Regime forfettario per i contribuenti minori

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Il regime dei minimi nel 2015 cambia volto e diventa regime “forfettario”. Cambiano le soglie di reddito per la permanenza nel regime, diverse per ogni tipologia di attività, tassazione basata su coefficienti di redditività, e durata illimitata. Ecco tutti i consigli per chi intende aprire partita Iva.

La Legge di Stabilità 2015 ha previsto la modifica dell’attuale regime dei minimi (D.L. n. 98/2011), e l’introduzione del nuovo regime c.d. “forfettario”. Il regime dei minimi resterà in vigore fino al termine del 2014, dal nuovo anno i soggetti che possiedono i requisiti previsti dal regime dei minimi (5 anni di applicazione ed età inferiore ai 35), potranno continuare ad applicare l’imposta sostitutiva al 5%, sempre se rispetteranno il limite dei ricavi fino a 30.000 €, oppure in alternativa potranno decidere di passare al regime “forfettario” con una riduzione dell’aliquota di imposta sostitutiva di un terzo, quindi al 10%. I soggetti che apriranno partita IVA, invece, accederanno direttamente al nuovo regime “forfettario” con aliquota al 15%.

Il passaggio dal regime dei minimi al regime “forfettario” – Il passaggio dal regime dei minimi al nuovo regime “forfettario” è disposto per i soggetti che al 31 dicembre 2014 si trovino già nel regime dei minimi. A questi soggetti è offerta la possibilità di effettuare il passaggio automatico al regime forfettario se possiedono determinati requisiti:

  1. Rispettino il limite di ricavi/compensi previsto dal nuovo regime (e diverso per ogni tipologia di attività);
  2. Non abbiamo effettuato spese per collaboratori sopra i 5.000 € lordi;
  3. Non abbiano avuto spese per l’acquisto di beni strumentali sopra ai 20.000 €;
  4. L’attività non rappresenti la mera prosecuzione rispetto ad un’eventuale precedente attività lavorativa di lavoro dipendente o autonomo.

Anche i soggetti che nel corso del 2014 erano in contabilità semplificata potranno accedere al nuovo regime “forfettario”, se rispettano tutti i requisiti richiesti per l’ingresso nel nuovo regime agevolato. In ogni caso, tutti i soggetti che effettueranno il passaggio verso il regime “forfettario”, potranno beneficiare di un’agevolazione che consiste nella riduzione di 1/3 dell’aliquota sostitutiva per gli anni residuali rispetto ai 3 anni di regime agevolato che spettano ai soggetti che applicheranno il regime “forfettario”.

I ricavi e la determinazione del reddito nel regime “forfettario” – La permanenza nel regime “forfettario” è legata alle soglie di ricavi/compensi fissate dal Ddl di Stabilità. Per i professionisti il limite è fissato a €. 15.000, per le professioni sanitarie, scientifiche o di istruzione il limite è sempre di €. 15.000, per le attività di commercio all’ingrosso e al dettaglio e per le attività di alloggio e ristorazione il limite sale a €. 40.000. Per le attività alimentari la soglia è di €. 35.000, per il commercio ambulante €. 20.000, per il settore delle costruzioni €. 15.000, mentre per le altre attività €. 20.000. Nel nuovo regime “forfettario” il reddito viene calcolato non più sulla differenza tra ricavi e costi deducibili, come avviene adesso per il regime dei minimi, ma forfettariamente, applicando un coefficiente di redditività sul reddito complessivo, dato dalla somma ricavi/compensi con la sola possibilità di deduzione dei contributi previdenziali versati nell’anno di imposta. Sul reddito così calcolato dovrà essere applicata l’aliquota dell’imposta sostitutiva dell’IRPEF e delle addizionali comunali e regionali del 15%. Nel caso in cui i compensi percepiti nell’anno di imposta superino le soglie elencate il contribuente fuoriesce automaticamente dal regime “forfettario”. Quindi, possiamo dire che a partire dal 2015 tutti i soggetti che aprono partita Iva o che si trovano in contabilità semplificata o ordinaria possono entrare nel regime “forfettario” a patto che non vengano superati i limiti dei ricavi, che, a seconda dell’attività svolta, variano dai €. 15.000 ai €. 40.000.

Coefficienti di redditività del “regime forfettario” – Per i soggetti che entreranno nel nuovo regime “forfettario”, il coefficiente di redditività una percentuale che varia dal 40 fino all’86% a seconda della tipologia di attività svolta. Il coefficiente deve essere applicato al reddito imponibile, sul quale poi calcolare l’imposta sostitutiva del 15%. Per i soggetti che aprono partita Iva per iniziare una nuova attività di impresa o di lavoro autonomo per il primo anno di attività e per i successivi due, l’aliquota scende fino al 10%. Come abbiamo detto, il coefficiente di redditività varia a seconda dell’attività svolta: per le attività professionali, scientifiche, tecniche, sanitarie, di istruzione, il coefficiente è il 78%, per le industrie alimentari e delle bevande e per il commercio all’ingrosso e al dettaglio il coefficiente è il 40%, mentre per le costruzioni e le attività immobiliari è l’86%. Le altre attività economiche avranno un coefficiente del 67%.

I consigli per chi deve aprire partita Iva – I soggetti che si trovano in questi giorni a valutare la possibile apertura della partita Iva per l’esercizio di una nuova attività di lavoro autonomo o di impresa, devono valutare bene le possibilità che gli si possono offrire. Fino al 31 dicembre 2014 chi apre partita Iva, infatti, può ancora aderire al regime dei minimi, con imposta sostitutiva al 5%, massimo 5 anni di applicabilità (o raggiungimento dei 35 anni), con €. 30.000 di limite annuo di ricavi. Cosa che non potrà più avvenire a partire dal 2015, in quanto il regime dei minimi cesserà di esistere, ma resterà in vita solo per i soggetti che aderivano già nel 2014. Questo significa che è necessario valutare bene se ci conviene di più il regime “forfettario” oppure il vecchio regime dei minimi, sia in termini di ricavi che si intende percepire, sia in termini di tassazione che dovrà essere versata.

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2 comments

  1. buonasera sono Maggio Rino vorrei sapere a regime forfettario avendo per esempio un imponibile di 10.000 euro i contributi Inps vengono calcolati sulla base del coefficiente 67,% oppure su tutto l imponibile e con quali percentuali considerando che appartengo alla categoria altre attività per la precisione attività postali grazie per l eventuale chiarimento

    • Salve,
      i contributi Inps devono essere calcolati sulla base del proprio reddito imponibile, che per il regime forfettario è dato dall’applicazione del coefficiente al reddito percepito.

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