Domande e risposte sul lavoro autonomo occasionale

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Si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente in via del tutto occasionale.

Il lavoro autonomo occasionale ha rappresentato per anni una valida possibilità offerta a tutti coloro che volevo arrotondare. Oppure effettuare un’attività di lavoro autonomo, senza continuità e professionalità della prestazione.

Tuttavia, con l’abrogazione della Legge Biagi prima e con l’introduzione dei Voucher, la portata applicativa del lavoro autonomo occasionale è cambiata. Attualmente non esiste più un limite di giorni per i quali è possibile svolgere un’attività occasionalmente. Questo ha determinato il fatto che chiunque voglia effettuare un’attività di lavoro autonomo debba operare professionalmente (con partita Iva), ogni volta in cui la prestazione lavorativa, ha più committenti oppure prosegue nel tempo.

L’unica alternativa ad oggi possibile, per evitare la partita Iva, è quindi costituta dall’utilizzo dei buoni lavoro Prestò, oppure dai buoni famiglia.

Considerato il grandissimo numero di domande che mi arrivano sull’utilizzo del lavoro autonomo occasionale ho deciso di riproporre i principali dubbi, con le relative risposte.

L’obiettivo di questo contributo è quelli di riepilogare brevemente le principali informazioni utili da ricordare quando vogliamo utilizzare le ricevute per prestazioni di lavoro autonomo occasionale, sia da un punto di vista fiscale che previdenziale.

Siete pronti?! Si comincia!

Lavoro

Cosa si intende per lavoro autonomo occasionale?

Dopo le ripetute modifiche sulla disciplina del lavoro occasionale, ad oggi la normativa è retta esclusivamente dal codice civile.

L’articolo 2222 del codice civile afferma che:

si può definire lavoratore autonomo occasionale chi si obbliga a compiere, dietro corrispettivo, un opera o un servizio con lavoro prevalentemente proprio, senza vincolo di subordinazione, ne potere di coordinamento del committente in via del tutto occasionale

Si tratta, quindi di un’attività lavorativa caratterizzata dall’assenza di requisiti quali: abitualità, professionalità, continuità e coordinazione.

Quindi, se si svolge un’attività ripetuta, anche due o tra volte all’anno, non si può applicare il lavoro autonomo occasionale. Stessa cosa, se ci sono più committenti. Oppure se si svolge un’attività commerciale, oppure un’attività per la quale è necessaria un abilitazione professionale (medici, notai, avvocati, etc).

Capite bene, quindi, che ad oggi per applicare il lavoro autonomo occasionale serve un unica prestazione lavorativa di lavoro autonomo, che non si ripeterà, in alcun modo in futuro.

In presenza, invece, di requisiti di continuità e professionalità è obbligatorio aprire una partita Iva per l’esercizio di una attività professionale.

Quali i soggetti esclusi dal lavoro autonomo occasionale?

Non può essere utilizzata la disciplina del lavoro autonomo occasionale quando si intende svolgere attività lavorative per le quali è necessaria l’iscrizione ad un Albo professionale (avvocati, commercialisti, architetti, ingegneri, dentisti, psicologi ecc).

Per lo svolgimento delle attività per le quali è necessaria l’iscrizione ad un Albo professionale è obbligatoria l’apertura di una partita Iva.

Per tutte le altre attività professionali non vi sono preclusioni all’utilizzo delle ricevute per prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Fermo restando quanto detto in precedenza, ovvero attività con unico committente che non si ripeteranno (anche solo per una seconda volta) in futuro.

Quali condizioni da rispettare nel lavoro autonomo occasionale?

Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale possono essere utilizzate esclusivamente per rapporti di lavoro che non hanno carattere di continuità (ovvero non ripetuti o ripetibili), rispettando in ogni caso i seguenti limiti:

  • Mancanza di continuità e abitualità della prestazione di lavoro autonomo – La definizione di abitualità, non essendo stata chiaramente definita dal Ministero, può essere identificata come un’attività duratura nel tempo, che possa fare presumere non ad una attività sporadica, ma prolungata nel tempo. In ogni caso, occorre fare una valutazione ad hoc caso per caso;
  • Mancanza di coordinamento della prestazione – Affinché vi sia coordinamento occorre che l’attività sia svolta all’interno dell’azienda o nell’ambito del ciclo produttivo del committente;
  • Contribuzione Inps – Se il compenso annuo lordo percepito per attività di lavoro autonomo occasionale svolta supera i €. 5.000 annui è necessaria l’iscrizione alla gestione separata INPS, ed il versamento dei relativi contributi.

Lavoro autonomo occasionale e collaborazioni occasionali?

Accanto alla disciplina del lavoro autonomo occasionale, la Legge n. 30/2003 (legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro) sfociata in quella che  poi in è stata denominata “Legge Biagi” ossia il D.Lgs. n. 276/2003 (così come modificato dall’articolo 24 del D.L. n. 201/2011 c.d. “Legge Fornero“), aveva introdotto le collaborazioni occasionali, che si caratterizzavano essenzialmente per: durata non superiore a 30 giorni con lo stesso committente in un anno; compenso non superiore a €. 5.000 da ogni committente.

Tale normativa è stata abrogata a partire dal 25 giugno 2015, giorno di entrata in vigore del D.Lgs. 81/2015. Ovvero il quarto dei decreti applicativi che fanno parte del cosiddetto “Jobs Act“, la legge delega per la riforma del lavoro. Tra le molte novità di questa riforma si segnale l’abrogazione delle collaborazioni occasionali, con le caratteristiche di durata e prestazione sopra indicati.

Sulla base di questa novità legislativa, quello che possiamo affermare con certezza è che l’unica disciplina che da un punto di vista civilistico disciplina le attività svolte in maniera occasionale è quella di cui all’articolo 2222 del codice civile riguardante le attività di lavoro autonomo occasionale, che abbiano analizzato in precedenza, e caratterizzate dalla mancanza di continuità e abitualità e coordinamento della prestazione di lavoro autonomo svolta.

E’ necessario il contratto di lavoro autonomo occasionale?

La legge non prevede espressamente che l’attività di lavoro autonomo occasionale venga formalizzato attraverso un contratto scritto. Tuttavia per poter dimostrare la fonte del reddito percepito è raccomandabile formalizzare il rapporto, in modo da tutelare entrambe le parti, il lavoratore autonomo e il datore di lavoro.

La tutela del lavoratore attraverso la stipula di un contratto scritto è fondamentale.

Senza un contratto diventa veramente difficoltoso dimostrare l’attività svolta, nel caso in cui il committente, malauguratamente si dovesse rifiutare di effettuare il pagamento del compenso al lavoratore.

Quali sono gli aspetti fiscali da conoscere?

Il reddito del lavoratore autonomo occasionale è determinato dalla differenza tra i proventi percepiti nel periodo d’imposta (criterio di cassa) e le spese inerenti, sostenute e documentate, che non possono mai essere superiori ai proventi.

Tra i proventi si comprendono anche i rimborsi spese per viaggio, vitto e alloggio sostenute e documentate dal lavoratore (Risoluzione n. 69/E/2003).

Tuttavia, se per la prestazione è previsto solamente il rimborso delle spese strettamente necessarie per la sua esecuzione o l’anticipo delle stesse da parte del committente, il reddito che si genera è pari a zero (Risoluzione n. 49/E/2013 Agenzia delle Entrate).

Da un punto di vista delle trattenute Irpef, il lavoratore occasionale è soggetto a ritenuta d’acconto per l’ammontare del 20% del compenso lordo pattuito.

Come detto precedentemente ove il soggetto sia obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi (compensi annui superiori a €. 4.800), il reddito deve essere indicato nel quadro RL del modello Redditi P.F. o nel quadro D del modello 730.

Quali documenti deve emettere il prestatore di lavoro?

Il soggetto che svolge l’attività di lavoro autonomo occasionale è tenuto a rilasciare una ricevutanon fiscale” al proprio datore di lavoro.

La ricevuta è soggetta ad imposta di bollo (di €. 2,00) se la prestazione supera i €. 77,45.

Inoltre, il compenso è soggetto a ritenuta a titolo d’acconto con aliquota del 20% e concorre a formare il reddito complessivo del percettore, soggetto a tassazione ai fini Irpef.

Come compilare la ricevuta?

La ricevuta per prestazione di lavoro autonomo occasionale deve essere predisposta dal lavoratore e deve essere emessa al momento del pagamento del corrispettivo pattuito con il committente.

Sulla ricevuta devono essere riportati i seguenti dati:

  • Dati anagrafici e codice fiscale del lavoratore;
  • Dati anagrafici e codice fiscale  del datore di lavoro;
  • Luogo e data di emissione;
  • Numero progressivo della ricevuta;
  • Descrizione dell’attività svolta e dei giorni per i quali è stata prestata;
  • Corrispettivo lordo;
  • Ritenuta d’acconto applicata.

Casi di non applicazione della ritenuta?

La ritenuta d’acconto deve essere applicata solo se il soggetto committente l’attività è un sostituto d’imposta di cui all’articolo 23 del DPR n. 600/73.

In particolare, sono sostituti d’imposta:

  1. Le società di capitali;
  2. Le associazioni senza personalità giuridica per l’esercizio in forma associata di arti e professioni;
  3. Gli enti pubblici e privati diversi dalle società;
  4. Le persone fisiche titolari di partita Iva;
  5. Il curatore fallimentare e il commissario liquidatore.

Cosa succede nel caso in cui si superano i €. 5.000?

Nel caso in cui nell’anno il soggetto superi i €. 5.000 di compensi lordi nell’anno è tenuto all’iscrizione alla gestione separata INPS. L’iscrizione alla gestione separata comporta l’applicazione dei contributi previsti dal regime previdenziale.

I contributi previdenziali alla gestione separata sono dovuti in percentuale sul compenso percepito al netto delle spese sostenute. Il contributo dovuto è suddiviso per 2/3 a carico del datore di lavoro e 1/3 a carico del lavoratore.

Il lavoratore, quindi, nella ricevuta troverà anche la trattenuta previdenziale per i contributi di sua competenza.

Inoltre, il superamento dei €. 5.000 di compensi lordi comporta, da un punto di vista fiscale, dovrà essere obbligatoriamente presentata la dichiarazione dei redditi.

Esonero dalla dichiarazione dei redditi?

Un lavoratore che percepisce compensi inferiori ai €. 4.800 annui non è obbligato, in assenza di altri redditi, a presentare la dichiarazione dei redditi.

Tuttavia, nel caso in cui il lavoratore abbia subito delle ritenute d’acconto, in quanto la prestazione lavorativa è stata svolta per conto di un soggetto che ha veste di sostituto d’imposta (come visto sopra), può essere comunque conveniente presentare la dichiarazione dei redditi per scomputare queste ritenute e vedersi riconoscere un credito Irpef da utilizzare in compensazione o da chiedere a rimborso.

Cosa fare se non rientro nella disciplina del lavoro occasionale?

Quando ci si rende conto che l’attività che si vuole svolgere ha più committenti o più prestazioni lavorative è necessario pensare alle alternative possibili.

La maggior parte di voi mi parla di attività che si svolgono per qualche giorno al mese, per due o più mesi nell’anno. Ebbene, in questi casi, ad oggi, non è possibile operare con prestazione occasionale. Cosa fare quindi?!

Mi rendo conto che la possibilità legata all’apertura della partita Iva spaventi molti. Tuttavia, consiglio sempre di valutare la vostra posizione con il vostro Commercialista di fiducia.

In ogni caso, se la prestazione lavorativa, non vi permette di poter aprire partita Iva, per evitare di perdere il lavoro, l’unica opzione possibile è quella dei buoni lavoro Presto’ oppure dai buoni famiglia.

Queste sono le alternative possibili che vi permetteranno di operare nella più completa legalità.

Per approfondire vi rimando a questo articolo sul tema: “Buoni lavoro PrestO’ e Buoni famiglia“.

Cosa rischio se applico il lavoro occasionale in violazione della norma?

Altra domanda che mi viene spesso chiesta, riguarda le possibili sanzioni legate al fatto di utilizzare il lavoro occasionale fuori regola. Mi riferisco a tutti i casi in cui si decide comunque di operare con lavoro occasionale, anche quando la normativa prescrive di operare in modo diverso.

In questo caso la normativa prevede sia una sanzione per il prestatore di lavoro che per il suo committente. L’Agenzia delle Entrate qualora riscontri anomalie nell’attività di un soggetto, magari perché riscontra che la sua attività professionale è continuativa, può chiedere il versamento dell’Iva su quelle prestazioni. In pratica, vi chiederà di versare l’Iva su tutti gli importi incassati nell’anno. Questo oltre alla sanzione per la mancata fatturazione dell’operazione. Operazione che prevede una sanzione del 90% dell’Iva dovuta e non applicata.

Oltre a questo, vi sono anche delle sazioni per il datore di lavoro. Il caso più frequente riguarda tutti quei datori di lavoro che utilizzano il lavoro autonomo occasionale per fare lavorare personale che dovrebbe essere assunto con contratti di lavoro dipendente. In questo caso la sanzione prevista, nel caso in cui si riscontri l’abuso nell’utilizzo della prestazione occasionale è l’obbligo di assunzione del lavoratore con un contratto di lavoro dipendente.

Cosa fare se hai ricevuto una richiesta di lavoro?

Un ultimo aspetto riguarda la valutazione su come comportarsi quando si riceve una proposta di lavoro, simile a quella di lavoro dipendente, regolata attraverso il lavoro autonomo occasionale. Se potete, non accettate questo tipo di contratti!

Questo in quanto, si tratta di simulazioni di contratti da lavoro dipendente. Il datore di lavoro in questo modo, evita il pagamento dei vostri contributi previdenziali, e vi fa lavorare con le stesse modalità di un lavoratore dipendente. Voi non siete soggetti ad alcuna tutela, come ad esempio gli infortuni sul lavoro, i permessi o le malattie.

Chiedete, piuttosto, la datore di lavoro di regolare la prestazione coi buoni lavoro, oppure con un diverso tipo di contratto da lavoro dipendente. Fate valere i vostri diritti!

Opportunità di aprire partita Iva

Se stai valutando se nel tuo caso possa essere conveniente aprire una partita Iva e operare in modo professionale, contattami!

Fisseremo un appuntamento e valuteremo insieme la tua sitauzione, individuando la migliore soluzione, anche attraverso la possibilità di operare con il Regime Forfettario.

Esso, infatti, permette di operare con una tassazione più bassa anche rispetto a quella che avresti con la normale Irpef, ed inoltre, avrai diritto, in alcuni casi che ti spiegherò, alla riduzione dei contributi Inps.

Non perdere la possibilità di migliorare la tua posizione lavorativa da un punto di vista fiscale. Parla con un esperto, in grado di aiutarti a prendere la migliore decisione migliore.

Contattami attraverso il form di contatto! Oppure attraverso il servizio di consulenza online. Sarò a tua disposizione!

690 comments

  1. Salve,
    saltuariamente tengo la contabilità di una ditta immobiliare di mio papà.
    Essendo piccola e facendo poche movimentazioni la ditta non ha dipendenti.
    Posso emettere una ricevuta per lavoro occasionale con motivazione “tenuta contabilità”?
    Grazie.

    • Salve,
      a mio avviso non ci sono i presupposti per un’attività di lavoro occasionale. Credo sarebbe difficilmente sostenibile come posizione da difendere in caso di controlli.

  2. Salve,
    avrei una domanda.
    Se la ricevuta di prestazione occasionale viene fatta tra due privati (non titolari quindi di P IVA) che tassazione viene applicata sul compenso? So che non si applica la ritenuta d’acconto in questo caso, e che quindi è il prestatore di lavoro che dovrà poi pagare le tasse sul compenso ricevuto. Qual’è la percentuale di tasse in questo caso?
    In molti forum ho visto che ci si riferisce al compenso lordo, ma come faccio a calcolare il netto?
    Grazie in anticipo.
    Serena

    • Salve Serena,
      la ricevuta per prestazioni di lavoro autonomo occasionale non deve prevedere alcuna ritenuta d’acconto quando il soggetto committente è un privato. In questo caso il compenso percepito è lordo, in quanto non vi è stata alcuna ritenuta subita, è quindi il lordo è uguale al netto percepito. Ove vi fosse stata ritenuta il lordo, sarebbe stato poniamo 100€, la ritenuta sarebbe stata 20 € (20% del lordo) e il netto 80€.
      Il reddito lordo e la ritenuta andranno poi indicati nella sua dichiarazione dei redditi, per stabilire, eventualmente eventuali imposte/crediti da versare/incassare.
      Spero di aver chiarito il suo dubbio, altrimenti per ulteriori informazioni può usufruire dell’apposito servizio nella pagina “assistenza online”.
      Saluti

  3. Buongiorno, io sono già iscritto alla Gestione Separata Inps:
    nel caso in cui effettui una prestazione occasionale (avendo già superato i 5000 euro) ad un soggetto privato (non sostituto d’imposta) come fa lo stesso a versare i contributi (2/3+1/3) all’Inps mediante F24 non essendo un’azienda? li devo versare direttamente io?
    grazie in anticipo

    • Salve,
      se il committente della prestazione è un privato, quindi non un sostituto d’imposta, non può versare i contributi per suo conto. In questo caso l’operazione è svolta autonomamente, con il carico previdenziale che sarà totalmente a suo carico, attraverso la compilazione del quadro R del modello Unico.

      • Chiarissimo!!
        grazie mille

      • Come si versano i contributi in caso di azienda?
        Ho fatto prestazione occasionale di 100€ lordi, quindi 20 da versare con f24 per ritenuta. Come calcolo il carico previdenziale?

        • Fiscomania

          Salve,
          per le prestazioni occasionali sotto i €. 5.000 annui, non vi è alcun trattamento previdenziale.

          • il soggetto ha superato i 5.000,00 € annui, quindi devo applicare anche ritenuta previdenziale. Tramite f24, con che codice tributo?

          • Fiscomania

            Il codice tributo da utilizzare per il versamento dei contributi dovuti alla gestione separata sulle prestazioni occasionali è lo stesso delle collaborazioni a progetto: codice tributo CXX, riportando la matricola dell’azienda committente.

  4. Salve,
    vorrei svolgere l’attività di accompagnatore turistico come lavoratore autonomo occasionale.
    Non avendo nessuna qualifica (quindi non sarei un professionista) , ma semplicemente la passione per la mia terra natia (sicilia), potrei iniziare con tale attività?

    Se non erro, esiste un albo per gli accompagnatori turistici nella regione sicilia.

    graize

    • Salve Alessandro,
      l’attività di lavoro autonomo occasionale non può essere utilizzata per svolgere attività per le quali è necessaria l’iscrizione ad un albo professionale.
      Se la sua regione ha previsto un albo per gli accompagnatori turistici è necessario che lei prima acceda all’albo, e successivamente apra la partita IVA per esercitare l’attività.

      Non ci sono altre alternative, le prestazioni occasionali in questo caso non possono essere utilizzate.
      Saluti

  5. Ho una partita Iva dall’inizio di 2013 e ho fatturato più di 5000. Posso chiuderla e fatturare come prestazione occasionale, visto che lavoro come interprete sempre per incarichi meno di 30 giorni e per totale fattura (l’una) meno di 5000?! E in questo caso, devo fare l’iscrizione alla gestione separata INPS?! Veramente non trovo giusto pagare quasi la metà delle mie fatture (totale quasi 10.000) fra Tasse e INPS. Meglio mille volte pagare solo il 20% come ritenuta d’acconto. Suo consiglio?
    Grazie mille

    • Salve,
      non è assolutamente consentito chiudere partita IVA ed effettuare prestazioni occasionali, per di più sopra i 5.000 € annui. Superata questa soglia per l’Agenzia vi è la presunzione che l’attività svolta sia abituale, e quindi per esercitarla è necessaria la partita IVA.

  6. Sono una società e ho ricevuto una prestazione occasionale che supera i 5000 euro! il prestatore non ha partita iva. in che modo posso o devo regolarizzare la mia situazione? vorrei evitare di assumere questa persona e soprattutto evitare problemi per eventuali controlli!
    grazie

    • Salve,
      quando un soggetto che effettua prestazioni di lavoro autonomo occasionale supera la soglia di esenzione di 5.000 euro annui, deve necessariamente avvertire il committente o i suoi committenti, in quanto per lui è obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata INPS. Questo significa che i committenti sono chiamati a versare, sulle somme che superano i 5.000 euro, i contributi previdenziali, con le modalità e i termini previsti per i collaboratori coordinati e continuativi, entro il giorno 16 del mese successivo al relativo pagamento, tramite modello F24 e utilizzando i codici in uso per le citate collaborazioni (CXX o C10). Secondo l’INPS, la base imponibile su cui applicare il prelievo è costituita dal compenso lordo erogato al lavoratore, dedotte le spese poste a carico del committente e risultanti dalla ricevuta.
      Naturalmente l’azienda committente dovrà in ogni caso versare la ritenuta d’acconto che ha trattenuto al lavoratore.
      Superare la soglia dei 5.000 euro, quindi non comporta nessun obbligo di assunzione per l’azienda, ma soltanto l’obbligo di effettuare i versamenti previdenziali del lavoratore.

  7. Salve,
    io ho effettuato l’iscrizione alla gestione separata INPS per una prestazione occasionale di 9000 euro, adesso potrei fare altre prestazioni occasionali con committenti diversi? nel caso di altre prestazioni occasionali di importo inferiore ai 5000 euro dovrò pagare solo il 20% di ritenuta d’acconto o anche l’aliquota INPS?

    • Salve,
      una volta superata la prima soglia dei 5.000 € di prestazioni occasionali, che obbligano all’iscrizione alla gestione separata INPS, tutte le prestazioni occasionali effettuate successivamente, a prescindere dall’importo sono soggette a contribuzione INPS, quindi nella ricevuta dovrà indicare sia la ritenuta INPS a carico del committente che la ritenuta d’acconto che le devono trattenere.
      Saluti

  8. Salve, sono un ingegnere iscritto all’ordine professionale senza p.iva. Volevo sapere se posso usufruire del lavoro occasionale per attività inerenti la sicurezza sui luoghi di lavoro, per le quali non si richiede esplicitamente il ruolo di ingegnere. Si tratterebbe di incarichi affidati da una società di servizi alle imprese: redazione di DVR, POS etc (documenti che non presentano la mia firma/timbro di ingegnere). Posso fatturare senza p.iva come prestazione occasionale?
    Grazie

    • Salve Monica,
      in generale i soggetti iscritti ad albi professionali non possono svolgere la professione se non attraverso l’apertura di una partita IVA.
      Il lavoro occasionale nasce per esercitare tutte quelle attività, sporadiche e non previste, per le quali non è conveniente aprire una partita IVA, in quanto non ripetibili in futuro.
      Quella che lei andrebbe ad esercitare è una attività di tipo professionale, e come tale, in generale richiede l’apertura di una partita IVA. A mio avviso se si tratta di un unica collaborazione, e il compenso è inferiore ai 5.000 €, può utilizzare la prestazione occasionale, senza rischi di alcun tipo. Se invece le prestazioni dovessero essere più di una, è necessario aprire partita IVA.

      • Grazie per la risposta!
        Allora, specifico che si tratterebbe di una collaborazione che esula dalle attività di progettazione, calcolo etc per cui si richiede la firma e il timbro di un ing e per cui sicuramente il compenso non raggiunge i 5000€. Non si tratterebbe di un’attività professionale ma di una collaborazione con la società di servizi, sporadica e non continuativa.
        Faccio però un appunto: si tratta di situazioni che potrebbero essere affidate a “chiunque” abbia delle conoscenze in materia, diplomato o laureato che sia…si rientra comunque nelle attività professionali di natura intellettuale comprese nell’obbligo di appartenenza ad un ordine professionale?
        Grazie

        • Il fatto che per eseguire questa prestazione lavorativa è necessario essere in possesso di alcune “conoscenze in materia”, fa si che la prestazione sia di tipo professionale, dove per professionale non si intende necessariamente un’attività rientrante in un albo professionale, ma qualsiasi attività intellettuale per la quale sono richieste specifiche conoscenze. Inoltre, parlando di “collaborazione” si parla di un’attività continuativa, anche se sporadica. Fare prestazioni occasionali può essere un modo per iniziare, ma sicuramente in futuro (al più tardi al superamento dei 5.000 € annui) dovrà aprire partita IVA, in quanto è molto a rischio in caso di possibili accertamenti. Capisco che la prestazione occasionale è molto allettante fiscalmente ma aprendo partita IVA potrebbe beneficiare del regime dei minimi, che per chi apre partita IVA per la prima volta ha molti vantaggi.

  9. Salve,
    Ho una domanda se ho avuto da una società dilettantistica la somma di 200 euro (ho firmato la certificazione per il non superamento della cifra dei 7500€) questo si vanno a sommare ai soldi delle prestazioni occasionali che ho svolto (4900€) che ho svolto determinandone il superamento e quindi la necessità di aprire la gestione separata inps? Perché io so che andrò a dichiararli come redditi diversi nella dichiarazione ma vorrei solo capire se questa prestazione dilettantistica incida sul reddito della prestazione !

    • Salve,
      I due redditi non si sommano…l’attività sportiva dilettantistica ha una propria regolamentazione diversa dal lavoro autonono occasionale, anche se entrambi i redditi vanno indicati nel quadro RL del modello unico

  10. Salve,
    sono un ex imprenditore e percepisco la pensione di vecchiaia e vorrei sapere se posso effettuare prestazione di lavoro occasionale.
    Grazie per la risposta.

  11. Salve , vorrei farvi una domanda che aime’ ne inps ne patronato hanno saputo rispondere con sicurezza , tanto vero che ognuno ha dato una versione diversa , io sono un lavoratore in mobilità ma svolgo dei lavori occasionali con 2 committenti, 1 mi paga con voucher , l’altro mi ha proposto lavoro autonomo di prestazione occasionale, parliamo di poche centinaia di euro ,con ritenuta del 20 % : io mi sono fidato sbagliando , secondo il quale quest’ultima forma di pagamento ( lavoro autonomo occasionale non continuativo ) non fa cumulo con i voucher , dove essendo io in mobilità non posso superare il limite dei 3000 euro netti o 4000 lordi. Scusate arrivo al punto ,la mia domanda è la seguente : è vero che non fanno cumulo le due forme di pagamento o se si quale è la somma massima che posso arrivare senza per questo perdere la mobilità? . Scusate sicuramente non sono stato chiaro e mi dispiace ma se potete rispondere ve ne sarei sempre grato, grazie .

    • Salve,
      l’INPS, con la Circolare n° 67 del 2011, è intervenuta per fornire chiarimenti circa la compatibilità e cumulabilità dell’indennità di mobilità con le attività di lavoro autonome. Quelle del lavoro autonomo occasionale e del lavoro occasionale accessorio sono due form di occupazione diverse e anche per la cumulabilità con l’indennità di mobilità assumono regole diverse.
      Lavoro autonomo occasionale: l’indennità di mobilità è legata allo stato di disoccupazione involontaria e che, pertanto, deve venir meno quando cessa tale stato, ovvero quando si raggiungono nell’anno i 4.800 € di reddito. Entro questo limite la mobilità è cumulabile con il lavoro autonomo occasionale. Il lavoratore è comunque tenuto a comunicare all’INPS entro 5 giorni l’inizio della sua attività, e ogni anno i redditi che ha percepito.
      Lavoro occasionale accessorio: l’INPS prevede la cumulabilità con l’indennità di mobilità dei redditi da lavoro accessorio fino ad € 3.000 per anno solare. Qualora, invece, tale superamento sia previsto, va data comunicazione all’INPS, in quanto scattano alcuni limiti alla cumulabilità. Nel caso in cui il lavoratore non provveda alla comunicazione e superi i 3.000 € di reddito da lavoro accessorio, è prevista la cancellazione dalle liste e la decadenza dal trattamento di mobilità.

  12. Buongiorno,

    percepisco un assegno di ricerca, pertanto sono iscritto alla gestione separata.
    Durante quest’anno dovrei svolgere una (o forseanche due) prestazioni occasionali presso un singolo committente, e probabilmente oltrepasserò la soglia dei 5000€.
    Le mie domande sono:
    1) può un singolo committente farmi una prestazione occasionale di importo superiore ai 5000€, ad esempio 8000€ lordi? Se sì, In questo caso andrei a pagare inps 30.78% sull’eccedenza di 3000€ (1/3 io e 2/3 il committente), esatto?
    2) può un singolo committente farmi più prestazioni occasionali (non necessariamente sopra i 5000€) durante lo stesso anno solare? Ad esempio: 3 prestazioni di 2000€, 3000€, 1000€, andrei a pagare inps 30.78% sull’eccedenza di 1000€ (1/3 io e 2/3 il committente)?

    Grazie
    Roberto

    • Salve,
      1) le prestazioni occasionali possono essere effettuate per qualsiasi importo, tuttavia se si superano i 4.800 € i compensi devono essere riportati in dichiarazione dei redditi e superando i 5.00 € è obbligatoria l’iscrizione alla gestione separata. In questo caso lei è già iscritto, quindi l’unica cosa che deve fare è assoggettare a contribuzione Inps (aliquota 30,78% per il 20215) sul compenso percepito eccedente i 3.000 € (1/3 a suo carico e 2/3 e carico del committente). L’unico spetto da tenere presente è che per il Fisco superare la soglia dei 5.000 € rappresenta una presunzione di attività non più occasionale, ma abituale,il che richiede l’apertura di una partita Iva.
      2) la sua deduzione è corretta.

      • Grazie della risposta.

        Per cui da come mi pare di capire, le prestazioni occasionali che danno luogo a un’entrata maggiore di 5000€ annui (sia in un’unica soluzione che come somma di più prestazioni, non necessariamente dello stesso committente) implicano l’apertura di una partita iva.

        Mi chiedo quindi quale sia la forma contrattuale più vantaggiosa, in termini di minor tassazione, visto che in molti sostengono che la partita Iva rappresenti un bagno di sangue, soprattutto quando si hanno a che fare con somme di denaro modeste (es. meno di 20000 lordi/anno).

  13. Salve,
    mi è stato offerto di lavorare occasionalmente come interprete per una ditta estera, lavorando fuori dall’Italia. In tal caso potrei, sempre entro i limiti di 5000€ e 30 gg emettere ricevuta per prestazioni occasionali? (Gli interpreti non hanno albi professionali e non ho mai aperto una p.iva).
    In caso affermativo,
    1)Sarei soggetta a ritenuta dato che si tratta di una ditta straniera?
    2) il compenso massimo di 5000€ si considera a lordo delle spese da me sostenute (esempio spese di viaggio che anticiperei di tasca mia)? Cosa succederebbe se emettessi una ricevuta di 5.500€ specificando compenso 5000 e spese viaggio documentate 500€? Ci sarebbero altri modi per giustificare i rimborsi, dato che comunque non sono un reddito, non indicandoli in ricevuta (ad esempio ricevendoli tramite un bonifico separato da quello della prestazione)?
    Grazie.
    Daniela

    • Salve Daniela,
      le società estere non sono tenute a trattenerle niente, lei riceverà direttamente il compenso lordo. Se lei sostiene delle spese che le vengono rimborsate dalla società committente deve ricordarsi di tenere traccia di tutti i documenti comprovanti la spesa e dovrà indicare separatamente nella ricevuta che emetterà l’importo di queste spese, che eventualmente la società estera potrebbe chiederle in copia. Se vuole un esempio, può vedere sul sito la bozza di ricevuta per prestazioni di lavoro autonomo occasionale che ho predisposto. Naturalmente tralasci la parte che riguarda la ritenuta d’acconto.
      Saluti

  14. Salve,
    sono un coltivatore diretto ed ho già un reddito derivante da questa attività, considerato che nel corso dell’anno ho diversi giorni liberi, vorrei sapere, se rispettando i limiti previsti dalla legge, posso svolgere prestazioni occasionali presso altri datori di lavoro. Grazie.
    Saluti

    • fiscoman

      Salve,
      se rispetta i limiti previsti dalla legge per l’esercizio del lavoro autonomo occasionale non ci sono preclusioni, ma la vedo difficile che lei possa sostenere di svolgere questa attività in modo non professionale e soprattutto sotto i 30 giorni l’anno verso lo stesso committente.

  15. In rif. al post precedente preciso che sono già in possesso di partita IVA presento il Mod. Unico e l’attività di coltivatore diretto la svolgo nella mia azienda, considerato che questa attività mi lascia diversi giorni liberi, volevo sapere se posso svolgere prestazioni occasionali presso altri datori di lavoro. Mi scuso se nel precedente post non sono stato chiaro. Ringrazio comunque per la risposta. Saluti

    • fiscoman

      Se ha già una partita Iva per l’esercizio dell’attività agricola, perché non utilizzare direttamente quella. Naturalmente deve essere un’attività minoritaria rispetto alla vendita dei suoi prodotti. Altrimenti può anche utilizzare le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, max 5.000 € l’anno e massimo 30 giorni di lavoro annuo per ciascun committente.

  16. ho eseguito un lavoro in un condominio di euro1.825.00 come faccio a calcole la ritenuta d,acconto senza partita iva grazie

    • fiscoman

      Salve,
      la ritenuta d’acconto è sempre il 20% del corrispettivo lordo concordato con il committente, in questo caso il condominio.

  17. Ciao, complimenti per l’articolo, molto esaustivo.
    Volevo solo un chiarimento relativo ad un dettaglio che non riesco a cogliere, ti riassumo brevemente la mia situazione:
    sono un grafico, ho la partita iva da diversi anni (sono già iscritto alla gestione inps separata) ma ultimamente i volumi di affari sono scesi vertiginosamente, e ora mi è stato offerto un posto di lavoro (part time da 30 ore a settimana);
    ora, dal momento che un minimo di lavoro con la partita iva mi dovrebbe entrare (ma non credo proprio di superare i 6000 euro annui), ho pensato di chiuderla e utilizzare il rapporto di lavoro occasionale. Questo mi permetterebbe di non pagare l’importo dell’Inps minimo attuale (circa 3000 euro), ma solo la percentuale dell’eccedenza rispetto ai 5000 netti, giusto? Quindi, a parità di introito, sarebbe molto conveniente, mi pare. C’è qualcosa che mi sfugge?

    Grazie mille in anticipo, buon lavoro.

    • Fiscomania

      Salve,
      quello che dice è corretto riguardo alle prestazioni occasionali e alla contribuzione Inps. A mio avviso però, chiudere una partita Iva e continuare la stessa attività con le prestazioni di lavoro autonomo occasionale, potrebbe suscitare qualche problema. L’Agenzia potrebbe arrivare a considerare quegli introiti come se la partita Iva non fosse mai stata chiusa, visto che lei, di fatto, continuerebbe ad esercitare la stessa attività.

      • Grazie per la risposta, il tuo discorso è molto chiaro, ma la mia intenzione non è quella di frodare lo stato.
        Il problema è che DI FATTO la mole di lavoro che ho con la partita iva non mi permette neanche di riuscire a coprire i costi delle tasse e dell’Inps (e infatti ho diverse rateizzazioni e accumuli vari), quindi il mio ragionamento è: se questa mole di lavoro (che -ripeto- difficilmente arriverà a 6000 euro l’anno) non è neanche sufficiente a pagare le tasse di base, non può essere considerata lavoro occasionale, visto che anche gli altri criteri sono soddisfatti (clienti sempre diversi, giorni di lavoro limitati, etc.)?

        Grazie ancora.

        • Fiscomania

          Non intendevo dire che lei cerca di frodare il Fisco, ci mancherebbe. Capisco benissimo il suo ragionamento, e lo condivido anche. Con il mio ragionamento cerco soltanto di ragionare come farebbe un funzionario in caso di un controllo nei suoi confronti. Secondo il Fisco l’apertura o meno di una partita Iva non è dettata dal volume di ricavi che si riesce a percepire ma dalla professionalità, abitualità e mancanza di coordinamento dell’attività svolta.
          Non c’è nessuna norma che le vieta di fare una cosa del genere, ed è liberissimo di farlo. Magari potrebbe essere meglio, aspettare qualche mese prima di iniziare con le ricevute per prestazione occasionale.

          • Ok, grazie mille per le preziose delucidazioni, e perdonami se ti ho dato del tu (pure adesso)… 🙂

  18. Buongiorno,
    avrei la necessità di avere un chiarimento in merito alla normativa vigente sui contratti di collaborazione occasionale. Sono una lavoratrice co.co.co presso una pubblica amministrazione. Alla scadenza del contratto(entro il 2015)mi è stato proposto un con contratto di collaborazione occasionale per ultimare il proggetto in corso. L’importo retributivo sarà superiore a € 5.000. Vorrei sapere che aliquota di trattenute avrò, dal momento che nell’anno ho già percepito uno stipendio da stessa amministrazione.
    Specifico che non sono in possesso di partita iva, pertanto vorrei assicurarmi se posso accettare una tale proposta contattuale e come dovrei comportarmi al fine della dichiarazione dei redditi. Ringrazio e saluto cordialmente.

    • Fiscomania

      Salve,
      i contratti di lavoro autonomo occasionale sono tassati tramite Irpef, quindi per capire a quale aliquota sarà tassata la prestazione occasionale è necessario sommare tutti i redditi percepiti e vedere in quale scaglione Irpef arriva e verificare l’aliquota. Senza queste informazioni non è possibile sapere quale sarà la tassazione definitiva della prestazione occasionale.
      Per la dichiarazione dei redditi dovrà conservare copia della ricevuta che rilascerà all’ente che le ha erogato il compenso. Naturalmente, la prestazione occasionale superando i 5.000 € è soggetta anche alle ritenute Inps della gestione separata (1/3 a carico del lavoratore e 2/3 a carico dell’ente), con le stesse modalità del contratto di collaborazione.

  19. Buongiorno,
    Il mio ragazzo ha un’attività commerciale ed è il socio accomandatario della stessa società che sta a capo di questa attività!!!
    Ha acquistato un stand ad una fiera agroalimentare a Parigi.
    Per questa fiera dovrà portare con se un ragazzo e un signore che percepisce l’indennità di disoccupazione.
    Avevamo pensato di assumere entrambi con un contratto di lavoro autonomo occasionale poiché la fiera ha una durata di 10 giorni.
    E a questo punto le chiedo se ,in caso di controlli da parte dello Stato francese, basterebbe presentare questo tipo di contratto????

    • Fiscomania

      Salve,
      nel suo caso non è proprio possibile utilizzare il lavoro autonomo occasionale. Intanto perché non si tratterebbe di lavoro autonomo, ma trattasi di lavoro dipendente.

  20. Innanzitutto grazie per l’articolo esaustivo. Ho un dubbio però per quanto riguarda il nuovo adempimento relativo al rilascio della Certificazione Unica.
    Se la prestazione di Lavoro Autonomo Occasionale è tra privati, tutti e due soggetti a dichiarazione fiscale 730, il comittente deve rilasciare la Certificazione Unica al Lavoratore Autonomo Occasionale? Se, SI, deve essere fatto anche l’invio telematico? Come?

    • Fiscomania

      Salve,
      tra due soggetti privati non c’è niente da certificare. La Certificazione Unica riguarda i redditi e le ritenute prestate tra soggetti che svolgono la funzione di sostituto di imposta. Tra privati il soggetto che effettua la prestazione di lavoro autonomo occasionale rilascerà una ricevuta che certifica l’avvenuto pagamento del corrispettivo. Questa certificazione servirà per la sua dichiarazione dei redditi. Se si tratta di 730, come potrà immaginare, dovrà andare a modificare il modello precompilato fornito dall’Agenzia, in quanto la stessa, senza certificazione unica, non può essere a conoscenza di questi redditi.

  21. Sono un lavoratore con contratto a tempo indeterminato.
    Vorrei fre un a collaborazione occasionale pattuita in 2000 euro.
    DEvo dare comunicazione alla mia societa’? Chiedere il permesso?
    Svolgero l’attivita sabato e domenica quando non lavoro e non è attivita in concorrenza.
    DEvo dichiararlo nel cud?

