Contabilità inattendibile: rilievi negli accertamenti

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I funzionari dell’Agenzia delle Entrate nell’attività di accertamento sono chiamati a verificare l’attendibilità delle scritture contabili del contribuente. I controlli vertono principalmente sui saldi di cassa e sulle rimanenze finali: valori che possono rivelarsi come importanti indicatori di una contabilità inattendibile, consentendo al fisco di accertare il reddito attraverso il più agevole accertamento induttivo extracontabile. 

Nell’attività di verifica e accertamento, un ruolo fondamentale è rivestito dalle guide metodologche che i funzionari dell’Amministrazione finanziaria sono tenuti ad utilizzare, trattandosi di una sorta di check list di controllo con esplicita funzione di ausilio nella ricerca di elementi di evasione.

In pratica, partendo dalle modalità e dalle condizioni di esercizio delle attività, le metodologie guidano il controllo da eseguire sin dalle strategie di pianificazione e preparazione dello stesso e fino alla relativa conclusione. Tali guide, consultabili sul sito dell’Agenzia delle Entrate, sono periodicamente aggiornate in forza anche dei risultati dell’attività di accertamento svolta sul campo.

Contabilità inattendibile

Tutte le note metodologiche esortano i funzionari addetti al controllo di riscontrare preliminarmente le regolarità delle scritture contabili mediante due analisi rivolte a delle voci contabili particolarmente “sensibili” ad interventi mirati per eliminare indizi evasivi, tipici di una contabilità inattendibile. In particolare trattasi:

  1. Del conto cassa, laddove non è infrequente l’intervento mediante versamenti e/o prelevamenti dei soci o dell’imprenditore per arginare andamenti anomali dello stesso;
  2. Delle rimanenze finali, voce utilizzata in alcuni casi per indirizzare il risultato della gestione verso gli obiettivi prefissati.

L’eventuale contestazione di contabilità inattendibile consente all’Ufficio accertatore il ricorso all’accertamento induttivo extracontabile di cui all’articolo 39 comma 2, del DPR 600/73, metodologia sicuramente più agevole atteso che, sotto il profilo probatorio, ammette l’utilizzabilità di presunzioni “semplici“, ovvero non fornite dei requisiti di precisione, gravità e concordanza che, altrimenti, sono sempre necessari.

Vediamo quindi, di analizzare di seguito, con maggiore dettaglio, questi due rilievi per capire come l’Amministrazione finanziaria riesce a definire una contabilità inattendibile.

I controlli sul conto cassa

L’elemento frequente di inattendibilità è l’evidenza di ripetuti saldi di valore negativo. Ciò in quanto nei meccanismi della partita doppia, la cassa contabile non può mai assumere valori negativi, e laddove questo avvenisse, apparirebbe evidente l’infedeltà delle registrazioni.

Le circostanze che possono condurre ad una simile situazione sono solitamente dovute alla volontà di massimizzare la deducibilità dei propri costi e alla contemporanea propensione all’occultamento di quanto realmente conseguito, con l’inevitabile innesco di una dinamica viziosa all’interno della cassa contabile, che resta svuotata dagli incassi regolari e non alimentata da altrettanti incassi in nero.

Finanziamenti infruttiferi

Nel maggior parte dei casi, per ottenere un quadro quanto più coerente possibile, si cerca di risolvere il problema accreditando il conto cassa tramite “finanziamenti infruttiferi” da parte di soci, anticipando, sotto il profilo temporale, la contabilizzazione del movimento finanziario antecedentemente a quello in cui è registrata la negatività di cassa ed ottenendo il vantaggio di occultare il corrispettivo soggetto a tassazione mediante il finanziamento infruttifero, che rappresenta soltanto una voce di debito nei confronti dei soci.

Per questo motivo il ricorso a frequenti finanziamenti soci costituisce un indizio che l’attività d’impresa sia potenzialmente finanziata con proventi derivanti da corrispettivi non dichiarati e, peraltro, si espone a facili contestazioni mediante due tipologie di operazioni in sede di controllo.

In primo luogo, si osservano le eventuali motivazioni che hanno indotto all’approvvigionamento di cassa e se poi, effettivamente, le stesse sono state affrontate mediante il ricorso al contante, senza considerare la valutazione delle disponibilità economiche dei soggetti che intervengono e la relativa coerenza con i redditi dichiarati, nonché l’anomalia della contemporanea presenza di detti interventi e di un elevato indebitamento bancario, con palese antieconomicità dei risultati conseguiti. In secondo luogo, si procede ad un’attività di nettizzazione del conto cassa dai versamenti del socio, allo scopo di verificare quali saldi si sarebbero registrati in assenza di detti versamenti.

I controlli sulle rimanenze finali

Il controllo viene effettuato partendo dal confronto delle stesse, indicate nel relativo dettaglio, e le movimentazioni di materie prime e di merci registrate nell’anno. Ciò in quanto, in alcuni casi, in sede di dichiarazione le rimanenze finali sono oggetto di valutazioni non propriamente tecniche ma forfettizzate in base ai dati contabili del contribuente.

Infatti, la determinazione delle rimanenze è spesso finalizzata al raggiungimento di una dichiarazione credibile, oppure a contenere qualche risultato imponibile troppo emergente. Tale esercizio eclettico, però, potrebbe dare fronte a possibili problematiche, in quanto l’eventuale dato dichiarato e del relativo prospetto delle rimanenze finali può rappresentare l’elemento fondante per convincere l’Amministrazione finanziaria dell’inattendibilità di tutto l’impianto contabile.

In tale ottica, la determinazione a forfait delle rimanenze offre il fianco a possibili contestazioni, in special modo in quei settori in cui vi sono poche materie prime o prodotti impiegati significativi e facilmente identificabili.

In tutti questi casi, come detto, la contestazione di contabilità sostanzialmente inattendibile permette all’ufficio accertatore il ricorso al più agevole accertamento induttivo extracontabile per la determinazione del reddito imponibile del contribuente, che sarà chiamato a fornire prove a suo carico per affermare la correttezza della sua contabilità, con quasi certi risvolti poco incoraggianti, fino ad arrivare alla fase di contenzioso.

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