Ristrutturazione edilizia: come usufruire della detrazione fiscale?

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La detrazione fiscale per interventi di ristrutturazione edilizia è disciplinata dall’art. 16-bis del Dpr 917/86. Quali adempimenti per fruire dell’agevolazione?

La legge di Stabilità 2015, ha prorogato fino al 31 dicembre 2015 la detrazione 50% sulle ristrutturazioni edilizie e la detrazione 65% sugli interventi di riqualificazione energetica. Sicuramente, se qualcuno di voi sta pensando di usufruire della detrazione si starà chiedendo se l’intervento che sta effettuando sia tra quelli agevolabili, oppure quali siano gli adempimenti da effettuare e i documenti da conservare in vista della prossima dichiarazione dei redditi. Eccovi una breve guida che vi aiuterà a districarvi negli adempimenti da effettuare.

Soggetti ammessi alla detrazione (art. 16-bis Tuir) – Possono usufruire della detrazione tutti i soggetti passivi IRPEF che possiedono o detengono l’immobile sul quale sono stati effettuati gli interventi. In particolare:

  • il proprietario;
  • il nudo proprietario;
  • il titolare di un diritto reale sull’immobile (uso, usufrutto, abitazione);
  • inquilino;
  • comodatario;
  • soci di cooperative di costruzione;
  • ex coniuge separato del proprietario della casa coniugale cui è stato concesso il diritto di abitazione;
  • familiari di tutti i soggetti predetti, purché siano conviventi nell’immobile oggetto dell’intervento e le fatture e i bonifici siano loro intestati.

Quali sono gli immobili interessati? – Gli interventi di recupero devono essere effettuati su immobili a destinazione abitativa situati in Italia, di qualsiasi categoria catastale, compresi quelli rurali e quelli ad uso promiscuo, cioè adibiti all’esercizio di attività commerciali, artistiche e professionali. Inoltre, sono comprese le pertinenze (garage, cantine ecc). Per quanto riguarda gli edifici condominiali la detrazione è ammessa limitatamente agli interventi effettuati sulle parti comuni.

Quali sono gli interventi rilevanti?– Gli interventi ammessi alla detrazione per le singole unità immobiliari sono i seguenti:

  1. Interventi di manutenzione – In particolare gli interventi di manutenzione straordinaria possono essere suddivisi in 3 gruppi:
    • manutenzione straordinaria – interventi relativi a tutte le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti strutturali degli edifici, nonché per realizzare e integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche e destinazioni d’uso. Ne sono esempi la sostituzione di infissi, la realizzazione di ascensori, rifacimento di scale o rampe, realizzazione di muri di cinta, sostituzione di solai, ecc.;
    • restauro e risanamento conservativo – interventi volti a conservare l’organismo edilizio ed assicurarne la funzionalità mediante un insieme sistematico di opere che, nel rispetto di elementi tipologici, formali e strutturali dell’organismo stesso ne consentano destinazioni d’uso con esso compatibili;
    • ristrutturazione edilizia – interventi che trasformano gli organismi edilizi mediante un insieme sistematico di opere che possono portare ad un organismo edilizio diverso dal precedente. Ad esempio una demolizione dell’edificio e successiva ricostruzione con la stessa volumetria preesistente.
  2. Interventi legati al risparmio energetico – interventi legati all’installazione di impianti basati sull’impiego di fonti rinnovabili di energia, fra cui i pannelli fotovoltaici per la produzione di energia elettrica;
  3. Impianti elettrici e a metano;
  4. Eliminazione di barriere architettoniche – aventi ad oggetto la realizzazione di ascensori e montacarichi per le persone portatrici di handicap;
  5. Prevenzione di furti – misure volte a prevenire il rischio del compimento di atti penalmente illeciti da parte di terzi, come (impianti elettronici di allarme, inferriate antifurto, casseforti a muro, vetri antisfondamento, ecc);
  6. Opere volte alla cablatura di edifici;
  7. Misure antisismiche – gli interventi devono riguardare la messa in sicurezza statica degli edifici. Gli interventi devono riguardare parti strutturali o interi edifici;
  8. Eventi calamitosi – interventi necessari alla ricostruzione o al ripristino dell’immobile danneggiato.

Cosa fare per usufruire dell’agevolazione? Il soggetto che sostiene le spese, per fruire dell’agevolazione deve effettuare una serie di adempimenti sia prima che durante e dopo l’esecuzione dei lavori.

