Dichiarazione di successione: compilazione e presentazione

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La dichiarazione di successione rappresenta il passaggio del patrimonio attivo e passivo di un soggetto deceduto ad uno o più suoi eredi. Vediamo quali sono gli adempimenti e i documenti necessari per la compilazione e la presentazione della dichiarazione di successione presso l’Agenzia delle Entrate, con i link a modello e istruzioni per la compilazione.

La dichiarazione di successione è lo strumento che permette agli eredi del de cuius di subentrare allo stesso nella disponibilità di quanto da lui posseduto in vita. Si tratta di una dichiarazione che deve essere obbligatoriamente presentata se il de cuius aveva la proprietà di alcune attività, e se gli eredi hanno accettato l’eredità. 

Vediamo, in questo contributo, tutti gli aspetti da tenere in considerazione quando ci troviamo nella situazione di dover presentare una dichiarazione di successione. Daremo indicazioni anche per il pagamento dell’imposta di successione, le imposte ipotecarie, catastali, e di bollo, pagabili con modello F23.

Che cos’è la dichiarazione di successione?

La dichiarazione di successione è un modello dichiarativo che, in generale, eredi e legatari del defunto (de cuius), devono presentare entro 12 mesi dal decesso (data di apertura della successione). La successione si apre alla data di decesso del de cuius. Se lo stesso non ha predisposto un testamento gli eredi, i legatari, gli esecutori testamentari o le persone che per effetto della dichiarazione di morte sono immessi nel possesso dei beni sono tenuti a presentare la dichiarazione di successione, nei termini di 1 anno dalla data del decesso.

Per presentare la dichiarazione è necessario compilare l’apposito modulo disponibile presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate e successivamente presentarlo all’Ufficio dell’Agenzia nella cui circoscrizione era fissata l’ultima residenza del defunto. Sono esonerati dalla presentazione della dichiarazione il coniuge o i parenti in linea retta del defunto se la successione non comprende beni immobili e diritti reali immobiliari e se il valore globale dell’asse ereditario, cioè il valore complessivo di tutti i beni e diritti caduti in successione non supera i €. 100.000 (nuovo articolo 28, comma 7 TUS, come modificato dalla Legge di Stabilità 2015).

Quali sono le disposizioni di legge?

La normativa sulle successioni, è contenuta nel codice civile e, più precisamente, nel “Libro Secondo delle Successioni“, articoli da 809 e seguenti. Oltre al cod. civ. esistono altre leggi che completano la base normativa e più precisamente il D.Lgs. n. 346/1990 (T.U. imposta di successione e donazione); l’articolo 2, commi da 54 del D.L. 262/2006, convertito con modificazioni nella legge 286/2006; l’art. 1, commi da 77 a 79 della legge 296/2006 (Finanziaria 2007).

Calcolo dell’asse ereditario

L’asse ereditario è l’insieme di tutti i beni che costituiscono il patrimonio del de cuius. Per stabilire il valore di tale patrimonio, per quanto riguarda l’asse immobiliare è necessario fare riferimento alle visure catastali, per trovare la rendita catastale dei fabbricati e il reddito dominicale dei terreni. Tali valori dovranno essere moltiplicati per specifici coefficienti e moltiplicatori per ottenere il valore che costituirà la base imponibile per le imposte di successione.

Per calcolare il del bene immobile di un fabbricato è necessario rivalutare la rendita catastale del 5% e moltiplicare il risultato ottenuto per i moltiplicatori catastali, variabili in funzione della destinazione del fabbricato e del fatto che si tratti di prima casa o meno. Tale coefficiente è pari a 120 per le abitazioni (ma scende a 110 se si tratta di prima casa) e le loro pertinenze, a 60 per gli uffici, 40 e 80 per i negozi e gli edifici a destinazione produttiva.

 Per i terreni agricoli si attua invece una rivalutazione del 25% del reddito dominicale e si moltiplica per 90. Per i terreni edificabili bisognerà considerare il loro valore di mercato, quindi moltiplicare superficie per valore al metro quadro. Al valore dell’asse immobiliare dovranno essere sommate le attività finanziarie detenute dal de cuius. La somma dei valori di tutti i beni costituirà l’asse ereditario.

Imposta di successione

L’imposta sulle successione riguarda tutti i beni ed i diritti trasferiti per causa di morte ed è dovuta dagli eredi, dai legatari, dai beneficiari e da altri eventuali chiamati all’eredità. Gli eredi sono tenuti in solido al pagamento dell’imposta, mentre i legatari sono tenuti al pagamento dell’imposta solo per la loro quota.

Le aliquote da applicare alla base imponibile sono determinate sulla base del rapporto di parentela intercorrente tra il dante causa e l’avente causa, nello specifico:

  • il 4% nei confronti del coniuge e dei parenti in linea retta con una franchigia di euro 1.000.000 per ciascun beneficiario;
  • il 6% nei confronti degli altri parenti fino al quarto grado e degli affini in linea retta, nonché degli affini in linea collaterale fino al terzo grado, con una franchigia di euro 100.000 per ciascun fratello o sorella;
  • l’8% nei confronti degli altri soggetti.

