Gli strumenti finanziari da includere in nota integrativa

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La nota integrativa del bilancio d’esercizio deve accogliere anche le informazioni riguardanti gli strumenti finanziari utilizzati dalla società.

Nei bilanci delle imprese gli strumenti finanziari rappresentano sicuramente una delle poste più difficili da contabilizzare, sia in ottica di prima iscrizione sia per quanto riguarda le variazioni di valore che esso subisce nel tempo.

Per poter contabilizzare correttamente questi strumenti finanziari è necessario conoscere di che tipo di strumento si tratta (attività finanziaria o strumento finanziario derivato), in quanto i principi contabili nazionali richiedono l’iscrizione di un’adeguata informativa da fornire nel bilancio d’esercizio, a beneficio degli stakeholder aziendali. 

I principi contabili nazionali (OIC n. 3) prevedono che si debba dare adeguata informazione sugli strumenti finanziari utilizzati dalla società e iscritti nelle poste di bilancio. Il principio contabile nazionale OIC n. 3 fa riferimento all’articolo 2427-bis c.c. e all’articolo 2428 c.c., che hanno introdotto importanti informazioni relative agli strumenti finanziari da inserire nella nota integrativa e nella relazione sulla gestione, che deve essere redatta dalle società che redigono il bilancio in forma ordinaria.

La definizione di strumento finanziario

Per la definizione di strumento finanziario i principi contabili nazionali rimandano semplicemente a quanto previsto dai Principi contabili internazionali (IAS 32 e IAS 39). Secondo il principio contabile internazionale IAS 32 uno strumento finanziario è rappresentato da un:

contratto che da luogo a un’attività finanziaria per un’impresa e, di contro, a una passività finanziaria o a un elemento di patrimonio netto per un’altra impresa”

In particolare le attività finanziarie sono rappresentate da denaro o disponibilità liquide, come ad esempio:

  • Un diritto contrattuale a ricevere denaro o disponibilità liquide o altre attività finanziarie da un’altra impresa;
  • Un diritto contrattuale di scambiare strumenti finanziari con un’altra impresa a condizioni potenzialmente favorevoli;
  • Uno strumento di capitale di un’altra impresa.

Mentre, le passività finanziarie sono rappresentate da un’obbligazione contrattuale di:

  • Consegnare denaro o disponibilità liquide o un’altra attività finanziaria a un’altra impresa;
  • Scambiare attività o passività finanziarie con un’altra impresa a condizioni potenzialmente sfavorevoli;
  • Un contratto che potrà essere estinto con strumenti di capitale dell’impresa e può essere un derivato o non derivato.

Come si vede queste definizioni sono di così ampia portata da far ricadere nell’ambito degli strumenti finanziari una pluralità di fattispecie che vanno dalle disponibilità liquide, ai titoli, ai crediti e debiti generati dall’impresa.

Strumenti finanziari derivati

Uno strumento finanziario derivato è così definito in quanto il suo valore deriva da quello di un’attività sottostante (attività reale o finanziaria) o perché è correlato all’andamento di nozionali legati all’andamento dei tassi di mercato (tasso di interesse o di cambio) o di indici (indici di borsa).

Inoltre, lo IAS 39 prevede che lo strumento finanziario derivato presenti anche le seguenti caratteristiche:

  1. Il suo valore si modifica al variare di specifici tassi di interesse, di prezzi e di altri indici;
  2. Non richiede versamenti iniziali;
  3. E’ regolato ad una data futura.

Lo IAS 39 prevede, inoltre, l’importante distinzione tra derivati utilizzati per operazioni di copertura e derivati utilizzati per operazioni speculative. I primi sono utilizzati per compensare le variazioni di fair value o di flussi finanziari dell’elemento oggetto di copertura, i secondi sono tenuti dall’azienda a puro titolo speculativo. Gli strumenti che rientrano nella definizione di strumento derivato sono suddivisi in 3 categorie:

  1. I contratti a termine (forward e futures) – prevedono lo scambio di un determinato bene a una data futura e a un prezzo prefissato al momento della stipula del contratto. Oggetto del contratto possono essere sia merci (commodities) sia strumenti finanziari (ad esempio indici di borsa) o valute;
  2. Le opzioni – attribuiscono all’acquirente il diritto, ma non l’obbligo, di acquistare (nel caso delle opzioni di call) o di vendere (nel caso di opzioni di putt) attività finanziarie (azioni, obbligazioni, valute), o reali (merci) ad un prezzo prefissato (strike price) a una certa data. Il diritto è rilasciato al venditore dietro corresponsione di un premio che rappresenta la perdita potenziale massima a cui va incontro chi acquista;
  3. Gli swap – rappresentano strumenti mediante i quali le due parti si impegnano a scambiarsi tra loro a date prestabilite flussi di cassa secondo uno schema convenuto.

Questi strumenti finanziari possono essere standardizzati e quotati su mercati regolamentati o trattasi su mercati specializzati (i cosiddetti “over the counter“).

Come si determina il Fair value degli strumenti finanziari?

