Triangolazioni Iva: la guida

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Le triangolazioni sono operazioni nelle quali i beni sono oggetto di due trasferimenti giuridici, ma vengono consegnate direttamente dal primo fornitore al secondo cessionario con un unico trasferimento fisico.

Sempre più spesso, per necessità commerciali, gli operatori economici ricorrono alle cosiddette “operazioni triangolari” (o triangolazioni) nelle quali l’operazione di acquisto e vendita con relativo trasporto avviene tra tre soggetti distinti.

Nelle operazioni triangolari i beni sono oggetto di due singoli trasferimenti giuridici, ma vengono consegnate direttamente dal primo fornitore al secondo cessionario con un unico trasferimento fisico.

Vediamo di seguito come identificare le operazioni triangolari, nazionali, comunitarie e per la lavorazione di beni.

Operazioni triangolari: definizione

Più esattamente, possiamo identificare un’operazione triangolare quando sussistono i seguenti presupposti previsti dalla normativa Iva, ovvero:

  • Presenza di tre soggetti passivi Iva domiciliati nello stesso stato (triangolazioni nazionali), o residenti in Stati diversi (triangolazioni comunitarie o internazionali);
  • Presenza di due distinti contratti di compravendita;
  • Presenza di una singola movimentazione di beni dal primo fornitore al secondo cessionario.

Sulla base di questi presupposti, viene definita triangolazione comunitaria l’operazione in cui tutti tre i soggetti che vi prendono parte sono domiciliati o residenti in tre diversi Stati UE. In ambito intracomunitario il comma 1 dell’articolo 58 del D.L. n. 331/93 stabilisce che:

non sono imponibili Iva le cessioni di beni effettuate nei confronti di cessionari o commissionari di questi se i beni sono trasportati o spediti in altro Stato membro a cura o a nome del cedente, anche per incarico dei propri cessionari o commissionari di questi

Si ha una triangolazione nazionale, invece, quando almeno due soggetti coinvolti nell’operazione sono domiciliati o residenti in Italia ed il terzo soggetto è domiciliato o residente in altro Stato UE.

La triangolazione è, infine, definita extra-UE o internazionale se, almeno uno dei tre soggetti che intervengono nell’operazione è domiciliato o residente fuori dell’Unione europea.

Le triangolazioni comunitarie

Sono disciplinate dall’articolo 38, comma 7 e dall’articolo 40 comma 2, del D.L. n. 331/93 e si verificano, come abbiamo già detto, quando in una operazione di cessione di beni, gli stessi sono oggetto di due distinti contratti di cessione, ma per i quali si realizza un unico movimento fra tre soggetti economici diversi, situati in più Stati appartenenti alla UE.

Un classico esempio si ha quando un operatore italiano (IT1) acquista beni da un soggetto francese (FR1), conferendo incarico a quest’ultimo di consegnare i beni direttamente al proprio cliente tedesco (GR1).

In questo esempio, sotto un profilo Iva il soggetto italiano pone in essere nei confronti del francese un acquisto intracomunitario (ai sensi dell’articolo 38 del D.L. n. 331/93), mentre nei confronti del cliente tedesco pone in essere una cessione intracomunitaria (ai sensi dell’articolo 41 del D.L. n. 331/93).

Quindi IT1 riceverà una fattura senza Iva che dovrà integrare e registrare sia nel registro acquisti che vendite, senza, tuttavia, esporre l’Iva a norma dell’articolo 40, comma 2 del D.L. 331/93. Inoltre, IT1 emetterà fattura al cliente tedesco senza Iva, ai sensi dell’articolo 41, comma 1, lettere a) del D.L. n. 331/93, da annotare distintamente nel registro delle vendite.

Per maggiori approfondimenti sulle triangolazioni Iva comunitarie vi rimando a questo approfondimento: “La disciplina della triangolazione Iva comunitaria“.

Le triangolazioni nazionali

Sono disciplinate dall’articolo 52 del D.L. n. 331/93 e si verificano quando l’operazione di cessione di beni avviene tra due soggetti appartenenti allo stesso Paese, ma le merci vengono consegnate per conto del committente in Paese diverso.

Un classico esempio si ha quando una ditta italiana (IT1) vende ad un’altra ditta italiana (IT2), ma su incarico di quest’ultima consegna ad una ditta spagnola. Vediamo quali sono gli adempimenti ai fini Iva dei due soggetti:

  • IT1 effettua un’operazione interna, per la quale emette fattura “non imponibile” ai sensi dell’articolo 58 comma 1, del D.L. n. 331/93;
  • IT2 invece effettua nei confronti del cliente spagnolo una cessione intracomunitaria e quindi emette una fattura “non imponibile” ai sensi dell’articolo 41 del D.L. n. 331/93 e compila l’elenco INTRA 1, con riferimento al periodo di registrazione della fattura.

L’emissione di fatture, per un importo superiore ai €. 77,47, relative a questo codice, non prevede l’applicazione dell’imposta di bollo nella misura di €. 2,00.

Per maggiori approfondimenti sulle triangolazioni Iva nazionali vi rimando a questo approfondimento: “La disciplina della triangolazione Iva nazionale“.

Le triangolazioni con lavorazione

Rappresentano un particolare caso di triangolazione, regolata dall’articolo 40, comma 4-bis, del D.L. n. 331/93. L’operazione, in questo caso, viene compiuta da 3 soggetti appartenenti ad almeno 2 Stati UE, che effettuano un acquisto di merci, le quali una volta terminata la lavorazione, verranno inviate, su ordine del committente, verso un altro Stato UE.

Un classico esempio si ha quando un operatore italiano (IT1) vende materie prime ad un altro soggetto italiano (IT2) per la lavorazione, al termine della quale quest’ultimo invierà i beni al cliente tedesco (GR) che ha richiesto la commessa.

Ai fini Iva IT1 effettua cessione intracomunitaria non imponibile ex articolo 41 del D.L. n. 331/93, per la quale emette fattura all’operatore tedesco, ed emette un documento di trasporto per la consegna dei beni su incarico del committente tedesco all’azienda trasformatrice IT2; IT1 sarà tenuto a compilare il modello Intra 1 relativamente alla cessione.

Il soggetto che esegue la lavorazione, IT2 riporta in apposito registro delle lavorazioni, da predisporre ai sensi dell’articolo 39 del DPR n. 633/72, i beni ricevuti da IT1, ed emette fattura per la lavorazione nei confronti del soggetto tedesco, una fattura “non imponibile” ai fini Iva ai sensi  dell’articolo 41 del D.L. n. 331/93; IT2 sarà tenuto alla compilazione del modello Intra 1 avendo cura di indicare il corrispettivo della lavorazione e il valore finale complessivo dei beni, aumentato delle spese accessorie fino al confine italiano.



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