grazie per l’eventuale risposta e nell’Attesa vi porgo i miei più sinceri Saluti.

    Marta

    • Fiscomania

      Salve Marta, da un punto di vista fiscale lei è tenuta, in assenza di altri redditi, a presentare la dichiarazione dei redditi, quando supera la soglia di €. 4.800 annui. Tuttavia, se l’azienda per cui opera le fa ritenuta di acconto, presentare la dichiarazione le serve per recuperare quelle ritenute. Per gli assegni familiari, vanno in base al reddito, quindi ogni anno quando suo marito ne fa domanda, l’importo viene riparametrato in base al reddito dell’anno precedente dei coniugi.
      Quello a cui deve fare attenzione è che l’attività sia davvero occasionale. Se non lo fosse, è necessario aprire partita Iva.

      • Marta Cappellato

        Grazie, molto gentile e tempestivo.. non immaginavo di avere una risposta così puntuale e rapida!
        Si, ovviamente dovrò stare attenta a restare sotto il tetto dei € 4.800 annui e poi da Giugno del 2018 farò la Partita Iva.

        Comunque si, l’azienda per cui presto il rapporto da collaboratrice occasionale mi farebbe la ritenuta d’acconto, quindi mi è consigliabile fare la dichiarazione.. ma con modello Unico presentato da mio Marito? ..o semplice 730? ..e nel caso, l’importo anche se sotto il tetto massimo dei €4.800, va a cumulare con l’importo pensionistico della mia Invalidità? ..e con il rischio di ripercussioni sugli Assegni A.N.F. Tab.14 di mio Marito?

        Insomma, il mio timore è quello di incorrere in sanzioni fiscali.. ma credo che con la ripartizione del reddito per il calcolo del 730(o Unico) degli Assegni familiari, questo non dovrebbe accadere, perché automaticamente viene elaborato il dato dell’A.N.F. spettante in base al Reddito Complessivo risultante come da te gentilmente confermatomi.

        Grazie ancora e attento per queste ultime e gentili risposte.. Cordiali Saluti.

        Marta

        • Fiscomania

          Dovrà presentare lei il modello Unico e tale reddito si cumulerà con la sua pensione invalidità. Potrebbero esserci variazioni sull’assegno familiare, ma non ci saranno sanzioni fiscali.

  114. Buonasera!

    Rinnovo anche io i complimenti sia agli autori dell’articolo per la professionalità e la chiarezza con cui hanno affrontato l’argomento sia allo staff per le pronte risposte alle più svariate domande degli utenti.

    Essendo un servizio online gratuito su un tema così delicato, non è da tutti fornire questo livello di competenza e supporto, quindi un grande grazie per quello che fate.

    Detto questo vorrei brevemente esporre il mio problema, per verificare se possa rientrare nella categoria lavoro occasionale con ritenute d’acconto o se abbia bisogno di una posizione fiscale diversa (IVA forfettario agevolato).

    Sono uno studente magistrale e recentemente mi è stato chiesto di prendere parte ad un progetto europeo di ricerca nel ruolo di tecnico informatico/sviluppatore.

    Per qualche strano assurdo motivo, l’Università (che si occupa di erogare i pagamenti) non può fornire contratti a studenti e ha necessità, dunque, di effettuare pagamento previa presentazione di una fattura dell’importo pattuito (5000 €).

    Questa prestazione si configura come un lavoro part-time (2 giorni alla settimana) che dovrebbe durare da marzo fino a settembre.

    La mia domanda è questa: ci sono gli estremi per considerare questa una prestazione occasionale? Posso dunque semplicemente inviargli una ricevuta con gli importi lordi, netti e le trattenute (20% se ho capito bene)?
    Poi dal momento che la cifra supera i 5000 € annui dovrei a fine anno presentare io la dichiarazione dei redditi?