    Grazie mille

    mauro

    • Fiscomania

      Salve,
      per effettuare un’attività saltuaria fuori dai suoi orari di lavoro non deve chiedere il permesso a nessuno. Potrà svolgere questa attività con un semplice accordo con il soggetto che le ha commissionato la prestazione. L’importante è che si tratti di una attività di lavoro occasionale e non un’attività che eserciterà nei fine settimana di tutto l’anno.
      Quando riceverà il compenso rilascerà una ricevuta per l’attività di lavoro autonomo occasionale prestata. Questa ricevuta dovrà conservarla per inserire poi i dati nella sua dichiarazione dei redditi.

  22. Salve, vorrei sapere gentilmente, visto che ho superato i 5000€ di reddito come prestazione occasionale di 127 € con il primo committente,con il quale ho lavorato per un ricavo lordo di € 5127; e con un secondo committente con il quale ho effettuato solo una giornata di lavoro, con un ricavo lordo di € 200, per un totale lordo di € 5327 a quale sanzione pecunaria potrei andare incontro. Faccio presente che il primo committente ha provveduto a versare i contributi Inps relativi alla somma in eccesso e cioè dei 127€.Aggiungo inoltre che non ho nessun altro reddito, il mio lavoro è stagionale , lavoro infatti come guida turistica, a volte con diversi committenti, spesso con uno solo.
    Grazie per la risposta

    • Fiscomania

      Salve,
      una volta superati i 5.000 € tutti i redditi successivi percepiti (quindi tutti i 200 € del secondo committente) devono essere assoggettati a contribuzione Inps. Se lei non ha sottoposto a contribuzione Inps questi redditi, riceverà una comunicazione da parte dell’Inps relativa al versamento da lei non effettuato. Le sanzioni vengono determinate direttamente dall’Inps.

  23. Buongiorno
    devo emettere una ricevuta per prestazione occasionale, e so che c’è il limite di 30 giorni per ogni committente. Ho svolto il lavoro in circa una decina di weekend nell’arco di circa 2 mesi. Nei fac-simile che ho trovato propongono la compilazione “lavoro svolto nel periodo dal-al”. Ma se scrivo così il periodo risulta superiore ai 30 giorni, io di fatto ho lavorato molti meno giorni… Qual’è la dicitura corretta nel mio caso? Posso scrivere “lavoro svolto nelle seguenti giornate:” elencando le giornate lavorate?

    Grazie in anticipo per la risposta.

    • Fiscomania

      Salve,
      nel suo caso sarà sufficiente indicare nella ricevuta soltanto i giorni nei quali ha lavorato. Può indicare, ad esempio, “lavoro svolto nelle giornate del …”. La cosa importante è che lei non superi i limiti di 30 giorni annui verso lo stesso committente.

      • Grazie.
        Secondo Lei posso scrivere “Lavoro svolto per un totale di 12 giornate tra dicembre 2014 e febbraio 2015” ? Oppure mi consiglia di elencare le giornate? Essendo un lavoro autonomo occasionale, l’ho fatto in maniera del tutto occasionale, da casa, quando avevo il tempo (è un compenso per la realizzazione di un sito web).
        Cordiali saluti.

        • Fiscomania

          Salve,
          la cosa più corretta è indicare le singole giornate in cui ha svolto l’attività, ad esempio “lavoro svolto nei giorni del ……”

  24. Buonasera,
    Ho svolto a dicembre un lavoro come promoter con contratto occasionale, il pagamento viene effettuato a 90 giorni.
    Questo lavoro deve essere inserito nella CU 2015?
    La ringrazio
    Buonasera

    • Fiscomania

      Salve,
      se si tratta di lavoro autonomo occasionale, la prestazione dovrà essere inserita nella CU che dovrà predisporre il soggetto committente. Si tratterà, però, della Cu2016, relativa a compensi percepiti nel 2015.

      • Grazie per la risposta, mi ha tolto un peso!
        Quindi per avere un’idea generale, non si deve fare riferimento a quando si è svolto il lavoro, ma a quando viene effettuato il pagamento?
        Grazie ancora per la risposta

        • Fiscomania

          Forse non mi sono spiegato bene, la data da apporre sulla ricevuta è quella del pagamento. Mentre, per quanto riguarda l’indicazione dei giorni, si devono riportare quelli in cui si è effettivamente svolta l’attività lavorativa “dal….al….”.

          • Buonasera, forse non mi sono spiegata bene, ho fatto la promoter a dicembre, con contratto di collaborazione ai sensi del d lgs 276/2003 articolo 61 comma 2.
            Ricevero il pagamento a fine marzo, per cui non devo emettere nessuna fattura.
            Dall’agenzia non ho ricevuto nessuna CU e io non ho sollecitato nulla in quanto pensavo dovesse andare nella CU del 2016.
            Come mi devo comportare?
            La ringrazio ancora per il suo prezioso aiuto
            Buonasera

  25. mia figlia, studentessa di 17, anni può prestare lavoro occasionale nei giorni liberi (sabato, domenica)? chiaramente rispettando i limiti previsti dalla legge.

  26. salve. volevo chiedere un chiarimento. Da l’anno scorso ho cominciato fare la riflessologia plantare e non avendo molti clienti mi hanno consigliato di fare ricevuta con la prestazione occasionale. quindi anno scorso ho gudagnato 735,00 euro(unico guadagno, perche non ho altro lavoro) , ho chiesto a caaf se si poteva fare la contabilita 730 o modello unico e mi hanno risposto che per forza devo aprire la partita iva. La mia domanda è corretto nel mio caso fare le ricevute con la prestazione occasionale e come faccio pagare irpef o se serve anche altre tasse?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      il lavoro autonomo occasionale è utilizzabile soltanto per tutte quelle attività non professionali e saltuarie. Nel caso in cui, invece, si esercitino attività abituali, come nel suo caso, anche con pochissimo fatturato, come nel suo caso è necessaria l’apertura di una partita Iva. Se ha bisogno di maggiori informazioni riguardo l’apertura della stessa e il regime fiscale da applicare, mi contatti pure attraverso l’apposita sezione.

  27. Salve, premetto che faccio il dipendente in un’azienda ma per arrotondare un pò vorrei comprare e rivendere del materiale sportivo della pratica che svolgo da molti anni, i ricavi annuali saranno sicuramente inferiori a € 5000,00 quindi da come ho letto non avrò bisogno di aprire P.Iva, quello che mi chiedo è come devo compilare le ricevute nel caso in cui vendo ad un privato o ad una associazione polisportiva, posso usare le stesse ricevute? In più domando, cosa devo pagare sugli introiti?

    • Fiscomania

      Salve,
      a mio avviso un’attività commerciale, come quella della vendita al dettaglio, non può rientrare nel lavoro autonomo occasionale, a prescindere dagli importi incassati. Questo perchè l’attività commerciale è sempre soggetta ad apertura della partita Iva. Soltanto qualora si trattasse di vendita episodica (una volta in un anno), allora non sarebbe tenuto ad aprire partita Iva. In ogni caso, qualora volesse comunque utilizzare le ricevute per lavoro occasionale deve compilarle senza l’applicazione della ritenuta d’acconto qualora venda a privati, mentre se vende ad associazioni sportive dovrà applicare la ritenuta d’acconto che il soggetto acquirente dovrà versare al fisco per suo conto.

  28. Salve,

    per un paio d’anni ho svolto un’attività professionale emettendo regolarmente fattura. Avendo constatato che i costi erano immensi, l’ho chiusa. L’anno successivo ho svolto pochi giorni di prestazioni, sempre di tipo professionale,per compensi di molto inferiori ai 5000 euro. In entrambi i casi il lavoro era sporadico e per pochi giorni l’anno. Secondo lei rischio qualcosa col fisco? male che vada, cosa mi può essere contestato?
    Grazie per la risposta.

    • Fiscomania

      Salve,
      credo lei volesse dire che per anni ha svolto un’attività professionale con partita Iva. Nell’anno in cui la partita Iva era aperta lei era obbligato a presentare la dichiarazione dei redditi, a prescindere dall’importo dei compensi percepiti. Negli anni successivi, dopo che ha chiuso la partita Iva, per sapere se era tenuto o meno a presentare la dichiarazione deve verificare quali sono stati i redditi che ha percepito. Nel caso in cui avesse percepito soltanto compensi per prestazioni di lavoro autonomo occasionale allora era tenuto a presentare la dichiarazione al superamento dei 4.800 € annui. Il rischio che corre riguarda particolarmente l’anno in cui aveva la partita Iva. In questo caso l’Agenzia le contesterà le imposte eventualmente dovute e non pagate, più le sanzioni per l’omessa presentazione della dichiarazione, che vanno dal 100 al 200% dell’imposta non versata.

  29. Le rispondo per essere più preciso: negli anni in cui avevo la partita IVA, ho sempre dichiarato e pagato tutte le imposte (IVA, IRFPEF e contributi). Nell’anno in cui ho svolto attività occasionale (2014), il compenso è stato ci circa 3000 euro. Anche per questo sono state pagate le ritenute d’acconto e andrò a dichiararlo nell’Unico. Credo di essere a posto o non è ancora sufficiente?
    Grazie per la risposta.

    • Per essere ancora più preciso, io faccio un altro lavoro da dipendente. L’unico e la relativa dichiarazione dei redditi e iva, è stata sempre fatta e i miei (esigui) redditi da lavoratore con p.iva sono sempre andati a cumularsi con i redditi da dipendente. Quindi, ripeto,ritengo di aver pagato sempre tutto.
      Grazie ancora per la sua disponibilità.

      • Fiscomania

        Salve,
        con le informazioni che mi sta dando credo di poter dire che quanto ha fatto è conforme alle regole fiscali. Quindi null’altro deve essere effettuato al fine di dichiarare ed eventualmente versare le imposte dovute.

  30. Buon giorno,
    innanzitutto complimenti per l’articolo e per tutte le risposte.
    avrei cortesemente bisogno di confrontarmi con lei su un aspetto.

    Una società da me assistita ha dato incarico ad un professionista iscritto all’albo dei giornalisti di controllare un giornalino interno mensile. Il professionista impiegherà quindi un giorno al mese di lavoro per un anno. Il professionista però non ha partita iva e non so come inquadrarlo (contrattualmente)e come giustificare il pagamento (che sarà comunque di esiguo importo cioè 2000 euro all’anno). Vorrebbe fare prestazione occasionale.

    Attendo sue,

    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      il lavoro autonomo occasionale può essere svolto anche da soggetti iscritti ad albi professionali, ma non può riguardare l’attività propria del professionista, in quanto questa attività per essere esercitata per proprio conto, richiede necessariamente l’apertura della partita Iva. In questo caso, l’attività che dovrebbe essere svolta rientra nell’ambito professionale del giornalista, che appunto dovrebbe aprire partita Iva, anche se per importi così modesti. Tuttavia, se gli importi sono così modesti, può provare ad applicare il lavoro occasionale, ma a mio avviso i rischi in caso di controlli ci sono.

  31. Buonasera, avrei una domanda:

    Io ho un contratto di lavoro dipendente come segretaria/addetta eventi (settore commercio).
    Avendo un master in traduzione, mi è arrivata una richiesta (da parte di un soggetto estraneo all’azienda per cui lavoro) di fare una traduzione dall’inglese.

    Posso emettere una ricevuta per prestazione occasionale?
    Il mio reddito da dipendente si va a sommare a quello percepito dal lavoro occasionale?
    Se sì, come devo comportarmi?

    Grazie mille in anticipo,

    Martina

    • Fiscomania

      Salve,
      a mio avviso non ci sono problemi nel suo caso nell’emettere una ricevuta per prestazione di lavoro autonomo occasionale, in quanto si tratta di attività del tutto episodica. Il reddito percepito da questa attività dovrà essere riportato nella sua dichiarazione dei redditi ed andrà a sommarsi al suo reddito dal lavoro dipendente. Penserà a tutto il soggetto che le presenterà la dichiarazione dei redditi, lei si ricordi di conservare copia della ricevuta che emetterà al soggetto committente, ai fini della sua dichiarazione.

      • Buonasera, e grazie mille della pronta risposta!

        Ecco, a proposito della dichiarazione dei redditi, ho letto che i compensi ricevuti per lavoro occasionale vanno dichiarati nel quadro RL del Modello Unico.
        Io però essendo dipendente presento sempre il 730 (e ho sempre dell’IRPEF a credito da farmi rimborsare dal sostituto d’imposta).
        Il compenso per lavoro occasionale andrebbe quindi inserito nel Quadro D- Altri Redditi del 730?

        Grazie ancora!

        Martina

        • PS = Dimenticavo: questa prestazione occasionale di traduzione è verso un soggetto senza partita IVA.
          E’ possibile lo stesso inserirlo nel 730?

          Grazie

  32. Salve, avrei una domanda:

    nel caso di una prestazione occasionale svolta in Italia ma su commissione di un paese straniero, nel mio caso le Filippine in occasione della Biennale d’Arte (Commissione Nazionale per la Cultura e le Arti della Filippine), sull’ammontare della cifra lorda ricevuta dovrò effettuare la ritenuta d’acconto?

    grazie mille

    • Fiscomania

      Salve,
      le prestazioni di lavoro autonomo occasionale svolte per conto di un soggetto committente estero, come nel suo caso, non sono soggette ad alcuna ritenuta d’acconto. L’importo percepito dovrà essere inserito nella sua dichiarazione dei redditi.

  33. Buongiorno
    per quanto riguarda la prestazione occasionale vorrei sapere se il limite di reddito di € 5.000 è da ritenersi al netto o al lordo (.
    Io fino al 31 marzo 2015 ho fatto tre ricevute: 1 di 2.500 lordi e altre due di 1.250 lordi ciascuna per importo totale di 5.000 euro netti e 6.000 lordi.
    Prevedo di fare un’altra ricevuta per il mese di aprile 2015 di € 1.000 netti (1.250 lordi).
    Devo provvedere all’iscrizione alla gestione separata del inps??
    A quanto ammonterebbe la tassazione che mi verrà fatta sull’eccesso di reddito??
    devo provvedere io all’iscrizione oppure il committente?
    Grazie in anticipo per la risposta.

    • Fiscomania

      Salve,
      le prestazioni di lavoro autonomo occasionale hanno un limite annuo massimo fissato a 5.000 € lorde. Andando a superare questa soglia lei è tenuto ad iscriversi alla gestione separata Inps, e per le somme che superano i 5.000 € è tenuto a calcolare il contributo Inps con aliquota del 27,72%. Tale contributo, è a carico del committente per i due terzi, mentre per il restante un terzo è a suo carico. Deve comunque tenere in considerazione che per il Fisco il superamento della soglia dei €. 5000 è segnale che indica che l’attività svolta non è più occasionale, ma abituale e che quindi è necessario aprire partita Iva. Tenga presente che in caso di controlli rischia di vedersi contestare questo aspetto.

  34. Salve, complimenti per l’ottimo articolo ed anche per le esaurienti risposte fornite nei commenti.
    Anche io ho un quesito. Io risiedo e lavoro all’estero (in Germania) come educatrice in asilo. Mi e’ stata offerta la possibilita’ di fare una traduzione per una societa’ italiana.
    Posso emettere una ricevuta di prestazione occasionale alla societa’ italiana, in quanto il lavoro e’ davvero poco (effettuabile in 10 giorni) e per un compenso esiguo di 100 euro? Nella ricevuta di prestazione occasionale, essendo la societa’ sostituta di imposta, devo apporre la ritenuta d’acconto? Deve quindi poi la societa’ mandarmi il CU entro febbraio? Sono poi tenuta a dichiarare in Italia questo compenso oppure qui in Germania?

    • Fiscomania

      Salve,
      grazie per i complimenti. Nel suo caso è possibile usufruire delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale, rilasciando apposita ricevuta al committente italiano. Essendo lei soggetto estero per la ditta italiana questa non le tratterrà alcuna ritenuta d’acconto ma le corrisponderà l’importo lordo. Per quanto riguarda la dichiarazione dei redditi bisogna vedere dove lei risulta residente da un punto di vista fiscale, se in Germania allora non dovrà dichiarare niente in Italia. In caso contrario dovrà dichiarare il reddito in entrambi i Paesi, con delle regole precise per evitare la doppia imposizione.

  35. Salve, grazie per le informazioni che mi avete fornito leggendo l’articolo e i commenti. Vorrei chiedervi una cosa: ho un piccolo negozio di scarpe e per un periodo di 30 giorni vorrei assumere una ragazza con un contratto di lavoro occasionale. Posso farlo?
    Devo fare inizialmente un contratto cartaceo da firmare in caso di un improvviso controllo o basta fare la ricevuta di pagamento al momento della paga (ovvero il 30°giorno)?
    Una volta pagata o prima devo comunicare qualcosa a qualche ente? Mi scuso per le molteplici domande e vi ringrazio in anticipo per le risposte.

    Saluti

    • Fiscomania

      Salve,
      il lavoro occasionale non è conciliabile con l’assunzione di un lavoratore dipendente. Per assumere un lavoratore deve necessariamente rifarsi ad uno dei contratti attualmente esistenti. Il lavoro occasionale è utilizzabile solo per le forme di lavoro autonomo, e non per svolgere attività di lavoro dipendente. Faccia attenzione perché in caso di controllo le sanzioni sono elevate.

      • Salve,
        sono un operaio specializzato(olivicoltore)dipendente,rispettando i limiti previsti dalla legge posso svolgere prestazioni occasionali come giardiniere per soggetti privati?
        Se la risposta è si,il reddito percepito come prestazione occasionale deve essere riportato in denuncia dei redditi oltre al reddito da lavoratore dipendente? e cosa comporta ai fini fiscali denunciare i 2 redditi?
        Inoltre è necessario che conservi le copie delle ricevute del lavoro occasionale per presentare la denuncia?
        Grazie in anticipo

        • Fiscomania

          Salve,
          la risposta è positiva, lei può utilizzare le ricevute per prestazioni di lavoro occasionale per svolgere occasionalmente giardinaggio. Dovrà conservare copia delle ricevute emesse per la sua dichiarazione dei redditi. Il redditi da lavoro dipendente andrà a sommarsi al reddito da lavoro occasionale e confluirà negli scaglioni dell’Irpef.

  36. Buongiorno,
    sono già un professionista con partita IVA, ma sto valutando di occuparmi anche di altre attività di natura culturale, previa valutazione della compatibilità con il mio ordine. Al di là di questo aspetto che valuterò, ci sono invece questioni fiscali che i professionisti del settore che ho contattato non sono state in grado di chiarirmi. Si tratterebbe di attività saltuarie per lo più a privati, persone fisiche non titolari d partita IVA.
    Quello che chiedo è: in via generale e quindi non in rapporto alla mia situazione, si possono svolgere prestazioni occasionali con ricevuta a persone fisiche senza partita IVA? (mi è stato detto sempre di no)
    Nel mio caso, se svolgessi queste attività occasionali diverse dal mio settore professionale abituale, dovrei fatturare con la mia partita IVA, senza aprire un altro settore di attività? Oppure dovrei aprire tale nuovo settore? O ancora, potrei fare ricevute dal momento che si tratterebbe di attività occasionale che non ha nulla a che fare con quella per cui ho già partita IVA?
    La ringrazio molto per l’attenzione.

    • Fiscomania

      Salve,
      partiamo dal presupposto che non c’è alcuna preclusione all’esercizio di attività di lavoro autonomo occasionale per i soggetti dotati di partita Iva. Le prestazioni occasionali possono essere svolte sia verso soggetti dotati di partita Iva (in questo caso vi sarà l’applicazione nella ricevuta della ritenuta d’acconto), sia verso soggetti privati (in questo caso niente ritenuta d’acconto).
      Un professionista può svolgere prestazioni di lavoro autonomo occasionale quando queste riguardano un settore di attività diverso rispetto a quello per il quale ha aperto la propria partita Iva. Naturalmente l’attività svolta deve rispettare i requisiti previsti per le prestazioni occasionali, altrimenti sarà obbligatorio aprire un nuovo codice attività per la partita Iva esistente e fatturare le prestazioni effettuate. Appartenendo lei ad un ordine professionale si informi bene presso lo stesso se vi sono possibili incompatibilità verso l’attività che vorrebbe svolgere.

  37. Salve,

    Io vorrei aprire un e-commerce che vende template, la mia idea è quella di fare uscire almeno un paio di template al mese da mettere in vendita, più la gestione dei social settimanale dove promuovo i miei prodotti, mi chiedevo se non superando i 5.000€ annuali, entro a far parte del lavoro occasionale e quindi senza P.I oppure anche se non superando comunque i 5.000€ annui ma avendo una gestione accurata più la creazione di circa due tamplate al mese con offerte, buoni sconto ecc… debba avere P.I perchè non è più occasionale???

    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività che lei vorrebbe intraprendere è una vera e propria attività di e-commerce diretto, e come tale deve essere necessariamente regolata da un punto di vista fiscale attraverso l’apertura di una partita Iva. A nulla vale in questo caso il volume dell’attività, in quanto se un’attività è di tipo commerciale e abituale, come è considerato l’e-commerce, è sempre obbligatoria la partita Iva. In questo momento valuti la possibilità di utilizzare il regime dei minimi con aliquota al 5%.

  38. Salve sono un istruttore di nuoto che durante l estate svolge lezioni di nuoto private presso hotel. volevo regolarizzarmi con queste prestazioni occasionali.tra me e l hotel non ho nessun contratto ma solo una stretta di mano perciò non do nessun compenso a l hotel.
    dubbi:
    1.devo fare qualcosa di scritto con l hotel?
    2.le ricevute le devo fare io oppure l hotel?

    • Fiscomania

      Salve,
      non credo che la sua attività possa essere regolata attraverso le prestazioni occasionali, lei offre la sua prestazione di tipo professionale e continuativo verso dei clienti che beneficiano della sua professionalità per imparare a nuotare. Il mio consiglio è quello di aprire partita Iva e di fatturare le sue prestazioni. La fatturazione dovrebbe effettuarla direttamente ai clienti che usufruiscono del suo servizio.

  39. Ho letto l’articolo (molto interessante) ed anche i commenti, ma ho ugualmente una domanda. Sono impiegato privato in una fabbrica, e un amico mi ha chiesto se sono disposto ad organizzare delle cene (sono un discreto cuoco) per poche persone più o meno una volta al mese (non ci sarà una cadenza prefissata).

    Credo che la mia possa considerarsi una prestazione autonoma occasionale e mi sembra chiaro che se il totale di quello che incasserei nell’anno è inferiore ai 5.000 euro non devo fare niente nei confronti dell’INPS e che devo rilasciare una semplice ricevuta (i potenziali clienti sono privati)

    Dal punto di vista IRPEF invece devo dichiarare il lordo come reddito diverso, ma come faccio a detrarre le spese relative sostenute? (derrate alimentari e bevande)

    • Fiscomania

      Salve,
      quella che lei andrebbe a svolgere è sicuramente un’attività che ha le caratteristiche per essere gestita attraverso il lavoro autonomo occasionale. Naturalmente dovrà rilasciare una ricevuta ogni volta che riceverà un pagamento per la prestazione lavorativa che ha eseguito. La ricevuta sarà composta da una parte che sarà il suo compenso e una parte dal rimborso delle spese che lei ha sostenuto, per effettuare la sua attività. Se la ricevuta viene rilasciata a un soggetto privato non vi dovrà apporre la ritenuta d’acconto. In caso contrario dovrà assoggettare a ritenuta d’acconto il 20% del suo compenso lasciando fuori il rimborso delle spese che ha sostenuto (a patto che queste spese siano validamente documentate). Le ricevute dovranno essere poi inserite in dichiarazione dei redditi (quadro RL del modello Unico o L del modello 730) e assieme ad esse saranno riepilogate anche le spese che lei ha sostenuto. Il discorso legato all’Inps si apre solo al superamento dei €. 5.000 annui, ma in quel caso è opportuno aprire partita Iva.

  40. Salve.
    Devo necessariamente aprire una partita iva, poichè l’azienda agricola alla quale fornisco un piccolo raccolto annuale di capperi la vuole, altrimenti non ritira il prodotto.
    Considerato che il volume d’affari annuo sarebbe inferiore ad euro 1500 max 2000, mi chiedo se ne valga la pena, e quanto di questi 2000 euro resterebbero…non ho al momento altri redditi.

    Grazie.

    • Fiscomania

      Salve,
      il regime Iva legato all’agricoltura è un regime particolare che prevede regole proprie. Chi esercita l’attività agricola deve necessariamente aprire partita Iva, ma vi è un regime minimale restando al di sotto del quale non vi è tassazione. Per maggiori informazioni mi contatti pure in privato tramite l’apposito form da compilare.

  41. Sono un pensionato da lavoro dipendente, mi è capitato di svolgere per un amico che ha una ditta 10 giorni di lavoro occasionale e mi ha pagato con dei voucher per un totale di 500 euro lordi.
    Con la stessa azienda (piccola impresa) visto che per tanti anni ho fatto il venditore gli consigliavo che poteva ampliare le sue vendite andando a contattare direttamente le aziende e mi sono proposto senza impegni da ambo i lati di trovargli dei nuovi clienti, incassando eventualmente solo una % della vendita eseguite, ed eventualmente qualche piccolo rimborso spese vive, chiedendo anche la possibilità allo stesso di poter usufruire del suo ufficio, visto che si tratta di un’attività che non so se porterà dei risultati e quanto in termine economico. Vorrei capire come meglio procedere, se come prestazioni occasionali con ritenuta (anche se presumo di superare i 30gg ma penso di non superare i 5 mila euro anno) oppure come “procacciatore d’affari occasionali”. Cosa è più giusto fare. Quali sono i limiti? Mi incide nella pensione, decurtandomi delle somme e in che %?
    I voucher ricevuti fanno anche cumulo li devo dichiarare nel 730? Grazie

  42. Sono un’ interprete e per l’anno 2014 ho lavorato presso un ente pubblico occasionalmente superando però i 5000,00€, l’ente mi ha rilasciato una certificazione e mi ha consigliato di iscrivermi alla gestione separata. Cosa devo fare e nel modello unico come devo dividere gli importi avendo percepito in tutto 7900,00€. Inoltre per il 2015 mi hanno fatto un contratto per una serie di prestazioni ma i tempi di pagamento non coincidono con le prestazioni, se devo iscrivermi all’inps cosa faccio se nel 2015 non mi pagano?Grazie.

    • Fiscomania

      Salve,
      lei nel modello Unico indicherà nel quadro RL gli importi lordi percepiti e le ritenute che ha subito. Al superamento dei €. 5.000 annui lei avrebbe dovuto aprire immediatamente una posizione Inps nella gestione separata e sarebbe stato tenuto al versamento dei contributi sulle somme percepite nell’anno ed eccedenti la soglia dei €. 5.000. Non avendolo fatto, non avrà altro da indicare nel modello Unico. Non so cosa voglia dire con il fatto che le prestazioni non coincidono con i tempi di pagamento, in quanto la ricevuta da rilasciare al momento del pagamento dovrà riportare i tempi delle prestazioni effettuata. La gestione separata si è tenuti a versarla al momento dell’incasso del compenso. Se il compenso non è percepito i contributi non si versano.

      • Adesso non posso iscrivermi in modo retroattivo e versare i contributi in sede di dichiarazione dei redditi? Poichè per il 2015 ho avuto un altro incarico e supererò i 5000,00€ cosa devo fare?Grazie

  43. Salve, ho eseguito nel 2014 una prestazione occasionale di 5.000 € ad un ente pubblico risultando vincitore di un bando per attività di collaborazione ufficio lavori pubblici. Ho emesso alla fine una ricevuta per la prestazione con ritenuta di acconto del 20%. Vorrei sapere se è possibile inserire nel mod. 730 di questo anno oltre che il reddito derivante da attività occasionale (rigo D5) anche le spese sostenute (colonna 3) quali: – acquisto di notebook necessario allo svolgimento del lavoro(scontrino fiscale); – rimborso spese di viaggio con la propria auto (calcolo dei km percorsi per gli spostamenti con proprio veicolo privato casa-luogo di lavoro-casa e sopralluoghi vari x tariffa derivante dal calcolo dei costi kilometrici ACI. Grazie.

    • Fiscomania

      Salve,
      le istruzioni del modello 730 precisano che le spese sostenute per l’esercizio dell’attività di lavoro autonomo occasionale possono essere riportate a deduzione del reddito, ma le stesse devono essere adeguatamente documentate (con i relativi giustificativi di spesa) e conservate in caso di futura esibizione all’Agenzia in caso di controlli.

  44. Buongiorno,
    lavoro come commesso presso un negozio d’abbigliamento, ho in essere col titolare dell’attività un contratto di lavoro subordinato, inoltre, ho collaborato durante l’anno con un’agenzia di servizi per delle sfilate di moda, quindi come fotomodello, pertanto ho usufruito di prestazioni occasionali, ma adesso avrei superato la soglia dei 5000€annui e l’agenzia mi dice che dovrò aprire partita iva.
    Ma il mio lavoro di natura subordinata di commesso sarebbe compatibile con l’apertura di partita iva, quindi con lo svolgimento di attività di lavoro autonomo?
    Se apro partita iva, e di conseguenza apro posizione in Gestione Separata dovrò versare alla stessa Gestione Separata dei contributi, tali contributi andrebbero persi visto che mi vengono già versati degli altri contributi previdenziali dal mio datore di lavoro titolare del negozio d’abbigliamento e che confluiscono in altra Gestione Inps del Fondo Lavoratori Dipendenti? O tali contributi, sia versati in Gestione Separata che versati al Fondo dei Lavoratori Dipendenti, al raggiungimento dei requisiti per chiedere domanda di pensione possono essere sommati tra di loro?
    Grazie per un riscontro in merito.

    • Fiscomania

      Salve,
      non ci sono preclusioni tra l’attività di lavoro dipendente e l’apertura di una partita Iva per l’esercizio di una attività professionale. Aprendo posizione Inps alla Gestione separata, e tenuto al versamento dei relativi contributi. Tali contributi non potranno essere sommati a quelli che il suo datore di lavoro le versa per il lavoro dipendente. Tuttavia, al raggiungimenti dei requisiti per la richiesta di pensione sarà possibile chiedere la ricongiunzione dei contributi versati.

      • Buongiorno,
        grazie per la sua email.
        Posso chiederle qual è il codice ateco per l’attvità che andrò a svolgere da fotomodello? Quale indirizzo dovrò indicare nel modello di dichiarazione d’inizio attività visto che i luoghi di sfilate saranno sempre differenti?
        E posso aprire la partita iva con il regime dei minimi ai sensi della L.98/11 considerato che l’obbligo per aprire il regime forfettario è slittato di un anno?
        Grazie per un suo riscontro.
        Cordiali Saluti,
        Vincenzo

        • Fiscomania

          Salve,
          il codice attività da utilizzare è il 90.01.09 “Altre rappresentazioni artistiche”. L’indirizzo è quello nel quale lei svolgerà la professione: nel suo caso può indicare il suo indirizzo di residenza. Le confermo anche la possibilità di aprire partita Iva con il regime dei minimi di cui al D.L. n. 98/2011 fino al 31/12/2015.

  45. Buongiorno
    sono attualmente disoccupato e sto percependo la disoccupazione; siccome ho avuto risposte non proprio chiare dall’Inps, il mio quesito è questo:
    ho accettato una proposta di lavoro occasionale (quindi non a tempo) con pagamento con ritenuta di acconto, di importo 700 euro netti.

    L’Inps mi ha comunicato questo:
    “Le prestazioni occasionali sono quelle che hanno una durata complessiva non superiore a 30 giorni in un anno solare con lo stesso committente e il cui compenso non sia superiore a 5000 euro. In questo caso non esiste l’obbligo di comunicare all’Istituto il reddito.”

    è corretto il discorso del non avvisare?
    anche perchè sul sito dell’Inps c’è un po di confusione tra lavoro autonomo e cocasionale

    grazie in anticipo

    Giovanni

    • Fiscomania

      Salve,
      lo stesso sito dell’Inps afferma che le prestazioni che non sono considerate vere e proprie esperienze di lavoro, come il lavoro occasionale non devono essere oggetto di comunicazione nel caso si percepisca l’Aspi, a patto che la prestazione non superi i €. 4.800 annui.

  46. BERARDO DI GIOVANNI

    Buonasera,
    un mio cliente per l’anno d’imposta 2014 ha avuto alcune prestazioni occasionali la cui somma ha superato di circa 1.000,00 euro i 5.000,00
    per il versamento dei contributi alla gestione separata tutto a suo carico
    in quanto i clienti non hanno provveduto perchè lui non li ha ravvisati.
    Lui è contestualmente anche pensionato e già inscritto alla gestione
    separata.
    Nel modello unico 2015 provvedo a calcolare l’Inps da versare sull’eccedenza
    sopra menzionata, ma deve versare anche l’acconto per il 2015?
    Ringrazio.
    Berardo Di Giovanni

    • Fiscomania

      Salve,
      la gestione separata Inps per i soggetti che effettuano prestazioni di lavoro autonomo occasionale è equiparata a quella prevista per le prestazioni di collaborazione coordinata e continuativa, quindi 1/3 del contributo a carico del lavoratore e 2/3 a carico del committente. Se il soggetto non effettuerà prestazioni occasionali nel 2015 non è dovuto il versamento di acconti, altrimenti può essere opportuno versarli.

      • BERARDO DI GIOVANNI

        Buongiorno e buona domenica, ringrazio per la risposta.
        Probabilmente è questo il motivo perchè il mio software
        (sole24ore) non mi genera in automatico l’acconto per il
        2015?

        • Fiscomania

          Buona domenica a lei. Il software non presenta acconti perché il versamento che sta facendo per il 2014 in realtà è una correzione a qualcosa che avrebbe dovuto avvenire in maniera diversa. Il versamento dei contributi per le prestazioni occasionali avviene di norma direttamente al momento dell’incasso delle somme per gli importi superiori a €. 5.000. Eventualmente in sede di dichiarazione si versa una eventuale conguaglio a titolo di saldo. E’ possibile ma non richiesto dalle norme il versamento di acconti.

          • BERARDO DI GIOVANNI

            Ringrazio per la Sua ulteriore risposta e gentilezza.
            A tal propoisto volevo far versare al contribuente il 40% dell’imposta
            versata per il 2014 adesso ed il 60% al 30.11.2015 con indicazione del
            periodo 01012015 31122015.
            Cordialmente
            Berardo Di Giovanni

  47. Buon giorno, mia figlia, presso due scuole una privata l’altra
    della regione liguria, ha insegnato, come estetista, percependo per le sue ore d’insegnamento, circa 9000 euro per l’anno 2014.Volevo capire se deve e come pagare l’IMPS,considerando che per l’anno 2015 non riesce a sapere se sara’ un importo piu’basso o piu’ alto se non alla fine dell’anno stesso.I due enti le fanno le ritenute d’acconto del 20% ed andra’a compensare in base ai vari scaglioni le tasse da pagare.Grato dell’eventuale aiuto,ringrazio.Eugenio

    • Fiscomania

      Salve,
      sua figlia doveva versare i contributi Inps per il 2014, sui redditi percepiti superiori alla soglia dei €. 5.000, quindi nel suo caso su €. 4.000 (9.000 – 5.000). I due terzi del contributo Inps dovevano essere a carico della scuola, che avrebbe dovuto versarli per conto di sua figlia, mentre il restante 1/3 è a carico di sua figlia che a questo punto verserà in sede di dichiarazione dei redditi. Per il 2015, dovrà fare la stessa cosa: fino a €. 5.000 di reddito percepito, non farà alcun versamento Inps, mentre al superamento della soglia il meccanismo è quello appena descritto.

  48. Salve,
    la mia domanda concerne la cumulabilità di prestazione occasionale “ordinaria” (a mezzo ricevuta con ritenuta d’acconto) e prestazione occasionale “accessoria” (pagata tramite voucher INPS) riferita a uno stesso lavoratore da uno stesso committente.
    Specificamente, il lavoratore ha svolto un’attività occasionale e ha percepito dal committente pagamenti complessivi per un importo lordo non superiore ai 3.500 euro. Ha lavorato per 30 giorni, esaurendo quindi i limiti della collaborazione occasionale “ordinaria”. Non avendo completato l’attività, che rimane di tipo occasionale, è possibile continuare a retribuirlo utilizzando i voucher INPS (considerando che non percepirà più di 2.000 euro di retribuzione in questa seconda forma)? Se sì quali condizioni devono essere rispettate dal punto di vista fiscale e burocratico?
    Ringrazio anticipatamente e vi faccio i complimenti per la completezza e la professionalità del vostro sito.

    • Fiscomania

      Salve,
      la ringrazio per i complimenti. In generale non ci sono limitazioni all’utilizzo delle due fattispecie: il lavoratore può utilizzare il lavoro autonomo occasionale e poi essere retribuito attraverso i voucher Inps del lavoro accessorio. L’importante è non superare i limiti previsti da questa disciplina: ovvero non superare, con la totalità dei committenti, per ogni anno solare, l’importo di €. 5.050 netti (Inps Circolare n. 28/2014). Naturalmente sarà il lavoratore ad informare e autocertificare ai committenti l’entità dei compensi raggiunti nel corso dell’anno.

  49. Salve, sono un ragazzo neo diplomato (scuola conclusa per me). Volevo chiederle se, nel mio caso, fosse possibile emettere ricevuta per prestazione occasionale. Considerando che non ho mai lavorato, quindi non percepisco alcuna disoccupazione ed ho concluso il mio corso da studente. Sto cercando ovunque ma non trovo la risposta che cerco. Grazie in anticipo.

  50. Salve! Mi è stato proposto un lavoro di assistenza ad un bambino autistico per l estate dal mio comune di residenza. Mi hanno però detto che sarà un contratto autonomo tra me e la famiglia. E che i contributi dovrò pagarli io personalmente. Cosa vuol dire? Devo aprire una partita iva? Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      se l’attività che le è stata proposta non si protrarrà ma inizierà e terminerà con questo incarico allora potrà emettere ricevuta per lavoro autonomo occasionale, altrimenti se l’attività si protrae nel tempo è necessario aprire partita Iva. Per quanto riguarda i contributi, fino a €. 5.000 per il lavoro occasionale i contributi alla gestione separata dell’Inps non sono dovuti. Il discorso cambia se deve aprire partita Iva.

  51. buongiorno, sono dipendente part-time tempo indeterminato, e ho un hobby quello di fare
    allestimenti con i palloncini, per ora li ho fatti solo per le feste di mio figlio e dei miei familiari, senza percepire compensi ovviamente. ora però mi è capitata qualche richiesta da persone esterne alla famiglia che vorrebbero pagarmi per averne. siccome evidentemente non supererei il limite di 5000,00€ annui, la mia potrebbe considerarsi una prestazione autonoma occasionale? se si, dato che dovrei comprare i palloncini in negozi dove la maggior parte delle volte non emettono scontrini con specifica degli articoli come farò ad inserire nella dichiarazione dei redditi le spese?
    grazie in anticipo per la risposta e complimenti per l’articolo e i chiarimenti forniti.

    • Fiscomania

      Salve,
      tutto dipende dall’abitualità con la quale svolgerà questa attività, a prescindere dai compensi percepiti. Se si tratta di uno o due incarichi l’anno allora può emettere ricevute per prestazione occasionale, altrimenti dovrà aprire partita Iva. Per evidenziare i suoi costi, in ogni caso si faccia rilasciare al posto dello scontrino, la fattura. In questo modo saranno analiticamente indicati i beni acquistati e potrà considerarli, se inerenti, come costi. Nel caso volesse approfondire il discorso riguardo la convenienza ad aprire partita Iva, e i relativi regimi contabili da adottare, mi contatti pure in privato attraverso l’apposito form.

