Sovraindebitamento: come liberarsi dai debiti

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Al fine di porre rimedio alle situazioni di crisi da sovraindebitamento per al privato consumatore è consentito di concludere un accordo con i creditori nell’ambito della procedura di composizione della crisi. 

È stata introdotta, per la prima volta nell’ordinamento italiano, ed è in vigore dal 29 febbraio 2012 (la Legge 27 gennaio 2012, n. 3, modificata dal D.L. 18 ottobre 2012, n. 179) una procedura concorsuale volta a regolare la crisi del debitore “non fallibile”, che si trovi in uno stato conclamato di “sovraindebitamento“.

Attraverso questa procedura concorsuale il debitore può proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti in base ad un piano per la soddisfazione delle obbligazioni contratte e che assicuri il regolare pagamento dei titolari di crediti impignorabili.

Procedura per il sovraindebitamento

La nuova procedura concorsuale si affianca a quelle già previste dalla Legge Fallimentare (quali il concordato preventivo e gli accordi di ristrutturazione dei debiti) ed è applicabile a tutti quei soggetti che sino ad oggi erano stati discriminati dal fatto di non potere usufruire delle nuove opportunità introdotte dal legislatore per proporre ipotesi alternative al fallimento al fine di soddisfare i creditori.

La procedura della crisi da sovraindebitamento permette al debitore “non fallibile” (quindi al consumatore) la possibilità di:

  • Proporre ai creditori un accordo di ristrutturazione dei debiti (anche finalizzato alla prosecuzione dell’attività dell’impresa);
  • Proporre un piano di ristrutturazione del debito (il “piano del consumatore“) senza previo accordo con i creditori, se le obbligazioni contratte sono estranee all’attività pro­fessionale del debitore;
  • Liquidare il patrimonio, attra­verso la specifica procedura di liquidazione da sovraindebitamento.

La procedura di composizione della crisi si deve svolgere sotto il controllo degli Organismi di composizione della crisi (OCC), le cui funzioni, possono essere svolte da un professionista in possesso dei requisiti per la nomina a curatore fallimentare, un notaio, che siano però designati dal Tribunale, su istanza del debitore.

Vediamo adesso le principali caratteristiche della procedura di regolazione della crisi da sovraindebitamento.

Requisito soggettivo

I soggetti destinatari della procedura di sovraindebitamento sono i lavoratori autonomi, gli imprenditori agricoli, gli enti non commerciali e persino il “consumatore“. Per poter accedere alla procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, il legislatore ha stabilito la necessità di non superare i cosiddetti “parametri dimensionali” determinati dalla Legge Fallimentare (articolo 1, comma 2 ) ovvero:

  1. Attivo patrimoniale di ammontare complessivo annuo non superiore a 300.000,00 euro nei tre esercizi antecedenti la data di deposito della domanda di ammissione all’i­stituto (ovvero nel minore periodo dall’inizio dell’attività);
  2. Ricavi lordi per un ammontare complessivo annuo non superiore a 200.000,00 euro nel medesimo arco temporale;
  3. Debiti, compresi anche quelli non scaduti, per un ammontare non superiore o pari a 500.000,00 euro.

In caso di rispetto ditali limiti dimensionali il debitore rientrerà nella definizione di impren­ditore commerciale “sotto soglia” e potrà, pertanto, essendo esclusa la fallibilità del soggetto, rientrare a pieno titolo nella crisi da sovraindebitamento. Tuttavia, la proposta non è ammissibile quando il debitore:

  • È soggetto ad altre procedure concorsuali;
  • Ha già utilizzato, nei 5 anni precedenti, i benefici della legge sul sovraindebitamento;
  • Ha subito, per cause a lui imputabili, un provvedimento di annullamento o revoca di un accordo o piano del consumatore omologati;
  • Ha fornito documentazione che non consente di ricostruire compiutamente la sua situazione economica e patrimoniale.

Requisito oggettivo

Il debitore non fallibile deve trovarsi in uno stato conclamato di “sovraindebitamento“, identificando con tale definizione la situazione di perdurante squilibrio tra le obbligazioni assunte e il patrimonio prontamente liquidabile per farvi fronte.

Condizione che determina la rilevante difficoltà di adempiere le proprie obbligazioni, ovvero la definitiva  incapacità di adempierle regolarmente. Si definisce in tal modo il concetto di “crisi irreversibile conclamata” come quello stato di obiettivo squilibrio interno ed esterno in cui si viene a trovare il debitore. Tipici “indicatori” di una situazione di squilibrio/sofferenza sono dati da:

  • Revocazione affidamenti e/o interruzione del credito bancario con intimazione al rientro immediato;
  • Decreti ingiuntivi definitivi e/o non opposti;
  • Procedure civili esecutive in atto e/o in fase avanzate;
  • Debiti erariali definitivamente accertati ed in fase avanzata di riscossione (cartelle Equi­talia scadute e in riscossione).

Presentazione della proposta 

La proposta di accordo o il piano devono essere depositati presso il Tribunale del luogo di residenza del debitore e devono essere corredati dalla seguente documentazione (articolo 9, comma 1, Legge n. 3/2012):

  • Elenco dei creditori, con indicazione delle somme dovute, di tutti i beni del debitore e degli eventuali atti di disposizione compiuti negli ultimi 5 anni;
  • Dichiarazione dei redditi degli ultimi 3 anni;
  • Attestazione di fattibilità del piano (rilasciata dall’OCC o dal professionista);
  • Elenco delle spese correnti necessarie al sostentamento del debitore e del suo nucleo familiare, per il tempo previsto dal piano, corredato da un certificato dello stato di famiglia;
  • Le scritture contabili degli ultimi 3 esercizi, unitamente alla dichiarazione che ne attesta la conformità all’originale. Contestualmente al deposito della proposta presso il Tribunale, l’OCC deve provvedere a depositarne copia presso l’agente della riscossione e presso gli uffici fiscali competenti sulla base dell’ultimo domicilio tributario del proponente. La proposta deve contenere la ricostruzione della posizione fiscale del debitore e deve dare contezza di eventuali conten­ziosi pendenti.

Inoltre alla proposta di piano del consumatore è allegata una relazione particolareggiata dell’OCC contenente (art. 9, comma 3-bis, Legge 3/2012):

  • L’indicazione delle cause dell’indebitamento e della diligenza impiegata dal consuma­tore nell’assumere volontariamente le obbligazioni;
  • L’esposizione delle ragioni dell’incapacità del debitore di adempiere le obbligazioni assunte;
  • Il resoconto sulla solvibilità del consumatore negli ultimi cinque anni;
  • L’indicazione della eventuale esistenza di atti del debitore impugnati dai creditori;
  • Il giudizio sulla completezza e attendibilità della documentazione depositata dal consumatore a corredo della proposta, nonché sulla probabile convenienza del piano rispetto all’alternativa liquidatoria.

La ratio ditale documentazione aggiuntiva va ricercata nel fatto che il piano, a differenza dell’accordo, è soggetto esclusivamente alla valutazione, da parte del Tribunale, della meritevolezza del debitore e della convenienza della proposta e non anche all’approvazione dei creditori.

La proposta, una volta depositata presso il Tribunale, comporta la nomina di un giudice in qualità di delegato del Tribunale. Il giudice verificati i presupposti di ammissibilità ed i contenuti del piano:

  • fissa immediatamente l’udienza con decreto, disponendo le comunicazioni ai creditori (anche via fax o via PEC) della proposta e del decreto;
  • ordina, nel caso in cui il piano preveda la cessione o l’affidamento a terzi di beni immobili o beni mobili registrati, la trascrizione del decreto, a cura dell’OCC, presso gli uffici competenti;
  • stabilisce il divieto per i creditori aventi titolo o causa anteriore (esclusi quelli muniti di privilegio impignorabili) di iniziare o proseguire, sotto pena di nullità, azioni esecutive individuali sul patrimonio del debitore, il divieto di disporre sequestri conservativi e di acquistare diritti di prelazione sul patrimonio dello stesso.

La proposta ed il decreto sono soggetti ad idonea pubblicità, nonché, in caso di debitore imprenditore, devono essere iscritti in apposita sezione del registro delle imprese.

Organismi di Composizione della Crisi

Nella procedura di composizione della crisi da sovraindebitamento, un ruolo propulsivo e centrale è attribuito agli organismi di composizione della crisi, che per il momento non possono essere costituti mancando il regolamento ministeriale attuativo. Nelle more dell’emanazione di tali decreti, le funzioni degli organismi possono essere svolte esclusivamente da un professionista abilitato a ricoprire l’incarico di curatore fallimentare, nonché da un notaio, direttamente nominati dal Presidente del Tribunale o dal giudice delegato. Il ruolo che la Legge n. 3/2012 attribuisce a tali organismi assume la triplice natura di ausilio al debitore, ai creditori e al Tribunale.

Anche dopo la istituzione degli OCC il debitore potrà, comunque, optare per richiedere la nomina di un, professionista che agisca come ‘‘compositore della crisi” avente le stes­se funzioni degli OCC. Gli OCC supportano il debitore, che ne richieda l’intervento, nella fase di attivazione della procedura, di predisposizione e di raggiungimento dell’accordo con i creditori. Gli OCC o i professionisti nominati rivestono un ruolo fondamentale:

  • di mediazione tra le parti interessate,
  • con la loro terzietà, di garanzia della correttezza della proposta e del piano,
  • di idoneità a garantire il regolare pagamento dei creditori estranei e dei creditori privi­legiati.