    Se eventualmente non dovesse bastare e fossi “costretto” ad aprire P.IVA, il regime forfettario dei minimi ha dei costi fissi (oltre all’attivazione in camera di commercio e la consulenza annuale di un commercialista) oppure sono presenti solo la gestione separata INPS e l’aliquota sostitutiva del 5% entrambi calcolati sul reddito fatturato?

    Ringrazio moltissimo per il tempo e la disponibilità nel prendere in carico questi miei dubbi!

    Giacomo

    • Fiscomania

      Salve Giacomo, prima di tutto ti ringrazio molto per i complimenti, per noi sono un motivo per continuare a fare ancora meglio la nostra attività. Per quanto riguarda il tuo quesito, considerato il fatto che l’attività si protrae nel tempo, ma che comunque dopo settembre non proseguirai questo tipo di attività in futuro, puoi rilasciare semplicemente una ricevuta. Essendo il committente estero non devi applicare ritenuta di acconto, ma dovrai presentare la dichiarazione dei redditi in modo autonomo. Se, invece, sai già che dopo settembre proseguirai ancora con questa attività allora è indispensabile la partita Iva.

  115. Salve, complimenti per la preparazione. Nel caso di avvio piccola attività, c’è possibilità per una consulenza privata? Come contattarti? Grazie saluti

  116. Buongiorno, visto la vs competenza vorrei farvi una domanda, sono una badante straniera con regolare permesso di soggiorno, dovrò fare una sostituzione per 4 domeniche,
    la cooperativa sociale mi ha detto che dovrò operare in ritenuta d’acconto, fin qui nessun problema, ma volevo sapere se, stando sotto i 5000 annui, devo iscrivermi alla gestione separata per pagare i contributi previdenziali.
    in caso non dovessi, non capisco, sarei comunque coperta in caso di infortuni ?
    Devo farmi fare un pseudocontrattino per attestare che sto lavorando per la cooperativa ?
    Grazie Laurha

    • Fiscomania

      La cooperativa dovrebbe farle firmare un contratto, poi lei dovrebbe emettere ricevute. Se nell’anno non supera i €. 5.000 non ci sono contributi da versare. In ogni caso non vi è mai copertura Inail nelle prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Se vuole quella copertura serve un contratto da lavoro dipendente.

  117. Buongiorno,
    complimenti come sempre per le informazioni, quasi una “bibbia” visto quello che si legge in giro….
    Sono un dipendente PA, tempo pieno e indeterminato, che previa autorizzazione svolge attivita’ di supporto informatico presso una ONLUS. IL pagamento era tramite voucher, con il limite massimo previsto dalla normativa. L’attività era “a chiamata”, e l’autorizzazione copriva un tot mesi.
    Dico era, in quanto le recenti vicissitudini hanno eliminato la fattispecie.
    Mi trovo, quindi a dover rivalutare alcune questioni, per valutare il lavoro come prestazione possibile occasionale ex art. 1222 cod. civ.
    Sicuramente ogni attività viene ad essere preventivamente autorizzata dal mio ente, so che era stato cassato il limite di 30 giorni, ma non ho capito se sono rimasti i limiti di 5000 euro per committente. Sicuramente oltre il valore suddetto rimane necessaria l’iscrizione alla gestione separata INPS, cui dovrò versare un obolo senza piu’ vederlo…..
    E’ possibile effettuare la prestazione oltre i 5000 euro?
    Grazie mille

    • Fiscomania

      Grazie per le sue parole, mi fanno davvero molto piacere. Allora, il limite di 30 giorni e max €. 5.000 annue non esistono più. Attualmente l’attività di lavoro autonomo occasionale si può sfruttare solo per attività non abituali, quindi non ripetitive nel tempo. Il fatto che lei lavori, a chiamata, quindi in modo continuativo, come disponibilità verso l’ente datore di lavoro non fa si che la sua attività si prettamente “occasionale”. L’occasionalità non è data dai giorni continuativi di lavoro, ma dalla disponibilità ad essere chiamati a lavorare. Attualmente nel suo caso utilizzare le prestazioni occasionali è una forzatura, la disciplina attuale prevede l’apertura di una partita Iva. Mi rendo conto che voglia evitarlo e per questo le consiglio di aspettare che il Governo decida cosa approvare al posto dei voucher. Nel frattempo utilizzi le prestazioni occasionali, e valuti, quando sapremo cosa deciderà il Governo se aprire davvero partita Iva.

