Contribuenti minimi: contributi previdenziali

Condivisioni

I contribuenti minimi devono indicare i contributi versati pagati alle casse professionali di appartenenza o all’Inps nel quadro LM, l’eventuale eccedenza rispetto al reddito imponibile può essere riportata nel quadro RP. Mentre eventuali compensazioni vanno indicate per essere tassate, nel quadro RM.

Come avviene la deducibilità dei contributi previdenziali versati da parte dei contribuenti minimi?

I contributi previdenziali versati nel corso del periodo d’imposta da parte dei contribuenti minimi, di cui all’articolo 27 del D.L. n. 98/2011, devono essere riportati all’interno del quadro LM, in quanto costituiscono costi deducibili dal reddito complessivo.

I contributi previdenziali pagati dai contribuenti minimi rappresentano un onere deducibile dal reddito secondo il principio di cassa. Di seguito andremo a vedere i criteri per determinare la quota di contributi deducibili dal reddito professionale

Contributi previdenziali: principio di cassa

Una volta determinato il reddito imponibile, come differenza tra i ricavi e i costi deducibili dell’attività esercitata, i contribuenti minimi possono scomputare all’interno del quadro LM, i contributi previdenziali e assistenziali pagati nel periodo di imposta.

Ricordiamo che il reddito imponibile per i contribuenti minimi si calcola con il c.d. “principio di cassa“, secondo il quale devono essere considerati soltanto i costi effettivamente sostenuti nell’anno e i ricavi o compensi effettivamente incassati.

Per quanto riguarda i contributi previdenziali all’interno del quadro LM troveranno spazio tutti i contributi effettivamente versati nell’anno, a prescindere da quale sia il loro periodo di competenza. Ad esempio, se un contribuente versa nell’anno sia contributi relativi allo stesso anno di imposta che contributi pregressi, entrambi troveranno spazio nel quadro LM.

Sarà poi sull’importo netto dato dalla differenza tra ricavi e costi, al netto degli oneri contributivi a determinare l’imponibile su cui applicare l’imposta sostitutiva del 5%.

Contributi deducibili

I contributi INPS deducibili sono sia quelli fissi, che quelli calcolati sulla parte di reddito eccedente il minimale da commercianti e artigiani, ma anche i contributi versati alla gestione separata dai professionisti senza cassa.

Per quanto riguarda, invece, i professionisti iscritti ad una cassa professionale, i contributi deducibili fiscalmente sono quelli relativi al contributo soggettivo, calcolato sul reddito imponibile, e il contributo di maternità. Non è deducibile, invece, il contributo integrativo, calcolato sul volume d’affari.

Tra i contributi deducibili devono essere considerati anche quelli pagati a seguito di avviso o di iscrizione a ruolo. Devono però essere considerate soltanto le somme pagate, al netto di sanzioni ed interessi.

Contributi eccedenti nel quadro RP

Qualora si verifichi la situazione per cui non  vi è reddito imponibile nell’anno, perché  i costi sono stati maggiori dei compensi, oppure non si sono generati compensi, o ancora le perdite pregresse azzerano il reddito imponibile, gli eventuali versamenti previdenziali e assistenziali pagati andranno indicati nel quadro RP, ed andranno in deduzione degli altri redditi soggetti ad Irpef (si ricorda che i contribuenti minimi non sono soggetti ad Irpef, ma ad un imposta sostitutiva del 5%).

Anche nel caso in cui i contributi versati siano superiori siano superiori al reddito imponibile, devono essere indicati in parte nel quadro LM e in parte nel quadro RP. Al rigo LM 07 colonna 2, vanno indicati i contributi fino a concorrenza del reddito imponibile, l’eccedenza andrà indicata in RP 21.

Se nell’anno di imposta è stato utilizzato in compensazione, tramite F24 un credito INPS, queste somme dovranno essere indicate all’interno del quadro RM per essere assoggettate a tassazione separata o a tassazione ordinaria, previa opzione.

7 comments

  1. Pasquale Autiero

    Salve, le vorrei porre un quesito se possibile.
    Accade questo. Nell’anno 2013 ad aprile ho aperto la partita iva con il regime dei contributi minimi, però nei mesi di gennaio e febbraio, ho emesso 4 ricevute fiscali pagando su ogni ricevuta il 23% di ritenuta. Ora se io vorrei capire se le fatture con le ricevute ai fini fiscali fanno cumulo e quindi questo mi porta a perdere il regime dei minimi e quindi devo già per il 2014 osservare quello normale.
    Attendo sue. Grazie

    • Salve,
      se per ricevute intende prestazioni di lavoro autonomo occasionale, allora queste non fanno cumulo nel limite dei 30.000 € annui previsto per il regime dei minimi.

      • Pasquale Autiero

        Si, intendo quello o meglio:

        Ho emesso 4 ricevute occasionali, che non superano i 5000 euro , nello spazio di un mese, cioè dal 4/01/13 al 4/02/13 , dopo poi ho iniziato con il regime dei minimi, l’unica cosa è che una delle società alla quale ho emesso due ricevute, ho poi inseguito emesso fatture con il regime dei minimi, cioè c’è continuità di collaborazione in questo senso.

        Grazie per la risposta.

        saluti

  2. BUONASERA, VORREI SAPERE SE NEL QUADRO LM 7 VANNO INDICATI SOLO I CONTRIBUTI FISSI VERSATI NELL’ANNO 2016 OPPURE SI POSSONO INDICARE ANCHE GLI ACCONTI VERSATI PER IL 2016.GRAZIE!

    • Fiscomania

      Si inseriscono i contributi versati, secondo il principio di cassa. Attenzione però, se è un professionista con cassa previdenziale autonoma, non tutti i contributi versati consentono la deducibilità.

  3. Salve poiché nell anno 2015 ho versato contributi pregressi (anni 2012-2015) per 20.000e (di cui 15.000 deducibili e 5000 ritenuti in eccedenza nella dichiarazione 2016) vorrei sapere se in tal caso i 5000e in eccedenza si possono portare in deduzione nella dichiarazione di quest’anno. grazie.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni