Fermo amministrativo sui veicoli: la guida

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Il fermo amministrativo sui veicoli è disposto da Equitalia a seguito del mancato pagamento di una cartella esattoriale. Di seguito la guida per capire come intervenire, come chiedere la sospensione o la cancellazione del fermo ed infine come fare ricorso.

Il fermo amministrativo, c.d. “ganasce fiscali“, è una misura cautelare che ha la funzione, mediante l’apposizione di un “blocco” sul bene mobile registrato del contribuente (debitore), di avere soddisfazione sul contribuente che ha evaso crediti erariali (Iva, Irpef, Irap, Ires), oppure multe relative ad infrazioni del codice della strada.

L’Agente della riscossione (Equitalia) negli ultimi anni ha fatto un grande uso di questo strumento coattivo, per sollecitare i contribuente a soddisfare le pretese iscritte a ruolo. Per questo motivo appare utile andare ad esaminare tutte le informazioni utili sul fermo amministrativo con i nostri consigli per capire cosa fare, come chiedere la cancellazione del fermo, ed eventualmente come fare ricorso.

Il fermo amministrativo sui veicoli

L’istituto del fermo amministrativo sui veicoli è disciplinato dall’articolo 86 del DPR n. 602/73 e dal Regolamento contenuto nel DM n. 503/98, secondo il quale l’Agente della riscossione (Equitalia), una volta constatato il mancato pagamento della cartella esattoriale (decorsi, cioè, 60 giorni dalla notificazione della cartella o 90 giorni dalla notifica dell’avviso di accertamento esecutivo):

  • Può disporre il fermo amministrativo dei beni mobili iscritti in Pubblici registri del debitore dandone comunicazione alla competente DRE ed alla Regione di residenza;
  • Da esecuzione al fermo amministrativo mediante iscrizione del relativo Provvedimento nel Pubblico registro mobiliare.

In sede di conversione in legge del D.L. n. 69/2013, c.d. Decreto “Fare” la disciplina del fermo amministrativo ha subito importanti modifiche. In particolare è stato introdotto:

  • L’obbligo per l’agente della riscossione di inviare al debitore di una specifica comunicazione preventiva contenente l’avviso dell’attivazione del fermo amministrativo in caso di inadempimento entro 30 giorni dal ricevimento della comunicazione;
  • La possibilità per l’imprenditore o lavoratore autonomo di evitare il fermo amministrativo dimostrando, entro il medesimo termine di 30 giorni, che il veicolo è strumentale all’attività di impresa o di lavoro autonomo (per il momento, in mancanza di una specifica definizione normativa è opportuno che l’Agenzia delle Entrate fornisca indicazioni in ordine alla definizione della suddetta qualifica di strumentalità).

Importo del debito necessario per il fermo

Per disporre di un fermo amministrativo il debito deve superare i €. 50. Se il debito è compreso:

  • Tra €. 50 e €. 500 – vengono emesse la cartella esattoriale e il sollecito di pagamento a cui segue il preavviso di fermo (può fermarsi un solo veicolo);
  • Tra €. 500 e €. 2.000 – viene emesso il preavviso di fermo e nessun sollecito di pagamento (può fermarsi un solo veicolo);
  • Tra €. 2.000 e €. 10.000 – viene emesso il preavviso di fermo e nessun sollecito di pagamento (possono fermarsi al massimo 10 veicoli).

Di fatto, la disposizione in commento è volta a fornire maggiore tutela al contribuente che risulta insolvente rispetto ad una cartella esattoriale notificatagli. In questo modo Equitalia è tenuta ad inviare una comunicazione di avvertimento al contribuente per invitarlo a regolarizzare la propria posizione prima di procedere, dopo i 30 giorni successivi, ad attivare il fermo amministrativo sui beni mobili registrati del contribuente debitore.

Effetti del fermo amministrativo sui veicoli

A seguito dell’iscrizione del Provvedimento di fermo amministrativo nel Pubblico registro automobilistico (PRA) il veicolo non può circolare. Tale divieto viene disposto, in particolare:

  • Dall’articolo 5, comma 2, DM n. 503/98 in base al quale a seguito del fermo “è vietata la circolazione del veicolo“;
  • Dall’articolo 214, D.Lgs. n. 285/92, c.d. “codice della strada” in base al quale: “il proprietario, nominato custode, fa cessare la circolazione e provvede alla collocazione del veicolo in un luogo di cui abbia la disponibilità ovvero lo custodisce, a proprie spese, in un luogo non sottoposto a pubblico passaggio“.

In caso di violazione del divieto di circolazione il comma 3 del citato articolo 86 prevede, salva l’applicazione delle sanzioni penali per la violazione degli obblighi posti in capo al custode, l’applicazione della sanzione disposta dal comma 8 del citato articolo 214 (da €. 770 a €. 3.086 e confisca del veicolo).

Cosa fare se riceviamo preavviso di fermo?

Nel caso in riceviate un preavviso di fermo amministrativo significa che l’Agente della riscossione vi considera debitori verso un ente impositore, e che a vostro carico è stata iscritta una cartella esattoriale rimasta inevasa oltre i termini ordinari di pagamento.

La procedura per sospensione e rateazione

La prima cosa da fare in questi casi è non perdere tempo, e non fare passare i 30 giorni che abbiamo a disposizione prima che il fermo amministrativo diventi effettivo. Quindi, è necessario per prima cosa recarsi presso Equitalia e chiedere la cartella esattoriale a nostro carico.

Se la cartella non vi sembra dovuta, in quanto ad esempio il debito è già stato saldato è possibile chiedere la sospensione della riscossione direttamente ad Equitalia. La domanda dovrà essere accompagna da documentazione utile a verificare l’eventuale sospensione.

Al contrario, qualora il debito richiesto sia effettivamente dovuto, è necessario procedere con la richiesta di rateazione della cartella esattoriale: per debiti fino a €. 50.000 per la rateazione è sufficiente presentare un’apposita istanza presso di gli uffici di Equitalia.

La richiesta di rateazione è fondamentale, in quanto, con l’entrata in vigore del D.Lgs. n. 159/2015 l’ottenimento della rateazione sulla cartella esattoriale consente la sospensione dall’avvio della procedura di fermo amministrativo.

Per approfondire: Cartella esattoriale: lo sgravio e il rateizzo

Cancellazione del fermo amministrativo

Un aspetto importante da sottolineare è che dopo la comunicazione di preavviso di fermo, l’Agente della riscossione non effettua altre comunicazioni, ma procede direttamente all’iscrizione del fermo.

Per sapere se il vostro veicolo è stato sottoposto a fermo amministrativo può esservi utile fare una visura al PRA della targa del veicolo. Questa procedura può esservi utile, nei casi in cui non si è certi se il fermo è avvenuto o meno, oppure in tutti quei casi in cui ci si accinge ad acquistare un veicolo usato.

Per il contribuente è sempre possibile procedere alla richiesta della cancellazione del fermo amministrativo una volta che ha saldato il debito presente nella cartella esattoriale.

Ufficio del PRA

Per la cancellazione del fermo amministrativo il contribuente deve recarsi presso un qualsiasi ufficio provinciale del PRA con la seguente documentazione:

  • Il provvedimento di revoca del fermo rilasciato dall’Agente della riscossione, al momento del saldo della cartella esattoriale, per la quale il fermo è stato iscritto;
  • Il certificato di proprietà del veicolo.

Nel momento in cui verrà cancellato il fermo amministrativo sarà rilasciato il nuovo certificato di proprietà.

Impugnabilità del fermo amministrativo

L’articolo 35, comma 26-quinquies, D.L. n. 223/2006, con l’intento di risolvere i dubbi relativi all’individuazione del Giudice competente in merito all’impugnazione del fermo amministrativo ha integrato l’elenco degli atti impugnabili dinnanzi alle Commissioni tributarie.

Il fermo amministrativo è impugnabile dinnanzi alla Commissione tributaria poiché funzionale a portare a conoscenza del contribuente una determinata pretesa tributaria, che comporta, ex articolo 100, C.p.c., che il contribuente possa richiedere al Giudice il controllo di legittimità della stessa.

Il Giudice tributario è quindi competente in caso di impugnazione del fermo amministrativo posto a tutela del credito tributario mentre è competente il Giudice ordinario se il fermo amministrativo è posto a tutela di crediti non tributari (ad esempio, fermo amministrativo disposto a seguito di violazione del citato D.Lgs. n. 285/92, c.d. “Codice della strada”).



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