Acconto Irpef: consigli e metodi di calcolo

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L’acconto dell’Irpef (Imposta sul reddito delle Persone Fisiche) è determinato utilizzando il metodo storico o il metodo previsionale. Il primo acconto per l’annualità in corso deve essere versato entro il 30 giugno e il secondo entro il 30 novembre. 

Come ogni anno al momento della predisposizione della dichiarazione dei redditi ci poniamo sempre la domanda di quanto andremo a pagare di acconto Irpef, se sarà più o meno dello scorso anno, e se è possibile rateizzare il pagamento.

Se anche voi vi siete posti, o vi porrete molto presto, uno di questi quesiti può esservi utile leggere questi semplici consigli che vi propongo sperando di esservi d’aiuto nel capire quale sarà il vostro carico fiscale e come potete effettuare in tranquillità i versamenti delle imposte.

Prima di iniziare ad entrare nei farraginosi meccanismi fiscali che regolano la determinazione degli acconti Irpef (e delle relative addizionali), è bene ricordare che se quest’anno state compilando il modello Redditi P.F. allora è necessario essere coscienti che dovrete effettuare necessariamente i versamenti delle imposte attraverso il modello F24.

Il modello Redditi, infatti, è il modello dichiarativo che devono compilare i soggetti titolari di Partita Iva, ma più in generale tutti i soggetti che non hanno un sostituto di imposta che possa effettuare trattenute o rimborsi in busta paga.

Siete pronti? Si comincia, andando ad analizzare come si determina l’acconto Irpef.

Acconto delle imposte sui redditi

Entrando nel vivo della questione, il primo elemento da ricordare è che i versamenti in acconto delle imposte sui redditi, (Irpef, o imposte sostitutive) non deve essere  necessariamente effettuato in due rate, da versare a giugno e settembre, ma può variare, ricorrendo determinati presupposti che adesso andremo a verificare.

Meccanismo di funzionamento delle imposte

Le imposte sui redditi si pagano ogni anno secondo il meccanismo di saldo e acconti. Al 30 giugno di ogni anno si paga, infatti, il saldo delle imposte relative all’annualità precedente, e contestualmente si versa l’acconto dovuto per la stessa imposte per l’anno in corso. A novembre, invece, si versa il secondo acconto relativo all’anno di imposta in corso.

Con la presentazione della dichiarazione dei redditi si arriva poi alla determinazione del saldo effettivo da versare, dal quale saranno scomputati gli acconti già versati.

Detto questo, vediamo quali sono i metodi consentiti per calcolare l’acconto delle imposte sui redditi.

Metodi di calcolo dell’acconto

In primo passo da effettuare è quello di calcolare l’importo totale che dobbiamo versare in acconto, applicando uno dei due tipi di calcolo ammessi, ossia, il metodo storico oppure il metodo previsionale.

  • Metodo Storico – Per stabilire se è dovuto o meno l’acconto Irpef per l’anno di imposta in corso occorre controllare l’importo indicato nel rigo RN33 “differenza” del modello Redditi relativo al periodo di imposta oggetto di dichiarazione. Se questo importo non supera €. 51,65, non è dovuto acconto Irpef per l’anno in corso;
  • Metodo Previsionale – Qualora si presuma di conseguire nell’anno di imposta in corso un reddito, quindi un’imposta, inferiore rispetto all’anno oggetto di dichiarazione è possibile utilizzare il metodo previsionale al fine di versare un acconto Irpef inferiore (rispetto a quanto dovuto con il metodo storico), ovvero non effettuare alcun versamento.

Vi chiederete perché ho deciso di parlarvi di questi principi generali. L’ho fatto molto semplicemente perché in alcune situazioni può essere conveniente sfruttare il metodo previsionale per risparmiare imposizione fiscale, tutto sta nel capire quali sono i casi che possiamo utilizzare a nostro vantaggio.