      • grazie per la risposta chiara ed esaustiva, ma non credo di voler aprire PI, vorrà dire al massimo che farò le prime due commesse dell’anno e rinuncerò alle successive (se ce ne fossero).grazie ancora

  52. Buon giorno e grazie per l’articolo. Vorrei un parere sulla mia situazione: ho svolto per l’anno accademico 2014/2015 una prestazione occasionale per un’ Accademia di belle arti con contratto di prestazione professionale per un compenso lordo di € 4.200. A pagamento avvenuto pochi giorni fa’ mi rendo conto che la ritenuta è stata del 27% (e qualcosa) e che l’ente mi ha i scritta alla gestione separata INPS e non ho emesso nessuna ricevuta. Io però non ho avuto altre entrate quindi sono ancora sotto la soglia dei 5000. Come posso rivalermi? Io avrei preferito emettere ricevuta con il 20% di ritenuta, sono ancora in tempo? Grazie anticipatamente di una risposta

    • Fiscomania

      Salve,
      se ho capito bene, lei non ha partita Iva, ma ha svolto una prestazione di lavoro autonomo occasionale. L’Ente le ha trattenuto il 27,72%, ma non a titolo di ritenuta, ma a titolo di contributi per la gestione separata. L’iscrizione alla gestione separata è obbligatoria al superamento dei €. 5.000 di compensi percepiti nell’anno, e comunque dovrebbe essere lei ad iscriversi (e non l’ente). A mio avviso lei deve emettere ricevuta indicando compenso lordo, ritenuta d’acconto del 20% e compenso netto. L’Ente sarà tenuto a regolarizzare la sua posizione secondo la ricevuta che lei emette.

      • Grazie della tempestività!!! esattamente è andata come ha appena dedotto, aggiungo che probabilmente ad agosto, per altra prestazione, supererò detta soglia e (quindi sarà in quel momento che dovrò fare iscrizione e comunicare ai datori il superamento) ma ciò che non ho capito bene è se pagherò la contribuzione al 27,72 sulla differenza o se l’imposizione riguarderà l’intero reddito che diventerà di molto poco superiore ai 5000 :/
        Rinnovo i ringraziamenti!
        Erika

        • Fiscomania

          I contributi alla gestione separata li dovrà versare soltanto per gli importi che superano la soglia dei €. 5.000. Inoltre, i contributi da versare saranno per 1/3 a suo carico e per 2/3 a carico del soggetto verso il quale effettua la prestazione. I 2/3 dei contributi a carico del datore di lavoro le saranno trattenuti dal datore, che poi verserà all’Inps per suo conto.

          • La confusione sale… premetto che ho fatto un grossolano errore sull’aliquota che mi è stata applicata, non è il 27.72 bensì il 30.72!!! mi perdoni, se l’ente dovesse regolarizzare la cosa come dovrei comportarmi in seguito? ossia: ho incassato oggi 4200 lordi con ritenuta al 20% e domani incasso 1000 = pagherò la contribuzione sugli 800 o su 5200? Ora mi confonde non poco la questione del reddito annuo rispetto all’importo della singola prestazione. Gentilissimi se voleste chiarirmi anche questo punto. Grazie

          • Fiscomania

            Se fino ad ora ha percepito €. 4.200 lorde, e sta per percepirne altre €. 1.000 significa che nell’anno ha superato le €.5.000, ma soltanto per €. 200 (€. 4.200 + €. 1.000). Su queste €. 200 saranno dovuti i contributi Inps. Si ricordi che tutti i compensi dovranno essere inseriti nella sua dichiarazione dei redditi, e faccia particolare attenzione al fatto che per l’Agenzia delle Entrate il superamento dei €. 5.000 annui di prestazione occasionale è indice di attività esercitata abitualmente, e quindi richiede, in caso di controlli, l’apertura della partita Iva.

  53. Buongiorno,
    Ho purtroppo fatto un errore grossolano ora vorrei riuscire a capire le conseguenze e come posso sistemare la cosa.
    Sono in Mobilità e da legge se non erro posso lavorare occasionalmente per uno stesso datore di lavoro per un importo pari a 2000 €. Purtroppo c’è stato un errore e mi sono stati dati voucher per un importo di 2250€, ora non lavoro più presso il datore di lavoro ma presso un altro da cui al momento ho percepito Voucher per 500€. Come posso fare? devo recarmi all’Inps e spiegare la situazione,non vorrei perdere la mobilità per 250 €.
    Grazie
    Alessandra

    • Fiscomania

      Salve,
      Questo è quanto riportato nel sito dell’Inps sull’argomento: “Per prestatori percettori di misure di sostegno al reddito il limite economico è di 3.000 euro nette complessive per anno solare, con riferimento alla totalità di committenti, che corrispondono a 4.000 euro lorde. Per eventuali compensi superiori a 3000 euro, il prestatore percettore di misure di sostegno al reddito ha l’obbligo di presentare preventiva comunicazione alle Sedi provinciali dell’Istituto. Nel caso di più contratti di lavoro accessorio stipulati nel corso dell’anno e retribuiti singolarmente per meno di 3.000 euro per anno solare, la comunicazione andrà resa prima che il compenso determini il superamento del predetto limite dei 3.000 euro se sommato agli altri redditi per lavoro accessorio”.

  54. Salve,
    Vorrei svolgere attività di servizi alla persona (spesa a domicilio,commissioni, e assistenza in generale), iniziando come lavoratore occasionale non avendo ancora un bacino di clienti fissi.E’una strada percorribile o sono costretto ad aprire P.I. ?
    Grazie anticipatamente !
    Giulio

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività che intende svolgere ha carattere continuativo, quindi necessita l’apertura di una partita Iva, questo a prescindere dal volume d’affari ottenuto. Tuttavia, per le prime prestazioni può utilizzare le ricevute per prestazione occasionale, ma presti attenzione a non superare i limiti previsti. In ogni caso inizi a prendere informazioni per l’apertura della partita Iva.

  55. Salve,

    Ho un reddito da locazione di 5004 Euro all’anno.
    Ora una ditta con partita iva mi chiede la parcella per una collaborazione occasionale dove ricevero’ un netto di 1440.

    Mi conviene scegliere il regime a cedolare secca sulla locazione oppure no?

    • Fiscomania

      Salve,
      sicuramente conviene l’applicazione della cedolare secca. La prima aliquota Irpef è del 23% con imponibile il 95% del canone di locazione, mentre con la cedolare si paga il 21% sul 100% della locazione. Tenga presente che poi per le prestazioni occasionali fino a €. 4.800 non c’è Irpef da pagare, quindi la scelta migliore per lei è la cedolare secca.

  56. Buongiorno, avrei un interrogativo: ho stipulato un contratto a progetto con un’agenzia di marketing per lo svolgimento di attività di promoter, per un massimo di 30 giornate annue e con un compenso di 45 euro lordi.
    L’agenzia mi ha chiesto non solo di firmare il contratto, ma di compilare una “Dichiarazione per le detrazioni d’imposta a decorrere dall’anno 2015”. In tale documento dovrei indicare se voglio:
    – chiedere di applicare l’importo minimo garantito;
    – applicare la detrazione per i redditi di lavoro dipendente o assimilati;
    – applicare la detrazione per altri redditi assimilati;
    – in caso di rapporti inferiori all’anno, di calcolare ed attribuire l’importo minimo di detrazione spettante, pari a 690 euro per i rapporti a tempo indeterminato e 1380 euro per i rapporti a tempo determinato, non rapportato al periodo di lavoro.
    Considerando che il massimo che posso guadagnare da questo contratto è 1350 euro annui, e che anche collaborando con altre agenzie non riuscirò a superare i 4800 euro, quale delle opzioni devo scegliere?
    Sia l’Inps sia il patronato mi hanno detto che è l’agenzia che mi deve dare indicazioni, ma da loro tutto tace…
    Grazie per la cortese attenzione.

    • Fiscomania

      Salve,
      se lei sta stipulando un contratto a progetto, si tratta di una attività assimilata a quella di lavoro dipendente, per questo motivo dovrà chiedere l’applicazione di detrazione per redditi di lavoro dipendente o assimilati, chiedendo l’attribuzione anche dell’importo minimo di detrazioni spettante. Se, invece, sta stipulando un contratto che ha per oggetto lavoro autonomo occasionale dovrà chiedere l’applicazione delle detrazioni per altri redditi assimilati. Deve chiarire bene questo aspetto perché è molto importante.

  57. DICHIARO O NON DICHIARO? Questo è il dilemma…
    Salve a tutti, sono Valeria, ho 25 anni e mi sono diplomata il mese scorso. Nella seconda metà dell’anno scorso ho eseguito dei lavori in ritenuta d’acconto, non pertinenti con la mia formazione scolastica e non richiedenti competenze specifiche, trattandosi -in buona sostanza- di attività di “data entry” in moduli destinati alla pubblicazione web, costituenti infine un sito internet. Ho fatturato:
    – € 600,00 lordi per la redazione di un piccolo sito
    – € 622,50 lordi per la creazione di un altro piccolo sito web
    – € 875,00 lordi per la creazione di un altro sito con più pagine
    – € 1.625,00 lordi per la creazione di un penultimo sito più complesso (in più lingue)
    – € 172,50 lordi per l’aggiornamento di un ulteriore sito internet
    – € 250,00 lordi per il cambio di skin grafica di un ultimo sito
    Ora ci tengo a ribadire che si tratta di attività meramente compilativa e redazionale di contenuti forniti dai clienti: una sorta di copia/incolla evoluto di testi e immagini, in campi predefiniti, con banale pubblicazione online. Avete presente quei siti tipo “1&1 crea gratis il tuo sito” nei quali il privato può darsi da fare da solo? Ecco io ho fatto una cosa del genere per conto terzi.
    Si tratta di 4 episodi creativi concentrati in 6 mesi, oltre a due interventi più soft.

    Il mio dilemma nasce dal fatto che ho sfruttato sì l’ignoranza di alcuni a mio vantaggio: facendomi pagare per leggere ed eseguire delle banali istruzioni in inglese, alla portata di chiunque avesse buona volontà, ma la medesima mancanza di conoscenza, anche da parte del Fisco, potrebbe beffardamente far ravvisare in me una web designer in carriera, cosa che assolutamente non sono!

    Sono quindi qui a chiedere un consiglio spassionato: posso dichiarare serenamente e puntare quindi alla restituzione delle ritenute d’acconto versatemi oppure meglio non svegliare can che dorme? Nel caso di risposta affermativa, nel 730 parlano di “lordo PERCEPITO”, a me hanno pagato solo il netto, quindi il lordo nel mio caso NON è stato percepito… Dovrei indicare quanto effettivamente percepito nel 2014 oppure la somma dei lordi delle mie ricevute in ritenuta d’acconto?

    Scusandomi anticipatamente per la scomodità della domanda, ringrazio anticipatamente per quanto mi saprete indicare.

    • Fiscomania

      Salve,
      l’esercizio di un’attività di lavoro autonomo occasionale prevede il rispetto di alcuni requisiti fissati dalla legge: massimo 30 giorni annui di lavoro verso uno stesso committente e massimo €. 5.000 verso la totalità dei committenti. Al superamento di una di queste soglie è necessario aprire partita Iva. In ogni caso, ed a prescindere dagli importi fatturati l’apertura della partita Iva è obbligatoria quando l’attività di lavoro autonomo svolta è di tipo abituale. Avendo lei sia superato la soglia dei €. 5.000 annui, che l’esercizio abituale (ha concluso varie operazioni nell’anno), sarebbe opportuno aprire partita Iva nel 2015, come lavoratore autonomo. Per quanto riguarda il 2014 lei deve dichiarare il compenso lordo percepito nel quadro RL del modello Unico che dovrà presentare entro il prossimo settembre e indicare anche le ritenute d’acconto subite. Naturalmente i suoi committenti dovevano essere tutte società, o soggetti con partita Iva, altrimenti la ritenuta d’acconto non era dovuta (le sarebbe dovuto spettare il compenso lordo). Ogni committente entro lo scorso mese di febbraio avrebbe dovuto rilasciarle una certificazione (modello CU) delle ritenute che le ha versato al Fisco. Non presentare la dichiarazione, significherebbe soltanto aspettare un accertamento fiscale, in quanto le certificazioni dei committenti sono ogni anno comunicate al Fisco. Per maggiori informazioni, anche sulla convenienza dell’apertura della partita Iva o per la dichiarazione dei redditi da presentare mi contatti pure in privato.

      • Salve,
        grazie per la pronta risposta, non trovando un vostro contatto email diretto, la prego di voler utilizzare la mail che ho inserito nel form di commento, perchè la risposta che ricevo in casella viene da mittente “donotreply”. Ci tenevo solo a specificare che la somma lorda complessiva fatturata (a tutte società di vario tipo, con partita iva, quindi legittimi sostituti d’imposta che mi hanno consegnato il CU) è di € 4.145,00 quindi certamente inferiore alla soglia e i giorni lavorati sono nel totale di tutti i committenti meno di una quindicina.

        Per completezza informativa aggiungo le date delle somme fatturate così da chiarire quanto più possibile sull’abitudinarietà della sporadica attività da me esercitata.
        1 luglio 2014 € 600,00
        1 ottobre 2014 € 250,00
        17 dicembre 2014 € 172,50
        19 dicembre 2014 € 1.625,00
        22 dicembre 2014 € 622,50
        23 dicembre 2014 € 875,00
        —————————-
        totale € 4.145,00
        Si tratta di 6 episodi in tutto: i primi due a distanza di tre mesi l’uno dall’altro e il terzo dal 17 al 23 dicembre. Per queste ragioni, con riguardo all’anno 2014 confiderei che tale attività non venisse intesa come abituale, ma mi rimetto al suo giudizio.

        Molto allarmata e prima di avere notizia della sua cortese risposta, ho avuto un colloquio con una amica (sua collega) che mi ha generato più confusione di prima: non solo mi ha consigliato di compilare il quadro D5 del 730 e di inviarlo telematicamente entro domani, ma mi ha anche detto che con queste entrate non mi converrebbe aprire partita iva, per via di un costo fisso (ora non ricordo a che titolo) DI BEN € 3.800,00. Mi sembra una spesa eccessiva, confido in un errore della collega, ma le sarei profondamente grata se potesse riscontrarmi in seguito alle precisazioni di cui sopra (reddito inferiore ai 5.000,00 euro e derivato da un solo lavoro a luglio, uno a ottobre e quattro a dicembre; zero tutto il resto dell’anno).
        Grazie infinite.

        • Buongiorno, posso essere pagato con voucher per un lavoro da svolgere in Italia da una ditta estera(comunitaria).Grazie

          • Fiscomania

            Se la ditta estera acquista il voucher italiano per pagarla, direi che non ci sono particolari problemi. Ma è un aspetto che deve chiarire con loro.

  58. P.S.
    si è trattato di 6 committenti diversi

  59. Salve,
    ho chiuso il 31 agosto 2014 la p.iva che avevo come ingegnere libero professionista per andare a svolgere un progetto di tre anni all’estero per conto di un’azienda italiana. Sono partito senza un contratto – che avrei dovuto sottoscrivere con il partner locale – e, per vicissitudini varie, il mio lavoro all’estero è durato appena 28 giorni. Con una transazione stragiudiziale, la ditta vuole chiudere il rapporto intercorso con 10.000 euro lordi. Premesso che dopo l’estate verrò assunto a tempo indeterminato da un’altra azienda, cosa mi conviene fare? Una ricevuta per lavoro occasionale o riaprire la p.iva per poi chiuderla nuovamente? Per evitare l’iscrizione alla gestione separata INPS, è sensato chiedere di essere pagato in due tranche da € 5.000 una nel 2015 e l’altra a gennaio 2016?
    La ringrazio in anticipo per la cortese replica.

    • Fiscomania

      Salve,
      la soluzione migliore potrebbe essere quella di indicare i compensi nel quadro degli altri redditi, quindi sotto forma di prestazione occasionale, visto che non vi era alcun contratto firmato su questa attività. Se riesce a farsi dare l’importo in due anni, eviterà l’iscrizione alla gestione separata Inps, come anche lei prospettava.

      • Mi scusi se approfitto ancora. Per ottenere l’importo in due anni dovrò emettere due distinte ricevute (acconto 50% e saldo) entrambe datate nel 2014. L’azienda mi paga la prima adesso e la seconda a gennaio 2016. Ci sono problemi con le date? Per il fisco conta la data della ricevuta o quella dell’effettivo incasso?
        Grazie mille!!!

        • Fiscomania

          La data da riportare nelle ricevute è quella dell’avvenuto pagamento. Quindi emetterà una ricevuta datata 2015 e una 2016.

  60. Salve,
    se è possibile mi saprebbe dare indicazioni riguardo il lavoro occasionale e/o abituale. Ho letto la notizia del nuovo DECRETO LEGISLATIVO 15 giugno 2015, n. 81. Non ho trovato indicazioni riguardo l’attività indipendente.
    Visto che é stata abrogata quale modello di legge dobbiamo seguire?

    Dò l’Esempio: un domani mi metto a lavorare con un’azienda tedesca. Il rapporto tra me e l’azienda secondo i termini e condizioni generali e di un cliente che acquista un prodotto che offre dei servizi. Quindi attraverso tali servizi si arriva al guadagno.

    “Il diritto della Repubblica federale di Germania si applica per la relazione contrattuale. In particolare per quanto riguarda il diritto di ricevere ulteriori vantaggi. È esclusa l’applicazione della Convenzione di Vienna (CISG).”

    Se uso tali servizi in modo da ottenere dei risultati il sistema traccia la mia attività all’istante. Quindi, registra (se si può dire) sul mio account le vendite che le ho fatto fare e il mese dopo mi ricompensa con dei bonus per tali resultati. Quindi mi manda una % sull fatturato sul mio c/c. E fin quì tutto e chiaro.
    L’alternativa che mi offre per non ricevere tali guadagni e la possibilità di trattenerli nel mio account finche non glielo dico. Così ho la possibilità di aspettare e riceverli nell’anno dopo in modo da non sfiorare la soglia dei 5000 all’anno.

    Questo mi è stato detto da un commercialista prima dell’uscita della legge, se non sbaglio.
    Inoltre mi è stato detto che per non pagare l’IRPEF del 23% che va a scaglioni oltre il 40% aprendo una ditta in un’altro paese e pagando lì le tasse allora non devo dicchiarare niente quì.

    Come si fa a tracciare l’attività svolta in questo modo? Secondo me non si può finche non si accreditano dei soldi sul c/c che è l’unico sistema di pagamento utilizzato.

    Grazie spero di essere stato per quanto più chiaro.

    • Fiscomania

      Salve,
      Il D.Lgs. n. 81/2015 non ha modificato nel il lavoro autonomo occasionale e nemmeno l’attività di lavoro autonomo, ma soltanto i contratti di lavoro dipendente. Sinceramente non credo di aver capito molto bene quello che le hanno consigliato. La modalità di tassazione dei soggetti residenti prevede che vengano tassati in Italia tutti i redditi (ovunque prodotti), percepiti dai soggetti residenti fiscalmente in Italia.
      Se lei lavora per un’azienda tedesca, i compensi percepiti deve dichiararli in Italia, in quanto lei fiscalmente è residente in Italia, e qui è tenuto a dichiarare tutti i redditi prodotti, anche quelli all’estero. Naturalmente sui redditi esteri vi è la possibilità di usufruire di un credito d’imposta in base alle imposte pagate all’estero su quei redditi.
      Inoltre, se lei apre una ditta in un altro Paese, ma lei resta residente in Italia, dovrà comunque dichiarare in Italia. Presti molta attenzione, sono aspetti molto delicati.
      Qualora volesse maggiori informazioni mi faccia sapere.

  61. Buongiorno, nel 2014 ho percepito compensi occasionale per più di 5000 e a dicembre ho aperto partita Iva con regime dei minimi iscrivendomi alla gestione separata. Ora in sede dichiarazione dei redditi posso regolarizzare il mancato pagamento dell’inps sulla parte eccedente i 5000 euro nel quadro RR applicando il 27.72%?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      il quadro RR del modello Unico non riguarda i soggetti che effettuano prestazioni di lavoro autonomo occasionale, anche se queste hanno superato i €. 5.000 e si è soggetti a contribuzione Inps, gestione separata. In caso di lavoro autonomo occasionale è direttamente il committente che trattiene le somme da versare all’Inps (2/3 a carico del committente e 1/3 a carico del professionista) e provvederà a versarle nei dovuti tempi. Non ci sono versamenti a carico del soggetto prestatore. Se il committente non ha effettuato le trattenute è esclusivamente una sua responsabilità.

  62. Sono iscritta alla gestione separata al 23/07/2014, cioè da quando l’anno scorso ho superato la soglia dei € 5000,00. Nel 2015 ho prestato lavoro occasionale non subordinato(questo si evince dal contratto stipulato)con la scuola che mi ha pagato parte della prestazione ma non mi ha versato i contributi così come per il 2014(ciò l’ho potuto controllare dal cassetto inps dove non risulta nessun contributo versato).Inoltre ho scoperto di essere incinta e adesso sono già tre mesi.Posso fare domanda per la maternità, e se no, poichè non ho contributi versati c’è un modo per versarli volontariamente per poi poter fare domanda di maternità?

    • Fiscomania

      Salve,
      il versamento dei contributi dovuti alla gestione separata Inps è totalmente a carico del soggetto committente, ovvero la scuola per la quale ha lavorato. Quindi il mancato versamento resta una loro responsabilità. Per quanto riguarda la richiesta di maternità, l’Inps ha chiarito con il Messaggio n. 12768 del 22/05/2007 che ai soggetti che percepiscono compensi per prestazioni di lavoro autonomo occasionale non spetta il diritto a ricevere indennità per malattia, maternità o assegni familiari.

  63. Buongiorno,

    in caso di lavoro occasionale pagato tramite più ritenute d’acconto (con limite di 5000€ con stesso committente pena presunzione di attività continuativa) in aggiunta a voucher con limite di 2000€ netti per commitente e 5000€ netti per il totale dei voucher, la due forme di pagamento sono cumulabili? Cioè, i voucher concorrono al raggiungimento dei 5000€ della ritenuta e viceversa le ritenute concorrono al raggiungimento dei 5000€ netti dei voucher? Che limiti ci sono per la presunzione di attività continuativa?

    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      i voucher per il lavoro occasionale accessorio e le ricevute per lavoro autonomo occasionale sono due cose diverse, disciplinate in maniera diversa. I limiti non si cumulano in quanto fanno parte di diverse normative. La presunzione di attività abituale e continuativa non è data da un limite annuo di compensi percepiti, ma proprio dall’abitualità dell’attività esercitata. Il lavoro autonomo occasionale dovrebbe essere esercitato per max 30 giorni annui verso uno stesso committente, ma questo è solo un limite, non una presunzione di abitualità. Per l’Agenzia delle Entrate se vi sono più prestazioni occasionali effettuate nell’anno per una stessa attività svolta, potrebbero contestarvi l’abitualità dell’attività senza apertura della partita Iva. Per questo motivo, quando si inizia ad esercitare un’attività, è bene confrontarsi con un commercialista per capire quando è necessario aprire partita Iva.

  64. Salve, vorrei porle un quesito. Lavoro come assistente sociale alle dipendenze di una cooperativa sociale con contratto part time. Vorrei crearmi un secondo lavoro non come assistente sociale e, in attesa di vedere come potrebbero andarmi le cose e quindi aprire partita iva, vorrei farlo tramite prestazione occasionale. E’ fattibile come cosa a suo parere??? E la domanda principale è: devo iscrivermida qualche parte oppure posso tranquillamente lavorare creandomi la ricevuta attraverso il fac simle???

    • Fiscomania

      Salve,
      Soltanto nel caso in cui si intenda svolgere una prestazione di lavoro episodica ed occasionale (che non si ripeterà nell’arco dell’anno), può utilizzare il lavoro autonomo occasionale (attraverso il rilascio dell’apposita ricevuta). Nel caso in cui intenda svolgere l’attività in modo abituale ed autonomo ha l’obbligo di richiedere l’apertura della partita Iva. Nel suo caso degli l’assistente sociale che esercita l’attività in qualità di dipendente, l’obbligo di apertura della partita Iva sussiste solo nel caso in cui, compatibilmente con il rapporto di lavoro subordinato, l’assistente sociale svolga anche collaborazioni che, per il numero, la rilevanza economica e la frequenza, facciano ritenere che stia svolgendo anche una attività libero professionale.

  65. salve,sono in mobilita’, vorrei sapere se posso svolgere piccoli interventi di riparazione per condomini e fare la prestazione occasionale con ritenuta del 20% fino a 5000 euro.inoltre devo comunicare qualcosa all’inps???ho chiamato diverse volte il numero verde dell’inps , c’e’ tanta confusione , non e’ chiaro se devo comunicare qualcosa a loro.grazie.

    • Fiscomania

      Salve,
      la circolare n. 67 del 14/04/2011 dell’Inps afferma che l’indennità di mobilità è compatibile con il lavoro autonomo (anche quello occasionale) fino a quando i compensi per lavoro autonomo non superano i €. 4.800 annui. Sino a questa soglia niente deve essere comunicato all’Inps.

  66. Salve,
    Scrivo per un chiarimento.
    Lavoro regolarmente come dipendente (impiegata), ma ho da poco fatto un corso come truccatrice. Attualmente esercito questo mio hobby nel tempo libero senza essere retribuita, ma, considerate alcune richieste da poco ricevute, mi sto informando per cercare di capire se questa attività può essere assimilata a lavoro occasionale.
    Si tratterebbe di svolgere questa attività solamente alcuni sabati all’anno presso centri estetici oppure privati. Le collaborazioni non sarebbero continuative (solamente su richiesta) ed i compensi non supererebbero sicuramente i 5000 euro annui. Come mi posso regolare? Sarebbe possibile offrire queste prestazioni sia a provati che a soggetti con partita Iva? In tal caso, come dovrebbe avvenire la numerazione delle ricevute (numero progressivo?)?

    La ringrazio per la disponibilità.

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività di lavoro autonomo occasionale può essere utilizzata per effettuare delle attività di lavoro autonomo che si svolgono senza professionalità e abitualità, ovvero prestazioni di lavoro del tutto sporadiche e occasionali che non superano i €. 5.000 nel corso dell’anno e che non superano i 30 giorni annui verso uno stesso committente. Nel suo caso mi sembra che lei voglia iniziare ad intraprendere un’attività professionale di truccatrice da affiancare, nei momenti liberi, al suo attuale lavoro. A mio avviso specialmente all’inizio è possibile utilizzare le ricevute per lavoro autonomo occasionale, ma le consiglio di pensare all’apertura della partita Iva nel momento in cui le prestazioni si inizieranno a fare meno sporadiche (ad esempio se lei lavora ogni fine settimana, per il Fisco questa non è attività gestibile con lavoro occasiona, ma diventa attività professionale e abituale che richiede l’apertura di una partita Iva).
      La ricevuta deve essere emessa sia nei confronti di privati che di soggetti titolari di partita Iva. Nel primo caso lei riceverà il compenso lordo, nel secondo dovrà inserire nella ricevuta la ritenuta d’acconto che il soggetto titolare di partita Iva verserà allo Stato per suo conto. Naturalmente il numero delle ricevute dovrà essere progressivo.

  67. Salve
    Sono un lavoratore dipendente con reddito lordo pari a 49000 euro.
    Con una prestazione occasionale del valore di 5000euro lordi quale calcolo devo fare per conoscere il netto rimanente della prestazione?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      la prestazione si cumula con i suoi altri redditi imponibili Irpef. La sua aliquota marginale è del 38%, quindi in pratica al loro di eventuali oneri deducibili, circa il 62% della prestazione occasionale è quello che le rimane effettivamente in tasca.

  68. Buongiorno,

    sono un lavoratore dello spettacolo iscritto all’Enpals (ora assorbito da INPS) e sono presidente di un’associazione senza scopo di lucro con la quale, in mancanza di meglio, oramai da decenni lavoro, mettendo il sottoscritto (ancorché non consentito, credo, dalla normativa e, tuttavia, consentito da una consuetudine accettata sino ad oggi tacitamente) in agibilità: in tal modo mi pago, ma le giornate, nel corso dell’anno, non superano il numero di 30 e le cifre che mi corrispondo sono decisamente inferiori ai 5000 euro. L’associazione versa, ovviamente, la ritenuta d’acconto e i contributi previdenziali ad INPS sulla paga dichiarata.
    La mia domanda: posso continuare, stanti queste condizioni e come suggerisce il mio commercialista, ad emettere ricevuta di prestazione occasionale oppure, come suggerisce il consulente del lavoro, devo aprire una partita Iva?
    Grazie della pazienza.
    Cordialmente, Mauro Pagan

    • Fiscomania

      Salve, nell’ambito del settore “no profit”, i soggetti coinvolti nell’attività, compreso il presidente, non possono ricevere alcun compenso, ma al massimo un rimborso spese dei costi effettivamente sostenuti, entro i limiti stabiliti dall’associazione stessa. Il rimborso spese non potrà così mai essere forfettario, in quanto potrebbe mascherare un compenso. Il rimborso dovrà sempre essere supportato da “documenti giustificativi” relativamente alle spese sostenute e alle quali i componenti dell’associazione siano stati precedentemente autorizzati. Per il rimborso va benissimo una ricevuta per prestazione occasionale se non si superano i €. 5.000 annui per max 30 gg lavorativi. Inoltre, i rimborsi al presidente e all’organo direttivo devono essere specificatamente oggetto di approvazione da parte dei soci dell’associazione.

      • Grazie. Ricevo conferma, con la Sua cortese risposta, di quanto a suo tempo lo stesso commercialista mi ebbe a dire: in effetti, negli anni passati, è proprio una ricevuta di rimborso per spese che comunque potevo dimostrare di aver sostenuto, che emettevo. Prima, però, di esporle la causa della mia domanda – ché una causa urgente l’ha imposta – desidero premettere, ad ogni buon conto che, per poter far spettacolo, è obbligatoria l’esibizione dell’agibilità Enpals. Ho, pertanto, sin dal 1991 (anno di fondazione dell’associazione), messo in agibilità me stesso alla paga minima sindacale: in tal senso mi sono trovato a pagare contributi minori ed Enpals su una paga che di fatto non potevo ricevere e non ricevevo. Ciò è andato avanti per anni, sino a quest’anno, nel quale alcuni fatti mi hanno messo nell’attuale situazione.
        INPS confluendo in Enpals ad inizio 2015, un zelante funzionario INPS ha voluto, rimescolando acque torbide e, purtuttavia, balneabili da tempo e da molti bagnanti, sostenere che, in definitiva, la nostra associazione non poteva, avvalersi, per ottenere un DURC, della condizione prevista dalla Circ. INPS n. 59/2011, ovvero di non essere tenuta all’obbligo d’iscrizione all’INAIL. In precedenza, infatti, non s’otteneva un DURC, ma da Enpals un Certificato Unico di Regolarità Contributiva. Così stando le cose, la palla pèassata ad INAIL, l’istituto sugli infortuni ha sentenziato esserci l’obbligo. Il consulente del lavoro cui m’affido ha pensato bene, fatta l’auto-denuncia, di dichiarare il convenzionale, suggerendomi altresì l’apertura di una partita IVA.
        La situazione si complica ulteriormente quando ricevo da INAIL, pochi giorni or sono, richiesta di pagamento per svariate migliaia di euro, cui rispondo invitandoli a modulare la richiesta sulla scorta non del convenzionale annuo, ma sul giornaliero (100 giornate circa dal 2010 al 2015) e sono in attesa.
        Che ne dice?
        Scusi la prolissità e grazie.

        • Fiscomania

          Capisco, in quanto l’Inail dopo l’autodenuncia ha calcolato tutti di pagamenti dovuti negli anni e li ha notificati. A mio avviso quanto le dice il suo consulente del lavoro è la cosa corretta da fare, ma se eventualmente non volesse percorrere questa strada, non vi è che intentare un ricorso tributario, con tempi lunghi e probabilità di vincita assai incerte.

          • Scusi, ma una cosa, a pensarci bene, non mi torna nella Sua prima risposta: dice che per il rimborso va bene una ricevuta di prestazione occasionale, ma qui, con la prestazione occasionale, abbiamo un imponibile ed una ritenuta d’acconto. Il conto non torna. Se ho speso 1000 per l’associazione, testimoniate da ricevute/scontrini (o fatture, intestate all’associazione) è 1000 che dovrò riavere senz’altro onere né per me né per l’associazione… non è forse così?
            Il commercialista, torno un momento sul discorso del lavoro svolto da un socio verso l’associazione no-profit e chiudo, m’informa e Le chiedo se a Lei torna, che certamente il socio non può intascare reddito dal no-profit di cui fa parte, salvo il caso che la prestazione ch’egli effettua nei confronti dell’ente possa chiaramente configurarsi come una prestazione professionale vera e propria. In tal caso il socio intasca un reddito poiché presta il suo sapere e la sua opera non in quanto socio e per l’attività svolta in ambito associativo, ma per la sua figura professionale. Altrimenti, se ne dovrebbe concludere che un socio di ente no- profit che fosse, che so, un architetto, non potrà mai svolgere, remunerata, un’opera di ristrutturazione della sede associativa per il solo fatto ch’è socio d’essa.
            Spero di non aver abusato della Sua cortesia e pazienza. Grazie ancora una volta. Gentilissimo. Mauro

          • Fiscomania

            La ricevuta per prestazione occasionale se riguarda esclusivamente un rimborso spese documentate non deve prevedere l’applicazione di alcuna ritenuta d’acconto. La ritenuta d’acconto sui redditi percepiti e non sui rimborsi spese documentati. Se lai ha sostenuti spese per €. 1.000 ha diritto ha ricevere l’intero importo perché non deve applicarvi la ritenuta d’acconto. Concordo con quanto le dice il suo Commercialista, ma mi permetto di aggiungere che i compensi del socio di un’associazione qualora svolga una prestazione professionale per la stessa devono essere ben documentati e soprattutto per evitare possibili contestazioni evidenziati nel bilancio annuale dell’associazione. Questo sia per evitare contestazioni da parte di altri soci, sia per l’aspetto che vieta la corresponsione di utili ai soci (potrebbe essere contestato al socio di aver emesso fattura per una prestazione in realtà inesistente, al solo fine di distribuire fittiziamente utili). Questo era il senso del discorso che ho cercato di farle, ma in linea generale concordo con il suo consulente.

  69. Mia moglie, precedentemente disoccupata, da circa un anno è alle dipendenze di mia figlia con mansioni di baby sitter di due nipoti (gemelli) con regolare contratto e regolare busta paga per sei ore lavorative giornaliere. Lo scorso mese mia figlia dall’INPS ha ricevuto dei voucher per prestatori. Può mia moglie beneficiarne per eventuali prestazione che dovessero eccedere le sei ore contrattualmente riconosciute nel rapporto di lavoro? Se si da quando può beneficiarne (in sostanza possono essere retroattive?). Grazie anticipatamente per la cortese attenzione.

  70. Buongiorno,
    avrei bisogno di chiarire alcuni dubbi riguardo la ricevuta di prestazione occasionale. Alcuni anni fa ricordo di aver aperto la gestione separata all’inps per una prestazione occasionale in cui ho superato i 5000 euro.
    Quest’anno ho insegnato alcuni mesi in una scuola con contratto a tempo determinato e ora ho prestato collaborazione per una ventina di giorni con una società, per circa 3000 euro. La prestazione è al di sotto dei 5000 ma se devo sommare anche i redditi del rapporto a tempo determinato supero i 5000, o sono due cose separate? Inoltre, io ho ancora la gestione separata aperta, devo pagare l’Inps o no? Spero di essere stata chiara, la ringrazio in anticipo per il suo aiuto.

    • Fiscomania

      Salve,
      i contributi Inps alla gestione separata sono dovuti al superamento dei €. 5.000 di prestazioni occasionali effettuate per ciascun anno. Nel suo caso se lei, con la seconda prestazione che sta effettuando supera la soglia dei €. 5.000 dovrà versare i contributi Inps alla gestione separata. Per questo dovrà comunicare all’azienda committente che lei supera l’importo dei €. 5.000 e di quanto. Infatti, i contributi sono dovuti solo sulla somma che eccede la soglia. Se lei, avesse percepito, ad esempio €. 3.000 con una prima prestazione occasionale, e altri €. 3.000 con questa dovrà comunicare al committente che per lei €. 1.000 di compenso devono essere assoggettati a contribuzione Inps. Tale contribuzione le sarà trattenuta dal committente per i 2/3 del dovuto (quindi il compenso netto per le sarà inferiore), e l’altro 1/3 è a suo carico, da versare con la dichiarazione dei redditi.

  71. buongiorno, sono un architetto italiano, residente in italia, iscritto all’albo, senza partita iva.
    ho ricevuto un incarico professionale da parte di uno studio francese con regolare partita iva, di un importo di 10.000 € da svolgersi per metà nel 2015 e metà nel 2016. La mia fattura, senza iva, può valere ai fini fiscali in francia? grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      la fattura possono emetterla solo soggetti con partita Iva. Chi non ha partita Iva, se effettua una prestazione occasionale può emettere una ricevuta. Le prestazioni occasionali sono quelle che non superano i €. 5.000 all’anno di compensi e sono svolte per non più di 30 giorni verso uno stesso committente. La prestazione che deve effettuare, se ben comprendo, non rispetta questi limiti, in quanto sicuramente si superano i 30 giorni lavorativi per quel committente. L’unica strada percorribile è quella di aprire partita Iva (utilizzando il molto conveniente regime dei minimi), ed emettere regolare fattura nei confronti dello studio professionale francese. Questo, naturalmente se la prestazione viene svolta in Italia, se invece, fosse svolta in Francia le regole cambiano.

  72. Salve, ho iniziato a lavorare come occasionale, ora però supero i 5 mila euro lordi e il datore di lavoro mi vuole comunque prorogare la prestazione, restando appunto un’occasionale per circa un anno. Mi ha detto che dobbiamo versare alle somme all’INPS, sia io come lavoratore che lui come datore di lavoro. Vorrei sapere di preciso a quanto ammontano queste somme. Io prendo 1200 euro al mese lordi. Quanto devo versare all’INPS? Preciso che il datore di lavoro è il Comune. Grazie a chi mi dipanerà questo dubbio.

    • Fiscomania

      Salve,
      quello che le sta proponendo il datore di lavoro (il Comune) non è una prestazione occasionale, ma un vero e proprio lavoro. Le prestazioni occasionali non possono superare gli €. 5.000 annui e non possono prevedere oltre 30 giorni lavorativi annui con lo stesso committente. Questo significa che lei superando queste soglie, rischia di vedersi contestare l’attività svolta in maniera occasionale. In pratica l’Agenzia delle Entrate le contesterà la mancata fatturazione delle operazioni, in quanto non ha aperto partita Iva.
      In ogni caso per rispondere alla sua domanda i contributi alla gestione separata sono del 27,72% dell’importo erogato, di cui 2/3 sono a carico del committente, che è tenuto a trattenerli al momento dell’erogazione del compenso, ed 1/3 è a suo carico.

  73. Salve, ho concluso nel 2014 una collaborazione autonoma occasionale con un’azienda editoriale.
    Dopo aver consegnato il materiale oggetto del contratto alla fine del periodo di lavoro, oggi mi viene richiesto di inviare anche i file sorgente utilizzati per la realizzazione degli stessi, pena il pagamento di una quota del rifacimento da parte di un altro grafico.
    Con questo tipo di contratto sono tenuta a consegnarglielo? Quale legge mi potrebbe tutelare?
    Grazie, cordiali saluti.

    • Fiscomania

      Salve,
      le collaborazioni autonome sono regolate esclusivamente dai contratti firmati dalle parti tra il proponente e il prestatore. Per capire è necessario verificare se nel contratto era previsto che lei inviasse anche quei documenti. Molto spesso, nei rapporti di collaborazione occasionale non viene stipulato un vero contratto scritto, in questo modo nessuna delle parti ha una vera e propria tutela per queste pretese.

