Gestione separata INPS: soggetti obbligati e contributi

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Chi sono i lavoratori che devono iscriversi alla Gestione separata Inps? Quali sono gli adempimenti, ma soprattutto quali sono i costi contributivi? Se anche tu stai cercando risposta a queste domande, ecco tutto ciò che devi sapere.

La Gestione Separata Inps è un fondo pensionistico finanziato con i contributi previdenziali obbligatori dei lavoratori assicurati e nasce con la Legge n. 335/95 (articolo 2, comma 26) che ha radicalmente riformato il sistema pensionistico nel nostro Paese, meglio nota anche come “riforma Dini.

L’obiettivo di questa riforma è stato principalmente quello di assicurare una tutela previdenziale anche a tutte quelle categorie di lavoratori, che fino a quel momento ne erano escluse. Oggi la Gestione separata dell’Inps accoglie i contributi previdenziali di tutti i professionisti che non sono dotati di una autonoma cassa previdenziale di riferimento.

Soggetti tenuti all’iscrizione

La Legge n. 335/95 ha previsto che debbano obbligatoriamente iscriversi al fondo pensionistico della Gestione separata Inps le seguenti categorie di soggetti:

  • Tutte le categorie di liberi professionisti, per i quali non è stata prevista alcuna specifica cassa previdenziale. Si tratta di professionisti che esercitano attività autonoma, abituale e professionale, ma che non hanno una specifica cassa professionale di appartenenza, come ad esempio gli amministratori di condominio, dei fisioterapisti, ecc. Nella fattispecie devono quindi essere ricompresi anche i professionisti con cassa previdenziale, nel caso in cui, ai sensi del suo regolamento, l’attività non sia iscrivibile: può essere il caso, ad esempio, di un ingegnere che contemporaneamente all’attività professionale svolge anche attività di lavoro dipendente;
  • La quasi totalità delle forme di collaborazione coordinata e continuativa (c.d. co-co-co), che fino ad allora non avevano mai beneficiato di alcuna disciplina specifica, né giuridica, né previdenziale;
  • La categoria dei venditori a domicilio, ex articolo 36, Legge n. 426/71, con contratto di lavoro autonomo;
  • lavoratori autonomi occasionali, qualora essi abbiano conseguito redditi fiscalmente imponibili superiori alla soglia annua di 5.000 € (riferiti alla totalità dei committenti);
  • Gli assegnisti di ricerca e i beneficiari di borse di studio per la frequenza di dottorati di ricerca;
  • medici con contratto di formazione specialistica;
  • I volontari del Servizio Civile Nazionale.

Iscrizione alla Gestione separata Inps

I lavoratori interessati, in ogni caso, al superamento della soglia dei €. 5.000 di compensi percepiti nell’anno sono tenuti ad iscriversi al fondo Gestione Separata Inps. Competente sulla domanda di iscrizione è la stessa sede Inps che ha la competenza sulla costituzione delle posizioni assicurative dei lavoratori e sulle eventuali azioni di recupero dei contributi, ovvero:

  • Per il professionista è quella competente nel territorio di residenza;
  • Per le collaborazioni, associazioni e simili è quella competente nel territorio in cui è ubicata la sede amministrativa del committente o la filiale che, a scelta dell’azienda, amministra i pagamenti a favore del singolo soggetto.

Ciascun lavoratore può presentare la domanda di iscrizione alla Gestione Separata telematicamente, al sito www.inps.it/Servizi per il cittadino, richiedendo prima il proprio codice PIN, e poi successivamente, una volta avuto accesso alla propria pagina personale è necessario compilare un apposito modulo di iscrizione, oppure è possible iscriversi telefonando al numero verde del Contact Center 803 164.

Nel modulo di iscrizione alla Gestione Separata, oltre ai dati anagrafici ed eventuali recapiti sono richieste le seguenti informazioni come la data di inizio dell’attività, la tipologia dell’attività che si intende svolgere, ovvero in qualità di professionista (in tal caso sono richieste alcune informazioni aggiuntive (tipo di attività, partita Iva, codice ATECO 2007, eventuale qualifica di socio di studio associato) o in qualità di collaboratore o figure assimilate. per la cui attività l’obbligo contributivo è assolto dal committente o associante.

I contributi dei Collaboratori Coordinati e Continuativi

I collaboratori coordinati e continuativi (c.d. “co-co-co”) sono anche detti lavoratori parasubordinati, perché rappresentano una categoria intermedia fra il lavoro autonomo ed il lavoro dipendente. Essi lavorano infatti in piena autonomia operativa, escluso ogni vincolo di subordinazione, ma nel quadro di un rapporto unitario e continuativo con il committente del lavoro.

Sono pertanto funzionalmente inseriti nell’organizzazione aziendale e possono operare all’interno del ciclo produttivo del committente, al quale viene riconosciuto un potere di coordinamento dell’attività del lavoratore con le esigenze dell’organizzazione aziendale.

Requisiti del co.co.co.

I requisiti tipici della collaborazione coordinata e continuativa sono quindi:

  • L’autonomia: il collaboratore decide autonomamente tempi e modalità di esecuzione della commessa, tuttavia non impiega propri mezzi organizzati, bensì, ove occorra, quelli del committente;
  • Il potere di coordinamento con le esigenze dell’organizzazione aziendale esercitato dal committente, quale unico limite all’autonomia operativa del collaboratore; esso non può in ogni caso essere tale da pregiudicare l’autonomia operativa e di scelta del collaboratore nell’esecuzione della prestazione;
  • La prevalente personalità della prestazione;
  • La continuità che va ravvisata non tanto e non solo nella reiterazione degli adempimenti, che potrebbe anche mancare in virtù delle peculiarità specifiche dell’attività lavorativa, quanto nella permanenza nel tempo del vincolo che lega le parti contraenti. In mancanza di tale requisito, e del correlato potere di coordinamento e del vincolo funzionale, si delinea invece la fattispecie della prestazione occasionale;
  • Oggetto della collaborazione devono essere attività con contenuto artistico-professionale o anche attività manuali e operative, purché il rapporto lavorativo conservi il suo carattere autonomo e sussistano quindi tutti gli altri requisiti tipici della categoria;
  • La non attrazione dell’attività lavorativa nell’oggetto dell’eventuale professione svolta dal contribuente;
  • La retribuzione che deve essere corrisposta in forma periodica e prestabilita.

