Obblighi contributivi nel lavoro autonomo occasionale

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I soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo occasionale, al superamento dei €. 5.000 (lordi) di compenso annuo, devono rispettare obblighi contributivi, relativi alla gestione separata Inps, e al versamento dei relativi contributi. Tutte le informazioni utili.

I rapporti di lavoro autonomo occasionale si caratterizzano per lo svolgimento di un’attività di tipo professionale, nella completa autonomia circa il tempo e il modo della prestazione e a mera esecuzione istantanea, e cioè per un fatto contingente, eventuale ed episodico.

In pratica, deve trattarsi quindi di un rapporto il cui interesse delle parti si esaurisce al raggiungimento del risultato stabilito. E’ esclusa l’abitualità, pertanto, quando il rapporto sia caratterizzato da un interesse durevole del prestatore di lavoro o del committente a svolgere o ricevere rispettivamente nel tempo, una o più prestazioni anche periodiche, non può essere utilizzata la forma delle prestazioni occasionali, bensì dovrà essere obbligatoriamente aperta partita Iva.

In questo contributo andremo ad analizzare le peculiarità del lavoro autonomo occasionale e i relativi obblighi contributivi a cui sono sottoposti i soggetti al superamento dei €. 5.000 lordi di prestazioni lavorative annue.

La prestazione di lavoro autonomo occasionale

Il lavoro autonomo occasionale si caratterizza per essere una prestazione d’opera, così come prevista dall’articolo 2222 del codice civile, nella quale il prestatore si obbliga ad effettuare un servizio su commissione del soggetto committente. L’utilizzo delle prestazioni occasionali, prescinde dalla misura del compenso concordato, ma deve sempre rispettare il vincolo dell’occasionalità della prestazione.

Occasionalità della prestazione

Una prestazione di lavoro autonomo che si svolge attraverso una pluralità di interventi da parte del prestatore, non può essere considerata una prestazione di tipo “occasionale“, in quanto la stessa prestazione viene più volte ripetuta nel tempo. Stessa considerazione deve dirsi per tutte quelle attività che richiedono una prestazione per alcuni periodi dell’anno.

Ad esempio, un soggetto che viene chiamato a svolgere un’attività di giardinaggio, potrà utilizzare le prestazioni occasionali solo se tale attività è svolta in modo unico e non ripetibile. Nel caso in cui, invece, anche a distanza di tempo, tale soggetto venga richiamato a svolgere la stessa attività, anche da committente diverso, non potrà più rientrare nella fattispecie del lavoro occasionale, in quanto l’occasionalità è sostituita dalla ripetitività della prestazione svolta. In questo caso si rende obbligatoria l’apertura della partita Iva.

Il soggetto prestatore, infatti, per il solo fatto di essersi organizzato per ricevere una seconda chiamata in futuro, attraverso pubblicità, passaparola, o annunci su giornali o web, si è organizzato per svolgere in maniera “professionale” (e quindi non più “occasionale“) l’attività esercitata.

I redditi da lavoro occasionale

I proventi derivanti dall’attività di lavoro autonomo occasionale, ai fini reddituali rientrano nella categoria dei c.d. “redditi diversi“, disciplinati dall’articolo 67 del DPR n. 917/86. La categoria dei redditi diversi comprende tutte quelle fattispecie reddituali che non riescono a trovare collocazione nella altre categorie reddituali previste dall’articolo 6 del DPR n. 917/86.

In termini pratici, questo vuol dire che il reddito percepito dal lavoro occasionale, in dichiarazione dei redditi sarà sommato agli eventuali altri redditi, imponibili Irpef percepiti dal contribuente (es. redditi da lavoro dipendente), al fine di determinare il reddito complessivo, da assoggettare ad Irpef secondo i vari scaglioni reddituali.

L’imposta lorda così determinata sarà poi abbattuta dalle ritenute di acconto subite nel lavoro autonomo occasionale (ed eventualmente dalle altre ritenute subite). In questo modo si determina l’imposta netta da versare.

