Riporto delle perdite fiscali dei contribuenti minimi

Condivisioni

I contribuenti minimi possono riportare a nuovo le perdite fiscali scaturite dal quadro LM per 5 esercizi, anche nel caso in cui nel corso degli esercizi successivi si fuoriesca dal regime di vantaggio. 

Le perdite fiscali maturate dai contribuenti che adottano il Regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità, c.d. “contribuenti minimi“, di cui all’articolo 27 del D.L. n. 98/2011, possono riportare le perdite fiscali maturate dall’esercizio dell’attività di impresa o di arte o professione, per un periodo di cinque anni.

Il quadro LM del modello Unico

L’esercizio di attività di impresa o di lavoro autonomo con il regime dei “contribuenti minimi“, richiede obbligatoriamente la compilazione del modello Unico PF, per la determinazione del reddito dell’attività. Il reddito dei contribuenti minimi viene determinato dalla differenza tra i ricavi o compensi tassabili e i costi deducibili dall’esercizio dell’attività.

Il reddito imponibile viene quindi determinato dalla compilazione del quadro LM del modello Unico. All’interno di tale modello è possibile che si determini un reddito imponibile, che sarà assoggettato ad imposta sostitutiva del 5%, oppure, nel caso in cui i costi deducibili superino i ricavi tassabili, una perdita fiscale.

La normativa fiscale prevede il riporto a nuovo delle perdite fiscali maturate dai contribuenti minimi, per un quinquennio, anche se, nel frattempo il contribuente è fuoriuscito dal regime di vantaggio. Questa disposizione presenta il vantaggio di poter sfruttare la perdita fiscale che potrebbe generarsi senza doversi preoccupare della fuoriuscita dal regime agevolativo.

Tuttavia, l’articolo 1, comma 108, della Legge n.244/2007, stabilisce che le perdite fiscali generate nel regime dei contribuenti minimi, possono essere utilizzate dal contribuente negli anni successivi, esclusivamente per abbattere il reddito di impresa o di lavoro autonomo.

Questo significa che, se un contribuente minimo ha percepito anche redditi assoggettati ad Irpef (ad esempio redditi di lavoro dipendente, redditi da locazione di fabbricati, prestazioni occasionali, ecc), un eventuale perdita maturata nel regime dei minimi non potrà essere utilizzata per abbattere il reddito imponibile Irpef, ma dovrà essere riportata in avanti a scomputo dei futuri redditi derivanti dall’attività svolta.

Riporto della perdita in Unico

All’interno della dichiarazione dei redditi, modello Unico P.F., la perdita va evidenziata nel quadro LM, ovvero il quadro della determinazione del redditi dei contribuenti minimi, al rigo LM6. Mentre, invece, per gestire il riporto agli anni successivi la perdita deve essere indicata anche al rigo LM22, colonna 2.

Se sono presenti anche perdite riportabili da annualità precedenti, queste devono essere indicate sempre al rigo LM22, ma questa volta in colonna 1, mentre in colonna 2 indicherò il totale delle perdite fiscali riportabili a nuovo.

Riporto delle perdite illimitatamente riportabili

Anche per i contribuenti minimi in alcuni casi è possibile avere perdite fiscali illimitatamente riportabili negli esercizi successivi. Infatti, l’articolo 1 comma 108 della Legge Finanziaria 2008 (Legge n. 244/2007), va a richiamare quanto disposto dall’articolo 84 comma 2 del DPR n. 917/86.

In forza di tali richiami, le perdite d’impresa generate dai contribuenti minimi nei primi 3 anni di attività beneficiano del riporto illimitato nel tempo. Pertanto se le perdite generate dovessero riguardare tale periodo andranno indicate al rigo LM 23.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni