Equitalia: decadenza dalla rateazione

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Il mancato pagamento di cinque rate, anche non consecutive, determina la decadenza dalla rateazione delle cartelle esattoriali di Equitalia. 

Il contribuente che ha ricevuto una cartella esattoriale di Equitalia, relativa al mancato versamento di imposte e tasse erariali, contributi Inps e Inail, o tributi locali ha 60 giorni di tempo dalla notifica per provvedere al pagamento, o per chiedere l’annullamento o la sospensione del documento.

La regola generale prevede che il pagamento debba essere effettuato in un unica soluzione. Tuttavia, nel caso in cui il contribuente non riesca a pagare la cartella esattoriale in un’unica soluzione, puoi chiedere a Equitalia di rateizzare il debito fino a un massimo di 10 anni (120 rate mensili), dimostrando l’effettiva situazione di difficoltà economica.

Rateazione ordinaria in 6 anni

Per i debiti iscritti a ruolo di importo fino a €. 50.000 il contribuente può presentare, direttamente o tramite il proprio consulente fiscale, un’istanza per chiedere la dilazione del debito in massimo 72 rate mensili.

Per il piano di rateazione ordinario, in massimo 72 rate mensili, non è prevista alcuna documentazione aggiuntiva da allegare all’istanza. Il contribuente, in questo caso, non avrà alcun adempimento da effettuare e potrà chiedere liberamente la rateazione anche di più cartelle esattoriali che gli sono state notificate. Nella richiesta di rateazione il contribuente ha facoltà di scelta tra:

  • Piano a rate costanti;
  • Piano rate crescenti: nel caso si voglia pagare meno all’inizio nella prospettiva di un miglioramento della condizione economica.

Ricordiamo che per la richiesta del numero di rate ottenibili è necessario tenere presente che l’importo minimo di ogni rata mensile non può essere inferiore a €. 50,00.

Concorrono a determinare la soglia di €. 50.000 oltre alle somme per cui si richiede la nuova rateazione, anche il debito residuo di piani di dilazione già in corso. In caso di superamento della soglia di €. 50.000 il contribuente è chiamato a documentare la comprovata difficoltà legata alla congiuntura economica.

Rateazione straordinaria in 10 anni

Il contribuente, in alternativa alla rateazione ordinaria in 6 anni o nel caso di importi iscritti a ruolo che superano i €. 50.000, ha facoltà di chiedere una rateazione straordinaria fino a 120 rate mensili (10 anni).

In questo caso è richiesto al contribuente, ai fini dell’accoglimento della richiesta, di possedere i requisiti indicati dal decreto del Ministero dell’Economia e delle Finanze del 6 novembre 2013 che stabilisce il numero di rate concedibili in base alla situazione economica del richiedente.

Il piano straordinario di rateazione può essere concesso solo se il contribuente si trova in una comprovata e grave situazione di difficoltà legata alla congiuntura economica, per ragioni estranee alla sua responsabilità, e in presenza della seguente condizione: l’importo della rata, determinata secondo il piano ordinario, deve essere superiore al 20% del reddito mensile del nucleo familiare del richiedente, avuto riguardo all’Indicatore della situazione reddituale (Isr), rilevabile dalla certificazione dell’Indicatore della situazione economica equivalente (ISEE) dello stesso nucleo.

Decadenza dalla rateazione

Il Decreto Legislativo n. 159/2015 prevede che per i nuovi piani concessi a partire dal 22 ottobre 2015, la decadenza dalla rateazione si verifichi in caso di mancato pagamento di 8 rate, anche non consecutive.

Tuttavia se il contribuente salda l’importo delle rate scadute, ha l’opportunità di chiedere a Equitalia l’ottenimento di un nuovo piano di dilazione e di riprendere i pagamenti. Per il contribuente riuscire a restare in regola con i pagamenti è fondamentale, in quanto Equitalia non potrà attivare nei suoi confronti nessuna procedura cautelare (fermo o ipoteca) o esecutiva (pignoramenti).

In caso di decadenza dalla rateazione diventa importante riuscire a ottenere un nuovo piano, per fermare le procedure cautelari od esecutive che l’Agente della riscossione potrebbe mettere in atto per vedersi riconosciuto il suo credito. Una volta attivate queste procedure, possono essere fermate soltanto nel momento in cui tutto il debito residuo del contribuente è stato saldato.

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