Gli obblighi contributivi

Per i soggetti che effettuano prestazioni occasionali, l’obbligo contributivo scatta al superamento dei €. 5.000 (lordi) di reddito percepito tramite questa attività. L’Inps prevede che, quando il compenso lordo annuo percepito con prestazioni occasionali superi la soglia di €. 5.000 il soggetto sia obbligato all’iscrizione alla gestione separata dell’Inps. E’ bene ribadire, quindi, che il reddito di €. 5.000 costituisce una fascia di esenzione: i contributi sono dovuti esclusivamente sulla quota di reddito eccedente i €. 5.000.

Contributi alla gestione separata

La gestione separata dell’Inps è una gestione previdenziale obbligatoria a cui sono tenuti ad iscriversi i lavoratori autonomi privi di altra cassa professionale di appartenenza, che prevede precisi obblighi contributivi. I contributi previsti sono dovuti con aliquote differenziate a seconda che il lavoratore occasionale sia privo o meno di altra tutela previdenziale obbligatoria.

Ad esempio, se il lavoratore occasionale è soggetto ad altri obblighi contributivi, o è già titolare di pensione diretta (anzianità, vecchiaia o invalidità), i contributi dovuti sono applicati con un aliquota ridotta.

Nascita dell’obbligazione contributiva

Sul piano giuridico, il rapporto previdenziale tra lavoro autonomo occasionale e l’Inps nasce nel mese in cui viene superato il reddito di €. 5.000. Superato il limite, pertanto, i lavoratori devono iscriversi alla gestione separata. In presenza di più rapporti, dovrà essere il lavoratore stesso a tenere informati i vari committenti circa l’avvenuto superamento del tetto di esenzione.

Modalità di versamento dei contributi

Superata, in riferimento a ciascun anno solare, la fascia di esenzione di €. 5.000, il committente o i committenti interessati devono versare i contributi sugli ulteriori emolumenti dagli stessi corrisposti nel predetto anno, con le modalità e i termini previsti per i collaboratori coordinati e continuativi, entro il giorno 16 del mese successivo al relativo pagamento, tramite modello F24 e utilizzando i codici in uso per le citate collaborazioni (CXX o C10).

Secondo l’Inps, la base imponibile su cui applicare il prelievo è costituita dal compenso lordo erogato al lavoratore, dedotte le spese poste a carico del committente e risultanti dalla ricevuta.

Dal punto di vista fiscale, invece, nella nozione di compenso da assoggettare a ritenuta d’acconto rientrano anche eventuali rimborsi spese inerenti la produzione del reddito, anche se si tratta di rimborsi relativi a spese analiticamente documentate, eccettuati solo i rimborsi per spese in nome e per conto (Risoluzione 69/E del 21 marzo 2003). L’Agenzia, in buona sostanza, in tale materia, è dell’avviso che esiste una sostanziale identità di trattamento tra i redditi professionali e i redditi occasionali di lavoro autonomo.

Spese addebitate al committente

Ne consegue che in presenza di spese da addebitare al committente la base imponibile fiscale su cui applicare la ritenuta di acconto e quella previdenziale sarebbero diverse:

  • Quella fiscale è rappresentata dall’importo complessivamente addebitato al committente (comprensivo di spese);
  • Quella previdenziale è rappresentata invece dal solo compenso riferito alla prestazione di lavoro, al netto quindi delle spese.

Si precisa, infine, che la parte di contributo a carico del lavoratore (pari a un terzo), anche se rappresenta una quota deducibile dal reddito, non va riconosciuta dal committente in sede di applicazione della ritenuta fiscale con le stesse modalità previste per i collaboratori coordinati e continuativi in genere, dal momento che per i lavoratori occasionali non trovano applicazione le disposizioni fiscali previste dall’articolo 51 del DPR n. 917/86.

