Conti correnti esteri: RW sopra la soglia dei €. 15.000

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I conti correnti esteri trovano indicazione nel quadro RW del modello Unico solo se il valore massimo raggiunto nel corso dell’anno è superiore a €. 15.000. 

La compilazione del quadro RW del modello Unico PF 2014, per i possessori di conti correnti detenuti all’estero, sarà obbligatoria soltanto ove il valore massimo complessivo  raggiunto dal conto nel corso del periodo di imposta sia superiore a  €. 15.000.

Questo è quanto ha introdotto la la Legge n. 186/2014, che è andata a semplificare quanto previsto dalla precedente normativa sul monitoraggio fiscale. Tuttavia, l’esonero in oggetto riguarda i soltanto i conti correnti e i depositi bancari, indipendentemente dal Paese nel quale sono detenuti, che durante il periodo di imposta non abbiano superato il limite di €. 15.000. In pratica, si tratta di una buona notizia per tutti i possessori di conti correnti on-line per effettuare transazioni su internet, come il classico caso dei possessori dei conti Paypal, che saranno esonerati dal monitoraggio fiscale. Nessuna soglia, invece, si applica quindi per tutte le attività patrimoniali e quelle finanziarie diverse da conti correnti e depositi bancari.

Bisogna prestare particolare attenzione a ricordare che il valore di riferimento al di sotto del quale scatta l’esonero dalla compilazione del quadro RW è il valore massimo, e non la giacenza media, raggiunto nel corso dell’anno da tutti i conti e depositi esteri.

Nonostante questo intervento normativo sia da accogliere favorevolmente, bisogna sempre considerare che esso potrebbe essere vanificato dalla normativa sull’IVAFE. Infatti, per i conti correnti detenuti all’estero, l’obbligo di monitoraggio sussiste in ogni caso quando l’IVAFE è dovuta, in quanto tale tributo si applica quando la giacenza media annuale (e non il valore massimo) abbia superato la soglia dei €. 5.000, avendo riguardo alla giacenza media complessiva di tutti i conti e libretti intrattenuti presso il medesimo intermediario. Per conti correnti e libretti di risparmio si applica l’imposta in misura fissa pari a €. 34,20, indipendentemente dal Paese in cui sono detenuti. Negli altri casi, in cui rientrano anche i conti deposito che ai fini dall’esonero dal monitoraggio fiscale sono invece assimilati ai conti correnti, l’IVAFE è dovuta nella misura dello 0,2% (dal periodo di imposta 2014) del valore rilevato al termine del periodo di imposta (o, nel caso di dismissione in corso d’anno, del valore rilevato al termine del periodo di detenzione). L’imposta non deve essere versata se di importo inferiore a €. 12 considerando tutte le attività finanziarie detenute.

Pare evidente, in sostanza, come vi sia un doppio binario monitoraggio fiscale/IVAFE che di certo non semplifica gli adempimenti dei contribuenti. Pertanto potrebbe accadere che un contribuente sia esonerato dal monitoraggio fiscale, ma sia tenuto al pagamento dell’IVAFE, dovendo comunque procedere alla compilazione del quadro RW.

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