MOSS: il regime per e-commerce diretto B2C

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Per i servizi di E-commerce diretto nei rapporti B2C, il luogo impositivo ai fini Iva è il Paese di residenza del committente, a prescindere dal fatto che questo sia un soggetto passivo Iva o meno. Per evitare l’identificazione diretta nei vari Paesi UE degli operatori commerciali è stato introdotto il regime MOSS.

In applicazione dell’articolo 5 della Direttiva n. 2008/8/CE, i rapporti tra operatori economici (soggetti passivi Iva) e consumatori finali (c.d rapporti “B2C“), nell’ambito dei servizi di E-commerce diretto (classico esempio è quello della vendita di musica, film, video o applicazioni per smartphone online), saranno equiparati a quelli tra operatori economici di stati diversi (c.d. rapporti “B2B“).

In questo modo, il luogo impositivo ai fini Iva dei servizi di E-commerce (sia diretto che indiretto) coinciderà sempre con il Paese del cliente (o committente), a prescindere dal fatto che questi sia un soggetto passivo Iva o un privato. Tutto questo, indipendentemente anche dal Paese in  cui il soggetto venditore (o prestatore) si consideri stabilito (Paese UE o extra UE).

Territorialità E-commerce diretto

Questa disciplina per le prestazioni di E-commerce diretto, tuttavia, determina una diversa modalità di applicazione dell’Iva sulle suddette operazioni effettuate in ambito dell’Unione Europea, che sarà differenziata a seconda che il cliente sia un soggetto passivo Iva o un “privato consumatore“, in quanto devono essere prese in considerazione le seguenti fatttispecie:

  • Venditore soggetto passivo Iva e acquirente soggetto passivo Iva (rapporti “B2B“) – L’Iva in queste operazioni è rilevante nel Paese del soggetto acquirente, attraverso il meccanismo del “reverse charge“. Il venditore emetterà fattura con indicazione “inversione contabile”, ai sensi dell’articolo 7-ter del DPR n. 633/72 e l’acquirente integrerà la stessa con Iva con il meccanismo dell’inversione contabile. Entrambi dovranno presentare i modelli intrastat servizi;
  • Venditore soggetto passivo Iva e acquirente “privato (rapporti “B2C“) – Anche in questo caso l’Iva è dovuta nel Paese del soggetto acquirente, ma con una modalità diversa dal caso precedente. L’imposta dovrà essere applicata direttamente dal fornitore cedente (sia questi soggetto comunitario o extracomunitario), utilizzando una di queste due diverse modalità:
    • Identificazione diretta – Il soggetto cedente è chiamato ad identificarsi nel Paese UE ove è residente il soggetto acquirente, attraverso identificazione e richiesta di partita Iva, fatturando l’operazione applicando l’aliquota Iva vigente nel Paese dell’acquirente;
    • Regime del MOSS – Il regime del MOSS (“Mini One Stop Shop“) è un regime fiscale nato per semplificare la procedura di identificazione diretta dei soggetti passivi (UE o extra-UE) che effettuano prestazioni di E-commerce diretto nei confronti di privati cittadini della UE. Con il MOSS l’Iva dovuta per ciascuno Stato è oggetto di compensazione e versata direttamente in un unica volta periodicamente, risparmiando molti adempimenti per i soggetti venditori o prestatori.

I servizi di E-commerce diretto

Ai sensi dell’allegato 2 della Direttiva comunitaria n. 2006/112/CE, per servizi di E-commerce diretto si intendono tutti quei servizi forniti attraverso internet o una rete elettronica, la cui natura rende la prestazione essenzialmente automatizzata, corredata di un intervento umano minimo e impossibile da garantire in assenza della tecnologia dell’informazione. Ai fini Iva, in particolare, sono riconducibili a questa tipologia di servizi:

  • La fornitura di siti web e web-hosting, gestione a distanza di programmi e attrezzature;
  • La fornitura di software e relativo aggiornamento;
  • La fornitura di immagini, testi e informazioni e messa a disposizione di basi di dati;
  • La fornitura di musica, film, giochi, compresi quelli di sorte o d’azzardo, programmi o manifestazioni politici, culturali, artistici, sportivi, scientifici o di intrattenimento;
  • La vendita di applicazioni per dispositivi mobili, smartphone o ipad;
  • La fornitura di prestazioni di insegnamento a distanza.