Ne consegue che la ritenuta d’acconto del 20 per cento dovrà essere effettuata sul compenso al lordo non solo dei rimborsi spese ma anche della ritenuta previdenziale a carico del prestatore. A ogni modo, il contributo trattenuto dal committente potrà essere dedotto nel quadro RP in occasione della compilazione del modello Unico o nel quadro E del 730.

57 comments

  1. Salve. vorrei capire una cosa. io lavoro come creativa e produco gioielli fatti tutti a mano e vendo nelle piazze con dei permessi rilasciati dai comuni.
    Allora, considerando questo un lavoro occasionale autonomo, se io supero i 5000 euro e mi iscrivo alla gestione separata come verso i contributi? Nel senso che vendendo oggetti non ho un committente, ma acquirenti, e non saranno loro a versare i contributi ma interamente io.
    E dopo i 5000 euro, cosa dovrei fare? La somma delle ricevute non fiscali e pagare l’aliquota?
    Grazie mille.

    • Fiscomania

      Con oltre €. 5.000 la soluzione migliore è aprire partita Iva, anche perché non avendo un committente nessuno potrebbe versare i contributi. Se le servono maggiori informazioni sull’apertura della partita Iva, mi faccia sapere.

  2. Buongiorno,
    sto per avere una collaborazione occasionale con la Commissione Europea che supererà come compenso finale i 5.000 euro. Dalla Commissione mi dicono che non può versare i contributi, che perciò dovrò versare interamente io. E’ corretto che una volta che avrò ricevuto il compenso dovrò iscrivermi alla gestione separata Inps e versare entro il 16 del mese successivo i contributi sul compenso al netto delle spese esposte in ricevuta tramite F24? Il tutto con aliquota del 22% essendo io dipendente altrove?
    Grazie

  3. Buongiorno, ho lavorato per un ente pubblico con ritenuta d’acconto per un totale di 5.000 euro (quindi il massimo in un anno), ora mi propongono un altro lavoro per altri 5000 euro dicendo che basta iscriversi alla gestione separata. Sono già iscritta, non ci sono problemi. Ai sindacati mi hanno detto che sui quei 5000 euro si dovranno pagare alla gestione separata, oltre alla ritenuta del 20%, altri 32%+0,72% di tasse. Insomma su 5000 io ne prenderei netti solo 2619,20 ma è vero? Grazie

    • Fiscomania

      E’ corretto. Ma la cosa che non le hanno detto è che se apre partita Iva almeno sulle imposte può risparmiare qualcosa.

  4. Buongiorno io dovro’ fare occasionalmente, spero, la travel planner e sicuramente non superero’ i 5000 euro annui.
    Chiedendo a un commercialista mi è stato detto che basta ricevuta non fiscale con dati miei, del cliente e importo che mi versa da presentare poi a maggio al 730.
    Volevo sapere intanto se le informazioni che mi hanno dato sono veritiere e se si puo’ già in qualche modo fare una stima di quanto mi tratterranno sul rimborso del 730 su per esempio una ricevuta da 50 euro.
    grazie

  5. Chiedo scusa per le mille domande, ma continuano a farmi venire dubbi… io leggendo anche altri articoli sempre sul vostro sito ho capito che questa ricevuta non fiscale da presentare durante il 730 si puo’ fare tra privati, ora una persona ( non professionista ) mi sta dicendo che almeno uno dei due deve avere partita iva, è vero?
    A me non risulta oltre a sembrarmi una cosa senza senso

  6. Ricollegandomi all’ultima domanda di Valentina chiedo: nel caso di prestazione occasionale verso un committente privato (persona fisica), chi paga l’IVA? O non è dovuta del tutto?
    Mi spiego: la ricevuta che io come prestatore occasionale (sprovvisto di partita iva) devo rilasciare al committente persona fisica, non riporterà il valore della ritenuta ma un unico valore per lordo e netto, ovvero il totale della prestazione (correggimi se sbaglio). Il committente non presenterà alcun modulo F24 e io dichiarerò questo reddito nel mio 730 alla voce altri redditi, per cui ci pagherò l’IRPEF.
    Ma l’IVA?

