Società estinta: accertamento in 5 anni

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L’estinzione di una società ha effetto, ai fini fiscali, trascorsi 5 anni dalla cancellazione dal Registro imprese, per consentire Fisco di effettuare la sua attività di accertamento.

Il Decreto Semplificazioni fiscali 2014 apporta rilevanti modifiche alla normativa riguardante la “sopravvivenzadella società estinta nei confronti dell’Amministrazione Finanziaria.

Infatti, “Ai soli fini della liquidazione, accertamento, contenzioso, e riscossione dei tributi e contributi, sanzioni e interessi, l’estinzione della società di cui all’articolo 2495 del c.c. ha effetto trascorsi 5 anni dalla richiesta di cancellazione nel Registro delle imprese”.

Si tratta di una disposizione che intende porre un freno alla situazione di soccombenza dell’Amministrazione finanziaria nei giudizi tesi ad accertare la responsabilità di notificare atti di recupero o esattivi nei confronti della società estinta.

La normativa attuale

A partire dalla riforma del diritto societario del 2004, l’articolo 2495 c.c. prevede che la società si consideri estinta trascorso un anno dalla cancellazione dal Registro delle imprese. Approvato il bilancio finale di liquidazione, i liquidatori devono chiedere la cancellazione della società dal Registro delle Imprese. Nella società estinta i creditori sociali insoddisfatti possono fare valere i loro crediti nei confronti dei soci, fino a concorrenza delle somme da questi riscosse in base al bilancio finale di liquidazione, e nei confronti dei liquidatori, se il mancato pagamento è dipeso da colpa di questi.

L’impatto delle modifiche

Su questa normativa vigente, la consolidata giurisprudenza della Cassazione ha precisato che la cancellazione dal Registro delle imprese produce l’effetto costitutivo dell’estinzione immediata della società, anche in presenza di debiti insoddisfatti, e di rapporti giuridici non definiti. Questo significa che a livello civilistico, quando la società estinta non ha più rapporti giuridici in essere, e i liquidatori perdono ogni capacità di rappresentanza.

Attualmente, invece, la disciplina fiscale prevede, senza operare alcuna modifica alle norme del Codice Civile, che la sola Amministrazione Finanziaria possa continuare ad effettuare la propria attività accertativa, in modo da poter intrattenere rapporti, notificare atti alla società, anche se questa, di fatto, è già una società estinta, almeno da un punto di vista civilistico.

Infatti, la fittizia permanenza in vita della società determina un ritorno al passato ai fini delle notifiche, delle pretese e delle responsabilità che, pur dovendo soggiacere alle limitazioni di natura civilistica, potranno essere fatte valere direttamente nei confronti dell’ente a livello formale.

Per questi motivi, è pensabile allora, che la società estinta sarà, dopo la cancellazione ancora rappresentata dai propri liquidatori, ai soli fini fiscali, che dovranno continuare ad adempiere a tutti i loro doveri imposti dal Codice Civile.

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