Lavoro dipendente: regole di tassazione

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Quali sono i redditi di lavoro dipendente, ai sensi dell’articolo 49 del DPR n. 917/86? quali sono le regole di tassazione ai fini delle imposte dirette?

I redditi di lavoro dipendente comprendono le retribuzioni percepite in dipendenza di un rapporto di lavoro subordinato, le pensioni e gli assegni ad esse equiparate. Vi rientrano inoltre i redditi assimilati, che pur non presentando le caratteristiche proprie del lavoro dipendente sono assoggettati allo stesso regime fiscale.

Vediamo adesso di riepilogare le caratteristiche dei redditi di lavoro dipendente e le relative modalità di tassazione ai fini delle imposte sui redditi (Irpef).

Lavoratori dipendenti

Sono lavoratori dipendenti tutti i soggetti che svolgono un’attività lavorativa alle dipendenze e sotto la direzione altrui (c.d. “eterodeterminazione del lavoro“) senza assunzione di rischio, con rispetto dell’orario di lavoro, per una retribuzione predeterminata.

All’interno della categoria del lavoro dipendente, nel settore privato sono previste quattro categorie di lavoratori: i dirigenti, i quadri, gli impiegati e gli operai.

La retribuzione

Il soggetto che presta l’attività di lavoro dipendente viene retribuito dal datore di lavoro, sulla base di un contratto. Le retribuzioni sono costituite dal compenso del lavoratore e comprendono tutte le somme e i valori (anche in natura) percepiti, a qualunque titolo, in relazione al rapporto di lavoro (principio di omnicomprensività).

Le regole di tassazione per l’attività

Le retribuzioni erogate in Italia percepite dai lavoratori ivi residenti fiscalmente sono tassate secondo il principio di cassa. Infatti, i redditi da lavoro sono imponibili al momento della loro percezione.

Per i redditi in natura (es. stock option), bisogna fare riferimento al momento in cui il bene o il servizio escono dalla disponibilità del datore di lavoro per entrare nella sfera patrimoniale del lavoratore. Inoltre, si considerano percepiti nel periodo d’imposta anche le somme relative al periodo stesso ma corrisposte entro il 12 gennaio del periodo successivo (c.d. criterio di cassa allargato).

Le regole di imposizione dei redditi di lavoro dipendente si basano prevalentemente sull’applicazione della ritenuta alla fonte. Infatti, al momento dell’erogazione della retribuzione il datore di lavoro deve determinare l’imposta dovuta ed effettuare la ritenuta sulla parte imponibile, sia in denaro che in natura, effettuando le detrazioni previste (detrazioni per lavoro dipendente e per familiari a carico), rapportate al periodo di paga. Il datore di lavoro è obbligato alla rivalsa nei confronti del dipendente,  in quanto è quest’ultimo il debitore d’imposta.

La tassazione

Il sistema di tassazione ordinario dei redditi di lavoro dipendente si applica attraverso le aliquote progressive Irpef, e successivamente attribuendo le detrazioni spettanti (detrazioni per lavoro dipendente e per familiari a carico). Questa procedura avviene sia all’atto della corresponsione periodica, sia in sede di conguaglio di fine anno o di fine rapporto.

Queste regole impositive valgono sia per le retribuzioni dei lavoratori a tempo indeterminato che per quelle dei lavoratori a tempo determinato (es. lavoratori stagionali, borsisti ecc). Ai fini del calcolo il datore di lavoro deve seguire i seguenti passaggi:

  1. Determinazione della base imponibile – Considerare tutta la parte imponibile della retribuzione sia in denaro che in natura, a qualunque titolo corrisposta, anche sotto forma di erogazioni liberali, nonché le indennità corrisposte dagli enti previdenziali, quali quelle di malattia o di maternità, che devono essere comunicate dal lavoratore al datore;
  2. Determinazione dell’imposta lorda – Si deve applicare sulla base imponibile la ritenuta sulla base delle aliquote IRPEF per scaglioni di reddito, ragguagliati al periodo di paga.
  3. Applicazione delle detrazioni – All’imposta lorda devono essere sottratte le detrazioni spettanti al lavoratore, ragguagliate al periodo di paga, ottenendo così l’imposta netta che dovrà essere versata all’erario dal datore di lavoro.

Le detrazioni

I lavoratori dipendenti hanno diritto all’applicazione di due tipi di detrazioni: quella per familiari a carico e una di tipo generale. La detrazione a carattere generale è di importo variabile in funzione del reddito complessivo. Per i redditi di lavoro dipendente erogati nel corso dell’intero anno da un unico datore di lavoro, al di sotto degli 8.000 euro, la detrazione minima copre interamente l’importo dell’imposta dovuta, quindi fino a tale soglia, non è dovuta IRPEF.

Adempimenti del lavoratore dipendente

Gli adempimenti fiscali del lavoratore dipendente consistono semplicemente nella dichiarazione dei redditi annuale. In alcuni casi il lavoratore dipendente può esservi esonerato, e quindi effettuare solamente una dichiarazione per richiedere la datore di lavoro le detrazioni spettanti.

I lavoratori dipendenti, se non hanno altri redditi, sono generalmente esonerati dall’obbligo di presentazione della dichiarazione dei redditi. In presenza di altri redditi, invece, devono presentare la dichiarazione (modello Unico o 730).

In ogni caso, anche se esonerati, i lavoratori possono ugualmente presentare la dichiarazione dei redditi se hanno oneri deducibili/detraibili da fare valere, in quanto non considerati da datore di lavoro. Per usufruire delle detrazioni per familiari a carico, il lavoratore deve presentare una dichiarazione (cartacea o telematica) al datore di lavoro per informarlo sulle condizioni di spettanza delle medesime e per indicare il codice fiscale dei soggetti a carico. La dichiarazione presentata ha effetto anche per gli anni successivi, infatti il lavoratore è tenuto a presentare una nuova dichiarazione solamente se i dati dichiarati precedentemente sono variati.

5 comments

  1. Un’insegnante di ruolo che volesse tenere dei corsi da ottobre a maggio per un compenso complessivo di 3500-4000 euro sarebbe tenuto a dichiarare questo reddito aggiuntivo?

    • Fiscomania

      Il reddito derivante da attività occasionali deve essere dichiarato nel quadro dei c.d. “redditi diversi” della dichiarazione dei redditi.

  2. domanda) nel 2012 ho stipulato un contratto da novembre 2012 a marzo 2013 ora l’agenzia delle entrate mi chiede quasi 800€ di multa per non avere dichiarato nel reddito 2012( 5350€ ma se io nel 2012 ho percepito
    solo 1590€ cosa centra il resto preso nel 2013?

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