    Infine un dubbio tecnico: in un caso come quello appena descritto, il valore della prestazione nel 730 va dichiarato alla voce D5 (come trovo scritto online) o alla voce D4 (Redditi diversi, per i quali non è prevista una detrazione) codice ‘9’ (“per gli altri redditi diversi sui quali non è stata applicata alcuna ritenuta […]”)?

    Ti ringrazio anticipatamente

    • Fiscomania

      Nelle prestazioni occasionali non c’è Iva. L’Iva la applicano soltanto i soggetti che operano professionalmente. La prestazione occasionale si indica nella sezione dedicata alle attività non esercitate abitualmente.

      • Ok, sostituendo IVA con ritenuta d’acconto al mio commento precedente, chiedo pertanto: la ritenuta d’acconto chi la paga, nel caso di prestazione occasionale tra privati?

        Per quanto riguarda il mio dubbio tecnico invece, se ho capito, mi state dicendo che non importa che la prestazione occasionale sia del tipo con o senza ritenuta d’acconto, in entrambi i casi andrà dichiarata nel 730 alla voce D5, è corretto?

  7. Salve,
    ho svolto prestazioni di lavoro occasionale per le quali ho emesso l’opportuna ricevuta con ritenuta d’acconto del 20%. Ora sono arrivata alla soglia dei 5000 euro. Mi è stato detto che non è necessario aprire partita iva ma basta iscriversi alla gestione separata inps e pagara la relativa quota (del 25.72%). Ho provato a fare questa iscrizione sul sito dell’inps ma ho avuto due sorprese:
    – per iscrivermi devo necessariamente indicare il numero di partita iva!
    – Risulto essere già iscritta ma come parasubordinato
    Ora le mie domande sono:
    1) è vero che non sono tenuta ad aprire partita iva?
    2) l’scrizione alla gestione separata come parasubordinato può essere comunque utilizzata per il versamento della ritenuta inps nella ricevuta di prestazione occasionale?
    3) è corretta l’aliquota del 25.72% (in giro ne ho lette tante)?
    4) se dovessi aprire partita iva questo è incompatibile con il lavoro di docente supplente presso istituti scolastici pubblici?
    Grazie

    • Fiscomania

      Lei è obbligata, per essere in regola sia da un punto di vista fiscale e previdenziale ad aprire partita Iva. In linea generale gli insegnanti possono aprire partita Iva ed effettuare attività di lavoro autonomo senza problemi. Per quanto riguarda le altre informazioni, se deciderà di avvalersi della nostra assistenza fiscale per la sua partita Iva, avrà tutta l’assistenza di cui necessita.

      • Buongiorno e grazie per la celere risposta!
        In realtà mi rendo conto adesso che forse ho spiegato male la situazione, nel senso che il lavoro che ho fatto è del tutto occasionale, si tratta di un unico lavoro che, per comodità del committente è stato pagato in due rate, per un totale di 7000 euro. Per la prima rata da 3500 ho fatto la ricevtua per prestazione occasionale ma adesso si pone il problema della seconda rata. Tuttavia il lavoro non avrà alcun seguito ne con questo ne con altri committenti. O meglio nella vita non si può mai dire, ma allo stato attuale non ho grosse aspettative per altri lavori nell’imminente…
        Devo quindi comunque procedere con la partita iva?

        • Fiscomania

          Ormai la procedura per il pagamento dei contributi dal committente non può più seguirla, l’unica strada è la partita Iva.

  8. Buongiorno!
    Qualche giorno fa sono andato presso l’INPS Gestione Separata, per chiedere come emettere ricevuta di prestazione occasionale con ritenuta d’acconto!
    Gli impiegati mi hanno detto che dovevo capire se questa prestazione fosse COLLABORAZIONE OCCASIONALE oppure LAVORO AUTONOMO OCCASIONALE.

