Invalida approvazione del bilancio: presupposti e azioni di intervento

Condivisioni

Dati di bilancio poco chiari, esposizione dei dati contabili non corretti, mancato rispetto dei termini per il deposito del bilancio prima della convocazione dell’assemblea dei soci. Sono le principali condizioni che possono legittimare la richiesta di invalidità della delibera di approvazione del bilancio. Vediamo tutte le informazioni utili.

Il bilancio d’esercizio è il principale strumento contabile a disposizione delle imprese per offrire ai soci e ai terzi, alla fine di ciascun esercizio sociale, una informazione chiara veritiera e corretta sulla situazione economica, patrimoniale e finanziaria della società.

La funzione del bilancio d’esercizio è soprattutto quella informativa verso stakeholder interni ed esterni, costituendo, soprattutto per i soci di minoranza il solo strumento di informazione contabile sull’andamento societario.

Per questo motivo, in ambito societario, il bilancio è presupposto per l’adozione di una serie di deliberazioni assembleari che ruotano attorno all’approvazione dell’utile o delle perdite da esso risultanti: si pensi alla distribuzione dell’utile d’esercizio o al riporto a nuovo delle perdite.

Vediamo, di seguito, come è possibile intervenire qualora si prefiguri una delle fattispecie di violazione.

I vizi del bilancio d’esercizio

Una volta approvato il bilancio, la sua invalidità può essere causata da irregolarità nei documenti che lo compongono, da irregolarità nel procedimento di formazione o dalla delibera assembleare di approvazione. Per fare valere tale irregolarità lo strumento da utilizzare è quello dell’impugnativa della delibera di approvazione del bilancio per chiederne la nullità o l’annullamento.

Nullità e annullabilità della delibera

Le delibere assembleari possono essere invalide in quanto viziate dalla violazione delle norme che regolano il procedimento assembleare o in quanto il loro contenuto non è conforme alla legge. Occorre distinguere due tipi di invalidità:l’annullabilità e la nullità; per ciascuna di esse è dettata un’autonoma disciplina per i soggetti legittimati a far valere il vizio, per i termini entro cui farli valere e per gli effetti dell’invalidità. A queste due categorie debbono essere ricondotte, senza eccezioni, tutti i possibili vizi delle deliberazioni assembleari.

Tra le cause più frequenti che possono causare l’invalidità del bilancio d’esercizio riguardano il suo contenuti, oppure il procedimento di formazione, come ad esempio nel caso di omesso deposito nella sede sociale. In tutti questi casi l’azione che può essere esercitata è l’annullabilità della delibera.

Volendo creare una criterio generale possiamo dire che i vizi di procedimento, che riguardino la delibera nel suo complesso o il singolo voto, danno sempre vita all’annullabilità della delibera, mentre la nullità riguarda i vizi relativi al contenuto della delibera.

Il falso in bilancio

In relazione al contenuto, il bilancio può dirsi irregolare se redatto in violazione ai principi generali di chiarezza, verità e correttezza in modo tale da non rappresentare la reale situazione patrimoniale, finanziaria ed economica della società. In questi casi si parla di “falso in bilancio”, il che determina automaticamente la nullità della delibera ad esso relativa, in quanto deliberante su un oggetto illecito, cioè in contrasto con norme imperative e inderogabili di interesse generale. Nei casi di nullità, la l’azione giudiziale può essere esercitata da chiunque vi abbia interesse, senza limiti di tempo da rispettare.

I soggetti danneggiati: la società, i soci e i terzi

Nei casi in cui si prefigura la fattispecie del falso in bilancio la società, al fine di tutelare il proprio patrimonio sociale, potrà agire nei confronti degli amministratori e dei sindaci responsabili del falso in bilancio, i quali sono chiamati ad utilizzare la diligenza del mandatario nell’espletamento dei loro incarichi. In questi casi è possibile sfruttare la disciplina offerta dall’articolo 2393 e ss del Codice civile, che disciplina l’azione di responsabilità contro gli amministratori. Tale possibilità può essere esercitata anche direttamente in sede di approvazione del bilancio d’esercizio, ma a condizione che i fatti siano di competenza dell’esercizio in corso di approvazione.

I soci che possono risultare danneggiati dalla non veridicità del bilancio non sono unicamente quelli della società a cui il bilancio si riferisce, ma anche quelli della eventuale società controllante, che influenza le scelte gestionali e di investimento della controllata. L’interesse ad agire in capo al socio si ravvisa quando esso ravvisi la mancanza di una rappresentazione chiara e precisa della situazione patrimoniale della società e dell’andamento economico dell’esercizio, indipendentemente dai riflessi immediati sull’utile e sulla partecipazione. Il diritto societario profila due ipotesi nelle quali i soci possono agire nei confronti degli amministratori, anche per il caso di non corretto bilancio: l’azione della minoranza e l’azione individuale. La prima è stata prevista al fine di rendere più pregnante il controllo da parte dei soci, mentre la seconda può essere fatta valere soltanto nel caso in cui la condotta degli amministratori abbia danneggiato direttamente il patrimonio di uno dei soci. In questi casi, entro il termine di decadenza di 5 anni, il socio può agire in giudizio per ottenere il risarcimento del danno subito.

Oltre al socio, la mala condotta degli amministratori può danneggiare anche i terzi, il che può verificarsi in varie ipotesi: si pensi al classico caso nel quale il terzo è indotto ad acquistare azioni della società influenzato da una situazione contabile non veritiera. Tuttavia, in questo caso è onere del terzo dimostrare il nesso di causale tra la violazione commessa dagli amministratori e il danno patrimoniale subito.

Tutti questi aspetti devono essere tenuti in considerazione da tutti i soci chiamati a pronunciarsi sull’approvazione del bilancio di esercizio per tutelare al meglio i propri diritti e il proprio patrimonio.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni