Il rating nelle richieste di fido bancario

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Il rating è il giudizio espresso da una banca sulla probabilità che un’impresa sia solvibile, in grado, quindi, di restituire il denaro preso in fido. 

Il rating è il giudizio espresso da una banca sulla probabilità che un’impresa, affidata o richiedente un affidamento, sia solvibile, in grado, quindi, di restituire il denaro preso in prestito. Migliore è il “punteggio” assegnato all’azienda, maggiore sono le possibilità che l’impresa acceda al finanziamento e spunti condizioni di maggior favore, pagando tassi di interesse inferiori.

Le banche assegnano il rating alle aziende nel momento in cui queste si presentano per la concessione di un fido. Se consideriamo le difficoltà che le piccole e medie imprese riscontrano oggi per accedere al credito bancario, e i costi che devono sostenere, con tassi di interesse spesso troppo elevati, è vitale per ogni azienda capire quali sono i fattori che determinano il rating bancario per cercare di migliorarli.  Il punto di partenza è sicuramente quello di capire cosa sia il fido bancario e in quali forme può essere erogato alle imprese.

Il fido bancario

Il fido bancario è l’importo massimo di credito che una banca si impegna a erogare, mediante opportune forme tecniche variamente combinate, ad un cliente che ne ha fatto richiesta, dopo aver accertato le qualità personali, le capacità di rimborso, la capacità di reddito e l’insieme delle garanzie reali e personali che è in grado di offrire. I fidi possono essere:

  1. Fidi monetari – La banca è soggetta ad esborsi monetari immediati, scoperti di conto corrente, sconto di effetti commerciali, sovvenzione cambiaria, mutui, anticipazioni garantite da titoli, ecc;
  2. Fidi di firma – Nei quali gli esborsi monetari della banca non assumono caratteri di certezza, ma unicamente di eventualità. La banca, anziché mettere a disposizione mezzi monetari, garantisce le obbligazioni verso terzi, sia in forma cambiaria, come l’avallo, sia con un chirografo, come la fidejussione.

La richiesta di fido

A monte dell’intera vicenda di affidamento vi è di solito la domanda di fido che il cliente presenta alla banca. Tale richiesta deve contenere le notizie concernenti le caratteristiche essenziali dell’attività svolta dal richiedente, nonché la situazione economica patrimoniale e finanziaria dello stesso. Dovrà essere indicato l’ammontare di fido che si richiede, la sua scadenza, e la forma tecnica di utilizzo.

L’istruttoria di fido

Prima di concedere un fido la banca svolge una istruttoria di fido effettuata secondo le procedure di internal rating (adottate dalle banche in virtù degli adempimenti di basilea 2 e 3), volta a verificare il merito creditizio del cliente. La banca durante la fase istruttoria valuta la capacità di rimborso dei richiedenti, i rischi connessi all’operazione e la forma di finanziamento più opportuna.

In altri termini, i competenti organi della banca devono accertare se, presso le potenziali aziende clienti, sussistono quelle condizioni di affidabilità finanziaria, economica e patrimoniale stabilite dai parametri della banca. Solo le domande che superano questa prima fase vengono sottoposte alla vera e propria istruttoria di fido, la quale si svolge in 5 fasi:

  1. Veridicità dei dati – La banca accerta l’esattezza, la veridicità e la compiutezza delle dichiarazioni rilasciate dal cliente al momento della presentazione della domanda di fido (dati anagrafici, iscrizione alla Camera di commercio, proprietà immobiliari, ecc) e le integra con notizie esterne fornite da fonti indipendenti;
  2. Analisi qualitativa – Riguarda da una parte la struttura e l’andamento del settore in cui opera l’impresa, e dall’altro, le politiche aziendali e le strategie utilizzate dall’impresa stessa, nonché la fondatezza dei suoi programmi futuri;
  3. Analisi quantitativa – Riguarda l’analisi dei bilanci opportunamente riclassificati, sia di tipo consuntivo che previsionale, in modo da ottenere una serie di indicatori sintetici in grado di evidenziare i punti di forza e di debolezza economico-finanziari dell’impresa richiedente sotto l’aspetto economico, patrimoniale e finanziario. Le analisi di tipo consuntivo si basano principalmente sulle tradizionali analisi per quozienti di bilancio e sulla tecnica dei flussi finanziari, mentre le analisi di tipo previsionale hanno l’obiettivo di apprezzare la capacità di rimborso futura del richiedente e su basano sulla predisposizione di bilanci pro-forma;
  4. Il rating – Sulla base delle informazioni si qui ottenute la banca applica al richiedente un rating. Il rating è una valutazione prospettica che si basa su un’analisi quali-quantitativa ed esprime un giudizio di sintesi sulla capacità di un’azienda di ripagare i propri debiti. Le banche  possono utilizzare sia rating esterni, forniti da istituti specializzati (agenzie di rating), sia rating interni, ossia loro stime di affidabilità creditizia per la valutazione del rischio di credito. Il metodo dei rating interni rischia di penalizzare le piccole e medie imprese essendo basato su procedure automatizzate poco adatte a cogliere le loro specificità e a valutarne in modo corretto il merito creditizio;
  5. Relazione di fido – Al termine di questo procedimento vengono sintetizzati gli aspetti positivi e negativi della richiesta sottoposta a valutazione e suggerite le entità del fido ragionevole e del fido massimo da accordare ed eventualmente le forme tecniche di utilizzo. Tale relazione viene poi trasmessa agli organi competenti per la decisione di affidamento.

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