Ai fini fiscali i redditi percepiti dai co-co-co sono stati considerati, a partire dal 2001, redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente. La riqualificazione fiscale dei redditi di collaborazione ha comportato, a decorrere da tale data, l’applicazione di tutti gli istituti tipici del rapporto di lavoro dipendente, quali ad es. le diverse norme di definizione della base imponibile (articolo 51 del DPR n. 917/86).

Versamento del contributo

Nelle collaborazioni coordinate e continuative e figure assimilate il contributo è per 2/3 a carico del committente e per 1/3 a carico del collaboratore. L’obbligo di versamento compete tuttavia al committente anche per la quota a carico del lavoratore, che viene pertanto trattenuta in busta paga all’atto della corresponsione del compenso.

Ai fini di una corretta applicazione dell’aliquota, il committente deve inoltre acquisire dal lavoratore apposita dichiarazione sulla sua situazione contributiva (eventuale titolarità di pensioni o di ulteriori rapporti assicurativi). Il versamento va effettuato con modello F24 ed il termine di scadenza è il giorno 16 del mese successivo a quello di pagamento del compenso, in armonia con le disposizioni previste dai D.Lgs. n. 241/97 e 422/98 in materia di riscossione unificata.

Lavoro autonomo occasionale

Per i soggetti che svolgono attività di lavoro autonomo occasionale , ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, al superamento della soglia dei €. 5.000 di compensi annui, si applicano le stesse regole viste per i Collaboratori Coordinati e Continuativi viste sopra.

I contributi dei lavoratori autonomi

I professionisti, ovvero coloro che svolgono abitualmente professionalmente e autonomamente un’attività di tipo artistico o professionale, nel caso in cui l’attività esercitata non possa essere ricompresa in un albo o elenco professionale, sono tenuti all’iscrizione alla Gestione separata dell’Inps. Per questi lavoratori il contributo si calcola sulla differenza tra i ricavi e costi deducibili derivanti dall’attività esercitata. Questa rappresenta la base imponibile sulla quale dovranno essere applicate le aliquote, stabilite ogni anno dall’Inps.

Il versamento

Il contributo totale annuo così determinato dovrà essere versato con lo stesso meccanismo di acconto e saldo previsto per le imposte sui redditi. Il 16 giugno di ogni anno si versa il saldo del contributo dell’anno precedente, e il primo acconto per l’anno in corso (calcolato come il 40% del contributo dell’anno precedente), mentre entro il 30 di  novembre deve essere versato il secondo acconto per l’anno in corso, pari questa volta al restante 60% del contributo calcolato sull’anno d’imposta precedente.  I contributi devono essere versati con modello F24.

La rivalsa Inps

I professionisti che aderiscono alla Gestione Separata Inps hanno la possibilità (e non l’obbligo) di addebitare ai propri committenti il contributo del 4% a titolo di rivalsa. L’esercizio di tale facoltà ha rilevanza solo nei rapporti fra il professionista ed il cliente ed è del tutto ininfluente ai fini del versamento alla Gestione Separata, poiché a quest’ultimo dovrà provvedere sempre e comunque il professionista e per l’intero importo. Attenzione però, tale contributo costituisce reddito professionale soggetto a tassazione Irpef.

Le aliquote della Gestione separata Inps

Soggetti iscritti anche ad altra gestione previdenziale o pensionati

A partire dal primo gennaio 2016, per i soggetti iscritti anche ad altre Gestioni previdenziali obbligatorie o pensionati, siano essi titolari, o meno, di partita Iva, l’aliquota contributiva previdenziale (di finanziamento e di computo) aumenta dal 23,50% al 24%, raggiungendo così la misura prevista a regime dall’articolo 1, comma 79, della Legge n. 247/2007 (e successive modificazioni).

Per i soggetti iscritti anche ad un’altra Gestione previdenziale obbligatoria o titolari di pensione, non è dovuto alcun contributo aggiuntivo a titolo assistenziale.

Soggetti iscritti solo alla Gestione separata e non pensionati

All’interno della categoria dei soggetti iscritti esclusivamente alla Gestione separata Inps e non titolari di pensione, la Legge n. 208/2015 determina una distinzione tra:

  • I lavoratori autonomi titolari di posizione fiscale ai fini Iva, per i quali il previsto aumento contributivo continua ad essere sospeso;
  • Gli altri soggetti (collaboratori coordinati e continuativi, associati in partecipazione, lavoratori autonomi occasionali, venditori a domicilio), ai quali si applica l’incremento stabilito dal suddetto articolo 1, comma 79, della Legge n. 247/2007. Pertanto, l’aliquota contributiva previdenziale (di finanziamento e di computo) applicabile, per il 2016:
    • Ai soggetti con partita Iva, resta fissata al 27%;
    • Ai soggetti non titolari di partita Iva, aumenta dal 30% al 31%.

Con riferimento alla categoria dei soggetti iscritti solo alla Gestione separata e non pensionati, resta, invece, fermo l’obbligo di versare un contributo aggiuntivo a titolo assistenziale:

  • Finalizzato al finanziamento delle prestazioni economiche temporanee erogate dall’Inps, ove ne ricorrano i presupposti (indennità di maternità/paternità, trattamento economico per congedo parentale, indennità giornaliera di malattia, indennità di malattia per degenza ospedaliera, assegno per il nucleo familiare);
  • Pari, a decorrere dal 7 novembre 2007, allo 0,72%.

94 comments

  1. Salve sono un ingegnere iscritto regolarmente a ordine professionale e inarcassa, con partita iva.

    Vorrei iniziare una nuova attività imprenditoriale parallela (ditta individuale o srls) che fornisca i seguenti servizi:

    – posa in opera di intonaci e finiture per edifici
    – posa in opera di isolamento termico in edifici
    – vendita di corsi online autoprodotti

    Detto questo, chiedo cosa succede a livello previdenziale e fiscale nel caso di ditta individuale o srls? E le fatture come dovranno essere impostate?

    Grazie mille!

    • Fiscomania

      Salve, prima di tutto le consiglio di verificare la compatibilità di questa attività con il suo albo professionale. Una volta chiarito questo a livello previdenziale con una ditta individuale si dovrebbero versare i contributi alla gestione artigiani e commercianti dell’Inps, contributi fissi per €. 3.600 fino al reddito di €. 15.000 circa e poi ulteriori contributi sul reddito oltre il minimale. All’inizio le consiglio questa strada, se poi l’attività sarà avviata può sempre costituire una Srl.

  2. Buongiorno, seguo con molta attenzione il vostro sito e le vostre newsletter e ringrazio per la puntualità e la precisione con cui rispondete. Mi avete aiutato piu’ di una volta.
    Vi sottopongo due dubbi: sono dipendente pubblico, tempo pieno e indeterminato.
    Svolgo prestazioni occasionali di consulenza informatica e quest’anno ho avuto la fortuna di seguire una cosa che mi ha consentito di raggiungere i fatidici 5.000 euro lordi.
    Sono stato ricercato per un’altra possibile collaborazione occasionale, da un altro committente (ente pubblico) e mi sono iscritto alla gestione separata (telematicamente con PIN Inps: da non crederci, e’ stato immediato…).
    Dubbio 01: nel caso in cui non si attivi la collaborazione, rimanendo quindi al di sotto dei 5.001 euro lordi, il prossimo anno dovrei comunque presentare il modello UNICO invece del 730 con la compilazione del quadro RR? O comunque in generale, se non dovessi neppure piu’ svolgere prestazioni occasionali, per il solo fatto di essere iscritto alla gestione separata dovrei utilizzare solo UNICO?
    Dubbio 02: mi dicono (adesso) che per i dipendenti (pubblici) a tempo pieno e indeterminato non sia comunque possibile effettuare prestazioni occasionali per importi maggiori di 5.000 annui, a prescindere dal numero di committenti. Secondo voi corrisponde al vero? Quindi non potrei neppure sfruttare i voucher (altra disciplina fiscale, non cumulabili ecc. ecc.)
    Vi ringrazio in anticipo se vorrete porre attenzione a queste domande e comunque mi complimento nuovamente perché in ogni caso siete un punto di riferimento per noi poveri incompetenti.

    • Fiscomania

      Salve siamo felici di esserle di aiuto, per la prima domanda la risposta è negativa, l’iscrizione alla gestione separata non obbliga alla presentazione del modello Unico, tuttavia se effettua prestazioni occasionali sopra la soglia dei €. 5.000 lordi nell’anno è tenuto a versare i relativi contributi alla gestione separata, presentando anche il quadro RR di Unico. Se non sono dovuti contributi non è obbligatorio presentare l’Unico, lei può fare benissimo il 730. Per la seconda domanda un dipendente pubblico non può fare prestazioni occasionali a meno di specifica autorizzazione ricevuta dall’ufficio al quale appartiene. Stessa cosa per i voucher, insomma, il dipendente pubblico può esercitare altra attività soltanto se è stato autorizzato formalmente, altrimenti vige il principio di esclusività della propria prestazione lavorativa. In realtà, esiste un piccolo spazio possibile, se il dipendente pubblico lavora part time, egli può essere titolare di collaborazioni occasionali, purché esse non contrastino con i principi di imparzialità e di buon andamento dell’attività amministrativa, che sono obblighi costituzionali. In ogni caso verifichi cosa riporta il suo contratto di lavoro e ne parli con un consulente del lavoro.

      • Grazie per la sollecita risposta. Ha ragione, non l’ho specificato perché lo davo per scontato. Sto parlando di incarichi autorizzati, nel nostro regolamento sono possibili 3 autorizzazioni all’anno. Il punto focale era l’interpretazione che 1 o 3 nn potevano comunque superare i 5.000€ annui complessivamente. Questo non è indicato nel regolamento, e pensavo in nessuna norma, ma mi dicono diversamente, di qui il dubbio che ho esposto. Grazie mille.

  3. Buongiorno.
    Sono un ingegnere lavoratore dipendente con 15 anni di contributi. Nel 2017 ho in progetto di aprire con un socio una srl.
    In futuro i contributi potranno essere totalizzati in pensione unica?
    Dovrò iscrivermi alla gestione separata INPS?
    Grazie mille!

    • Fiscomania

      Se l’attività di amministratore richiede competenze che riguardano la sua attività principale di ingegnere allora non è necessario versare contributi alla gestione separata, in caso contrario è obbligatorio il versamento.

  4. Salve, ringrazio anticipatamente per le informazioni che rilasciate quotidianamente. Io sono una dipendente a tempo indeterminato in uno studio commerciale con contratto part time a 30 ore settimanali. A inizio 2016 ho aperto la partita iva per consulenza alle imprese (codice attività 692013) nella prospettiva di abilitarmi come esperto contabile. Ovviamente il mio datore di lavoro ne è a conoscenza. Non avendo una cassa di previdenza sono sono iscritta alla gestione separata Inps. La prima domanda è quando dovevo fare l’iscrizione alla gestione separata? O per me gli dire dovevo farlo all’aall’atto dell’apertura della partita iva? Perché l’ho fatto solo da qualche giorno e la prima fattura che emettero’ sarà a fine dicembre. Ci sono eventualmente sanzioni ?
    Inoltre posso pagare l’aliquota ridotta del 24%? In tal caso dovevo fare preventiva conunicazicomunicazione o sono ancora in tempo?
    Ultima domanda: esiste un minimo di contributi che magari sommando quelli da lavoro dipendente e quelli da partita iva c’è il rischio che non riesca a raggiungere (Come i classici euro 3500 circa per gli artigiani) ?

    Ringrazio anticipatamente.
    Marzia.

    • Fiscomania

      Salve Marzia, l’obbligo di iscrizione alla gestione separata scatta dopo 30 giorni dall’apertura della partita Iva, quindi le consiglio di iscriversi al più presto. Se ha anche un contratto da lavoro dipendente in essere le spetta l’aliquota ridotta che chiederà al momento dell’iscrizione. Per la gestione separata non ci sono pagamenti fissi, il pagamento dei contributi avviene solo in base al reddito generati dall’attività professionale.

  5. SALVE.
    Sono una dipendente con contratto a tempo determinato come barista e ho firmato con il comune un contratto di collaborazione per 2 mesi. Devo iscrivermi alla gestione separata dell’Inps?
    Se si, quanto mi costa?

    • Fiscomania

      Bisogna vedere che tipo di contratto ha sottoscritto, in ogni caso, se è dovuta l’iscrizione dovrà esserle comunicato dal datore di lavoro. L’iscrizione prevede per il collaboratori coordinati e continuativi, il versamento di contributi del 23% (in quanto lei iscritta ad altra forma previdenziale), 2/3 dei contributi sono a carico del datore di lavoro, mentre il restante 1/3 è a suo carico e le sarà trattenuto in busta paga.

