Visto di conformità per compensazione di imposte dirette

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La Legge n. 190/2014 ha introdotto l’apposizione del visto di conformità sulla dichiarazione per dei redditi poter effettuare la compensazione di crediti fiscali superiori a €. 15.000.

I crediti fiscali derivanti dalla dichiarazione dei redditi, di importo superiore ai €. 15.000 per poter essere compensati con modello F24 dal contribuente, necessitano dell’apposizione del visto di conformità in dichiarazione dei redditi. Questo è quanto ha previsto l’articolo 1, comma 574, della Legge n. 147/2013.

In pratica, per quanto riguarda le compensazioni dei crediti fiscali, è stato riproposto anche per le imposte sui redditi quanto già in vigore in ambito Iva, ovvero, la necessità dell’apposizione del visto di conformità della dichiarazione.

Crediti soggetti a visto di conformità

Risultano inclusi, nel rilascio del visto di conformità, al superamento del limite dei €. 15.000, i seguenti crediti:

  • Irpef, Ires e relative imposte addizionali;
  • Imposte sostitutive delle imposte sul reddito;
  • Irap;
  • Ritenute alla fonte di cui all’articolo 3 del DPR n. 602/1973.

Viceversa risultano esclusi tutti quei crediti il cui presupposto non sia direttamente riconducibile alle stesse imposte quali, ad esempio, i crediti aventi natura strettamente agevolativa (credito d’imposta a favore degli autotrasportatori per il consumo di gasolio, credito d’imposta per nuovi investimenti nelle aree svantaggiate, credito d’imposta per l’acquisto e la rottamazione di autoveicoli etc.).

Vincoli alla compensazione

La normativa prevede che l’utilizzo in compensazione orizzontale dei crediti fiscali sulle imposte dirette (Ires, Irpef e Irap), per importi superiori a €. 15.000, sia subordinato, alternativamente, al seguente adempimento:

  • Apposizione del visto di conformità nella dichiarazione (di cui all’articolo 35, comma 1, lettera a), del D.Lgs. n. 241/97) da parte di un intermediario abilitato (Caf, dottore Commercialista, Consulenti del lavoro, etc);
  • Sottoscrizione della dichiarazione stessa da parte dell’organo incaricato della revisione legale, ovvero il collegio sindacale, laddove lo stesso sia investito anche del controllo contabile (da un punto di vista pratico dovrà essere barrata la casella “Attestazione” presente nel frontespizio del relativo Modello Unico).

Tuttavia, a differenza di quanto accade per la compensazione del credito Iva, la disposizione in esame non contiene l’ulteriore restrizione riguardante l’obbligo di differimento della possibilità di compensazione orizzontale al giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione da cui emerge il credito, laddove la compensazione ecceda l’importo di €. 5.000.

In questo modo, le compensazioni orizzontali fino a €. 15.000 potranno essere fatte liberamente, anche prima della presentazione della dichiarazione vistata, dal quale il credito stesso emerge. Mentre le compensazioni superiori alla soglia di €. 15.000 non dovranno attendere il giorno 16 del mese successivo a quello di presentazione della dichiarazione dei redditi, ma potranno essere effettuate immediatamente.

Limiti solo per compensazione orizzontale

Come precisato dalla Circolare n. 10/E/2014, il limite dei €. 15.000, superato il quale scatta l’obbligo di apporre il visto di conformità, è riferibile esclusivamente alla compensazione orizzontale dei crediti a seguito del richiamo all’articolo 17 del D.Lgs. n. 241/1997 e, quindi non alla compensazione verticale, ancorché questa venga effettuata mediante la presentazione della delega di versamento.

Il limite di importo di €. 15.000 si riferisce alle singole tipologie di credito emergenti dalla dichiarazione. In altri termini, se dalla dichiarazione dei redditi emergono due diversi crediti d’imposta rispettivamente di ammontare inferiore a €. 15.000, ma complessivamente di importo superiore alla soglia, quest’ultimi potranno essere utilizzati in compensazione senza apporre il visto di conformità. Viceversa, l’utilizzo in compensazione di un credito per un importo superiore a €. 15.000 euro comporta l’obbligo di apposizione del visto su tutta la dichiarazione, anche in presenza di altri crediti, utilizzati o meno, di ammontare inferiore alla soglia.

I controlli sulle dichiarazioni

L’obiettivo dei controlli propedeutici al rilascio del visto di conformità è quello di  evitare errori materiali e di calcolo nella determinazione degli imponibili, delle imposte e delle ritenute, nonché nel riporto delle eccedenze risultanti dalle precedenti dichiarazioni.

Il controllo pertanto è di tipo formale e non comporta valutazioni di merito di alcun tipo.

Modalità di controllo generale

Riscontro della corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze della relativa documentazione e alle disposizioni che disciplinano gli oneri deducibili e detraibili, le detrazioni e i crediti d’imposta, lo scomputo delle ritenute d’acconto, i versamenti.

Modalità di controllo specifica

Per soggetti obbligati alla tenuta delle scritture contabili: in aggiunta ai menzionati riscontri occorre verificare la regolare tenuta e conservazione delle scritture contabili obbligatorie; la corrispondenza dei dati esposti nella dichiarazione alle risultanze delle scritture contabili e di queste ultime alla relativa documentazione.

Sanzioni applicabili

Nel caso in cui si dovesse utilizzare un credito in compensazione orizzontale di importo superiore ad €. 15.000,00 per singola imposta senza che la relativa dichiarazione sia debitamente vistata si applica, nei confronti del contribuente, la sanzione prevista in caso di omesso versamento e quindi pari al 30% del credito indebitamente utilizzato.

In capo al professionista, il rilascio infedele del visto di conformità, è sanzionato sulla base di quanto previsto dall’articolo 39, comma 1, lettera a) del D.Lgs. n. 241/1997 e quindi con sanzione pecuniaria da €.  258 ad €. 2.582. In ipotesi di violazioni ripetute e particolarmente gravi si potrà incorrere nelle sanzioni accessorie con sospensione della facoltà di rilasciare il visto di conformità per un periodo da uno a tre anni.

Ulteriori violazioni commesse successivamente al periodo di sospensione possono, inoltre, portare all’inibizione al rilascio del visto di conformità. Le sanzioni in oggetto sono definibili in via agevolata fruendo della loro riduzione ad un terzo così come previsto dall’articolo 16, comma 3, del D.Lgs. n. 472/1997 qualora il pagamento avvenga entro il termine previsto per la proposizione del ricorso. Tale definizione, però, non impedisce l’applicabilità delle sanzioni accessorie (articolo 39, comma 4-bis, D.Lgs. n. 241/1997).

La motivazione

Come potrete immaginare la motivazione sottostante all’introduzione di questa nuova stretta sulle compensazioni fiscali, è la stessa che ha portato nel 2009 all’adozione delle più restrittive regole relative all’utilizzo del credito Iva, cioè il contrasto dei fenomeni di abuso e frode mediante compensazione dei crediti fiscali nel comparto delle imposte sui redditi.

Naturalmente, questa nuova disciplina fiscale si traduce in un maggior onere amministrativo che, secondo il governo, dovrà scoraggiare comportamenti scorretti da parte dei contribuenti. Tuttavia, tale maggior onere amministrativo si scarica anche su tutti quei contribuenti che hanno utilizzato e continueranno anche in futuro ad utilizzare la compensazione fiscale in modo corretto, e che grazie a queste nuove disposizioni si troveranno anche loro gravati di maggiori oneri per richiedere l’intervento di un tecnico abilitato, o dell’organo di revisione legale, che effettui il visto di conformità sulla dichiarazione.

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