      • Grazie mille per la – come sempre – risposta. Logicamente l’apertura della partita iva costringerebbe a mettersi a part-time 18 ore, e quanto ricavato con la p.iva non coprirebbe minimamente la metà del reddito a cui si rinuncia. Speravo che il fatto che l’incarico sia autorizzato dalla mia amministrazione, quindi nei limiti del regolamento esistente, in assenza di conflitti di interessi e senza impatti sull’attività lavorativa, potesse costituire un elemento a mio favore…. Vedremo cosa partorirà il futuro…
        Grazie ancora

        • Fiscomania

          Prosegua per ora con le prestazioni occasionali, poi vediamo cosa si inventerà il Governo per sostituire i voucher.

        • Mi sconsiglia comunque di superare i 5.000 IN TOTALE, soglia oltre la quale agenzia entrate mi considera un impostore?????

          • Fiscomania

            Non c’entra niente il volume di compensi con la partita Iva, se lei fa attività continuativa per l’Agenzia è “impostore”, anche con 100 euro di ricavi. Se supera i €. 5.000 dovrà versare contributi Inps.

          • Molte grazie per la pazienza, ed ancora complimenti per l’utile servizio che svolgete.

  118. Buongiorno, ho trovato casualmente il vostro sito che fa proprio al caso mio.
    Sono pensionata INPS dal 2015 con contributi da lavoro dipendente e autonoma.
    Dovrei dare in gestione il mio bar, la persona che lo gestirà vuole che per un
    periodo di tempo io la affianchi saltuariamente.
    Non voglio avere problemi di nessun genere anche per non mettere in discussione la
    mia pensione. Posso utilizzare questa formula del lavoro occasionale. per poter essere
    presente nel locale senza problemi? faccio presente che sicuramente non avrò entrate
    da questa collaborazione ma per avvalorare il tutto possiamo fare il contratto ed eventualmente
    qualche ricevuta?

    • Fiscomania

      Il lavoro autonomo occasionale non può mai riguardante attività di lavoro dipendente o ad esse assimilabili. Dovrà stipulare un contratto a chiamata, per essere in regola fiscalmente.

  119. Buongiorno,
    avrei una domanda…anche se ho il vago presentimento di sapere già la risposta… Sono una dipendente a tempo indeterminato in uno studio di consulenza e vorrei provare a fare qualcosa dal punto di vista autonomo, senza dovermi già licenziare (visti i tempi…). Avrei intenzione di propormi con archivista (si dice così?) cioè una “sistematrice di archivi”…sono un’amante dell’ordine, soprattutto nei documenti e, per esempio, nello studio dove lavoro da un anno e mezzo, ogni tot mi fanno fare opera di archivio che non hanno mai fatto… e allora perchè non farlo come lavoro vero e proprio?
    Ho capito il discorso dei € 5.000,00 lordi massimi per poter rientrare nella cerchia di “lavoratore autonomo occasionale” ma…come posso fare a “propormi” se non posso fare pubblicità?
    Mi sembra di aver capito che se faccio volantinaggio o apro un sito si passa al lavoro autonomo con apertura di partita iva, giusto? ma se invece io lo voglio fare diciamo come prova per vedere se il lavoro ha un futuro o meno, magari provando con un’azienda o due..come faccio a mettermi in mostra? a far capire che ci sono?
    La ringrazio, saluti.
    Marzietta