  74. Salve,ho un quesito da porre.Da 3 mesi lavoro in un ambulatorio medico avendo firmato un accordo di prestazione occasionale valido per 6 mesi mi chiedevo, visto che ho un negozio totalmente intestato a me e con partita iva ,se le 2 attivita’ possono coesistere poiche’ il medico per il quale lavoro in ambulatorio sostiene che sono incompatibili e sul piano fiscale lui potrebbe avere problemi.

    • Fiscomania

      Salve,
      per prima cosa non possono esservi accordi per prestazioni occasionali di durata di 6 mesi in quanto, le prestazioni occasionali riguardano attività lavorative occasionali, che non possono essere protratte per oltre 30 giorni lavorativi annui verso uno stesso committente. Questo, come può capire rende totalmente fuori legge il contratto che lei ha stipulato. O si tratta di un contratto lavorativo diverso, oppure quello che ha stipulato non è altro che un contratto di lavoro dipendente, simulato.
      Considerato che lei ha già una partita Iva aperta, potrebbe essere utile aprire un secondo codice attività per l’attività che sta svolgendo nell’ambulatorio medico, sempre che questa attività sia di lavoro autonomo. Nel caso in cui, invece, svolgesse un’attività di lavoro dipendente, il suo datore di lavoro deve darle un contratto di questo tipo.

      • Grazie mille per la celere risposta.Questo documento da me firmato si chiama accordo di collaborazione ambulatoriale(ne leggo l’intestazione) e vi e’ specificato testuali parole che mi impegno a pulire e riordinare l’ambulatorio per 6 ore settimanali e per mesi 6.A questo punto di che tipo di lavoro si tratta?(nel documento dono inseriti i miei dati anagrafici e codice fiscale).Grazie.

        • Fiscomania

          A mio avviso avviso è semplicemente un contratto, per una prestazione di lavoro da svolgere in maniera autonoma, ma con partita Iva. Non si fa alcun riferimento a normative che disciplinano il lavoro dipendente, e l’attività viene svolta si maniera autonoma, e senza coordinazione altrui. Inoltre, l’attività è abituale quindi deve essere svolta professionalmente con partita Iva. Come le dicevo, se lei ha già una partita Iva aperta è sufficiente che presenti una variazione per inserire un nuovo codice attività (81.21.00 “pulizia di edifici”). Successivamente inserire il codice attività anche in Camera di Commercio e dopo una eventuale comunicazione di inizio attività da presentare in Comune, può iniziare l’attività.

          • Grazie nuovamente.Il fatto e’ che il medico sapendo che ho un’attivita’ tutta mia e con partita iva mi ha fatto capire che non puo’ continuare a rinnovare tale accordo.E’ cosi’? Le 2 attivita’ per legge non possono coesistere?A cosa andrebbe incontro lui?

          • Fiscomania

            Non riesco a trovare nessun motivo per il quale lei non possa esercitare due attività contemporaneamente. Non trovo motivi validi per avallare la tesi del medico. Immagino che lui preferisca farle fare ricevute per prestazione occasionale (anche contro la normativa), per evitare di pagare l’Iva sulle sue prestazioni. La normativa Iva dice che le prestazioni di pulizia devono essere emesse in “reverse charge”, ovvero lei fa fattura senza Iva e poi il committente la integra. In questo caso il medico non potendosi detrarre l’Iva sulle prestazioni acquisite (come il suo servizio di pulizia), si trova costretto a versare l’Iva. Per evitare questa situazione cerca di convincere lei ad agire nei modi sbagliati. Lo fa solo per sua convenienza. A mio avviso dovrebbe svolgere l’attività in regola e con partita Iva.

  75. Federico Meneghetti

    Buongiorno,
    vi ringrazio per l’interessante articolo, avrei alcune domande:

    1) La produzione di manufatti a disegno cliente può essere assoggettata alla fattispecie del lavoro autonomo occasionale(fermo restando i limiti di importo lordo/tempo/non professionalità?

    2) al pari di quanto sopra nel caso il cliente sia sostituto d’imposta, rimane l’esenzione IVA?

    Grazie,
    Cordiali Saluti,
    Federico.

    • Fiscomania

      Salve,
      1) l’attività di produzione di manufatti non è una attività di lavoro autonomo, in quanto è attività artigianale. La vendita di prodotti artigianali se effettuata occasionalmente può essere sempre regolata con le ricevute per prestazione occasionale, tuttavia è bene rispettare l’occasionalità della vendita (al massimo due/tre volte l’anno), altrimenti si entra nelle attività commerciali che richiedono l’apertura di partita Iva.
      2) se si emette una ricevuta per prestazione occasionale non vi si deve applicare l’Iva in quanto la ricevuta è emessa da un privato (che non ha partita Iva).

  76. Buongiorno,
    Articolo molto interessante ma non sono riuscito a chiarire un mio dubbio:
    Nel 2015 ho lavorato per un’azienda che mi ha pagato con ritenuta di acconto per un importo di 5000 euro e quindi ho raggiunto il limite annuale, avrei trovato un’ altra ditta che mi propone il pagamento tramite voucher. Vorrei quindi sapere se i voucher fanno cumulo con le ritenute d’acconto ai fini del raggiungimento dei 5.000 euro.

    Grazie
    Riccardo

    • Fiscomania

      Salve,
      il lavoro autonomo occasionale e il lavoro accessorio (quello dei voucher) sono due discipline diverse, che seguono regole autonome. Per questo i redditi percepiti dal lavoro occasionale non fanno cumulo con quelli del lavoro accessorio, ai fini del raggiungimento della soglia di €. 5.000.

  77. Buonasera, diverso tempo fa avevo già fatto delle domande sul punto e ricevuto risposte chiare sui rapporti tra titolari di partita iva, come nel mio caso, per attività professionale e prestazioni occasionali di tutt’altro genere che non hanno a che fare con la mia attività. Chiarito che è possibile la coesistenza delle prestazioni occasionali, in quanto tali, con l’altra attività prevalente per la quale sono soggetta ad iva, avrei altre domande che riguardano nello specifico la mia situazione un po’ particolare avendo diversi ambiti in cui vorrei andare ad operare…
    In altri termini, le prestazioni occasionali che potrei svolgere sono più di una e di diversa natura tra di loro (prestazioni artistiche – dipinti e pittura su capi di abbigliamento, da un lato e laboratori e docenze di coaching-crescita personale dall’altro per una scuola di formazione): se una persona fa più prestazioni occasionali in diversi settori deve tenere un’unica contabilità? la numerazione delle ricevute è sequenziale indipendentemente che si svolga l’una o l’altra prestazione? Ai fini del limite annuo di 4.800,00 devo cumulare le prestazioni di diversa natura oppure ciascun settore deve rispettare il limite… Immagino che vale il discorso del cumulo e non credo che comunque lo supererò trattandosi di attività sporadiche ancora tutte da vedere…
    Un ultima domanda che riguarda le prestazioni artistiche: la mia prestazione potrebbe riguardare la realizzazione di dipinti su capi di abbigliamento e pur preferendo che le persone portino il capo scelto da loro, potrebbe capitare che il dipinto sia realizzato su indumenti acquistati da me; in quest’ultimo caso dovrei indicare nella ricevuta il costo del capo come spesa viva? non vorrei che fosse considerata una vendita, ma quello che è ossia una prestazione puramente artistica…
    Grazie dell’attenzione e un cordiale saluto

    • Fiscomania

      Salve,
      se lei svolge attività diverse ma tutte esercitate in forma soltanto episodica può emettere ricevute per prestazione di lavoro autonomo occasionale. Tutte le ricevute (a prescindere dall’attività per cui sono rilasciate) devono essere numerate progressivamente e tutte assieme faranno cumulo per la verifica della soglia dei €. 4.800. Attenzione però, deve trattarsi di attività di lavoro autonomo, ovvero attività professionali e non attività commerciali. Se lei acquista un capo di abbigliamento lo migliora (realizzando un dipinto) e poi lo rivende, lei sta facendo un’attività commerciale, e come tale necessita dell’apertura di partita Iva.
      Se lei ha già una partita Iva aperta le basterà inserire un nuovo codice attività e comunicarlo anche in Camera di Commercio. A quel punto ad ogni vendita emetterà regolare fattura.

  78. Salve, sono un’impiegata a tempo pieno in uno studio commerciale. Non ho partita iva e non sono iscritta a nessun albo. Mi è stata proposta una collaborazione da un commercialista (iscritto all’albo e titolare di partita Iva) per poterlo aiutare momentaneamente a smaltire del lavoro che gli si è accumulato (ovvero qualche ora la mese, quindi sicuramente non verrà superato il limite dei 5.000 annui)…in sostanza dovrei dedicarmi alla registrazione della contabilità. Posso utilizzare le prestazioni occasionali? oppure tale attività rientra tra quelle per le quali occorre essere iscritti all’albo?
    Nel caso in cui ciò non dovrebbe rientrate tra le prestazioni occasionali, che altro tipo di contratto potremmo fare?
    Grazie anticipatamente.

    • Fiscomania

      Salve,
      la registrazione della contabilità se svolta rispettando i limiti delle prestazioni di lavoro autonomo occasionale può essere effettuata liberamente. Le alternative sono quella di una assunzione (ma non credo che converrebbe al professionista), oppure l’apertura della partita Iva anche per lei. Fino a quando si rispettano i limiti io farei ricevute per prestazione di lavoro autonomo occasionale.

  79. buonasera, sono un’infermiera e oggi mi è stato proposto un lavoro a tempo pieno con due possibiltà: o aprire una partita iva, oppure con un contratto di prestazione occasionale.Non capisco se quest’ultimo possa essere regolare visto che si tratta di un lavoro a tempo pieno. Considerando che ho un contratto part time da dipendente a tempo indeterminato da un’altra parte, non vorrei accettare qualcosa che non esiste.
    Grazie molte per l’attenzione

    • Fiscomania

      Salve,
      la prestazione occasionale non può essere effettuare per esercitare un’attività professionale che richiede l’iscrizione ad albo professionale. Chi le ha detto che poteva svolgere questa attività con prestazione occasionale le ha dato una informazione sbagliata. I professionisti per svolgere la propria attività qualora non sottoscrivano un contratto di lavoro dipendente, devono obbligatoriamente aprire partita Iva ed esercitare l’attività professionale in maniera autonoma. Non vi possono essere alternative, lavoro dipendente (part time o tempo pieno), o partita Iva.

  80. Buongiorno.
    Sono un’infermiera libera professionista, quindi con P.IVA, e rientro nel regime dei minimi.
    Ora vorrei svolgere anche delle ore di lezione come istruttore di tennis.
    1. Posso fatturare ai vari privati con la mia P.IVA e restando sotto i 30000€ di reddito rimanere nel regime dei minimi? In questo modo per ogni fattura dovrei pagare il 5% di tasse giusto?
    2. Essendo per ogni privato meno di 30 giorni, poichè le ore di lezione sono circa 22 nell’arco di 6 mesi, posso fare ricevuta di prestazione occasionale? E in questo caso, dovrei pagare il 5% di tasse o rimanendo sotto i 4000€ non sono tenuta a versare tasse?
    3. Queste ricevute sono scaricabili dalla denuncia dei redditi dei miei clienti, genitori del bambino che pratica attività sportiva?

    • Fiscomania

      Salve,
      per svolgere una seconda attività con partita Iva, oltre a quella che già svolge come infermiera professionista, dovrebbe effettuare una comunicazione all’Agenzia delle Entrate per comunicare la seconda attività svolta. In questo caso poi le fatture emesse per l’attività di istruttore di tennis andranno a sommarsi a quelle di infermiere per il limite dei €. 30.000 annui di ricavi. La tassazione resterà quella del regime dei minimi, ovvero il 5% del reddito netto (ricavi meno costi).
      Utilizzare le ricevute per prestazione occasionale non è corretto, in quanto l’attività di istruttore di tennis si protrae nel tempo, e l’Agenzia potrebbe contestarle la mancata fatturazione di un’attività professionale abituale. In ogni caso, sia le fatture che le ricevute (prestazione occasionale) non sarebbero scaricabili, in quanto per le attività sportive, le ricevute scaricabili sono quelle rilasciate da una associazione sportiva dilettantistica (ASD).

  81. Salve, la prestazione di lavoratore autonomo occasionale (nel mio caso due giorni in uno stand) puo’ essere svolta anche se si percepisce un reddito da lavoro a tempo indeterminato (privato non P.A.).
    Sono obbligata a mettere al corrente la mia azienda o non è una cosa che a loro interessa?
    Grazie per la risposta.

    • Fiscomania

      Salve,
      può svolgere l’attività di lavoro autonomo occasionale liberamente, senza dover avvertire l’azienda per la quale lavora con contratto a tempo indeterminato. L’importante è che l’attività non venga svolta negli orari di lavoro, ma nel suo tempo libero. Si ricordi che le ricevute che emetterà dovranno essere conservate per la sua dichiarazione dei redditi.

  82. Salve, complimenti per l’articolo.
    sono un lavoratore dipendente in una emittente televisiva locale non iscritto ad albi professionali.
    Mi è stato richiesto da un privato di effettuare la videoripresa del suo matrimonio (cosa che non rientra tra attività dell’emittente per cui lavoro).
    Volevo chiederle se questo tipo di attività (svolta una singola volta o comunque per un numero molto limitato di volte) può rientrare nell’ambito del lavoro autonomo occasionale.
    Inoltre, in caso di risposta affermativa, vorrei chiedere in che modo comportarmi nella pratica: a parte la ricevuta da rilasciare al momento della consegna del video è necessario adempiere a qualche altro dovere? (ad esempio, leggo che non è necessario un contratto scritto ma basta un contratto verbale, ma in caso di controlli da parte della guardia di finanza durante l’attività svolta, come dimostro che è mia intenzione emettere ricevuta?)
    Grazie in anticipo e buon lavoro

    • Vorrei aggiungere che faccio riferimento alla solo attività di videoripresa poiché consegnerei il girato senza alcun lavoro di postproduzione (montaggio, musica, ecc)

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività che vuole intraprendere, ovvero la videoripresa di un matrimonio, se esercitata in maniera del tutto episodica ed occasionale può prevedere che sia esercitata tramite le prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Naturalmente se si tratta di una/due volte l’anno non vi sono problemi, ma se l’attività viene effettuata in maniera più abituale è necessaria l’apertura della partita Iva. Per l’attività occasionale le consiglio di stipulare un contratto con il suo committente (anche se non è obbligatorio farlo in forma scritta), per tutelarsi sotto tutti i punti di vista (anche in caso di controlli). Si ricordi poi di dichiarare l’importo percepito nella dichiarazione dei redditi.

      • Ringraziandola per l’esaudiente risposta, le chiedo se ci sono dei modelli di contratto da poter utilizzare in occasioni del genere. Navigando in rete ho trovato qualche modello di “atti per conferimento di incarico per prestazioni di lavoro autonomo occasionale” per incarichi affidati da parte di aziende o associazioni. Non so se vanno bene o se c’è bisogno di qualcosa di diverso

  83. Buonasera,
    Avrei bisogno di un’informazione: ho emesso una ricevuta per prestazione di lavoro occasionale esattamente un mese fa.
    Dovrei iniziare uno stage aziendale, ma la consulente del lavoro a cui la titolare di questa azienda si è rivolta, sostiene che l’emissione di tale documento sia di impedimento per il contratto di stage.
    Sapete darmi un’opinione in merito? A me sembra strano, poiché la ritenuta è un documento sporadico che con attesta un vero lavoro o delle entrate sicure periodiche.
    Spero possiate aiutarmi, grazie in anticipo!

    Erika

    • Fiscomania

      Salve,
      non vedo perché l’emissione di una ricevuta per prestazione occasionale possa inibire uno stage. Non sono a conoscenza di alcuna norma in tale senso, ma qualora vi fosse, chiederei a questo gentile consulente del lavoro di dirle in base a quale normativa sta dicendo una cosa del genere. In questo modo potremmo sicuramente capire meglio. Se avrà maggiori informazioni ci ricontatti pure, cercheremo di capire meglio la situazione, ma in questo momento ritengo non vi siano preclusioni per lo stage che vorrebbe fare.

      • Vi ringrazio molto per la pronta risposta. Vi terrò aggiornati, continuo a documentarmi per fare chiarezza sulla questione.
        Grazie per il supporto, a presto!

        Erika

  84. salve, avrei una domanda: mi è stato chiesto di fate l’amministratore del mio condominio che è abbastanza grande e per questo vorrei avere un compenso per svolgerlo, premettendo che svolgo già un lavoro da dipendente
    la mia domanda è: per quanto riguarda il compenso devo fare una fattura o basta una ricevuta per lavoro occasionale?
    grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      se lei non ha partita Iva non può emettere una fattura. L’attività di amministratore di condominio se svolta professionalmente, e dietro compenso, richiede l’apertura di una partita Iva (il lavoro occasionale non può superare i 30gg, mentre l’attività di amministratore presuppone un mandato costante durante l’anno). Inoltre è necessario conoscere la normativa sul condominio, sapere come fare i pagamenti verso le ditte che effettuano lavori, presentare il modello 770, ecc. Inoltre è necessario aver frequentato un corso di formazione iniziale e di formazione periodica in materia di amministrazione condominiale. Tutti questi requisiti non sono richiesti qualora l’amministratore sia nominato tra i condomini dello stabile. Ma in questo caso l’amministratore non è tenuto a chiedere compenso.

  85. Buongiorno.

    Sono un privato e mi guadagno da vivere con un impiego da dipendente a tempo pieno e indeterminato.

    Per hobby sto pensando di acquistare su internet un’attrezzatura sportiva molto scontata rispetto al prezzo di listino. Qualora dopo averla ricevuta e visionata decidessi di rivenderla ancora nuova a un privato applicando un prezzo maggiorato (ma sotto i 5keuro), da quanto capisco dovrei emettere ricevuta con marca da bollo da 2 euro riportante: prezzo lordo= prezzo netto+ritenuta d’acconto del 20%. Ho però due dubbi: la ritenuta d’acconto che il privato non può versare per me come faccio a versarla subito al suo posto? Oppure non devo versare nulla fino a quando compilerò il modello unico al posto del 730? Qualora l’attrezzatura in questione sia acquistata in sterline (quindi in europa) e rivenduta in euro, come faccio a calcolare in maniera oggettiva le spese in euro da mettere nel modello unico? Grazie di tutto, Matteo.

    • Fiscomania

      Salve,
      quello che lei intende fare non è un’attività di lavoro autonomo, ma piuttosto un’attività di tipo commerciale (acquisto un bene e lo rivendo). Per questo motivo non può utilizzare le ricevute per prestazione di lavoro autonomo occasionale. Se questa attività avviene solo una volta, allora rilascerà una semplice ricevuta al soggetto che acquisto (senza ritenuta d’acconto). Se questa attività è destinata a ripetersi deve aprire partita Iva e operare come un vero e proprio commerciante. Presti attenzione al fatto che le Entrate fanno controlli di questo tipo per vedere se ci sono soggetti che fatto attività commerciale senza avere partita Iva. In ogni caso lei nella dichiarazione dei redditi dovrà riportare l’intero compenso percepito. Altrimenti, per poter scaricare il costo di acquisto deve aver aperto partita Iva.

      • La ringrazio per la veloce risposta. Le confermo che è mia intenzione rispettare completamente le regole e che questa vendita avverrebbe:

        -solo una volta e mai più
        -solo qualora l’attrezzatura ricevuta non fosse di mio gradimento una
        volta “toccata con mano”.

        Da quanto capisco trattandosi di vendita unica e non ripetibile dovrei comunque compilare un modello unico scrivendo l’importo di vendita alla voce “redditi”, ma non scrivendo la voce “spese”.

        è corretto? Grazie mille per la sua disponibilità e chiarezza e complimenti per il sito. Matteo.

        • Fiscomania

          Se lei intende effettuare questa vendita soltanto una volta, nel caso in cui l’attrezzature non fosse di suo gradimento, non siamo di fronte ad una attività commerciale, ma soltanto ad un privato che decide di vendere un bene di sua proprietà. In questo caso il compenso della vendita non deve essere riportato in dichiarazione, in quanto trattasi di una cessione del tutto episodica di un bene privato. Le cose cambiano, come le dicevo, se lei abitualmente acquista e rivende.

  86. Salve,
    ho fatto uno stage da gennaio a giugno e da poco ho fatto una prestazione occasionale. Ai fini del calcolo del limite di 5000 euro per le prestazioni occasionali devo contare anche i soldi presi con lo stage ? Se si supero il limite per cui come dovrei comportarmi? Posso continuare a fare comunque prestazioni occasionali quest’anno?
    Grazie.

    • Fiscomania

      Salve,
      le prestazioni di lavoro autonomo occasionale hanno una diversa disciplina rispetto al contratto di stage, per questo i compensi non si cumulano per la verifica dei €. 5.000. Le prestazioni occasionali sono consentite fino ad un massimo di €. 5.000 annue lorde per la totalità dei committenti. Se lei supera questo limite, la prima conseguenza è che dovrà iscriversi alla gestione separata dell’Inps, e versare i relativi contributi, che sono per 2/3 a carico del suo committente e per il restante 1/3 a suo carico. Se il committente è una società o associazione allora dovrà comunicargli di aver superato la soglia, in modo tale che possa trattenerle oltre alla ritenuta d’acconto anche i contributi Inps. L’aspetto più importante da tenere in considerazione è quello riguardante l’Agenzia delle Entrate, che considera come attività abituale e non più occasionale una attività che supera i €. 5.000 annui.

  87. Buongiorno,
    ho letto l’articolo, molto interessante, ed anche i commenti, ma ho ugualmente una domanda. Sono impiegato presso una ditta di commercio e, visto che sono capace, il condominio mi ha chiesto se sono disposto ad imbiancare l’androne.
    La cosa può essere considerata come prestazione autonoma occasionale?
    L’acquisto dei materiali può essere considerato come rimborso spese?
    Se fosse 4500 di compenso + 1500 di materiale cosa bisognerebbe fare fare nei confronti dell’INPS
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      l’operazione può rientrare tra quelle del lavoro autonomo occasionale, con ricevuta. Nella ricevuta lei indicherà il compenso lordo, in questo caso €. 4.500, e il rimborso delle spese sostenute di €. 1.500 (naturalmente le spese devono essere documentate ed allegate in copia alla ricevuta che dovrà rilasciare al condominio). Il condominio le erogherà il compenso al netto della ritenuta d’acconto del 20%, che verserà allo Stato per suo conto (ritenuta dal calcolare su €. 4.500). In questo caso lei non supera la soglia dei €. 5.000, perché ha un rimborso spese documentato, che non è reddito. Il discorso cambia se lei indica nella ricevuta le spese sostenute senza fornire giustificativo.

  88. Salve
    ho fatto una prestazione occasionale ad agosto con ritenuta d’acconto per €1800 netti. Mi si propone una seconda prestazione occasionale, con il medesimo committente, per una cifra che non mi farà superare i €5000 lordi per il 2015. Non ho nessun problema a svolgere questa prestazione, ai fini del calcolo della soglia dei €5000 annui, anche se il committente è il medesimo, esatto? Grazie mille

    • Fiscomania

      Salve,
      quanto dice è corretto, se la somma delle due prestazioni non supera i €. 5.000 lordi. Si ricordi, tuttavia, che per singolo committente la prestazione di lavoro autonomo occasionale non può superare la soglia dei 30 giorni all’anno.

  89. Salve, io devo rilasciare una ricevuta di prestazione occasionale di 100 euro,
    Se si deve aggiungere il 20%,vorrei sapere chi si impegna a versare la ritenuta,io o il titolare che è in possesso di P. Iva?

    • Fiscomania

      Salve,
      la ritenuta d’acconto nella ricevuta per prestazione occasionale è a decurtazione dell’importo, non in aumento. Quindi se l’importo della prestazione è di €. 100 lei indicherà €. 100 di importo lordo, ritenuta d’acconto €. 20, importo netto che le sarà corrisposto €. 80. La ritenuta d’acconto si applica soltanto se il committente è soggetto titolare di partita Iva. Sarà lui, a dover versare al Fisco la ritenuta, come acconto sulle sue tasse.

      • La ringrazio per la tempestivava risposta, quindi se ho capito bene io dovrò lasciare la copia della presentazione alcocommittente è poi lui provvederà a versare la ritenuta, c’è un limite di tempo da dover rispettare tra il rilascio della ricevuta e quella del versamento?

        • Fiscomania

          La ricevuta si rilascia nel momento in cui lei riceverà il suo compenso. Il committente verserà la ritenuta d’acconto con modello F24 entro il 16 del mese successivo rispetto a quello del suo pagamento.

  90. ma nel caso in cui emetto una ricevuta ad un privato cittadino che non ha partita iva, la ritenuta la devo togliere o aggiungere ?

    • Fiscomania

      La ritenuta la applicano i sostituti d’imposta. Un soggetto privato non lo è, quindi, nella ricevuta va indicato solo il compenso concordato.

  91. Non avendo trovato un caso simile, posto la domanda.
    Sono un pianista che occasionalmente viene chiamato a suonare aii matrimoni in chiesa.
    La cosa succede 5/6 volte all’anno senza una scadenza precisa e i committenti sono sempre privati e la soglia dei 5000 euro non verrà mai superata.

    Per essere a posto dovrei :
    1. Emettere una ricevuta senza ritenuta d’acconto.
    2. Applicare una marca da bollo da € 2 sull’ìoriginale che rilascio al committente.
    3. Inserire i compensi percepiti nella sezione dei redditi diversi nel 730/Unico.

    Sto agendo correttamente ?
    Ringrazio in anticipo per l’aiuto.

    • Fiscomania

      Salve,
      1) Corretto: ricevuta senza ritenuta d’acconto;
      2) Corretto: marca da bollo da €. 2 sull’originale;
      3) Corretto: quadro dei redditi diversi, inserire la somma delle ricevute emesse ogni anno.
      Sta agendo correttamente, perché l’attività che svolge è del tutto occasionale. Potrebbe pensare anche di avvalersi del lavoro occasionale accessorio, quello dei c.d. “voucher Inps”, in quanto con quelli avrebbe anche una piccola copertura previdenziale ed assistenziale. Tuttavia, mi rendo conto che per un privato (committente), possa essere più semplice ricevere una ricevuta da lei piuttosto che attivare la procedura dei voucher. In ogni caso per maggiori informazioni su questa forma di lavoro accessorio, può consultare questo contributo: “Voucher Inps per lavoro accessorio: la guida

  92. Salve la mia domanda verte sulla cumulabilità tra voucher e lavoro autonomo con ritenuta d’acconto,

    per un hotel:

    con voucher, faccio degli extra al front office nel caso di ferie per € 1.500 annui

    Ora mi propongono di seguire la parte on line quindi cura del sito, social con pagamento con ritenuta d’acconto per € 3.600 annui

    Si cumuleranno, rischio sanzioni? Mi sembra di aver capito nei precedenti post di no e che seguono due massimali separati ma chiedo comunque una vostra delucidazione

    Grazie sincere Gerardo Cuomo

    • Fiscomania

      Salve,
      come già precisato anche in precedenti risposte il lavoro occasionale accessorio (quello dei voucher), e il lavoro autonomo occasionale (ricevuta con ritenuta d’acconto), non si cumulano. I voucher sono già tassati, quindi non devono nemmeno essere dichiarati nel modello Unico o nel 730. Cosa diversa per le ricevute per lavoro autonomo occasionale che vanno inserite in dichiarazione dei redditi.

  93. Complimenti per le risposte, sempre puntuali e comprensibili.
    Le pongo il mio quesito:
    – sono un dipendente pubblico, ente locale, e mi capita di collaborare con altre pubbliche amministrazioni, ovviamente previa autorizzazione del mio ente, stipulando un contratto di prestazione d’opera ex. art. 2222 cc.
    – la collaborazione viene equiparata ad una prestazione di lavoro autonomo occasionale.

    Non mi e’ molto chiaro quanto riguarda la gestione dei rimborsi spese di viaggio documentati: dovro’ effettuare una serie di interventi tecnici in un luogo un po’ distante, per cui pensavo di chiedere il rimborso delle spese di viaggio: solito rimborso km + caselli autostradali, dietro presentazione della fattura telepass.

    Essendo il mio lavoro di tipo oneroso, nel senso che percepiro’ una somma, oltre alle spese vive di trasporto vorrei sapere come dovrei considerare, nel 730 tali spese: dal vostro modello mi pare di capire che non dovranno essere assoggettate alla ritenuta d’acconto, ma concorreranno a formare il reddito complessivo ai fini dei 5.000 euro annui, che normalmente indico nel quadro D5? Al superamento dei 5000 Euro in questo caso, contribuiranno al calcolo delle somme eccedenti su cui andare a pagare i contributi?
    Grazie mille in anticipo per l’attenzione

    • Fiscomania

      Salve,
      per quanto riguarda il rimborso delle spese sostenute, se le stesse sono adeguatamente documentate ed allegate alla ricevuta, quindi, comprovate da fatture, ricevute, ecc, allora le stesse non sono da considerarsi reddito (non saranno assoggettate a ritenuta), ma un rimborso, appunto, di una spesa effettivamente sostenuta. In questo caso il rimborso spese non concorre a formare reddito imponibile Irpef e non concorre nemmeno alla soglia dei €. 5.000 come limite per la contribuzione Inps. Tutto questo a patto che le spese siano effettivamente elencate e documentate con i giustificativi di spesa. In caso contrario saranno trattate come se fossero reddito percepito.

      • Grazie mille per la sollecita ed esauriente risposta.
        Nel mio 730 andro’ quindi ad inserire solo la componente “compenso” della mia ricevuta per prestazione occasionale, al lordo della ritenuta d’acconto gia’ versata.
        La somma percepita come rimborso spese documentate, invece, non sara’ inserita in alcuna voce della dichiarazione 730.
        Ancora complimenti.

        • Fiscomania

          Nel 730 inserita la voce compenso lordo, e la ritenuta che ha subito che le sarà certificata dal committente entro il 28 febbraio nella Certificazione Unica che è tenuto a rilasciarle.

  94. Gent.mo Dottore, mi inserisco nella discussione con 3 questioni collegate alle quali, ci tengo a premetterlo, mi basta una risposta anche molto sintetica.

    1) Nel corso del corrente anno solare, ho percepito assegni di disoccupazione “mini aspi” per un totale complessivo di circa 5000 Euro. Qualora eseguissi prestazioni di lavoro autonomo occasionale nei confronti di aziende, quindi in ritenuta d’acconto, sempre nel corso dell’anno, sarei tenuto al versamento dei contributi previdenziali per le nuove somme incassate, oppure potrei operare serenamente entro il limite specifico di ulteriori € 4999 (in quanto percepiti ad altro titolo e forse non cumulativi con i precedenti)?
    Premetto che l’attività che svolgo consiste nel redigere e pubblicare online siti web per aziende.

    2) Sto valutando l’ipotesi di apertura di partita iva in regime dei minimi (vecchio regime), ma non come impresa individuale, bensì come libero professionista (c.d. “professionista del web” / “tecnico del web” / “consulente del web”) in maniera tale da non dovermi accollare oneri contributivi previdenziali fissi che prescindano dall’effettivo fatturato. Le chiederei un parere in punto fattibilità: la riterrebbe una cosa possibile o sono necessariamente considerato un artigiano?

    3) Allo scadere del termine del vecchio regime minimale, potrò optare per il nuovo regime forfetario – ovviamente senza l’agevolazione triennale dello sconto di 1/3 della tassazione – oppure me ne sarà preclusa l’opportunità, avendo già usufruito di regime agevolato? Perché in questo caso, sebbene sia meno favorevole, mi converrebbe aprire partita iva aderendo direttamente al nuovo regime dei minimi, non apparendo questo come limitato nella durata. Diversamente, nonostante ci troviamo a fine anno solare e quindi “sprecherei” il primo dei 5 anni di esercizio garantiti dal vecchio regime al 5%, rimarrebbe comunque la scelta più conveniente da fare. Cosa ne pensa?

    Grazie per il tempo che mi ha concesso.

    • Fiscomania

      Salve,
      1) L’indennità Aspi non si cumula con il lavoro autonomo occasionale, ovvero lei potrà effettuare prestazioni di lavoro autonomo occasionale sino alla soglia dei €. 4.800. Al superamento di questa soglia, l’indennità Aspi si ridurrà dell’80% dell’importo percepito da questa attività. Questo vale sia per il lavoro autonomo occasionale che per il lavoro autonomo con partita Iva.
      2) La questione è abbastanza controversa: se la sua attività è esclusivamente quella di creazione di siti web, l’Agenzia delle Entrate sul punto è chiara, per lei è una attività di tipo commerciale, e non una attività di lavoro autonomo. Questo significa che anche aprendo partita Iva con il regime dei minimi (che ricordo è possibile utilizzare sino alla fine del 2015), lei dovrebbe iscriversi anche in Camera di Commercio e versare i contributi fissi alla gestione commercianti. Nel caso in cui, invece, la sua attività sul web sia più ampia e non si limiti soltanto alla creazione di siti web, allora è possibile cercare di utilizzare un codice attività diverso, che riguardi una figura professionale e non più commerciale.
      3) Allo scadere dei 5 anni di regime dei minimi se non si superano le soglie i limiti e le condizioni del regime forfettario il passaggio è direttamente in quel regime fiscale. A mio avviso resta ancora più conveniente il regime dei minimi, anche se aprendo adesso “spreca” un anno, se il volume di fatturato che prevede di avere è basso. Se, invece, prevede di fatturare cifre intorno ai €. 30.000 annui, allora è da valutare, in base ai costi che crede di sostenere. Insomma, deve essere valutato caso per caso la situazione, non c’è una risposta generica che va bene per tutti.

      • Gent.mo Francesco,
        innanzitutto grazie per il tempo che mi ha dedicato nella sua chiara, sollecita ed esauriente risposta. Mi scuso anticipatamente ma, per massimo scrupolo – vista la delicatezza della questione – desidererei integrare le richieste di cui ai punti 1 e 2.

        1) Se me lo conferma, il limite dei 4800€ fatturabili (con ricevuta per prestazione occasionale in ritenuta d’acconto) dovrebbe essere quello dell’anno solare in corso. Mancando solo due mesi, incluso il presente, alla fine dell’anno, il suddetto limite continua ad essere la somma massima suindicata, oppure dovrei attenermi al massimo ad 800€ in questa fine anno solare (4800:12=400 mensili). Cioè ad esempio: potrei “fatturare” (tecnicamente emettere ricevute) tra oggi e l’ultimo dell’anno, ottimisticamente, anche 3000 o 4000 euro?

        Glielo chiedo perché in prospettiva di aprire la partita iva in quest’anno, mi farebbe comodo poter considerare come credito d’imposta, quante più ritenute d’acconto possibile per le future tasse…

        2) Occupandomi io anche di restyling di siti web esistenti, migrazione server progetti esistenti, consulenza informatica, monitoraggio reputazione aziendale sul web, rimozione malware lato server e installazioni di softwares remoti di difesa e controllo, analisi keywords e conversioni di traffico rete, web marketing, studio di offerte e campagne promozionali aziendali, social media managing e in sostanza campagne pubblicitarie tout court; riuscirei a non essere considerato un commerciante nonostante, glielo dico onestamente, i maggiori proventi derivino dalla creazione di progetti ex novo?

        Ancora grazie e mille cose.

        • Fiscomania

          1) la soglia dei €. 4.800 è annua e non va rapportata al mese. Quindi può arrivare a fatturare anche tutto l’importo da qui a fine anno;
          2) il problema non è tanto inserirla come attività di lavoro autonomo piuttosto che di commerciante, dal punto di vista del consulente. Il punto è cosa farà l’Agenzia delle Entrate nel momento in cui, nei prossimi anni potrebbe fare un controllo sulla sua attività. Se i suoi compensi da realizzazione siti web sono comunque superiori alle altre attività che effettua, sicuramente l’Agenzia propenderà per considerarla un commerciante e non lavoratore autonomo. Il rischio è questo. Per una consulenza più approfondita mi ricontatti pure via email in privato.

  95. Salve,
    mi inserisco nella discussione in quanto desidero aprire partita iva con il regime dei vecchi minimi. Non so però se la utilizzerò già dal prossimo anno o più avanti. La mia domanda è: oltre alle spese di apertura partita iva come LIBERA PROFESSIONISTA, quindi senza i costi fissi inps, e le spese di iscrizione alla gestione separata: se non fatturerò nel 2016, avrò comunque delle spese da sostenere? E in caso positivo, potrei conoscerle avendone una quantificazione di massima?
    Perchè sono molto combattuta tra il non perdere un’occasione apparentemente irripetibile e che mi durerà per 10 anni (avendone io oggi 25) e l’evitare delle spese inutili o non sostenibili se non corroborate da fatturazione.
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      per rispondere alla sua domanda prima di tutto è necessario conoscere l’oggetto dell’attività che andrà a svolgere. Tenga presente che l’Agenzia delle Entrate effettua controlli per verificare se ci sono soggetti che aprono partita Iva al solo scopo di beneficiare di una agevolazione, senza esercitare effettivamente una attività professionale.

  96. Salve,
    innanzitutto complimenti per il sito e la puntualità delle risposte.

    Mi inserisco per avere delucidazioni rispetto alla mia posizione.
    Nel corso del 2016 potrei trovarmi nella condizione di svolgere alcune prestazioni occasionali, singole prestazioni per più committenti, per un importo complessivo comunque inferiore ai 5000€ annui.

    I miei dubbi sono questi:

    1. trattandosi di consulenze occasionali, a tutti gli effetti ascrivibili a lavoro autonomo e gestito in piena autonomia dal committente, per attività che non richiedono una specifica professionalizzazione (consulenze di comunicazione, realizzazione di grafiche o siti web etc), è corretto ricorrere alla prestazione occasionale di lavoro autonomo?

    2. rimanendo sotto i 5000€ complessivi, se ho ben capito, è sufficiente emettere le notule, numerato progressivamente, a ogni singolo committente, inserendo l’importo netto e la ritenuta 20%; qualora, però, il committente non sia un titolare di p. iva ma un privato, può comunque svolgere il ruolo di sostituto d’imposta?
    In caso contrario, come ci si comporta rispetto alla ritenuta del 20%?

    3. il tetto di 5000€ annui fa riferimento al reddito derivante dalle prestazioni di lavoro autonomo occasionale o al reddito complessivamente percepito?
    Es. se io avessi un reddito annuo di 10000€ derivante da un lavoro subordinato part-time (per mansioni completamente diverse da quelle per cui presterei la collaborazione-consulenza occasionale) e 3000€ da notule per prestazioni occasionali, dovrei iscrivermi alla gestione separata INPS oppure no?

    Grazie mille per la disponibilità, e ancora complimenti per il vostro lavoro.

    • Fiscomania

      Salve,
      1) l’attività che lei vuole svolgere è un’attività di consulenza informatica che se svolta in maniera continuativa necessita dell’apertura della partita Iva, a prescindere dal volume dei compensi incassati. Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale possono andare bene nel primo anno per iniziare, ma dopo due o tre ricevute (ne dovrà rilasciare una per ogni committente), l’attività diventa continuativa e quindi le consiglio di iniziare a pensare all’apertura della partita Iva;
      2) come le dicevo il limite dei €. 5.000 esiste ma quello che veramente conta è l’abitualità dell’attività. In ogni caso dovrà emettere una ricevuta per ogni committente che dovrà essere datata e numerata. La ritenuta d’acconto deve essere apposta solo nel caso in cui il committente sia un soggetto dotato di partita Iva. Se la prestazione professionale è commissionata da un privato la ritenuta d’acconto non va indicata. In questo caso lei percepirà direttamente il compenso lordo concordato;
      3) il limite dei €. 5.000 riguarda solo le prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Nell’esempio che prospetta non deve iscriversi alla gestione separata.

