Regime agevolato incompatibile con società di persone

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Il contribuente che esercita nell’anno un’attività professionale o di impresa nel regime agevolato dei minimi (o regime forfettario) non può partecipare ad una società di persone, un’associazione, o ad una Srl trasparente: pena la decadenza dal regime agevolato. 

Il contribuente che nello stesso periodo d’imposta esercita un’attività individuale d’impresa o di lavoro autonomo e contemporaneamente partecipa a una società di persone o a un’associazione non può usufruire del regime agevolato dei minimi (regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile), o del regime forfettario, anche se nel corso dell’anno dismette la propria partecipazione.

Incompatibilità

L’Agenzia delle Entrate ha previsto una particolare incompatibilità tra il regime di vantaggio per l’imprenditoria giovanile e per analogia il regime forfettario e la contemporanea partecipazione ad una società di persone, ad una associazione o ad una Società a responsabilità limita in regime di trasparenza fiscale (ai sensi dell’articolo 115 o 116 del DPR n. 917/86).

Questa disposizione è volta ad evitare che redditi prodotti nello stesso periodo di imposta, dallo stesso soggetto e appartenenti alla stessa categoria reddituale (d’impresa o di lavoro autonomo), siano sottoposti a due differenti tassazioni: quella dei “contribuenti minimi“, appunto, per quanto riguarda l’esercizio individuale dell’attività d’impresa e quella prevista dal DPR n. 917/86, per i redditi da partecipazione in società.

Risoluzione n. 146/E/2009

Questo è quanto afferma la Risoluzione n. 146/E del 2009 dell’Agenzia delle Entrate, che in risposta ad un interpello presentato da un contribuente, socio accomandatario di una società di cui detiene il 50% del capitale. L’altro socio successivamente  ha ceduto la propria quota all’interpellante che è, quindi, diventato titolare unico della società. Il contribuente chiede all’Agenzia se può avvalersi della tassazione prevista per i  contribuenti minimi continuando la stessa attività economica, prima svolta in forma societaria, come ditta individuale.

Secondo l’interpellante, l’esclusione dal regime è prevista quando contemporaneamente si svolge attività individuale e si detengono partecipazioni in società. Nel suo caso, invece, ha prima dismesso la partecipazione nella società e poi ha iniziato a svolgere l’attività individualmente. A suo avviso, dunque, il reddito prodotto dal 1° gennaio alla data di scioglimento della società va assoggettato alle regole proprie del reddito d’impresa previste dal Tuir; quello prodotto proseguendo l’attività in forma individuale secondo la disciplina dei contribuenti minimi.

No a redditi della stessa categoria

L’Agenzia, invece, pone una diversa risoluzione con la ratio di evitare che redditi attribuibili a un unico contribuente, in unico periodo d’imposta e della stessa categoria, seguano differenti regole di determinazione e tassazione. Secondo questa risoluzione il contribuente avrebbe potuto entrare nel regime dei minimi soltanto l’anno successivo rispetto a quello nel quale è stata sciolta la società.

Sulla base di questa interpretazione possiamo dire che un contribuente che nel periodo d’imposta è soggetto al regime dei minimi, non può detenere anche quote di partecipazione in società di persone, associazioni professionali o S.r.l. trasparenti, pena la decadenza immediata dal regime agevolato.

16 comments

  1. ContribuenteCurioso

    Ma se l’SRL fosse non trasparente, il socio con partita iva nei regimi dei minimi potrebbe comunque ricevere distribuzione degli utili “non trasparenti”?
    Esempio: fatturato come p.iva nei regimi dei minimi pari a 25.000 euro; distribuzione di 30.000 utili derivanti da srl in regime di non trasparenza fiscale. In base a ciò, decadono i minimi?

    • Salve,
      se la Srl non adotta il regime di trasparenza fiscale, non c’è alcuna preclusione al regime dei minimi. Questo è quanto dice la normativa, quindi la risposta alla sua domanda è no, non decade dal regime.

  2. salve,
    in caso di partecipazione di comodo pari all’ 1% di una SRL, partecipazione che peraltro non ha mai fruttato alcun utile nè altro, un medico attualmente in regime dei minimi decadrebbe dal beneficio ?

    grazie!

    • Fiscomania

      Salve,
      se la società di cui detiene la partecipazione è una Srl non ci sono incompatibilità con il regime dei minimi, ma a condizione che la Srl non abbia optato per il regime di trasparenza fiscale.

  3. Salve ho il regime dei minimi dall’anno 2014. Nell’anno 2015 entro come socio in una sas (40% delle quote) che nell’anno 2015 è stata inattiva. ho avviato l’attività dal gennaio 2016. Come posso fare per non uscire dal regime dei minimi? se cedo adesso le quote?.
    Grazie in anticipo

    • Fiscomania

      Salve,
      lei già nel 2015 ha perso i requisiti per restare nel regime dei minimi, in quanto è stato socio di una Sas. Anche se la Sas è rimasta inattiva, lei possedeva la partecipazione e quindi è tenuto ad indicarla nel quadro RH del modello Unico, cosa che rende inapplicabile il regime dei minimi.

      • Anche se socio accomandante (al40%) e senza che abbia in alcun modo partecipato alla vita societaria ? E poi eventualmente ave ho perso il requisito non dovrei entrare nel regime ordinario dall’anno successivo è dunque dal 2016?

        • Fiscomania

          In caso di partecipazione ad una Sas, come socio di capitale la Circolare n. 17/E/2012 dell’Agenzia delle Entrate, ha precisato che ove il socio non abbia partecipato attivamente, nel triennio precedente, all’attività societaria, può accedere al regime dei minimi. In questo caso, quindi, non avrebbe perso il requisito e può continuare l’attività nel regime agevolato.

  4. Salve, lavoro come libero professionista iscritto ad un albo professionale in regime dei minimi 2012 e sono socio e amministratore di una srl iscritta al registro delle startup innovative che opera in un settore totalmente differente rispetto a quello della libera professione.

    Queste due posizioni sono compatibili?

    Grazie

  5. Salve, avrei intenzione di aprire una partita IVA a regime forfettario ma partecipo ad una associazione. Cosa si intende di preciso per associazione professionale? Anche se nel 2017 l’associazione non ha fatturato nulla, sarei comunque escluso? Per completezza di dati, l’associazione ha una partita iva (che è anche codice fiscale) ed è scritta al registro delle imprese.
    Grazie

    • Fiscomania

      Se lei è socio di una associazione culturale o sportiva, non ci sono problemi. Se, invece, lei è socio di una associazione professionale, stipulata tra professionisti, allora non può aderire al regime forfettario. Se ha bisogno di maggiori informazioni mi contatti in privato.

  6. Salve , sono a regime forfettario posso essere socio accomandante di una sas? Grazie mille

  7. Salve,
    sono titolare di una partecipazione in una società di persone (Snc) la quale ha come esercizio l’attività di gestione di immobili propri mediante la concessione dei medesimi in locazione e nella quale non ho mai prestato alcuna attività. La partecipazione in detta società costituisce per me un reddito d’impresa.
    Contemporaneamente ho un reddito di lavoro autonomo, derivante dall’esercizio dell’arte e professione di Ingegnere. Posso usufruire dell’applicazione del regime fiscale di vantaggio?

    La volontà del Legislatore è quella di evitare che i redditi appartenenti alla stessa natura (ad esempio, redditi d’impresa o redditi di lavoro autonomo) conseguiti in un unico periodo d’imposta, seguano differenti regole di determinazione e di tassazione. Di conseguenza, se il contribuente si trova nella situazione di essere titolare di reddito d’impresa determinato con il nuovo regime fiscale di vantaggio e contemporaneamente titolare di partecipazione in società di persone, oppure in quella di essere titolare di reddito di lavoro autonomo determinato con il nuovo regime fiscale di vantaggio e contemporaneamente titolare di partecipazione in associazione professionale, siamo in presenza di redditi appartenenti alla stessa natura o categoria, per i quali non vengono seguite regole di determinazione e tassazione uniformi, ciò che il legislatore ha inteso evitare mediante la prevista fattispecie di esclusione.

    In questo caso invece il reddito di lavoro autonomo, derivante dall’esercizio della professione di ingegnere, e il reddito di impresa, derivante dalla partecipazione in società di persone appartengono a due categorie di reddito differenti ai sensi dell’art. 6 TUIR, regolati in capi ed articoli distinti del predetto Testo Unico.

    Quindi la volontà del legislatore (di evitare che i redditi appartenenti alla stessa natura (ad esempio, redditi d’impresa o redditi di lavoro autonomo) conseguiti in un unico periodo d’imposta, seguano differenti regole di determinazione e di tassazione) è rispettata.

    Grazie

    • Fiscomania

      Naturalmente, redditi di impresa e redditi da lavoro autonomo hanno natura diversa ai sensi del Tuir. Quello che la norma vuole indicare è che non possono esserci redditi da lavoro autonomo “imrpesa/professionista” che non possono avere due tassazioni diverse: uno soggetto ad Irpef, quello da partecipazione, l’altro ad imposta sostitutiva, quello professionale. La norma è chiara, se si ha una partecipazione in una società di persone, il reddito che ne deriva avrebbe una tassazione Irpef, quindi diversa da quella in regime agevolato. Per questo è vietato utilizzare il regime forfettario se si ha una partecipazione in società di persone. Attenzione perché non rispettare la norma comporta il pagamento dell’Iva non versata delle ritenute e delle maggiori imposte dovute.

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