      • Ringrazio innanzitutto per la sollecita risposta. In pratica è un contatto di collaborazione come assistente sociale. All’interno del contratto stesso è rihiesta l iscrizione alla geatione separata, solo che io pensavo che essendo anche dipendente a tempo deerminato nello stesso periodo non occorresse. Quindi devo iscrivermi e comunicare che ho anche un contratto di lavoro dipendente? Grazie mille

        • Fiscomania

          Dovrà iscriversi tramite la procedura online messa a disposizione dell’Inps, e poi comunicare al datore di lavoro che ha diritto alla riduzione di aliquota visto che ha in essere un’altra forma contributiva data dal contratto di lavoro dipendente che ha in essere.

  6. Salve, ho aperto una partita iva come procacciatore d’affari, con codice 461902, ma all’atto dell’iscrizione on line alla gestione separata, vedo che tale codice non risulta; cosa fare?

    • Fiscomania

      Il procacciatore d’affari non deve iscriversi alla gestione separata Inps, ma alla gestione commercianti. Credo che abbia bisogno di consultarsi con un Commercialista, se ha bisogno mi contatti in privato.

  7. Salve, sono pensionato da circa due mesi ed ho intenzione di prendere in gestione un parcheggio privato ma mi chiedo a questo punto in quale gestione previdenziale dovrei essere inquadrato per l’attività che voglio intrascendere. …..grazie

    • Fiscomania

      Più che alla gestione previdenziale dovrebbe guardare alla gestione fiscale, visto che dovrebbe aprire partita Iva come commerciante. Eventualmente iscriversi alla gestione commercianti dell’Inps.

  8. Buongiorno,
    dopo 25 anni di lavoro dipendente, da 4 anni lavoro con contratti co.co.co.
    Ora mi viene proposto nuovamente un contratto di lavoro dipendente a tempo determinato. Mi è stato detto però che tutti i contributi versati in gestione separata saranno “persi” perché il periodo minimo di contribuzione sarebbe di 5 anni. E’ vero? Mi converrebbe quindi continuare con contratti di co.co.co.?
    Grazie
    Cristina

    • Fiscomania

      La gestione separata non consente di cumulare i contributi versati con altre gestioni. In ogni caso, è una gestione che non riesce ad erogare prestazioni pensionistiche, quindi passare ad una contribuzione legata al lavoro dipendente sarebbe sicuramente preferibile.

  9. Buonasera.
    Sono un ex dirigente di banca licenziato a causa di riorganizzazione seguita a grave default. Già prima del licenziamento mi occupavo dell’amministrazione di due condominii dove ho delle proprietà e quindi non a scopo professionale. Nel 2010 ero residente all’estero ma volli acquisire la partita IVA per essere in regola con il reddito prodotto in Italia e quindi aderii al regime dei minimi (5%). Per quanto riguarda l’Inps, mi fu riferito (dall’AdE) che non avevo alcun obbligo di iscrizione alla gestione separata INPS, perché ero residente all’estero e perché ero già iscritto alla previdenza come dipendente della banca (nel periodo estero, continuavo a versare tasse e contributi in Italia, oltre che all’estero).
    Nel gennaio 2013 sono stato licenziato con preavviso di 12 mesi e quindi con il mantenimento della posizione INPS fino al gennaio 2014; poi sono stato iscritto alla previdenza figurativa in quanto titolare di assegno di disoccupazione fino al gennaio 2015. Nel 2015 ho incassato soltanto € 1200,00 dall’attività di amministrazione, ma dovendo fare di necessità virtù, ho iniziato ad amministrare altri due condominii con circa 200 condòmini e quindi nel 2016 il mio reddito è salito ad € 25.000,00 circa. Dal 1 marzo 2017 sono in quiescenza con la sospirata pensione, ma intendo continuare l’attività di amministratore.
    Quesito: dovendo obbligatoriamente iscrivermi alla gestione separata (che proprio non capisco a cosa mi possa servire, data l’età avanzata e pensionato), devo temere sanzioni per non essermi iscritto prima ? Mi sarei dovuto iscrivere subito a mio rientro dall’estero (2013) oppure essendo rimasto sotto la soglia dei 5.000 euro fino al 2016 non ho nulla da temere?
    Ringrazio in anticipo per la cortese replica.
    Cordialità
    Alessandro

    • Fiscomania

      Salve Alessandro, l’iscrizione alla Gestione separata è adempimento obbligatorio dal momento in cui si apre partita Iva. Nel suo caso l’obbligo di iscrizione è scattato nel momento in cui ha ripreso la residenza fiscale in Italia. Il rischio di un controllo esiste, quindi le consiglio di iscriversi adesso, quanto meno per rendere in regola la situazione per il futuro.

  10. Sono un medico in pensione dal 2015 e percepisco la pensione ENPAM .All inizio del 2016 essendo titolare di un impianto fotovoltaico di circa 10 kw con esclusiva vendita ho dovuto mantenere la mia precedente partita iva ,modificandone la attività.Vorrei sapere se sono tenuto ad iscrivermi all INPS come commerciante e quanto devo versare considerando che l impianto mi rende circa seimila euro all anno dei quali solo settecento sono in fatture con iva mentre il restante è il contributo del GSE non assoggettato ad iva.Inoltre mi chiedo se il versamento INPS come commerciante potrà generare un trattamento pensionistico in seguito .Spero di essere stato chiaro e vi ringrazio della Vostra disponibilità.

    • Fiscomania

      Certamente, lei deve iscriversi alla gestione commercianti Inps. Avrà diritto ad aliquote ridotte. Per capire se i versamenti potranno generare pensione futura le consiglio di chiedere direttamente all’Inps.

  11. Buongiorno, sono una dipendente di un Consiglio regionale, che ha assunto un incarico extra ufficio con un compenso di € 2000, lorde annue, per ricoprire un ruolo all’interno del Nucleo di valutazione di una azienda pubblica di servizi. Volevo sapere se sono tenuta all’iscrizione obbligatoria alla gestione separata, grazie

  12. Salve sono un libero professionista nel campo dell’ igiene e in più ingegnere. Percepisco complessivamente, con partita IVA, un reddito inferiore a 30.000 €/anno con tassazione del 5%. Se accettassi un incarico come insegnante statale influirebbe sulla tassazione? Se sì, in che modo? Grazie in anticipo.