    • Fiscomania

      Chi vuole avviare un’attività in proprio deve farlo investendo su se stesso, e aprendo partita Iva. Lei agendo come professionista avrebbe il vantaggio, se può aprire in regime forfettario, di avere molte agevolazioni e una tassazione più bassa di quella che avrebbe con la prestazione occasionale. Operare con prestazione occasionale, non farebbe rendere come soggetto “professionale” agli occhi dei suoi clienti. Se crede in questa attività allora investa su se stessa e provi questa strada. Se poi non dovesse andare bene, può sempre chiudere partita Iva. Se vuole maggiori informazioni sul regime forfettario, la contatto in privato.

  120. Buongiorno, mia moglie l’anno scorso ha superato i 3000 euro di lavoro occasionale e quindi non più a carico.Per l’anno prossimo devo già toglierla o posso aspettare il reddito di quest’anno per poi fare il conguaglio l’anno prossimo con il 730

  121. Sto creando un software per una persona.
    Come posso farmi pagare legalmente senza partita IVA?

    • Fiscomania

      Con una ricevuta per prestazione occasionale. E’ legale se la sua prestazione, creazione software non si ripeterà nel tempo. Se ad esempio tra qualche mese farà la stessa cosa per altro committente non sarà più in regola e dovrà aprire partita Iva.

  122. Buongiorno,
    avrei bisogno di un chiarimento. Quest’anno ho cominciato a percepire la pensione, avrò un reddito lordo > 55.000 euro, scaglione irpef del 41%, e mi è stato proposto una collaborazione occasionale. La domanda è: considerato che resterò sotto i 5.000 euro lordi, il prossimo anno, in dichiarazione dei redditi, avrò da pagare la differenza tra la ritenuta del 20% e l’aliquota marginale del 41%, giusto? Inoltre: considerando che sempre quest’anno ho versato i contributi volontari ai fini pensionistici, e si tratta di una cifra abbastanza alta, il conguaglio dovrebbe essere a mio favore, in questo caso sarà l’INPS ad elargirmi il saldo positivo nella pensione (un po’ come succedeva quando ero dipendente, e il conguaglio era effettuato dal datore di lavoro in busta paga di luglio)?

    Grazie.
    Nicola

    • Fiscomania

      Salve Nicola, il ragionamento che ha effettuato è corretto.

      • La ringrazio per la risposta. Non ci sono problemi dal punto di vista Inps, giusto? (Sa, dopo aver a lungo atteso la pensione, non vorrei avere problemi per una prestazione occasionale, piuttosto, nel dubbio, rinuncio…)

        Grazie ancora.

        Nicola

        • Le chideo scusa se insito, ma se ha la possibilità, può confermarmi che non ci siano problemi con la pensione nel fare una prestazione occasionale sotto i 5.000 euro lordi annui?
          Grazie.

  123. Buonasera,
    chiedo scusa in anticipo se ha già risposto precedentemente ma non sono riuscito a leggere tutte le numerose domande e risposte che mi precedono e ho urgenza di risolvere alcuni quesiti a me poco chiari.
    Ho letto sopra, che è stata abrogata (25/06/15) la precedente normativa che regolava le modalità di lavoro autonomo occasionale. Con la nuova normativa non mi sono chiare alcune modalità.
    Devo necessariamente rimanere SEMPRE sui 30 gg/anno con lo stesso committente oppure come nel mio caso, avendo dato la disponibilità “al bisogno” e trattandosi di piccole manutenzioni in un albergo andrei comunque oltre le 30gg, stando comunque sotto la soglia consentita dei 5000 € lordi/anno ma con un unico committente.
    grz.

    • Fiscomania

      La normativa abrogata e la nuova normativa riguardano il lavoro accessorio, non il lavoro occasionale. Non rispondo a queste domande che riguardano altro tipo di attività, altrimenti richiamo di fare confusione in chi ci legge.

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