Per lo svolgimento dei compiti e delle attività, il giudice e gli stessi OCC (previa autorizza­zione del primo), possono accedere ai dati dell’Anagrafe tributaria, ai sistemi di infor­mazione creditizia ed alle altre banche dati pubbliche. Tali dati, che devono essere trattati nel rispetto delle disposizioni sulla privacy e delle norme deontologiche e di buona condotta, devono essere utilizzati e conservati per i soli fini e tempi della procedura e devono essere distrutti contestualmente alla sua conclu­sione o cessazione. Inoltre dell’avvenuta distruzione occorre dare comunicazione al titolare dei dati, tramite lettera raccomandata o PEC non oltre 15 giorni dalla distruzione stessa.

Procedura di attivazione del piano

Affinché il debitore civile possa proporre un accordo di composizione della crisi da sovrain­debitamento, pertanto, deve rivolgere istanza al Tribunale per la nomina del professionista (commercialista o avvocato o notaio), come di seguito indicato.

Vediamo adesso come si compongono le fasi che possono portare alla redazione di un accordo di ristrutturazione dei debiti oppure alla redazione di un piano del consumatore.

Accordo di ristrutturazione dei debiti

Nel caso in cui il debitore intenda comporre la propria situazione debitoria tramite un accordo di ristrutturazione dei debiti, la soddisfazione dei creditori deve avvenire tramite un piano economico finanziario. Il debitore civile (non fallibile), dunque, può proporre ai creditori, con l’ausilio degli OCC (o del professionista nominato dal Tribunale in mancanza di questi ultimi), un accordo di ristrutturazione dei debiti e la soddisfazione dei crediti attraverso qualsiasi forma, anche mediante la cessione dei redditi futuri. Qualora il patrimonio e i redditi del debitore non siano sufficienti a garantire la fattibilità dell’accordo o del piano del consumatore (in particolare non assicurino il pagamento integrale dei creditori estranei e dei creditori privilegiati), la proposta deve essere sottoscritta da un terzo che conferisca (anche in garanzia) i beni e i redditi sufficienti per l’attuabilità dell’accordo. Tecnicamente, l’accordo con continuazione dell’attività e il piano possono prevedere la sospensione dei pagamenti (moratoria) per un anno dall’omologazione dei creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca alla condizione che non sia prevista la liquidazione dei beni o diritti sui quali sussiste la causa di prelazione.

Omologazione – Ai fini dell’omologazione, è necessario che l’accordo sia raggiunto con tanti creditori che rappresentino almeno il 60% dei crediti. Tale percentuale è stata adeguata (D.L. n. 179/ 2012) a quella prevista per l’accordo di ristrutturazione dei debiti (art. 182 bis L.F.)

Votazione – Sono stabilite inoltre specifiche regole in relazione alla votazione:

  • i creditori devono manifestare in forma scritta all’OCC il loro consenso. In mancanza vige il principio del silenzio assenso;
  • i creditori muniti di privilegio, pegno o ipoteca per i quali la proposta prevede l’inte­grale pagamento non sono computati ai fini del raggiungimento della maggioranza e non hanno diritto di esprimersi sulla proposta, salvo che non rinuncino in tutto o in parte al diritto di prelazione. Non hanno diritto di esprimersi sulla proposta e non sono computati ai fini del raggiungimento della maggioranza il coniuge del debitore, i suoi parenti e affini fino al quarto grado, i cessionari o aggiudicatari dei loro crediti da meno di un anno prima della proposta.

Se l’accordo è raggiunto l’OCC trasmette una relazione ai creditori sui consensi raccolti e sul raggiungimento della maggioranza, allegando il testo dell’accordo. I creditori possono sollevare contestazioni nei 10 giorni successivi, decorsi i quali l’OCC trasmette al giudice la propria relazione, insieme alle contestazioni ricevute e all’attestazione definitiva circa la fattibilità del piano verificato il raggiungimento dell’accordo con la maggioranza qualificata e l’idoneità del piano ad assicurare il pagamento integrale dei crediti impignorabili, dei tributi costituenti risorse proprie dell’Unione Europea, dell’IVA e delle ritenute operate e non versate, il giudice omologa l’accordo e ne dispone l’immediata pubblicazione.

Contestazione della convenienza dell’accordo –  Quando uno dei creditori che non ha aderito o che risulta escluso o qualunque altro interessato contesta la convenienza dell’accordo, il giudice può ugualmente omolo­garlo se ritiene che il credito può essere soddisfatto dall’esecuzione dello stesso in misura non inferiore all’alternativa della liquidazione del patrimonio.

