Secondo acconto imposte alla cassa il 30 novembre

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Il 30 novembre di ogni anno è in scadenza il versamento del secondo acconto, per l’anno in corso, delle imposte sui redditi (Irpef, Ires, Irap, cedolare secca e Ivie/Ivafe). Per evitare versamenti altrimenti non dovuti opportuno bene verificare se si rientra in uno dei casi si esclusione previsti.

Il 30 di novembre di ogni anno è in scadenza il versamento del secondo acconto delle imposte sui redditi. L’acconto del 30 di novembre è dovuto per l’anno di imposta in corso e riguarda, Irpef, Ires, Irap, cedolare secca, Ivie e Ivafe.

Il secondo acconto delle imposte sui redditi è calcolato come il 60% del totale dell’imposta dovuta per l’anno di imposta precedente. Di seguito vediamo tutti i soggetti tenuti al versamento degli acconti, ed i metodi di determinazione dell’acconto. Infine, analizzeremo il ravvedimento operoso per sanare i mancati versamenti.

Soggetti tenuti a versare il secondo acconto

Gli acconti Irpef, Ires e Irap devono essere versati da tutti i contribuenti che rientrano nell’ambito di applicazione delle rispettive imposte e pertanto soggetti al pagamento del primo e del secondo acconto in corso d’anno e del saldo l’anno seguente, una volta determinato in via definitiva il risultato economico di periodo.

In pratica, schematizzando possiamo dire che sono tenuti al versamento degli acconti i contribuenti che presentano un saldo positivo dei seguenti righi del modello Unico:

SoggettiRigo del Modello UnicoVersamento acconti
Persone fisicheRigo RN 33 Differenza > 0Primo acconto pari al 40% dell’imposta entro il 16/06 e secondo acconto entro 30/11.
SocietàIRES – RN17 Differenza > 0Primo acconto pari al 40% dell’imposta entro il 16/06 e secondo acconto entro 30/11.
SocietàIRAP – IR21 > 0Primo acconto pari al 40% dell’imposta entro il 16/06 e secondo acconto entro 30/11.

Attenzione  Si rammenta che, in ogni caso, per il versamento del secondo acconto d’imposta non è riconosciuta ai contribuenti la facoltà di rateizzare gli importi dovuti, così come invece avviene in occasione del versamento del primo acconto.

Soggetti esclusi dall’acconto

Sono esclusi dal versamento dell’acconto delle imposte sui redditi, le seguenti categorie di soggetti:

  • I soggetti titolari di redditi totalmente esenti dalle imposte sui redditi (es. pensioni di invalidità o di guerra);
  • I contribuenti titolari esclusivamente di redditi tassati alla fonte a titolo d’imposta (es. interessi su depositi bancari e postali, interessi su BOT o su titoli pubblici);
  • soggetti che non hanno conseguito redditi nell’anno precedente, o nel’’anno in corso (ad esempio per inizio o cessata attività);
  • soggetti che non hanno legittimamente presentato la dichiarazione per il precedente periodo d’imposta, nonché i lavoratori dipendenti che non possiedono altri redditi ad eccezione dell’abitazione principale;
  • Gli eredi dei contribuenti deceduti tra il primo gennaio dell’anno ed il 2 dicembre dell’anno, in quanto l’obbligo di versamento non si trasferisce in capo agli eredi.

Soggetti che presentano il modello 730

E’ opportuno precisare, onde evitare possibili errori, che per le persone fisiche che presentano la dichiarazione dei redditi utilizzando il Modello 730, il versamento delle imposte con il metodo degli acconti è effettuato tramite il sostituto d’imposta attraverso il sistema delle ritenute, quindi, tale categoria di contribuenti non è tenuta ad effettuare alcun versamento a titolo di acconto.

Metodi di determinazione dell’acconto

Per determinare l’importo degli acconti delle imposte sui redditi dovuti è possibile utilizzare due diverse metodologie:

Il metodo Storico

L’ammontare degli acconti dovuti deve essere calcolato in percentuale sull’imposta dovuta per il periodo d’imposta precedente e viene così calcolato a seconda dell’imposta.

Imposta

Determinazione dell’acconto con il metodo storico

Acconto Irpef

L’acconto Irpef è dovuto se l’imposta dichiarata in quell’anno (riferita, quindi, all’anno precedente), al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta, delle ritenute e delle eccedenze,  è  superiore a €. 51,65. L’acconto, è pari al 100% dell’imposta dichiarata nell’anno (D.L. n. 76/2013) e deve essere versato in una o due rate, a seconda dell’importo:

  • Unico versamento, entro il 30 novembre, se l’acconto non supera €. 257,52;
  • Due rate, se l’acconto è pari o superiore a €. 257,52: la prima (pari al 40%) entro il 16 giugno (insieme al saldo), la seconda (il restante 60%) entro il 30 novembre.
Acconto Ires

L’acconto Ires è fissato nella misura del 100% dell’imposta dovuta per l’anno precedente. L’acconto è pagato in due rate, salvo che il versamento da eseguire alla scadenza della prima non superi i €. 103. In questo caso:

  • Il 40% dell’acconto dovuto è versato alla scadenza della prima rata;
  • Il residuo importo alla scadenza della seconda, cioè entro l’ultimo giorno dell’undicesimo mese successivo a quello di chiusura del periodo d’imposta cui si riferisce la dichiarazione.
Acconto Irap

Per l’acconto Irap si applicano le stesse disposizioni previste per le imposte sui redditi ed il relativo versamento va effettuato con le modalità  e nei termini per queste fissati. In particolare l’acconto Irap:

  • Per le persone fisiche e delle società di persone, è pari al 100% del rigo “Imposta dovuta” della dichiarazione Irap;
  • Per i soggetti Ires è pari al 100% del rigo “Imposta dovuta” della stessa dichiarazione.

