Guadagni on-line: guida per dichiararli al fisco

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I guadagni derivanti da banner pubblicitari ed affiliazioni  devono essere inseriti in dichiarazione dei redditi per essere soggetti a tassazione Irpef. In questa guida vediamo le modalità di dichiarazione e i nostri consigli.

Chi di voi gestisce un sito web, oppure un blog, che contiene al suo interno banner pubblicitari o altre forme di advertisement (come le affiliazioni), si sarà chiesto, in un momento o nell’altro, se i guadagni percepiti derivanti dallo sfruttamento dei banner pubblicitari debbano essere tassati dal Fisco, ma soprattutto si sarà chiesto in che modo e con quale tassazione.

Prima di proseguire, voglio precisare che quella che stai per leggere non è una guida per indirizzarti a quale sia la forma migliore di advertisement per il tuo blog, oppure di quali siano le migliori strategie per guadagnare online, in giro ci sono centinaia di articoli che parlano di questo, fatti da persone sicuramente più preparate di noi sull’argomento.

Quello che, invece, troverete di seguito è ciò che nessuno vi ha ancora detto sul guadagno online, ovvero come essere in regola fiscalmente con i guadagni derivanti da banner pubblicitari ed affiliazioni (per quanti di voi invece utilizzino un blog per fare e-commerce, la guida che fa per voi è indicata sotto). A questo punto possiamo cominciare.

Disciplina fiscale per i guadagni sul web

Che tu sia un esperto di tecnologia, di giochi, o una fashion blogger all’Amministrazione finanziaria poco importa, l’aspetto fondamentale è che tu sappia che ogni guadagno effettuato tramite il tuo blog deve essere dichiarato e soggetto a tassazione, ai fini delle imposte dirette.

Molte domande che ci arrivano dai nostri lettori derivano proprio dalla scarsa informazione che c’è su questo argomento. Nessuno sa cosa deve fare, spesso ci si affida al passaparola e si finisce con il commettere degli errori. Altri blogger, invece, preferiscono non inserire banner pubblicitari (come Adsense, Teads, Simply  o Plavid), soltanto perché non correttamente informati non vogliono trovarsi ad avere problemi fiscali legati a questo tipo di guadagni. Niente di più sbagliato.

Quello che c’è da sapere è che al momento in Italia non esiste ancora una  vera e propria regolamentazione giuridica o fiscale che disciplini chiaramente come devono essere dichiarati i guadagni on-line. Per questo su internet si trovano informazioni spesso non corrette, frutto della confusione che ancora regna su questi argomenti. Invitandovi a seguire soltanto informazioni quanto più certificate e attendibili, vediamo quali sono i nostri consigli sull’argomento.

Fatta questa doverosa premessa, per capire come dichiarare al Fisco i propri guadagni online, bisogna monitorare e rendicontare i guadagni che ci arrivano dalle varie forme di advertisement. Capire l’ammontare quanti saranno i nostri guadagni annui ci permette di stabilire quale sia il metodo di tassazione da utilizzare per dichiarare i guadagni al Fisco.

Prima di entrare nel merito delle modalità di tassazione è opportuno chiarire subito che, non essendoci una normativa specifica, per dichiarare questi proventi dobbiamo utilizzare gli strumenti che abbiamo a disposizione per dichiarare gli altri tipi di reddito previsti dalla normativa fiscale (Testo Unico delle Imposte sui redditi, DPR n. 917/86).

Guadagni da banner e regimi fiscali

Per l’Amministrazione finanziaria l’attività di gestione di banner pubblicitari all’interno di un sito web è considerata un’attività economica di tipo abituale, e come tale deve essere necessariamente gestita attraverso l’apertura di una partita Iva.

Questo in quanto l’attività di gestione dell’advertisement avviene per 365 giorni l’anno, e quindi, questa attività non può essere ricondotta nell’alveo delle prestazioni occasionali. Questa premessa è alquanto doverosa, e costringe a fare delle riflessioni.

I piccoli siti web, o blog che ospitano banner pubblicitari sono tenuti a regolamentarsi tramite l’apertura di una partita Iva, per dichiarare i guadagni, spesso davvero esigui, e per questo è bene capire se è conveniente aprire la partita Iva.

