Lavoro autonomo occasionale: la guida

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Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, con le modifiche apportate alla disciplina nel corso del 2017, sono applicabili ormai in pochissime fattispecie. Ove il prestazione effettua un’attività non continuativa nel tempo, senza più essere considerati i termini di durata (30 giorni annui) e importo percepito. Questo significa che le prestazioni svolte anche due o tre volte all’anno, devono essere effettuate non più con prestazione occasionale ma con partita Iva. voucher, o contratti di lavoro dipendente o assimilati. La nostra guida, i consigli utili e il forum con le risposte a tutti i vostri quesiti.

Le attività di lavoro autonomo eseguite in maniera del tutto sporadica ed occasionale rappresentano uno degli aspetti fiscali di maggiore interesse tra i contribuenti.

Questo in quanto permettono di effettuare accanto alla propria attività lavorativa abituale (lavoro dipendente o autonomo), un’attività professionale saltuaria, senza particolari obblighi fiscali. Naturalmente rispettando i requisiti richiesti dalla normativa.

Pensiamo al caso di un lavoratore dipendente che per pura passione si trova a riparare un Pc del vicino di casa.

In questo caso, l’attività del tutto occasionale consente che il lavoratore non debba aprire una posizione Iva, ma possa rilasciare una semplice ricevuta.

Il lavoro autonomo occasionale ha subito una radicale modifica nel 2017, e prima ancora dal D.Lgs. n. 81/2015, che abrogato il D.Lgs. n. 276/2003.

Il quale prevedeva che le prestazioni occasionali fossero di durata massima di 30 giorni annui per massimo €. 5.000 annue.

Adesso le prestazioni occasionali non hanno tempi e durate predefinite, ma è stabilito che se la prestazione si riepete nel tempo la prestazione occasionale non può trovare accoglimento.

Se anche voi siete interessati a questo tipo di opportunità, ecco di seguito i requisiti legati al lavoro autonomo occasionale.

Lavoro autonomo occasionale: normativa

Si può definire lavoro autonomo occasionale qualsiasi attività di lavoro caratterizzata dall’assenza di abitualità, professionalità, continuità e coordinazione.

Il lavoro autonomo occasionale non prevede obbligatoriamente un contratto scritto.

Tuttavia, si ritiene comunque consigliabile sottoscriverne uno che contenga tutte le caratteristiche della prestazione. Contratto comprensivo del compenso spettante.

La disciplina del lavoro autonomo occasionale trova la propria regolamentazione generale nell’articolo 2222 del codice civile. Articolo che disciplina il contratto d’opera).

Alla luce delle disposizioni contenute in tale articolo si può definire lavoratore autonomo occasionale chi:

si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un’opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente ed in via del tutto occasionale

Caratteristiche del lavoro autonomo occasionale

Naturalmente, l’attività di lavoro autonomo affinché possa rientrare tra quelle di tipo occasionale è necessario che rispetti alcuni limiti qualitativi legati alla prestazione svolta.

Limiti che di seguito riepiloghiamo:

  • Mancanza di continuità e abitualità della prestazione di lavoro autonomo – La definizione di abitualità, non è stata chiaramente definita dal Ministero. Essa può essere identificata come un’attività duratura nel tempo, che possa fare presumere non ad una attività sporadica, ma prolungata nel tempo. In ogni caso, occorre fare una valutazione ad hoc caso per caso;
  • Mancanza di coordinamento della prestazione – Affinché vi sia coordinamento occorre che l’attività sia svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito del ciclo produttivo del committente.

Nell’ipotesi in cui la prestazione occasionale perda i suoi requisiti, troveranno applicazione le discipline riguardanti o il lavoro dipendente, se c’è l’elemento della coordinazione.

Oppure il lavoro autonomo (con partita Iva), per più prestazioni autonome abituali.

Nel caso del lavoro autonomo ti consigliamo di verificare e valutare se possiedi i requisiti per beneficiare dei vantaggi offerti dal c.d. “regime forfettario“.

Un regime fiscale che consente una semplificazione degli adempimenti e una riduzione delle imposte dovute. Tuttavia, questo soltanto rispettando i requisiti di accesso e di permanenza.

Per maggiori informazioni su questo regime puoi leggere “Regime forfettario per i contribuenti minori: le novità 2016“.

Le collaborazioni occasionali

La disciplina del lavoro autonomo occasionale, di cui alla Legge n. 30/2003 (legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro) sfociata in quella che  poi in è stata denominata “Legge Biagi“.

