Professionisti: quando si emette una fattura pro-forma?

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La fattura pro-forma (o anche progetto di notula) è un documento non valido ai fini fiscali che viene usato dai professionisti per comunicare al cliente l’importo del compenso dovuto per la prestazione professionale che ha ricevuto. Solo successivamente, al momento del pagamento sarà emessa regolare fattura, valida ai fini Iva, e ai fini delle imposte sui redditi.

L’emissione della fattura pro-forma è ormai diventata una consuetudine nei rapporti professionali. Si tratta di un documento che può essere assimilato ad una fattura, ma sprovvisto di valore fiscale.

La fattura pro-forma viene emessa dal professionista per richiedere il pagamento al cliente prima dell’emissione della fattura definitiva. Ai fini Iva, infatti, con riferimento alle prestazioni di servizi rese da parte di un professionista, è necessario considerare che il momento di effettuazione di un’operazione si considera quello dell’avvenuto pagamento del corrispettivo, come previsto dall’articolo 6 comma 3 del DPR n. 633/72. Inoltre, se anteriormente al verificarsi della conclusione dell’operazione viene emessa fattura, o sia pagato in tutto o in parte il corrispettivo dovuto, l’operazione si considera effettuata limitatamente all’importo fatturato o pagato, alla data della fattura o a quella del pagamento.

Partendo dal presupposto che la disciplina Iva regola in maniera ben definita il momento di effettuazione dell’operazione da parte del professionista e con essa i relativi obblighi formali e sostanziali di emissione della fattura, possiamo dire che la fattura pro-forma rappresenta una sorta di riepilogo a favore del cliente degli importi dovuti per la prestazione resa dal professionista.

Come abbiamo detto, la fattura pro-forma non è un documento valido ai fini fiscali, non genera obblighi né per la determinazione dei ricavi né per la liquidazione dell’Iva, e questo consente al professionista di beneficiare di alcuni vantaggi, primo tra tutti la possibilità di evitare il pagamento dell’Iva prima di aver ricevuto il pagamento della prestazione. Cosa che non avviene, se invece si emette fattura antecedentemente al momento del pagamento del compenso.

Tuttavia, è importante sottolineare che una volta ricevuto il pagamento per una fattura pro-forma, dovrà essere emessa la fattura fiscale riportante la data di avvenuto pagamento.

Compilazione della fattura pro-forma

La fattura proforma da un punto di vista formale si presenta come una normale fattura, ma deve esservi specificatamente indicato che si tratta di fattura pro-forma. Inoltre, la fattura proforma è dotata di una numerazione propria, del tutto indipendente dalla numerazione delle fatture classiche.

Requisiti della fattura pro-forma

Il requisito di distinguibilità della fattura pro-forma rispetto alla normale fatture si ottiene:

  • Inserendo in fattura la dicitura “fattura pro-forma“, tipicamente nella parte alta del documento, prima della parte tabellare;
  • Specificando il numero progressivo di fattura proforma, che deve essere indipendente dal progressivo utilizzato per le fatture fiscali (dicitura “fattura proforma n°“);
  • Indicando la seguente dicitura: “Il presente documento non costituisce fattura valida ai fini del DPR n. 633/72. La fattura definitiva verrà emessa all’atto del pagamento del corrispettivo (articolo 6, comma 3, DPR n. 633/72)“. In genere inserendolo tra le note in fondo alla pagina.

Questi aspetti sono particolarmente importanti, infatti, nel caso in cui venga compilata una fattura pro-forma in maniera non corretta, l’Amministrazione Finanziaria, potrebbe considerare il documento come una vera e propria fattura, con tutte le conseguenze del caso per il professionista che non abbia adempiuto agli obblighi formali previsti al sorgere del momento impositivo, come la registrazione o l’inclusione del documento nella liquidazione periodica.

Pertanto, diventa fondamentale per ogni professionista che si appresti ad emettere fatture pro-forma, al fine di evitare spiacevoli conseguenze, compilare correttamente il documento, evitando di inserire nello stesso esplicita e separata indicazione sia dell’Iva applicata nella prestazione, sia della conseguente imposta, ma limitandosi piuttosto ad indicare in maniera chiara il valore della prestazione al cliente, che è il vero obiettivo della fattura pro-forma.

Modello di pro-forma

Ecco il link per scaricare un modello di pro-forma da personalizzare: modello di fattura pro-forma. Se avete bisogno di aiuto per la realizzazione di una fattura pro-forma lasciateci un commento: vi risponderemo nel più breve tempo.

2 comments

  1. Buongiorno.
    Avrei un quesito da porvi.
    Espongo il caso:
    – 2014:
    – richiesta da parte del professionista di anticipo di € 10.000 a fronte di diverse cause in corso
    – Consegna assegno da parte del cliente ed incasso da parte del professionista in tempi brevissimi (2/3 gg)
    – cause tutte vinte – emissione di fattura da € 1.400 (unica fattura emessa)
    – 2017: richiesta da parte del cliente al professionista di restituzione dell’eccedenza fra anticipo e fattura emessa per un totale di € 8.600
    – 2017: emissione da parte del professionista di 4 notule proforma con descrizioni “fittizie” per un importo che addirittura supera l’anticipo.

    Come si configura ciò che è avvenuto?
    E’ legale il comportamento del professionista?

    Grazie per una vostra risposta.

  2. Fiscomania

    Il comportamento non è assolutamente corretto. Il professionista a fronte dell’anticipo doveva emettere fattura per il totale, e il cliente avrebbe dovuto chiederla.

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