Diciamo subito che aprire partita ha un costo, legato sia al Commercialista che vi seguirà per gli adempimenti fiscali periodici, sia per quanto riguarda la tassazione e i contributi previdenziali obbligatori da versare (circa €. 3.200 annue). Si tratta di cifre che molti blogger non sono in grado di generare. In tutti questi casi aprire partita Iva non consentirà nemmeno di coprire tutti i costi legati alla gestione.

Quindi meglio lasciar perdere la pubblicità online? Per guadagni esigui di qualche centinaia di euro all’anno sicuramente è la soluzione migliore. Tuttavia quando i guadagni sono un po’ più alti e si inizia a percepire qualche migliaio di euro all’anno, si potrebbe pensare di tenere in sospeso i pagamenti (funziona disponibile sull’account Adsense), ed aspettare che questi raggiungano cifre più importanti, tali da coprire tutti i costi inerenti l’apertura della partita Iva.

Apertura della partita Iva

Quando i guadagni iniziano a diventare più consistenti e riuscite a sostenere i costi per l’apertura della partita Iva, il nostro Consiglio è quello di affidarvi ad un Commercialista esperto in materia di E-commerce e di guadagni da internet (se non ne avete uno, contattateci pure, saremo lieti di aiutarvi). Il codice attività da utilizzare per l’apertura della partita Iva è il:

 73.11.02 – Conduzione di campagne di marketing e altri servizi pubblicitari

Assieme all’apertura della partita Iva, dovrà essere effettuata l’iscrizione in Camera di Commercio (costo circa €. 130 annue), e alla gestione commercianti dell’Inps (€. 4.000 annue, dovuti indipendentemente dai guadagni percepiti).

Il regime fiscale

Una volta aperta partita Iva si deve scegliere il regime fiscale da adottare. Per i soggetti che aprono partita Iva per la prima volta, e che ne rispettano i requisiti di accesso, è possibile aderire al regime forfettario, che consente di essere esonerati dagli adempimenti Iva, Irap e dalla compilazione degli studi di settore.

Si tratta di un regime fiscale di vantaggio che limita al massimo gli oneri fiscali per il contribuente, e che quindi si presenta un regime fiscale da sfruttare. In pratica per i guadagni derivanti da banner pubblicitari, il contribuente potrà emettere la fattura sulla base dell’effettivo compenso versato sul conto corrente dall’agenzia pubblicitaria.

Con la partita Iva ogni anno è necessario presentare la dichiarazione dei redditi, attraverso al compilazione del modello Unico. Le nostre uscite saranno pari al 5% del reddito netto a cui dovranno aggiungersi i versamenti previdenziali Inps.

Per quanti di voi si chiedano quale sia il regime naturale nel momento in cui non è possibile accedere al regime forfettario,  la risposta è semplice, gli oneri a nostro carico aumentano in quanto si esce dal regime di vantaggio e si passa nel regime naturale della contabilità semplificata fino al raggiungimento di €. 700.000 annue di ricavi. Questo vuol dire, adempimenti Iva, ma soprattutto la tenuta delle scritture contabili.

Guadagni da e-commerce

Per quanto riguarda i guadagni derivanti da attività di e-commerce, vi ricordo che questa attività è considerata dal Fisco come una attività commerciale, e come tale deve essere esclusivamente regolata attraverso l’apertura di una partita Iva, a prescindere da quale sia il volume annuo dei vostri ricavi.

Si tratta di una disciplina piuttosto complessa che presuppone l’iscrizione anche alla gestione commercianti dell’Inps, che prevede il versamento di contributi minimi fissi, a prescindere dal reddito effettivamente percepito dall’attività.

Per questo motivo, prima di intraprendere questo tipo di attività è consigliabile rivolgersi ad un consulente (di solito ad un dottore commercialista), per pianificare insieme l’avvio dell’attività, attraverso la redazione di budget, che possa aiutarvi a pianificare la fase di start-up e valutare opportunamente costi e benefici di tutta l’operazione.

In ogni caso, per maggiori informazioni vi rimando a questo nostro contributo: “Aprire partita Iva per la vendita di beni in e-commerce“.

La nostra consulenza

Per qualsiasi informazione, dubbio, o domanda legata ai guadagni online ottenuti tramite siti web, potete lasciare un commento, oppure potete utilizzare l’apposito servizio di consulenza on-line nella colonna destra della pagina. Vi risponderemo nel più breve tempo.

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