Ossia il D.Lgs. n. 276/2003 (così come modificato dall’articolo 24 del D.L. n. 201/2011 c.d. “Legge Fornero“), che aveva introdotto le collaborazioni occasionali.

Contratti di lavoro autonomo saltuari che si caratterizzavano essenzialmente per:

  • Durata non superiore a 30 giorni con lo stesso committente in un anno;
  • Compenso non superiore a €. 5.000 da ogni committente.

Tale normativa è stata abrogata a partire dal 25 giugno 2015, giorno di entrata in vigore del D.Lgs. 81/2015.

Ovvero il quarto dei decreti applicativi che fanno parte del cosiddetto “Jobs Act“, la legge delega per la riforma del lavoro.

Tra le molte novità di questa riforma si segnale l’abrogazione delle collaborazioni occasionali, con le caratteristiche di durata e prestazione sopra indicati.

Sulla base di questa novità legislativa, quello che possiamo affermare con certezza è che l’unica disciplina che da un punto di vista civilistico disciplina le attività svolte in maniera occasionale è quella di cui all’articolo 2222 del codice civile riguardante le attività di lavoro autonomo occasionale.

Attività che abbiano analizzato in precedenza, e caratterizzate dalla mancanza di continuità e abitualità e coordinamento della prestazione di lavoro autonomo svolta.

La ricevuta e la ritenuta d’acconto

Il contribuente che effettua la prestazione di lavoro autonomo occasionale è tenuto a rilasciare al soggetto committente della prestazione, una ricevuta “non fiscale”.

Ricevuta nella quale è tenuto ad indicare i seguenti elementi obbligatori:

  • I propri dati personali;
  • Le generalità del committente;
  • La data e il numero progressivo d’ordine della ricevuta;
  • Il corrispettivo lordo concordato;
  • La ritenuta d’acconto (pari al 20% dei compenso lordo);
  • L’importo netto che verrà corrisposto dal committente.

La ritenuta d’acconto del 20% deve essere applicata a riduzione del compenso lordo dovuto per la prestazione.

In pratica, si tratta di un acconto sulle imposte che il committente è tenuto a trattenere e versare all’Amministrazione finanziaria per conto del soggetto che presta la propria attività professionale.

Attenzione però.

La ritenuta d’acconto deve essere applicata soltanto nel caso in cui la prestazione di lavoro autonomo occasionale è svolta nei confronti di:

  • imprese individuali,
  • società ed enti di ogni tipo,
  • professionisti o
  • amministratori di condominio

Ovvero se il committente è un sostituto d’imposta, ai sensi del DPR n. 600/73.

In questo caso i relativi compensi sono soggetti all’applicazione della ritenuta d’acconto.

Data e marca da bollo sulla ricevuta

Per compilazione della ricevuta per prestazione di lavoro autonomo occasionale bisogna fare attenzione alla data da attribuire alla ricevuta.

Data che deve essere obbligatoriamente quella in cui il prestatore ha ricevuto il compenso da parte del committente.

La ricevuta, infatti, ha la funzione di certificare al committente l’avvenuto pagamento della prestazione richiesta. Ed allo stesso tempo rappresenta strumento utile al contribuente per rendicontare i propri compensi percepiti.

Tutto ciò in modo funzionale per la predisposizione della propria dichiarazione dei redditi.

Altro elemento indispensabile per la corretta compilazione della ricevuta è l’apposizione della marca da bollo.

Trattandosi di una ricevutanon fiscale“, il legislatore ha previsto l’apposizione sulla ricevuta di una marca da bollo da €. 2,00, nel caso in cui l’importo della prestazione superi la soglia di €. 77,47.

La marca da bollo deve riportare una data anteriore rispetto a quella di emissione della ricevuta, altrimenti si incorrerà in sanzione.

Sul punto ricordiamo che l’importo della marca da bollo può essere chiesto a rimborso al committente della prestazione.

Disciplina fiscale del lavoro autonomo occasionale

Ai fini fiscali, il reddito di lavoro autonomo occasionale rientra fra i cosiddetti “redditi diversi“. Redditi di cui all’articolo 67, comma 1, lettera l), del DPR n. 917/86.

I redditi da lavoro autonomo (anche quelli derivanti da attività occasionale), si determinano, secondo quanto disciplinato dall’articolo 71, comma 2, del DPR n. 917/86, dalla differenza tra l’ammontare dei compensi percepiti nel periodo d’imposta e le spese specificamente inerenti alla loro produzione.

