Auto in uso al dipendente: la tassazione

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Il reddito da assoggettare a contributi e ritenute fiscali per l’uso dell’auto in uso al dipendente, si quantifica sulla base del 30% di un valore convenzionale per una percorrenza di 15.000 chilometri (articolo 51 del DPR n. 917/86).

Tra le forme di assegnazione dell’auto in uso al dipendente aziendale il caso più frequente e, sotto il profilo fiscale più premiante, è quello dell’assegnazione dell’auto aziendale in uno promiscuo: si tratta della situazione per cui la vettura viene concessa in uso al dipendente affinché questo la utilizzi tanto per le finalità aziendali (es: andare a visitare i clienti), quanto ai fini personali (es: uscire la sera e nei weekend, andare in vacanza, ecc).

Si tratta, da un punto di vista fiscale, di un compenso in natura per il lavoratore dipendente che può disporre di un veicolo sia per fini lavorativi quanto per fini privati. Tale trattamento in natura è soggetto a tassazione, sia in capo al dipendente che in capo all’azienda.

Vediamo di seguito il trattamento fiscale applicabile all’impresa concedente, tanto ai fini reddituali quanto ai fini Iva.

Auto in uso al dipendente: addebito in busta paga

Il dipendente che vede concedersi una vettura aziendale in uso promiscuo è soggetto a tassazione per il fringe benefit che riceve. Per questo motivo, nella busta paga del lavoratore dipendente si deve rilevare un compenso in natura (ovvero non monetizzato) tassabile, determinato computando il 30% della percorrenza convenzionale di 15.000 Km prevista per quel determinato veicolo.

Tali valori possono essere agevolmente verificati sul sito dell’Aci al seguente link: Tabelle Fringe Benefit. Entro il mese di dicembre di ciascun anno vengono pubblicate sul sito dell’Aci le tariffe valide per il periodo di imposta successivo.

Tale addebito è del tutto forfettario e non tiene conto in alcun modo dell’effettivo utilizzo nell’ambito della sfera personale/familiare. Tale fringe benefit viene ragguagliato nel caso di assegnazione al dipendente per un periodo inferiore all’anno. Il dipendente, in questo modo è tassato direttamente in busta paga.

Auto in uso al dipendente: deducibilità per l’impresa

L’azienda concedente per assegnare l’autoveicolo al dipendente deve tenere in conto dei costi che dovrà sopportare, che non saranno totalmente deducibili ai fini della determinazione del reddito imponibile ai fini Ires.

L’articolo 164 del DPR n. 917/86 prevede, infatti, una deduzione al 70% per tutti i costi legati alla concessione in uno promiscuo di un veicolo al lavoratore dipendente. La deduzione al 70% riguarda sia le spese di gestione della vettura (carburante, manutenzioni, pneumatici, assicurazione, tassa di circolazione, etc.), quanto il costo di acquisizione (quota di ammortamento nel caso di acquisto diretto, canoni di leasing o noleggio).

Con riferimento al costo di acquisizione, peraltro, la deduzione è ammessa senza alcun limite rapportato al valore del mezzo (che per le auto destinate all’utilizzo esclusivamente aziendale è pari ad €. 18.076,00). La quota fiscale di ammortamento viene calcolata sul costo complessivo della vettura.

Il riaddebito al dipendente

In molti casi per l’assegnazione dell’auto in uso al dipendente, l’impresa concedente richiede delle somme al lavoratore (che vanno ad indennizzare l’impresa per l’utilizzo personale del dipendente stesso) che possono essere, alternativamente:

  • Trattenute dalla retribuzione del lavoratore;
  • Addebitate con fattura assoggettata ad Iva con aliquota ordinaria.

Il fringe benefit tassato in busta paga del lavoratore deve essere quindi ridotto degli importi addebitati. Nel caso di importo fatturato al dipendente per l’utilizzo personale, il calcolo del fringe benefit tassabile deve essere effettuato confrontando il fringe benefit teorico (verificabile con le tariffe Aci di cui si è detto) e l’importo fatturato comprensivo di Iva.

Spesso aziende e dipendenti si accordano per un riaddebito esattamente pari al fringe benefit convenzionale: una volta fatturato (e pagato) tale importo, non vi sarà alcuna conseguenza reddituale in capo al dipendente e al datore di lavoro sarà assicurata la deduzione maggiorata dei costi (rispetto alla soglia del 20% di un’autovettura aziendale) di cui si è detto in precedenza.

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