Prestazioni occasionali: quando non c’è “lavoro nero”

Condivisioni

Il Ministero del Lavoro, con la nota 16920 del 9 ottobre 2014 ha precisato che in caso di accertamenti fiscali, qualora venissero riscontrate prestazioni di lavoro autonomo occasionale, il rapporto non può definirsi “in nero” qualora venga riscontrata una valida documentazione, come il versamento di ritenute certificate tramite F24 o l’inserimento delle stesse nel modello 770.

Nel caso di riqualificazione, a seguito di accertamento, di prestazioni di lavoro autonomo occasionale con ritenute d’acconto, ai sensi dell’articolo 2222 del Codice civile, se viene riscontrata una “valida documentazione fiscale“, come il versamento di ritenute d’acconto tramite modello F24, o la presentazione della dichiarazione modello 770, dalla quale emerga la conoscenza da parte del Fisco dell’esistenza di un rapporto di lavoro, lo stesso rapporto non può ritenersi “in nero” e non si può applicare, quindi la maxisanzione.

Questo è quando è stato precisato nella nota n. 16920 pubblicata dal Ministero del Lavoro lo scorso 9 ottobre 2014 a seguito di una richiesta di chiarimenti dalla direzione regionale del lavoro del Friuli-VeneziaGiulia. Secondo il Ministero l’applicazione della maxisanzione è collegato alla sussistenza di attività lavorative di natura subordinata attivate senza il rispetto degli obblighi di comunicazione previsti dalla Legge.

Il lavoro autonomo occasionale si caratterizza per l’assenza di obblighi di comunicazione preventiva al Fisco, per questo motivo il Ministero nel corso delle verifiche consiglia di verificare, oltre alla documentazione di carattere previdenziale (se si supera la soglia di €. 5.000 di compenso annuo lordo), anche la documentazione fiscale idonea ad escludere la volontà di occultare l’esistenza del rapporto di lavoro.

Stando alle indicazioni ministeriali, come documentazione utile per evitare l’applicazione della maxisanzione si deve intendere quella fiscale obbligatoria: il versamento delle ritenute d’acconto tramite modello F24, le rilevazioni contabili e la dichiarazione sul modello 770, riferita al periodo oggetto di accertamento. Secondo il Ministero, in ogni caso, spetta al personale ispettivo la facoltà di riqualificare la prestazione di lavoro come prestazione di lavoro subordinato.

Maxisanzione lavoro in nero

La maxisanzione resta comunque applicabile in tutti quei casi in cui, in sede di primo accesso, i verificatori accertino che il lavoratore ha prestato attività lavorativa, per un periodo nel quale non sono ancora scaduti i termini per gli adempimenti fiscali: il 16 di ogni mese per il versamento delle ritenute e il 31 luglio di ogni anno per il modello 770.

Per questo motivo è consigliabile che tutti i sostituti d’imposta che hanno a che fare con soggetti che prestano attività di lavoro autonomo occasionale inviino il modello Unilav di assunzione prevedendo la tipologia del lavoro occasionale. In questo modo si eviterà che possa essere applicata la maxisanzione, in quanto non vi è la volontà di occultare il rapporto di lavoro.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Condivisioni