L’acconto Irap non deve essere versato se l’importo indicato nel rigo “Imposta dovuta” della dichiarazione Irap è inferiore a €. 51,65, per le persone fisiche e le società  di persone o a  €. 21, per i soggetti Ires (società di capitali, enti commerciali e non commerciali ed equiparati).

Metodo previsionale

In alternativa alla determinazione degli acconti secondo il metodo storico, il contribuente, che al termine del mese di novembre, prevede di conseguire minori redditi per l’anno di imposta in corso, ha facoltà di rideterminare, anche fino ad annullare, il versamento degli acconti per il periodo d’imposta, sulla base del c.d. “metodo previsionale“.

Nella pratica, invece di prendere a riferimento l’imposta dovuta in relazione all’anno precedente, così  come emerge dalla dichiarazione (al netto delle detrazioni, dei crediti d’imposta e delle ritenute d’acconto), il contribuente può stimare le imposte dovute sulla base del risultato che si presume di dichiarare con riferimento al periodo d’imposta in corso. In merito deve essere precisato che:

  • Se in sede di versamento del primo acconto il contribuente ha adottato il metodo storico, lo stesso, non è tenuto a liquidare anche il secondo acconto con lo stesso metodo, ma può adottare il metodo previsionale;
  • L’utilizzo di una metodologia in relazione alla determinazione degli acconti dovuti per un’imposta (ad esempio Ires) non obbliga all’utilizzo dello stesso metodo anche per le altre imposte dovute (ad esempio Irpef e/o Irap), sebbene comunque l’applicazione del medesimo metodo dovrebbe rispondere a criteri più che altro di logica. Per quanto di interesse in fase di controlli da parte dell’Amministrazione finanziaria rileverà solo che i versamenti effettuati risultino essere congrui in relazione al criterio di versamento prescelto.

Le sanzioni

Tale conclusioni assumono importanza soprattutto con riferimento alle sanzioni applicate in caso di adozione del metodo previsionale e versamento di acconti insufficienti: è bene infatti ricordare che in caso di errore nella rideterminazione e/o nel versamento dell’acconto, si va incontro all’applicazione delle sanzioni previste dalla normativa vigente, ossia in misura pari al 30% dell’imposto non versato, oltre agli interessi legali.

Versamento, termini e codici tributo

Per il versamento degli acconti Irpef, Ires ed Irap deve essere utilizzato il modello F24. Per le persone fisiche i versamenti sotto i mille euro potranno essere effettuati con modalità cartacea presentando il modello F24 in banca.

Invece, per i versamenti sopra i mille euro potranno essere utilizzate le modalità telematiche (home banking, o Fisconline/Entratel). Mentre se si deve presentare un modello a saldo zero a seguito di compensazione tale F24 potrà essere presentato esclusivamente attraverso i canali telematici dell’Agenzia delle Entrate. Per le società, come di consueto, valgono le regole del versamento telematico appena descritto.

Codici tributo

Per il versamento del secondo acconto si dovranno utilizzare i seguenti codici tributo:

  • Codice tributo 2002 – Ires Acconto seconda rata o unica soluzione;
  • Codice tributo 4034 – Irpef  Acconto seconda rata o unica soluzione;
  • Codice tributo 1794 – Imposta sostitutiva regime fiscale di vantaggio Acconto seconda rata o unica soluzione;
  • Codice tributo 3813 – Irap Acconto seconda rata o unica soluzione.

Il termine per il versamento del secondo acconto d’imposta, è fissato entro la fine dell’undecimo mese dalla chiusura del periodo d’imposta, se si tratta si società, mentre per le persone fisiche il termine coincide sempre con il 30 novembre.

Per quanto riguarda le regole di versamento con modello F24 vi rimandiamo a questo contributo: “F24 telematici: le regole di versamento“.

Ravvedimento operoso

I contribuenti che commettessero errori nella determinazione del secondo acconto delle imposte sui redditi potranno fruire dell’istituto del ravvedimento operoso (articolo 13 D.Lgs. n. 472/97), ottenendo in tale modo la riduzione delle sanzioni previste per l’omesso o insufficiente versamento dell’acconto, pari al 30% dell’omesso versamento:

  • Ad 1/10 pari al 3%, qualora il pagamento del dovuto a titolo di acconto ed interessi sia effettuato entro 30 giorni dalla data di scadenza del termine di versamento;
  • Ad 1/8 pari al 3,75%, qualora il predetto versamento sia effettuato entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all’anno nel corso del quale è stata commessa la violazione.

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