      • Buonasera,
        grazie per la risposta, come sempre precisa e puntuale.

        Mi pare di capire, quindi, che una serie di collaborazioni, ne stimerei una decina in un anno con dieci diversi committenti, per la medesima consulenza informatica, richiederebbe in ogni caso l’apertura della partita IVA.

        Sperando di non andare fuori tema e di non approfittare della vostra disponibilità, mi sorgono altri tre interrogativi:

        – per la p Iva, parlando di ricavi inferiori ai 5000/anno presumo che il regime dei minimi rimanga la soluzione migliore?

        – se sì, l’unico adempimento obbligatorio è sempre la tenuta del registro con i ricavi mensili, su cui ogni anno si deve pagare forfettariamente il 15% di tasse?
        È prevista (già o nella finanziaria in discussione) l’aliquota al 5% per il primo anno di apertura?

        – per quanto riguarda l’INPS, sarebbe dovuta a questo punto l’iscrizione alla gestione separata, ma questo cosa comporterebbe?
        Un importo fisso o di versare una percentuale in base ai redditi acquisiti con l’attività di p Iva?

        Grazie mille.

        • Fiscomania

          Salve,
          si considerate le collaborazioni che intende sfruttare è necessario aprire partita Iva.
          1) il regime dei minimi resterà in vigore solo per le partite Iva già aperte, dal 2016 non potrà più essere utilizzato da chi intende aprire partita Iva. L’unico regime agevolativo per le nuove partite Iva resta il regime forfettario (puoi trovare maggiori informazioni qui “Regime forfettario“);
          2) l’adempimento ai fini reddituali è quello, ma in ogni caso ci sono altri adempimenti che restano, come il versamento di ritenute d’acconto se si ricevono fatture da altri professionisti, l’invio di intrastat, ecc. Nella Legge di Stabilità il regime forfettario è in corso di modifica, si prevede l’aliquota al 5%, ma ancora non è ufficiale;
          3) l’iscrizione alla gestione separata è dovuta. Si versa il 27,72% sul reddito imponibile (dato da fatturato al netto della percentuale di costi forfettari).

  97. Salve. , complimenti per l’articolo.
    La mia domanda è se posso prestare occasionalmente taglio capelli col la ricevuta essendo io parrucchiera senza lavoro. Si tratterebbe di una cosa veramente saltuaria solamente più per far qualcosa che un guadagno. Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività di parrucchiera è un’attività imprenditoriale e non tanto di lavoro autonomo. E’ regolamentata e richiede il rispetto di alcune regole di esercizio. Se si tratta di una attività che non si ripeterà in futuro utilizzi la ricevuta per regolare il rapporto, ma altrimenti deve aprire partita Iva per esercitare l’attività.

  98. Buongiorno,
    vorrei sapere se i voucher inps rientrano nel calcolo per poter recuperare la ritenuta d’acconto per prestazioni occasionali . Ad esempio in un anno si guardagna 4000 euro di ritenute d’acconto e altri 3000 tramite voucher inps, in questo caso è possibile chiedere il rimborso ?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      se lei nell’anno ha effettuato prestazioni di lavoro autonomo occasionale e ha subito ritenute d’acconto potrà recuperarle presentando la dichiarazione dei redditi. I voucher Inps sono una disciplina a se stante, non si cumulano con le prestazioni occasionali e non devono essere riportati in dichiarazione dei redditi.

  99. Ho effettuato una collaborazione occasionale, per la quale ho ricevuto ricevuta per un periodo di 48 giorni, senza ricevere pagamento.
    Contestualmente la società per cui ho collaborato mi invia comunicazione via PEC per una sanzione amministrativa del codice della strada, relativa al veicolo aziendale, comprensiva di:
    – sanzione relativa all’infrazione di sosta vietata
    – oneri di rimozione veicolo
    – decurtazione di 2pt patente (+ sanzione per mancata comunicazione)

    In questa e-mail mi viene comunicato che tutti questi oneri mi verranno decurtati al pagamento della collaborazione (che ancora non è avvenuto).

    Nell’accordo di collaborazione (NON SCRITTO) non si definivano eventuali responsabilità relative all’utilizzo di veicoli aziendali.
    Ne tantomeno nella ricevuta viene definito questo tipo di attività (giuda veicoli per trasporto materiali).

    Questo tipo di mansione non può essere preposta a collaboratori occasionali. Corretto?

    Come posso tutelarmi per:
    – ottenere il pagamento dovuto, senza decurtazioni arbitrarie
    – non incorrere in rivalse su queste sanzioni amministrative.

    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      partiamo dal presupposto che una collaborazione occasionale non può durare oltre 30 giorni l’anno verso uno stesso committente. Lei ha già superato questa soglia, e quindi sarebbe già fuori da questo tipo di prestazione lavorativa. Per quanto riguarda l’auto aziendale, essendo lei un lavoratore autonomo e non un dipendente, non avrebbe nemmeno alcun titolo per utilizzare l’auto aziendale. Naturalmente, non essendoci un contratto scritto che regoli quelle che sono le sue mansioni, e le regole relative all’attività che doveva svolgere, non credo possa fare molto contro la società. In pratica la società la ha utilizzata per mascherare un contratto di lavoro dipendente, non offrendole nessuna tutela, nemmeno dal punto di vista dei pagamenti. Non potendo lei rivalersi su niente, è un po’ difficile contestare l’azienda. Quella che lei ha accettato non è una vera e propria attività di lavoro autonomo occasionale, ma sembra un contratto di collaborazione, mascherato da prestazione occasionale. Per il futuro le consiglio, prima di accettare, di valutare sempre con un consulente questo tipo di proposte, in modo da avere un consiglio su come comportarsi, ad esempio per chiedere un contratto scritto.

  100. Salve, una curiosità…
    ho letto quanto scritto da Rosalinda a febbraio 2013 e mi sono domandato: “E se fosse il lavoratore occasionale a gestire autonomamente l’evento eventualmente anche in nome o per conto dell’azienda a parte l’affitto dello spazio?” mi spiego meglio, per quanto riguarda il lavoratore autonomo occasionale, se una azienda prende in affitto uno spazio fieristico per circa 10 giorni che vengono gestiti in piena autonomia, senza coordinamento del committente e senza inserimento funzionale nell’azienda, ma solo per il singolo evento?

  101. Buongiorno, con riferimento alle attività occasionali avrei due domande:
    – l’art. 53 commi 9 e 10 del D.Lgs. 165/2001 è consentito ottenere incarichi di collaborazione professionale previa autorizzazione della propria amministrazione di appartenenza. Tale attivita’ dovrebbe rispettare i principi della saltuarieta’ ed occasionalità. Tuttavia la norma sembra non specificare espressamente l’equiparazione di tale tipo di prestazioni a quelle occasionali, per cui alcuni colleghi ritengono di non dover sottostare al limite dei 5.000 annui, né di dover attivare la gestione separata inps. Semplicemente stanno nel limite previsto dal proprio regolamento (max 40% della retribuzione annua) ed emettono documenti contabili verso gli enti…. Un collega asserisce addirittura di aver sottoposto la questione ad un conoscente della Guardia di Finanza e di non aver avuto parere contrario……. Io non mi ritrovo molto in questa interpretazione, preferisco quella piu’ restrittiva… tuttavia se si tratta di una interpretazione legalmente e fiscalmente praticabile, e per me piu’ favorevole, l’accetterei volentieri..:!
    – le spese sostenute per l’espletamento dell’attivita’ occasionale possono essere portate in detrazione nella dichiarazione dei redditi. Mi chiedo quali possono essere tali spese, ad esempio: ho un incarico per la sistemazione di postazioni di lavoro presso un ente, se volessi dotarmi di un pc portatile per poter effettuare meglio l’attivita’ potrei portare tale spesa in detrazione?

    Grazie mille del tempo che ci dedicate e delle preziose risposte che fornite..

    • Fiscomania

      Salve,
      la norma che lei pone (articolo 53, commi 9 e 10 del D.Lgs. n. 165/2015) non fanno un espresso riferimento alle prestazioni di lavoro autonomo occasionale, è vero. Tuttavia, il fatto che richiamino la saltuarietà e l’occasionalità della prestazione fanno si che indirettamente si parli di “prestazione di lavoro autonomo occasionale”. Questo perché nel caso in cui l’attività venga effettuata in maniera non saltuaria, ma abituale, l’apertura di una partita Iva è obbligatoria. Quello che fanno i colleghi, è una loro interpretazione personale, che non rispecchia, quanto è riportato nel Tuir, che disciplina la normativa fiscale. Se non vi sono riscontri oggettivi che affermino il contrario, l’interpretazione dei colleghi è basata solo sul loro parere personale.
      nell’attività di lavoro autonomo occasionale possono essere portate in deduzione del reddito le spese effettivamente sostenute relative all’attività svolta. Tali spese però devono essere direttamente riferite all’attività, per poter essere dedotte. Nel suo esempio il Pc non è elemento che fa diretto riferimento allo svolgimento dell’attività, ma può ad esempio essere utilizzato anche con altre finalità. Riprendendo il suo esempio, l’inerenza può esservi se deve comprare materiali relativi alle postazioni di lavoro, costi legati ad elementi possono essere associati solo a quell’attività. Diversamente, i “professionisti” dotati di partita Iva possono portare in deduzione tutti i costi relativi alla loro attività professionale, secondo criteri di deducibilità previsti dal Tuir. In pratica, se svolgesse la stessa attività, ma con partita Iva potrebbe dedursi parzialmente il costo del Pc.

  102. Salve
    i dipendenti della pubblica amministrazione del comparto ricerca, possono effettuare prestazioni di lavoro autonomo occasionale? Se si qual’è la normativa di riferimento?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      non esiste una vera e propria norma di riferimento per i dipendenti della pubblica amministrazione sulle attività di lavoro autonomo occasionale. Tuttavia, si può fare riferimento all’art. 53 commi 9 e 10 del D.Lgs. 165/2001, secondo il quale è consentito ottenere incarichi di collaborazione professionale previa autorizzazione della propria amministrazione di appartenenza. Tale attività dovrebbe rispettare i principi della saltuarietà ed occasionalità.

  103. Buongiorno sono un’archivista (professione non regolamentata da iscrizione ad albo professionale) senza partita iva e ho svolto una prestazione occasionale della durata di 30 giorni nel periodo ottobre- novembre 2015 per un intervento ricognitivo su un archivio privato, e se non ho capito male devo rilasciare nota di pagamento di lavoro autonomo occasionale con ritenuta di acconto del 20%: volevo sapere se questo può comportare problematiche rispetto al jobs act. Inoltre per lo stesso archivio dovrei svolgere da febbraio a luglio 2016 un lavoro di schedatura, che dovrà essere preventivamente autorizzato dalla Soprintendenza archivistica regionale essendo l’archivio tutelato, e mi chiedevo se fosse possibile farlo figurare come contratto a progetto, anche se la mia professione non prevede iscrizione ad albo professionale, oppure dovrà essere regolamentato come contratto a tempo determinato. Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività che lei ha svolto, se è stata di importo non superiore a €. 5.000 lordi e non ha superato i 30 giorni lavorativi può essere considerata una prestazione di lavoro autonomo occasionale. Lei dovrà rilasciare all’Ente una ricevuta dove riporterà il compenso lordo, la ritenuta d’acconto del 20%, e il relativo compenso netto (lordo – ritenuta). Il jobs act non ha modificato in alcun modo la disciplina del lavoro autonomo occasionale, quindi l’attività che ha svolgo è regolarmente prevista dalla Legge.
      Per quanto riguarda l’attività che dovrà svolgere nel 2016, non può rientrare nel lavoro autonomo occasionale. Per svolgerla ha come alternativa quella di aprire partita Iva e fatturare come libero professionista non iscritto ad albo professionale, oppure lavorare come dipendente e farsi assumere con contratto a tempo determinato. Il contratto a progetto attualmente non è più vigore, a seguito del jobs Act.

      • La ringrazio! Mi è sorto un ulteriore dubbio: sono iscritta alla gestione separata dal 2012 (“sfruttata” quest’anno con un contratto a progetto di 10 mesi presso altra azienda), tale prestazione occasionale (essendo ben sotto i 5000 euro e l’unica svolta quest’anno) non si “cumula” a livello contributivo con il compenso percepito con il lavoro subordinato svolto in precedenza giusto? Grazie

        • Fiscomania

          Da un punto di vista previdenziale non vi è alcun cumulo, il lavoro a progetto e il lavoro autonomo occasionale hanno regole diverse. Discorso diverso, invece, è quello reddituale dove i due redditi si cumulano in dichiarazione per formare il reddito imponibile Irpef.

  104. Buon giorno,
    sono una dipendente part time, mi è stato proposto di autare una persona con licenza di ambulante sotto il periodo natalizio, questa prestazione (qualche ora un giorno solo a settimana ) può rientrare come prestazione occasionale? e in tal caso devo emettere ricevuta ogni volta o posso farne una cumulativa a fine del periodo?
    grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      quello che le è stato proposto mi sembra più un’attività di lavoro dipendente, piuttosto che un’attività di lavoro autonomo. In questo caso le consiglio di fare utilizzare al datore di lavoro i voucher Inps per il lavoro occasionale di tipo accessorio. In questo modo anche in caso di controlli non vi sarà alcun tipo di problema, sia per il datore di lavoro che per lei. Se vuole maggior informazioni sui voucher può leggere questo contributo: “I voucher Inps per il pagamento del lavoro occasionale accessorio“.

  105. Salve,
    sto eseguendo una prestazione occasionale per una società srl di professionisti progettisti, l’importo netto da corrispondermi supera i 2000 €, ma non raggiungo comunque i 5000 € annui. Posso farmi corrispondere la cifra inizialmente pattuita mediante ritenuta d’acconto o sono costretto ad aprirmi partita IVA?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      se la prestazione professionale ha durata inferiore a 30 giorni ed è una prestazione del tutto episodica che non si ripeterà allora è giusto utilizzare le ricevute per prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Tuttavia, nel caso in cui l’attività da lei svolta sia tra quelle per le quali è obbligatoria l’iscrizione ad un albo professionale, è obbligatorio esercitare con partita Iva.

      • Sono un neo laureato in ingegneria, ancora non iscritto all’ordine di riferimento. La prestazione è inferiore ai 20 giorni. Quindi dalla sua risposta mi sembra di capire che non ho altra scelta che iscrivermi all’ordine e aprire partita IVA o farmi corrispondere al più 2000 euro.
        Grazie.

        • Fiscomania

          Se lei ha effettuato una prestazione professionale di ingegneria, deve obbligatoriamente iscriversi all’ordine, aprire partita Iva, iscriversi alla sua cassa professionale di competenza (Inarcassa), e poi fatturare la prestazione, come ogni professionista. Altrimenti lei starebbe effettuando una prestazione professionale in maniera abusiva, in quanto resa da soggetto non iscritto all’albo.

  106. Buongiorno,
    Sono una neolaureata. Non possiedo partita IVA. Nell’anno 2015 ho svolto n. 3 prestazioni occasionali, due delle quali con lo stesso committente. Nessuna delle tre singolarmente supera i 5.000 euro lordi, ma sommate insieme raggiungono 6.010 euro. Inoltre a breve inizierò una collaborazione con voucher. Non mi è chiaro come funziona la soglia dei 5.000 euro, superata la quale è necessario iscriversi alla gestione separata dell’INPS. La soglia è da considerare sul totale lordo delle prestazioni annue riferite a più committenti o sul totale lordo delle prestazioni annue riferite ad un unico committente? Nel mio caso, come dovrei comportarmi?

    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      lei nel 2015 avrebbe dovuto iscriversi alla gestione separata Inps, e comunicare al committente il superamento della soglia di €. 5.000 lordi percepiti, in modo che il committente potesse trattenerle e versare per suo conto i contributi Inps dovuti. La verifica della soglia dei €. 5.000 riguarda tutti i compensi percepiti come lavoro autonomo occasionale nel corso dell’anno. Si ricordi che deve presentare la dichiarazione dei redditi per l’anno 2015. Per quanto riguarda, invece, i voucher Inps legati al lavoro occasionale accessorio la disciplina è diversa: lei riceverà direttamente il compenso netto, che non dovrà essere dichiarato nel modello Unico. Il compenso annuo massimo con questo tipo di attività non può superare i €. 7.000.

  107. Salve,
    avrei bisogno di sapere se la prestazione di lavoro occasionale può essere fatta solo a chi percepisce un reddito inferiore a 5.000,00 euro l’anno. (se chi presta il proprio operato ha partita iva o un contratto di lavoro con altra azienda ha comunque possibilità di utilizzare la prestazione di lavoro occasionale?)
    grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      se un soggetto ha partita Iva e l’attività da svolgere rientra tra quelle legate alla sua attività, deve utilizzare la partita Iva e fatturare la prestazione. Se, invece, la partita Iva è stata aperta per una attività diversa da quella per la quale si svolge una attività di lavoro autonomo occasionale, allora è possibile utilizzare le ricevute per lavoro autonomo occasionale. Naturalmente l’attività deve essere effettivamente saltuaria, altrimenti è necessario aprire un secondo codice attività nella partita Iva già aperta e fatturare.

  108. Buon giorno,
    sono un fisioterapista e presto avrò un contratto a tempo indeterminato part time.
    Volevo sapere se è possibile integrare il mio lavoro con prestazioni (sempre fisioterapiche) svolte presso un’altra struttura avvalendosi della ritenuta d’acconto. Nel caso fosse possibile, oltre a non superare i 5000 euro l’anno, per quanto tempo mi sarebbe consentito per non rientrare nell’abituale?
    (in pratica prima di aprire un’eventuale P.I. vorrei esserne estremamente certo).

    grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      può utilizzare le prestazioni occasionali a patto di non superare i €. 5.000 all’anno lordi, senza superare i 30 giorni lavorativi annui per ciascun committente. Al superamento della soglia deve aprire partita Iva: prenda in considerazione il regime forfettario.

      • grazie mille per la risposta.
        Il fatto che nelle mie prestazioni occasionali con ritenuta d’acconto (seppur con un altro committente) svolgerò sempre lo stesso lavoro di fisioterapista non costituisce quindi nessun problema?

        ad ogni modo, come da vostro consiglio, valuterò successivamente anche l’apertura di P.I. seppur tutti me l’abbiano sconsigliato per le varie spese da sostenere.

        Grazie ancora per la vostra disponibilià

        • Fiscomania

          La cosa più opportuna è sicuramente l’apertura immediata della partita Iva, ma mi rendo conto che aprire partita Iva non sapendo bene quale sia l’effettivo giro d’affari che si può ottenere non sia facile. Inizi con le prestazioni occasionali e poi valuti il da farsi. Mi rendo conto che le sconsiglino la partita Iva, ma il fatto che è la normativa prevede l’apertura della partita Iva. Altrimenti in caso di controlli si rischia di vedersi contestare la mancata fatturazione dell’attività svolta. I regimi agevolati, come appunto il regime forfettario nascono con l’obiettivo di semplificare gli admempimenti tributari e avere agevolazioni sia fiscali che contributive.

  109. Buongiorno ,vorrei un informazione , per poter praticare qualche ora di trattamento shiatsu alla settimana da privato a privato ,potrebbe rientrare come un lavoro occasionale ? Anche se fatto nell’ arco dell’ anno per una durata di una decina di trattamenti a persona ,sono circa 15 persone all’ anno per un totale 11ore a testa , restanto sotto i 5000 Euro annuali totali. In attesa di una vostra cordiale risposta , porgo i miei saluti.
    Marco

    • Fiscomania

      Salve,
      anche se si resta sotto la soglia dei €. 5.000 annui, l’attività che lei intende svolgere non ha certo carattere di occasionalità, si supererebbero comunque i 30 giorni annui. A mio avviso la cosa migliore sarebbe aprire partita Iva e lavorare come professionista, usufruendo dei vantaggi del regime forfettario che consente di applicare una tassazione ridotta e anche costi di gestione accessibili anche per chi ha libelli di fatturato esigui. In questo modo, si evita possibili contestazioni da parte del Fisco in caso di controlli, che le potrebbe rilevare la mancata fatturazione delle operazioni che ha svolto. Se si tratta di uno o due soggetti all’anno ai quali svolge questa attività allora le prestazioni di lavoro autonomo occasionale possono fare al caso suo, ma se questa attività è duratura nel tempo, l’apertura della partita Iva è necessaria.

  110. Salve,
    se possibile, vorrei chiederle un chiarimento.

    Le premetto che non ho partita iva.

    A metà 2015 ho emesso una ricevuta con ritenuta d’acconto del valore di 500 euro.

    Entro dicembre, invece, dovrò emettere un’altra ricevuta ma senza ritenuta d’acconto (in quanto il committente ha una partita iva tedesca) inferiore ai 1000 euro.

    A tal proposito avrei 3 domande:

    1. Nella seconda ricevuta (quella senza ritenuta d’acconto) devo mettere la marca da bollo?
    2. Devo fare la dichiarazione dei redditi anche se ho guadagnato meno di 4800 euro?
    3. Sulla ricevuta senza ritenuta d’acconto pagherò delle tasse? In questo caso cosa devo fare per rispettare tutti gli adempimenti fiscali?

    La ringrazio in anticipo per la sua disponibilità

    • Fiscomania

      Salve,
      1. La marca da bollo da €. 2 deve metterla su ogni ricevuta per prestazione di lavoro autonomo occasionale che emette (quindi la apponga anche sulla prima ricevuta).
      2/3. Se nel corso del 2015 non ha percepito altri redditi (oltre alle due ricevute), e possiede eventualmente solo l’abitazione principale, lei non è tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi. In caso contrario è obbligata a presentarla. Tenga presente che, se non la presenta va a perdere l’importo della ritenuta d’acconto, che le è stata trattenuta. Valuti il possibile costo di presentazione della dichiarazione con il vantaggio che avrebbe portando a credito la ritenuta d’acconto.

  111. Salve
    Sono in mobilita’ retribuita e mi è stato offerto di fare lavori pagati come prestazione occasionale con ritenuta del 20%. Con il timore di perdere la mobilità ho chiesto all’Inps e a un patronato senza ricevere risposte certe!
    Domande:
    – posso utilizzare questa modalità di pagamento senza rischiare di perdere la mobilità?
    – devo comunicare qualcosa all’Inps, ad esempio data di inizio rapporto o quant’altro?
    – quale è il reddito lordo max per queste prestazioni?
    – l’entrata del Jobs act ha modificato qualcosa a riguardo? Chiedo questo perché il patronato a cui mi sono rivolto mi ha detto che questa forma di lavoro non c’è più.
    Ringrazio in anticipo per una cordiale risposta.
    Saluti

    • Fiscomania

      Salve,
      mi rendo conto che ci sia molta confusione sull’argomento. Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale non sono state eliminate dal jobs act. La riforma ha riguardato altre forme di lavoro ma non questa. Il lavoro occasionale può essere effettuato sino ai €. 4.800 lorde annue. Tuttavia, è necessario preventivamente contattare l’Inps per dichiarare i compensi che prevede di percepire nell’anno. Superata la soglia dei €. 4.800 l’indennità di mobilità sarà ridotta.

  112. Salve,
    sono laureata in lettere e vorrei organizzare dei laboratori culturali a numero chiuso in casa mia, chiedendo una quota di partecipazione.
    Potrei farlo in regime di lavoro autonomo occasionale?
    Grazie per la risposta,
    cordialmente

    • Fiscomania

      Salve,
      vorrei capire meglio cosa intende per organizzare laboratori culturali. Lei vorrebbe effettuare un’attività professionale di organizzazione di eventi, ed essere remunerata per questo dai partecipanti, oppure se intende mettere su un’associazione culturale, dove i membri per partecipare e condividere il progetto, devono versare una quota di partecipazione, di solito annuale. In questo caso l’attività dell’associazione sarebbe, ovviamente, senza scopo di lucro, ed eventualmente ci sarebbero rimborsi per i soggetti che prestano la propria attività per l’associazione.

  113. Credo si avvicini di più la prima cosa che ha scritto. Non penso di mettere su un’associazione. Il punto è che non sarebbe un’attività regolare di organizzazione eventi, ma una serie di incontri organizzati saltuariamente.

  114. Salve, ho un dubbio riguardo al rimborso della ritenuta d’acconto su una prestazione occasionale.
    Mia figlia ha 20 anni, è fiscalmente a carico mio e di mia moglie ed è studentessa universitaria.
    Ha lavorato l’estate scorsa ed è stata retribuita come lavoro occasionale, quindi è stata operata la ritenuta d’acconto del 20% sul totale corrisposto. Ora vorrebbe recuperare la ritenuta d’acconto in quanto il suo reddito complessivo annuo è bel al di sotto della soglia minima per la tassazione irpef.
    Domanda: è possibile per lei chiedere il rimborso anche se è fiscalmente a nostro carico? Quali sono le modalità di richiesta del rimborso stesso?
    Grazie per la risposta.
    Andrea

    • Fiscomania

      Salve,
      per avere il rimborso della ritenuta d’acconto subita nel corso dell’anno precedente, sua figlia deve presentare il modello Unico, ed inserire i redditi percepiti. Se il reddito percepito lordo supera i €. 2.840,52, non potrà essere considerata come familiare a carico. Solo presentando la dichiarazione dei redditi, potrà decidere se chiedere a rimborso il credito o utilizzarlo in futuro in compensazione. Presentare una richiesta di rimborso, a mio avviso, ha tempi di attesa più lunghi.

  115. Salve, avrei una domanda:
    nel caso di una prestazione occasionale svolta in Italia ma su commissione di un paese estero (Spagna) come posso comportarmi per emettere ricevuta?
    Premetto che non sono in possesso di P.IVA e l’importo che devo percepire è di 1000 euro.

    Grazie mille

    • Fiscomania

      Salve,
      se il committente è estero, e non ha sede operativa in Italia, lei dovrà rilasciare una ricevuta senza applicazione della ritenuta d’acconto.

  116. salve una domanda… nel corso dell’anno 2015 la mia societa ha ricevuto alcune prestazioni occasionali (inferiori a 5000 € annui) da parte di una traduttrice, alla data di oggi la stessa mi dice di essersi accorta che gia da marzo 2015 aveva superato il limite lordo perché contemporaneamente effettuava prestazioni occasionali anche per altri soggetti e la sommatoria di tutti le ha fatto superare il limite lordo.
    La stessa mi chiede, oggi, di versarle i contributi per allora.
    La domanda è:
    Se per l’anno 2015 le ho sempre pagato il netto e ho ricevute dove la stessa ha sempre dichiarato di non aver superato i 5000, sono comunque obbligato a versarle i ctr oggi per allora? in più considerando che avendola gia saldata non potrei sottrarre la quota a suo carico e la stessa ne trarrebbe vantaggio a mie spese.
    Come ci si comporta in questi casi? Posso dirle che se la vedra lei con l’Inps al momento della denuncia annuale? grazie.

    • Fiscomania

      Salve,
      in questi casi è sempre bene all’inizio di un rapporto di collaborazione occasionale farsi rilasciare una dichiarazione dove il lavoratore si assume la responsabilità di non aver superato la soglia dei €. 5.000. In questo modo il committente è tutelato, e potrà così giustificare il suo operato, pagando la ricevuta al netto della ritenuta d’acconto, ma senza l’applicazione delle ritenute previdenziali. In questo caso mi sembra di capire che voi abbiate ricevuto una dichiarazione di questo genere dal lavoratore, e quindi, correttamente, sulla base della stessa avete pagato il compenso. Sicuramente voi avete agito nel modo corretto e avete evidenza di quanto fatto. Quello che chiede il lavoratore è di sanare la sua situazione, versando adesso i suoi contributi. Tali contributi, sarebbero in parte a vostro carico (2/3), ed in parte (1/3) a carico del lavoratore, come minor compenso da ricevere. Ora, posto che non siete tenuti a venire in contro alle richieste del lavoratore, in quanto l’errore è stato suo, se volete potete effettuare questo versamento, ma facendovi rimborsare da lui la parte di contributo a suo carico, che invece ha percepito come reddito.

  117. Maurizio Venturelli

    Ho letto le varie domande e relative risposte, complimenti sono molto chiare.
    Io, pensionato, dovrei fare una tinteggiatura esterna per un privato di un importo di € 4.000,00 facendo ricevuta come prestazione occasionale.
    Il committente può usufruire delle agevolazioni per il risparmio fiscale, naturalmente pagando con bonifico ?

    • Fiscomania

      Salve,
      la tinteggiatura non rientra in nessun caso tra le operazioni che consentono la detrazione fiscale, a meno che non sia accompagnata da altri interventi che lo consentono.

  118. Buonasera. La domanda che vorrei fare è la seguente: una ricevuta per prestazione di lavoro autonomo occasionale datata 31 dicembre 2015 (anno in cui si è svolta ed è terminata la collaborazione) ma con compenso accreditato nel gennaio 2016, viene considerata, ai fini del limiti dei 5000 euro lordi annui per le prestazioni occasionali, come rientrante nel 2015 o nel 2016? Il fatto è che nel 2016 svolgerò altre due collaborazioni e sarò pagata durante l’anno. Con queste due collaborazioni non supero i 5000 euro, ma se devo includere anche la collaborazione del 2015 li supero invece. grazie Cordiali saluti Barbara

    • Fiscomania

      Salve,
      la tassazione avviene secondo il principio di cassa, e la ricevuta deve essere rilasciata e datata solo in quel momento. Se la prestazione, anche se relativa al 2015, è stata pagata nel 2016 concorrerà a formare reddito nel 2016. Se nel 2016 svolgerà alte prestazioni di lavoro autonomo occasionale e supererà la soglia dei €. 5.000 dovrà iscriversi alla gestione separata Inps e comunicarlo ai committenti, in modo che possano trattenerle i relativi contributi previdenziali. Da un punto di vista fiscale, superare la soglia significa rischiare possibili contestazioni, se non si apre partita Iva.

      • Grazie. Sorgono altri dubbi: per il compenso ricevuto nel 2016 ma riferito alla prestazione del 2015 dovrei quindi riscrivere la ricevuta? Sul consiglio del commercialista l’avevo datata al 31 dicembre apponendo due marche da bollo da 2 euro (essendo le marche posteriori alla data della ricevuta). Questa ricevuta non è dunque valida? E nelle notule che andrò a redigere ora cosa dovrò mettere oltre alla ritenuta d’acconto, una dicitura relativa ai contributi, ma solo sulla notula con la quale supero i 5000 euro? o è sufficiente che io comunichi ai committenti di quanto supero i 5000? La contestazione per l’apertura della partita IVA può avvenire anche se si tratta non di un unico committente ma di committenti diversi? Mi scuso per questa raffica di domande, ma sono nella confusione! Grazie ancora.

        • Fiscomania

          La ricevuta certifica l’avvenuto pagamento. Teoricamente se lei emette una ricevuta, da prova al committente che ha ricevuto quella somma di denaro, anche se in realtà non è così. La ricevuta va emessa al momento del pagamento. Se lei la emette prima la ricevuta è valida, ma lei tasserà il compenso nell’anno in cui non ha percepito il reddito. Il suo commercialista ha voluto che lei emettesse questa ricevuta nel 2015 (facendole pagare la marca da bollo con sanzioni), proprio per evitarle il superamento della soglia dei €. 5.000 nell’anno successivo. Soluzione non propriamente corretta, ma condivisibile. Se nel 2016 superasse i €. 5.000 dovrà iscriversi all’Inps e poi comunicare a tutti i committenti che dovranno applicare la contribuzione Inps, che sarà per 2/3 a carico del committente e 1/3 a carico suo, che le saranno trattenute nelle ricevute. Le lascio un link ad un articolo dove può trovare informazioni sulla parte previdenziale: https://www.fiscomania.com/2013/09/le-prestazioni-di-lavoro-autonomo-occasionale/
          PS: se vede che nel 2016 si avvicina alla soglia dei €. 5.000 cerchi di farsi pagare dai committenti utilizzando i voucher Inps, in questo modo bypassa il problema del superamento della soglia. Se ha bisogno di ulteriori chiarimenti, mi contatti pure in privato.

          • Grazie, per la gentilezza e per la pazienza.
            Non avevo ben capito il suggerimento del mio commercialista di retrodatare al 31 dicembre del 2015 la ricevuta (nel 2015 è l’unica prestazione che ho effettuato), perché pensavo che, a prescindere dalla data della ricevuta, sarebbe contato, ai fini del superamento dei 5000 euro lordi, il pagamento effettivo.
            Invece se, come anche lei ora mi conferma, la “mossa” del commercialista non è propriamente corretta ma condivisibile, ne deduco che quei 2000 euro lordi (1600 con ritenuta d’acconto) che in questi giorni mi verranno accreditati (per ricevuta del 31 dicembre 2015) dovrò dichiararli nel 2016 (cioè risulterà tassato l’anno 2015 che è quello dello svolgimento della prestazione e dell’emissione della ricevuta). Credo che sto abusando ora della sua disponibilità e me ne scuso. Non la contatto in privato, perché non posso permettermi di pagare un’ulteriore consulenza. Quindi la ringrazio ancora per i consigli preziosi che mi ha dato fino a qui. Buona serata

          • Fiscomania

            L’unico aspetto dubbio del consiglio fornito dal suo commercialista riguarda il fatto che il committente pagandola nel 2016 le certificherà il compenso nel 2016 e le verserà la ritenuta d’acconto nel 2016. In pratica, le invierà la certificazione della ritenuta nel 2016, mentre lei dichiarerà il reddito nel 2015. Sicuramente sarà chiamata a dare spiegazioni all’Agenzia, questo è comunque un aspetto da tenere in considerazione, in quanto l’Agenzia vedrà dalla certificazione un reddito a suo carico nel 2016 che lei non dichiarerà quell’anno. Tutto spiegabile certo, ma le anticipo cosa succederà. La ringrazio per essere passata dal sito e spero tornerà a trovarci.

  119. Salve,
    le chiedo cortesemente un chiarimento in caso di superamento della soglia di 5.000 euro.nel lavoro autonomo occasionale. Sono un motociclista non professionista che partecipo a gare e mi hanno offerto compenso per sponsor da esibire durante gare di 20.000. Ho spese che potranno ammontare a circa 16.000. Il mio dubbio è che superando i 5.000 ( o si prende a riferimento 20.000.-16.000=4.000 ) nn rientri più tra Redditi di lav autonomo occasionale art.67 tuir lettera L.

    grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività che lei andrebbe a svolgere non è occasionale, ma continuativa. Non si tratta di un unico evento, ma di più manifestazioni ove lei esibirà uno sponsor. L’attività non può essere regolata con le prestazioni occasionali, occorre utilizzare partita Iva.

  120. Buongiorno, innanzitutto grazie per l’articolo. La mia domanda è la seguente: sono rimasta vedova a maggio del 2015 con un figlio di 9 anni percepisco la pensione per gli eredi pari all’80% della pensione di mio marito. Non trovando lavoro ho pensato di mettere il mio tempo a disposizione di anziani che non possono fare la spesa o che devono essere accompagnati dal medico, persone che non hanno tempo di andare a pagare le bollette, ecc. Fermo restando stare sotto i 5.000 euro lordi, per questo tipo di attività che tipo di ricevuta devo fare a chi usufruisce del servizio? I redditi eventualmente andranno a discapito della pensione percepita?

    • Fiscomania

      Salve,
      grazie a lei per essere passata dal nostro sito. Per questa attività può rilasciare ricevute per prestazioni di lavoro autonomo occasionale. In un link di questo articolo: “Le prestazioni di lavoro autonomo occasionale” trova un modello di ricevuta che può utilizzare. Se resta sotto la soglia di €. 5.000 lordi annui, non deve preoccuparsi di nient’altro se non inserire questi importi in dichiarazione dei redditi, che a questo punto è obbligata a presentare.

  121. Salve
    sono impiegata part time, ho trovato in altra azienda possibilità di integrare il mio stipendio facendo alcune or., per le quali rilascio ricevuta con ritenuta al 20%. Se dovessi arrivare al limite di 5000,00 euro lordi posso chiedere un ulteriore pagamento con voucher sino al limite di 2000,00 euro netti ??? si possono sommare ….
    a mè fanno comodo alcuni euro in più.

    • Fiscomania

      Salve,
      quello che lei sta facendo non è configurabile come lavoro autonomo occasionale, ma si tratta di lavoro dipendente, non soggetto a contratto: il lavoro autonomo occasionale riguarda attività non soggette a coordinazione altrui. L’azienda per la quale lavora se non la regolamenta in qualche modo rischia molto in caso di controlli. Il consiglio che posso darle è quello di far utilizzare dall’azienda i voucher per il lavoro accessorio dell’Inps. In questo modo lei è tutelata, ha un compenso assicurato e contributi versati sia all’Inps che all’Inail, ed anche l’azienda è sarebbe in regola. In ogni caso prestazioni occasionali e voucher non si sommano, sono discipline fiscali diverse.

  122. Salve.

    Nel 2015 ho svolto prestazione occasionale presso diversi datori d lavoro, ma sommando i diversi redditi mi sono accorto di avere superato la famosa soglia dei 5000 € !

    Come posso regolarizzarmi con l’ INPS ?

    Grazie !

    • Fiscomania

      Salve,
      avrebbe dovuto comunicare il superamento della soglia ai suoi committenti, per l’applicazione delle ritenute Inps. Non avendolo fatto, l’errore è a suo carico. La cosa migliore è quella di effettuare i versamenti al momento della presentazione della dichiarazione dei redditi. Faccia presente questo aspetto al Commercialista che curerà la sua dichiarazione.

      • Salve,
        nel corso di quest’anno ho svolto un piccolo lavoro della durata inferiore ai 30 giorni ed ho ricevuto un compenso di euro 200 netti, in quanto il compenso e’ stato detratto del 20% di imposte (ritenuta d’acconto). Purtroppo io non ho nessun documento che certifica lo svolgimento di questo lavoro in quanto il datore di lavoro si e’ rifiutato di firmare la ritenuta d’acconto. Ho solo il bonifico on line che testimonia questo accredito.
        Premetto che ho svolto un altro lavoro per conto della Regione Lazio ed ho ricevuto una cifra poco superiore ai 5000 euro ed ho un CUD.
        Come mi devo comportare per la consegna dei documenti al CAF? Per il CUD non ci dovrebbero essere problemi, ma come faccio per la ritenuta d’acconto?
        Vi ringrazio

        • Fiscomania

          Salve,
          entro il prossimo mese di febbraio il committente è tenuto a rilasciarle il modello CU, relativo alla ritenuta d’acconto che le ha trattenuto. Si tratta di una certificazione dell’importo che dovrebbe aver versato per suo conto al Fisco. Il committente è obbligato a rilasciarle questa certificazione. Nel caso in cui non lo facesse le basterà portare al Caf la dimostrazione dell’incasso del corrispettivo, ma potrà chiedere o denunciare il committente per il mancato rilascio della certificazione.

  123. Ciao mi chiamo Alessandro e scrivo da Roma, chiedo gentilmente delucidazioni su un argomento di mio interesse. Ho un contratto a tempo indeterminato full time presso un’ azienda privata. Vorrei svolgere il sabato e la domenica, oppure durante i giorni di ferie un secondo lavoro legato all’arte e allo spettacolo (quindi settore non concorrente al mio) di natura occasionale senza PI. Venendo al punto riassumo le domande?
    1) Posso lavorare nei giorni di ferie e il sabato e la domenica, oppure direttamente dopo il mio lavoro a tempo indeterminato o devo rispettare un riposo orario obbligatorio?
    2) Dichiaro nel 730 alla voce redditi diversi gli importi percepiti (max 5000€ annui)?
    3) Essendo l’azienda presso cui sono assunto con contratto a tempo indeterminato in regime di solidarità se svolgo il secondo lavoro in quei giorni perdo la contribuzione INPS?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      1) il lavoro autonomo occasionale è compatibile con altra attività di lavoro dipendente, non vi sono riposi da rispettare, può lavorare nel suo tempo libero;
      2) La risposta è affermativa;
      3) Fino ai €. 4.800 annui anche se vi sono in essere contratti di solidarietà, non vi è obbligo di alcuna comunicazione, e non perde alcuna contribuzione Inps.