    Nel caso A, mi hanno detto che oltre la ritenuta d’acconto mi applicano un imponibile (se non ricordo male pari ad 1/3) ed io non devo emettere nessuna ricevuta ma solamente comunicare di essere iscritto alla Gestione Separata (infatti sono iscritto alla Gestione Separata a seguito di un co.co.co. che non c’entra con la prestazione di cui sto parlando).
    Nel caso B mi hanno detto di rilasciare ricevuta e che non ci saranno imponibili oltre la ritenuta del 20%.

    Sul contratto c’è scritto che la collaborazione è occasionale! Ma controllando la partita IVA dell’ente per cui ho svolto la prestazione occasionale, gli impiegati dell’INPS hanno scoperto che detto ente non ha mai versato contributi per collaborazioni occasionali (quindi abbiamo dedotto che sul contrato ci fosse un errore e che avrebbero dovuto scrivere “lavoro autonomo occasionale”.

    In tutto ciò mi sono documentato su internet e ho scoperto che il lavoro autonomo occasionale è stato abolito. E che esiste solamente la collaborazione occasionale per cui non è richiesta l’iscrizione alla Gestione Separata (a meno che non si superino 5000€ che non è il caso mio).

    Qualcuno mi sa dire cosa devo fare visto che nemmeno all’INPS sapevano cosa dirmi?

    • Fiscomania

      La collaborazione occasionale non esiste più. Per capire cosa deve fare con la prestazione occasionale è sufficiente leggere l’articolo, fino a €. 5.000 non ci sono ritenuta previdenziali.

      • Ok grazie! Quindi stando sotto i 5000€ (abbondantemente), dal lordo mi verrà detratto solamente la ritenuta d’acconto!

  9. Buon pomeriggio,
    nell’anno 2016 ho effettuato 3 prestazioni occasionali, con 3 mansioni e 3 committenti differenti, per un lordo totale di circa € 9.700. Ho presentato regolarmente un Modello Unico con i 3 CU, facendomi aiutare dal CAF che ha inserito tutti i dati nel quadro RL. Solo in secondo momento, a causa di accertamento NASPI, mi sono accorta che 1 dei 3 CU riporta nella Tipologia Reddituale la ‘A’ (lavoro autonomo) piuttosto che la ‘M’ (lavoro occasionale), pur non avendo mai emesso fattura e/o ricevuta. Non ero a conoscenza che avrei dovuto avvertire il terzo committente del superamento della soglia di € 5.000 né dell’iscrizione alla Gestione separata: a mie carissime spese, sto scoprendo questo mondo adesso.
    Che dovrò fare per sistemare la situazione sia con l’INPS che con l’Agenzia delle Entrate? I pareri sono diversi e svariati

    • Fiscomania

      La situazione fiscale è complicata perché l’Agenzia potrebbe contestarle anche la mancata apertura della partita Iva, e quindi la mancata fatturazione dell’operazione. Da un punto di vista previdenziale dovrà versare lei i contributi, compilando la dichiarazione dei redditi. Si avvalga di un Commercialista fin da subito la prossima volta.

      • Grazie per la celere risposta.
        Quindi per essere in regola devo:
        1- pagare una sanzione per l’agenzia
        2- versarmi i contributi all’INPS
        Per cui non occorre che adesso apra la partita iva, giusto?

        • Fiscomania

          Corretto. Per capire se deve aprire partita Iva bisogna vedere se sta continuando ad effettuare quell’attività anche adesso.

          • Si, ho terminato a luglio 2017 la prestazione occasionale iniziata a dicembre 2016.
            Superando la soglia di 5000 € sono obbligata ad aprire la partita iva, pur svolgendo attività occasionali?
            Scusate l’ignoranza, ma ad esempio, se nell’anno xx:
            – per 25 giorni taglio il prato del vicino, compenso 3500 €
            – per 10 giorni riparo il pc di un mio amico, compenso 2000 €
            – per 30 giorni pitturo casa di mia zia, compenso di 5000 €
            Il mio compenso totale nell’anno xx sarà di 10500 €, la mia domanda è:
            Sono obbligato, superando la soglia dei 5000 €, ad aprire la partita iva, oppure ho solo l’obbligo dell’iscrizione alla gestione separate?