Documenti occorrenti per la dichiarazione si successione

I documenti da presentare, in allegato alla dichiarazione di successione, da presentare presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate sono i seguenti:

  • Dichiarazione sostitutiva del certificato di morte del de cuius;
  • Autocertificazione dello stato di famiglia del de cuius e degli eredi alla data della morte;
  • Autocertificazione dello stato di famiglia degli eredi;
  • Dati anagrafici e codici fiscali del defunto e degli eredi;
  • Visure catastali degli immobili e copia dell’atto attraverso il quale il defunto ne è venuto in possesso (rogiti, dichiarazioni di successione);
  • Certificato di destinazione urbanistica dei terreni;
  • Certificazioni bancarie riguardanti la consistenza di conti correnti e degli eventuali titoli detenuti alla data del decesso;
  • Eventuale documentazione delle passività;
  • Copia del testamento, se esistente.

Compilazione della dichiarazione di successione

Il modello di dichiarazione di successione può richiedere presso gli uffici dell’Agenzia delle Entrate o scaricare direttamente dal sito (Dichiarazione di successione – modelli e istruzioni di compilazione). La dichiarazione di successione deve essere presentata da uno degli eredi entro un anno dall’apertura della successione.

Il numero di copie in cui va presentato il modello varia a seconda dei casi. Di norma ne va presentata una copia che resta all’Agenzia delle Entrate e una copia per ciascun comune in cui ricadono gli immobili componenti l’asse ereditario. Una ulteriore copia servirà per presentare la voltura degli immobili in Catasto. Infine, ulteriori copie saranno quelle da presentare alle banche nel caso in cui ci siano conti correnti o altre somme facenti parte dell’asse ereditario, da sbloccare.

Il modello di dichiarazione di successione si compone delle seguenti parti:

Frontespizio

Nel frontespizio trovano spazio i dati anagrafici relativi al de cuius. Deve essere indicato se il defunto era coniugato o no, e in caso affermativo se era in comunione dei beni con il coniuge. Per data di apertura della successione si intende quella in cui è avvenuto il decesso.

 Dovrà essere indicato, attraverso una apposita casella se l’eredità è devoluta per legge o per testamento. Nel secondo caso andrà indicato il nominativo del notaio che ha pubblicato il testamento, la data di pubblicazione e quella di registrazione. Nella pagina successiva deve essere indicato l’asse ereditario, suddiviso in varie parti: immobili e diritti reali immobiliari è la parte in cui va inserito il valore degli immobili. A questa parte, per determinare il totale, vanno aggiunte le parti relative a eventuali aziende, azioni, obbligazioni e quote societarie e altri cespiti (libretti di risparmio, conti correnti, ecc.).

Quadro A Eredi

La seconda parte della dichiarazione di successione è dedicata alla descrizione degli eredi del de cuius. In tale sezione, infatti, è necessario inserire l’albero genealogico, da cui risulti il grado di parentela, il luogo e la data di nascita di ogni soggetto.

È importante sottolineare che nell’albero genealogico emergano i rapporti di parentela per il corretto calcolo dell’imposta di successione. Infine, nella parte finale della pagina vanno elencati i vari allegati alla dichiarazione di successione.

Quadro B Attivo ereditario

In questa sezione vanno inseriti tutti i beni compresi nell’asse ereditario attivo, ovvero terreni, immobili, aziende, attività finanziarie, ecc. Una compilazione particolare è prevista per i beni immobili, in quanto è necessario inserire, comune, provincia e codice catastale. Per i terreni è necessario ricevere dal Comune l’attestato di certificazione urbanistica, che dovrà essere allegato alla dichiarazione di successione.

Quadro C Donazioni

In questa sezione devono essere riepilogate le eventuali donazioni effettuate dal de cuius nel corso della sua vita.

Quadro D Passivo ereditario

In questa sezione devono essere inserite le  passività che si vogliono portare in detrazione sull’imposta di successione. A titolo di esempio si possono citare spese mediche e funerarie, mutui, cambiali, debiti di vario genere, somme dovute al coniuge divorziato.

Una volta compilata la dichiarazione di successione in ogni sua parte è necessario compilare anche il prospetto di liquidazione delle imposte di successione. Si tratta di un allegato al modello di dichiarazione di successione, in cui sono riassunte le imposte da versare con  modello F23. Tale prospetto va compilato solo se ci sono delle imposte di successione da pagare, quindi se ci sono immobili.

La compilazione del modello F23

Il modello F23 deve essere compilato per il versamento delle imposte di successione, imposte ipotecarie e catastali. Il versamento di queste imposte, ove dovute, deve essere effettuato prima della presentazione della dichiarazione di successione all’Agenzia delle Entrate competente per territorio.

Per quanto riguarda l’imposta di successione, abbiamo già visto in precedenza come si calcola e quali sono le franchigie. Mentre, per le imposte ipotecarie e catastali, nel caso in cui non si goda dell’agevolazione prima casa, il valore delle imposte sarà il seguente:

  • Imposta ipotecaria 2% (minimo di €. 200);
  • Imposta catastale 1% (minimo di €. 200);
  • Tassa ipotecaria €. 35;
  • Imposta di bollo €. 64;
  • Tributi speciali, importo variabile a seconda dell’Ufficio, tra €. 20 e €. 60 circa.

I codici tributo

I codici tributo da utilizzare sono i seguenti:

  • Imposta ipotecaria 649T;
  • Imposta catastale 737T;
  • Tassa ipotecaria 778T;
  • Imposta di bollo 456T;
  • Tributi speciali 964T.

Il modello F23 per il versamento in autoliquidazione delle imposte ipotecarie e catastali deve essere compilato in tre copie. Una copia resterà alla banca (o ufficio postale) dove si effettuerà il versamento, una resterà al dichiarante e una allegata alla dichiarazione di successione.

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