  124. Salve,
    vorrei avere la conferma riguardo la possibilità di emettere ricevuta con ritenuta d’acconto (20%) per prestazioni occasionali svolte in autonomia per società committenti. Chiedo questo perchè dopo aver lavorato e concluso la prestazione mi sono sentito dire dal committente che non poteva pagarmi perchè le prestazioni con ritenuta d’acconto sono state abolite e se volevo essere pagato dovevo aprire una partita iva. Capite bene che per una cifra di poche centinaia di euro non è fattibile.
    Eventualmente sarebbe utile sapere i riferimenti normativi vigenti che prevedono tale tipologia di contratto. Credo che nel mio caso sia il “lavoro autonomo occasionale”.

    Grazie

    R

    • Fiscomania

      Salve,
      le prestazioni di lavoro autonomo occasionale non sono state abolite dal jobs Act, ma sono tutt’ora in vigore. Esse trovano regolamentazione sia nell’articolo 2222 del codice civile, sia nella legge n. 30/2003 (legge delega al governo in materia di occupazione e mercato del lavoro) è sfociata in quella che è stata denominata “Legge Biagi” ossia il D.Lgs. n. 276/2003 (così come modificato dall’articolo 24 del D.L. n. 201/2011 c.d. “Legge Fornero”). Da un punto di vista fiscale poi le prestazioni di lavoro autonomo occasionale rientrano nella categoria dei “redditi diversi” di cui all’articolo 67, comma 1, lettera l), del Tuir.

  125. Grazie miille! Chiari, veloci ed esaustivi! Spargerò voce.
    Un saluto,
    Alessandro

  126. Salve,
    Dal mese scorso sono stata messa in mobilità ordinaria, volevo sapere però se potevo continuare a lavorare come istruttore in piscina con un contratto per prestazione sportiva dilettantistica oppure se devo fermare la mobilità. In piscina mi hanno detto che l’importante è non superare la soglia di 7500€ ma non mi fido completamente della risposta.
    Ringrazio anticipatamente

    J

    • Fiscomania

      Salve,
      la percezione di redditi derivanti dall’esercizio di attività sportiva dilettantistica sono compatibili con l’indennità di mobilità a patto che questi non superino i €. 7.500 annui. Fino a questa soglia tali compensi non sono imponibili Irpef e quindi non concorrono alla formazione del reddito. Se prevede di conseguire compensi superiori deve informare l’Inps.

  127. Salve,
    nel caso di possesso di reddito di pensione e ricevute di lavoro occasionale per 4.800 ho obblighi dichiarativi? devo fare 730?
    Grazie

  128. sono un lavoratore dipendente e percepisco circa 24000 euro annui mod cup, come oby faccio il cantante e per arrotondare lo stipendio faccio occasionalmente su chiamata serate a pagamento, guadagno circa 3000 euro annui, vi chiedo posso rilasciare ricevute come lavoro occasionale?, i 3000 euro si cumulano con il mio normale reddito da lavoro dipendente? se si supero i 5000 previsti? potete chiarimi le idee grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      certamente può utilizzare le ricevute per prestazione occasionale a patto che l’attività sia effettivamente saltuaria ed episodica, per max. €. 5.000 lordi annui e max. 30gg annui verso lo stesso committente. Superati i €. 5.000 si prefigura un’attività abituale che necessita l’apertura della partita Iva. Sui compensi che superano i €. 5.000 dovranno essere versati i contributi Inps. Tutti i compensi dovranno essere riportati in dichiarazione dei redditi e si cumuleranno con il suo reddito da lavoro dipendente.

  129. Buongiorno,
    sono un privato che ha emesso una ricevuta per prestazione occasionale a fine 2015 per una società committente.
    Recentemente ho letto che con l’entrata in vigore del Jobs Act, da giugno 2015, questi tipi di prestazioni nonpossono essere più effettuate ma si devono emettere ricevute per prestazioni di lavoro autonomo occasionale od accessorio, entrambe con partita iva.
    Come al solito, in questo campo, quando pensi di conoscere bene qualcosa, scopri che nel frattempo è stata emanata qualche altra legge che modifica sensibilmente le norme precedenti o, quanto meno, crea molta ambiguità sulla faccenda.
    Ecco, vorrei avere delucidazioni perchè sono molto confuso e non trovo informazioni chiare e precise in merito alla questione.
    Ringrazio anticipatamente per l’interesse.

    Saluti

    • Fiscomania

      Salve,
      il jobs act non ha eliminato il lavoro autonomo occasionale. Questa normativa è intervenuta a modificare le collaborazioni coordinate e continuative. Il lavoro autonomo occasionale continua a trovare accoglimento nel codice civile, nel Tuir e nelle circolari dell’Inps. Può, quindi continuare ad emettere ricevute, rispettando i limiti del lavoro autonomo occasionale.

  130. Buonasera,

    mi trovo in mobilità ordinaria, volevo sapere se fosse compatibile eseguire l’attività di massaggiatore occasionale (sono in possesso di un attestato di massaggiatore di una scuola privata ma non faccio parte di una professione regolamentata, non sono un fisioterapista, ecc.) a domicilio a privati tramite ritenuta d’acconto?
    Grazie e complimenti per il sito.

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività di massaggiatore è un’attività professionale che richiedere il possesso di alcuni requisiti per essere esercitata:
      – massaggiatore terapeutico (massofisioterapista, fisioterapista, terapista della riabilitazione): titolo di fisioterapista/terapista della riabilitazione di cui al Decreto del Ministero della Sanità n. 741 del 9.1.95;
      – massaggiatore sportivo: diploma del CONI.
      Senza il possesso di questi requisiti l’attività di massaggiatore non può essere esercitata.

      • Salve,

        grazie per la risposta, si ho due diplomi, massaggiatore sportivo riconosciuto dal Coni ma, come descritto dallo stesso Ente (CSEN) la regolamentazione non è chiara come professione abilitante, ed è equivalente alla situazione del massaggiatore benessere e rientra nella Legge 4/2013 delle professioni non regolamentate.

        Diversa è la situazione se un fisioterapista o massoft, si diploma poi successivamente in massaggiatore sportivo.

        Mi interessava ai fini fiscali sapere qualcosa in più sul benessere.

        Grazie saluti.

        • Fiscomania

          Se è in possesso dei diplomi abilitanti alla professione dovrebbe aprire partita Iva ed esercitare professionalmente. Inizialmente, può esercitare tramite prestazioni occasionali, ma quando l’attività diventa abituale, ovvero continuativa, è obbligato ad esercitare con partita Iva.

  131. salve,
    ho alcuni dubbi riguardo il mio contratto. Ieri ho iniziato a lavorare con un cotratto di prestazione occasionale con decorrenza 22/02- 30/07/2016 con un reddito di 5000,00 € lordi. l’11 GENNAIO avevo fatto domanda x la disoccupazione e sono in attesa di pagamento. Cercando su internet ho capito che dovrei continuare a percepire la disoccupazione ma comunque devo dichiarare all’insp il nuovo contratto e ho tempo 5 giorni? e soprattutto con i 5000,00 lordi devo poi dichiarare qualcosa? perchè è stata una cosa molto campata in aria prima ho firmato un contratto da 3000,00 poi ieri mi dice e però è un po poco mettiamo 5000,00 lordi e con questo tipo di contratto sono in piena confusione devo anche fargli una ricevuta? grazie mille saluti

    • Fiscomania

      Salve,
      un contratto che ha la durata da febbraio a luglio, non può riguardare una prestazione occasionale in quanto si supera il limite dei 30 giorni annui a committente. Il contratto non è regolare, nel senso che lei dovrebbe aprire partita Iva e fatturare la prestazione, altrimenti farsi fare un contratto di lavoro dipendente. Le prestazioni occasionali che durano oltre 30 giorni sono prestazioni di lavoro dipendente o autonomo non regolarizzate, e per questo passibili di sanzione. Lei rischia di vedersi contestare la mancata fatturazione di queste operazioni. Prima di tutto regolarizzi il suo contratto, e se non è un contratto di lavoro dipendente allora deve aprire partita Iva. Per quanto riguarda la disoccupazione, deve comunicare all’Inps l’importo che percepirà, e l’Inps ricalcolerà la disoccupazione a lei spettante. Per quanto riguarda i redditi dovrà dichiarare questi importi, in ogni caso.

      • io ho trovato questo lavoro tramite centro per l’impiego e il datore di lavoro mi ha detto che dato che non sono disoccupata da meno di sei mesi non mi può assumere tramite job act e nemmeno come tirocinante ma sinceramente non ho capito come mai e quindi mi ha fatto questo contratto per arrivare ai sei mesi e potermi assumere come apprendista. Però di partita iva non si è assolutamente mai parlato e ho visto che alla ragazza prima di me aveva fatto lo stesso tipo di contratto ma x 2 mesi soltanto. Non mi è chiaro però, sapevo della clausola dei 30 giorni ma se lavoro 30 giorni nell’arco di quei 5 mesi andando solo qualche ora al giorno è comunque consideranto irregolare? non ci sono alternative se non aprire la pativa iva? grazie ancora per l’aiuto

        • Fiscomania

          Il datore di lavoro spesso non pensa a queste conseguenze per il lavoratore, ma pensa esclusivamente ai suoi interessi. Non è che non possa assumerla, ma semplicemente per lui è più conveniente assumerla dopo 6 mesi di disoccupazione. Non vedo perché non potrebbe farle un contratto di apprendistato. Semplicemente con questa forma il datore di lavoro non è tenuto a versare contributi, quindi per lui è un modo per avere un dipendente a costi assai inferiori rispetto ad un normale contratto. Quello che è strano, è che il centro per l’impiego non intervenga a tutelarla. Ad ogni modo, con la disciplina attuale se lei si trova nel posto di lavoro del committente senza contratto, il committente in caso di controlli è tenuto ad assumerla con contratto di lavoro dipendente. Se invece l’agenzia effettua un controllo su di lei le sanzionerà la mancata fatturazione di queste operazioni. Il mio consiglio è di chiedere di essere pagata con i voucher per il lavoro accessorio. In questo modo è coperta da ogni tutela, ma il limite annuo, è di €. 2.000.

  132. Buona sera,
    avrei bisogno di alcune informazioni relativamente alla mia posizione.
    Sono una lavoratrice dipendente che occasionalmente svolge attività come operatrice olistica (lavoro riconosciuto e regolamentato dalla Lg 4/2013).
    Non supero i 5000,00 euro/anno e le prestazioni offerte sono tra privati per cui attualmente emetto ricevuta che dichiaro nel 730
    Avrei bisogno di sapere quanto segue:
    1) posso svolgere la mia attività affittando ad ore un locale presso uno studio professionale? Se si, come può essere regolarizzato il pagamento dello spazio?
    2) Se lascio un “volantino” che indica le attività che propongo, all’interno dello studio, è considerato come pubblicità?

    Nell’eventualità che l’attività che svolgo non rientri nel lavoro occasionale, e quindi sia necessario aprire la P.I. in quale regime rientrerei?

    Attualmente le prestazioni che svolgo sono così sporadiche che, personalmente, le considero un hobby ma vorrei essere tranquilla sia nei miei confronti che nei confronti dello studio professionale che mi accoglierebbe.
    Grazie mille

    • Fiscomania

      Salve,
      non è possibile considerare una attività come occasionale quando si intende farsi pubblicità e affittare un locale per l’esercizio della stessa. Tutti questi elementi rendono l’attività un’attività abituale e professionale, e come tale deve essere obbligatoriamente svolta con partita Iva. Il regime più conveniente per chi apre partita Iva è il regime forfettario, che prevede una tassazione al 5% per i primi 5 anni di attività, per poi passare al 15%. Tuttavia, uno tra i requisiti per beneficiare di questo regime è che i redditi da lavoro dipendente percepiti siano inferiori ai €. 30.000 lordi annui.
      Se è interessata ad avere maggiori informazioni sugli adempimenti legati all’apertura della partita Iva, e ai requisiti necessari per aderire al regime forfettario, mi faccia sapere, la ricontatterò in privato per un’analisi più approfondita della sua situazione.

  133. Salve, avrei bisogno di un chiarimento: mia figlia di 19 anni inizierà a breve a prestare occasionalmente la sua immagine per un’agenzia di modelle che la pagherà con il sistema della ritenuta d’acconto… mi sembra di aver capito che se l’importo lordo alla fine dell’anno non supererà i 5000 euro non ha alcun obbligo di presentare il 730 il prossimo anno, sbaglio?
    Faccio però presente che la ragazza percepisce una pensione indiretta del papà purtroppo deceduto quasi due anni fa e che ammonta a circa 215,00 lordi al mese.
    I due redditi fanno cumulo? Quali sono gli obblighi fiscali?
    Mi rendo conto di essere un po confusa…. e ringrazio quindi per le delucidazioni.

    • Fiscomania

      Salve,
      sia il reddito da lavoro autonomo occasionale che quello da pensione, si cumulano, tra loro e determinano il reddito imponibile Irpef. Qualora un soggetto percepisca sia redditi da lavoro dipendente o assimilato (come il reddito da pensione) e redditi da lavoro autonomo occasionale la dichiarazione dei redditi (in questo caso il modello 730) è obbligatorio. Nel caso di sua figlia, sarà sicuramente conveniente presentare la dichiarazione, in quanto, sull’attività di lavoro autonomo occasionale l’agenzia applicherà una ritenuta d’acconto, che potrà essere recuperata, sotto forma di credito d’imposta, soltanto presentando la dichiarazione dei redditi. Sua figlia, presumibilmente, non avrà imposte da versare in dichiarazione, ma potrà beneficiare di un credito d’imposta che utilizzerà negli anni futuri per abbattere le imposte dovute. Per il lavoro autonomo occasionale sua figlia dovrà rilasciare ricevuta, con applicazione della ritenuta d’acconto. Se ha bisogno di maggiori informazioni, ci faccia sapere, la ricontatteremo in privato.

  134. Buonasera,

    ho un contratto di lavoro occasionale in Italia, ma a breve partirò per la Germania per un tirocinio universitario retribuito.

    Probabilmente, sommando i due redditi, supererò i 5.000€. La mia domanda è: i redditi sono cumulabili, oppure, dato che si tratta di un contratto di tirocinio universitario, non saranno cumulati e quindi potrò svolgere anche il lavoro di prestazione occasionale?

    Grazie mille!

    • Fiscomania

      Salve,
      i redditi si cumulano ai fini Irpef, ma potrà continuare ad effettuare prestazioni di lavoro autonomo occasionale sino ai €. 5.000. Si ricordi che dovrà presentare la dichiarazione dei redditi in Italia.

  135. Salve.
    Io e mia moglie siamo dipendenti in 2 aziende.

    Se volessimo fare lavoretti occasionali di vario genere ci sarebbe bisogno di emettere qualche documento o inserire l’importo nella dichiarazione dei redditi?
    Esempio: un amica chiede di insegnarle a usare Photoshop e vuole darmi qualcosa, c’è bisogno di qualcosa?

    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      siete tenuti a rilasciare una ricevute per prestazioni di lavoro autonomo occasionale. Se il committente della prestazione è un privato l’importo lordo corrisponderà a quello che effettivamente andrete ad incassare. Mentre, invece, in caso di committente soggetto passivo Iva, sulla ricevuta dovrete applicare una ritenuta d’acconto, che il committente tratterrà dal vostro compenso e verserà allo Stato come acconto per le vostre imposte. Naturalmente percependo già altri redditi siete obbligati a dichiarare le somme percepite nel modello 730. I compensi si andranno a sommare ai redditi di lavoro dipendente percepiti e costituiranno la base imponibile Irpef.

  136. Buongiorno vorrei avere delucidazioni in merito ai contributi INPS collegati ai voucher.
    Ho letto che il 13% del valore dei voucher quindi ad esempio 1,30 € su 10 € che rientrano nella quota non riscossa sono dei contributi INPS validi ai fini pensionistici.
    Io ho prestato attività lavorativa occasionale retribuita tramite voucher da ottobre 2014 a dicembre 2015, sempre presso una stessa azienda, per una retribuzione netta totale di € 1515,00.
    Ho qualche dubbio in merito alla contribuzione a fini pensionistici perché dopo aver richiesto il PIN nell’area personale INPS non risulta nulla nell’estratto conto contributivo e nemmeno nella sezione della gestione separata anche dopo aver fatto l’iscrizione.

    Per favore potreste chiarirmi questa cosa?

    Grazie mille.

    • Fiscomania

      Salve,
      i contributi Inps che il committente ha versato per lei con il meccanismo dei voucher Inps legati al lavoro accessorio devono essere correttamente indicati nella sua posizione personale. Sono a conoscenza del fatto che l’Inps è ancora indietro nella registrazione sul portale di questi contributi, e credo che il motivo per cui non riesce a vederli sia questo. In ogni caso le consiglio di chiedere direttamente agli uffici Inps, anche per avere rassicurazione sull’effettivo versamento a suo carico di quei contributi.

      • Avendo iniziato nel 2014 mi sembra un po’ strano che non vengono ancora visualizzati anche se l’INPS è ancora indeitro nella registrazione.
        In realtà ho già chiesto spiegazioni all’ufficio INPS e mi hanno parlato di una quota minima di 276 € da raggiungere in contributi anche se l’addetto con cui ho parlato non mi è sembrato molto certo di questo. Addirittura mi è stato detto di non aver mai visto contributi INPS derivanti da voucher.
        Qualcuno conosce se effetivamente esiste questo quota minima?
        Al numero verde invece mi hanno detto che dovrei visualizzarli sul sito nella sezione relativa alla gestione separata perché questo tipo di contributi affluiscono li.
        Per caso sarebbe opportuno fare una segnalazione dei contributi e, se si, come?

        • Fiscomania

          Non sono a conoscenza di questa quota minima, in ogni caso concordo con il fatto che dovrebbero apparire nella sezione relativa alla gestione separata. Deve recarsi agli uffici Inps e chiedere spiegazioni più dettagliate. Soltanto loro possono sapere cosa sia accaduto.

          • Grazie per le risposte.
            Per caso potrebbe dipendere dal fatto di aver eseguito la registrazione alla “Gestione separata” da poco?
            Potrei comunque recuperare i contributi versati in precedenza (2014 e 2015)?
            Grazie ancora.

          • Fiscomania

            L’iscrizione alla gestione separata doveva essere fatta in precedenza rispetto al pagamento dei contributi. Sicuramente questo può essere un elemento che ha influito nella mancata indicazione dei contributi. Come detto, deve chiedere all’Inps.

  137. Salve, stipulando un contratto con la modalità ritenuta d’acconto, ci sono lavori tecnici che per legge non si possono effettuare?
    Esempio: lavorando in un service audio visivo, con apparecchiatura elettronica da montare in spazzi pubblici, è possibile farlo con questa modalità? O è necessaria l’assunzione? Per poter essere garantiti d’assicurazione e quant’altro?
    Chiedo anche se la ritenuta d’acconto o voucher hanno lo stesso valore in questo caso.

    • Fiscomania

      Salve,
      si parla di lavoro autonomo occasionale. Per lavoro autonomo si intende un’attività svolta in maniera autonoma senza coordinazione diretta da parte del committente. Lavorare in un negozio, è chiaramente un’attività di lavoro dipendente, che non può essere regolata con il lavoro autonomo occasionale. I datori di lavoro spesso cercando personale con questa modalità, ma è del tutto fuori legge. In alternativa all’assunzione può adottare i voucher Inps per lavoro accessorio. Tuttavia, anche in questo caso ci sono dei limiti. Non è possibile superare i €. 2.666 lordi annui. La soluzione che maggiormente la tutela sia da un punto di vista reddituale e contributivo è sicuramente l’assunzione come lavoratore dipendente.

  138. Salve

    Un caso forse complesso. Un mio consulente ha un incarico di segnalatore per la ricerca di acquirenti dei prodotti che io vendo. Ho una società regolarmente iscritta e con partita IVA. A breve detto consulente (non ha contratto di agenzia ma solo una autorizzazione a ricercare in nome della mia società possibili clienti) dovrà emettere fattura per il pagamento delle provvigioni avendo noi concluso positivamente il contratto con l’azienda da lui segnalata.
    Il problema è che lui non ha la partita IVA, che il compenso settimanale supera abbondantemente il minimo fatturabile senza partita IVA e inoltre che lo stesso è intenzionato a emettere le fatture successive attraverso una posizione societaria che lui andrà a stabilire all’estero.
    Ora mi domando:
    a. è possibile emettere una fattura per importi superiori a 5000 euro (di molto superiori) senza avere la partita IVA?
    b. dopo la prima fattura può il soggetto aprire una società estera e emettere poi da quella le fatture anche se il mandato lo colloca in Italia?
    c. La mia società non è in Italia ma comunque nella comunità europea (in Francia). La legge del paese dove opero permette l’emissione di fatture in esenzione di IVA, tuttavia il prestatore d’opera dovrebbe, se non sbaglio, emettere le fattura aggiungendo l’IVA che lui stesso andrà a pagare. Come è possibile questo se poi non ha la partita IVA?
    d. se il segnalatore poi trasferisce la sua posizione fuori dall’Italia (per non pagare le tasse in Italia) può lui emettere fatture anche se l’incarico è stato emesso nei confronti di un soggetto residente in Italia?

    • Fiscomania

      Salve,
      l’attività che sta svolgendo il suo consulente è un attività di procacciatore d’affari e come tale deve essere gestita obbligatoriamente con partita Iva. Le prestazioni occasionali riguardano solo attività saltuarie e non ripetitive, ma il suo consulente opera in maniera abituale e professionale, quindi è obbligato ad operare con partita Iva. Ogni altra soluzione è errata, anche il rilascio di una ricevuta per lavoro autonomo occasionale sopra i €. 5.000 (cosa possibile) è fiscalmente errata, in quanto si tratta di posizione per la quale è obbligatorio operare con partiva Iva.
      Per quanto riguarda la seconda domanda, lei ha dato incarico a lui personalmente di procacciare cliente, non ad altre società per lo più estere, quindi, o lei è disposto a dare mandato ad una società estera per il procacciamento di clienti in Italia, ed in questo caso la fattura dalla società estera alla sua azienda sarebbe corretta, altrimenti la società estera non avrebbe alcun titolo per fatturare a lei.
      Questo consulente sta cercando palesemente di evadere la tassazione italiana e se lei non prende le dovute precauzioni, in caso di accertamenti su di lui potrebbero esserci conseguenze anche per la sua azienda. Presti attenzione: il mio consiglio è di farlo operare con partita Iva italiana, o anche estere, ma individuale. Se vuole operare con una società estera allora dovrà fare un mandato a questa società. Altre soluzioni non sono regolari.

  139. Salve, lavoro come dipendente a tempo indeterminato in un azienda a tempo pieno. Dovrei fare un lavoretto occasionale per un altra azienda, come programmatore informatico ( non sono ingegnere, ne iscritto a nessun albo). Posso fare tranquillamente il lavoro e poi fare la ricevuta con imposta del 20%? Si tratta proprio di un lavoro spot di qualche giorno, niente di più. Grazie.

    • Fiscomania

      Salve, direi proprio che si tratta di lavoro autonomo occasionale. Le sarà sufficiente rilasciare ricevuta al committente sulla quale sarà applicata al ritenuta d’acconto del 20%. Dovrà poi inserire tale reddito nella sua dichiarazione.

  140. Buongiorno,

    io sono dipendente a tempo indeterminato con regolare contratto per l’azienda “A”.
    Un’altra azienda (azienda “B”) mi chiede di prestare del lavoro occasionale, l’azienda “A” e l’azienda “B” non sono in concorrenza fra di loro.
    Posso farmi pagare secondo le regole del “lavoratore autonomo occasionale”?

    • Fiscomania

      Salve,
      a mio avviso la risposta è negativa, in quanto bisogna vedere prima di tutto se si tratta di lavoro autonomo, oppure se si tratta di lavoro alle dipendenze delle società B, senza contratto. La sua attività sarebbe totalmente libera e non alle dipendenze della società? La cosa migliore sarebbe farsi pagare tramite i voucher Inps per il lavoro occasionale di tipo accessorio. Il limite massimo è di €. 2.666 lorde annue. Al superare della soglia è necessario un contratto di lavoro dipendente o una partita Iva, a seconda dei casi.

      • Buongiorno,

        prima di tutto grazie per la risposta.
        Il lavoro che l’azienda “B” mi chiede di svolgere consiste in una serie di lezioni private da tenersi a casa mia, lezioni nelle quali io sarei docente.

        • Fiscomania

          Il lavoro autonomo occasionale, riguarda, appunto prestazioni di lavoro che non sono continuative nel tempo. Se si tratta di poche lezioni, è possibile utilizzare il lavoro autonomo occasionale, altrimenti è necessaria la partita Iva.

  141. Buongiorno, sono disoccupato e vorrei iniziare un lavoro con tipologia “lavoro autonomo occasionale”, cioè senza aprire una partita IVA. Vi chiedo:
    1) se è possibile effettuare un servizio di trasporto merci per con terzi con un piccolo furgone utilizzando questa tipologia di lavoro.
    2) L’iscrizione all’albo degli autotrasportatori è obbligatoria, e se tale iscrizione la devono ottemperare SOLO le imprese aventi la Partita IVA.
    Grazie mille.

    • Fiscomania

      Salve,
      Non è possibile, il servizio di trasporto non è attività di lavoro autonomo ma attività di impresa, da esercitare con partita Iva. Tenga presente che per questa attività servono autorizzazioni, come l’iscrizione all’Albo degli autotrasportatori. L’iscrizione è obbligatoria, non possono esserci autotrasportatori non iscritti all’Albo, sarebbero fuori legge.

  142. Buongiorno,
    le chiedo cortesemente un parere relativo alla mia situazione.
    Ho in corso da pochi giorni un contratto di “vera” collaborazione coordinata e continuativa (art. 409 c.p.c. e art. 2 D. Lgs. n.81/2015) della durata di quattro mesi con un’accademia agraria, per lo svolgimento di uno studio sui prodotti tipici, per la quale riceverò un compenso lordo di 4950 euro, che include IRPEF e la quota (1/3) di INPS gestione separata a mio carico. Inoltre, nel corso dell’anno dovrei avere la possibilità di effettuare anche due prestazioni occasionali con altrettanti soggetti (una università pubblica e un privato), per attività diverse (una relazione ad un convegno – durata 1 giorno – e una ricerca bibliografica, di durata pari a 15 giorni), per un compenso complessivo ben inferiore ai 5000 euro lordi annui previsti per le prestazioni occasionali. Vorrei avere conferma o meno del fatto che le due tipologie di reddito sono distinte (reddito da co.co.co. differente da reddito da prestazioni occasionali), benchè cumulabili fiscalmente all’atto della dichiarazione dei redditi.
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve,
      la risposta è positiva, collaborazione coordinata e continuativa e lavoro autonomo occasionale possono coesistere: trattasi di discipline diverse, ma che concorrono entrambe a determinare la base imponibile dell’Irpef. I redditi da collaborazione li indicherà nel quadro RC del modello Unico, e l’attività di lavoro autonomo occasionale nel quadro RL.

  143. Salve, volevo un informazione ma non so a chi chiedere. Sono una studentessa di economia. Ultimamente il mio ragazzo mi ha chiesto di farmi partita iva cosi da aiutarla ad ottenere agevolazioni fiscali (credo avvalendosi del regime dei minimi). Lui ha un’agenzia di rappresentanti. Inizialmente ho detto si, perché mi pagherebbe tutto lui anche i contributi. Ora però sono indecisa, una volta laureata questa mia scelta potrebbe crearmi problemi nella ricerca del mio lavoro futuro. Nella mia assunzione?

    • Fiscomania

      Salve,
      il regime dei minimi non può più essere applicato, dal 2016 c’è solo il regime forfettario, che è l’unico regime agevolato applicabile. In ogni caso per quale attività aprirebbe partita Iva? Consideri che comunque può sempre chiudere partita Iva quando vuole.

      • Il mio ragazzo ha questa agenzia e per avvalersi di questo regime forfettario e delle agevolazioni per 5 anni mi ha proposto di aprirmi partita iva a suo carico, cosi da risultare sua collaboratrice. Io vorrei aiutarlo ma voglio capire se quando mi laureerò potrò chiudere partita iva, senza aspettare che passino questi 5 anni. O sarò vincolata?

        • Fiscomania

          Può chiudere partita Iva quando vuole. Faccia attenzione a cosa vuole fare il suo ragazzo con la sua partita Iva. Questo è il mio consiglio.

  144. Buongiorno,
    devo fare un lavoro informatico e dovrei prendere il 30% di anticipo.
    Posso sottoscrivere l’anticipo da prendere sulla ricevuta di lavoro autonoma occasionale?
    Se non posso farlo, in che modo posso prendere l’anticipo? Stipulando un contratto?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve, la cosa migliore è stipulare un contratto nel quale andare a disciplinare tutti gli aspetti del rapporto di lavoro autonomo. Al momento dell’incasso dell’acconto rilascerà una ricevuta per lavoro autonomo occasionale. Tuttavia, se la prestazione è continuativa, e non occasionale, è tenuto ad aprire partita Iva.

  145. Buongiorno,
    devo impiegare un lavoratore extracomunitario, con documenti in regola per poter lavorare, per attività di attore in teatro e anche come addetto alla consolle luci/fonica. Mi hanno detto di metterlo, sic et simpliciter, in agibilità E.n.p.a.l.s. (ora confluita in INPS); sinora è stato impiegato per lavoro accessorio (carico/scarico) e pagato con Voucher. Chiedo: non sapendo per quante giornate verrà impiegato (potrebbero essere 20 max 30 in tutto il 2016 con paga complessiva ben al di sotto dei 5.000 euro), si tratterà di lavoro autonomo occasionale o che altro? E per quel che riguarda la copertura INAIL quale la prassi? Specifico che, essendoci già un dipendente è aperta, per l’azienda, la posizione presso tale istituto. Grazie molte.

    • Fiscomania

      Salve, la disciplina dei voucher Inps per il lavoro accessorio prevede un massimo di €. 2.666 lordi annui per ciascun lavoratore. Altrimenti deve fare un’assunzione. Il lavoro autonomo occasionale non è utilizzabile, in quanto sarebbe attività di lavoro dipendente mascherata, in caso di controlli l’azienda rischia di dover assumere il dipendente a tempo indeterminato.

      • Quindi Lei mi consiglia di continuare, fermo restando il limite di reddito, coi voucher, se non ho mal inteso. Ciò non è in contrasto con il profilo tecnico ed esperienziale che viene richiesto, almeno sulla carta (ché il ragazzo in pratica non ne ha), dall’impiego in cui viene avviato. Ad esempio: l'”allievo attore” è figura che ha un proprio codice attività Enpals, con relativa paga minima? Potrà trattarsi ancora di lavoro accessorio, se poi è normato dal Contratto Collettivo Lavoratori Spettacolo?

        • Fiscomania

          No, non consiglio i voucher, a mio avviso dovrebbe aprire partita Iva e operare professionalmente.

          • E’ una Sua valutazione o un obbligo di legge? Non comprendo, visto che non si supereranno i 2.666 euro annui, perché il prestatore dovrebbe aprire la partita Iva.

          • Fiscomania

            Può benissimo continuare con i voucher, non ci sono preclusioni, ma se l’attività supera la soglia o diventa abituale, o si passa al lavoro dipendente oppure si apre partita Iva.

  146. Salve,
    sono andato al CAF per fare il 730 e sono rimasto basito. Sono un lavoratore dipendente, quindi ho presentato la Certificazione Unica rilasciata dall’azienda.
    Nel primo semestre del 2015 ho percepito due piccole somme: € 42,50 il 15/01/2015 ed € 40,07 il 10/06/2015 da un provider internet quale compenso per attività commerciale occasionale.
    Ho ricevuto dal provider regolare Ricevuta per attività commerciale occasionale art.67 Comma 1 Lett. i) DPR 917/86
    Adesso arriva il bello: il CAF mi dice che non può inserire questa somma nel 730 perchè il Provider non mi ha rilasciato la Certificazione Unica perchè da quest’anno i regolamenti sono cambiati.
    Ho lasciato tutto in sospeso restando basito perchè a mio modo di vedere la ricevuta comprova il fatto di aver percepito la somma.
    Per me quelli del CAF stanno sbagliando.
    Potete darmi una indicazione?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve, il Caf fa tutto questo perché in caso di errori nella presentazione del 730 e lui a risponderne. Per questo vuole vedere la certificazione delle somme. In tutto questo bisogna capire se il provider era italiano, nel caso doveva effettivamente rilasciarle la certificazione. Se non lo avesse fatto deve chiederla. Se invece il provider era estero, non può esserci certificazione. Il Caf anche senza certificazione dovrebbe inserirle il compenso, in quanto lei ha un documento che giustifica l’entrata. Se il Caf non le inserisce il dato può presentare il 730 precompilato rivolgendosi ad un Commercialista.

  147. Salve sono un dipendente Comunale (cat B)
    L’anno scorso (2015) ho effettuato un lavoro EXTRA come prestazione occasionale (per un importo lordo di 1.500€)
    come Interprete per una TRADUZIONE da lingua straniera.

    Praticamente un lavoro che non ha nulla a che vedere con la mia masione svolta presso il Comune.
    Non compilando mai il 730 … quindi risultano NON dichiarati? rischio una sanzione?

    Grazie

    • Fiscomania

      Salve, lei avrebbe dovuto dichiarerà il compenso percepito nel 730. Adesso la dichiarazione non è corretta e in caso di accertamento le chiederanno la maggiore imposta dovuta oltre a sanzione e interessi. Per evitare le sanzioni piene dal 100% al 200% della maggiore imposta dovuta può presentare un modello unico integrativo versando la maggiore imposta e sanzioni e interessi ridotti utilizzando il ravvedimento operoso.

  148. Buongiorno,
    mi è stata fatta una proposta di lavoro in Francia. Premetto che io sono una geologa non iscritta all’ordine professionale (attualmente non essendoci possibilità di svolgere l’attività professionale non ho ritenuto conveniente iscrivermi). Il datore di lavoro (Francese) mi ha proposto di firmare per una prestazione autonoma occasionale, dal 1 giugno al 1 novembre 2016, con “fatturazione” mensile fino a un ammontare di 5000 euro totale. Non farei la geologa ma la consulente in ambito tecnico geologico e mi chiedo:
    1- E’ possibile superare i 30 giorni con lo stesso committente? e i 5000 euro netti?
    2- sarebbe forse più conveniente aprire p.iva non come geologo ma come tecnico per evitare cassa e iscrizione all’ordine?
    3- l’anno scorso ho effettuato dei lavori occasionali in ambito differente che non mi sono ancora stati pagati, si andrebbero a sommare nel calcolo delle prestazioni occasionali? (Devo ancora ricevere 1000 euro, quindi immagino che al massimo potrei riceverne 4000 quest’anno)
    Ho provato a contattare diversi commercialisti, avvocati e consulenti del lavoro ma non sono ancora riuscita a risolvere il dilemma dei primi due punti.

    Vi ringrazio in anticipo.

    • Fiscomania

      Salve, le rispondo in modo schematico: 1) le prestazioni di lavoro autonomo occasionale riguardano prestazioni di lavoro sporadiche e non continuative. Il limite dei 30 giorni non esiste più (abrogato dal jobs act), resta in vigore il limite dei €. 5.000, che però riguarda solo la parte previdenziale. Lei essendo residente fiscalmente in Italia e andando a svolgere una prestazione continuativa ed abituale nel tempo (giugno/novembre) è tenuta ad aprire partita Iva, ed operare professionalmente. Non ci sono alternative. 2) La partita Iva si apre con il codice attività relativo a ciò che si esercita, se lei lavorerà con attività di geologia dovrà iscriversi all’ordine e versare i contributi, altrimenti ci sono altri codici attività, ma nel caso si verserebbero i contributi all’Inps, quindi non cambierebbe molto, da questo punto di vista. 3) Si, è corretto quello che percepirà quest’anno relativo ai lavori dell’anno scorso si sommerà ai compensi per prestazione occasionale che eventualmente farà quest’anno.
      Spero di aver chiarito i suoi dubbi, se ha bisogno di maggiori informazioni per l’apertura della partita Iva e per il regime fiscale da scegliere mi faccia sapere la rincontatterò in privato.

      • La ringrazio intanto perchè è stato molto esaustivo e celere. Ma cosa serve affinché non si configuri come continuativa ed abituale? Vorrei chiarire il problema con il datore di lavoro in modo da fare eventualmente una controproposta. Ma credo proprio che a livello di apertura di p.iva il gioco non varrebbe la candela e la soluzione migliore sarebbe quindi rinunciare alla proposta.

        • Fiscomania

          Il datore di lavoro a convenienza a non assumere per non dover pagare i contributi, lasciando così tutte le incombenze sul lavoratore. Se si tratta di attività che comunque crede di poter continuare a svolere in futuro avere una partita Iva aperta, le può tornare utile. Si legga questo contributo relativo al regime forfettario, è un regime creato a posta per chi apre partita Iva, poco costoso e tassazione agevolata. La controproposta a mio avviso dovrebbe essere una assunzione temporanea. Se accetta e lavora con ricevute per prestazione occasionale non sarebbe in regola e comunque supererebbe nell’anno anche la soglia limite per il versamento dei contributi (€. 5.000 lordi), quindi le sconsiglierei questa strada.

  149. Buongiorno,
    avrei una domanda particolare già fatta anche ad alcuni commercialisti che erano piuttosto dubbiosi circa la risposta corretta da darmi.
    Mi sono appena laureato in architettura e vorrei iniziare ad percorrere i primi passi svolgendo attività di freelancer utilizzando siti appositi che fanno incontrare la domanda con l’offerta.
    I lavori pubblicati sono da ogni parte del mondo.
    Non avendo esperienza in merito, almeno all’inizio, se possibile, penso di non aprire partita IVA ed a lavoro consegnato redigere una ricevuta per prestazioni occasionali (I requisiti dovrebbero esserci, gli studi dovrebbero essere sempre differenti, i lavori dovrebbero risolversi in pochi giorni).
    la mia domanda è questa, nel momento in cui compilo la ricevuta, con la ritenuta d’acconto come mi devo comportare con studi che hanno sede in stati esteri? vi è un normativa a cui posso fare riferimento?
    Saluti

    • Fiscomania

      Salve, la cosa da premettere è che la ricevuta per prestazione occasionale si può emettere soltanto per attività che sono saltuarie e non continuative. Per continuativa non vuol dire che l’attività dura molti giorni con il singolo cliente, ma che l’attività che pur si svolge per pochi giorni con singolo cliente, è svolta continuativamente nell’anno con vari clienti. Il requisito dell’abitualità obbliga all’apertura della partita Iva, e ad agire come professionista. Per rispondere alla sua domanda la ricevuta emessa nei confronti di un soggetto committente estero non prevede l’applicazione della ritenuta di acconto, il quanto il committente estero non rientra tra i sostituti di imposta, di cui all’articolo 23, comma 1, del DPR n. 600/73.

  150. Buongiorno,
    avrei bisogno di avere informazioni riguardo i redditi 2015
    Volevo sapere se i redditi derivanti da prestazione occasionale vengono sommati al cud da lavoratore dipendente ?
    Nel 2015 non ho raggiunto i 5.000 € ne con ritenuta d’acconto per prestazioni occasionali ne come lavoratrice dipendente. Complessivamente i due redditi superano però i 5.000 €.
    A tal proposito si può richiedere ugualmente il rimborso solo per le ritenute d’acconto per prestazioni occasionali ?

