Notifica della cartella esattoriale: cause di nullità

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Quando riceviamo una cartella esattoriale da parte di Equitalia non sappiamo cosa dobbiamo controllare, o su cosa porre attenzione per capire se ci sono vizi di notifica che possono determinarne la nullità.

La cartella esattoriale è il documento che Equitalia invia ai contribenti su incarico dell’ente creditore nel quale vengono riportati gli importi iscritti a ruolo, per i quali si richiede il pagamento, entro il termine di 60 giorni dalla notifica della cartella.

Per notificare una cartella esattoriale la legge prescrive forme specifiche (articolo 26 del DPR n. 602/73) il cui mancato rispetto può comportare anche la nullità o addirittura l’inesistenza stessa della notifica.

In generale la notifica di una cartella esattoriale deve essere effettuata da soggetti autorizzati dall’ente della riscossione (ufficiali della riscossione, messi comunali o altri soggetti), al domicilio fiscale del contribuente che, di regola, coincide con la residenza anagrafica. Per le persone giuridiche (ad esempio le società) la notifica deve avvenire presso la sede che risulta dal Registro delle Imprese, mediante consegna di copia dell’atto al rappresentante legale, a persona incaricata a ricevere la posta o, in mancanza, ad altra persona addetta alla sede o, infine, al portiere dello stabile.

Notifica della cartella esattoriale

Equitalia è tenuta a rispettare una procedura ben precisa quando procede alla notifica una cartella esattoriale, pena l’eventuale inefficacia o nullità della cartella stessa. Vediamo adesso di capire come deve essere fatta la notifica per sfruttare a nostro vantaggio eventuali errori o vizi di notifica. Prima di tutto l’agente della riscossione, attraverso i propri funzionari deve accertare se il contribuente è presente presso il suo domicilio fiscale. Se il destinatario è presente, la cartella esattoriale viene notificata personalmente al contribuente nella sua residenza o nel luogo dove ha l’ufficio o esercita la sua attività nell’ambito del Comune di residenza o nell’ambito del territorio di competenza dell’agente della riscossione.

Relata di notifica

Al momento della notifica, l’incaricato alla notifica redige un verbale (la “relata di notifica“) in cui attesta tutte le attività che ha posto in essere per procedere alla notifica nei confronti del destinatario. Attenzione però: contrariamente a quanto si crede, non è necessario che il contribuente sottoscriva la relata di notifica della cartella di pagamento. Il rifiuto a ricevere l’atto da parte del destinatario è equiparato a una notifica, perfezionata a tutti gli effetti di legge. In altre parole, benché il destinatario non riceva l’atto, per la legge è come se la notifica fosse stata fatta ugualmente. Pertanto, non ha senso rifiutare la cartella poiché, in questo modo, non si ha neanche la possibilità di conoscerne il contenuto ed, eventualmente, impugnarla. Prestate quindi la giusta attenzione ed evitare di commettere questo errore banale.

Destinatario non presente

Nel caso in cui il destinatario non sia presente presso il suo domicilio fiscale la cartella esattoriale deve essere consegnata a una persona della famiglia, per la quale si intende un gruppo di persone legate da vincoli di matrimonio, parentela, affinità, adozione, coabitanti ed aventi dimora abituale nello stesso comune (es. convivente). Pertanto, se la persona trovata dall’ufficiale giudiziario nell’abitazione del destinatario accetta la notifica senza riserve, qualificandosi come soggetto idoneo a ricevere atti, la notifica è perfettamente valida, salvo che il destinatario dimostri di non aver mai ricevuto l’atto dando prova che la presenza della persona all’interno dell’abitazione era del tutto occasionale, e che quindi quella persona non era idonea a ricevere l’atto.

Consegna ad altri soggetti

Ove l’ufficiale giudiziario non trovi il destinatario nella suo domicilio fiscale, deve consegnare la cartella esattoriale all’eventuale portiere dello stabile, ove sia presente. In questo caso il portiere deve obbligatoriamente sottoscrivere la relata di notifica della cartella di pagamento. A quel punto, l’addetto alla notifica deve provvedere a dare notizia al contribuente della consegna al portiere, inviandogli una raccomandata. 
Se, invece, lo stabile non ha il portiere la cartella esattoriale può essere consegnata ad un vicino di casa del contribuente che accetti di riceverla. Anche in questo caso la procedura è identica a quanto detto per il portiere.

Se, infine, non è possibile effettuare la notifica perché nessuno dei soggetti accetti la notifica o non siano presenti, oppure nel caso in cui il contribuente non risieda più luogo indicato dalla certificazione anagrafica, la notifica avviene con deposito della cartella esattoriale nella Casa Comunale e con l’affissione dell’avviso di deposito nell’Albo del Comune di residenza. E’ previsto l’invio di una raccomandata al contribuente per segnalargli l’impossibilità di consegna della cartella di pagamento, con l’invito a ritirarla presso la Casa Comunale. In questo caso, ai sensi dell’articolo 140 c.p.c., la notifica si perfeziona l’ottavo giorno successivo a quello di affissione.

I vizi della notifica

Il mancato rispetto delle norme appena viste in materia di notifica ha come conseguenza la possibilità di contestare un eventuale vizio nella notifica stessa che potrebbe portare fino a considerare che la notifica non sia mai stata effettuata. Tuttavia, però, alcuni vizi di notifica possono essere sanati, mentre altri no. Si parla in questo caso, di vizi sanabili e non sanabili della notifica; vediamo nel dettaglio.

I vizi sanabili

Si tratta di quelle violazioni della notifica della cartella esattoriale che possono essere rimediati. In particolare, si verificano quando la notifica sia stata eseguita nei confronti del destinatario, mediante consegna in luogo o a soggetti diversi da quelli stabiliti dalla legge, ma che abbiano comunque un minimo collegamento con il destinatario dell’atto. In tali casi la nullità della notifica può essere sanata se l’atto ha raggiunto il proprio scopo e si possa desumere, dal comportamento del destinatario, che abbia comunque avuto conoscenza dell’atto.

Ad esempio l’aver presentato ricorso contro la cartella di pagamento è un chiaro segnale che la cartella è stata ricevuta e che quindi l’eventuale vizio di notifica non può più essere rilevato.

I vizi non sanabili

Si tratta di situazioni nelle quali la notifica manchi del tutto o sia stata effettuata in modo assolutamente diverso da quello previsto dalla legge, tale da non poter essere proprio ricondotta al modello legale. E’ il caso, per esempio, in cui la notifica sia avvenuta nei confronti di una persona che non abbia alcun collegamento con il destinatario della notifica.

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