    • Fiscomania

      Se con il reddito da lavoro dipendente supera i €. 30.000 perderebbe il suo regime agevolato che ha con partita Iva. Se vuole maggiori info la contatto in privato.

      • Stessa cosa riguarda me. Ingegnere con partita iva sottoposta a regime de minimi con tassazione al 5% e probabilità di essere assunta come insegnante e quindi Inps. In questo caso vorrei sapere anche io se dovessi versare alla gestione separata in quanto ho letto alcune sentenze contrastanti che sostengono di si e di no. Ho anche letto che se lavori sotto dipendenze e in più hai partita iva con regime de minimi/forfettario non perdi le agevolazioni di quest’ultimo in quanto i due redditi non cumulano. Non bisogna in entrambi i casi superare la soglia dei 30000 euro. Vi sarei grata se mi rispondeste perchè son un pò confusa in merito. Grazie

        • Fiscomania

          Salve Federica, per prima cosa, in questi casi è sempre opportuno farsi seguire fiscalmente da un Commercialista, per non commettere errori. Nel suo caso, il lavoro dipendente avrà i suoi contributi e la partita Iva continuerà a versare ad Inarcassa. Può restare nel regime forfettario, se non supera i €. 30.000 annui di lavoro dipendente. Per maggiori info e per il preventivo di una consulenza se vuole la contatto in privato.

  13. buongiorno,sono un lavoratore dipendente a tempo indeterminato, sono iscritto alla gestione separata dal 1994, perchè collaboravo come co.co.co., ma ho smesso nel 2009, ora collaboro occasionalmente scegliendo come pagamento la formula diritto d’autore, essendo la mia prestazione di tipo artistico,ora sto per iniziare una nuova collaborazione, mi chiedevo se ra il caso di utilizzare la mia gestione separata, sempre se è ancora valida,quali sono i miei doveri fiscali in proposito? e scattano solo se supero i 5000 euro con quell’unico committente? Nel caso mi scatterebbe anche qualche settimana di anzianità in più da
    aggiungere alla mia anzianità?
    grazie delle vostre gentili risposte

    • Fiscomania

      Se utilizza la disciplina legata allo sfruttamento economico del diritto di autore non ci sono obblighi contributi Inps. Se vuole fare versamenti dovrà farli in forma autonoma e volontaria.

  14. MARIA ROSARIA MARRA

    Buonasera,ho un contratto di collaborazione a progetto (da più di 2 anni) con una società che si occupa di recupero crediti. Si tratta del mio unico impegno lavorativo. Volevo sapere,cortesemente,se anche io sono tenuta ad iscrivermi alla gestione separata. La ringrazio in anticipo.

    • Fiscomania

      E’ il committente che è tenuta ad iscriverla e a versare i relativi contributi, in parte a carico del committente ed in parte a suo carico come trattenuta in busta paga.

  15. Salve,
    Sono una libera professionista (interprete e traduttrice) con partita iva agevolata (regime dei minimi).
    Vorrei capire se con il nuovo regime forfetario si passa automaticamente?! o cosa bisogna fare?

    Grazie molte

    • Fiscomania

      Se si rispettano i requisiti di accesso al regime forfettario, un soggetto che fuoriesce dal regime dei minimi può passare automaticamente in regime forfettario.

  16. Buongiorno, lavoro per due aziende come collaboratrice occasionale, volevo sapere se devo considerare come soglia massimo i 5.000€ lordi per ogni committente o devo fare la somma totale dei redditi percepiti da entrambi ?

  17. Salve, sto predisponendo la dichiarazione dei redditi di un amico il quale ha redditi di lavoro occasionale per Euro 6123,00 realizzati con date non ben definite, quindi soggetto al pagamento INPS gestione separata per l’importo che eccede i 5000,00. Inoltre ha percepito nel 2016 Euro 5118,00 per assegno di ricerca universitaria, per il quale l’Università ha rilasciato Certificazione Unica con l’indicazione dei contributi versati e quelli a carico del parasubordinato in tutto aliquota del 31,72%. Il quadro RR (gestione separata INPS) prevede codice 3 lavoro occasionale e codice 4 assegno di ricerca, ma quando bisogna indicare l’aliquota da applicare sono previste solo le aliquote 24% e 28,72%, Cosa devo indicare? Inoltre chiudendo la dichiarazione a credito, posso compensare il credito IRPEF con il debito INPS? Ringrazio per l’aiuto

  18. Salve svolgo attività di disegnatore tecnico libero professionista ho fatto l’iscrizione alla gestione separata INPS NEL 2010 e ho sempre versato il contributo calcolato nel modello Unico sezione II quadro RR ho sempre avuto un reddito superiore al minimale Inps quest’anno purtroppo il lavoro è diminuito e il mio reddito è inferiore al minimale di euro 15.548,00 devo calcolare il contributo adeguandomi al minimale o calcolo il contributo sul reddito effettivamente percepito? grazie

  19. Salve, sono un rappresentante editoriale fino al 2015 ho avuto un contratto a progetto durato per più di tre anni
    Rinnovo il contratto come procacciatore di affari, vorrei sapere se posso usufruire di questo nuovo contratto con la stessa agenzia per cui lavoro da più di 10 anni, il contratto risulta regolare ? Non ho problemi di continuità?
    Grazie

    • Fiscomania

      Il contratto da procacciatore d’affari è diverso da quello a progetto. In ogni caso si può farlo con la stessa azienda.

      • Quindi è possibile passare da un contratto co.co.co a un contratto a procacciatore di affari applicando un regime di vantaggio con la stessa agenzia?
        E soprattutto senza la gestione Inps separata?
        Grazie

        • Fiscomania

          Lei sta parlando di un contratto di agenzia, il quale prevede, i versamenti obbligatori all’Enasarco e alla gestione commercianti Inps. Prima di tutto, a mio avviso, deve fare chiarezza e poi deve parlare con un Commercialista, in modo che possa simulare versamenti fiscali e contributivi e verificare quanto le rimane di netto.

  20. Buongiorno,
    lavoro in una azienda come contabile con contratto a tempo indeterminato ed ora mi è capitata l’occasione di svolgere delle attività extra aziendali (consulenza alle imprese del settore energetico), vorrei sapere con quale formula mi converrebbe accettare: apertura di una partita Iva o co.co.co.?

    I contributi versati fino ad oggi come dipendente sarebbero in qualche modo cumulabili con quelli che si verseranno d’ora in avanti con l’apertura di una partita Iva o per effetto del co.co.co.?

