Regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile

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Le imprese e i professionisti di dimensioni ridotte, che iniziano la propria attività, possono usufruire del Regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità,  (c.d. “Regime dei Minimi“).

Il Regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e i lavoratori in mobilità ( c.d. “Regime dei Minimi“), è un regime fiscale naturale che prevede modalità semplificate di determinazione del reddito e di tassazione, utilizzabile da imprese e professionisti che intraprendono una nuova attività, e che presumono di realizzare un importo di ricavi annui non superiore a €. 30.000 (ai sensi dell’articolo 27 commi 1-2 del D.L. n. 98/2011 convertito in Legge n. 111/2011).

Il regime, è di particolare vantaggio per l’imprenditoria giovanile, cui è concesso un tempo più lungo di permanenza nel regime rispetto ad altri soggetti, e per i lavoratori in mobilità, i quali godono di condizioni meno stringenti per l’ingresso nel regime. Esso comporta anche semplificazioni ai fini Iva e l’esclusione dall’Irap e dagli studi di settore.

Non possono aderire al regime di vantaggio i soggetti che si trovano in una delle seguenti condizioni:

  • Sono residenti all’estero;
  • Effettuano in maniera prevalente l’attività di cessione di fabbricati e di terreni o cessioni intracomunitarie di mezzi di trasporto nuovi;
  • Partecipa a società di persone o associazioni professionali, nonché S.r.l. che hanno optato per il regime di trasparenza fiscale;
  • Se adotta uno dei seguenti regimi speciali: agricoltura, editoria, agenzie di viaggi e turismo, intrattenimento e giochi, rivendita di beni usati, vendita di Sali e tabacchi, gestione di servizi di telefonia e vendite a domicilio.

Condizioni di accesso al regime di vantaggio

L’accesso al regime è consentito nel caso in cui il soggetto intraprenda un’attività nuova e ritenga, nel primo anno di attività, di soddisfare le seguenti condizioni (Circolare A.E. n. 17/E 2012):

  1. Conseguire ricavi o compensi non superiori a €. 30.000;
  2. Non effettuare cessioni all’esportazione;
  3. Non sostenere spese per lavoratori dipendenti o collaboratori non occasionali;
  4. Non erogare somme sotto forma di utili da partecipazione agli associati che apportano solo lavoro;
  5. Non effettuare acquisti di beni strumentali, anche mediante contratti di appalto o locazione, anche finanziaria, per un ammontare complessivo superiore a €. 15.000 nel corso di un triennio. Nel caso di beni ad utilizzo promiscuo si considera il 50% del relativo corrispettivo.

Ingresso e durata del regime

I soggetti che intendono adottare il regime dei minimi devono darne comunicazione barrando l’apposita casella nella dichiarazione di inizio attività, tenendo conto che il limite di €. 30.000 di ricavi o compensi deve essere ragguagliato all’anno.

Il regime è applicabile per il periodo d’imposta in cui l’attività è iniziata e per i 4 successivi. Coloro che, decorso il quinquennio, non hanno ancora compiuto 35 anni, possono applicare il regime fino al periodo d’imposta di compimento del 35° anno di età, senza esercitare alcuna opzione espressa. Una volta usciti dal regime, per obbligo o per opzione, non è possibile aderirvi nuovamente ancorché in possesso dei requisiti.

Determinazione del reddito e tassazione

Il reddito d’impresa è determinato dalla differenza tra l’ammontare dei ricavi  o compensi percepiti nel periodo d’imposta e quello delle spese sostenute nel periodo medesimo. In pratica, in deroga alle regole ordinarie del reddito d’impresa si applica il criterio di cassa.

Sul reddito così determinato si applica un’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali regionali e comunali pari al 5%. L’imposta va versata secondo le regole ordinarie, compreso il calcolo dell’acconto, mediante modello F24 con i seguenti codici tributo:

  1. Codice tributo 1793 – Imposta sostitutiva acconto prima rata;
  2. Codice tributo 1794 – Imposta sostitutiva acconto seconda rata o unica soluzione;
  3. Codice tributo 1795 – Imposta sostitutiva saldo.

I contribuenti che aderiscono al regime dei minimi non subiscono la ritenuta d’acconto nel caso in cui i compensi percepiti ne siano normalmente assoggettati.

Adempimenti

I contribuenti minimi sono esonerati dagli obblighi di registrazione e di tenuta delle scritture contabili. Permane, invece, l’obbligo di conservare i documenti ricevuti ed emessi. Sono esclusi dall’applicazione dei parametri e degli studi di settore; pertanto, sono esonerati anche dalla compilazione del modello per la comunicazione dei dati rilevanti ai fini dell’applicazione degli stessi.

La dichiarazione dei redditi va presentata nei termini e con le modalità ordinarie. Non va presentata la dichiarazione Irap.

Le semplificazioni Iva

I soggetti che adottano il regime dei minimi non possono esercitare il diritto di rivalsa ne possono detrarre l’Iva assolta sugli acquisti nazionali e comunitari e sulle importazioni. Pertanto la fattura o lo scontrino emessi non devono recare l’addebito dell’imposta.

Inoltre, sono esonerati dalla maggior parte degli adempimenti Iva, restando obbligati soltanto ad una parte degli stessi, che vengono di seguito riepilogati:

  1. Numerazione e conservazione delle fatture di acquisto e delle bollette doganali;
  2. Certificazione dei corrispettivi;
  3. Annotazione nelle fatture emesse che trattasi di “operazione effettuata ai sensi dell’art. 27 c. 1 DL 98/2011“;
  4. Comunicazione preventiva all’A.E. dell’intenzione di effettuare acquisti intracomunitari;
  5. Integrazione delle fatture per gli acquisti intracomunitari e per le altre operazioni soggette a reverse charge, con l’indicazione dell’aliquota e della relativa imposta;
  6. Presentazione agli uffici doganali degli elenchi intrastat.

3 comments

  1. Grazie per questo interessante articolo Federico. Non mi e’ chiara una cosa, e’ possibile utilizzare il regime dei minimi se si apre partita IVA dopo i 35 anni? (38 nel mio caso..), ovvero la mia domanda e’, a 38 anni posso provare ad avviare un’attività aprendo partita Iva utilizzando il regime dei minimi?
    Grazie e buona giornata,
    Stefano

  2. Salve Stefano,
    si, attualmente possono aderire al regime dei minimi anche soggetti con più di 35 anni di età, ma fermi restando i requisiti di permanenza, la durata massima del regime è di 5 anni.

    Segnalo però che il Governo, con la Legge di Stabilità 2015, in corso di approvazione sta radicalmente modificando questo regime, quindi quello che le dico oggi potrebbe non valere più nelle prossime settimane. Naturalmente non appena la normativa sarà definitiva aggiornerò l’articolo.
    Saluti,

  3. La ringrazio Federico, speriamo che le modifiche siano in meglio…

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