Acquisti di carburante: disciplina fiscale

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La tenuta della scheda carburante permette all’esercente arti o professioni e agli imprenditori di dedurre, ai fini delle imposte dirette, il costo di acquisto del carburante dei veicoli utilizzati per l’esercizio dell’attività.

Tra le spese di gestione e impiego dei veicoli aziendali, da parte di imprese o di esercenti arte o professione, una voce importante è costituita dagli acquisti di carburante e lubrificante.

Di seguito andiamo ad analizzare quali sono le regole per poter documentare e registrare in contabilità gli acquisti di carburante e le relative regole di deducibilità ai fini delle imposte dirette (Ires/Irpef) e di detraibilità ai fini dell’imposta sul valore aggiunto (Iva).

La scheda carburante

Per documentare gli acquisti di carburante, occorre utilizzare la scheda carburanti disciplinata dal DPR n. 444/1997.

La scheda carburanti deve essere utilizzata per gli acquisti di carburanti per autotrazione (benzina, gasolio, gas metano, Gpl) effettuati presso gli impianti stradali di distribuzione dai soggetti nell’esercizio di impresa, arte o professione.

Va comunque ricordato che le regole sulle schede carburanti non si applicano alle cessioni di carburanti effettuate dagli esercenti gli impianti stradali di distribuzione nei confronti dello Stato, degli enti pubblici territoriali, degli istituti universitari e degli enti ospedalieri, di assistenza e beneficenza, nonché, a seguito delle modifiche introdotte dal comma 109 dell’articolo 1 della Legge n. 266/2005, degli autotrasportatori di cose per conto terzi.

Compilazione della scheda carburante

La periodicità di compilazione è, a libera scelta del contribuente, mensile o trimestrale. La scheda deve essere tenuta per ogni veicolo a motore utilizzato e deve contenere, anche mediante l’apposizione di un timbro, oltre agli estremi di individuazione del veicolo, la ditta, la denominazione o ragione sociale, ovvero il cognome e il nome, il domicilio fiscale e il numero di partita Iva dell’impresa che acquista il carburante.

Elementi indispensabili

L’addetto alla distribuzione del carburante ha l’obbligo di indicare nella scheda carburante, all’atto di ogni rifornimento, i seguenti elementi:

  • La data del rifornimento;
  • L’ammontare del corrispettivo totale corrisposto, al lordo della relativa Iva;
  • Gli estremi identificativi dell’esercente l’impianto di distribuzione (denominazione o ragione sociale se soggetto collettivo, ovvero ditta o cognome e nome se persona fisica);
  • L’ubicazione dell’impianto di distribuzione del carburante;
  • La propria firma per convalida della regolarità dell’operazione d’acquisto.

Il numero dei kilometri

Elemento obbligatorio da apporre sulla scheda, prima di registrarla in contabilità, è il numero dei chilometri, rilevabile, alla fine del mese o del trimestre, dal contachilometri del veicolo (tale obbligo sussiste solo per gli imprenditori, in quanto non è previsto per gli esercenti arti o professioni), mentre è facoltativa l’indicazione del numero progressivo dell’annotazione, del tipo e della quantità del carburante erogato (essendo, questi ultimi, elementi ritenuti dal legislatore scarsamente rilevanti ai fini dei controlli fiscali; vedi circolare ministeriale n. 205/E del 1998).

La registrazione

L’ammontare complessivo delle operazioni annotate su ciascuna scheda mensile o trimestrale deve essere registrato distintamente nel registro acquisti previsto dall’articolo 25 del DPR n. 633/1972, entro il termine ivi stabilito. Inoltre, non c’è l’obbligo di annotazione sul registro Iva della scheda carburante, qualora l’imposta sia per l’acquirente completamente indetraibile.

Da ciò ne deriva che la registrazione della scheda carburante, per coloro che non possono detrarre l’Iva sulla stessa, può avvenire anche solo ai fini del reddito senza l’obbligo di annotazione ai fini Iva.

Carte elettroniche sostitutive

In alternativa alla tenuta della scheda carburante, il Decreto Sviluppo 2011, ha previsto la possibilità di certificare gli acquisti di carburante, anche mediante pagamenti effettuati “esclusivamentecon l’utilizzo di carte elettroniche di pagamento (come ad esempio carte di credito, carte di debito, carte prepagate).

I soggetti, esercenti attività di impresa o di arte o professione, che ricorrono sempre a tale metodo di pagamento elettronico sono esonerati dalla tenuta della scheda carburante, in quanto i dati utili per la certificazione ai fini della detrazione dell’Iva e delle deduzione dei costi sono ricavabili nell’estratto conto bancario.

Per maggiori chiarimenti, è possibile consultare la Circolare n. 42/E/2012 dell’Agenzia delle Entrate.