Da un punto di vista dichiarativo, i redditi di lavoro autonomo occasionale devono essere indicati nella dichiarazione dei redditi. Più in dettaglio nel quadro D del modello 730 o nel quadro RL del modello Redditi P.F..

Sia che si presenti il 730 piuttosto che il modello Redditi si dovrà indicare nell’apposito quadro l’importo del reddito lordo percepito e dell’eventuale ritenuta d’acconto subita.

Aspetto importante riguarda la possibilità di essere esonerati dalla presentazione della dichiarazione dei redditi. Possibilità offerta per i soggetti che hanno percepito soltanto redditi di lavoro autonomo occasionale. Sotto al limite di €. 4.800 lordi annui.

In questo caso, il reddito può non essere indicato in dichiarazione, fino al raggiungimento di questa soglia, vi è una specifica detrazione che abbatte totalmente l’imposta dovuta.

Se vi trovate in questa fattispecie, il nostro consiglio è quello di presentare comunque la dichiarazione dei redditi, in quanto se il committente (o i committenti)  ha operato delle trattenute sul compenso il lavoratore, egli può recuperare le somme trattenute soltanto attraverso la presentazione della dichiarazione dei redditi.

In tal caso, infatti, le ritenute in eccesso effettuate si trasformano in crediti d’imposta che potranno essere sfruttati in compensazione dal lavoratore.

Disciplina previdenziale del lavoro autonomo occasionale

Ai fini previdenziali, in base all’articolo 44 del D.L. n. 269/2003, convertito dalla Legge n. 326/2003, a decorrere dal 1 gennaio 2004, i soggetti esercenti attività di lavoro autonomo occasionale, sono tenuti ad obblighi contributivi.

Infatti, se il reddito annuo derivante da detta attività è superiore a €. 5.000 sono obbligati all’iscrizione alla Gestione Separata INPS.

I €. 5.000 sono Intesi come compenso lordo. Questo considerando la somma dei compensi corrisposti da tutti i committenti occasionali.  Con contestuale versamento di contributi previdenziali dovuti.

I contributi devono essere versati solamente sulla quota di reddito eccedente la soglia dei €. 5.000.

L’obbligo di iscrizione alla Gestione Separata è a carico del datore di lavoro e nasce nell’anno in cui il lavoratore supera il predetto limite di compensi.

Pertanto, i lavoratori autonomi occasionali con compensi fino a €. 5.000 nell’anno solare non sono obbligati:

  • né all’iscrizione alla Gestione Separata
  • né al versamento di contributi previdenziali.

Per i soggetti che superano la soglia di esenzione, l’imponibile previdenziale è costituito dal compenso lordo erogato al lavoratore, che supera la soglia annua di €. 5.000, dedotte eventuali spese poste a carico del committente e risultanti dalla fattura.

I lavoratori interessati devono comunicare tempestivamente ai propri committenti il superamento della soglia di esenzione e, solo per la prima volta, iscriversi alla Gestione.

A meno che non si tratti di collaboratori o soggetti assimilati già iscritti.

Nella ricevuta il lavoratore si vedrà applicare la ritenuta previdenziale pari ad 1/3 del contributo dovuto, in quanto i restanti 2/3 di contributo sono direttamente a carico del datore di lavoro.

Ricevuta per prestazione occasionale e contratto 

Scarica gratuitamente il un modello base di ricevuta per prestazione occasionale al link seguente:

Modello ricevuta prestazione occasionale

Contratto di prestazione di lavoro autonomo e dichiarazione dei compensi percepiti nell’anno

Ulteriori approfondimenti sull’argomento

Per quanto riguarda la disciplina dei rimborsi spese del lavoratore autonomo occasionale vi rimando a questo articolo:

I rimborsi spese nelle prestazioni di lavoro autonomo occasionale

Per avere maggiori informazioni:

Domande e risposte sul lavoro autonomo occasionale

 

373 comments

  1. Salve,
    Un contratto con una scuola statale della durata di 16 mesi per il monitoraggio di un progetto, potrebbe essere contratto di lavoro autonomo occasionale, o si inquadra meglio come co.co.co?
    Come attività sono previste: programmazione attività, monitoraggio in itinere e finale dell’attività, contatti con il docente coordinatore, rendicontazione finanziaria finale.
    Grazie!

  2. Un contratto prolungato non può essere una prestazione occasionale. Deve fare un contratto di co.co.co oppure di lavoro dipendente a tempo determinato.