          • Fiscomania

            L’apertura della partita Iva non dipende ne dal numero di giorni lavorati e nemmeno dal compenso percepito. Dipende esclusivamente dalla continuità dell’attività. Anche se nel suo esempio ci sono tre attività diverse, lei sta svolgendo continuativamente un’attività, quindi è obbligata ad aprire partita Iva.

  10. Buongiorno,
    sono già un lavoratore dipendente, ma durante l’anno mi capita di fare dei lavori come barista e quindi come “lavoratore autonomo occasionale”. Quest’anno a luglio ho già superato i 5000 euro lordi sommando le varie ritenute tra tutti i committenti.
    Cosa devo fare esattamente adesso? Devo iscrivermi alla gestione separata?
    Devo avvisare uno o tutti i committenti da adesso in poi?
    Le ritenute vanno fatte in maniera diversa (ho indicato sempre importo lordo, 20% su imponibile e netto a pagare)?
    Grazie per le risposte che vogliate darmi

    • Fiscomania

      Fare l’attività di barista, non è attività di lavoro autonomo occasionale. Chi la fa lavorare in questo modo rischia perché sia lei che il datore di lavoro siete fuori dalle regole. Il committente non può proporre questo tipo di contratti, per un’attività che è di lavoro dipendente. Lei a questo punto deve aprire partita Iva.

  11. Buongiorno ringrazio per le risposte precedenti ed approccio la mia domanda: ho svolto un lavoro di analisi di un mercato redigendo un rapporto. Il tutto per mio conto e su suggerimento di un professionista che avvalendosi della relazione finale ha fatto profitto ed ora vorrebbe pagarmi 5000 euro. Il suo commercialista ha suggerito di aprire una partita iva con regime forfettario anziché emettere notula anche in virtù del fatto che le notule possono essere di 2000€ per committente perché sono cambiate le regole del 2017. Le informazioni sono corrette? Nell’emettere una sola notula da 2000€ devo riportare il reddito in sede di dichiarazione dei redditi nel caso in cui abbia altri redditi quest’anno? I 3000€ rimanenti sto ragionando di comune accordo con il professionista se convenga aprirmi partita iva o risquoterli l’anno prossimo. Voi avreste suggerimenti per rientrare nelle regole?

    • Fiscomania

      Opterei anche io per l’apertura della partita Iva. In questo modo, poi avrebbe la possibilità di essere subito in regola se dovesse avere altre richieste.

  12. Buonasera, anni fa ho svolto un piccolo lavoro per l’università dove veniva richiesta l’iscrizione alla Gestione Separata (come Parasubordinato), cessato il lavoro non ho effettuato la cancellazione dalla GS perchè avevo letto che non bisognava farla. Ora se dovessi svolgere dei lavori occasionali (sotto i 5mila€) con ritenuta d’acconto, dovrei pagare i contributi INPS (visto che risulto ancora iscritta alla GS)???

    • Fiscomania

      Solo se supera la soglia di €. 5.000 ma in quel caso, allora, è più conveniente aprire partita Iva in regime agevolato. Per maggiori info mi contatti in privato.

      • La ringrazio per la celere risposta. Invece se aprissi direttamente la partita iva pagherei i contributi sul mio fatturato anche se dovesse essere inferiore a 5000€?? Con partita iva c’è una soglia sotto il quale non sono tenuta a pagare L inps??

        • Fiscomania

          Con partita Iva si paga Inps sul tutto il fatturato, ma le imposte dovute scendono dal 23% al 5%, con un imponibile inferiore. Paga i contributi certo, che poi si troverà per la futura pensione e paga meno imposte della prestazione occasionale. Se vuole possiamo fare una simulazione numerica.