    Ringrazio anticipatamente.

    • Fiscomania

      Se vuole fare consulenza deve operare con partita Iva e iscrizione alla gestione separata. I contributi dovuti alla gestione separata non possono essere cumulati con quelli di altre gestioni previdenziali. Per ottenere la pensione si dovranno rispettare i requisiti di questa gestione previdenziale.

  21. Buongiorno, sono iscritta alla gestione separata con il codice ateco 74.90.99. Ora ho necessità di cambiare il codice in 82.99.99. La mia domanda è questa: dato che questo codice non è tra quelli elencati quando ci si iscrive alla gestione separata posso comunque cambiarlo? O meglio se lo cambio all’agenzia delle entrate rimango comunque iscritta alla gestione separata? Grazie per la risposta

    • Fiscomania

      L’Inps permette comunque l’iscrizione alla gestione separata anche con il codice 82.99.99 “Altri servizi di sostegno alle imprese”. Naturalmente l’attività svolta deve essere a carattere professionale e non commerciale.

  22. Buongiorno,
    sono dipendente di un’azienda e nel 2011 ho aperto p.iva ( regime dei minimi) per attività di libero professionista con l’idea iniziale di arrotondare lo stipendio. Negli anni non ho mai superato un fatturato da libera professione superiore ad € 5.000. Sono tenuto all’iscrizione alla gestione separata INPS versando già i contributi nell’attività di lavoratore dipendente e non superando i 5.000€/anno?
    Ringrazio e saluto cordialmente.

  23. GABRIELE,Buongiorno.
    sono un professionista che in passato ( 2011) ha dichiarato iun reddito da lavoro autonomo ( 2.450 Euro) che non è stato però assogettato a contribuzione obbligatoria a favore della Cassa professionale perchè all’epoca facoltativa; il mio consulente inoltre non ha redatto il quadro RR dell’UNICO per la gestione separata .Perviene SOLO ora verifica INPS di versamento del contributo dovuto per la gestione separata con relativa sanzione pecuniaria :come opera la PRESCRIZIONE se nel pervenuto prospetto INPS allegato alla lettera di invito al pagamento è stata anche indicata puale data di scadenza del versamento il 09.07.2012 ?
    Ringrazio ed invio molti cordiali saluti

    • Fiscomania

      Salve Gabriele, la prescrizione non opera, in questo caso, in quanto la comunicazione dell’Inps è arrivata nei cinque anni dalla data di scadenza del pagamento.

  24. Salve,
    avrei necessità di alcuni chiarimenti in merito all’aliquota da applicare ai compensi percepiti in qualità di lavoratore autonomo occasionale. Mi spiego meglio: sono un insegnante con contratti di lavoro a tempo determinato. Attualmente non sto esercitando in quanto ancora non sono stato assunto da alcuna scuola e di conseguenza in questo momento non percepisco alcun emolumento per questo tipo di attività. Nel frattempo però ho svolto delle collaborazioni di lavoro autonomo occasionale per le quali dovrò emettere la relativa ricevuta. La mia domanda è la seguente:
    L’aliquota Inps da applicare è quella del 32,72% poichè attualmente non ho alcun contratto in vigore con la scuola oppure si deve applicare l’aliquota del 24% in ragione del fatto che nell’anno solare 2017 risulto iscritto ad un altra gestione previdenziale obbligatoria?

    • Fiscomania

      E’ il committente soggetto passivo Iva che deve applicare la ritenuta corretta sulle sue ricevute, di cui 1/3 a suo carico e 2/3 a carico del committente. Se, invece, i committenti sono privati, pagherà i contributi in dichiarazione. Se ha superato i €. 5.000 si presume attività continuativa da effettuare con partita Iva. Se vuole ne parliamo in una consulenza in privato.

  25. Buongiorno desidero avere un chiarimento inerente il minimale della gestione separata non riesco a comprendere se fatturando sotto la soglia dei 15.548,00 euro debba lo stesso versare obbligatoriamente il contributo di euro 3.731,52 oppure posso versare solo sul fatturato sotto la soglia del minimale?Grazie

    • Fiscomania

      I contributi devono essere versati comunque alla gestione separata. Il contributo si determina sul reddito. Lei ha bisogno della consulenza di un commercialista. Se vuole sono a disposizione.

  26. buongiorno,
    sono una lavoratrice dipendente a tempo indeterminato (32 ore settimanali) e vorrei fare un lavoro extra però mi chiedono la gestione separata …. io di solito faccio le note occasionali che poi aggiungo alla dichiarazione dei redditi annuale ….. vorrei sapere in cosa consiste questa gestione separata.
    Grazie.

  27. Salve, svolgo l’attività di insegnante dal 2005, prima presso scuola paritaria poi dal 2007 in scuole pubbliche. Nel 2011 ho aperto la partita IVA per svolgere l’attività di produttore assicurativo di III livello ma continuando a svolgere la professione di docente a tempo determinato fino al 2015, poi a tempo indeterminato. La settimana scorsa l’INPS mi ha sollecitato il pagamento di contributi e more dovuti ai redditi prodotti nell’anno 2011 con apertura di posizione in gestione separata. La domanda è: avendo già una posizione con l’INPS in quanto docente avrei dovuto ugualmente aprire una nuova posizione in gestione separata? Io non l’avevo mai fatto né il mio consulente mi aveva sollecitato a procedere in tal senso. Come devo procedere?
    Grazie per la cortese risposta e complimenti per il lavoro svolto.

    • Fiscomania

      Avrebbe dovuto aprire una posizione Insp per versare i contributi relativi all’attività svolta. In questo caso non ci sono margini per intervenire, avrebbe dovuto operare correttamente in anticipo. Per la gestione separata non esiste prevalenza.

  28. Buonasera,
    sono una design d’interni e sono assunta in uno studio d’architettura a tempo indeterminato. Adesso dovrei fare un lavoro occasionale per il quale mi hanno richiesto obbligatoriamente l’iscrizione alla gestione separata. Ho visto che è semplice farlo tramite il portale inps ma mi chiedo: nel caso che questo nell’arco dell’anno sia l’unico lavoro e considerando che non supererà i 5000 euro su cosa viene applicata l’aliquota: sull’importo del lavoro o c’è un importo minimo su cui calcolarla e poi se non farò più altri lavori devo comunque pagare fino a che non mi cancello dalla gestione separata?
    Grazie della risposta.