  3. Avete fugato un dubbio che mi assillava.
    Io vi amo, sappiatelo.

  4. Buongiorno sono una lavoratrice dipendente che in questo periodo sta svolgendo un piccolo lavoro autonomo occasionale presso un privato, dell’ importo totale di 1500 euro. Il committente vorrebbe pagarmi in due rate ma mi pare di capire che per non far decadere il vincolo dell’ occasionalità io debba fare una sola nota di pagamento per anno solare ( senza ritenuta d’acconto essendo il committente un privato e senza trattenute previdenziali), è corretto? Non ho altre prestazioni da lavoro autonomo occasionale in corso ( ne ho intenzione di svolgerle in futuro) quindi mi sembra assurdo dover aprire partita iva per 1500 euro.
    Cordiali Saluti

  5. Può farsi pagare in due rate, ma la cosa importante è che l’attività non prosegua oltre l’attività che sta svolgendo attualmente.

  6. Buongiorno,
    sono dipendente di un ente pubblico e oltre a questo insegno ginnastica per 2 ore a settimana presso una palestra. Prima venivo pagata con i voucher, ora come lavoro autonomo occasionale ex art. 2222 c.c.
    Vorrei sapere se è corretto questo inquadramento, in particolare riguardo al requisito dell’occasionalità, e vorrei anche sapere con quale frequenza dovrebbero avvenire i pagamenti.
    Essendo dipendente di un ente pubblico non posso avere un altro rapporto di lavoro da dipendente né avere partita iva.
    Grazie in anticipo per la risposta!
    Cordiali saluti

  7. Questo non è il modo giusto per regolamentare l’attività, adesso le ASD devono fare contratti di collaborazione coordinata e continuativa per i propri lavoratori. Questo è quello che deve chiedere.

  8. Buongiorno!

    Ho iniziato a svolgere un’attività editoriale presso un’agenzia. Non ho partita IVA e ho proposto loro di iniziare facendo ritenuta d’acconto. Ho un paio di domande in merito.

    1. Il limite dei 5.000 euro si intende per la totalità dei committenti o per singolo committente? (Per intenderci: posso fatturare 5.000 euro con questa agenzia, 2.000 con un’altra agenzia, 1.000 con un’associazione?)
    2. Correggo bozze da casa (telelavoro): in che modo, in casi come il mio, è verificabile il rispetto della condizione di non continuità del rapporto? Se dovessi accettare altri lavori da loro, come faccio a capire quando sto superando i 30 giorni?
    3. Sono io, in questo caso, a dover produrre la ritenuta? E se sì, con quale data?
    4. Nel caso di redditi da lavoro occasionale all’estero (per esempio, una vendemmia in Francia), questi vengono calcolati sempre all’interno di quel tetto?
    5. I redditi sono calcolati per anno civile? Dunque la dichiarazione che presenterò a giugno 2019 sarà relativa a quest’anno corrente?
    6. Come funziona con redditi da lavoro occasionale all’estero (per esempio, un laboratorio)?

    Mi scuso per la valanga di domande, ma mi affaccio adesso a questo mondo e sento opinioni abbastanza discordanti. Perfino riguardo la prima domanda, che pretenderebbe una risposta chiara per tutti, ho versioni opposte: i miei amici, esercito della partita IVA, sostengono che si tratti di 5.000 totali; la persona che quest’anno si è occupata del mio 730 ha invece specificato più volte che si intende per committenti differenti.

    Aiutatemi!

  9. Alessandra non posso rispondere a tutte le sue domande in un commento. Se vuole mi contatti per una consulenza legata alla sua attività. Le sarò di aiuto anche per inquadrare nel modo corretto la sua attività.

  10. un lavoratore dipendente in congedo per maternità obbligatoria, può svolgere un’incarico di prestazione di lavoro autonomo?

  11. Il congedo per maternità non permette di effettuare prestazioni lavorative.

  12. Buonasera, mio figlio ha effettuato alcune prestazioni autonome occasionali (come musicista) con applicazione di ritenuta d’acconto al 20%. Il totale sarà nell’anno non piu di 2500,00 euro quindi rimarrà fiscalmente a mio carico. Potrà il prossimo anno richiedere il rimborso della ritenuta d’acconto applicata?
    Una borsa di studio percepita (reddito esente) non si somma al reddito, è esatto?
    Grazie mille

  13. Per chiedere il rimborso della ritenute suo figlio dovrà comunque presentare la dichiarazione dei redditi.

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