  13. Buongiorno,

    nel 2017 ho emesso ritenute d’acconto per agenzia immobiliare con contratto di procacciamento d’affari occasionale per tot. 4.700 euro. Sono ancora entro il limite o, essendo sempre lo stesso datore di lavoro, il massimale l’ho già superato? Ho letto che per ritenute allo stesso datore è di 2500 euro all’anno.

    Grazie

    • Fiscomania

      Salve Serena, la disciplina che ha indicato non riguarda l’attività di lavoro autonomo occasionale. Tuttavia, se sta svolgendo attività di procacciatore di affari continuativamente verso un unico committente dovrebbe operare con partita Iva.

  14. Buongiorno,
    lavoro con contratto a tempo indeterminato presso un’azienda. Nel mio tempo libero faccio delle illustrazioni per delle case editrici. Se quest’anno dovessi superare le 5000 euro, come dovrei comportarmi? Devo necessariamente aprire la partita Iva? Quanto mi costerebbe? C’è qualche altra possibilità?

  15. Salve,

    avrei bisogno di un chiarimento per la corretta quantificazione dei contributi Inps. Nel corso del 2017, ho percepito compensi per prestazioni occasionali per soli tre mesi e di importo complessivo inferiore ai 5.000 euro. Successivamente, ho aperto una partita iva come forfettario ed effettuato l’iscrizione alla gestione separata per poter continuare la collaborazione con il mio datore di lavoro. A questo punto la mia domanda è: il compenso percepito a titolo di prestazione occasionale andrà sommato al reddito percepito nel medesimo periodo di imposta come titolare di partita iva per la determinazione dei contributi che verserò?Oppure, sarà soggetto a contribuzione esclusivamente il reddito percepito come titolare di partita iva? Grazie in anticipo!

    • Fiscomania

      Si tratta di compensi percepiti in due regimi fiscali differenti. La gestione separata riguarda nel suo caso solo l’attività autonoma con partita Iva.

  16. Salve,

    avrei bisogno di un chiarimento, ho un lavoro come dipendente e in più faccio delle prestazioni occasionali per un privato, questo mese ho superato 5000 annui lordi con lo stesso committente, mi sono iscritto alla gestione separata, quindi per quanto riguarda i contributi previdenziali bisogna apporre l’aliquota del 24% essendo io soggetto ad un’ altra forma pensionistica (lavoro da dipendente)? e per quanto riguarda la ripartizione dell’aliquota, essa è 1/3 a carico mio e 2/3 a carico del committente? quindi nella ricevuta dovrò segnare l’importo lordo + l’ 1/3?
    inoltre non ho capito, se dovessi iniziare a lavorare non più con lo stesso committente ma con uno nuovo devo avvisare di aver superato i 5000 e quindi anche lui dovrà pagare i contributi?

    • Fiscomania

      Salve Giuseppe, se si lavora stabilmente, anche per un privato, è necessario operare con partita Iva per essere in regola. Nel suo caso poi, se il committente è privato dovrà essere lei a versare tutti i contributi in dichiarazione dei redditi. Come detto però, per regolarizzarsi dovrà operare con partita Iva in futuro. Se vuole maggiori info possiamo sentirci in privato.

  17. Buongiorno,
    volevo presentarle il mio caso. Mi sono iscirtta alla Gestione separata INPS come lavoratrice parasubordinata (ho superato la soglia dei 5000euro); per questo mese dovrei ricevere un compenso lordo di 1000 euro, la ritenuta d’acconto è del 20%, cosa devo scrivere nella notula per quanto riguarda le ritenute INPS? E a quanto ammonterebbe alla fine il netto?
    La ringrazio.
    Buona giornata.
    Ottavia

    • Fiscomania

      Salve Ottavia, se lei è un parasubordinato, le ritenute le applica il datore di lavoro. Se invece non lo fosse, la prestazione continuativa la obbliga alla partita Iva. La prestazione occasionale non rende in regola lei e nemmeno il suo committente.

