Fattura del professionista: esempi di compilazione

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Quali sono gli elementi obbligatori da inserire nella fattura del professionista? Quali sono i termini di emissione? Vediamo di chiarire meglio questi elementi anche attraverso alcuni esempi pratici.

Tutti i professionisti che svolgono la propria attività devono, al momento dell’incasso del corrispettivo, ovvero alla conclusione della prestazione svolta, redigere la fattura da consegnare al cliente. La fattura, o in questo caso parcella, è un documento fiscale obbligatorio attestante la prestazione di un servizio professionale emesso da un soggetto appartenente a una categoria abilitata allo svolgimento di attività di libera professione.

Sono tenuti all’emissione di questo documento tutte le figure che abitualmente chiamiamo “Professionisti“. Requisito indispensabile per poter emettere la fattura è la presenza di una partita Iva per lo svolgimento di una attività professionale. Questi soggetti possono essere appartenenti ad un Albo professionale (notai, architetti, avvocati, geometri,commercialisti…ecc), ma potrebbero anche non esserlo (l’esempio più immediato è quello degli amministratori di condominio, o gli agenti di commercio).

Termini di emissione della fattura

Il professionista è obbligato, ai sensi dell’articolo 6 del DPR n. 633/72, ad emettere la fattura non al termine della prestazione professionale, ma al momento dell’effettivo pagamento da parte del cliente. Per questo motivo è pratica comune che dopo la prestazione del servizio venga rilasciata una “fattura proforma“.

La fattura pro forma è un documento senza alcuna valenza fiscale, utilizzato quando si rende necessario presentare al cliente un facsimile della fattura finale senza incorrere negli obblighi fiscali e mantenendo la certezza che il documento non possa far insorgere, in caso di controlli, la presunzione di fatturazione, generando tutte le conseguenze per la mancata registrazione dello stesso. La fattura pro forma non genera obblighi ai fine della liquidazione Iva e nemmeno ai fine della determinazione dei ricavi.

Elementi della fattura del professionista

La normativa vigente non prevede uno schema obbligatorio per redigere una fattura: è sufficiente infatti che la stessa contenga alcuni elementi essenziali che andremo ad esaminare. La fattura del professionista è composta da una parte descrittiva e una parte tabellare.

La parte descrittiva deve contenere i dati identificativi del venditore (indirizzo, partita Iva, nome, cognome, ditta, ecc.), i dati identificativi del compratore (non dimenticate di inserire il numero di partita Iva del venditore), il numero progressivo, la data di emissione, e le condizioni generali di vendita (consegna, modalità di pagamento).

La parte tabellare deve invece contenere i dati identificativi della merce venduta (quantità e descrizione), il prezzo di vendita unitario e complessivo di ciascun bene venduto, eventuali sconti praticati e oneri accessori a carico del compratore, la base imponibile, l’aliquota Iva ed il totale della fattura.

Vediamo adesso alcuni esempi pratici di come deve essere compilata la fattura del professionista e come devono essere applicate l’Iva e le ritenute d’acconto a seconda del tipo di soggetto tenuto ad emettere la fattura:

  1. Il professionista iscritto alla cassa professionale di appartenenza;
  2. Il professionista senza cassa professionale, ovvero iscritto alla gestione separata INPS;
  3. Gli agenti di commercio iscritti all’ENASARCO;
  4. I contribuenti che aderiscono al regime di forfettario.

Fattura professionista iscritto a cassa professionale

Il classico esempio dei professionisti iscritti cassa previdenziale di categoria è quello degli avvocati, degli architetti o dei geometri. In questo caso il professionista deve addebitare il 2%/4% (a seconda di quanto è previsto dalla propria cassa professionale) del compenso al cliente come contributo integrativo alla casa professionale, includendo tale valore all’interno della base imponibile Iva. Vediamo di chiarire meglio la situazione con un esempio pratico:

Supponiamo che sia stata effettuata una prestazione professionale per un valore di €. 1.000 al quale deve essere aggiunto il contributo integrativo alla cassa di previdenza pari a €. 20,00 (2% di €. 1.000), per un totale imponibile di €. 1.020. A questo punto abbiamo trovato la base imponibile Iva, alla quale deve essere applicata l’imposta del 22%, per un valore di €.  224,40. A questo punto va calcolata al ritenuta di acconto del 20% sull’imponibile della prestazione (esclusa quindi la cassa previdenziale), equivalente a €. 200,00 (20% di €. 1.000,00). Come evidenziato dalla tabella sotto il calcolo del netto a pagare, pari a €. 1.024,00, è presto fatto:

