Art Bonus: il credito d’imposta a sostegno della cultura

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Il D.L. n. 83/2014 ha introdotto un credito di imposta per favorire le erogazioni liberali a sostegno della cultura (c.d. “Art Bonus”).

L’articolo 1 del D.L. n. 83/2014, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 30 luglio 2014 ha introdotto la possibilità di usufruire di un credito d’imposta  (Art-Bonus) a persone fisiche, enti non commerciali e imprese che finanziano, mediante erogazioni liberali in denaro, le seguenti attività:

  • Interventi di manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
  • Sostegno degli istituti e dei luoghi di cultura pubblici e realizzazione di nuove strutture;
  • Restauro e potenziamento di fondazioni lirico-sinfoniche o di enti pubblici che operano, senza scopo di lucro, nel campo dello spettacolo.

Erogazioni che danno diritto all’Art Bonus

Le erogazioni liberali effettuate in denaro che danno diritto al credito di imposta, devono riguardare gli anni di imposta 2014, 2015 e 2016 e devono essere riferiti ai seguenti interventi:

  • Manutenzione, protezione e restauro di beni culturali pubblici;
  • Sostegno degli istituti e dei luoghi della cultura di appartenenza pubblica (es. musei, biblioteche, archivi, aree e parchi archeologici, complessi monumentali, come definiti dall’articolo 101 del Codice dei beni culturali e del paesaggio di cui al D.Lgs. n. 42/04) delle fondazioni lirico-sinfoniche e dei teatri di tradizione;
  • Realizzazione di nuove strutture, restauro e potenziamento di quelle esistenti, di enti o istituzioni pubbliche che, senza scopo di lucro, svolgono esclusivamente attività nello spettacolo;

Importo dell’Art Bonus

L’importo del credito e i limiti entro i quali è riconosciuto l’Art Bonus variano a seconda dell’anno e del soggetto finanziatore. In ogni caso va ripartito in tre quote annuali di pari importo. L’Art Bonus, infatti, vuole essere nelle intenzioni del legislatore, uno strumento più semplice ed efficace di agevolazione fiscale per le erogazioni liberali riguardanti i beni culturali superando l’attuale dicotomia prevista dalle disposizioni del DPR n. 917/86 che riconosce una detrazione del 19 per cento alle persone fisiche ed una deduzione dalla base imponibile alle persone giuridiche.

In ogni caso, il credito d’imposta viene erogato nelle seguenti misure (articolo 1 del D.L. n. 83/2014):

  • 65% per le erogazioni liberali in denaro effettuate nel periodo 2014 e 2015;
  • 50% per le erogazioni liberali in denaro effettuate nel corso del 2016.

Per fruire dell’agevolazione è sufficiente presentare una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà, relativa alle spese sostenute, al Ministero dei beni culturali e del turismo (Mibact). Il credito è alternativo alle analoghe detrazioni e deduzioni previste dal DPR n. 917/86, e dovrebbe essere fruibile come detrazione d’imposta nel Modello Unico. Le imprese possono utilizzarlo anche tramite compensazione mediante modello F24.

Modalità di effettuazione

Analogamente a quanto previsto per altre erogazioni liberali in denaro, l’Agenzia delle Entrate ha stabilito che anche le erogazioni liberali in esame devono essere effettuate avvalendosi esclusivamente di uno dei seguenti sistemi di pagamento:

  • Tramite banca (es. bonifico);
  • Oppure tramite ufficio postale (es. versamento su conto corrente intestato al beneficiario);
  • Oppure mediante gli altri sistemi di pagamento previsti dall’articolo 23 del D.Lgs. n. 241/97, cioè mediante carte di debito, di credito e prepagate, assegni bancari e circolari.

In pratica, non possono beneficiare del credito d’imposta le erogazioni liberali effettuate in contanti, in quanto non offrono sufficienti garanzie di “tracciabilità“.

I beneficiari delle erogazioni liberali comunicano mensilmente al Mibact le erogazioni ricevute e ne danno pubblica comunicazione insieme alla loro destinazione e utilizzo in un’apposita sezione dei propri siti web.

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