Triangolazioni Iva nazionali: la disciplina

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Le operazioni triangolari sono modalità con le quali può essere effettuata una cessione di beni. Si parla di triangolazione nazionale quando almeno due dei soggetti sono identificati in Italia. Nella triangolazione nazionale, indipendentemente dal Paese di destinazione finale dei beni (UE o  extra UE), la cessione è eseguita con trasporto/spedizione dei beni nel Paese del cessionario finale su incarico del cessionario italiano o del suo commissionario.

Le operazioni triangolari sono una particolare modalità attraverso al quale può essere effettuata una cessione di beni. Un operazione economica riguardante la cessione di un bene si considera triangolare, quando la stessa coinvolge almeno tre soggetti diversi, vale a dire:

  • Il promotore della triangolazione (primo cessionario e secondo cedente);
  • Il suo fornitore (primo cedente);
  • Il destinatario finale dei beni (secondo cessionario).

A fronte di un unico trasferimento fisico dei beni (dal primo cedente italiano al cessionario finale comunitario o extracomunitario), si verifica un duplice trasferimento di proprietà, ossia dal primo cedente al promotore della triangolazione e da quest’ultimo al proprio cliente.

Triangolazioni nazionali: disciplina Iva

Le triangolazioni nazionali, cioè quelle caratterizzate dalla presenza di due soggetti (primo cedente e promotore della triangolazione) identificati in Italia, mentre il terzo soggetto (secondo cessionario) è identificato in altro Paese UE o in un Paese extra-UE, sono disciplinate, a seconda del Paese di destinazione finale dei beni:

  • Dall’articolo 8, comma 1, lettera a) del DPR n. 633/72 – Se i beni sono destinati in un Paese extra UE, il quale dispone che costituiscono cessioni all’esportazione, non imponibili Iva, “le cessioni, anche tramite commissionari, eseguite mediante trasporto o spedizione dei beni fuori del territorio della Comunità economica europea, a cura o a nome dei cedenti o dei commissionari, anche per incarico dei propri cessionari o commissionari”;
  • Dagli articoli 41, comma 1, lettera a), e 58, comma 1, del D.L. 331/93, convertito dalla Legge n. 427/93 – Se i beni sono destinati in altro Paese UE, i quali dispongono che il regime di non imponibilità previsto, per le cessioni intracomunitarie di beni, dall’articolo 41 dello stesso decreto si applica alle “cessioni di beni, anche tramite commissionari, effettuate nei confronti di cessionari o commissionari di questi se i beni sono trasportati o spediti in altro Stato membro a cura o a nome del cedente, anche per incarico dei propri cessionari o commissionari di questi”.

Condizioni per la triangolazione

In pratica, la triangolazione nazionale, indipendentemente dal Paese di destinazione finale dei beni (in altro Paese UE o in un Paese extra UE), si verifica quando la cessione, anche tramite un commissionario, è eseguita dal cedente con trasporto/spedizione dei beni nel Paese del cessionario finale su incarico del cessionario italiano o del suo commissionario.

Come anticipato, a fronte di un unico trasferimento fisico dei beni (dal primo cedente italiano al cessionario finale comunitario o extracomunitario), si verifica un duplice trasferimento di proprietà, ossia dal primo cedente al promotore della triangolazione e da quest’ultimo al proprio cliente non residente.

Trasporto a cura del cedente

Ai fini della non imponibilità Iva della cessione interna, le norme precedentemente richiamate richiedono che i beni siano trasportati/sperditi nel Paese di destinazione “a cura a nome del cedente“. L’articolo 13, comma 1 della Legge n. 413/91, stabilisce che, ai fini della non imponibilità, non conta che la fattura relativa alla spedizione o al trasporto dei beni all’estero sia emessa nei confronti del primo cedente o del cessionario nazionale; sicché è irrilevante il soggetto nei confronti del quale vengano fatturate le prestazioni di trasporto/spedizione.

Di seguito vi proponiamo alcuni esempi di triangolazioni Iva nazionali

Esempio A: Operazione triangolare nazionale con soggetto promotore italiano – ITA1 vende merce a ITA2, promotore dell’operazione. Su incarico di ITA2, il soggetto ITA1 invia direttamente la merce a FRA1.

Soggetto ITA1 – emette fattura a ITA2 non imponibile ex art.58 co.1 lett. a D.L. n. 331/1993 e deve specificare che “trattasi di operazione triangolare”. La fattura deve contenere la  P.IVA di ITA2. ITA1 registra la fattura nel registro delle vendite e non compila il modello Intrastat delle cessioni (INTRA1) posto che tale obbligo  incombe su ITA2.

Soggetto ITA2 – riceve fattura da ITA1 non imponibile art.58 co.1 lett. a D.L. n. 331/1993. Registra la fattura di ITA1 nel registro degli acquisti ed emette fattura a FRA1 non imponibile art.41 co.1 lett. a D.L. n. 331/1993. Registra la fattura verso FRA1 nel registro delle vendite e compila il modello Intrastat delle cessioni (INTRA1).

Esempio B: Operazione triangolare nazionale con soggetto promotore estero – ITA1 vende merce a GER1, promotore dell’operazione. Su incarico di GER1, il soggetto ITA1 invia direttamente la merce a ITA2.

Soggetto ITA1 – emette fattura a GER1 con applicazione dell’IVA in quanto la merce non esce dall’Italia dunque è cessione interna registra la fattura di ITA1 nel registro vendite non compila il modello INTRASTAT perché io beni non sono trasferiti ad altro stato UE diverso da quello di origine.

Soggetto ITA2 – riceve fattura da GER1 senza applicazione dell’IVA di GER1, poiché la cessione da GER1 a ITA2, pur non essendo uno scambio intracomunitario, è comunque un’operazione territorialmente non rilevante in Italia ex art. 7 – bis DPR 633/72 emette autofattura ex art.17, co.2 con applicazione dell’IVA e la registra sia nel registro degli acquisti che nel registro delle vendite. Non compila il modello Intrastat degli acquisti (INTRA2) posto che i beni non  vengono trasferiti da uno stato comunitario ad un altro.

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