    • Fiscomania

      Salve, i redditi da lavoro autonomo occasionale devono essere indicati in dichiarazione dei redditi e sommati a quelli di lavoro dipendente. Il rimborso delle ritenute riguarda solo chi ha percepito redditi da prestazione occasionale (e non anche altri redditi). Lei è tenuta a presentare la dichiarazione dei redditi, a meno che dalla stessa non risulti un credito.

  151. Buongiorno,
    ho un lavoro autonomo occasionale che rispetta il limite di 5000€, e Lo scorso mese ho firmato un contratto a tempo determinato di 3 mesi presso un’azienda agricola, lì il reddito non potrà superare i 2000€ (per i tre mesi). Durante la firma del contratto mi hanno chiesto se io avessi lavorato gli ultimi 4 mesi per poter applicare la detrazione minima ho detto di no. Quindi è stata applicata la detrazione minima.
    Volevo sapere se sono nel rispetto della legge.

    Grazie

    • Fiscomania

      Salve, lei ha chiesto l’applicazione della ritenute minima, considerato che i redditi imponibili Irpef restano tutti nel primo scaglione quello che ha chiesto è corretto.

  152. Salve, sono uno studente universitario e vorrei fare animazione per feste di compleanno, in modo autonomo, avendone le capacità e le competenze. Ovviamente non penso di raggiungere o superare i 5000 €/anno, essendo un lavoro molto occasionale. In questo caso sono obbligato anche io a rilasciare ricevuta non fiscale? Cosa fare per essere in regola con il Fisco?

    Ringrazio anticipatamente per la risposta

    • Fiscomania

      Salve, restando nei limiti dell’attività occasionale l’unica cosa che deve ricordarsi è che al superare dei €. 2.8740,52 di compensi lei per quell’anno non è più a carico dei suoi genitori. Rilasciare la ricevuta non è obbligatorio (diventa obbligatorio se il committente ne fa richiesta), ma consiglio di emetterla comunque, in quanto permette di tenere traccia delle entrante ricevute, anche per verificare se si è tenuti a presentare la dichiarazione dei redditi.

  153. Salve,sono in possesso della qualifica di estetista, potrei svolgere lavoro autonomo occasionale a privati?

    • Fiscomania

      Salve, iniziare l’attività di estetista tramite lavoro autonomo occasionale è possibile ma soltanto per il periodo iniziale poi è necessario aprire partita Iva. Se ha bisogno di maggiori informazioni sul regime fiscale forfettario, creato per i soggetti che aprono partita Iva per la prima volta, mi faccia sapere. La ricontatteremo.

  154. Una domanda : nel CU2016 il committente non ha specificato le spese rimborsate (colonna 20) che ho sostenuto per effettuare le prestazioni occasionali (albergo, pasti, benzina, casello autostradale) che comunque ho indicato nelle varie ritenute d’acconto e su cui ho pagato anche la ritenuta nonostante fossero delle spese (e questo mi sembra assurdo). Nel modello 730 al rigo D5 colonna Spese devo indicare tutte le spese sostenute e rimborsate ? Perchè il committente non le ha indicate alla colonna 20 del modello CU2016 ? Grazie

    • Fiscomania

      Salve, se sulle voci di spesa per le quali ha chiesto il rimborso le è stata applicata la ritenuta allora vuole dire che sono state considerate reddito e non rimborso. Lei potrà inserire le spese sostenute al rigo D5, a patto che siano analitiche e documentate.

  155. Salve, mi viene offerto da parte di un’associazione sportiva onlus un contratto di lavoro occasionale in cui mi si chiede di non superare il limite 5.000; ora, avendo già maturato un reddito di 1.500 presso altro committente ASD, laddove sottoscrivo di non superare la soglia di 7.500, chiedo gentilmente se mi resta la disponibilità dei 5.000. Grazie!

    • Fiscomania

      Salve, lei può sottoscrivere il contratto. La soglia dei €. 7.500 è quella che riguarda l’esenzione da tassazione Irpef, visto che si tratta di compensi derivanti da ASD. Qualora dovesse superare tale soglia, gli importi superiori sarebbero soggetti a tassazione.

      • Grazie per la celere risposta, gentilissimo. Capisco che i due redditi non si cumulano se non supero il limite di 7.500. Grazie molte.

  156. Salve,
    esercito sporadicamente l’attività di guida escursionistica in Sicilia (non è previsto un albo per questa attività). Percepisco un compenso settimanale di 700€ lorde.

    Nel 2016 potrei lavorare fino a 7 settimane (quindi supererei il limite dei 30 gg) senza però nel mio caso superare il limite dei 5000€ annui.

    E’ legale emettere ricevute in un anno per 4900€ per prestazioni occasionali di 7 settimane?
    Oppure potrei andare incontro a sanzioni perché supero i 30 gg e non si tratterebbe più, in questo caso, di prestazione occasionale?

    Grazie per il chiarimento,
    Gabriele

    • Fiscomania

      Salve, l’attività mi pare chiaramente continuativa (nel periodo estivo immagino), e non occasionale. Le prestazioni occasionali riguardano attività del tutto episodiche e non ripetibili. Lei dovrebbe aprire partita Iva, e fatturare le varie operazioni nei mesi di attività. Nei mesi in cui non esercita può valutare di sospendere la partita Iva. Questa e la gestione corretta della sua attività, se prosegue in questo modo è passibile di sanzione in caso di accertamenti.

  157. ALBERTO DE BLASI

    Buongiorno,
    sono titolare di 2 pensioni (INPS e ENASARCO) e, alcuni anni, può capitare di effettuare delle prestazioni
    meramente occasionali che rientrano nelle previsioni dell’art.67, lett. L del DPR 917/86 (redditi diversi)
    di importo complessivo < € 5.000,00 lordi, assoggettati a Ritenuta d'Acconto.
    Ovviamente, tali entrate fanno cumulo con i redditi da pensione ai fini della determinazione dell'IRPEF
    complessivamente dovuta. La mia domanda è la seguente:
    – Tali redditi da prestazioni occasionali prevedono anche la necessità di versare "l'acconto" sulle ipotetiche
    somme che verranno fuori nell'anno successivo? A me sembra un assurdo (in quanto trattasi di …occasionalie per nulla certe) invece, secondo il CAF, sarei tenuto a versare l'acconto. Gradirei conoscere il suo illuminato parere.

    • Fiscomania

      Salve, quanto dice il Caf è corretto. L’Irpef si determina dalla somma di tutti i redditi del contribuente, quindi dai redditi da pensione e dalle prestazioni occasionali, nel suo caso. Dal reddito imponibile scaturisce l’imposta dovuta e gli acconti per l’anno successivo. Gli acconti si determinano ordinariamente con il metodo storico, ovvero in base all’imposta dovuta nell’anno precedente. E’ ovvio che se in quell’imposta ci sono anche redditi dovuti a prestazioni occasionali, determinare l’acconto con questo metodo è sconveniente. Si dovrebbe, in questi casi, calcolare l’acconto con il metodo previsionale, ovvero non tenendo conto di questi redditi. L’unico inconveniente è che se si fa il calcolo con questo metodo e poi la dichiarazione relativa all’anno per il quale si sono versati acconti finirà con un’imposta più alta del 99% degli acconti versati, sarà dovuta una sanzione. In pratica se lei versa minori acconti rispetto a quelli dovuti con il metodo storico e poi nello stesso anno avrà anche altri redditi (oltre alle pensioni), sarà chiamato a pagare una sanzione per acconti insufficienti.

      • ALBERTO DE BLASI

        La ringrazio della risposta ma bisogna tener presente 2 cose:
        1) i redditi da pensione non sono, come tali , suscettibili da prevedere un “acconto”
        2) il reddito “occasionale” percepito in un anno è, per la stessa accezione del termine, occasionale; pertanto, non è detto si verifichi una situazione analoga nell’anno successivo. Pertanto la situazione, in questo caso, è completamente
        diversa da chi svolge un lavoro autonomo continuativo, o da una ditta commerciale ecc. che, una volta stabilito un turnover, pur anticipando il 99%
        delle imposte che matureranno nell’anno successivo, in pratica, avvalendosi della decurtazione dell’anticipo versato l’anno precedente, non sono soggette ad alcun maggior onere di spesa.
        Ritengo quindi che, probabilmente, non c’è sufficiente chiarezza in tal senso.
        Se io, a fronte di un compenso occasionale di € 100,00 già assoggettato ad una ritenuta d’acconto di € 20,00 e ulteriormente tassato di circa altrettanto, in base alla aliquota progressiva, devo pagare un acconto del 99% di € 40,00 – alla fine i miei e 100,00 iniziali diventerebbero netti €20,00.
        Anche accettando ciò, l’anno successivo non riuscirei a recuperare, in quanto il mio eventuale ipotetico compenso occasionale sarebbe comunque tassato alla ritenuta alla fonte del 20%.
        Se, nonostante tutte le considerazioni di cui sopra,lei -dopo attento esame- dovesse confermarmi che il sistema è quello, ne prenderò atto e smetterò
        di interessarmi di lavori occasionali di qualsiasi tipo.
        La ringrazio per l’attenzione e la saluto

        • Fiscomania

          Mi rendo perfettamente conto del ragionamento che sta facendo e che da un punto di vista prettamente logico ha il suo senso. Il fatto è che il Fisco ragiona in altro modo. Gli acconti si basano sulle imposte versate l’anno precedente, a prescindere che si tratti di entrate occasionali o durature nel tempo. E’ possible versare acconti sulla base delle sole entrate durature, come la pensione, ma se ipoteticamente in quell’anno si percepiscono redditi maggiori si viene sanzionati per acconti insufficienti. Spero di essermi spiegato meglio questa volta. Questo è il meccanismo fiscale, che mi rendo conto vada un po’ contro a quello che vorrebbe la logica.

  158. Buongiorno ho questo dilema, sono un co.co.co per un ente pubblico quindi iscritto in gestione separata quindi con un mio CU. sporadicamente lavoro occasionalmente come prestatore d’opera con un ministero raggiungendo alla fine dell’anno con questa prestazione massimo 3000 euro, questa prestazione nel 730 la vado a dichiarare in quale rigo in quella dei rediti oppure da qualche altra parte? sapevo che come prestatore d’opera se non superavo i 5000 non dovevano essere dichiarati. rimango in attesa cordiali saluti Francesco

    • Fiscomania

      Salve, lei è obbligato a dichiarare anche gli importi percepiti occasionalmente, in quanto tali redditi vanno a cumularsi con quelli di lavoro dipendente. L’informazione che aveva non è corretta, in quanto è valida solo nel caso in cui il soggetto non abbia percepito altri redditi nell’anno.

  159. Salve, a gennaio 2015 ho rottamato la licenza di vendita al dettaglio di cartoleria ecc. autofatturandomi le rimanenze di magazzino e pagando la relativa iva e a febbraio 2015 ho dato questa merce a mio marito avendo aperto lui una sua partita iva con regolare ricevuta da privato ma anche se risulta essere una vendita occasionale non ho incassato soldi, premetto che tale merce supera i 5000 euro e vorrei sapere in fase di dichiarazione dei redditi come mi devo comportare…grazie

    • Fiscomania

      Salve, dichiarerà nel quadro RL di Unico l’importo del compenso concordato e inserito nella ricevuta.

      • Devo dichiararlo anche se non ho incassato soldi? ricordo che allora mi ero documentata riguardo a questa procedura e avevo trovato che tra coniugi si poteva omettere il pagamento dato che abbiamo anche il c/c cointentastato

        • Fiscomania

          Salve, la disciplina fiscale non si improvvisa e bisogna prestare attenzione. In generale tra coniugi non si è tenuti a tutte queste formalità. Nel suo caso se ha rilasciato ricevuta e suo marito a dedotto il costo nella sua attività lei è tenuta a dichiarare la somma percepita, in quanto fiscalmente suo marito si è dedotto un costo e ha ottenuto un risparmio fiscale. Caso diverso se suo marito non ha dedotto il costo sostenuto.

          • intanto grazie x le risposte ma mio marito non ha dedotto il costo poichè è nel regime forfettario e deduce solo i contributi inps

  160. Salve gentile staff
    sono un disoccupato diplomato di geometra abilitato dal corso dpr75/2013 per certificatori energetici
    ,iscritto al solo albo della regione
    visto che nn sono avviato in questa attività ,non potrei sostenere il costo di una partita iva
    la mia domanda era:
    posso lasciare ricevuta d’acconto con prestazione occasionale ,se non supero 5000 euro annui?
    cordiali saluti

    • Fiscomania

      Salve, l’esercizio della sua attività richiede l’iscrizione ad un albo professionale per essere esercitata, per questo motivo non può utilizzare le ricevute per prestazioni occasionali. Le attività professionali per iscritti ad albi professionali si esercitano obbligatoriamente con partita Iva. Oggi non ci sono costi di gestione elevati per aprire una partita Iva, non si faccia spaventare. A questo link troverà un articolo che riguarda il regime forfettario, che potrebbe fare al caso suo.

      • Grazie gentilissimo staff
        ho alcuni dubbi riguardo, colgo l’occasione per farle alcune domande (non sono iscritto all’albo Geometri, ma al solo albo regionale grazie al corso abilitante):
        a)posso aprire una partita Iva con regime forfettario, in quando sono stato socio al 25% di una SNC, l’impresa edile è stata cancellata 19 mesi fa?
        b)potrei fruttare la partiva Iva agevolata, per fatturare altri tipi dii lavori,tipo artigianali? in quando sono un geometra solo abilitato dal corso alla certificazione energetica degli edifici, “e di certificati non si può vivere”
        cordiali saluti

        • Fiscomania

          Alla prima domanda la risposta è si, in quanto per vi è preclusione soltanto se la partecipazione nella società di persone è contestuale all’apertura della partita Iva. Se lei non detiene più quote nella società può aprire partita Iva con regime forfettario. Per la seconda domanda anche qui la risposta è positiva, nel caso si dovranno aprire più codici attività, e tenere due distinte contabilità, e verificare per entrambe il rispetto dei requisiti di permanenza nel regime.

  161. grazie mille x la risposta gentile staff. Mi rimangono questi dubbi: non ci sono limiti di età, in quando ho quasi 35 anni, potrò usufruire del regime agevolato start up del 5% o il 15%?

    • Fiscomania

      No, non ci sono limiti di età, potrà restare nel regime forfettario rispettandone tutti gli altri requisiti di permanenza. Per i primi 5 anni di attività l’aliquota scende al 5%.

  162. buon giorno
    sono una agente di commercio con regime dei minimi , vorrei cheidere se potevo fare una prestazione d’opera occasionale ad un’impresa edile ? in sostanza come giustificare nella ricevuta che andrò a fare all’impresa per lavoro svolto per circa 20 giorni (come : assistente cantieristico e aiuto in mansioni di allestimento ) . grazie

    • Fiscomania

      L’attività che ha svolto non rientra nel suo campo di attività con partita Iva. Può rilasciare una ricevuta per prestazione occasionale, anche se effettivamente non sarebbe una prestazione occasionale.

  163. Buongiorno, sono stata assunta da poco a tempo indeterminato e mi è stato chiesto da un’altra azienda una prestazione occasionale, qual’è il compenso massimo che posso percepire da questa collaborazione? Premetto che ho già ricevuto da questa un compenso lordo di 1200€ lordi..
    c’è una legge a cui posso fare ferimento? Grazie
    Luisa

    • Fiscomania

      Salve, la prestazione occasionale è occasionale in quanto non duratura nel tempo, saltuaria, e non alle dipendenze del committente. Rispettando questi requisiti non vi è un importo massimo. Se si superano i €. 5.000 lordi nell’anno sono dovuti i contributi alla Gestione separata Inps.

  164. Salve,

    nell’arco dello stesso anno solare ho prestato due collaborazioni occasionali (presso due diversi enti) superando di circa 1000 euro la soglia minima dei 5000 euro, ho avuto 2 piccoli contratti co.co.co. e sono anche una lavoratrice part time a tempo indetermianto.
    Come mi devo comportare ai fini contributivi?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve, per sanare la sua situazione deve iscriversi alla Gestione Separata, presentare il modello Unico, compilando il quadro RR relativo alla gestione separata e versare con F24 i relativi contributi. Le ricordo che nella sua fattispecie lei è obbligata a presentare la dichiarazione dei redditi.

  165. Salve, non riesco a trovare indicazioni sul da farsi nel caso in cui il compenso pagato a uno straniero per prestazione di lavoro autonomo esercitata in Italia superi il limite dei € 5.000,00. Se può aiutare, aggiungo che si tratta di uno sportivo statunitense, chiamato in qualità di relatore ad un convegno, per un compenso lordo pari a € 7.143,00, un’aliquota del 30% a titolo definitivo e quindi un netto di € 5.000,10. Come si dovrebbe procedere per la regolarizzazione della prestazione? Le regole sono le stesse anche nel caso di stranieri? C’è una norma o circolare a cui posso far riferimento? Grazie mille. Silvia

    • Fiscomania

      Salve, come lei ha anticipato su questo tipo di prestazione è prevista una ritenuta a titolo di imposta del 30% che dovrà trattenere dal compenso e versare all’Erario. Non sono previsti altri particolari adempimenti, se non il rilascio della Certificazione Unica, entro il 28 febbraio dell’anno successivo.

  166. Salve, volevo sapere se puo’ essere considerato lavoro autonomo occasionale quello di effettuare piccole riparazioni di motociclette d’epoca. Oppure quello di aerografista di serbatoi caschi parti di motociclette in genere. Grazie

    • Fiscomania

      Salve, trattasi entrambe di attività artigianali che per l’esercizio richiedono l’iscrizione in Camera di Commercio e l’invio di una SCIA in Comune, oltre all’apertura della partita Iva e all’eventuale iscrizione all’Inps.

  167. Salve. Intanto l’articolo e il forum sono interessantissimi: complimenti!
    Andiamo al dunque. Vorrei svolgere una attività di supporto a quella di agente immobiliare quale, nello specifico, quella di accompagnamento delle persone interessate ad un appartamento presso lo stesso, lavoro da svolgere in autonomia (non subordinato) rispetto all’agenzia e senza vincoli di orario. Di fatto le persone che telefoneranno per visionare un appartamento saranno inserite in una lista e girate a me che le seguirò se vorrò: sta a me decidere poi tutto il resto. Posto che non trattasi di attività di mediazione perché non cercherò in alcun modo di mettere d’accordo acquirente e venditore (lavoro specifico dell’agente immobiliare) e quindi non eserciterò la professione di agente, la domanda è se secondo lei è possibile ricadere nella fattispecie del “lavoro autonomo occasionale” così come previsto dal D.Lgs. n.81/2015 (Jobs Act) oggi vigente. In ultimo non ho la certezza se il vincolo dei 30 gg. di durata massima della prestazione esistono ancora oppure no. Grazie anticipatamente e cordiali saluti.

    • Fiscomania

      Salve, i 30 giorni non esistono più. Quello che deve esserle chiaro è che lei sta svolgendo un’attività abituale e non occasionale, quindi da esercitare esclusivamente con partita Iva. Su questo non possono esservi dubbi, in quanto se lavora in collaborazione con agenti immobiliari la loro attività è continua e quindi anche la sua.

  168. Salve,
    l’azienda per cui lavoro sta cercando persone in grado di realizzare siti web, e vorrebbe che fossi io ad occuparmene in maniera parallela ai compiti che svolgo già.

    Posso emettere ritenuta d’acconto per un lavoro occasionale presso l’azienda in cui già sono occupato con altra mansione?
    Grazie

    • Fiscomania

      Salve, no purtroppo non è possibile emettere ricevuta per lavoro occasionale per l’azienda presso cui si lavora con contratto di lavoro dipendente. Quello che può fare è chiedere di essere pagato con i Voucher Inps per il lavoro accessorio, o in alternativa deve aprire partita Iva.

  169. Buongiorno,
    sono attualmente dipendente a tempo indeterminato ma fra 15 gg entrerò in mobilità per licenziamento collettivo. Mi si è appena presentata l’opportunità di effettuare un lavoro da freelance che mi dovrebbe essere pagato in voucher, la cifra però sarebbe intorno ai 3000 euro. so che 3000 euro è il limite massimo percepibile come lavoro accessorio in mobilità , ma in questo caso è comunque valida la clausola che prevede un max di 2000 euro presso uno stesso datore di lavoro? O questa è una condizione per chi non si trova in mobilità e può quindi percepire fino a 7000 euro netti?
    Vi ringrazio anticipatamente per la risposta, buona giornata
    Chiara

    • Fiscomania

      Salve, la soglia dei €. 2.000 presso uno stesso datore di lavoro resta comunque in vigore, per un massimo di €. 3.000 annui.

  170. Buongiorno,
    Sono una lavoratrice dipendente di un’azienda privata, ho da poco conseguito il titolo di Istruttore blsd, vorrei sapere se per l’erogazione corsi posso rilasciare una ricevuta di prestazione occasionale ad ogni discente.

    • Fiscomania

      Salve, lei essendo un professionista deve operare con partita Iva, non vi è dubbio che l’attività esercitata sia abituale a continuativa. Operare con ricevuta la espone al rischio di non essere in regola con gli adempimenti fiscali e contributivi. Se ha bisogno di maggiori informazioni sui costi e le opportunità di aprire partita Iva mi faccia sapere.

  171. Buongiorno, ho letto l’articolo ed è molto interessante. Mi resta una domanda da sottoporre: ho un contratto di lavoro occasionale da settembre 2015 e non ho mai interrotto il lavoro. quindi per il 2016 supero i 5.000 euro con la stessa azienda.
    Ma se con l’entrata in vigore del Jobs Act che, pare, abolisce di fatto i lavori contrattuali continuativi a cosa si va incontro? Ci possono essere conseguenze per il lavoratore o per l’azienda?
    A me hanno detto che tutto è ok se si paga aliquota per la gestione separata.
    Ma allora a cosa serve la modifica di legge? tutti sanno che se non si trovano lavori con assunzioni regolari pur di lavorare le persone si accontentano dei voucher o di questi contratti cosiddetti occasionali.
    Grazie mille

    • Fiscomania

      Non è stata abolita la prestazione occasionale, se lei ha superato i €. 5.000 annui, dovrà versare i contributi per la gestione separata Inps. Resta il fatto che comunque lei non è in regola, dovrebbe essere assunto con contratto di lavoro dipendente, oppure aprire partita Iva.

      • Grazie della risposta. Ora la ditta non è intenzionata ad assumere. Corro dei rischi io personalmente? o è l’azienda che rischia?
        Non so se mi conviene avere partita iva con un reddito di 12-13.000 euro annui, spero ancora di trovare un impiego da dipendente…

        • Fiscomania

          Per capire chi rischia, bisogna capire se l’attività lavorativa che svolge è determinata dall’azienda ad avviene sotto il suo diretto controllo. In questo caso se ci fosse un controllo, a rischiare sarebbe l’azienda, perché il suo rapporto di lavoro verrebbe ricondotto ad un rapporto di lavoro dipendente non contrattualizzato. Se, invece, lei opera per l’azienda ma in forma del tutto autonoma come tempi e modalità di lavoro, allora a rischiare è direttamente lei, perché in quanto professionista non sta fatturando le operazioni. Aprendo partita Iva, la tassazione avviene in percentuale rispetto al fatturato, e può contare su un regime agevolato, se ne ha i requisiti. Se vuole posso darle maggiori informazioni sulla partita Iva.

          • Sono ancora a chiedere chiarimenti in quanto a distanza di mesi regolarmente lavorati ho superato la soglia dei 5.000 con il compenso di aprile pagato in maggio 2016. Verificando sul sito IMPS Gestione separata risultano solo due notifiche : maggio e giugno ma con la nota contributo non pagato. Mancano tutti i mesi fino ad arrivare ad ora.
            Telefonando all’INPS mi è stato detto che solitamente le comunicazioni pervenute dalle aziende sono visibili nel giro di poco tempo e quindi chiedere al datore di lavoro.
            In effetti ho chiesto e con varie scuse mi è stato detto che ora verificavano e provvedevano a fare i versamenti, almeno dei due mesi registrati. Per quelli mancanti chiederanno chiarimenti alla LAPAM che provvede a dare comunicazione all’INPS.
            Non nascondo che sono rimasta perplessa ma non hanno responsabilità per queste mancanze?
            Le ricevute dei pagamenti all’INPS non dovrebbero fornirle in copia al dipendente? mi hanno detto che non l’hanno mai fatto per nessuno (specifico che siamo una 15ina di persone che lavorano con questo contratto in questa azienda in modo continuativo….)
            grazie per l’attenzione

          • Fiscomania

            Il pagamento della quota di contributo a carico dell’azienda committente è un debito dell’azienda, che deve provvedere a versare. Il fatto è che non essendoci un contratto scritto, è difficile che l’Inps venga a sapere che l’azienda ha un debito da versare, quindi, molte aziende non effettuano il pagamento di questi contributi, visto che c’è un basso rischio che qualcuno possa contestarle il mancato versamento. Il problema è che non si potrebbe proprio simulare un contratto di lavoro dipendente o di collaborazione con una prestazione occasionale.

          • Buongiorno, in merito al mancato pagamento dei contributi INPS gestione separata sia per quelli a carico del lavoratore che quelli a carico del datore di lavoro che sono entrambi a carico del datore , nonostante siano indicati nella ricevuta di prestazione non c’è modo di farseli pagare? Ma possibile che non incorra in sanzioni il datore di lavoro nemmeno se ha fatto comunicazione all’INPS e poi non ha pagato?
            E’ possibile che il lavoratore chieda di farsi dare i soldi e provvedere lui al versamento? Non so come si fanno i versamenti all’INPS.
            A questo punto come posso verificare se versa la ritenuta d’acconto?

          • Fiscomania

            Per l’Inps l’onere è a carico del datore di lavoro. Può versare lei l’F24 per conto del datore di lavoro l’F24 se si accorda con loro. Per la ritenuta d’acconto è sufficiente che si faccia rilasciare la Certificazione Unica, quello è il documento che attesta la trattenuta. Se poi è stata versata o meno, non è un suo problema perché le verrà comunque riconosciuta la trattenuta.

          • Visto che il datore di lavoro, superati i 5.000 euro, non mi ha versato i contributi INPS secondo il suo parere dovrei farmi pagare d’ora in poi con i voucher ? Non ne conosco le regole e non so se è conveniente

          • Fiscomania

            Sicuramente con i voucher non rischia niente, perché il datore di lavoro una volta acquistati ha già pagato tutto. Lei dovrà soltanto presentarli al pagamento.

      • Buongiorno e ancora complimenti per il sito. Sono a chiedere questo: per calcolare se si superano i 5.000 euro per dover effettuare contribuzione inps è il mese in cui si percepisce il compenso o il mese in cui si lavoro?
        se 2016 ho superato i 5.000 e i versamenti inps sono stati fatti, il lavoro svolto a dicembre e pagato in gennaio 2017 va assoggettato a contributi inps perché fa parte dell’imponibile del 2016 con la % del 31,72 o non vanno assoggettati a inps perché riscossi nel 2017?
        grazie mille

        • Fiscomania

          Si guarda la data del pagamento per questo tipo di calcolo.

          • Grazie. quindi essendo percepito pagamento nel 2017 non superiore a 5.000 euro non mi devono calcolare contributi inps nella ricevuta. Nonostante che nel 2016 li avevo superati? ho capito bene? così mi faccio rifare la ricevuta visto che me la fa la ditta. Grazie per il chiarimento

          • Fiscomania

            Corretto

  172. Buongiorno
    Sto svolgendo una prestazione occasionale retribuita.
    Nel caso di trasferta con auto propria il costo chilometrico,riconosciuto dal committente,è soggetto a ritenuta d’acconto nella parcella finale? E le spese di pedaggio autostradale?
    Oppure possono rientrare come rimborso spese non soggette a ritenuta d’acconto?
    Grazie

    • Fiscomania

      Tutto dipende dai documenti giustificativi. Se lei ha documenti giustificativi tali spese sono considerate rimborso e non concorrono a ritenuta, altrimenti sono considerate reddito e deve essere applicata la ritenuta.

      • Grazie,ma quali sono i documenti giustificativi per il costo Km?Sono sufficienti le destinazioni e gli scontrini autostradali?

        • Fiscomania

          In questo caso non c’è rimborso km, lei si può dedurre soltanto il costo di benzina e autostrada. Il rimborso km riguarda se lei vuole farsi rimborsare dal cliente il costo sostenuti, ma quel rimborso per lei è reddito.

  173. Salve,
    per superamento di 4800 euro lordi di compenso all’anno, si intende nell’anno solare?
    Grazie

  174. Buonasera,
    sono un giovane ingegnere ancora senza partita iva.

    sto svolgendo una prestazione occasionale per un società di Ingegneria.

    Se il lavoro piace ai miei clienti, potrei aprire la PIVA da gennaio 2017 e collaborare continuativamente con loro attraverso un contratto di collaborazione.
    La nota occasionale di circa 2.000 € che farò a novembre, comporterebbe problemi con l’accesso al regime forfettario?
    Grazie

    • Fiscomania

      L’aspetto che crea problemi è il fatto che un soggetto iscritto ad un albo professionale come lei, per una prestazione professionale inerente quell’ambito faccia una prestazione occasionale. I professionisti iscritti all’albo per qualsiasi prestazione professionale inerente devono fatturare, quindi essere dotati di partita Iva.

      • in questo momento non sono iscritto ad un albo perchè in attesa di fare l’esame di stato. Prima di aprire la PIVA e fare l’ iscrizione a Inarcassa volevo fare questa collaborazione occasionale. Volevo però assicurarmi che questa Nota con r/a non mi crei problemi per la successiva apertura della PIVA per l’ingresso nel regime forfettario.
        Grazie

  175. buongiorno,
    volevo alcune informazioni.
    ho iniziato da una decina di giorni una prestazione occasionale con uno studio commercialista.
    pero ho tutti i requisiti per chiedere la naspi volevo sapere posso fare domanda naspi?la prestazione occasionale che sto svolgendo non supera i 3000 euro lordi.
    e se posso chiedere la disoccupazione devo comunicare all’inps questa prestazione? o basta inserirla nella dichiarazione dei redditi nell’anno 2017?
    grazie

    • Fiscomania

      Salve, deve comunicare all’Insp questa prestazione, ma se non supera i €. 5.000 lordi non ci sono conseguenze ai fini della disoccupazione.

      • le conseguenze non ci sono anche se nel caso dovessi superare i 30 giorni di lavoro occasionale?
        e la comunicazione all’inps dovrò farla online e recarmi direttamente in sede?
        grazie

        • Fiscomania

          Non c’è più il limite dei 30 giorni, ma se la prestazione non è occasionale ma abituale, è ovvio che non potrà usare le prestazioni occasionali, ma dovrà aprire partita Iva. Anche con partita Iva restando sotto i €. 5.000 annui non ci sono conseguenze ai fini Aspi.

  176. Un pensionato che supera i 5000 € di prestazione occasionale deve comunque fare richiesta di iscrizione alla Gestione separata?
    Grazie e complimenti per il sito

  177. Buonasera
    avrei bisogno di un’informazione, svolgo attività per alcuni progetto presso varie aziende emettendo ricevuta di compenso di prestazione occasionale con ritenuta d’acconto 20%, ho raggiunto i € 5.000,00 lordi, ne devo emettere un’altra a giorni su cui devo calcolare anche la trattenuta INPS, la trattenuta INPS va applicata al compenso e successivamente si calcola la ritenuta d’acconto oppure prima applico la ritenuta d’acconto e poi la trattenuta INPS? Ho chiesto il parere all’ufficio ragioneria di due aziende e le risposte sono state contrastanti.Grazie per la disponibilià

    • Fiscomania

      Salve, prima di tutto se ha superato i €. 5.000 lordi deve avvertire l’azienda committente in modo che le applichi i 2/3 di contributo che è a carico dell’azienda. Lei nella ricevuta dovrà applicare la ritenuta pari ad 1/3 dell’importo dovuto come contributo. Il contributo si calcola sull’importo lordo concordato con l’azienda.

      • Ringrazio per la celerità della risposta. Ho avvertito l’azienda e sono in attesa della mia ricevuta per emettere il pagamento. Quindi, se non ho capito male, sul lordo concordato calcolo prima la trattenuta INPS (1/3 del 31,72%) e poi sulla differenza calcolo la ritenuta d’acconto.
        Grazie

  178. salve, un chiarimento in merito ad una ritenuta d’acconto rilasciata per prestazioni nei confronti di un soggetto lavoratore autonomo:
    il lavoratore autonomo committente del lavoro detrae dal proprio reddito l’importo della ricevuta emessa dal prestatore d’opera occasionale?

  179. Ho sentito dire che la ritenuta d’acconto non va calcolata se il compenso è inferiore o pari a 25,00 euro. Però non trovo nulla che mi confermi questa cosa. E’ attendibile? Grazie

  180. Salve, ho 45 anni e sono disoccupato da 3 anni,ho una macchina per il lavaggio a vapore,posso fare prestazioni occasionali, senza avere problemi.
    Cordiali saluti

    • Fiscomania

      L’attività che vuole intraprendere è un’attività commerciale, quindi non possono essere usate le prestazioni occasionali, in quanto riguardano il lavoro autonomo, dei professionisti.

  181. Buonasera,
    mi occupo di grafica per emittenti televisive e attualmente sono una lavoratrice con contratto di somministrazione.
    Per un’altra azienda avevo un contratto a progetto (quindi iscrirtta a gestione separata) che è scaduto in data 30/09, e ora, visto che sono in gravidanza e tra un mese dovrò astenermi obbligatoriamente dal lavoro, l’azienda mi offre di pagarmi prestazioni con la formula della ritenuta d’acconto.
    Le mie domande sono:
    ai fini fiscali, il tetto massimo dei 5000€ annui è indipendente dal reddito da lavoro dipendente?
    Quando dovrei rivedere il mio compenso giornaliero?
    E’ possibile versare i contributi inps (gest.sep.) da sé?
    I redditi derivanti da questo tipo di retribuzione devono essere dichiarati in fase di dichiarazione dei redditi e in fase di calcolo ISEE?
    Grazie e buona serata.

    • Fiscomania

      Salve, a mio avviso l’azienda non potrebbe proporle questo tipo di inquadramento, visto che riguarda attività non continuative. Ad ogni modo, per le sue domande:
      1) Si, il limite dei €. 5.000 riguarda solo l’attività occasionale (ripeto, la sua attività non lo sarebbe);
      2) Bisogna vedere a quale aliquota Irpef veniva tassata e applicarla ad un reddito lordo;
      3) I contributi Inps non sono previsti. Se vuole fare versamenti autonomi deve chiedere all’Inps;
      4) Si i redditi da prestazione occasionale devono essere indicati in dichiarazione dei redditi e valgono ai fini Isee.

  182. Salve,

    ho un contratto come supplente (scuola pubblica) a tempo pieno fino al 30 giugno. Parallelamente essendo musicista, nel 2017 prevedo di svolgere tra i 5 e i 10 concerti per un’associazione in Austria. Si può considerare prestazione occasionale? Preciso che non è la mia principale fonte di reddito, saranno meno di 30 giorni effettivi di lavoro in totale e non saranno consecutivi, non sono assunta in alcun modo da tale associazione, in quanto verrò chiamata volta volta per le varie produzioni senza alcun impegno reciproco (il contratto viene fatto di volta in volta, è per un concerto e l’obbligo si conclude al termine dello stesso). I guadagni saranno sicuramente entro i 5000 euro e non ci sarà ritenuta d’acconto. Quanto pagherò di tasse su questo reddito occasionale? (se dovesse servire come informazione, guadagnerò a scuola circa 14.500 E, da single senza figli a carico). Leggo poi informazioni contrastanti sulle spese di viaggio vitto e alloggio relative alla prestazione occasionale. Devono comparire nella ricevuta che farò a questa associazione, perchè siano detraibili?

    • Fiscomania

      L’attività che andrà a svolgere è continuativa, in quanto ci sarà più di un concerto nell’anno, quindi la cosa migliore sarebbe aprire partita Iva. Per detrarre i costi dovrà riportarli nella ricevuta che andrà ad emettere allegando tutte le ricevute relative, in questo modo le saranno rimborsati dall’associazione.

  183. Buongiorno, vorrei avviare una piccola attivita del’affitto gonfiabili ai privati. Avrei 3-4 giochi di piccoli dimensioni e li affiterei per le feste di complianni ai bambini del mio paesino (affitti brevi 1-2 giorni per qualche weekend del mese in estate). Quasi sicuramente il mio reddito annuo non superera i 5000. Questa attivita la posso trattare come il lavoro occasionale oppure devo aprire la partita IVA? Grazie.

    • Fiscomania

      Assolutamente no. Questa è un’attività commerciale. Le prestazioni occasionali riguardano il lavoro autonomo non le attività commerciali. Nelle attività commerciali è obbligatoria l’apertura della partita Iva, in ogni caso. Valuti la possibilità di aprire in “regime forfettario”. Se vuole maggiori informazioni la ricontatto in privato.

  184. buonasera,
    mi sono appena iscritta all’albo delle ostetriche ma sto continuando a svolgere prestazioni occasionali con ritenuta d’acconto presso un’associazione che organizza feste per bambini. è corretto continuare questo lavoro occasionale effettuando i pagamenti tramite ritenuta d’acconto?
    grazie

    • Fiscomania

      Salve, se l’attività per la quale svolge prestazioni occasionali è diversa rispetto a quella per la quale svolge la sua attività prevalente (ostetrica), non ci sono problemi.

  185. Buongiorno,
    Ho instaurato un rapporto di lavoro autonomo occasionale che prevede, oltre ad un compenso fisso, un rimborso spese a pié di lista (per quanto riguarda l’indennità chilometrica è stato pattuito un rimborso di 0,30€ al chilometro, inferiore quindi alle tariffe aci).

    In merito alla mia posizione ho due domande?
    – Dovrò applicare la ritenuta d’acconto solo sul compenso fisso oppure sulla somma tra compenso fisso e rimborso spese?
    – Ai fini del raggiungimento della soglia dei 5,000€ annui, dovrò considerare solo i compensi oppure anche i rimborsi spese?

    Grazie
    Luca

    • Fiscomania

      Instaurare un contratto di questo tipo non è una forma di lavoro autonomo occasionale, a meno che non si tratti di un lavoro di una giornata o due, altrimenti siamo di fronte ad una vera e propria attività professionale o commerciale, faccia attenzione.

  186. Salve,
    io sono titolare di p.iva e lavoro per due aziende da maggio, in conteporanea nel weekend (sabato e domenica) e sporadicamente nei gg feriali faccio ho dei contratti occasionali a chiamata, per quest’ultimi sono arrivata alla soglia dei 4800 lordi percepiti, ma per contratto con i pagamenti di dicembre supero la soglia dei 5000 lordi percepiti. Per non arrivarci basterebbe mi pagassero a gennaio? O contano le gg lavorate?
    Devo avvisare l’azienda con cui lavoro, di pagarmi con la gestione separata dell’inps?

    • Fiscomania

      Mi scusi, ma se lei è già titolare di partita Iva perché fa prestazioni occasionali? Dovrebbe fatturare tutte le prestazioni. Se si tratta, invece di contratti di lavoro dipendente a chiamata, allora non ci sono problemi perché si tratta di altra disciplina, niente a che vedere con la soglia dei €. 5.000.

  187. Buonasera, mi è stata proposta una collaborazione occasionale con una retribuzione al di sotto di 5000 € e come tempo massimo inferiore ai 30 gg. Ma questo tipo di collaborazione non è stato abolito dal Jobs Act come avete indicato voi nell’articolo? Le aziende possono proporre questo tipo di contratto? grazie

    • Fiscomania

      Le collaborazioni occasionali non sono state abolite, ma è stato abolito il termine di 30gg. Oggi è possibile fare collaborazioni occasionali, ma per stabilire l’occasionalità non ci sono più i giorni, ma l’effettivo svolgimento dell’attività, che non può essere continuativo. L’alternativa sono i voucher Inps o l’apertura di una partita Iva.