Scheda carburante e imposte sui redditi

Dal punto di vista delle imposte sui redditi, le spese sostenute per l’acquisto dei carburanti seguono le stesse regole previste per i veicoli cui si riferiscono. Pertanto, anche per tali spese, trova applicazione l’articolo 164 del DPR n. 917/1986. Ne consegue che le spese sostenute per l’acquisto di carburanti:

  • Sono totalmente deducibili relativamente alle seguenti tipologie di automezzi: autovetture e autocaravan (lettere a) e m) dell’articolo 54, comma 1, del Codice della strada) destinati a essere utilizzati esclusivamente come beni strumentali nell’attività propria dell’impresa; autoveicoli adibiti a uso pubblico; autoveicoli dati in uso promiscuo ai dipendenti per la maggior parte del periodo d’imposta;
  • In caso di uso promiscuo sono deducibili al 20 per cento per i soggetti in contabilità ordinaria o semplificata e al 50 per cento per i soggetti che aderiscono al regime dei nuovi minimi.

Scheda carburante: disciplina Iva

Per l’acquisto di carburanti e lubrificanti, la detraibilità dell’Iva assolta segue le stesse regole dei veicoli cui gli stessi sono destinati.

Tuttavia, la detrazione del 15 o del 50 per cento di cui si è detto in precedenza, non si estende all’imposta relativa all’acquisto di carburanti e lubrificanti destinati ai veicoli stessi, che resta quindi totalmente indetraibile (Circolare n. 1/E del 2001).

Altri metodi di acquisto di carburante

Nella prassi aziendale (specialmente con riferimento alle grandi realtà industriali), oltre al classico utilizzo della scheda carburanti, esistono altre forme di acquisto dei carburanti per autotrazione. Si tratta dell’utilizzo delle seguenti forme.

Buoni carburante

Come precisato con la risoluzione ministeriale 26 luglio 1977, n. 362648, per utilizzare i buoni carburante deve essere utilizzato un blocco composto di più schede, recante un importo fisso prestampato, ciascuna delle quali da utilizzare per ogni rifornimento. Si dovrà poi provvedere alla totalizzazione mensile delle schede nell’ambito di ciascuna direzione di zona.

Netting

Consiste in una forma di fatturazione sostitutiva della scheda carburante. La procedura, consiste nella stipula di due diversi contratti: il primo tra il gestore e una compagnia petrolifera; l’altro tra la compagnia petrolifera e il cliente finale cui vengono rilasciate apposite tessere magnetiche. Al momento del rifornimento, il cliente acquista il carburante dalla compagnia petrolifera utilizzando la tessera e non dal gestore che materialmente effettua il rifornimento.

Nel rapporto tra gestore e società petrolifera il primo emette nei confronti di quest’ultima regolare fattura per le somministrazioni effettuate a favore della società beneficiaria delle forniture di carburante. La società petrolifera, a sua volta, emette la fattura nei confronti della società che fruisce della somministrazione nei termini previsti dal secondo comma, lettera a), dell’articolo 6 del DPR n. 633/1972, in base al flusso di informazioni automatizzate di tutti i prelievi effettuati con l’utilizzo delle carte magnetiche.

Inoltre, gli utilizzatori dei veicoli aziendali devono compilare mensilmente un documento numerato e datato, nel quale sono indicati, tra l’altro, il numero di targa del veicolo e i chilometri percorsi.

Memory cards

Si tratta di una scheda magnetica, nella quale vengono memorizzati la targa del veicolo e i dati identificativi della società. Inoltre, per adottare tale procedura, è necessario che il veicolo sia dotato di un computer di bordo, di una stampante, di una tastiera numerica.

In pratica, a ogni rifornimento del veicolo, il conducente digita il numero di litri erogati dalla pompa di carburante e il relativo corrispettivo sul computer di bordo, al quale spetta, peraltro, anche controllare l’esattezza dei dati inseriti rispetto a quelli configuranti la situazione del serbatoio nel momento antecedente al rifornimento.

Una volta verificata la congruità dei dati inseriti, il computer provvede alla stampa di una scheda carburante, sulla quale risultano impressi la data del rifornimento e un numero progressivo, costituito dalla targa del veicolo e dal numero del prelievo. Il documento in parola costituisce, pertanto, la documentazione utile di cui rimane in possesso ciascuna società petrolifera ai fini di un eventuale riscontro in caso di verifica. I dati contenuti nella scheda consegnata al gestore vengono memorizzati sulla memory card. Al termine di ogni giornata, infine, le informazioni contenute nella memory card vengono trasferite e conservate su supporti ottico-magnetici ai fini degli adempimenti degli obblighi connessi con la tenuta del registro Iva degli acquisti.

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