Imponibile prestazione professionale€. 1.000,00
Contributo Integrativo Cassa di Previdenza 2%€. 20,00
IVA 22% (calcolata su €. 1.000 + €. 20)€. 224,40
Ritenuta acconto 20% su imponibile prestazione€. 200,00
Netto a pagare (imponibile prestazione + contributo cassa previdenziale + IVA – ritenuta di acconto)€. 1.044,40

Fattura del professionista iscritto alla Gestione separata

I professionisti che non hanno una cassa professionale di appartenenza, devono obbligatoriamente iscriversi alla gestione separata dell’Inps. In questo caso il professionista deve applicare in fattura la rivalsa Inps del 4%, con inclusione di quest’ultima sia nel calcolo dell’imponibile sia nel calcolo della ritenuta di acconto. Rientrano in questa categoria gli amministratori di condominio, i consulenti del settore informatico, e così via. Vediamo un esempio pratico di compilazione della fattura anche in questo caso:

Supponiamo sempre che siano stati effettuati servizi per un valore ipotetico di €. 1.000 al quale dobbiamo aggiungere la rivalsa Inps pari a €. 40,00 (4% di €. 1.000), per un totale imponibile di €. 1.040. Si calcola l’Iva al 22% che è pari a €. 228,80. A questo punto va calcolata al ritenuta di acconto del 20% sul totale imponibile (rivalsa Inps inclusa), pari a €. 208,00 (20% di €. 1.040,00). La tabella qui sotto ci aiuta a determinare il netto a pagare, pari a €. 1.040,00:

Imponibile prestazione€. 1.000,00
Rivalsa INPS 4%€. 40,00
IVA 22%€ .228,80
Ritenuta acconto 20% su imponibile prestazione (inclusa rivalsa INPS)€. 208,00
Netto a pagare (imponibile prestazione + contributo cassa di previdenza + IVA – ritenuta di acconto)€. 1.060,80

Gli agenti di commercio iscritti all’ENASARCO

Altra categoria professionale che prendiamo in considerazione per la compilazione della fattura del professionista è quella degli agenti di commercio. Questi professionisti devono versare i contributi ad una cassa professionale, l’ENASARCO, che prevede una gestione dei contributi totalmente diversa da quanto visto sinora.

Supponiamo  l’agente abbia maturato provvigioni di vendita per un valore di €. 1.000. Questo importo rappresenta l’Imponibile della nostra fattura. Si calcola l’Iva al 22%, pari a €. 220. A questo punto va calcolata la ritenuta ENASARCO, pari al 50% del contributo previsto, che per l’anno 2015 è del 13,75% ed è quindi pari a €. 68,75 (6,875% di €. 1.000,00). Infine calcoliamo la ritenuta di acconto, pari al 23% del 50% dell’imponibile, quindi €. 115 (23% di €. 500). Il netto a pagare risulta pari a €. 2.035,00:

Imponibile prestazione€. 1.000,00
IVA 22%€. 220,00
Ritenuta ENASARCO al 6,875 (13,75% su 50% dell’imponibile)€. 68,75
Ritenuta di acconto (23% su 50% dell’imponibile)€. 115,00
Netto a pagare
(imponibile prestazione + IVA – contributo ENASARCO – ritenuta di acconto)
€. 1.036,25

I contribuenti che aderiscono al regime forfettario

I contribuenti che aderiscono al regime di forfettario, di cui all’articolo 1, commi da 54 a 89 della Legge n. 190/2014, e articolo 1, commi da 111 a 113, della Legge n. 208/2015,  possono usufruire di alcuni vantaggi fiscali che si riflettono anche nella compilazione della fattura del professionista. Infatti, questi contribuenti sono esonerati sia dagli obblighi Iva, che dall’applicazione della ritenuta d’acconto sui compensi.

L’unico aspetto da sottolineare riguarda il contributo alla Cassa Professionale di appartenenza, oppure alla gestione separata Inps, come abbiamo visto in precedenza. Questo significa che l’importo lordo della fattura corrisponde direttamente al netto a pagare, come possiamo vedere dalla tabella sottostante:

Imponibile prestazione€. 1.000,00
Contributo Cassa di Previdenza 2%€. 20,00
IVA
Ritenuta acconto 20%
Netto a pagare (imponibile prestazione + contributo cassa di previdenza )€. 1.020,00

In calce alla fattura dovranno essere riportati i seguenti riferimenti:

  • Operazione effettuata ai sensi dell’art. 1, commi da 54 a 89, della Legge n. 190/2014, e articolo 1, commi da 111  a 113, della Legge n. 208/2015 – Regime forfetario“;
  • Si richiede la non applicazione della ritenuta d’acconto ai sensi e per gli effetti del Provv. Agenzia delle Entrate del 22/12/2011 n. 185820.

Inoltre, per le prestazioni professionali aventi importi superiori alle €. 77,47 dovrà essere applicata in fattura una marca da bollo da €. 2,00.