    • Fiscomania

      Salve Gigliola, ma che cosa vuole dire che vogliono l’iscrizione alla gestioene separata? che farà una prestazione occasionale sopra i €. 5.000. Nel caso bisogna fare attenzione. Immagino, invece che le chiedano di operare con partita Iva. In ogni caso, prima di agire si consulti con un commercialista per vedere bene pro e contro di ogni ipotesi. Se vuole mi contatti in privato.

  29. Gentili,
    avrei un quesito da porre. Con delle colleghe educatrici stiamo per aprire un associazione professionale avente un’unica Partita IVA (quella dell’associazione), offriremo servizi alle famiglie.
    Siamo già dipendenti private con un rapporto di lavoro di circa 30 ore a settimana.

    Dobbiamo versare lo stesso i contributi per la nuova attività? Dobbiamo iscriverci alla Gestione separata o siamo esenti?
    Non prevediamo guadagni alti essendo principalmente impegnate con il lavoro dipendente.
    Vorremo solo essere certe di non pagare troppe tasse!
    Grazie per la risposta e per il vostro lavoro.

    • Fiscomania

      L’associazione deve fornire servizi agli associati. Chi presta questi servizi può farlo gratuitamente oppure dietro compenso, ma in questo caso è necessario operare in regola con la normativa fiscale per le attività professionali. Credo ci sia bisogno di qualcuno che vi aiuti ad inquadrare il tutto a livello fiscale, evitando di fare errori e minimizzando i costi. Se volete contattatemi in privato.

  30. Buongiorno, ho la pensione di vecchiaia (VO).
    se apro una partita iva sono obbligato alla gestione separata?

  31. Buongiorno,
    sono un lavoratore occasionale, facendo un controllo ho scoperto, ignoranza mia, di aver sforato i 5000€ lordi poiché una prestazione del precedente anno è andata in pagamento nell’anno corrente.
    Mi sono reso conto di aver sforato dopo più di un mese. In cosa posso incorrere? Come posso regolarizzare la mia posizione?
    Anticipatamente ringrazio.

  32. Salve,
    sono un architetto che al momento lavoro come dipendente in un negozio di arredamento con contratto a tempo determinato. Ho sempre la piva ma da quando sono dipendente non ho di fatto fatto nessuna notula. Sono iscritta alla gestione separata e mi sono cancellata da inarcassa. La mia domanda è questa nel caso rimanessi incinta avrei diritto a qualche forma di tutela?

    • Fiscomania

      Alle lavoratrici autonome iscritte alla gestione separata Inps spetta l’indennità di maternità a condizione che: non abbiano altre forme di copertura previdenziale obbligatoria;
      non siano titolari di pensione diretta o di reversibilità; risultino attribuite almeno tre mensilità di contribuzione nei dodici mesi precedenti l’inizio del periodo indennizzabile (la contribuzione deve essere comprensiva della maggiorazione dovuta per maternità, malattia e assegno al nucleo familiare). Nel suo caso avendo altra copertura previdenziale data dal lavoro dipendente non le spetta l’indennità di maternità come lavoratore autonomo. Le spetterà eventualmente nella gestione dei lavoratori dipendenti. Altrimenti a contatto di lavoro dipendente terminato per ottenerla dovrà aver versato almeno tre mensilità di contribuzione nell’anno.

  33. Buona sera. Sono un soggetto che svolge attività di lavoro autonomo occasionale , ai sensi dell’articolo 2222 del codice civile, per conto di diversi committenti lungo l’arco dell’anno e supero la soglia dei €. 5.000 di compensi annui. Chiedo la soglia è riferita al singolo committente o si cumulano i compensi indipendentemente da esso?
    inoltre ipotizzando di raggiungere i 5000 euro e poi di ricevere un incarico da 1000 euro, allora il contributo da versare è pari a 240 euro; poi ricevo un altro incarico da 1000 euro da altro committente. In questo caso arrivo a superare la soglia per 1000+1000 euro. Devo pagare 480 euro? Oppure solo altri 240 euro poichè il contributo sui primi 1000 l’ho già pagato?
    Grazie per le risposte

    • Fiscomania

      Da quello che mi dice, prima di tutto, lei con la prestazione occasionale non è in regola. Operando durante l’anno con più committenti dovrebbe operare con partita Iva. Il mio consiglio è quello di pensare prima di tutto a questo aspetto, perché in caso di controlli è passibile di sanzioni.

  34. Salve, ho una società sas dove io rappresento il socio accomandatario mentre mio fratello il socio accomandante. Volevo sapere se sono obbligato ad essere iscritto al cassetto previdenziale artigiani e commercianti e quindi a versare l’INPS trimestralmente. Nel caso in cui fossi obbligato non c’è un’altra forma di società che non me lo imponga?
    Grazie mille
    Luca

    • Fiscomania

      Il socio accomandatario è tenuto all’iscrizione alla gestione commercianti e al pagamento dei relativi contributi fissi. Il socio accomandante non è tenuto a tale iscrizione visto che non ha titolo per svolgere attività nell’azienda.

  35. Salve sono un ingegnere iscritto regolarmente a ordine professionale e inarcassa, con partita iva.
    Sono stato selezionato per un incarico da docente per un corso serale presso una scuola secondaria pubblica. Vorrei sapere se è necessaria o meno la cancellazione da Inarcassa e l’iscrizione alla Gestione separata INPS. Durante questo periodo, come gestisco le fatture? o meglio… a chi dovrò versare i miei contributi?
    Detto questo, chiedo cosa succede a livello previdenziale e fiscale? E le fatture come dovranno essere impostate?

    Grazie mille!

    • Fiscomania

      E’ necessario aprire un secondo codice attività, iscriversi alla gestione separata, e avere due contabilità separate, per le quali dovrà versare contributi diversi, all’Inps e a Inarcassa. Le consiglio di farsi seguire da un Commercialista di fiducia. Se non ne ha uno, siamo a disposizione. Se vuole la contatto in privato.

  36. Buongiorno, desideravo porvi il seguente quesito:
    Essendo stato lavoratore dipendente per circa 30 anni fino al 2016, mentre dal 2017 ad oggi sto usufruendo dell’indennità NaspI, se volessi intraprendere un attività, che a seconda del tipo categoria ATECO 2007 potrebbe essere obbligata ad iscriversi alla Gestione Separata INPS, anziché a quella di una cassa previdenziale Artigiani o viceversa, ai fini pensionistici, quando sarà il momento di raggruppare i vari contributi accumulati in diverse casse previdenziali, mi chiedevo quale sistema tra Gestione Separata (da adottare come professionista) e Cassa Artigiani e quella che penalizza maggiormente nel calcolo previdenziale finale? Oppure non vi sono differenze di trattamento pensionistico nel calcolo finale tra le diverse gestioni previdenziali?