Uno degli elementi che i principi contabili prevedono si debba inserire in nota integrativa è l’indicazione del fair value di ogni strumento finanziario iscritto in bilancio. Il fair value è determinato con riferimento al valore di mercato, per gli strumenti finanziari per i quali è possibile individuare facilmente un mercato attivo. Se il valore di mercato non è facilmente individuabile p non esiste del tutto un mercato, la valutazione può essere rilevata comunque da uno strumento analogo. L’OIC n. 3 precisa che un mercato si intende come “attivo” ogni qualvolta sono prontamente pubblicate e messe a disposizione degli operatori quotazioni che scaturiscono da regolari e correnti transazioni di mercato. In pratica, si tratta di un “mercato in grado di esprimere il valore realizzabile di un’attività come il prezzo previsto in un accordo vincolante tra parti consapevoli e disponibili in una transazione libera”. Le “parti” sono compratori e venditori liberi e consapevoli di poter negoziare senza interferenze il contratto e disponibili a concludere un’operazione simile.

Per gli strumenti per cui non vi è invece un mercato attivo, tra cui la gran parte degli strumenti derivati over the counter, si ricorrerà a mercati simili o modelli e tecniche di valutazione generalmente accettati e sempre con una ragionevole approssimazione al “valore equo“. Solo se l’applicazione di questi criteri non desse un risultato attendibile, si potrà ritornare al costo storico.

Infine, l’appendice B del principio contabile OIC n. 3 fa presente quali sono i modelli per la valutazione del fair value delle partecipazioni che si riassumono in quotazioni di Borsa: metodo delle transazioni dirette, metodo delle transazioni comparabili, metodo dei multipli di Borsa, metodi analitici di tipo finanziario, reddituale e patrimoniale.

Informazioni da fornire in Nota Integrativa

L’art. 2427-bis punto 1 c.c. stabilisce che, nella nota integrativa, siano indicati per ciascuna categoria di strumenti finanziari derivati il fair value e le informazioni sulla loro entità e natura. Non esiste una struttura definita per fornire le informazioni qualitative e quantitative, per non appesantire l’informativa di bilancio, si è voluto lasciare libertà a chi redige il bilancio facendo attenzione a non omettere informazioni rilevanti.

Tuttavia, le informazioni da fornire devono tenere conto della classificazione degli strumenti finanziari tra quelli utilizzati con fini di copertura, ovvero quelli utilizzati per operazioni poste in essere con lo scopo di proteggere dal rischio di avverse variazioni dei tassi di cambio e dei prezzi di mercato il valore di singole attività o passività di bilancio, e quelli utilizzati al solo fine speculativo. L’OIC n. 3 riprende le disposizioni dell’articolo 2427-bis c.c. e fa presente che spetterà alla direzione aziendale raggruppare gli strumenti finanziari per classi pertinenti alla natura delle informazioni fornite, considerando aspetti quali quelle caratteristiche degli strumenti e le finalità del loro utilizzo. In particolare, per ogni singolo contratto è necessario fornire la seguente informativa:

  • Tipologia del contratto derivato;
  • Finalità (trading o di copertura);
  • Valore nozionale;
  • Rischio finanziario sottostante (rischio di tasso, di interesse, di cambio, creditizio, ecc);
  • Fair value del contratto derivato;
  • Attività e passività coperta (per i contratti di copertura);

Informazioni da fornire nella relazione sulla gestione

Nella relazione sulla gestione devono essere fornite le informazioni sull’uso di strumenti finanziari, specificando gli obiettivi che l’impresa persegue nel gestire il rischio finanziario, incluse le politiche seguite per coprirsi dai rischi dei contratti derivati. Inoltre, si devono illustrare le esposizioni della società rispetto:

  • Rischi di prezzo – I rischi di prezzo possono essere di 3 tipi:
    • Rischio di cambio – rischio che il valore di uno strumento finanziario fluttui a causa di cambiamenti di tassi di cambio;
    • Rischio di tasso di interesse – rischio che il valore di uno strumento finanziario fluttui a causa dei cambiamenti dei tassi di interesse;
    • Rischio di mercato – rischio che il valore di uno strumento finanziario fluttui a causa dei cambiamenti dei prezzi di mercato.
  • Rischio di credito – rischio che una delle parti non sia in grado di adempiere alle sue obbligazioni e causi una perdita all’altra parte (per il fallimento di una parte contraente);
  • Rischio di liquidità – rischio che l’impresa incontri difficoltà nella raccolta di fondi per adempiere agli impegni connessi agli strumenti finanziari. Il rischio di liquidità può portare all’impossibilità di vendere un’attività finanziaria velocemente e ad un prezzo vicino al valore corrente;
  • Rischio di flussi di cassa – rischio di fluttuazioni dei flussi di cassa correlati ad uno strumento finanziario monetario.

In generale, le informazioni fornite nella relazione sulla gestione devono essere rilevanti per la valutazione della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’esercizio, evitando il rischio di fornire informazioni incomplete od omesse.

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