Steps della procedura

Soggetto incaricato

  • Deposito proposta di Accordo

Debitore

  • Verifica sussistenza requisiti forma e sostanza

Giudice

  • Fissazione udienza entro 60 gg da deposito

Giudice

  • Comunicazione ai creditori entro 40 gg da udienza

OCC

  • Votazione dei creditori entro 10 gg da udienza

Creditori

  • Trasmissione ai creditori di Relazione su consensi e su maggioranza + copia accordo

OCC

  • Eventuali contestazioni entro 10 gg dal ricevimento della relazione

Creditori

  • Trasmissione al Giudice di Relazione + contestazioni ricevute + DEFINITIVA attestazione di fattibilità

OCC

  • Omologazione accordo (e pubblicazione) entro 6 mesi dal deposito della proposta

Giudice

  • (eventuale) nomina liquidatore in fase esecutiva

Giudice

Piano del consumatore

Anche il piano del consumatore, deve presentare i medesimi contenuti («minimi» e «fa­coltativi») richiesti per l’accordo di composizione della crisi. La procedura del piano prevede che ai fini dell’omologazione il giudice sia investito dei seguenti poteri:

  • in caso di proposta ammissibile e assenza di atti in frode al creditore, fissa l’udienza disponendo che l’OCC provveda a comunicarlo a tutti i creditori almeno 30 giorni prima; – nelle more della convocazione dei creditori, nel caso in cui specifici procedimenti di esecuzione forzata possano pregiudicare la fattibilità del piano, può disporre la sospensione degli stessi sino alla data di definitività del provvedimento di omologazione;
  • nei 6 mesi dalla presentazione della proposta, verificata la fattibilità del piano e la condotta del debitore, omologa il piano.

Requisiti – Nello specifico:

  • condizioni di fattibilità: riguardano l’idoneità del piano a garantire il pagamento integrale dei crediti impignorabili, dei tributi costituenti risorse proprie dell’Unione Europea, dell’IVA e delle ritenute operate e non versate.
  • condotta del debitore: il giudice, prima dell’omologa, deve accertare che il debitore non abbia assunto obbligazioni senza la ragionevole prospettiva di poterle adempiere e abbia colposamente determinato il sovraindebitamento, anche per mezzo di ricorso al credito non proporzionato alle proprie capacità patrimoniali.

Contestazione della convenienza dell’accordo – In linea con quanto previsto per l’accordo, se uno dei creditori che non ha aderito o qualunque altro interessato contesta la convenienza del piano, il giudice può sempre omologarlo se ritiene che il credito possa essere soddisfatto in misura non inferiore all’alternativa del liquidazione del patrimonio.

A differenza dell’accordo di ristrutturazione, nel caso del piano del consumatore non è richiesta l’adesione dei creditori dal momento che l’omologazione è demandata a una mera valutazione di meritevolezza della condotta del debitore e della fattibilità della propo­sta da parte del Tribunale.

Steps della procedura

Soggetto incaricato

  • Deposito proposta di Piano

Debitore

  • Verifica sussistenza requisiti forma e sostanza

Giudice

  • Fissazione udienza entro 60 gg da deposito (possibilità, nelle more, di sospendere procedure esecutive in corso)

Giudice

  • Verifica fattibilitàPiano e «meritevolezza» (Cram down in caso di contestazione della convenienza da parte dei cre­ditori)

Giudice

  • Omologazione Piano entro 6 mesi dal deposito della proposta

Giudice

  • Pubblicazione/trascrizione decreto di omologa

OCC

Sanzioni

Sono previste pesanti sanzioni penali a carico del debitore e dei componenti dell’OCC (e quindi a carico del professionista che operi in sostituzione dell’OCC) in caso, rispettiva­mente, di dolose alterazioni della proposta, dei valori e dei documenti, e di false atte­stazioni in ordine alla veridicità dei dati ed alla fattibilità del piano, nonché in caso di danni cagionati ai creditori per omissione o rifiuto di un atto del proprio ufficio (art. 16 Legge n.3/ 2012). Le sanzioni penali sono una novità assoluta nell’ambito della composizione della crisi, in quanto neppure per gli strumenti della Legge Fallimentare erano previste (prima dell’intro­duzione dell’art. 236 bis Legge fallimentare) tali punibilità.

Effetti della procedura

Effetti della procedura

Periodo di efficacia

  • Sospensione interessi legali o convenzionali ai fini  del concorso per crediti chirografari
Dal deposito della proposta
  • Automatic stay
Sino alla definitività dell’omologa
  • Inefficacia atti straordinari non autorizzati
Tra data del decreto e quella di omologazione
  • Sospensione/non verifica prescrizioni/decadenze
Sino alla definitività dell’omologa
  • Efficacia erga omnes accordo omologato (creditori anteriori alla data di pubblicità dell’accordo + creditori posteriori che non possono agire in esecuzione)
Cessa in caso di risoluzione dell’accordo, mancato pagamento dei crediti im­pignorabili e di quelli erariali

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