  188. Buongiorno,
    Sto effettuando una prestazione di lavoro autonomo occasionale, che si svolgerà esclusivamente durante il mese di dicembre e si concluderà alla fine dell’anno. Qualora presentassi ricevuta di lavoro autonomo a gennaio 2017, il reddito derivante da questa attività dovrà essere presentato nella dichiarazione dei redditi del 2016 oppure del 2017?

  189. Buongiorno, se un pensionato, effettua prestatazioni occasionali che superano i 5.000 €. l’anno, ha delle modifiche sulla pensione?

    • Fiscomania

      Le prestazioni occasionali devono essere dichiarate quindi presumibilmente avrà un saldo Irpef da pagare nel 730, che si tradurrà in ritenute sulla pensione.

  190. Buona sera, vorrei sapere se volessi semplicemente accompagnare dei turisti nei posti che mi dicono (non è da intendersi come guida turistica, dato che non ho intenzione di svolgere quel tipo di attività, cioè esposizione dei fatti storici, artistici ecc), posso iniziare come occasionale senza problemi? per poi nel caso aprire l’iva… e se ad esempio io e un mio amico volessimo “aprire” un servizio insieme, io in una lingua e lui in un altra per un lavoro occasionale per poi eventualmente crescere, possiamo iniziare con la formula di lavoro occasionale? grazie mille

    • Fiscomania

      L’attività che lei vuole svolgere è l’accompagnatore turistico. A questo contributo può trovare maggiori informazioni tenga presente che comunque è attività da esercitare con partita Iva. Nel caso siate in due dovete aprire una società. Se ha bisogno di maggiori informazioni mi contatti in privato.

  191. Salve. Vorrei aprire un’attività di noleggio biciclette solo on-line, senza punto vendita fisico in quanto prevedo la consegna a domicilio e per la durata della stagione estiva. Può essere considerata un’attività occasionale? Grazie. Cordiali saluti.

  192. Domanda: sono disoccupata e percepiscono assegno di disoccupazione. Vorrei, a tempo perso, su richiesta di privati, organizzare l’allestimento di tavoli ecc. per feste e ricevimenti ( stiamo parlando di centritavola e simili fatti totalmente o in parte a mano, festoni, ecc.) in casa o presso locali. Si tratterebbe di lavori quindi saltuari, di modico valore e x committenti sempre diversi. Rientro nella prestazione di lavoro autonomo occasionale? Posso far girare bigliettini da visita? O cambierebbe il senso?
    Grazie

    • Fiscomania

      Fino a quando l’attività rimane sporadica e non abituale può operare con ricevuta per lavoro autonomo occasionale. Naturalmente se sparge biglietti da visita e si fa pubblicità, l’attività è considerata automaticamente professionale.

  193. Buongiorno, vorrei chiedervi dei chiarimenti in merito alla mia situazione.
    Vorrei intraprendere la professione ‘occasionale’ di nail artist (ricostruzione unghie, onicotecnica) senza superare i 5000 euro annui.
    Sono una studentessa, non ho lavoro e sarebbe solo un modo di mettere da parte qualcosa in più.
    Adesso mi chiedo, la ritenuta d’acconto andrebbe comunque versata?
    Si tratta come avrete capito di fatture di massimo 20 euro e lavori ‘privati’ per persone che non dovrebbero essere classificati come ‘committenti’ eppure in diversi siti ho trovato che tutti i tipi di lavori occasionali sono da considerarsi un rapporto tra ‘committente’ e ‘prestatore d’opera’.
    Vorrei capirci di più per evitare di fare le cose scorrettamente e finire per incorrere in qualche sanzione.

    Oltretutto sarei obbligata a rilasciare fattura chiaramente ma come dovrei impostarla?
    A fine anno come potrei effettuare la dichiarazione del reddito percepito?
    Posso scalare dal reddito le spese effettuate per attrezzature e corsi ai fini della professione? Se si, basterà allegare le fatture delle spese sostenute o vi sono altri procedimenti?

    Grazie 1000 per l’aiuto!

    • Fiscomania

      Salve, quello a cui deve fare attenzione non è tanto la soglia di €. 5.000 annui, ma di non effettuare un’attività abituale e continuativa nel tempo. Questo in quanto l’Agenzia delle Entrate prevede che in questi casi sia obbligatoria l’apertura di una partita Iva. Per capire come può emettere le ricevute, per questione di brevità, le chiederei di contattarmi in privato.

  194. Buongiorno,
    sono socio di una startup e per la stessa sono anche dipendente.

    Posso comunque emettere una prestazione occasionale per un cliente esterno rispettando sempre la soglia dei 5.000 euro lordi? Il lavoro richiesto è lo sviluppo di un software che una volta consegnato sarà da considerarsi interrotto il lavoro.

    Grazie!

    • Fiscomania

      La soglia dei €. 5.000 non è un parametro valido ai fini fiscali. Quello che conta è l’occasionalità della prestazione, per qualunque importo. Se rispetta il requisito può rilasciare la ricevuta.

  195. Buongiorno, inanzitutto volevo fare i miei complimenti per l articolo , completo ed esaustivo. Volevo però chiedere un informazione perché mi è rimasto un dubbio riguardo alla mia situazione.
    Ho intrapreso da poco come persona fisica (investitore) la seguente operazione commerciale.Mi è stato detto che si tratta di un buy to rent per il quale io ho acquistato, un unica Volta in un anno un bene, con contratto di comprvendita e poi con un altro contratto l ho affittato con riscatto ad un azienda cHe lo utilizza per la sua attivita. Si puo parlare di occasionalita?….Il canone di affitto comprende l affitto, più un acconto prezzo sul futuro aquisto del bene da privato a azienda. OGNI mese ricevo quindi un di tot euro per 12 mesi. Queste somme come verranno dichiarate nel 730 o modello unico?…a me han detto che tasse verranno pagate in base all irpef ma in che riquadro.
    La stessa azienda promette a chi associa persone nuove che coclude un contratto una provvigione legata a tale contratto di tot euro per i 12 mesi del contratto con bonifico bancario. Queste provvigioni se non superano i 5000 € totali come vanno dichiarate? Se si fanno concludere in anno 2-3 contratti è ancora occasionale o bisogna aprire partita Iva?

    • Fiscomania

      L’attività che lei sta facendo è un’attività commerciale, non ha niente a che vedere con le prestazioni occasionali. Bisogna fare attenzione. Lei deve aprire partita Iva perché chi esercita un’attività commerciale deve sempre operare con partita Iva. Faccia attenzione, operare in questo modo la totalmente al di fuori dalla normativa fiscale.

  196. Vorrei sapere se mia figlia di 17 anni può esercitare attività di prestazioni occasionali.

  197. Salve, vorrei un’informazione riguardo alla possibilità di ricevere alcune ore da parte di un OSS – Assistente Socio Sanitario – per servizi relativi a mio padre disabile (flebo, soomministrazione farmaci, igiene della persone etc. etc.). L’OSS in questione non ha partita iva, posso pagarlo con regolare Prestazione Occasionale tra privati secondo le ore svolte nei relativi giorni (max di 15/20gg).
    Ad esempio € 15 x 3 ore x 20 giorni = € 900,00??
    Quali adempimenti devo svolgere?
    Naturalmente l’Assistente Sanitario (OSS) in questione presumo non debba superare i 5000,00 euro all’anno alla data di pagamento.
    Certo di una vs cortese risposta, invio i miei saluti.

    • Fiscomania

      Solitamente gli OSS operano con partita Iva. Se questo operatore ne è sprovvisto significa che non fa questa attività in modo professionale e continuativo. Se vuole avvalersi dell’operato di questa persona dovrà semplicemente pagare il corrispettivo della sua prestazione. Il prestatore le rilascerà una ricevuta.

  198. Buongiorno,
    non so se è già stato chiesto perché ci sono moltissimi commenti. Io vorrei fare massaggi olistici (non estetici e non terapeutici ma trattamenti per il benessere) e si tratterebbe di una occupazione saltuaria perché ho già un lavoro di impiegata. Diciamo che se aprissi la partita iva il codice ateco sarebbe il 960909 (servizi alla persona) e l’attività rientrerebbe nelle professioni art.4/2013 cioè che non hanno un albo. Se volessi, almeno per il primo anno, farlo come lavoro occasionale con l’emissione di ricevute a privati (compensi che andrebbero dichiarati nell’ unico) è giusto? perché il mio commercialista dice di sì (ma temo di essere l’unica cliente che ha che farebbe massaggi) mentre sui siti di scuole di massaggio quasi tutte specificano che senza partita iva si può solo fatturare a soggetti con partita iva e non a privati però non vi sono riferimenti fiscali. Secondo voi chi ha ragione? Grazie

    • Fiscomania

      Si può operare senza partita Iva solo se lei esercita saltuariamente l’attività. Se lei ogni fine settimana esercita l’attività di massaggio olistico, ovviamente si tratta di attività professionale abituale, da esercitare con partita Iva. Senza partita Iva si rischiano sanzioni se l’attività è svolta con continuità. La prestazione occasionale può essere svolta sia verso privati che verso soggetti con partita Iva, ma il presupposto è che tale attività non sia svolta in modo abituale e continuativo.

  199. Buongiorno, a fine Marzo 2017 rilascerò una ricevuta di prestazione occasionale ad un cliente per la mia prestazione che durerà per tutto il mese di Marzo (meno di 30 giorni consecutivi ed ampiamente al di sotto dei 5000 euro/annui).
    Se lo stesso cliente più avanti nel 2017 avesse bisogno nuovamente della mia prestazione, sempre restando al di sotto dei 30 gg consecutivi e al di sotto dei 5000 euro annui, posso ri-emettere una ricevuta di prestazione occasionale a suo nome? se si, questa cosa per quanto è possibile ripeterla nell’arco del 2017? grazie anticipatamente.

    • Fiscomania

      Se la prestazione continua deve aprire partita Iva, le regole dei 30 giorni e 5.000 non sono più in vigore.

      • Quindi la regola è che posso emettere 1 sola ricevuta di prestazione occasionale alla stessa persona nello stesso anno solare?
        Sa darmi qualche indicazione sui nuovi criteri rispetto al parametro durata?
        La ringrazio nuovamente

        • Fiscomania

          E’ sufficiente la lettura dell’articolo in commento. Quando un’attività è continuativa nel tempo si deve operare con partita Iva.

  200. Buongiorno, sono un studente ad oggi in stage in un’agenzia di creatività e comunicazione.
    Mi viene chiesto da un’azienda nel settore food un supporto alla produzione di grafiche per il sito internet e per i profili social. Nei prossimi mesi dovrei quindi produrre 2 grafiche a settimana per un compenso di 250 euro/mese. Non avendo partita iva ed essendo il primo lavoro su “commissione” pensavo di fare una ritenuta d’acconto per prestazione occasionale ogni mese. Il totale quindi non supererebbe i 5000 euro l’anno.

    É esatto o la formula dev’essere diversa?

    • Fiscomania

      La prestazione occasionale va bene solo se la prestazione non prosegue nel tempo, altrimenti bisogna aprire partita Iva. Il limite dei €. 5.000 non è più in vigore ormai da tempo.

      • Buongiorno e grazie della risposta celere, l’azienda non mi garantisce una continuità di lavoro.
        La richiesta ad oggi è per i prossimi mesi e verrà ridiscussa di volta in volta anche in base ai miei impegni universitari.

        Potrebbe consigliarmi il metodo migliore?

        • Fiscomania

          Fare prestazioni occasionali, ma se le confermano il lavoro, c’è continuità quindi è obbligatoria la partita Iva.

          • Ok, quindi posso scaricare il modulo per le prestazioni occasionali ed utilizzare quello fino a quando non ci sarà una continuità “sostanziale”, giusto? Grazie mille dell’aiuto.

  201. Salve, mi chiamo Andrea ed ho 50 anni, sono disoccupato dal 2015 e sto cercando lavoro, mi offrono molto spesso di fare il procacciatore d’affari (senza apertura p.iva), ma con i limiti a 5000 euro lordi e max 30 giorni consecutivi, di certo non ci si puo’ campare. Quindi pensavo di accettare solo quelli che mi propongono di fare il procacciatore in forma continuativa, pero’ mi chiedo quale sia la forma piu’ conveniente per me (contribuente) di gestione fiscale.
    Puo’ darmi qualche suggerimento ?
    Ho letto del regime forfettario , ma per un procacciatore e’ ideale come gestione fiscale o ci sono altre piu’ adatte ?

    Spero di ricevere qualche utile consiglio. Grazie

    • Fiscomania

      Il regime fiscale migliore è il regime forfettario, ma bisogna iscriversi all’Inps gestione commercianti e versare almeno €. 3.600 annui di contributi fissi, e poi alla gestione previdenziale degli agenti, ovvero l’Enasarco. L’attività di agente è molto particolare, se non si ha certezze si rischia di dover pagare contributi più alti del reddito che si va a percepire, visti i fissi da pagare.

  202. BUON GIORNO, MI CHIAMO CLAUDIA , SONO IN MOBILITA’ E VOLEVO SAPERE SE E’ POSSIBILE FARE UNA RITENUTA DI ACCONTO PER PRESTAZIONE OCCASIONALE ALLA STESSA DITTA CHE MI HA MESSO IN MOBILITA’ COLLETTIVA E CHE ATTUALMANTE E’ IN LIQUIDAZIONE E CONCORDATO PREVENTIVO.
    RINGRAZIO ANTICIPATAMENTE

  203. nell’eventualità di superamento dei 5000 euro annui, con due committenti: prestazione occasionale con il primo committente € 3300 euro e con il secondo 3500 euro. con la ricevuta della prestazione devo applicare l’inps per 1/3 solo sulla differenza di € 1800 euro?
    grazie

  204. Buongiorno,sono titolare di una pizzeria d’asporto. è possibile sottoscrivere con i ragazzi studenti-universitari (mansione pony pizza)un contratto di prestazione occasionale se essi vengono soltanto quando non hanno esami e per 2-3 ore settimanali?
    grazie

    • Fiscomania

      Non si tratterebbe di prestazioni occasionali, non le consiglio questa scelta. Molto meglio pensare a contratti a chiamata, in questi casi.

  205. Salve,
    ho letto in un articolo che l’amministrazione finanziaria ha chiarito che , nel caso in cui l’attività occasionale abbia carattere sostanzialmente gratuito in quanto le spese sostenute strettamente necessarie per lo svolgimento dell’attività occasionale, debitamente certificate e collegate ai compensi percepiti, siano pari ai compensi, allora in un ottica di semplificazione fiscale per il percipiente è possibile omettere di riportare dette somme e le corrispondenti spese nella dichiarazione dei redditi. Questo sarebbe praticamente il mio caso. Mi conferma che è corretto oppure è sbagliata come interpretazione? Ho soltanto redditi da lavoro dipendente, il lavoro occasionale, come detto prima, porta dei compensi che non riescono mai a superare i costi sostenuti (certificati). Finora non ho mai presentato la dichiarazione dei redditi in quanto percepivo soltanto redditi da lavoro dipendente. nel 2016 ho avuto qualche prestazione occasionale, ma come detto sopra, i ricavi ottenuti non hanno mai colmato i costi. Rientro quindi nell’interpretazione dell’amministrazione finanziara come attività di lavoro occasionale a carattere sostanzialmente gratuito? grazie

    • Fiscomania

      Se lei ha dei redditi oltre al lavoro dipendente deve obbligatoriamente fare la dichiarazione. Se lei ha sostenuto dei costi per un’attività e li ha richiesti al committente, significa che la prestazione lavorativa era gratuita e che si è fatto restituire i costi sostenuti. Serve un contratto e una ricevuta ove siano indicati questi aspetti, altrimenti per l’Amministrazione finanziaria quelli sono redditi da dichiarare.

      • Grazie per la risposta ma il mio caso è un pò particolare…sviluppo saltuariamente applicazioni sull’Apple App Store. Per poter pubblicare tali applicazioni è richiesto un pagamento annuale di 99 euro (che sarebbero i costi della mia attività). Se durante l’anno ho guadagnato meno di 99 euro (essendo l’attività saltuaria e non continuativa) ha senso secondo lei dichiarare una cifra di 60 euro a fronte di un costo iniziale di 99 euro (totalmente a mio carico e non rimborsato) ? grazie anticipatamente

  206. Salve, lavoro come incaricato alle vendite dirette e nel 2016 ho fatturato con partita IVA avendo superato la soglia dei 5000€. Quest’anno so che non supererò la somma. Posso chiudere la partita iVA ed emettere ricevuta?

  207. Salve,
    sono un lavoratore part time e avrei la possibilità di prestare lavoro occasionale come disegnatore CAD presso uno studio di architettura, volevo sapere se era possibile emettere tale fattura occasionale avendo già un lavoro e, se fa comunque somma di reddito per la dichiarazione.

    Grazie
    Marco

  208. Salve,
    nel 2016 le mie uniche entrate sono state 2 prestazioni occasionali con ritenuta d’acconto per un totale di circa 2500 euro lordi. La mia domanda è: sono obbligata a fare la dichiarazione dei redditi? Oppure è solo un mio vantaggio, visto che potrei ottenere dei rimborsi? Grazie mille

  209. mi hanno proposto una collaborazione con emissione di di una ricevuta per prestazione occasionale che dovrebbe riguardare 20/25 giorni in estate
    Poichè ho già effettuato una prestazione per un’altro committente, per complessivi 26 giorni, ma la somma delle due prestazioni non supererebbe il limite dei 5000€, vorrei sapere se posso comunque dare la mia disponibilità oppure il vincolo dei 30 giorni mi blocca.
    Grazie

    • Fiscomania

      Non esiste più il vincolo dei 30 giorni. Deve guardare la continuità della prestazione. Se è continuativa deve aprire partita Iva. Considerato il fatto che sta facendo prestazioni occasionali per vari periodi, diventa difficile sostenere che la sua attività è solo occasionale.

  210. Salve, sono il titolare di un ristorante e mi chiedevo se era possibile assumere con ritenuta d’acconto dei camerieri che hanno superato il limite d’età per alcune date mensilii considerando che non possono essere assunti con il lavoro a chiamata.

    • Fiscomania

      Il lavoro autonomo occasionale non può sostituire il lavoro dipendente. Deve utilizzare una delle forme contrattuali tipiche del lavoro dipendente. Dovrà fare contratti part-time a termine. Utilizzando il lavoro autonomo occasionale lei rischia, in caso di controlli, che quei camerieri diventino, automaticamente contratti di lavoro dipendente a tempo indeterminato.

  211. Buongiorno,
    nonostante il vostro articolo sia davvero molto chiaro, mi resta un dubbio.
    Io sono hobbista, pertanto, quando vendo i miei prodotti artigianali, rilascio ricevuta per vendita occasionale.
    In questo momento mi capita di avere un acquirente che vuole pagare in più tranche. Al momento della consegna della totalità delle merce vorrebbe lasciarmi un iniziale acconto del 25% per poi completare il pagamento in altre due tranche. Come posso regolarizzare il rapporto di compra-vendita, in modo da aver tutela che verrò pagata anche per il restante 75% del totale, nonostante abbia già consegnato la merce?
    Posso fare una sorta di contratto scritto che sancisce le tempistiche e le modalità di pagamento?

    Grazie mille in anticipo!
    Martina

    • Fiscomania

      Si può tutelare solo attraverso un contratto scritto e firmato da entrambe le parti ove sono riportati i termini di pagamento.

  212. Salve, mio fratello gestisce una casa vacanze occasionalmente, quindi anche senza partita iva, e nel caso in cui nel 2016 avesse superato la soglia dei 5.000 € dovrebbe iscriversi alla gestione separata?

    Inoltre, potrebbe fare il 730 senza sostituo d’imposta per l’eventuale pagamento di irpef e inserire i redditi percepiti nel riquadro altri redditi da attività occasionale?

    Grazie

    • Fiscomania

      Presupponendo il rispetto dei requisiti per l’esercizio non imprenditoriale, l’attività non è gestita con prestazioni occasionali, quindi non si deve rispettare questa disciplina. A suo fratello non conviene fare il 730 senza sostituto.

  213. Buonasera,
    Complimenti per il sito!
    Vorrei porre una domanda:
    Ho in corso un contratto di prestazioni occasionali con una società di pulizie per svolgere sporadicamente pulizie.
    Una signora mi ha chiesto se vado un paio di giorni al mese a farle pulizie di fondo pagandomi con voucher.
    Posso avere sia il contratto di prestazioni occasionali che lavorare da un privato pagata a voucher?
    Ai fini del reddito devo dichiarare entrambi col 730?
    Grazie.

    • Fiscomania

      Grazie per i complimenti. Si è possibile lavorare sia con prestazioni occasionali che con voucher. Faccia attenzione però i voucher sono stati aboliti, e non possono essere più acquistati, quindi o la signora ha già dei voucher a casa oppure non potrà più acquistarli.

      • Grazie mille per la Sua celere risposta! So che ne è in possesso dei voucher ma quando questi finiscono può anche la signora eventualmente farmi un mandato di prestazioni occasionali così che possa io emettergli una ricevuta fiscale e lei pagarmi la rit. di acconto o addirittura non importa il mandato ma posso provvedere ugualmente con l’emissione della ricevuta?
        Grazie davvero per le Sue delucidazioni e buona giornata!

  214. Buongiorno complimenti per il sito
    vorrei chiederle quando il limite delle ricevute di collaborazione è di 7000 €?? per lordo si intende la somma effettivamente data piu le ritenute del 20%?

  215. Donato Tramacere

    Buonasera e complimenti sia per il sito che per il servizio.
    Ho letto con interesse in quanto a breve potrei utilizzare (se possibile) questa formula in fase iniziale, per poi passare ad aprire la partita iva nel caso la cosa funzioni. Premesso che si tratterebbe di installazione di serramenti e porte, o su casa abitata (sostituzione) o su cantiere (nuove costruzioni), ci sono problemi inerenti la sicurezza? Per la continuità del lavoro come ci si regola? Se si fanno ad esempio 4 – 5 lavori di un giorno a luglio, che è un mese molto denso, e poi più nulla fino a ottobre, poi nuovamente qualcosa, può essere o diventa già lavoro continuativo?
    Ringrazio in anticipo per la cortese risposta.

    • Fiscomania

      Le prestazioni occasionali possono essere utilizzate solo da chi effettua attività di lavoro autonomo (professionisti) ma non da chi effettua attività artigianali o commerciali, come nel suo caso. Lei è tenuto fin dal primo momento ad esercitare l’attività con partita Iva, iscrizione in Camera di commercio, all’Inps e presentando la SCIA in Comune con le dovute autorizzazioni. L’attività artigianale o commerciale è regolamentata fin dal primo istante di attività. Può valutare se ha i requisiti per aprire partita Iva con il regime forfettario, che le consentirebbe molte agevolazioni.

  216. Buongiorno,
    le vorrei porre una domanda.Ho lavorato come hostess con prestazione occasionale con un agenzia il giorno 26 ottobre 2016 con ritenuta d’acconto,pagamento con bonifico a novembre 2016 e il giorno 20 Novembre 2016 con un’altra ritenuta d’acconto firmata e datata il 30 dicembre ma il bonifico mi è arrivato il 26 gennaio per ritardi causati da loro.L’agenzia mi ha inviato giorni fà il Cud 2016 inserendomi solo i redditi del 26 ottobre.Ho chiesto spiegazioni e mi hanno risposto che “Essendo stata pagata in gennaio quest’ultima prestazione tale reddito sarà inserito nella certificazione del 2017”.
    Il sostituto d’imposta non è obbligato ad inviare all’Agenzia delle Entrate e a rilasciarvi in copia entro il 28 febbraio dell’anno successivo a quello in cui ho percepito il compenso per la prestazione di lavoro autonomo occasionale svolta?
    La ringrazio anticipatamente.

    • Fiscomania

      Il committente ha agito correttamente, ha certificato i compensi che le ha corrisposto nell’anno precedente. Il pagamento avvenuto nel 2017 le sarà certificato il prossimo anno.

      • Ma se il lavoro è stato svolto nell’anno 2016,la ritenuta ha data 23 dicembre 2016 (e non 30 dicembre come le ho erroneamente indicato in precedenza) e per problematiche del committente il pagamento è stato effettuato intorno al 20 gennaio, perché questi redditi non debbano essere conteggiati nell’anno 2016?

        • Fiscomania

          Quello che conta è quando è avvenuto il pagamento. La ritenuta il committente la versa il 16 del mese successivo a quello di pagamento del suo compenso.

  217. Buongiorno,
    mia madre, pensionata, ha ricevuto la proposta da parte di una società per una
    collaborazione occasionale. Mi sembra di aver capito che secondo la legge non vi sono preclusioni
    al riguardo. Ma dal punto vista fiscale? Posto che il compenso rimanga entro i 5000 euro e percependo già un reddito da pensione, dovrà pagare la ritenuta d’acconto del 20% o dovrà dichiarare l’intero
    importo lordo nel 730 l’anno successivo, pagando l’aliquota IRPEF di riferimento?

    • Fiscomania

      Sua madre dovrà inserire l’importo percepito nel suo 730 indicando anche la ritenuta subita, come indicato nella certificazione unica che rilascerà l’azienda committente.

  218. Grazie della celere risposta. Un ultimo dubbio. Pagherà quindi la ritenuta d’acconto
    del 20% e poi subirà un ulteriore tassazione IRPEF? Grazie.

  219. Salve, innanzitutto grazie per la peofessionalità e l’ottimo servizio, chiedo a Lei perché neanche alla agenzia delle entrate sono riusciti a darmi delucidazioni specifiche.
    Io sono un fisioterapista dipendente di ente privato, una volta chiesto il “nulla osta” alla mia azienda, vorrei procedere con delle prestazioni occasionali domiciliari.
    -Sotto quale soglia (lorda) devo mantenermi per non entrare in gestione separata?
    -basta la compilazione del modello unico per dichiarare i compensi che ho ricevuto con ritenuta d’acconto al 20%?
    – il mio cliente, ricevendo la mia rivevuta non fiscale, può avvalersi del rimborso statale per “cura medica”?
    -i limiti di “non continuativo” quali sono (sia in ordine di numero di prestazioni che di limite di compenso)?
    La ringrazio fin da subito per la cortese attenzione.

    • Fiscomania

      I soggetti che effettuano attività professionali, come i fisioterapisti sono tenuti, quando svolgono attività in proprio in modo continuativo nel tempo ad operare professionalmente con partita Iva, non è possibile operare con prestazioni occasionali. Non esistono limiti reddituali legati all’apertura della partita Iva, è soltanto l’esercizio abituale che rende necessaria la partita Iva. Quindi, operare con ricevuta non permette la detrazione fiscale al cliente e non permette a lei di operare in regola fiscalmente.

  220. Buongiorno e intanto complimenti per la chiarezza con cui affrontate l’argomento. Vorrei chiedervi in caso di una verifica dell’amministrazione finanziaria come si dimostra che la presenza di un soggetto in azienda sia dovuta a lavoro autonomo occasionale? Mostrando un contratto firmato preventivamente? LA ricevuta normalmente la si compila e firma successivamente al momento del pagamento. Nel mio caso ho dato incarico ad un soggetto di sistemarmi l’archivio (lavoro occasionale e non ripetibile) ma come giustifico la presenza in caso di controllo? Grazie

  221. Buongiorno complimenti per il sito, oltre al mio lavoro principale svolgo presso un condominio manutenzione ai giardini e alla piscina con pulizia e come addetto impianti tecnologici (sala filtri ect.), fino ad ora sono stato pagato con voucher, ora l’amministratore mi propone il lavoro occasionale con un compenso di 3000 euro netti l’anno, è possibile? avendo già un reddito come posso calcolare la reale tassazione a cui andrò incontro?
    Grazie nel caso è possibile avere una consulenza in privato?

    • Fiscomania

      Le prestazioni occasionali non riguardano prestazioni che sono continuative nel tempo. Adesso con l’abolizione dei voucher legati al lavoro accessorio, il lavoro occasionale non sostituisce questa forma di lavoro. A mio avviso è necessario effettuare un contratto di lavoro a chiamata. E’ l’unica strada che consente a lei di avere contributi pagati, e consente al condominio di avere assicurazione in caso di infortuni.

  222. Buongiorno e tanti complimenti. Vorrei cortesemente sapere se una prestazione di animatore di centro estivo parrocchiale svolta per 15 gg lavorativi e per circa 6 ore giornaliere si può configurare come lavoro occasionale e quindi regolata con ricevuta e Ritenuta di acconto del 20%. Grazie

  223. Buongiorno, ho una situazione un po’ particolare. Tranne il reddito del lavoro dipendente ho un piccolissimo guadagno derivante dalla vendite delle applicazioni sull’App Store. Sono 360 euro netti all’anno che ho ricevuto durante l’anno dalla Apple sul mio conto corrente (514 lordi dai quali Apple prende 30%). Non ho partita iva e sto pensando di indicare questo reddito nella sezione “altri redditi” del modello 730. Ho anche spese di 99 euro per la piattaforma apple.
    La domanda è: nella sezione D5 reddito devo indicare soltanto 360 euro o posso mettere:
    reddito 514, spese 99, ritenute 154?
    Mi sembra più logico il secondo, ma ho dei dubbi visto che si tratta dell’azienda estera.
    Grazie mille in anticipo. é veramente complicato in quanto c’è pochissima informazione in merito.
    Cordiali saluti,

    • Fiscomania

      Se vende applicazioni online, deve seguire la disciplina legata al diritto di autore. La ritenuta estera non riguarda l’Italia, quindi non deve indicarla in dichiarazione dei redditi.

  224. Salve, innanzitutto complimenti per il servizio di informazione che offrite che è tra i più competenti sul web. Sono un grafico pubblicitario di 25 anni e ho iniziato recentemente un progetto per un’Acetaia. Il mio lavoro non è continuativo e lavoro da casa, ma vorrebbero darmi più commissioni in futuro. Qua si pone il problema che non guadagno abbastanza per aprire una partita IVA, avendo un solo cliente, ma loro non hanno abbastanza lavoro da darmi per assumermi. Subito avevo pensato alla prestazione occasionale, ma anche restando entro il tetto dei 5000€ dubito che valga come prestazione non continuativa, se faccio più di una prestazione per lo stesso committente durante l’anno. Ci sono altre soluzioni di pagamento che potrei proporre al committente? Se si, come funzionano?

    • Fiscomania

      Le alternative sono contratti di lavoro a chiamata o di collaborazione, ma si tratta di forme di lavoro dipendente, che diventa difficile attuare se non vogliono assumerla. La partita Iva deve essere aperta quando si svolge un’attività in modo continuativo. Come ripeto sempre non c’entra niente la soglia dei €. 5.000 che è solo previdenziale. Se lei lavora continuativamente per il suo committente dovrebbe aprire partita Iva oppure farsi assumere. Non vedo alternative praticabili.

  225. Salve,

    chiedo chiarimenti rispetto all’iscrizione alla gestione separata inps.
    Lavoro contemporaneamente per due società diverse con contratti di collaborazione occasionale e vorrei sapere se la soglia dei 5000€ lordi al di sotto dei quali non è necessaria l’iscrizione si intende per singolo committente o per la somma di tutti i committenti.
    Fosse vero il secondo caso, chi dei due committenti è tenuto a versare i 2/3 del contributo per la quota eccedente i 5000 euro?

    Io ho inoltre un contratto di lavoro a tempo determinato, per cui verso già dei contributi previdenziali, questo incide sulla mia situazione?

    • Fiscomania

      Si deve fare riferimento alla somma complessivamente percepita nell’anno da tutti i committenti. Per le cifre che superano la soglia ogni committente è tenuto a trattenere la quota Inps di sua spettanza. Il fatto che abbia un contratto di lavoro dipendente non incide sulle trattenute che devono comunque essere effettuate.

  226. Salve,

    Vorrei un chiarimento. Sto per chiudere la mia partita IVA per mancanza di lavoro (sono un’interprete), ma vorrei continuare usando la ritenuta d’sacconto per i pochi lavori che ancora mi capitano. Vorrei sapoere se un ente pubblico, un ministero può accettare di pagarmi in questa forma.
    Grazie in anticipo.

    • Fiscomania

      Gli enti pubblici accettano solo fatture elettroniche, quindi le consiglio di mantenere aperta la partita Iva. Valuti di restare in regime forfettario. Anche in mancanza di lavoro, non avrà costi di gestione da supportare e potrà mantenere la partita Iva aperta senza costi. Per maggiori info se vuole la ricontatto in privato.

  227. Salve a tutti, ho emesso ricevuta come procacciatore occasionale per conto di un’azienda del settore alimentare per aver concluso alcuni affari e aver di conseguenza percepito una provvigione su cui e’ stata trattenuta una ritenuta d’acconto del 23%.
    A fronte di questa ricevuta, l’azienda recupera qualcosa o e’ solo una procedura per il rispetto degli obblighi di legge?
    Grazie anticipate.

    • Fiscomania

      La ritenuta che ha subito è un acconto per la sua dichiarazione dei redditi, l’azienda non recupera niente, ha trattenuto la somma e l’ha versata all’Erario per suo conto.

      • grazie e complimenti per la tempestivita’. Continuando sul filo della mia recente richiesta di chiarimenti, avrei ancora da chiederVi: l’ammontare della ritenuta che l’azienda ha trattenuto dalle mie provvigioni e che ha versato per mio conto all’Erario, andro’ a recuperarlo? Se si, in che modo?

        • Fiscomania

          Tutto dipende dai redditi complessivi che ha avuto nell’anno.

          • Non ho avuto altri redditi in assoluto nello stesso anno. Mi riferisco ad una sola ricevuta da me emessa per un compenso provvigionale di circa 3000 euro lordi.

  228. Salve, avrei bisogno di un chiarimento in merito alla possibilità di avviare una prestazione occasionale, se si può definire tale.
    Attualmente sto svolgendo uno stage post-laurea (quasi giunto al termine, retribuito e convenzionato con l’università) presso un’azienda che mi ha proposto di avviare una collaborazione per altri 6 mesi, con un compenso totale di 5000 euro lordi, una volta conclusosi lo stage. Vi chiedo:
    1) il regime fiscale della collaborazione occasionale è una soluzione adottabile in questo caso?
    2) l’aver effettuato lo stage con la medesima azienda che mi propone la collaborazione può non consentire l’identificazione della collaborazione stessa come occasionale?
    Vi ringrazio anticipatamente.

    • Fiscomania

      Se l’azienda vuole fare una collaborazione sicuramente la prestazione occasionale non tutela lei, e mette a rischio l’azienda in caso di controlli. Se l’azienda vuole collaborare con lei le strade sono due: 1) assunzione con contratto a tempo determinato; 2) sua apertura della partita Iva. Le aziende usano la prestazione occasionale per evitare di pagarle i contributi e per l’assicurazione in caso di malattia/infortunio. Lei con la prestazione occasionale non ha tutele. In caso di controlli in azienda, se lei viene trovata li, senza alcun titolo per trovarsi in azienda (è lavoratore senza contratto di lavoro dipendente), l’azienda incorrerà in sanzioni e lei potrebbe essere chiamata a dover versare l’Iva dovuta sui compensi per il mancato esercizio con partita Iva.

  229. Buongiorno e complimenti .
    Ho un attività commerciale dove avrei bisogno qualche volta durante la settimana di fare consegne , o farmi aiutare per alcune operazioni ordinari in negozio
    Trovato la persona che andrebbe bene per le mie esigenze , un pensionato di 55 anni , come posso inquadrarlo ? Contratto a chiamata o contratto di collaborazione ?
    La sua presenza non e costante ma occasionale.
    Grazie

  230. Salve, il mio quesito è questo…. nel 730 si possono inserire le giornate lavorate con ritenuta di acconto nel riquadro ‘giorni lavorati’? Se si perchè i due datori di lavoro con cui ho prestato servizio con ritenuta non hanno indicato nel cud le giornate lavorate? Grazie

    • Fiscomania

      Se ha ricevuto una CU con i giorni lavorati ha effettuato un contratto di collaborazione continuativa, non una prestazione occasionale.

      • Pertanto è come pensavo…. essendo prestazioni a ritenute di acconto devo aggiungere il reddito e gli acconti ma non posso sommare le giornate lavorate con ritenuta a quelle con assunzione a tempo determinato, e così? Grazie

  231. Sempre di più su internet e Facebook ci sono personaggi che VENDONO, magari da qualche anno PERÒ si dichiarano come lavoretti fatti a casa come privati e in fondo dichiarano:
    “Questi lavori sono opera del mio ingegno, dichiaro di non esercitare l’attività del commercio al dettaglio di detti articoli in forma professionale bensì di praticarla in modo sporadico (commercio occasionale) non soggetto quindi alla discipline commerciali contenute nel D. Lgs 114/98 il quale, viceversa, regola le attività di commercio in forma professionale e continuativa.Con la presente dichiaro quindi, ai fini dell’applicazione dell’art. 4 comma 2 lettera h del Decreto legislativo del 31 Marzo 1998 n. 114 di esporre e di porre in vendita, in maniera occasionale e saltuaria, prodotti che sono il risultato e l’opera della mia creatività ed ingegno, che rientrano quindi nell’art. 4 comma 2 del D. Lgs 114/98 e non essere obbligata, di conseguenza, ad iscrivermi in nessuno dei Registri (obbligatori per gli imprenditori commerciali professionali) presso nessuna Camera del Commercio del Territorio Italiano in relazione agli articoli trattati.”
    Quanto sono in regola queste perone?
    Spesso mi chiedo se lo scopo dell’AE e della GdF sia quello di tartassare chi è in regola!

    • Fiscomania

      Queste persone sono in regola se vendono solo occasionalmente questi beni che realizzano. Ad esempio se chi realizza oggetti partecipa a mercatini di hobbisti del proprio Comune, e vende qualcosa, è in regola, ma chi ha un sito web e pubblicizza con prezzi questi prodotti non è in regola, dovrebbe operare come commerciante perché quello che sta facendo è un’attività di E-commerce vera e propria e sta andando contro la normativa che seguono tutti i commercianti che vogliono operare online. Bisogna fare attenzione e distinguere i vari casi.

      • Il problema è proprio il termine “CONTINUATIVO” (un mese sì e una settimana NO..). C’è chi lo fa da due/tre anni, ma se lo fa per qualche mese, mettiamo da Febbraio a Novembre, poi “smette a Dicembre e Gennaio, poi ricomincia ogni anno così. La furbizia italiana, la svista della GdF e il menefregismo legislativo e della magistratura, per cui di fatto c’è chi lo fa per mestiere SENZA Partita Iva.
        La normativa potrebbe anche esserci, ma nessuno ha mai quantificato QUANTO NERO c’è su internet!

  232. Tiziana trevisan

    Buongiorno, mio marito è un dipendente statale. Anni fa ha pubblicato dei libri e nel corso del 2016 ha ricevuto un cu2017 dall’editore con causale A codice 6 per un importo lordo di 266,24€.
    Dove inserisco tali dati nel 730?
    Grazie per la cortese risposta

  233. Salve,
    dedicandomi alla riparazione di dispositivi elettronici quali: tablet, smartphone, ecc. ed operando con più committenti a volte anche a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro, la mia “attività” può configurarsi come lavoro autonomo occasionale?
    Premetto che attualmente sono disoccupato.
    Sicuro di ricevere vostra risposta, ringrazio anticipatamente.

    • Fiscomania

      L’attività è artigianale, lei dovrebbe operare con partita Iva. Così non è in regola.

      • Mi può spiegare come mai l’attività è artigianale? In fin dei conti io altro non faccio che offrire un servizio totalmente autonomo ad un committente. E non vendendo io il materiale necessario alla riparazione, ma acquistandolo online non vedo il motivo per il quale non possa configurarsi come lavoro autonomo.