  18. Salve,
    premetto che sono abililitato a svolgere la professione di Architetto ma che non sono ancora iscritto all’albo e di conseguenza non ho aperto partita IVA né sono iscritto all’ INARCASSA. Quest’anno ho svolto alcune prestazioni di lavoro autonomo occasionale per alcuni studi ed ho raggiunto ad Ottobre la soglia dei 5000 euro, in questi giorni però mi è capitato di svolgere un’altra prestazione occasionale e devo emettere una ricevuta da 700 euro. A questo punto cosa mi conviene fare? Considerato che non conviene a dicembre iscrivermi ad albo ed inarcassa e versare i contruibuti minimi (tra albo e contributi si andrebbe oltre i 1250 euro) e che ho intenzione da Gennaio 2018 di fare questo passo, mi consigliate a questo punto di iscrivermi alla gestione separata per emettere questa ultima ricevuta nel rispetto delle regole? l’iscrizione alla gestione separata in questo momento non mi obbliga a nessun versamento minimo per il prossimo anno? ovvero qualora mi iscrivessi il prossimo anno all’inarcassa ed aprissi partita IVA smetterei semplicemente di versare i contributi alla gestione separata per versarli all’altro ente previdenziale? Esiste un’alternativa per ricevere questo ultimo pagamento senza passare per la gestione separata nel rispetto delle leggi?

    Grazie e buon lavoro

    • Fiscomania

      La prestazione occasionale non esiste più nei termini conosciuti dal 2015. Operare in questo modo per lavori per cui è richiesta l’iscrizione all’Albo, la mette a rischio sanzioni, per la mancata fatturazione di quei compensi. Le consiglio di aprire partita Iva, e iscriversi all’albo, capendo benissimo che voglia farlo il prossimo anno, ma a questo punto non deve effettuare altre prestazioni professionali. Fare come dice, oltre a non essere in regola la porta a versare contributi che ad una cassa che non le restituirà niente in futuro. Ci penserei bene, magari affiancato da un Commercialista che sappia seguirla adeguatamente.

      • Non ho svolto prestazioni professionali per cui è richiesta l’iscrizione all’albo ma ho svolto delle brevi collaborazioni come disegnatore, per cui dovrei essere in regola. Grazie comunque per il consiglio di aprire partita iva.

  19. Salve,

    non ho la p iva. Volevo proporre come privato una giornata di formazione riguardante l ed. fisica. Il punto è che nessuno mi sta assumendo (devo solo pagare l’ affitto della sala dove si terrà il corso). Ora, io mi chiedo: posso percepire autonomamente le quote di partecipazione dai partecipanti? Devo emettere una ricevuta non fiscale e versare personalmente una ritenuta d’ acconto relativa alla somma delle quote? O per far questo devo per forza appoggiarmi a un ente o associazione? Attendo riscontro, grazie.

  20. Salve,
    da alcuni mesi con occasionalità lavoro come agente di vendita sotto forma di lavoro autonomo occasionale. Le spettanze mensili sono sempre state molto esigue, salvo le ultime 4 settimane a causa di una promozione in atto. Cio’ mi ha portato al superamento dei 5000 euro lordi annui in tempi record. La cosa è stata già comunicata al committente, Vorrei sapere gentilmente come procedere perchè tutto sia in regola, dai siti che ho consultato pare dovuta l’iscrizione alla gestione separata per la contribuzione inps e nulla più, Peraltro aggiungo che gia per 7 anni (2009 – 2015) ho svolto attività libero-professionale con iscrizione alla gestione separata. L’attività attuale di segnalatore terminerà allo scadere di questa settimana, motivo per cui non vorrei vedermi costretta all’apertura di una partita iva. Attualmente ho anche un incarico di supplenza presso una scuola pubblica.
    Ringrazio anticipatamente.
    Chiara

    • Fiscomania

      Salve Chiara, la sua posizione per l’anno in corso non è in regola con la prestazione occasionale. Comunque, è il committente che farà tutti gli adempimenti necessari. Lei deve solo emettere correttamente la ricevuta.

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