    • Fiscomania

      La gestione separata è una gestione previdenziale che ad oggi non può essere cumulata con le altre, quindi, o si riesce a raggiungere il minimo contributivo con questa gestione, oppure, amaramente, si perde tutto. Ma per questi aspetti, a mio avviso occorre parlare direttamente con l’Inps. Ad oggi, comunque, la gestione separata non è in grado di pagare pensioni.

  37. Salve, dovrei aprire partita iva con codice 96.09.09 ‘Altre attività di servizi alla persona’. immagino debba iscrivermi alla gestione separata inps. Quindi domando se è meglio prima aprire la partita iva o fare l’iscrizione all’inps. Grazie

    • Fiscomania

      Salve Alessandro, si affidi alla consulenza di un Commercialista di sua fiducia, per farsi seguire al meglio. Se non ne ha uno di riferimento mi contatti in privato.

  38. Buongiorno, sono la titolare di una impresa di pulizie e servizi, ditta individuale, con mio marito iscritto come coadiuvante, al quale verso regolarmente i contributi inps.
    Da gennaio 2018 dovrei essere assunta a tempo pieno da un condominio per un servizio di portierato vorrei sapere se questa attività di dipendente è compatibile con l’attività della ditta e se posso mantenere mio marito come coadiuvante. Per i contributi da versare all’inps che cosa cambierebbe? ho un limite per quanto riguarda il fatturato della ditta?

    • Fiscomania

      Salve Daniela, il lavoro dipendente è compatibile con la partita Iva, ma i contributi relativi alla partita Iva cambieranno, ci sarà per lei un aliquota inferiore.

  39. Buongiorno, a settembre 2017 ho percepito € 5000 lordi da un unico committente per un contratto di collaborazione e non ho versato quindi contributi alla gestione separata.
    Lo stesso committente mi ha proposto un’assunzione a tempo indeterminato a partire da dicembre 2017.
    Posso stare tranquilla o in qualche modo i 5000 euro possono fare cumulo con lo stipendio che percepirò e avere qualche problema con l’inps?
    Grazie mille
    Rita

    • Fiscomania

      Salve Rita, non superando la soglai di €. 5.000 non sono previsti contributi previdenziali su quel reddito, anche se poi è stata assunta.

  40. Buongiorno,
    sono un lavoratore occasionale non iscritto alla gestione separata. A differenza degli altri anni in cui non ho mai sforato la soglia dei 5.000€ mi sono reso conto che per un errore di un committente che mi ha versato un importo che avrei voluto venisse pagato a gennaio 2018, quest’anno ho raggiunto la soglia di 5.400euro lordi.
    Il committente mi ha comunicato che ha difficoltà a stornare il pagamento ed il relativo versamento della ritenuta che ha appena effettuato. Cosa posso fare ? Qualora dovessi necessariamente iscrivermi alla gestione separata solo a causa di questo disguido dovrei pagare i contributi INPS su tutti i 5.400 euro oppure ho la possibilità di versali solo sulla quota eccedente i 5mila? Come posso risolvere questo errore del committente nei confronti del fisco? Se dovessi iscrivermi alla gestione separata anche i prossimi anni dovrei versare i contributi anche se rimanessi sotto la soglia dei 5mila giusto?
    Grazie mille

    • Fiscomania

      Salve Roberto, la prestazione occasionale, nei termini che mi descrive non è più applicabile. Per risolvere la situazione dovrà versare lei in dichiarazione tutti i contributi Inps. Per il futuro dovrà farsi pagare con i buoni lavoro PrestO’, oppure operare con partita Iva.

  41. Buonasera,
    ho intenzione di aprire un’attività online inquadrata nell’ADECO 73.11.02.
    Se per esempio fatturassi per 15000€ annui a quanto ammonterebbe la cifra da versare all’INPS annualmente? Sarei nella Gestione Separata?
    E poi, se avessi dei “collaboratori” ai quali versare dei Rimborsi Spese (quindi sarei il titolare della mia impresa che occasionalmente usufruisce del lavoro di “collaboratori”, rimborsati una tantum a fine anno), questi sono da considerarsi “costi deducibili”? Potreste farmi esempi di costi deducibili? Cosa si intende per “costi deducibili”?

    Grazie

    Marco

    • Fiscomania

      Salve Marco, impossibile risponderle in questo contesto. Se vuole ci sentiamo in privato per una consulenza sulla sua situazione. Le indicherò tutti gli adempimenti e le modalità di tassazione fiscale e previdenziale previste per la sua attività.

  42. Buonasera
    Mio figlio svolge dei lavori saltuari come collaboratore artistico presso alcune palestre che svolgono attivita’ sportive dilettantistiche il reddito percepito da ogni palestra non supera mai i 5000€ ma nell’arco dell’anno fiscale la somma dei redditi supera tale soglia e’ obbligato all’iscrizione nella Gestione Separata non avendo altra iscrizione all’inps e/o ad altre casse pensionistiche? lui pero’ a un assicurazione pensionistica privata questa lo puo’ esonerare dall’iscrizione? e per ultimo quale sarebbe la quota da versare nel caso l’iscrizione sia obbligatoria e va applicata alla somma dei redditi totali o si calcola la parte di reddito che supera i 5000€ ?
    Vi ringrazio anticipatamente per la vostra cortesia e professionalita’ porgendovi cordiali saluti

    • Fiscomania

      Questo è l’articolo dedicato all’attività sportiva dilettantistica. Dovrebbe trovare tutte le risposte che cerca. “Sportivi dilettanti: il trattamento fiscale dei compensi

  43. Salve, sono una docente statale a tempo indeterminato al momento in aspettativa retribuita per dottorato di ricerca. All’interno del dottorato sono risultata assegnataria di contratto per attività di tutorato (n. 100 ore) dove si prevede l’iscrizione alla Gestione Separata Inps.
    Al momento non ho notizie univoche e concordanti sul fatto che debba attivare o meno un’iscrizione per la gestione separata e chiedo a voi cosa si debba fare in questi casi.

    Grazie mille!

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