Vediamo, quindi, imposta per imposta quali sono le principali opportunità da sfruttare:

Versamento dell’acconto Irpef

L’acconto Irpef, determinato con uno dei metodi sopra descritti, deve essere versato dal contribuente, con l’utilizzo del modello F24:

  • In unica soluzione entro il 30 novembre se l’importo dovuto è inferiore ad €. 257,52;
  • In due rate, se l’importo dovuto è pari o superiore ad €. 257,52, di cui:
    • La prima, nella misura del 40 per cento del rigo RN33, entro il 30 giugno ovvero entro il 30 luglio con la maggiorazione dello 0,40% a titolo di interesse corrispettivo;
    • La seconda, nella restante misura del 60 per cento del rigo RN33, entro il 30 novembre.

A questo proposito ricordiamo che l’articolo 11 del D.L. n.76/2013 ha alzato la misura dell’acconto Irpef dal 99% al 100%.

Le vere opportunità, però, sono offerte per i soggetti che hanno immobili non locati, o per quelli che hanno scelto di assoggettare il reddito degli immobili abitativi locati alla cedolare secca, infatti, tutti questi soggetti possono determinare l’acconto Irpef considerando che il reddito fondiario di detti immobili  non sarà assoggettato ad Irpef.

Acconto addizionale comunale Irpef

L’acconto per l’addizionale comunale all’Irpef è dovuto nella misura del 30% dell’addizionale comunale ottenuta applicando al reddito imponibile relativo all’anno di imposta oggetto di dichiarazione l’aliquota deliberata dal comune nel quale il contribuente ha la propria residenza alla data del 1° gennaio dell’anno di imposta in corso.

Il versamento è previsto in un’unica rata rateizzabile, da versare insieme al saldo delle imposte per l’anno di imposta oggetto di dichiarazione.

Tuttavia, occorre verificare con estrema attenzione le istruzioni ministeriali e informarsi in ordine alle specifiche delibere comunali, in particolare per le eventuali soglie di esenzione e importo dell’aliquota.

Acconto Cedolare Secca

Dal 2011 l’articolo 3 del D.Lgs. n.23/2011 ha introdotto la così detta “cedolare secca(con aliquote del 10% o del 21%) applicabile da parte delle persone fisiche titolari di redditi da locazione di immobili ad uso abitativo

Per la cedolare secca l’acconto è determinato nella misura del 95% dell’imposta versata per l’anno di imposta oggetto di dichiarazione: se l’importo dovuto è inferiore ad €. 257,52 si paga in unica soluzione entro il 30 novembre, se tale importo è superiore si paga in 2 rate il 40% a giugno ed il 60% al 30 novembre.

Per approfondire: La cedolare secca sugli affitti

I versamenti in caso di rateazione

Tutti i contribuenti possono versare in rate mensili le somme dovute a titolo di saldo e di acconto delle imposte,  ad eccezione dell’acconto di novembre che deve essere versato in un’unica soluzione.

In ogni caso il pagamento rateale deve essere completato entro il mese di novembre. Vediamo adesso quali sono le scadenze naturali del saldo e del primo acconto imposte:

  • 1° rata senza maggiorazione: 30 giugno;
  • 1° rata con maggiorazione 0,40%:  30 luglio;
Nella tabella seguente, invece, proponiamo le scadenze da rispettare, per i versamenti rateizzati.

Determinazione delle scadenze dei rateizzi

 (Abbiamo ipotizzato il versamento con maggiorazione dello 0,40% con inizio dei versamenti a luglio)

Rata

PERSONE FISICHE NON TITOLARI DI PARTITA IVA

TITOLARI DI PARTITA IVA

Scadenza

Interessi %

Scadenza

Interessi %

1

30 luglio

0

30 luglio

0

2

31 agosto

0,14

20 agosto

0,33

3

30 settembre

0,47

31 agosto

0,66

4

31 ottobre

0,80

30 settembre

0,99

5

30 novembre

1,13

31 ottobre

1,32

6

 

 30 novembre               1,44

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