Prima di iniziare i lavori occorre possedere le eventuali abilitazioni amministrative (concessione, autorizzazione, comunicazione di inizio lavori), che consentono l’esecuzione dei lavori stessi.  Inoltre, il contribuente deve inviare una raccomandata con avviso di ricevimento alla ASL competente per territorio, contenente l’indicazione dell’ubicazione dei lavori da effettuare e del committente, della natura delle opere da realizzare, il nominativo dell’impresa esecutrice delle opere, nonché l’assunzione di responsabilità, da parte dell’impresa stessa, di aver adempiuto a tutti gli obblighi imposti dalla normativa vigente in materia di sicurezza del lavoro e in materia di contribuzione del lavoro e la data di inizio dei lavori. La comunicazione non è sempre obbligatoria. L’adempimento ha come obiettivo quello di attivare la vigilanza in materia di sicurezza nei cantieri da parte degli organi competenti. Pertanto, non è necessario inviare la comunicazione quando sia stata già effettuata la notifica preliminare alla ASL ai sensi del D.Lgs. n. 81/2008.

Particolare attenzione merita l’effettuazione dei pagamenti, che deve necessariamente avvenire tramite bonifico bancario. È fondamentale che l’ordinante del bonifico sia la stessa persona a cui sono intestate le fatture che vengono pagate e che attestano l’esecuzione dei lavori di ristrutturazione edilizia. È  opportuno indicare il nome, il cognome e il codice fiscale di chi effettua il bonifico per accedere alla detrazione. Nella causale del bonifico va invece indicato il corretto riferimento normativo che è l’articolo 16-bis del DPR 917/86 . Quindi, occorre inserire anche il riferimento della fattura che viene pagata, in modo che risulti semplice l’abbinamento tra il bonifico e la fattura specifica.

Conservazione dei documenti – Il contribuente che intende avvalersi della detrazione 50% deve essere in possesso dei seguenti documenti (da esibire a richiesta dell’Amministrazione Finanziaria):

  • fatture, ricevute fiscali o altra documentazione fiscale idonea comprovanti il sostenimento delle spese;
  • ricevute dei bonifici di pagamento.
  • abilitazioni amministrative richieste dalla vigente legislazione edilizia in relazione alla tipologia di lavori da realizzare o dichiarazione sostitutiva dell’atto di notorietà in cui indicare la data di inizio dei lavori e attestare che gli interventi realizzati rientrano tra quelli agevolabili;
  • domanda di accatastamento se l’immobile oggetto della ristrutturazione non risulta ancora censito al catasto;
  • ricevute di pagamento dell’IMU;
  • delibera assembleare di approvazione dell’esecuzione dei lavori e tabella millesimale di ripartizione delle spese, per gli interventi su parti comuni di condomini);
  • dichiarazione di consenso del possessore dell’immobile nel caso in cui i lavori siano eseguiti dal detentore, e questi non sia un familiare convivente del possessore;
  • comunicazione all’ASL competente per territorio di inizio lavori;

Cosa indicare nella dichiarazione dei redditi? – Per ottenere la detrazione fiscale occorre indicare sulla dichiarazione dei redditi i dati catastali identificati dell’immobile soggetto a ristrutturazione nel quadro RP del modello unico P.F. o nel quadro P del modello 730. Se i lavori sono stati eseguiti dal detentore, occorre indicare gli estremi di registrazione dell’atto che ne certifica il titolo e tutti gli altri dati richiesti per il controllo della detrazione 50%. La detrazione del 50% degli importi sostenuti viene ripartita in un periodo di 10 anni.

22 comments

  1. Biz Consulting

    Buongiorno Carola,
    la sostituzione dei caloriferi è un intervento di manutenzione ordinaria che, per norma generale, nel caso delle singole unità abitative, non è agevolato dalla detrazione 50%.
    Per potere essere detratto col suddetto bonus dovrebbe essere parte di un lavoro sistematico più complesso, rientrante almeno nell’ambito della manutenzione straordinaria.
    Per potere essere detratto al 65%, invece, dovrebbe essere legato alla sostituzione della caldaia con un’altra a condensazione o a biomasse.
    Il fatto che Lei, eventualmente, richieda uno dei bonus per l’intervento di isolamento di cui ha parlato qualche giorno fa, non le permetterà comunque di ricomprendere anche il calorifero fra le spese detraibili.
    Infatti, nel caso del 50%, l’isolamento sarà comunque un intervento di ordinaria, seppure agevolato in deroga, come avevo spiegato.
    Nel caso del 65%, non sarà detraibili perchè la sua sostituzione non è connessa direttamente nè tecnicamente indispensabile al buon esito dell’isolamento perimetrale.

  2. Biz Consulting

    Buongiorno Lorena,
    se l’unico intervento che eseguirà sul suo appartamento (e che quindi pagherà Lei direttamente all’impresa) sarà quello di rimozione della pavimentazione del balcone, posa di guaina Dryflex Weber con risvolti e posa di nuova pavimentazione, si tratterà di un’opera di manutenzione ordinaria e non di ristrutturazione.
    Per questa ragione non potrà richiedere la detrazione 50% nè, di conseguenza, il bonus mobili.

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