Regime “Moss” per E-commerce B2C

Il regime di territorialità Iva dei servizi di E-commerce diretto prevede che l’Iva sia dovuta nel Paese del soggetto acquirente o committente, anziché quello del prestatore.

In questo contesto, il regime “MOSS” (“Mini One Stop Shop) rappresenta, pertanto, una semplificazione, dal momento che, così come avviene attualmente per i servizi elettronici resi dai soggetti extra-UE ai “privati consumatori” residenti in UE, gli obblighi Iva (sostanziali e formali) anziché essere adempiuti in ciascuno dei Paesi ove sono residenti i vari acquirenti, sono adempiuti in un unico Stato membro UE, che – in estrema sintesi – è quello in cui l’operatore economico decide di identificarsi (se l’operatore è residente in Paese extra UE) o quello in cui l’operatore ha la sede (se l’operatore e residente UE).

In pratica, i soggetti passivi Iva che hanno la sede della propria attività in un Paese UE (o Extra UE, ma che dispongono di una stabile organizzazione in uno o più Paesi membri), scegliendo l’opzione per il regime del “MOSS“, hanno la possibilità di versare l’Iva dovuta sui servizi di E-commerce diretto resi a soggetti privati comunitari, direttamente nel Paese membro nel quale il fornitore (cedente) ha la sede o la stabile organizzazione.

Gli adempimenti per il “MOSS

Applicando il regime del “MOSS“, il fornitore (cedente) soggetto passivo Iva in ambito UE presenta, per via telematica, allo Stato membro di identificazione una dichiarazione Iva per ogni trimestre, che sarà considerato come un periodo d’imposta indipendente.

Tale dichiarazione Iva deve essere inviata entro il giorno 20 del mese successivo di ciascun trimestre, indipendentemente dall’avvenuta erogazione, nel trimestre di riferimento, dei servizi di E-commerce indiretto. La dichiarazione Iva dovrà contenere:

  • Il numero di identificazione;
  • Per ogni Stato membro di consumo in cui l’Iva è dovuta, il valore totale, al netto dell’Iva, delle prestazioni di servizi di E-commerce effettuate nel trimestre di riferimento, nonché l’importo totale dell’imposta corrispondente, suddiviso per aliquote;
  • Le aliquote Iva applicabili;
  • L’importo totale dell’imposta dovuta.

Il soggetto passivo, in regime “MOSS”, è tenuto a versare l’Iva, facendo riferimento alla relativa dichiarazione, al momento della presentazione della dichiarazione e comunque, al più tardi, allo scadere del termine previsto per la presentazione della dichiarazione, su un conto bancario denominato in euro, indicato dallo Stato membro di identificazione. Gli Stati membri che non hanno adottato l’euro possono esigere che il pagamento sia effettuato su un conto bancario espresso nella propria valuta.

L’Iva, con il regime del “MOSS” quindi, è versata nel momento in cui viene presentata la dichiarazione, utilizzando il numero di riferimento unico che il Paese membro di identificazione assegna alla dichiarazione e comunica al soggetto passivo. Successivamente, il Paese membro di identificazione distribuisce gli importi dell’Iva incassata ai diversi Paesi membri di consumo. Il Paese membro di identificazione trattiene una percentuale pari:

  • Al 30%, per i trimestri della dichiarazione compresi tra il 1° gennaio 2015 e il 31 dicembre 2016;
  • Al 15%, per i trimestri della dichiarazione compresi tra il 1° gennaio 2017 e il 31 dicembre 2018.

L’applicazione del regimi speciale implica il divieto di detrazione dell’Iva assolta sugli acquisti e sulle importazioni, ma consente di ottenere il rimborso dell’imposta pagata nei vari Paesi membri di consumo.

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